La LIPU contro il tunnel a Ventotene

“Le notizie riportate stamattina dal quotidiano Terra circa la pubblicazione da parte del Comune di Ventotene del bando per la realizzazione di un tunnel sotto l’isola vulcanica ci allarmano particolarmente”. E’ il commento del presidente della Lipu-BirdLife Italia Fulvio Mamone Capria all’ipotesi di megaopera da realizzare presso l’isola pontina.
“Ventotene, già a rischio da un punto di vista idrogeologico e particolarmente delicata da un punto di vista paesaggistico e naturalistico, sarebbe ancora più minacciata da questa opera dall’impatto ambientale pesante. Non dimentichiamo che Ventotene, strettamente vincolata a livello nazionale e comunitario come Zona di Protezione Speciale, è un luogo tra i più importanti d’Europa per la migrazione degli uccelli e una riserva marina di primo piano”.
“Se questo progetto vuole essere la soluzione ai rischi di frana cui l’isola è soggetta – prosegue il presidente Lipu – allora è necessario che qualche esperto indipendente dia un quadro più chiaro e garantito della situazione. Per questo abbiamo segnalato immediatamente il caso ai Ministri dell’Ambiente e dei Beni culturali, chiedendo che vengano inviati tecnici di alto livello sul posto, per valutare quali danni possa causare il tunnel all’equilibrio idrogeologico dell’isola e soprattutto se non ci siano soluzioni alternative meno impattanti e rischiose”.
“Nel nostro Paese assistiamo a troppi interventi di trasformazione del territorio senza che siano valutate alternative sostenibili come, ad esempio, l’utilizzo di ingegnerie naturalistiche. Allora ci chiediamo: lo sviluppo di un luogo prezioso come Ventotene deve essere legato alle colate di cemento armato o è arrivata l’ora di immaginarsi, finalmente, una gestione e persino una promozione turistica di alta qualità e in chiave moderna ed ecologista? Con i cinque milioni di euro previsti per il tunnel si possono realizzare alternative serie, basta solo volerlo”.
“La Lipu – conclude Mamone Capria – sarà molto vigile su questa come su tutte quelle opere che rischiano di rovinare ulteriormente il nostro Belpaese e aggravare il bilancio di consumo di territorio, che cresce pericolosamente da nord a sud”.

Fonte: Agenzia Parlamentare, Diario del Web, Ecologiae, Alternativasostenibile, Latina 24Ore, Nuovaresistenza, Roma Oggi Notizie, Il Cambiamento, Latina Oggi, Rivista europea, Terracina Social Forum, Parvapolis

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L’Italia dei Valori contro il tunnel a Ventotene

“L’idea di costruire un tunnel a Ventotene e’ una follia ambientale ed economica. Mi batteró affinché il relativo bando da 5 milioni di euro venga ritirato, se necessario anche coinvolgendo il Parlamento europeo”. Lo afferma l’eurodeputato Niccoló Rinaldi, capodelegazione dell’Idv. “Secondo quanto riferisce il quotidiano Terra, infatti – prosegue –, una galleria di 300 metri in un’isola classificata a rischio frana, e teatro anche di un evento drammatico come la morte di due ragazze a causa del crollo di un costone, sarebbe un’opera non compatibile con il territorio”. “Un nuovo asse viario – aggiunge Rinaldi – non farebbe altro che portare piú auto, camion e caos in un’isola che invece andrebbe valorizzata con l’utilizzo esclusivo di mezzi ecologici e tutelando al massimo il suo giá fragile equilibrio idrogeologico”. “Italia ed Europa abbondano di esperienze di potenziamento della mobilitá sostenibile a basso prezzo. Chi e come ha stabilito che a Ventotene il tunnel e’ la migliore opzione possibile?”, conclude l’europarlamentare.

Fonte: Agenzia Parlamentare, Libero, IDV

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Il tunnel sarà la morte di Ventotene

L’idea di costruire un tunnel sotterraneo di trecento metri in un’isola lunga meno di 3 chilometri e con soli 700 abitanti, fragilissima perchè composta di tufo, già potrebbe sembrare un azzardo. Ma a Ventotene il progetto non solo è realtà, ma è anche prossimo alla fase esecutiva. Scoprire poi che il bando pubblicato il 22 agosto dal Comune prevede per l’opera una spesa di 4.825.148,56 euro di fondi trasferiti dalla Regione Lazio (delibera 815 del 22 ottobre 2009) lascia ancora più perplessi. Solo un anno fa la tragedia delle due ragazzine, Sara Panuccio e Francesca Colonnello, colpite a morte da una frana mentre erano sulla spiaggia a giocare con le compagne di classe. E allora, «per ridurre il rischio frana» è necessario costruire un tunnel sotterraneo. Così auto, camion e veicoli potranno circolare «in sicurezza». Nel bando agostano è scritto infatti che «il Comune di Ventotene intende realizzare un nuovo collegamento al centro abitato dal porto nuovo evitando il transito veicolare attraverso le banchine del porto romano e le strade del borgo storico.

Il nuovo collegamento si articolerà interamente in galleria, di cui una parte da realizzarsi attraverso la perforazione di un tratto di costa classificato a rischio frana». La galleria sarà in parte in parte scavata (circa 65 metri) e in parte artificiale (circa 120 metri). Colpo di genio o impresa con troppi rischi? «Ho conosciuto Ventotene nel 1968», spiega a Terra il geologo Riccardo Caniparoli, esperto di dissesto idrogeologico, «e va detto che l’isola negli ultimi 40 anni è stata presa d’assalto durante i periodi estivi da una quantità di turisti superiore alla “capacità di carico del territorio”. Questo si traduce, per l’ambiente e per i suoi fragili equilibri, in maggior consumo di suolo, acqua, aria, energia e prodotti alimentari. Quanto al tunnel, con questa scelta l’amministrazione comunale, oltre a riconoscere che l’attuale collegamento viario tra il molo commerciale del porto e l’abitato non è mai stato a norma di legge, dimostra di voler risolvere il “problema frane” con vecchie logiche di cementificazione del territorio e con opere inutili allo scopo e dannose per l’ambiente».

Il bando comunale propone di realizzare, oltre alla galleria, anche pali, micropali e diaframmi in cemento armato (lavori valutati a base d’asta in € 1.200.000,00) e lavori edili per € 2.460.352,70. Una spesa che si poteva evitare? «La scelta metodologica di approccio al problema non sembra la più idonea, sia in termini di compatibilità strutturale delle opere previste con la tipologia delle rocce e dei terreni interessati e sia in termini di interazione tra le opere progettate e l’evoluzione della dinamica degli equilibri ambientali. Le opere previste verrebbero realizzate, peraltro, su di una piccola isola di notevole pregio naturalistico, scientifico ed archeologico. Non sarebbe stato più logico e qualificante per l’Amministrazione indire un “Concorso internazionale di idee per la progettazione di un sistema di collegamento del centro abitato al porto nuovo e la rimozione del rischio frana con tecnologie innovative e rispettose dell’ambiente”?». Secondo l’esperto, puntare dritti alla soluzione monstre della galleria è stato un errore.

Ma alternative ce n’erano? «Eccome! è assurdo oggi pensare di sviluppare una zona turistica che per struttura e vocazione dovrebbe essere fruibile tutta a piedi o con mini taxi elettrici o con impianti su cremagliera o su cavi. Ed invece si pensa sempre a favorire il trasporto su gomma. Ci sono posti dell’Italia visitati dai turisti proprio perché raggiungibili solo con il battello o la ferrovia. Ad esempio, all’interno dei Comuni delle Cinque terre in Liguria (ognuno molto più grande di Ventotene) si transita solo a piedi e le merci sono trasportate con mini veicoli elettrici, teleferiche e cremagliere. Un altro esempio? L’isola di Alicudi: è anch’essa tutta pedonale. Ma anche quest’isola è molto frequentata ed apprezzata per la sua caratteristica». Contro il tunnel di Ventotene si sono schierati in tanti, cittadini, ecologisti, Wwf.

L’ultimo crollo sull’isola, senza conseguenze a cose e persone, è avvenuto il 17 agosto scorso in zona Fontanelle. Al momento sono in corso numerosi lavori di consolidamento dei costoni di tufo. «Pensare di favorire lo sviluppo omologando i luoghi vuol dire distruggere il territorio ed il turismo. Nelle città si realizzano isole pedonali, mentre qui si vuole incrementare la circolazione di auto e camion. Bella scelta di sviluppo e di riqualificazione del territorio!». Un minibus elettrico, piccolo e leggero, costa 250mila euro. Un’alternativa quindi ci sarebbe. Chissà che non sia troppo tardi.

Fonte: Terra News, Tiscali, Pontinia Ecologia e Territorio

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Nuova lettera di Bruno Panuccio ai Ventotenesi

Bruno Panuccio

“Ho letto su vari blogs, in particolare su VentoteneNews molti commenti duri dei Ventotenesi stessi contro la realizzazione dell’ecomostro Tunnel da 300 metri.
Li condivido in pieno, il mio pensiero è noto.
Però voglio farvi un appunto…ed un consiglio se permettete:

Fatevi carico ed esponetevi voi in prima persona e non lasciate solo agli altri il compito di difendere la vostra isola.
Mobilitatevi, organizzate manifestazioni di protesta pubblica, CIVILE e visibile, metteteli alla corda.
Lo so che non è facile, ma credo sia l’ unica strada da percorrere per ottenere risultati tangibili e concreti, altrimenti faranno sempre orecchie da mercante e rigireranno le cose a loro piacere con argomentazioni ben esposte anche se totalmente fuorvianti.
A parlare son bravi tutti, e mi ci metto anch’io, ma scendere in strada, metterci la faccia e lottare è molto più arduo.

Se riuscirete in questo, la vittoria non sarà mia, ma VOSTRA, sull’isola ci siete VOI ED I VOSTRI FIGLI.
O volete veramente che alla fine sprofondi…. e se tale giorno arriverà, cosa che non mi auguro, cosa risponderete a voi stessi?
Non c’ero, non me lo aspettavo, è una fatalità.

Io questa risposta falsa con la quale qualcuno ha pensato di pulirsi la coscienza la conosco bene, e la pago ogni giorno sulla mia pelle e dentro il mio animo.”

Bruno Panuccio, 6 settembre 2011

Fonte: Facebook

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Ventotene condannata dai suoi abitanti

L’isola di Ventotene sta per essere devastata da un cantiere che per anni la squasserà lasciandole una cicatrice perenne tanto deturpante quanto inutile.
L’assurdo progetto da 5 milioni di euro pubblici, portato avanti da un pugno di amministratori senza scrupoli, di un mega tunnel lungo 300 metri per favorire lo scorrimento del traffico su un territorio grande poco più di 1 kmq è ridicolo, ma purtroppo reale.
A fronte dell’opposizione da parte delle maggiori associazioni ambientaliste, WWF e Legambiente in testa, il sindaco dell’isola, grande sostenitore del progetto, tenta di spacciare il tunnel come ‘ecosostenibile’, ignorando, evidentemente, il significato delle parole che lui stesso si è fatto scrivere sui giornali dal suo assessore alla cultura.
Quello che in questa grottesca vicenda colpisce maggiormente non è però solo la voracità rapace di un amministratore pubblico, che tra l’altro è stato rinviato a giudizio per la morte di due bambine lo scorso anno, permette sul suo minuscolo territorio un abusivismo edilizio senza limiti e risulta indagato dalla Corte dei Conti, quanto l’assurdo comportamento dei Ventotenesi.
Non una voce di protesta infatti si leva da quella che un tempo era la perla selvaggia del Tirreno, la culla dell’europeismo di Spinelli, il luogo dove le migliori menti del secolo erano state confinate dal regime fascista.
È come se una micidiale forma di apatia, forse rassegnazione o più probabilmente indifferenza (se non interesse), avesse infettato tutte le menti dell’isola, comprese quelle di coloro che dicono di amarla: dal libraio al parroco, dal ristoratore al contadino, dall’insegnante al consigliere d’opposizione, dalla guida turistica al proprietario della villetta, dall’assessore all’ambiente (sic) all’ex cittadino ora residente.
Tutto tace, nessuno si indigna, nessuno protesta, nessuno manifesta apertamente e pubblicamente per quello che per tutti gli altri italiani è uno scempio mortale e uno scandalo.
Un tempo si sarebbe potuto giustificare tale comportamento collettivo come frutto di ignoranza, nel senso di non conoscenza degli effetti gravissimi che tali scelte territoriali comportano, e degli interessi economici, enormi, che ci sono dietro. Ma oggi tale scusa non è più accettabile: ci sono i giornali, le tv e soprattutto c’è internet!
E allora?
Allora forse a sbagliare siamo noi, che ancora crediamo che ci si debba opporre ad una scelta sbagliata e disastrosa con tutte le forze, che vogliamo lasciare ai nostri figli, e a quelli di tutti gli altri, un gioiello naturale meraviglioso, che pensiamo sia giusto combattere contro una palese ingiustizia, che ci rifiutiamo di svendere per quattro soldi la nostra anima.
Evidentemente siamo rimasti in pochi a pensarla così, siamo diventati rari, talmente rari che a Ventotene ci siamo estinti definitivamente.

Fonte: TeleFree

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Il tunnel di Ventotene è inutile e pericoloso, dicono i geologi

“Il tunnel di 300 metri a Ventotene per favorire la circolazione di auto e camion e’ una scelta costosa, inutile allo scopo e dannosa per l’ambiente”. Lo sostiene il geologo Riccardo Caniparoli, esperto di dissesto idrogeologico, intervistato oggi in edicola dal quotidiano ecologista Terra. “Il bando per i lavori, appena pubblicato – osserva l’esperto -, prevede una spesa di quasi 5 milioni di euro per costruire una galleria, pali, micropali e diaframmi in cemento armato. Con questa scelta il Comune di Ventotene dimostra di voler risolvere il problema frane con vecchie logiche di cementificazione del territorio”. “Il tunnel – prosegue – non sembra affatto l’opzione più idonea, sia in termini di compatibilità strutturale delle opere previste con la tipologia delle rocce e dei terreni interessati e sia in termini di interazione tra le opere progettate e l’evoluzione della dinamica degli equilibri ambientali. E’ assurdo oggi pensare di sviluppare una zona turistica che per struttura e vocazione dovrebbe essere fruibile tutta a piedi o con mini taxi elettrici o con impianti su cremagliera o su cavi. Ed invece – conclude Caniparoli – si pensa sempre a favorire il trasporto su gomma”.

Fonte: Agenzia Parlamentare, La Provincia

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Ventotene, quel tunnel emblema dell’ignoranza

La diabolica perseveranza del sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso nel portare avanti il folle progetto di scavo di un tunnel di 300 metri nel cuore di un’isola piccolissima per “risolvere” il problema del traffico è un segnale fortissimo del degrado generale che sta pervadendo il nostro Paese come un cancro.
Il tunnel è l’emblema dell’ignoranza, della presunzione, dell’arroganza, dell’interesse ‘altro’ al posto di quello pubblico e del disinteresse assoluto per il territorio e per il suo futuro.
È anche la conseguenza della mancanza totale di pianificazione e controlli, della volontà precisa di non voler perseguire gli illeciti, dei finanziamenti pubblici dati senza criterio.
Ma è soltanto grazie all’accettazione più o meno consapevole di questo sistema da parte dei cittadini che tali follie vengono pensate, progettate e immancabilmente realizzate, salvo poi scontarne, tutti, le conseguenze. Ecco perché Ventotene e l’Italia tutta sono destinate a crollare, nell’indifferenza e nel silenzio generale.

Fonte: Latina 24Ore, Parvapolis, TeleFree, Golfo News, Il Fatto Quotidiano

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Tunnel di Ventotene: per il sindaco «gli ambientalisti sono reazionari»

La grotta che alcuni vorrebbero sfruttare per il tunnel

Il sindaco di Ventotene non molla. Non demorde davanti alle dure critiche di Legambiente e del Wwf contro i l progetto di un mega cantiere per la nuova viabilità dell’isola. E affida ad una lettera le tesi a sostegno del maxi tunnel dovrebbe servire a bypassare il porto romano e le stradine del centro per consentire il traffico della auto nella porzione di isola che si estende complessivamente per un chilometro quadrato e mezzo appena. Secondo Geppino Assenso, i circa 260 metri di galleria rappresentano un’opera di salvaguardia dell’isola, nella prospettiva di rendere pedonale banchina e centro storico. La missiva del primo cittadino risponde punto per punto alle critiche delle associazioni ambientaliste. Ma non riesce a tranquillizzare chi, sull’isola, non vede di buon occhio il progetto da 4,8 milioni di euro (circa 6 con l’Iva) varato in primavera dalla giunta.

Il sindaco Assenso con Renata Polverini (Ansa)

«QUESTA E’ TUTELA» – Scrive Giuseppe Assenso: «E’ sbagliato immaginare improbabili ritorni all’indietro che peserebbero sul territorio in termini di impoverimento e di blocco dello sviluppo, è bene e giusto invece studiare le modalità di un uso del territorio compatibile con le sue risorse, compatibile con la necessità di poter consegnare ai nostri figli e nipoti una risorsa da poter utilizzare ancora per la crescita dell’economia e della cultura dell’isola». Dunque, dice il sindaco, il tunnel è un’opera indispensabile.
Ventotene ha bisogno, sostiene Assenso, «di pensare e progettare modalità di salvaguardia del territorio che ci consentano di non consumarlo oltre, anzi di preservarlo, di tutelarlo e di consentire nel contempo un suo uso responsabile e colto. E intendendo per cultura, il rifiuto dell’aggressione sconsiderata alla costa, l’amore per l’eredità preziosa che ci è stata consegnata dai nostri padri, la volontà di capire sempre l’anima dei luoghi, di rispettarla e di nutrirla. E’ in questa direzione che va il progetto di una strada alternativa al Porto romano che consentirà nel futuro la sua completa pedonalizzazione e la pedonalizzazione del centro storico, restituendo ai luoghi tempi e ritmi che abbiamo perduto».

Il traffico di auto e turisti sulla vecchia strada del Porto romano (Zanini)

CONTESTATO DAGLI ABITANTI – Vabbè, la pedonalizzazione potrebbe anche convincere qualcuno. Ma c’è davvero bisogno di scavare nel tufo un tunnel da svincolo autostradale? Sul punto, il sindaco è fortemente contestato anche da una minoranza degli abitanti dell’isola, che lamentano la sua presunta incapacità di tener conto di osservazioni e critiche, «che invece continua a respingere e bollare come offese alla sua persona». Insomma, se nel Frusinate si cerca di costituire un principato (a Filettino), qui si contesta il sindaco-principe «che tutto fa e tutto decide».
«Dobbiamo smuovere le acque e impedire che uno scempio tale prenda forma – attacca un giovane imprenditore -. L’isola ha bisogno di altro: di un depuratore funzionante, di fogne efficienti, di un nuovo arredo urbano, della ripavimentazione del centro storico (ndr. per ora ci si è limitati a parte della piazza del Comune), di completare la messa in sicurezza delle calette, di montare il dissalatore e varare un progetto per le energie alternative. Il tunnel è soltanto un esempio di come bruciare denaro pubblico. Roba da prima Repubblica».

Bambini osservano l'arrivo del traghetto sul molo del porto nuovo a Ventotene

«AMBIENTALISMO REAZIONARIO» – Ma Assenso non ci sta e taccia i contestatori di essere dei reazionari: «Noi abitiamo un Museo all’aperto e lo dobbiamo preservare. La strada alternativa è una modalità eco-compatibile, rispettosa del paesaggio e dell’ambiente che riuscirà definitivamente e finalmente a restituire al porto romano ed al centro storico il senso dei luoghi. La sapienza e la tecnica – assicura il primo cittadino – ci forniranno le modalità per ottenere questo risultato secondo le coordinate che abbiamo delineato. Con alto senso di responsabilità con volontà di collaborare ad un grande progetto di tutela del territorio al di fuori delle secche sterili di un ambientalismo reazionario e di affermazioni, ad essere buoni, penose di chi dice “spendiamo quei soldi per altri fini”, sapendo bene che questo non è possibile per motivi amministrativi e di legittimità».

Auto e camion in coda per raggiungere le Pontine da Formia (foto Zanini)

GLI ESEMPI DI SALINA, LIPARI, TREMITI – Intanto c’è chi cerca di coordinare i contestatori «perché una risposta deve venire dai cittadini che amano l’isola». Il no al tunnel, sostiene la fronda, «è giustificato da un approccio differente che altre isole del mediterraneo hanno avuto con il problema traffico: a Panarea, Salina, Lipari, Capri, Tremiti non sbarcano auto d’estate, eppure non possiamo parlare di economia turistica in crisi». La soluzione è «dietro l’angolo ed è a costo zero».
Basterebbe modificare gli orari dei traghetti secondo logiche differenti, dicono gli anti-tunnel. «Il traghetto deve partire alle 8 del mattino da Formia e garantire l’arrivo delle merci in un orario ragionevole. Le merci pesanti (alimenti e bevande) vanno trasportate dal lunedì al mercoledì. I lavori di edilizia pubblica e privata devono essere ultimati entro il 30 maggio ogni erstate (ndr. come aveva disposto uno dei precedenti sindaci di Ventotene) e non devono riprendere prima del 30 settembre (salvo urgenze)».
Non bastasse, i contestatori chiedono che «il trasporto pubblico locale venga affidato ad una cooperativa di giovani isolani, che attraverso l’utilizzo di mezzi elettrici garantirebbe un doppio valore finale, sia per l’utente-turista sia per la sostenibilità dell’iniziativa». E spiegano: «Il comune di Formia, ha già previsto una serie di sconti per i residenti delle isole, disincentivando il trasporto delle auto sulle isole. Si potrebbe pensare ad una tariffa ad hoc per i turisti di Ponza e Ventotene e il problema sarebbe facilmente risolto. Un’altra strada è possibile ma non è quella da percorrere con il tunnel».

La grotta sfruttabile per la variante del tunnel

LA VARIANTE MOLO CALAROSSANO – Secondo il sindaco, il Bando di Gara recentemente emesso «prevede anzitutto la messa in sicurezza dell’area interessata dall’intervento». Verranno «attentamente valutate le proposte progettuali, orientandosi a favore delle migliori soluzioni nel rispetto dell’assetto territoriale, paesaggistico ed ambientale», promette. Dunque, c’è qualche speranza che il primo progetto varato dalla giunta possa essere accantonato in favore di una possibile variante che molti, a Ventotene, ritengono meno invasiva.
«Si tratterebbe – spiega un commerciante che preferisce non esser citato con nome e cognome – di far passare la nuova strada – diretta dal porto nuovo al campo da calcio – sul lato destro del ristorante l’Aragosta, prolungando il molo in direzione Calarossano, laddove oggi c’è il primo tratto del ponmtile in legno per gli ormeggi dei diportisti». Da qui, poi, la strada svolterebbe dentro una cavità naturale già preesistente e «basterebbe scavare per una quarantina di metri per uscire in superifcie». Con costi contenuti rispetto alla prima ipotesi di tracciato e, dunque, rispetto della natura come del bilancio, magro, del piccolo Comune.

Fonte: Corriere della Sera

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«Il tunnel di Ventotene rispetta l’ambiente». E il sindaco Assenso si paragona ad Augusto

Il sindaco di Ventotene, Geppino Assenso, risponde alle accuse di Legambiente e Wwf sul tunnel di collegamento del porto nuovo con il centro. Il primo cittadino sottolinea quanto «l’approccio al problema sia falsato da pre-giudizi che impediscono un corretto approccio al problema» ed evidenzia che «la difesa di un territorio va inserita nel contesto storico e geografico che lo rende unico e speciale». Assenso pone l’accento sull’alterazione del territorio dell’isola avvenuto già ai tempi dei Romani, che hanno scavato nel tufo cisterne e gallerie, mentre in tempi più moderni sono stati costruiti anche altri edifici, come la Chiesa di Santa Candida («Il suo maestoso edificio non ha alterato un paesaggio, un equilibrio, un sistema abitativo e viario?») o «le belle rampe che scendono al porto romano non hanno richiesto opere murarie mastodontiche che hanno alterato un declivio naturale che è sparito alla nostra vista?» Secondo Assenso, «il problema è l’alterazione dell’equilibrio tra artificiale e naturale che l’aumento della popolazione e la civiltà di massa hanno prodotto e che la globalizzazione ha amplificato. Perciò oggi siamo molto preoccupati: sappiamo bene che le alterazioni climatiche, il lavorio implacabile degli agenti atmosferici e l’alterazione degli storici equilibri idrogeologici del territorio che l’antropizzazione recente hanno prodotto, ne rendono più difficile, precaria ed instabile la gestione». Il progetto di una strada alternativa al porto romano, dice il sindaco di Ventotene, «consentirà nel futuro la sua completa pedonalizzazione e la pedonalizzazione del centro storico, restituendo ai luoghi tempi e ritmi che abbiamo perduto». «Noi abitiamo un museo all’aperto – aggiunge – e lo dobbiamo preservare. La strada alternativa è una modalità eco-compatibile, rispettosa del paesaggio e dell’ambiente che riuscirà definitivamente e finalmente a restituire al porto romano ed al centro storico il senso dei luoghi». Infine, Assenso sottolinea «come il bando di gara recentemente emesso preveda innanzitutto la messa in sicurezza dell’area interessata dall’intervento; verranno attentamente valutate le proposte progettuali, orientandosi a favore delle migliori soluzioni nel rispetto dell’assetto territoriale, paesaggistico e ambientale».

Fonte: La Provincia, Latina Oggi , Radio Luna

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Ventotene: isolani contrari al tunnel, a parole

Gli isolani dicono di no al tunnel, perché Ventotene ha bisogno di altro. A farsi portavoce di questa problematica che è destinata ad accendersi sempre più è il consigliere di minoranza Daniele Coraggio, il quale ribadisce a nome di tanti ventotenesi, la loro opposizione alla realizzazione dell’opera. «Siamo contrari ad uno scempio di tali dimensioni – ha dichiarato il consigliere -, l’isola ha bisogno di altro, di un depuratore funzionante, di fogne, di arredo urbano, di pavimentazione del centro storico, di messa in se europeo non da Sudamerica ». Poi torna sull’argomento: «Il no al tunnel è giustificato da un approccio differente che altre isole del mediterraneo hanno avuto con il problema del traffico. A Salina, Lipari, Capri, Tremiti… non sbarcano auto e non possiamo parlare di economia turistica in crisi». Per il consigliere la soluzione è dietro l’angolo ed è a costo zero. A partire dagli orari dei traghetti che andrebbero modificati secondo logiche differenti. «Il traghetto deve partire alle 8 del mattino da Formia e garantire l’arrivo delle merci in un orario ragionevole. Le merci pesanti (alimenti e bevande) vanno trasportate dal lunedì al mercoledì». Il suo discorso poi si allarga anche ai lavori di edilizia che non dovrebbero essere condotti durante il periodo estivo, fatto che comporta ulteriore appesantimento del traffico. E suggerisce :«I lavori di edilizia pubblica e privata devono essere ultimati entro il 30 maggio e non potranno riprendere prima del 30 settembre (salvo urgenze). Il trasporto pubblico locale deve essere affidato ad una cooperativa di giovani isolani, che attraverso l’utilizzo di mezzi elettrici garantirebbe un doppio valore finale, sia per l’utente-turista, sia per la sostenibilità dell’iniziativa . Il Comune di Formia, ha già previsto una scontistica per i residenti delle isole, disincentivando il trasporto delle auto sulle isole. Si potrebbe pensare ad una tariffa ad hoc per i turisti di Ponza e Ventotene e il problema sarebbe facilmente risolto. Un’altra strada è possibile ma non è quella da percorrere con il tunnel».

Fonte: Latina Oggi

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