Come viene prodotta la corrente elettrica a Ventotene

IMG_0300L’isola mediterranea di Ventotene non è connessa alla rete elettrica nazionale e finora l’approvvigionamento energetico è stato garantito da quattro generatori diesel da 480 kW ciascuno.

Siemens ha realizzato per Enel un sistema di Energy storage a Ventotene, isola dell’arcipelago delle Pontine. Obiettivo: ottimizzare la fornitura energetica riducendo – al contempo – i costi di gestione, il consumo di carburante e le emissioni di CO2.

Tutto questo grazie al sistema ecosostenibile Siestorage di Siemens: una soluzione versatile basata su batterie agli ioni di litio in grado d’immagazzinare l’energia dei generatori locali.

L’isola mediterranea di Ventotene non è connessa alla rete elettrica nazionale e finora l’approvvigionamento energetico è stato garantito da quattro generatori diesel da 480 kW ciascuno. Il progetto pilota di Enel ha permesso di collegare i quattro generatori all’Energy storage elettrochimico di Siemens e di gestire il carico dell’isola mediante un sistema di controllo intelligente. In questo modo, il Siestorage garantisce la qualità della fornitura energetica dell’isola e, allo stesso tempo, è progettato per massimizzare l’efficienza energetica del sistema elettrico e prevenire possibili interruzioni.

Grazie alla tecnologia di accumulo basata sugli ioni di litio, affidabile e garantita, il sistema è in grado di gestire 500 kW di potenza – per una capacità complessiva di 600 kWh – mantenendo la connessione diretta e stabile con la rete a bassa tensione.

Tutto ciò da un lato garantirà maggiore efficienza operativa e dall’altro permetterà di evitare che i generatori diesel possano entrare in funzione in modo discontinuo, aumentando la vita utile di tali sistemi.

Il sistema di Energy storage operato da Enel, in grado di assorbire ed erogare energia a seconda delle diverse esigenze quotidiane, consentirà una gestione più sostenibile ed efficiente dell’energia elettrica sull’isola.

Implementando Siestorage, è stato possibile ottimizzare le modalità di funzionamento dei generatori diesel, attivare la funzionalità di black-start in caso di interruzione di corrente e abilitare la regolazione di frequenza primaria e secondaria.

“Un sistema stabile come il Siestorage – in grado di gestire variazioni significative del numero degli utenti che si connettono in modo flessibile alla rete – apre a nuove e concrete opportunità di implementazione dell’energia da fonti rinnovabili nelle future applicazioni,” ha dichiarato Claudio Picech, Country Division Lead Energy Management di Siemens Italia.

Fonte: Meteoweb.eu

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Ventotene: non solo feste patronali

Dal Manifesto di Ventotene all’Europa che vogliamo: un percorso che continua a segnare la nostra storia. Lungo questo tracciato – e dunque in un luogo così simbolico – si prosegue, per discutere quale sia davvero il futuro dell’Europa. L’appuntamento è nella piazzetta dell’isola, sabato 24 settembre alle ore 20.00

Per “AUTORI A CONFRONTO” intervengono Alberto Lucarelli, professore di diritto costituzionale presso la Federico II e Roberto Sommella, giornalista, esperto di finanza pubblica e politiche europee. Con loro, a moderare il dibattito che si preannuncia appassionante, la giornalista de L’inchiesta Quotidiano, Rita Cacciami.

Oltre ogni referendum, ed in linea con il Manifesto di Ventotene, il sogno resta quello della creazione di un “linguaggio unico” teso ad affermare la coesione economico-sociale e territoriale ed in grado di andare oltre moneta unica, politica unica, difesa unica. Un’ambizione che richiede passione e impegno, insieme a un sentir comune troppe volte marginalizzato negli ultimi tempi.

Con il supporto di Artigiani della Carta Florindha l’evento è organizzato dalla onlus “Per l’Europa di Ventotene”, la neonata associazione di studi di diritto comunitario voluta dal prof. Andrea Patroni Griffi e dal notaio Gerardo Santomauro.

Ventotene come porta d’Europa per ripartire verso il sogno europeo e anche per quello isolano: a quasi sessanta anni dal Trattato di Roma, infatti, l’obiettivo è quello di analizzare anche le opportunità che nasceranno per l’isola. Opportunità di turismo e lavoro che possono incidere positivamente sul futuro: bisogna parlarne, bisogna confrontarsi per saperle cogliere. Sabato sera questo primo momento con l’impegno della onlus “Per l’Europa di Ventotene” e il confronto tra i due autori.

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Fonte: Temporeale.info

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Ventotene: arrivano i Russi?!

IMG_0298“Il progetto RE.MA.IN Ventotene – Rete Made in Ventotene – annuncia una nota di Confesercenti -, presentato da Confesercenti Lazio e cofinanziato dall’Assessorato Sviluppo Economico e Attività Produttive della Regione Lazio, entra nel vivo.

La finalità del progetto è quella di sostenere in un proficuo percorso di internazionalizzazione gli operatori dell’Isola di Ventotene, nell’ottica di promuovere un nuovo sviluppo del turismo, partendo da un esame concreto delle potenzialità e delle debolezze del territorio, unendo le capacità di varie categorie di operatori e l’espressa volontà di lavorare insieme.

Domenica 25 settembre, con la partecipazione del Console Onorario della Federazione Russa in Napoli, si terrà sull’isola il seminario di presentazione delle evidenze emerse dallo studio realizzato sul mercato del turismo russo, nonché una serie di incontri B2B collettivi per settore di attività, finalizzati a dare agli operatori di Ventotene una prima base informativa rispetto alle potenzialità dei loro servizi ed alla fruibilità degli stessi da parte della business community russa. Come da programma allegato (progetto-remain-ventotene), l’incontro si chiuderà con l’intervento relativo ai trends e prospettive delle reti di impresa del settore Turismo attive in Italia.

Il successivo step progettuale vedrà la partecipazione di una delegazione rappresentativa del progetto alla Fiera del Turismo di San Pietroburgo, dal 13 al 15 Ottobre 2016. Lo scopo è quello di presentare l’offerta turistico-ricettiva di Ventotene agli operatori del settore turistico russo, gettando le basi del loro successivo incoming sull’Isola.

Ventotene, splendida isola del Mediterraneo e luogo simbolo della grandezza dell’Europa, si appresta dunque a farsi conoscere ed apprezzare anche nella Federazione Russa, attualmente uno tra i primi dieci mercati turistici per “l’outgoing” a livello mondiale, sia in termini di flussi che di spesa.

Fonte: H24 Notizie

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Ventotene isola slow

imageDal 6 all’8 settembre a Ventotene si riunisce l’Assemblea dei delegati delle Isole Slow italiane che firmerà il nuovo Manifesto, punto di svolta del progetto internazionale di Slow Food che lavora per mettere in atto azioni e strumenti a tutela del mare e della pesca artigianale, del paesaggio e dell’agricoltura, dell’identità, della storia e cultura locale. «Finalmente la rete si riunisce ancora e in un momento importante, subito prima di Terra Madre Salone del Gusto 2016 e del prossimo Slow Fish 2017 verso il quale il progetto si propone con un nuovo e motivato impegno» commenta Massimo Bernacchini, vice presidente di Slow Food Toscana e tra le anime dell’iniziativa: «l’occasione di vederci a Ventotene è quella giusta per fare il punto delle attività locali, del fiorire di Comunità e Condotte sui territori isolani, segno del costante bisogno di progetti come questo, impegnati a dimostrare che le isole sono, prima che turismo, socialità e comunità agricole». E appunto il programma dei lavori prevede l’analisi dello stato del progetto, l’individuazione di metodi e strumenti operativi e il rilancio della rete, in vista della presentazione del Manifesto in occasione di Terra Madre Salone del Gusto (dal 22 al 26 settembre a Torino), e del prossimo incontro internazionale delle Isole Slow di ottobre.

«Daremo avvio a una valutazione collettiva nell’ambito della rete Isole Slow Italia per l’attuazione di un processo “riconoscibilità” delle isole stesse – spiega Sonia Chellini, vice presidente di Slow Food Italia – un processo che vorremmo diventasse un esempio virtuoso di come sia possibile, con il supporto fondamentale e necessario delle comunità e dei produttori locali, creare un nuovo sistema di approvvigionamento, distribuzione e consumo di cibo in questi territori». Isole Slow, punta anche a questo: creare un sistema di filiera “interna” per le isole, spesso costrette a importare anche quanto potrebbe essere prodotto localmente.

L’intenso programma della tre giorni prevede dibattiti pubblici, tavoli di lavoro, incontri istituzionali, momenti di confronto tra le diverse espressioni isolane. Sarà inoltre sancito ufficialmente l’ingresso nella rete dell’Isola di Ponza durante la tavola rotonda di giovedì 8 settembre, cui parteciperanno l’Assessore all’agricoltura della regione Lazio Carlo Haussman, il Sindaco di Ponza e gli amministratori di Ventotene oltre ai rappresentanti della Scuola Spinelli. «C’è grande attesa – racconta la segretaria regionale di Slow Food Lazio, Roberta Pascali – per un evento nazionale ma che coinvolge soprattutto il Lazio e che siamo onorati di ospitare. Grande è poi l’entusiasmo per l’ingresso ufficiale di Ponza nel circuito delle Isole Slow». Una soddisfazione confermata anche dal sindaco di Ponza Piero Vigorelli: «Crediamo molto in questa iniziativa, siamo pronti a una collaborazione certi che troveremo lungo il percorso tanti amici sinceri con i quali condividere ideali, progetti e azioni».

Per chi avrà la fortuna di essere sull’isola in quei giorni l’invito è di partecipare alle attività rivolte al pubblico. Segnaliamo, martedì 6 settembre, il convegno Raccontare le isole: la sfida di comunicare la diversità, con Francesca Campagna, esperta di comunicazione digitale e promozione territoriale, Dino Amenduni, esperto e docente di comunicazione digitale e social, insegna allo Ied, all’Università di Bari e alla Scuola Holden di Torino. Infine Marco Scalia, l’illustratore con alle spalle parecchie pubblicazioni e collaborazioni con il Fatto Quotidiano, le riviste Cuore, Linus, Il Mago, Comix, Zut tra le altre. Modera Margherita Cristiani. E ancora visite guidate di Ventotene e Santo Stefano, grazie alla collaborazione della Riserva Marina e del Museo degli uccelli migratori, degli orti, dei campi della lenticchia di Ventotene, delle cipolle giganti, del pomodoro di Santo Stefano, dei gelsi e in ultimo un piccolo e antico vitigno che oggi sta scomparendo. Inoltre, nella piazza del Comune, sarà allestito un grande tavolo con prodotti dell’isola con i Presìdi Slow Food e i prodotti dell’Arca del Gusto laziali, inclusi i nuovi Presidi dell’Extravergine di oliva. Sarà cura degli osti e gli chef dell’Alleanza Slow Food dei cuochi trasformare i prodotti presenti nel piatto per l’occasione dedicato alle “Isole Slow”.

Fonte: Prima Pagina News

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Torna il festival jazz “Rumori nell’isola”

ventotene-680x453Dal 1 al 3 settembre torna sull’isola di Ventotene il consueto appuntamento con il Festival di musica jazz “Rumori nell’isola”, ad ingresso gratuito. Giunto alla sua XV edizione, l’evento si conferma sempre più come la manifestazione di riferimento all’interno delle attività culturali dell’isola per quanto riguarda la musica e il jazz in particolare. Anche quest’anno la kermesse musicale apre la prima serata con memorie e ricordi dei due luoghi d’esilio: Ventotene e la vicina isola di Santo Stefano, da sempre collegate dalle vicende storiche che hanno caratterizzato la storia italiana. Si comincerà allora con letture di memorie e testimonianze tra le tante pervenute a noi dalla fine del ‘700 dai detenuti politici che vi hanno soggiornato.

Il 1 settembre ad inaugurare il Festival sarà il duo del chitarrista Roberto Taufic e del clarinettista Gabriele Mirabassi con il progetto “Um Brasil diferente”, rilettura di un repertorio di canzoni e brani strumentali di varie epoche che hanno in comune l’aver rappresentato il suono di generazioni intere di brasiliani, alle quali si aggiungono composizioni originali sempre legate a doppio filo all’idea dello sguardo da lontano, cercando quella prospettiva e quella nitidezza di visione che si guadagna solo allontanandosi dall’oggetto guardato.
Tra i protagonisti della serata del 2 settembre vi sarà Maria Pia De Vito, che consolida il suo forte legame con l’Isola di Ventotene e i suoi abitanti. Anni fa, insieme alla contrabbassista Silvia Bolognesi, realizzò la prima performance musicale all’interno dello storico carcere e, già durante la scorsa edizione, ha portato la sua musica all’interno del Festival, coinvolgendo in una residenza artistica anche l’Ensemble Burnogualà da lei diretto, divenuto protagonista di un video virale grazie a una meravigliosa performance vocale in acqua, in uno dei luoghi più suggestivi dell’Isola, l’antico murenario di Ventotene. Il video in pochi giorni ha totalizzato quasi 100.000 visualizzazioni e oltre 200.000 persone raggiunte grazie alle centinaia di condivisioni sui social network e all’attenzione della stampa e dei media.

Maria Pia De Vito salirà sul palco nuovamente con l’Ensemble Burnogualà – in veste sia di direttrice che cantante – che, insieme a Rita Marcotulli sperimenterà il materiale musicale e creativo che nei prossimi mesi darà vita al disco “Moresche ed altre invenzioni”. Il progetto verte sulle canzoni moresche del fiammingo Orlando di Lasso, pubblicate nel 1581 all’interno del famoso «Libro de Villanelle, Moresche ed altre canzoni», frutto tardivo del compositore, a Napoli tra il 1549 ed il 1551, alla corte del Marchese della Terza. Si tratta di intrattenimenti vocali a 3-4-5-6–8 voci, parodie musicali i cui protagonisti sono schiavi e liberti africani ritratti in serenate, corteggiamenti, bisticci, cantati in uno “slang” che mescola sapientemente frammenti di dialetto napoletano (comicamente storpiato) e di Kanuri, lingua parlata nell’area nilo-sahariana, insieme a imitazioni di strumenti e versi di animali. Un materiale unico, di grande vivacità e ricchezza ritmica, contrappuntistica, timbrica.
L’Ensemble Burnogualà, insieme al duo De Vito-Marcotulli, estenderà “Le Moresche” attraverso l’uso di tessiture improvvisative, interludi e panorami vocali in cui l’Africa, Napoli e l’improvvisazione – jazzistica e non – si incontrano nella contemporaneità.
Quest’anno la spettacolare performance in acqua insieme dell’Ensemble sarà replicata e resa ancora più speciale e suggestiva dal coinvolgimento del pubblico, che potrà assistere e partecipare liberamente ad un magnifico momento di musica e condivisione in una spettacolare cornice naturale.

Il Burnogualà Vocal Ensemble, fondato e diretto da Maria Pia De Vito, nasce nel 2012 come Vocal Geographies in seno alle classi di Canto jazz al Conservatorio di S. Cecilia di Roma, e al Saint Louis Music College. Svolge una ricerca sulla pratica del canto e dell’improvvisazione che abbraccia materia musicale della più diversa origine storica e geografica: dalla polifonia del tardo Rinascimento alla scrittura di autori contemporanei. Nella formazione: Valentina Rossi, Vittoria D’Angelo, Oona Rea, Ilaria Giampietri, Marta Colombo, Francesca Fusco, Lucia Mossa, Margherita Rampelli, Laura Sciocchetti, Elisabetta D’Aiuto, Danilo Cucurullo, Tommaso Gatto, Daniela Giannetti, Stefano Minder, Paolo Caiti, Frank Aghedu, Marco Lizzani, Sebastiano Forti, Fabio Grasso (voci). Lorenzo Apicella (pianoforte), Dario Piccioni (contrabbasso).
Il 3 settembre il Festival si concluderà con una grande festa: protagonisti “Nando Citarella & i tamburi del Vesuvio” che presenteranno canti e danze alle radici della nostra musica.
“Spesso molti di noi si ritrovano a viaggiare, pensare, sognare ad occhi aperti, estraniandosi così dalla realtà quotidiana e risvegliando l’Ulisse recondito che è in noi. Ci si scopre così a cantare melodie antiche che pian piano salgono dal profondo, radicate da generazioni nei punti più sensibili della nostra memoria (litanie, ninne nanne, serenate, ballate, romanze, a stesa e a fronna). A ritrovare attraverso danze rituali e curative oggi fuse in tutta la liturgia popolare; il senso del viaggio infinito dell’uomo, alla ricerca dell’ Equilibrio con l’Universo. Ed è così che nella nostra memoria primordiale incontriamo tradizioni e culture di provenienza, greco-balcaniche, arabo-andaluse, franco-provenzali le cui sfumature si ritrovano nella tradizione e nella musica del nostro centro-sud.”

Il Festival è realizzato grazie al patrocinio del Comune di Ventotene e al contributo degli operatori turistici locali.

Fonte: Itali@magazine

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Dissalatori: ancora non ci sono, ma costano già milioni

Un’interrogazione regionale dei consiglieri del Movimento 5 Stelle Pernarella, Blasi e Porrello, chiede al governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti i motivi del pagamento di contributi per quasi 35 milioni di euro al gestore idrico Acqualatina. I soldi servirebbero per la realizzazione dei due dissalatori sulle isole di Ponza e Ventotene da realizzarsi entro il 2018. Una decisione che contrasta con la scarsa qualità del servizio erogato dall’ente pubblico/privato fino ad oggi sul territorio. Infatti come prosegue il testo dell’interrogazione “ai sensi del citato articolo 1 comma 609 lettera c del d.g.r n. 190/2014 possono essere assegnati al gestore idrico integrato ulteriori contributi pubblici purché si tratti di gestori selezionati tramite procedura a evidenza pubblica o di cui comunque l’ente attesti l’efficienza gestionale e la qualità del servizio reso, per cui non sembrando affatto Acqualatina un gestore affidabile, si ha ragione di ritenere che la determinazione della Regione Lazio sia radicalmente illegittima o inopportuna”.

Insomma Acqualatina si è dimostrata inaffidabile relativamente a diversi aspetti. Anzitutto secondo “un’indagine amministrativa condotta dal dipartimento del territorio”, eppoi – secondo i consiglieri regionali – anche a causa di affermazioni etichettate come di “di dubbia veridicità” relativamente ai costi di realizzazione degli impianti che sarebbero già stati inseriti in bolletta dal 2003 al 2012. A questo proposito vale la pena ricordare che la Regione ha già stanziato la metà dell’importo a bilancio – 17 milioni e 800mila euro – mentre Acqualatina provvederà al trasporto di acqua sulle isole fino alla realizzazione dei dissalatori. Operazione fino ad oggi condotta dalla Regione che ogni anno spende 5 milioni di euro.

Ma non finisce qui, perchè le motivazioni di contestazione da parte del gruppo politico in Regione proseguono. Anzitutto le mancate risposte da parte della Regione ad una precedente interrogazione eppoi l’assenza di certificazioni circa la compatibilità ambientale. Non è stato inoltre ancora sottoscritto alcun protocollo d’intesa tra le parti e, nonostante la richiesta di accesso agli atti presentata dai consiglieri del M5S, non è stato fornito ancora alcun documento. Infine viene contestata anche l’illegittima procedura per la quale l’autorità garante sui servizi avrebbe sanzionato il gestore idrico relativamente all’aumento dei depositi cauzionale.

Fonte: H24 Notizie

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Sequestrato uno specchio acqueo e le barche all’interno a Ventotene

imageEra illegittimo l’uso di diversi posti barca, vicino il porto romano di Ventotene. Sulla carta erano destinati alle attività sportive ed al tempo libero, ma, grazie ad una serie di accertamenti, la guardia costiera dell’isola, in sinergia con personale di polizia giudiziaria della capitaneria di porto di Gaeta, ha scoperto che in realtà erano usati da due attività imprenditoriali ad opera di due residenti. Dagli stalli traevano un discreto guadagno. Fino a ieri, quando i militari del comandante del compartimento marittimo Alberto Meoli hanno apposto i sigilli ad uno specchio acqueo di circa 200 metri quadrati in cui erano ormeggiate 28 tra barche a motoscafi. L’operazione, effettuata su delega della procura di Cassino, nasce da un corposo fascicolo aperto già da tempo dall’autorità giudiziaria. Oltre al sequestro A. L. e M. S. risultano indagati per occupazione abusiva ed intralcio alla navigazione. Sotto chiave, per ora, anche le barche che erano all’interno.

Fonte: Il Messaggero

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Salta vertice europeista a Ventotene

Laura Boldrini

Laura Boldrini

In conseguenza del devastante terremoto che ha investito l’Italia centrale, la Presidente della Camera Laura Boldrini ha annullato la sua partecipazione alla due giorni europeista in programma a Ventotene per sabato 27 e domenica 28. Lo comunica l’ufficio stampa della Camera. All’appuntamento – dedicato al rilancio del processo di integrazione europea – Boldrini avrebbe dovuto prendere parte insieme ai suoi omologhi di altri 4 Paesi dell’Unione europea (Francia, Lussemburgo, Slovenia e Spagna), che hanno anch’essi deciso di rinunciare all’iniziativa. Nel ringraziare gli organizzatori, la Presidente ha dichiarato: “L’incontro avrebbe dovuto essere un momento forte di impegno, ma anche di festa per la nuova Europa che i Parlamenti e i cittadini chiedono. Non si può viverlo con animo sereno nei giorni in cui l’Italia è piegata da un dolore così grande”. Boldrini ha deciso di trattenersi in questi giorni nelle zone delle Marche colpite dal sisma.

Fonte: ANSA

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Rifugiati: Ventotene si fa avanti per ospitarne cinquanta

 RSe Capalbio, buen ritiro di tanti vip, non vuole gli immigrati assegnati dalla Prefettura di Grosseto, siamo pronti noi a Ventotene ad accoglierli. Si sono appena spente le luci sul vertice trilaterale tra il premier Matteo Renzi, il presidente francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel, che Ventotene continua a far parlare di se per un’altra proposta che di sicuro susciterà polemiche e divisioni. L’ha lanciata un’associazione che da anni propina un’idea diversa e concreta di federalismo, “Per l’Europa libera di Ventotene” di Andrea Patroni Griffi e Paolo Cutolo e la lista civica “Buona onda” fondata e presieduta dall’ex candidato a sindaco Gerardo Santomauro, secondo le quali il messaggio profetizzato da Altiero Spinelli si coniuga, sempre senza tentennamenti, con il messaggio dell’accoglienza.

Da qui l’idea di dar vita ad un’immigrazione, definita “controllata e selezionata”, per ospitare un gruppo di una cinquantina di richiedenti asilo, insomma almeno due – tre famiglie che con i loro bambini, in tenera età, possano perseguire due obiettivi. Si tratta di dar vita, da una parte, ad una processo di scolarizzazione e, dunque di formazione di cittadinanza europea, e dall’altra dare un futuro all’istituzione scuola della seconda isola pontina. Il gravissimo fenomeno dello spopolamento nella stagione invernale ha ridotto a soli sei i bambini iscritti, dalla prima alla quinta elementare, presso lo storico plesso di via degli Olivi. Questo dato ha indotto moltissime famiglie isolane, che vivono quasi essenzialmente di turismo durante il periodo estivo, a trasferirsi con i rispettivi bambini sulla terraferma, a Formia facendo perdere alla scuola elementare di Ventotene quella autonomia che ora si può recuperare con l’arrivo degli immigrati invisi ai “vip” in terra di Maremma.

Fonte: H24 Notizie

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S. Stefano: parte il cantiere per il restauro

13342969_1055043894582546_6613575149562249107_nNell’Ottocento vi soffrirono i padri del Risorgimento, negli anni bui del fascismo le sue celle opprimenti, progettate per ‘dominare le menti dei detenuti’, ospitarono uomini che hanno fatto l’Italia di oggi e l’Europa, da Altiero Spinelli a Sandro Pertini, da Umberto Terracini a Mauro Scoccimarro. In abbandono dagli anni ’60 del Novecento, il maestoso carcere borbonico di Santo Stefano costruito nel 1797 sulla minuscola omonima isola davanti a Ventotene, quasi un’Alcatraz italiana, ha tutti i titoli per inserirsi fra i simboli della cultura e dell’identità europea da recuperare, di fatto un po’ un’icona della proposta che Renzi ha fatto nei giorni scorsi ai colleghi Hollande e Merkel.

In questo caso il progetto di recupero c’è già, ampiamente annunciato dal governo lo scorso gennaio, proprio da Ventotene, e finanziato a maggio con 70 milioni del Cipe. Ma l’incontro “altamente simbolico” dei giorni scorsi, fa notare il ministro della cultura Franceschini, “ci rafforza anche nel percorso di recupero dell’ex carcere”. Perché se i lavori sono già comunque decisi e dotati della necessaria copertura finanziaria, il coinvolgimento dell’Europa darebbe certo una marcia in più all’iniziativa italiana, che prevede la messa in sicurezza e la trasformazione in museo del penitenziario e la creazione di un approdo e di un eliporto per rendere raggiungibile l’isoletta, ma anche la riconversione degli spazi accessori in locali che possano ospitare incontri e convegni, nonché una scuola ‘di Alti Pensieri’ da aprire ai giovani della futura classe dirigente europea.

Il cantiere è partito e la messa in sicurezza della grandiosa struttura ormai assediata da erbacce e tetti pericolanti, finanziata con 446 mila euro di fondi Mibact, sarà completata entro la fine di settembre (ad agosto le necessità turistiche dell’isola pontina hanno reso necessario uno stop perché non si potevano usare le banchine del porto per lo stoccaggio dei materiali edili). L’avvio vero e proprio dei lavori di restauro è invece previsto per l’inizio del 2017.

Intanto a fine luglio è stato consegnato il rilievo fotografico in 3d (indispensabile per monitorare la salute del carcere e per i restauri); ai primi di agosto è stato consegnato uno studio di fattibilità che individua un possibile approdo nella zona di Marinella (in via di approvazione) e sono stati definiti la zona e i tempi necessari per realizzare l’eliporto.

Il 13 settembre è prevista una riunione del tavolo tecnico di coordinamento con l’obiettivo di chiudere nei tempi stabiliti tutta la fase ‘autorizzativa’ del progetto. Progetti e gestione delle gare verranno affidate ad Invitalia. Un impegno non da poco, se si pensa che solo il carcere voluto da Ferdinando IV di Borbone, tre piani, tre gironi circolari fatti solo di angusti buchi di detenzione, con un’architettura progettata da Francesco Carpi sul modello del tremendo Panopticon teorizzato dal giurista Jeremy Bentham (l’idea era di permettere a un secondino di sorvegliare tutti i detenuti senza che questi potessero capire se erano controllati o no) si estende per quasi 30 mila metri quadrati (28.300) con oltre 200 celle. E poi ci sarà da restaurare e riconvertire gli edifici aggiuntivi, oltre che realizzare approdo ed eliporto. Una prima fase di conclusione lavori potrebbe arrivare per il 2020.

Insomma, ci vorrà tempo, anche se l’idea è quella di un cantiere comunque ‘aperto’ alle visite dei turisti. Ma intanto il carcere, il vecchio Ergastolo che negli anni ’80 qualcuno sognava di trasformare in un resort a cinque stelle, manterrà alta la sua funzione di monito.

Fonte: ANSA

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