Ventotene, altro che bandiera blu

imageRiceviamo e integralmente pubblichiamo un intervento del professor Antonio Impagliazzo che suona il campanello di allarme circa la scarsa tutela dell’area protetta e l’efficienza del sistema di depurazione

Al di là della concessione dell’ennesima Bandiera Blu, recenti notizie sulla reale qualità delle acque dell’Area Marina Protetta delle isole di Ventotene e Santo Stefano e le condizioni del depuratore isolano hanno suscitato profonda preoccupazione nella popolazione di Ventotene, stimolando una maggiore attenzione verso la tutela delle risorse marine, ritenute fondamentali sia dal punto di vista naturalistico, che economico e turistico.

Alla luce di questi accadimenti, il prof. Antonio Impagliazzo, in una sorta di lettera aperta indirizzata al direttore dell’AMP, Antonio Romano, partendo dall’assunto che “distruggere una risorsa naturale è reato”, evidenzia la necessità di una maggior prevenzione e di un controllo del diporto e pone una serie di interrogativi sulle criticità relative alla depurazione delle acque reflue all’interno dell’AMP.

di Antonio Impagliazzo

Sui fondali a sud-est dell’isola di Santo Stefano (indicata come parete n.4) vi è una risorsa di eccellenza che caratterizza e qualifica l’intera Area marina protetta “Isole di Ventotene e Santo Stefano”. La sua composizione biologica custodisce da sempre spirografi, madrepore, spugne di mare, coralli, gorgonie, tartufi di mare, celenterati e poriferi di straordinaria bellezza. Nelle vicinanze della parete n.4 è presente la “Grotta dei Gamberi”, dove sostano e vivono le ”cicale” (specie marina protetta) mentre nelle acque e nelle scogliere dei fondali circostanti vivono indisturbate numerose colonie di cernie brune e dorate, branchi di saraghi, corvine e dentici.

“La Molara” situata al confine con la zona A dell’Area marina protetta costituisce oggi, la punta di diamante di questa straordinaria risorsa naturale abbondante di vegetazione e di una moltitudine di specie ittiche diverse. Molti sub ritengono questo “paradiso subacqueo del Mediterraneo” non inferiore al Mar Rosso per ricchezza e per abbondanza di pesci e lo stesso Raimondo Bucher, pioniere delle immersioni, che nelle acque tra “Vasca Giulia” e la parete n.4 aveva perso uno dei suoi amici più cari (Massimo D’Asta), ritornando nel 1999 sull’isola, affermò: “è un mare da amare, da rispettare e da difendere; Santo Stefano, il mare e l’habitat biologico che lo circondano sono la bandiera della mia gioventù e della mia vita”. Rimuovere questo “status” biologico, unico presente nel Mediterraneo, che perdura intatto da oltre duecento anni, significherebbe distruggere una risorsa immensa che appartiene al patrimonio universale delle aree protette e che non può essere pensata unicamente come semplice opinione.

La delibera di indirizzo n.13, approvata dal Consiglio Comunale di Ventotene il 29.08.2014 ad oggetto “Proposta di aggiornamento e revisione della zonizzazione della AMP” non menziona assolutamente un “corridoio di transito“ intorno all’isola di Santo Stefano ed inoltre, occorre precisare che l’area di Riserva integrale (zona A) rappresenta soltanto un 15-20% circa dell’Area Marina Protetta, per cui l’isola di Santo Stefano è interessata soltanto in parte dalla fascia “A” di tutela e comunque aperta verso una disciplina di ampia attenzione.

Infatti la Zona “A” è una zona di rispetto integrale, dove l’accesso è consentito per motivi di servizio o di ricerca ed alle imbarcazioni da diporto in difficoltà in attesa di soccorso. E’ comunque consentita la balneazione, le visite guidate in apnea e “la rotta del paesaggio costiero” per consentire l’accesso all’isola. Quando si afferma che “Santo Stefano è l’unica zona di fascia “A”, cioè di tutela integrale è vera l’indicazione, ma deve essere integrata dalla precisazione che la fascia “A” riguarda solo una parte dell’isola.

Il trasferimento della Zona “A” potrebbe predeterminare un rischio di danno biologico?

Occorre precisare che il transito o la sosta delle imbarcazioni da diporto nell’attuale Zona A, con l’immissione in mare di alcune sostanze chimiche da parte delle stesse come nitrati e fosfati e residui di idrocarburi, possono determinare danni irreversibili all’habitat vegetazionale ed ittico con conseguente impoverimento dell’ambiente marino, la cui tutela è un diritto da difendere e non può essere lasciato al ludibrio giovanile e superficiale di qualche meschino interesse.

Spalanchiamo dunque la finestra e guardiamo al futuro del mare. La natura semplice dell’isola consentiva un tempo, agli abitanti ed ai turisti primaverili ed estivi, di assistere al passaggio di gruppi di delfini nella baia di Calanave o di Punta Eolo, osservare il dischiudersi delle uova di seppia o di piccoli cavallucci marini nel porto Romano e, nel mese di settembre, nella spiaggetta di Calarossano, vedere la foca monaca salire la collinetta e mangiare dell’uva o i pescatori stendere il “tartanone” per raccogliere abbondanti pesci di diversa grandezza e specie. In quel periodo, i prodotti del mare e della terra offrivano ai cittadini un’abbondante ricchezza di cibo. Oggi rimangono solo parte di un ricordo, come quando a piedi nudi solcavo piccoli arenili e ammiravo il luccichio della luna nell’ incantevole porto Romano.

La finzione e l’immaginazione, figlie della realtà e del ricordo, mi avevano portato a scoprire la realtà del prima e del dopo di un periodo della mia giovinezza, e precisamente allorquando il mare dell’isola di Ventotene era solcato soltanto da piccole lance, gozzi a remi, “burchielle” e piccoli velieri.

L’istituzione dell’area marina protetta, avvenuta con decreto del Ministero dell’Ambiente del 12 dicembre 1997 (GU n.45 del 24.2.1998), tra i compiti principali aveva il controllo, la tutela, la conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali ed in particolare:

a) il controllo della qualità delle acque marine (chimico-fisico);
b) la tutela della catena ittica primaria (dal plancton alle specie adulte);
c) la conservazione e la valorizzazione dell’habitat biologico marino;

da allora, cosa NON è stato realizzato?

  • Un nuovo impianto di depurazione adeguato ai carichi della popolazione servita, alla qualità dei reflui residuali scaricati nelle acque protette, alla portata delle acque di “prima pioggia” secondo la norma vigente.
  • La dotazione di un idoneo impianto mobile per il prelievo dei reflui e dei prodotti di sentina provenienti dai battelli che sostano o circolano nelle acque della Riserva, ivi comprese le acque dei lavaggi esterni;
  • La dotazione di un “Fondo speciale incentivi” per sostenere e stimolare l’utilizzo di alcuni sport compatibili con le Aree Marine Protette (pagaia, nuoto, surf, vela, canoa, lance e gozzetti a remi, etc.);
  • Il controllo e la tutela della AMP al fine di migliorare l’informazione, l’assistenza e l’accoglienza con le modalità più idonee (via radio, internet, stampa, video/messaggio e altro);
  • Vigilare sulla velocità dei battelli in transito nell’ area protetta;
  • Effettuare controlli sui limiti da rumore delle eliche intubate;
  • Effettuare controlli sul lavaggio delle sentine, sul cambio dell’olio e delle vernici provenienti dalla manutenzione/pulizia delle imbarcazioni;
  • Controllo idoneo sugli scarichi delle navi sociali e degli aliscafi in sosta nel porto di Ventotene.

Mi sono chiesto più volte: a chi compete il “dovere/compito” di vigilare e di promuovere il buon uso di un territorio protetto, di stimolare iniziative socio-culturali per superare il “gap” economico ed il disagio sociale dei propri abitanti e di vigilare perché una risorsa naturale possa continuare ad essere un “valore aggiunto” per la cultura, per il turismo e per l’economia delle “isole di Ventotene e Santo Stefano”?

Queste ed altre domande, ancora oggi, non ricevono risposte, ma l’isola attende e si chiede se la sciatteria, la superficialità e l’interesse privato possano, una buona volta, essere sconfitte.

Per concludere, l’impianto di depurazione, realizzato negli anni ’80, nonostante le modifiche apportate nel 2006, nella sua conformazione attuale, risulta comunque inadeguato, non in grado di non poter gestire le portate influenti nel periodo estivo ed inoltre, risulta privo di alcune importanti sezioni. I volumi di denitrificazione e di ossidazione esistenti non sono sufficienti a trattare la portata estiva, così come la dissabbiatura in quanto la profondità del manufatto non consente la precipitazione delle sabbie ed il loro conseguente accumulo nella tramoggia di fondo.

Al fine di raggiungere una funzionalità depurativa adeguata allo scarico dei reflui in acque marine protette, si evidenziano come necessari:

Urgente riorganizzazione dei pretrattamenti meccanici (grigliatura media e fine, dissabbiatura e disoleazione) onde garantire il pretrattamento di tutta la portata di prima pioggia affluente all’impianto.
Adeguamento dell’impianto alla tecnica dell’ultrafiltrazione attraverso membrane MBR, in sostituzione dei tradizionali decantatori secondari.
Realizzazione di un nuovo volume di ossidazione con reattori di ultrafiltrazione MBR, con l’obiettivo di garantire il trattamento delle portate estive o di punta in maniera conforme agli standard fissati dalla Tab. 4 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii.
L’acqua depurata con la tecnica della chiarificazione a membrane MBR è sempre perfettamente limpida, disinfettata; in tal modo le acque in uscita potrebbero essere riutilizzate, adeguando parte delle strutture esistenti, per uso irriguo, per uso igienico-sanitario o come accumulo per antincendio, rappresentando per l’isola, priva di pozzi e sorgenti naturali, una risorsa da non trascurare.

Le problematiche relative all’attuale depurazione sono, dunque, da attribuirsi alla scelta errata sulla capacità dell’impianto insufficiente a poter trattare i reflui urbani, in particolare nel periodo estivo.

Fonte: H24 Notizie, Temporeale.info

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Ventotene: truffa su truffa

Il gruppo di opposizione in Consiglio Comunale di Ventotene – La Buona Onda – insorge indignato. A detta degli amministratori comunali non ci sono mai soldi per migliorare la qualità della vita, anche per piccole cose, degli isolani. Pur tuttavia, per pagare polizze contro i rischi derivanti da danni causati dagli esponenti comunali, anche con dolo, ci sono eccome! Ecco i fatti

Con delibera della giunta comunale numero 41 del 12 aprile scorso si prende atto del procedimento penale avviato dalla Procura di Cassino contro il Sindaco Giuseppe Assenso.Con delibera della Giunta Comunale numero 40 del 9 aprile 2016 si prende atto del procedimento penale avviato dalla Procura di Cassino contro il Geom. Pasquale Romano, responsabile area III Ufficio tecnico. Nel contempo, qualche giorno prima, veniva prorogata con deliberazione della Giunta Comunale il contratto di assicurazione RCTO.

Il contratto, stipulato nel 2014, costa al Comune di Ventotene, o per meglio dire ai cittadini di Ventotene, euro 120.000 annui; quindi, è già costato alle casse comunali euro 240.000, oltre 60.000 euro per la prima semestralità relativa al rinnovo 2016. Quello che sconcerta è l’art 1 del contratto – oggetto dell’assicurazione – che prevede che “l’assicurazione vale anche per la responsabilità civile che possa derivare all’assicurato da fatto doloso di persone delle quali debba rispondere”.

Ciò che lascia allibiti è il costo esorbitante della polizza, contratta nonostante il consolidato orientamento della giurisprudenza della Corte dei Conti che, a fronte dell’esborso posto a carico delle casse comunali, ne ha costantemente dichiarata la illegittimità e il conseguente danno erariale. A tal proposito l’opposizione consiliare “Buona Onda” invita gli amministratori comunali a prendere conoscenza, tra le tante:

    • della sentenza del 7 febbraio 2004 n. 95/EL/2004 della Corte dei Conti Sez. Giurisdizionale per la Regione Puglia;
    • della sentenza n. 319 del 07/07/2011 della Sezione Giurisdizionale della Corte dei conti dell’Emilia Romagna;
    • Della Deliberazione n.57/pareri/2008 della Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia.

Giova sottolineare la concomitanza temporale tra il rinnovo della polizza e l’avvio dei suddetti procedimenti penali a carico dei soggetti appartenenti all’amministrazione comunale. Il che sconfessa appieno il teorema sostenuto, con evidente mistificazione della realtà, dagli esponenti della maggioranza consiliare, secondo cui la polizza assicurativa servirebbe a salvaguardare i cittadini, perchè questo è solo un aspetto della polizza, che non si contesta, se non per l’esorbitanza del premio.

La questione vera è un’altra: è illegittimo porre a carico del Comune danni provocati all’ente a ai terzi con dolo o colpa grave. Invero, la sottoscrizione della polizza conferisce ai dipendenti ed amministratori comunali una salvaguardia patrimoniale anche quando avessero provocato all’ente o ai terzi un danno con colpa grave e/o dolo.

Sul punto, vale la pena sottolineare che, a partire dal 2008 (sei anni prima dalla sottoscrizione della polizza incriminata), l’art. 3, comma 59, della legge 24/12/2007, n. 244 (legge finanziaria per il 2008), ha dichiarato la nullità delle polizze contratte per la copertura del danno erariale e/o per colpa grave (a maggior ragione per fatto doloso, ovviamente).

La sanzione prevista è pari a 10 volte il premio illegittimamente pagato. Ritenendo proprio dovere la tutela delle risorse comunali, l’opposizione consiliare invierà nei prossimi giorni una diffida al Segretario Comunale, affinché elimini l’esborso dei premi assicurativi dalle uscite a carico del Comune, recuperando quanto fin qui pagato. A tal fine la questione sarà, comunque, portata alla valutazione della Corte dei Conti.

H24 Notizie

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Ventotene: il marciume viene a galla

20140131_170202_1Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Latina, nell’ambito delle attività a tutela della legalità nella pubblica amministrazione volta a verificare il corretto impiego delle risorse pubbliche hanno eseguito nei confronti del geometra Pasquale Romano, capo area tecnica del Comune di Ventotene, la notifica del provvedimento di sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio per la durata di 2 mesi, emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Cassino Dott. Angelo Valerio Ianna.

La misura cautelare ha avuto origine dalla richiesta dei Sostituti Procuratori della Repubblica, presso il Tribunale di Cassino, Dott. Roberto Bulgarini Nomi e Dr.ssa Arianna Armanini, a seguito dell’attività investigativa svolta dai militari della Brigata della Guardia di Finanza di Ventotene.

Le operazioni di P.G., hanno permesso di accertare come il pubblico funzionario avesse dato origine ad un sistema illecito che prevedeva l’affidamento, ad imprese “preselezionate”, di opere e/o servizi mediante gare, promosse con il metodo della procedura negoziata, indette solo da un punto di vista documentale, in quanto le imprese risultavano fittiziamente invitate al fine di garantire la scelta precedentemente operata a favore di un determinato imprenditore.

Le indagini hanno inoltre permesso di appurare che nel caso di gare caratterizzate dall’affidamento di servizi, il funzionario si premuniva, pur di garantire l’impresa affidataria “amica”, di non procedere alla stipula di alcun contratto ne, tantomeno, ad assicurare alla stazione appaltante gli introiti offerti per l’aggiudicazione arrecando, in tal modo, un danno erariale all’ente pubblico in corso di accertamento.

Le attività di Polizia Giudiziaria hanno riguardato il periodo dal 2011 ad oggi ed hanno avuto a base l’analisi delle sole procedure indette nell’area del porto nuovo di Ventotene che hanno visto la realizzazione di opere nonché l’affidamento di servizi legati al turismo ovvero alla risorsa economica più significativa dell’isola.

Tra le gare oggetto di approfondimento ci sono gli affidamenti, per le stagioni dal 2013 al 2015, della gestione dello specchio acqueo e della connessa banchina destinata all’ormeggio di unità diportistiche nonchè dei servizi, per il solo anno 2015, presenti all’interno della stazione marittima.

E’ stata inoltre approfondita la consegna diretta, operata senza alcuna procedura di gara pubblica, di opere, allo stato mai realizzate, finalizzate al completamento della Stazione Marittima e concesse quando la stessa era sottoposta a sequestro penale e, di conseguenza, sottratta alla disponibilità dell’ente.

Il Geometra Comunale di Ventotene Pasquale Romano

Il Geometra Comunale di Ventotene Pasquale Romano

Il funzionario è stato indagato per i reati previsti dagli artt. 353 bis c.p. (turbata libertà del procedimento di scelta del contraente), 479 c.p. (falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici), 640 bis c.p. (truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche) e 323 c.p. (abuso d’ufficio).

La Procura, tenuto conto della gravità della condotte riscontrate, ha delegato altre attività ai Finanzieri della Brigata di Ventotene per meglio valutare il possibile coinvolgimento di altri funzionari e/o dipendenti pubblici nonché di privati imprenditori, richiedendo di far luce anche su altre gare al fine di verificare il corretto impiego delle pubbliche risorse che dovrebbero generare, se correttamente utilizzate, opportunità di investimenti per il tessuto imprenditoriale privato ed accrescere il livello di lecita concorrenza tra le aziende.

Fonte: H24 Notizie, Latina Press, Radio Luna, Il Messaggero, Tempo reale.info, Latina 24 Ore

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Ventotene: stop alle auto in estate, ma solo per qualcuno…

imageFuori le auto dal centro abitato di Ventotene. In estate, al fine di garantire la sicurezza e la tranquillità di residenti e vacanzieri, il sindaco dell’isola pontina, Giuseppe Assenso, ha vietato la circolazione e la sosta dei veicoli, emettendo un’apposita ordinanza.

Un provvedimento preso essendo le stradine di Ventotene inadeguate alla circolazione nei due sensi di marcia e tali, quando vi sono dei mezzi in sosta, da provocare facilmente una paralisi del traffico, oltre che rischiose per i pedoni.

Dal prossimo 1 giugno al successivo 26 settembre circolazione e sosta dei veicoli vietata dunque nel centro abitato, nell’area compresa tra Banchina Porto Romano, via Rampa Marina, via Pozzo S. Candida, località Faro, piazzetta Belvedere, via Infermeria, via Roma, piazza Alcide De Gasperi, via Muraglione lato sud, vicoletto Muraglione, piazza Castello, piazza XX Settembre, via Rose, vicoletto Calanave, via Iacono, nel tratto compreso tra via Rose e la zona parcheggio (Calanone), e via Olivi, nel tratto compreso tra via Roma fino a traversa Madonnina.

Vietata poi la circolazione, dalle 22 alle 6, su via Muraglione lato nord, via Granili e via Calarossano, ad eccezione degli autorizzati e dei residenti. E vietata la sosta su via Calarossano, via Parata Grande, via Granili e la strada di congiungimento tra via Luigi Iacono e via Fontanelle.

Un’ordinanza che prevede comunque alcune deroghe, soprattutto per gli arrivi e le partenze dall’isola, per le forze dell’ordine e i mezzi di soccorso.

Fonte: Latina Oggi

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Ventotene: una bara alla deriva

Ventotene è devastata, in tutti i sensi.
Sono devastate le sue coste, ricoperte da tonnellate di cemento e di ferro imposte in nome di una messa in sicurezza impossibile e irraggiungibile, che appesantisce ancor di più il già fragile equilibrio del tufo.
Sono stuprate le sue campagne, un tempo orgoglio di fichi d’India e lenticchie, oggi paesaggio di case, loculi, capannoni, muri, reti e cancelli abusivi, nati, come i funghi, nel giro di una notte.
È irrisa e abbandonata la sua storia, perle architettoniche e archeologiche in pasto a porci che le usano solo per promesse irrealizzate, per strappare visibilità pubblica, e soprattutto soldi.
Anche la terra a Ventotene è martoriata, da rifiuti e diossine mai bonificate, che stanno lì, pazienti, con il loro carico di morte.
E il mare, invaso da liquami ad ogni estate, con buona pace dell’area protetta, e della salute pubblica.
A Ventotene tutti sono contro tutti. Ognuno guarda solo al suo, e cerca di fottere gli altri, siano essi concittadini o turisti, povere quaglie da spennare ogni volta un po’ di più.
A Ventotene il disagio sociale si tocca con mano, tra i ragazzi che si buttano dagli scogli, nell’alcol che scorre a fiumi tra gli adolescenti della movida estiva.
A Ventotene si è perso ogni pudore, ogni remora, ogni umanità.
A Ventotene regna da undici anni lo stesso sindaco, la stessa amministrazione, la stessa cricca.
Le condanne per omicidio, i rinvii a giudizio per peculato, gli avvisi di garanzia per inquinamento, abusivismo, danni all’erario sono medaglie sul petto di costoro, generali di un popolo di rassegnati che non vuole cambiare, nella vacua speranza che qualche briciola possa cadere, magari per sbaglio, anche sulla loro tavola.
Ventotene è morta. Amen

Fonte: TeleFree

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Non dimentichiamo Sara e Francesca

Sei anni fa, il 20 Aprile 2010, morivano Sara Panuccio e Francesca Colonnello, due bambine romane in gita a Ventotene, uccise dal crollo di un costone roccioso nella spiaggia di Cala Rossano, che doveva essere interdetta al pubblico.
Per questo l’attuale sindaco di Venotene Giuseppe Assenso, l’attuale responsabile dell’ufficio tecnico dell’isola Pasquale Romano, l’ex sindaco Vito Biondo e l’ingegnere del Genio Civile Luciano Pizzuti sono stati condannati in primo grado per omicidio colposo e lesioni gravissime.

Francesca Colonnello e Sara Panuccio

Francesca Colonnello e Sara Panuccio

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Ventotene: i tempi stanno cambiando

Una caricatura del sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso

Una caricatura del sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso

Dedichiamo questa canzone al SINDACO DI VENTOTENE E ALLA SUA AMMINISTRAZIONE.
Dedichiamo questa canzone al sindaco e a voi amministratori che AVETE RESO VENTOTENE UN ISOLA PER POCHI ELETTI
Dedichiamo questa canzone al sindaco e a voi amministratori CHE AVETE RESO questa isola una fogna.
Dedichiamo questa canzone al sindaco e a voi amministratori CHE AVETE IL SOLO SCOPO di arricchirvi.
Dedichiamo questa canzone al sindaco e a voi amministratori CHE PURE DI FARE SOLDI DATE appalti milionari che non servono a niente ( vedi cimitero).
Dedichiamo questa canzone al sindaco e a voi amministratori che pluri imputati vi permettete ancora di stare ancora la ad amministrare un isola CHE AVETE ridotta allo STREMO.
Dedichiamo questa canzone al sindaco e a voi amministratori che VI RITENETE CRISTIANI , MA sulla coscienza avete vendette private e non salutate nemmeno chi vi ha votato contro.

Il Geometra Comunale di Ventotene Pasquale Romano

Il Geometra Comunale di Ventotene Pasquale Romano

Dedichiamo questa canzone al sindaco e a voi amministratori CHE LA SERA ANDATE A DORMIRE, ma che il fantasma dei vostri malaffari Vi perseguitano.
Dedichiamo questa canzone al sindaco e a voi amministratori che ORMAI AVETE raggiunto il limite e la giustizia ha incominciato a fare il Suo corso.
Dedichiamo questa canzone al sindaco e a voi amministratori CHE IN FONDO mi fate una grande pena, perché ORMAI LA VOSTRA ORA E’ ARRIVATA.
Passerà tempo ma ALLA FINE tutti i nodi VERRANNO al pettine.
E tu SINDACO DI VENTOTENE PREPARATI PER UNA VECCHIAIA NEL DIMENTICATOIO, I TUOI GUITTI TI LASCERANNO E SARAI SOLO SOLO SOLO.
BUONA VITA SINDACO DI VENTOTENE.

Testo di Bob Dylan-The Times They Are A Changin’

Venite intorno gente
Dovunque voi vagate
Ed ammettete che le acque
Attorno a voi stanno crescendo
Ed accettate che presto
Sarete inzuppati fino all’osso.
E se il tempo per voi
Rappresenta qualcosa
Fareste meglio ad incominciare a nuotare
O affonderete come pietre
Perché i tempi stanno cambiando.

Venite scrittori e critici
Che profetizzate con le vostre penne
E tenete gli occhi ben aperti
L’occasione non tornerà
E non parlate troppo presto
Perché la ruota sta ancora girando
E non c’è nessuno che può dire
Chi sarà scelto.
Perché il perdente adesso
Sarà il vincente di domani
Perché i tempi stanno cambiando.

Venite senatori, membri del congresso
Per favore date importanza alla chiamata
E non rimanete sulla porta
Non bloccate l’atrio
Perché quello che si ferirà
Sarà colui che ha cercato di impedire l’entrata
C’è una battaglia fuori
E sta infuriando.
Presto scuoterà le vostre finestre
E farà tremare i vostri muri
Perché i tempi stanno cambiando.

Venite madri e padri
Da ogni parte del Paese
E non criticate
Quello che non potete capire
I vostri figli e le vostre figlie
Sono al dì la dei vostri comandi
La vostra vecchia strada
Sta rapidamente invecchiando.
Per favore andate via dalla nuova
Se non potete dare una mano
Perché i tempi stanno cambiando.

La linea è tracciata
La maledizione è lanciata
Il più lento adesso
Sarà il più veloce poi
Ed il presente adesso
Sarà il passato poi
L’ordine sta rapidamente
Scomparendo.
Ed il primo ora
Sarà l’ultimo poi
Perché i tempi stanno cambiando

Fonte TeleFree

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Ventotene: Sindaco e geometra comunale nella m..da fino al collo

merdIl mare di Ventotene è stato inquinato dal depuratore dell’isola. I liquami sono finiti direttamente nelle acque cristalline della riserva marina, che si fregiano della bandiera blu e che, tra praterie di posidonia e cernie enormi, rappresentano un paradiso per i sub. E proprio con l’accusa di inquinamento il sostituto procuratore della Repubblica di Cassino, Alfredo Mattei, ha indagato il sindaco, Giuseppe Assenso, e il geometra comunale, Pasquale Romano.

Al centro dell’inchiesta due sversamenti, uno verificatosi a ottobre 2014 e l’altro l’estate scorsa. Il depuratore ha però da tempo problemi e, durante la stagione turistica di due anni fa, elevò delle sanzioni anche la sezione navale della Guardia di finanza. Poi, nel 2015, l’allarme con i liquami finiti sulla scogliera, nei pressi della spiaggia.

Alla luce degli accertamenti compiuti dalla Capitaneria di Porto e dai tecnici dell’Arpa Lazio, il sostituto Mattei ha aperto un’inchiesta e indagato il primo cittadino, da 11 anni alla guida dell’isola, e il tecnico comunale, che hanno subito affidato la loro difesa all’avvocato Luca Scipione.

Mercoledì scorso, tra l’altro, si sono registrati anche dei momenti di tensione a Palazzo, quando le guardie costiere hanno chiesto al Sindaco di aprire i locali del depuratore, per consentire ai tecnici dell’Arpa di fare altri controlli, e Assenso ha ribattuto specificando di non essere più responsabile per quell’impianto, ormai affidato ad Acqualatina. Un problema che si è risolto con l’intervento di un dipendente del gestore idrico, che ha fatto compiere il sopralluogo.

Fonte: H24 Notizie

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Cristo si è fermato a Ventotene

20130629-231625.jpgCristo si è fermato a Formia, non è mai arrivato nelle stanze blindate del Comune di Ventotene dove da tempo immemorabile regnano sovrani, come despota,  giunta e persone, che anche se si professano fervidi cristiani hanno eletto a loro Dio l’interesse, il denaro, il favoritismo e il nepotismo.
Ormai a Ventotene la democrazia non esiste più, l’unico principio è quello di chi non è con me, è contro di me! L’unico scopo di chi amministra questo scoglio è quello di sistemare quelli che li hanno votato, di intascare soldi e dare appalti a ditte di favore.
Hanno venduto Ventotene ad Acqualatina, al solo scopo di sistemare persone di fiducia nei vari uffici. Chi è stato sistemato nell’ ufficio di Formia, si parla che la figlia del sindaco ha o avrà un lavoro di dirigente nell’amministrazione di Acquamarina nella sede di Latina. A Ventotene già si vocifera che dovranno essere impiegati tre o quattro persone, non si capisce a far cosa, visto che a Ventotene, grazie ad una politica a dir poco disastrosa capace solo di far fuggire i Ventotenesi dall’isola, in inverno rimangono solamente 300 abitanti.
Senza parlare della biglietteria che stranamente è nelle mani della famiglia del sindaco.
Appalti pubblici dati ad una sola ditta e gli unici Ventotene che riescono a lavorare d’inverno a Ventotene sono quelli che hanno dato il voto alla lista dell’attuale sindaco, e quelli che lavorano con un imprenditore edile locale che con tanta buona volontà riesce nonostante tutto e nonostante sia all’opposizione dell’attuale amministrazione ad andare avanti. È cosa nota, o meglio è “cosa nostra”, che il nepotismo e il voto di scambio siano una piaga antica nel nostro Paese, ma a Ventotene sono ormai diventati una istituzione . Il solo principio che muove tutta l’amministrazione di Ventotene, il principio cardine, è chi non è con me è contro di me! Un sindaco pluri imputato e una buffa amministrazione di gaglioffi personaggi ha reso quest’isola da perla a cozza, spremendo come limoni, con tasse i poveri isolani che si ritrovano solo ad avere disservizi. Strade rotte, fogne che non funzionano, nessuna illuminazione collegamenti inesistenti.
I gaglioffi hanno fatto di Ventotene il loro feudo e fra poco molto probabilmente, come da proposta di un gaglioffo consigliere latin lover, istituiranno lo jus prime notti.
State attenti a chi si sposa a Ventotene.!!!
😄
Una domanda sorge spontanea: ma l’opposizione e sopratutto i rappresentanti della legge cosa fanno? Aspettiamo fiduciosi che la legge faccia il suo corso! E che finalmente Ventotene diventa un posto per tutti e non solo un posto per pochi eletti. (parafrasando un noto film dei fratelli Coen).

Fonte: TeleFree

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Laziomar: è arrivata la Guardia di Finanza

scassomarTroppi disagi, troppe soppressioni, troppe anomalie gestionali, tanti soldi al privato che diventa pubblico in cambio di un servizio a singhiozzo, per non dire scadente. Insomma, una indagine sulla qualità del trasporto marittimo per le isole pontine – fornito dalla Laziomar – c’è e la sta portando avanti il Gruppo Guardia di Finanza di Formia. Le attività investigative delle Fiamme Gialle sul contratto di servizio, i disagi, le interruzioni di servizio pubblico, l’importo dell’appalto, la proprietà e le società orbitanti attorno ai diversi privati – il gruppo formato da Snav, Medmar, Alilauro, Alilauro Gruson ed AliCost – che hanno preso l’appalto va ormai avanti da diversi mesi.

In particolare il punto di riferimento resta il Contratto di servizio Laziomar. Ovvero il documento al quale attenersi per rispettare le prescrizioni che diventano legge. Dopotutto vengono versati 13 milioni di euro l’anno nelle tasche degli imprenditori privati che hanno acquisito la gestione della compagnia di trasporto marittimo laziale. Quante corse, quanti mezzi, quali dotazioni di sicurezza, quali garanzie del servizio e molto altro ancora, che si può leggere integralmente nell’allegato. E proprio da lì emergono alcune delle numerose anomalie.

Anzitutto riguardo la flotta. La compagnia dovrebbe garantire due aliscafi e due navi di proprietà. Allo stato attuale ci sono solo il Tetide – una nave -, il Laura – che non è un aliscafo, ma un monocarena e il Don Francesco che non si capisce bene a quale categoria appartenga, pur essendo annoverabile tra le navi. Anche se ha evidenti problemi di conformazione che impediscono una corretta discesa di passeggeri e mezzi a causa dell’inclinazione del portellone, come abbiamo già documentato. C’era anche il Quirino che però ora è in dotazione alla compagnia MedMar tanto che il logo sulla fiancata è stata anche cambiato. La stessa MedMar che fa parte del “consorzio” di proprietà che oggi hanno in mano Laziomar. E follia pura, oggi a prenderlo a noleggio è proprio la Laziomar (!).

Ma a chi conviene questa operazione? Saranno gli inquirenti eventualmente a comprenderlo è chiaro che un costo di questo tipo alleggerisce di tasse entrambe le compagnie. Certo è che i conti non tornano nemmeno riguardo al personale che doveva essere garantito ma con la continua cessione o sostituzione di mezzi che provengono da altre compagnie in tutta Italia è “minacciato da altri colleghi”.

Ci sono poi le norme di sicurezza sugli invalidi – l’assenza di ascensori – i condizionatori fuori uso, la mancanza di imbarcazioni che possano garantire il servizio, spesso invece saltato, anche a causa della rottura dei mezzi in partenza. Un vero calvario cominciato da subito e che sembra proseguire impunemente nonostante, come abbiamo detto, il contratto stipulato tra la Regione Lazio e il privato preveda ben altre prescrizioni che, a quanto pare, non verrebbero seguito. Ecco perché l’indagine. Bisogna capirne i risultati, intanto restano i disagi.

Oggi è previsto un incontro tra Laziomar e i sindacati.

Fonte: H24 Notizie

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