Ventotene: il neosindaco risponde alle insinuazioni della cricca

Gerardo Santomauro, nuovo sindaco di Ventotene

“Con un delirante comunicato pieno di illazioni inesistenti quanto inconsistenti il gruppo di potere che ha sgovernato per 30 anni l’isola, finalmente sconfitto, non ha trovato niente di meglio che lanciare accuse su presunti brogli elettorali”.

“Buona Onda”, coalizione a sostegno del neo eletto sindaco dell’isola, Gerardo Santomauro, interviene sulle insinuazioni delle forze politiche contrapposte.

“Tali accuse sarebbero sostenute dal sempre presunto smarrimento di una sola scheda elettorale e dalla presenza di un foglio di carta estraneo nell’urna di voto. Va chiarito che non manca alcuna scheda elettorale e che non si capisce in alcun modo come la semplice presenza di un foglio estraneo nell’urna, peraltro regolarmente riportato a verbale, possa aver inficiato le elezioni.

Geppino Assenso, Pasquale Romano, Daniele Coraggio, Antonio Langella e Claudio Santomauro, gli amministratori e imprenditori arrestati il 23 maggio a Ventotene e scarcerati il 13 giugno (immagini da Facebook).

In merito poi alla presunta adozione della ‘procedura Gomorra’, nota solo al signor Raffaele Sanzo e alla sua lista oltre che eventualmente agli autori della serie televisiva ‘Gomorra’ qualora ne avessero fatto riferimento in qualche puntata, appare fin troppo ovvio che tale calunnia sia tanto infondata quanto esilarante considerato che proviene dalla lista il cui ispiratore e principale referente, Giuseppe Assenzo, è indagato ed è stato agli arresti domiciliari dal 23 maggio scorso fino al 13 giugno 2017, unitamente ad altri esponenti della passata amministrazione, per i numerosi reati contestati, per i quali risponderanno tutti davanti al tribunale competente, e che sono, ovviamente, riportati nell’ordinanza di custodia cautelare del 5 maggio 2017 emessa dal Gip del Tribunale di Cassino, tra i quali [… reato di cui all’art. 416 c.p. perché si associavano tra loro al fine di porre in essere un numero indeterminato di delitti contro la pubblica amministrazione e, in particolare, un numero indeterminato di delitti di turbata libertà degli incanti, falso ideologico e truffe ai danni della regione Lazio, con lo scopo di mantenere, attraverso l’affidamento di appalti pubblici in favore di ditte riconducibili al sodalizio criminale, il controllo politico ed economico dell’isola di Ventotene e di condizionare gli esiti delle consultazioni elettorali comunali… ]. Pertanto viene più naturale pensare, come recita un famoso proverbio, che il lupo di mala coscienza come opera pensa.

La travisata ricostruzione poi delle dinamiche di ciò che è avvenuto nel seggio elettorale costituisce l’apice del reiterato tentativo di manipolare la verità sul reale andamento dei fatti.

Umberto Assenso (immagine da Facebook)

Forze dell’Ordine sono intervenute su precisa richiesta del Presidente del seggio in seguito alle scomposte manifestazioni provocatorie del rappresentante della lista ‘Ventotene Vive’, Umberto Assenzo, che ha disturbato le operazioni di scrutinio facendo ingiurie e false accuse. Costui negli ultimi 30 anni ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale e per molto tempo, circa undici anni, lo ha fatto a fianco di suo zio, Giuseppe Assenzo, ex sindaco per tre mandati, già noto alle cronache giudiziarie e, come su specificato, attualmente indagato. In seguito ai su citati incidenti il Presidente del seggio elettorale ha esposto denuncia presso la stazione carabinieri di Ventotene nei confronti di Umberto Assenso e si è riservato di querelare per diffamazione i siti internet e le pagine facebook che hanno riportato tali ingiurie e false accuse.

Nel respingere pertanto tutti i demenziali e strumentali tentativi di inficiare l’esito del primo vero voto libero di Ventotene, invitiamo i componenti della lista ‘Ventotene Vive’ a prendere atto della volontà popolare che ha scelto di sostenere il cambiamento a tutela della legalità e della trasparenza della gestione amministrativa della nostra isola. Li invitiamo, inoltre, a svolgere, se ne sono capaci, l’unico ruolo che il voto popolare gli ha assegnato: l’opposizione democratica alla nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco eletto, il Notaio Gerardo Santomauro.

Su tutte le atre accuse contenute nel farneticante comunicato prodotto dalla lista ‘Ventotene Vive’, avendo noi di ‘Buona Onda’ massima fiducia nel lavoro e nella correttezza della magistratura, saluteremo con soddisfazione l’apertura di eventuali indagini su qualunque argomento consapevoli che le uniche cose penalmente perseguibili deriverebbero dagli scheletri nell’armadio di chi per 30 anni ha sgovernato Ventotene”.

Fonte: H24Notizie

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La gallina dalle uova d’oro

Sconfitti ma non rassegnati i vecchi amministratori le tentano tutte, senza esitare a dilaniare il già sfilacciato tessuto sociale isolano.

A Ventotene, minuscolo scoglio incastonato nel Tirreno, patria – suo malgrado – di una splendida favola che narra di fratellanza e di pace, da qualche settimana l’aria è pesante, pesantissima.

Tra le poche decine di famiglie che vivono sull’isola si è scatenata una guerra fratricida, fatta di accuse, insulti, pettegolezzi, denunce, urla e battibecchi. Tutto è cominciato con l’arresto, il 23 maggio scorso, di un gruppo tra politici e imprenditori che, secondo i magistrati, si sono spartiti l’isola e i milioni di euro piovuti a pioggia su di essa per anni.

Questa “cricca” avrebbe messo su un sistema perfetto che fagocitava ogni appalto, ogni commessa pubblica senza lasciare neppure una briciola e, ovviamente, la benché minima traccia di un servizio per la comunità e il territorio da loro amministrato.

Tutto ciò è avvenuto a pochi giorni dal voto delle amministrative, che hanno visto, sebbene di pochissimo (35 voti), la vittoria – domenica scorsa – di coloro che da anni si opponevano al suddetto sistema incarnato, volente o nolente, nella figura dell’ex sindaco Geppino Assenso, padrone assoluto dell’isola per oltre 10 anni.

Il giorno dopo le elezioni la “cricca” viene rimessa in libertà, cadono molte delle accuse, e tutto torna come prima tranne una cosa: il Comune è oramai in mano ad altri.

Ecco quindi che si scatena tutta la rabbia e la ferocia di chi si è visto soffiare da sotto il naso la gallina dalle uova d’oro. E giù denunce e accuse che lasciano sì il tempo che trovano, ma che fomentano gli animi, scavano trincee, dividono quel che resta delle poche famiglie ventotenesi. Gli interessi in gioco sono evidentemente altissimi.

Che cosa accadrà? Riusciranno i nuovi amministratori a capovolgere il modo di governare che per anni ha devastato uno dei più begli angoli di paradiso del Mediterraneo? Riuscirà Ventotene a re-imparare a vivere e lavorare secondo regole certe, in una comunità dove i diritti non vengono scambiati per favori e dove il territorio, unico vero valore per tutti, sia valorizzato e difeso, invece di essere devastato da abusi e dal cemento?

Fonte: TeleFree

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Al via la VI Edizione del Festival letterario “Gita al Faro”

Nella suggestiva cornice dell’isola di Ventotene, si svolgerà dal 21 al 25 giugno la sesta edizione del Festival Letterario Gita al faro(il cui titolo trae ispirazione dall’omonimo romanzo di Virginia Woolf), promosso quest’anno dall’ Associazione per Santo Stefano in Ventotene onlus in collaborazione con il Comune di Ventotene. Un coraggioso drappello di militanti della letteratura è invitato a trascorrere una settimana sull’isola per scrivere un inedito ispirato a e da Ventotene e Santo Stefano. Scrittrici e scrittori italiani confinati per cinque giorni sull’isola di Ventotene, a scontare il loro privilegio: essere scrittrici, essere scrittori. Condannati a esercitare il dono supremo dello sguardo, quell’attenzione mirata che genera storie, quindi a scrivere un racconto ispirato all’isola o dall’isola e infine a sottoporlo al pubblico, in due serate di lettura, in un teatro affacciato sul mare e illuminato dalla luce intermittente del Faro.

Il festival, dal format inedito nel panorama degli eventi culturali, si pone l’obiettivo di trasformare il “confino letterario” sull’isola in un laboratorio creativo, che permetta agli autori e al pubblico di vivere la scrittura e condividerla nel momento stesso in cui il pensiero diventa parola. Ne emerge una formula di cultura partecipata nelle sue fasi d’ideazione, progettazione e realizzazione, basata su un forte coinvolgimento delle realtà locali, quali partner attivi della manifestazione, attraverso visite guidate e interazione con gli isolani per il rilancio del ricco patrimonio storico, artistico e ambientale dell’isola. Un focus particolare è rivolto al settecentesco carcere borbonico di Santo Stefano, luogo di grande suggestione dichiarato Monumento Nazionale nel 2008, che versa in grave stato di abbandono, per il cui recupero e valorizzazione il festival e in primo luogo l’Associazione per Santo Stefano in Ventotene onlus (nata appositamente per questo importante obiettivo) sono impegnati. Ventotene diventa così un luogo privilegiato da cui guardare il mondo, reinterpretato attraverso le parole e il pensiero degli scrittori.

GLI OSPITI: Mauro Covacich (La nave di Teseo), Fabio Geda (Einaudi), Carmen Pellegrino (Giunti), Tiziano Scarpa (Einaudi), Paola Soriga (Laterza) Come per ogni edizione, gli inediti saranno pubblicati in una raccolta dal titolo L’isola delle storie, all’interno della nuova collana “Lenticchie” edita dalla casa editrice e libreria Ultima Spiaggia di Ventotene.

PROGRAMMA 21/25 Giugno 2017 FESTIVAL LETTERARIO DI VENTOTENE Gita al faro Scrittori al confino:

giovedì 22 giugno ore 22 • libreria Ultima Spiaggia incontro con Fabio Geda, Anime scalze (Einaudi), Paola Soriga, La guerra di Martina (Laterza) e Carmen Pellegrino, Se mi tornassi questa sera accanto (Giunti)

venerdì 23 giugno ore 22 • libreria Ultima Spiaggia incontro con Mauro Covacich, La città interiore (La nave di Teseo) eTiziano Scarpa, Il brevetto del geco (Einaudi)

sabato 24 giugno ore 18 • libreria Ultima Spiaggia incontro con Loredana Lipperini

sabato 24 giugno ore 21 • Giardini del Comune Alla luce del faro: l’isola inventata dagli scrittori letture dei racconti di: Mauro Covacich, Tiziano Scarpa, Fabio Geda, Paola Soriga e Carmen Pellegrino interventi musicali di Valerio Vigliar

domenica 25 giugno ore 11.30 • libreria Ultima Spiaggia un caffè con gli scrittori. Firma copie.

Fonte: Latina24Ore

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Quel pasticciaccio brutto dell’isola di Ventotene

Il tempo di ricevere la notifica della sentenza del Riesame che ha annullato la misura degli arresti domiciliari disposta dal Gip del Tribunale di Cassino Salvatore Scalera che sono tornati alle rispettive attività lavorative le cinque persone accusate di aver gestito un giro di appalti pubblici a Ventotene a favore di imprese “compiacenti” con l’intento di ottenere facili finanziamenti da parte della Regione Lazio. Se l’ex sindaco Geppino Assenso e l’ex assessore al turismo al comune Daniele Coraggio sono rimasti ancora a Formia, hanno fatto il loro ritorno a Ventotene gli imprenditori Claudio Santomauro e Antonio Langella e soprattutto l’ex responsabile dell’ufficio tecnico Pasquale Romano, tornato a lavorare presso gli uffici della riserva marina dell’isola presso i quali è distaccato da poco meno di un anno dopo la sospensione decretata dal Tribunale di Latina.

I loro legali, attraverso l’avvocato Luca Scipione, hanno ribadito come il Riesame, il giorno dopo l’appuntamento elettorale amministrativo, abbia disconosciuto l’ insussistenza dell’ associazione per delinquere e di parte di molti capi d’imputazione e, quindi, di quell’ organizzazione criminale “irriducibile” che si sarebbe costituita intorno alla figura dell’ ex sindaco Assenso. In un’intervista l’avvocato Scipione ha sottolineato come la sentenza del Riesame “abbia cancellato la mortificante accusa, ampiamente utilizzata nel corso della campagna elettorale comunale a cui entrambi sono stati estranei, di aver costituito e fatto parte in Ventotene di un pericoloso sodalizio criminale”. L’avvocato Scipione si è dichiarato convinto come la decisione dei Giudici del Tribunale della Libertà “condizionerà non poco” l’andamento dell’eventuale processo, soddisfatto come questa decisione “abbia ridato la piena e integrale libertà a delle persone che non meritavano, di certo, di vivere la mortificante esperienza di un stato, seppure domiciliare, di detenzione”.

Intanto il clima post elettorale resta avvelenato a Ventotene. Mentre il neo sindaco Gerardo Santomauro si è insediato e ha celebrato un matrimonio civile – il primo consiglio consiglio comunale è in programma forse il 23 giugno – a parlare di “gravi irregolarità” nelle operazioni di spoglio è il candidato sindaco sconfitto, Raffaele Sanzo, che ha preannunciato la presentazione di una denuncia penale alla Procura di Roma. “Dalle urne sono uscite 583 schede, di cui una falsificata, si direbbe, a fronte di 582 votanti – aveva osservato in una nota la lista civica “Ventotene vive” – Essa era apparentemente uguale alle schede ufficiali ma non recava i simboli delle liste al proprio interno. Al termine del conteggio delle schede residue, inoltre, mancava una scheda ufficiale di votazione; mancava, cioè , una scheda della cui sparizione nessuno sapeva dare spiegazioni. E’ certo solo che la scheda non può essere uscita da sola ed è stata quindi portata al di fuori del seggio. Da chi? Perché? Il responsabile delle procedure, è bene ricordarlo, è il presidente del seggio. E questo non è assolutamente un atto d’accusa. Un fatto. Viene il fondato grave sospetto che sia stata attivata una ben nota procedura per il controllo del voto, senza un indiziato di sorta”.

Si è rivolto, invece, alla locale Brigata della Guardia di Finanza il consigliere d’opposizione Umberto Assenso che ha depositato un esposto sull’operato dei componenti del seggio elettorale, la cui presidente lo denuncerà per stalking. Questo caso aveva fatto parte del comunicato stampa della lista che sosteneva il dottor Sanzo quando vi si leggeva testualmente che….”la presidente non voleva accettare le dichiarazioni del nostro rappresentante di lista (Umberto Assenso,per l’appunto, ndr) che riportavano la descrizione dei fatti. Perché la presidente non voleva accettare a verbale le dichiarazioni correlate del rappresentante di lista? Il rappresentante di lista di “Ventotene Vive”, solo difensore delle proprie tesi, è stato sottoposto a pesanti pressioni psicologiche, lo si voleva tacitare? Noi difenderemo i diritti e le prerogative degli isolani contro tutti e investiremo la Procura di Roma per la valutazione di eventuali atti contrari alla legge e passibili di sanzioni penali”. E l’interrogativo finale di Sanzo è pesantissimo:”Non intendiamo accusare i nostri competitor, ma certamente il dato è rilevante e grave. C’e una regia occulta che sfugge ai radar della politica ufficiale?”

Fonte: TempoReale.info

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Elezioni a Ventotene: Raffaele Sanzo non accetta la sconfitta

Parla di “gravi irregolarità” e di un caso di una scheda “falsa” il candidato a sindaco uscito sconfitto dalle elezioni amministrative di domenica scorsa, Raffaele Sanzo, che insieme ai componenti della lista civica “Ventotene Vive” ha emanato un comunicato stampa nel quale annunciano una denuncia alla Procura di Roma.

“La lista Ventotene Vive – si legge nella nota – non riconosce i risultati della campagna elettorale per le amministrative 2017 perché esistono fondati sospetti di gravi irregolarità elettorali le quali necessitano dell’intervento delle autorità competenti. Al termine delle operazioni di spoglio sono emersi due fatti di ENORME gravità che rimettiamo alle valutazioni di dette autorità. Dalle urne sono uscite 583 schede, di cui una falsificata, si direbbe, a fronte di 582 votanti. Essa era apparentemente uguale alle schede ufficiali ma non recava i simboli delle liste al proprio interno. Al termine del conteggio delle schede residue, inoltre, mancava una scheda ufficiale di votazione; mancava, cioè , una scheda della cui sparizione nessuno sapeva dare spiegazioni.

E’ certo solo che la scheda non può essere uscita da sola ed è stata quindi portata al di fuori del seggio. Da chi? Perché? Il responsabile delle procedure, è bene ricordarlo, è il presidente del seggio. E questo non è assolutamente un atto d’accusa. Un fatto. Viene il fondato grave sospetto che sia stata attivata una ben nota procedura per il controllo del voto, senza un indiziato di sorta.

Per i meno addetti: la scheda ufficiale NON votata, viene portata fuori e viene compilata da una sorta di centrale di controllo del voto, compilata secondo i desiderata del mandante e data all’elettore di cui evidentemente non ci si fida. L’ELETTORE AL SEGGIO DEPOSITA LA SCHEDA PREVOTATA e porta quella bianca alla centrale di cui si è detto. Questa trafila viene usata per tutti gli elettori che si intendono controllare. E IL VOTO E’ LIBERO E SEGRETO!

Nessuna accusa, per carità; ma vogliamo venga spiegata la mancanza della scheda. E’ tecnicamente impossibile che essa sia stata rubata. Quindi?

Infine la presidente non voleva accettare le dichiarazioni del nostro rappresentante di lista che riportavano la descrizione dei fatti. Alla fine si è convinta, in presenza delle forze dell’ordine, alle quali va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto. I plichi sono stati sigillati e il pacco chiuso alle ore 10.30 di questa mattina. Perché la presidente non voleva accettare a verbale le dichiarazioni correlate del rappresentante di lista?

Il rappresentante di Lista di Ventotene Vive, solo difensore delle proprie tesi, è stato sottoposto a pesanti pressioni psicologiche, lo si voleva tacitare? Noi difenderemo i diritti e le prerogative degli isolani contro tutti e investiremo la Procura di Roma per la valutazione di eventuali atti contrari alla legge e passibili di sanzioni penali.

Per chiudere: non intendiamo accusare i nostri competitor, ma certamente il dato è rilevante e grave. C’e una regia occulta che sfugge ai radar della politica ufficiale?”

Firmato:
Raffaele Sanzo
Alleati Marcella
Assenso Umberto
Biondo Andrea
De Bonis Rossella
Fizzotti Pietro
Musella Alessia
Pennacchio Pietro
Pepe Giuseppe
Schiano Salvatore
Silvestri Aniello

Fonte: TempoReale.info

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Scarcerata la cricca Assenso; oramai non possono più nuocere

Chiuse le urne per l’elezione diretta del nuovo sindaco di Ventotene e per il rinnovo del consiglio comunale, il secondo collegio del Tribunale del Riesame di Roma ha completamente annullato l’ordinanza di arresto notificata tre settimane dal Gip del Tribunale di Cassino Salvatore Scalera a cinque tra ex amministratori e tecnici del comune di Ventotene e imprenditori dell’isola, accusati di aver pilotare l’esito di alcuni appalti pubblici a favore di imprese “compiacenti” con l’intento di ottenere finanziamenti da parte della Regione e favorire anche il voto di scambio. E invece i giudici del Tribunale della Libertà, rimuovendo innanzitutto il vincolo associativo, hanno completamente accolto le istanze difensive dell’ex sindaco Giuseppe Assenso, dell’ex assessore al turismo del comune Daniele Coraggio, dell’ex responsabile della ripartizione tecnica comunale Pasquale Romano e degli imprenditori isolani Claudio Santomauro e Antonio Langella, sinora tutti agli arresti domiciliari.

I loro legali, gli avvocati Luca Scipione, Pasquale Cardillo Cupo, Antonio Zecca, Caterina Suppa e Arturo Bongiovanni, hanno dimostrato come l’ordinanza del Gip Scalera fosse orfana di gravi indizi di colpevolezza a carico dei loro assistiti, impossibilitati a reiterare il reato e da tempo non investiti di alcun incarico pubblico. Sono caduti, in particolare, i capi di imputazione A (Associazione), H e I (turbativa di gara del 2013). Se Assenso, Romano e Coraggio tornano ad essere persone libere senza alcun vincolo, il Riesame ha applicato, in forma preventiva, per Coraggio, nelle veste di operatore nautico, e per gli imprenditori Santomauro e Langella un’”interdittiva” con cui non potranno partecipare per i prossimi due mesi a gare d’appalto promosse da enti pubblici.

Sulla vicenda interviene l’avvocato Luca Scipione, difensore dell’ex sindaco Geppino Assenso. “È stata depositata nel pomeriggio di oggi – si legge nella nota – l’ ordinanza con cui il Tribunale di Roma Sezione Riesame ha deciso, tra gli altri, la richiesta di riesame presentata nell’ interesse del Dott. Assenso Giuseppe e, unitamente al collega Antonio Zecca, del Geom. Romano Pasquale. I giudici del riesame hanno annullato, seppure per ragioni diverse, la misura degli arresti domiciliari applicata ad entrambi i miei assistiti. In generale, è stata disconosciuta completamente per tutti gli indagati l’ insussistenza dell’ associazione per delinquere e, quindi, di quell’ organizzazione criminale “irriducibile” che, per come rappresentato erroneamente nel provvedimento annullato e commentato nella conferenza stampa tenutasi ad avvenuta esecuzione delle misure dalla Procura della Repubblica di Cassino, si sarebbe costituita intorno alla figura dell’ allora sindaco Assenso. In particolare, riguardo alla posizione del Dott. Assenso, oltre l’ insussistenza del delitto di associazione per delinquere, è stata disconosciuta pure l’ insussistenza di gran parte delle incolpazioni mosse nei suoi confronti.

Al riguardo, è inutile dire l’ estrema felicità che ha colto il Dott. Assenso e il Geom. Romano nel momento in cui hanno appreso entrambi l’ esito della decisione del giudice del riesame, il quale ha spazzato via la mortificante accusa, ampiamente utilizzata nel corso della campagna elettorale comunale a cui entrambi sono stati estranei, di aver costituito e fatto parte in Ventotene di un pericoloso sodalizio criminale.

Nell’ esprimere, infine, la mia personale soddisfazione per la decisione pronunciata dal giudice del riesame, sono contento soprattutto perché con la decisione del riesame è stata ridata la piena e integrale libertà a delle persone che non meritavano, di certo, di vivere la mortificante esperienza di un stato, seppure domiciliare, di detenzione”.

Fonte: TempoReale.info

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Ventotene: ancora agli arresti la cricca Assenso

Geppino Assenso, Pasquale Romano, Daniele Coraggio e Antonio Langella, che insieme a Claudio Santomauro sono stati arrestati a Ventotene

Il secondo collegio del Tribunale del Riesame di Roma si è riservata la decisione se annullare o meno, entro i prossimi cinque giorni, l’ordinanza di arresto notificata dal Gip del Tribunale di Cassino Salvatore Scalera a cinque tra ex amministratori e tecnici del comune di Ventotene e imprenditori dell’isola con l’accusa di pilotare l’esito di alcuni appalti pubblici a favore di imprese “amiche” con l’intento di ottenere finanziamenti da parte della Regione e favorire anche il voto di scambio. I legali dell’ex sindaco Giuseppe Assenso, dell’ex assessore al turismo del comune Daniele Coraggio, dell’ex responsabile della ripartizione tecnica comunale Pasquale Romano e degli imprenditori isolani Claudio Santomauro e Antonio Langella, hanno prodotto una mole di documenti per motivare la loro istanza che – a loro dire – non è mai stata suffragata da gravi indizi di colpevolezza.

Gli avvocati Luca Scipione, Pasquale Cardillo Cupo, Antonio Zecca, Caterina Suppa e Arturo Bongiovanni hanno innanzitutto contestato la reiterazione del reato dal momento che soprattutto il sindaco Assenso, l’ex assessore Coraggio e l’ex dirigente Romano non occupano da tempo i rispettivi incarichi pubblici. All’udienza davanti i giudici del Riesame ha partecipato il magistrato titolare delle indagini, il sostituto Procuratore Roberto Nomi Bulgarini che, a sorpresa, ha chiesto la revoca dei domiciliari per il solo l’ex sindaco Assenso – misura trasformata con il divieto di dimora a Ventotene – alla luce dei nuovi sviluppi venutisi a creare sull’isola pontina dopo l’appuntamento elettorale di domenica con l’elezione del neo sindaco Gerardo Santomauro.

Il Riesame si è riservato la decisione così come valuterà se accogliere o meno le istanze del collegio difesa sulla legittimità di talune intercettazioni ambientali effettuate in un periodo successivo a quello autorizzato dalla Procura di Cassino.

Fonte: TempoReale.info

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Ventotene: archiviata l’era Assenso

Gerardo Santomauro, nuovo sindaco di Ventotene

E’ Gerardo Santomauro il nuovo sindaco di Ventotene. Una svolta per l’isola che elegge, per la prima volta, un “esterno” benché originario proprio di Ventotene. Il sindaco è un notaio di 47 anni, sostenuto dalla lista “Buona Onda”, già consigliere comunale di opposizione, e ha ottenuto 306 voti (52,94%).

Contro di lui c’era Raffaele Sanzo, 73 anni, ex capo della segreteria del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, che si è fermato a 271 voti (46,88%) e rappresentava sostanzialmente chi aveva governato finora.

Sull’isola – sconvolta dagli arresti di qualche settimana fa che hanno coinvolto l’amministrazione uscente, anche se c’era stato il commissariamento per la mancata approvazione del bilancio –  si è scelto il cambiamento

Fonte: Il Messaggero, TempoReale.info

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Ventotene: elezioni ai domiciliari

Saranno discussi lunedì 12 giugno, a poche ore dalla conclusione dell’appuntamento elettorale amministrativo, i ricorsi davanti il secondo collegio del Tribunale del Riesame presentati dai cinque componenti di un’organizzazione che a Ventotene – secondo il Gip del Tribunale di Cassino, Salvatore Scalera – era in grado di pilotare l’esito di alcuni appalti pubblici a favore di imprese compiacenti con l’intento di ottenere finanziamenti da parte della Regione e favorire anche il voto di scambio. I Legali dell’ex sindaco dell’isola Giuseppe Assenso, dell’ex assessore al turismo del comune Daniele Coraggio, dell’ex responsabile della ripartizione tecnica comunale Pasquale Romano e degli imprenditori isolani Claudio Santomauro e Antonio Langella, chiederanno innanzitutto l’annullamento dell’ordinanza di arresto peraltro già al centro di un aspro confronto con il Gip Scalera in sede di interrogatorio di garanzia.

Gli avvocati Luca Scipione, Pasquale Cardillo Cupo, Antonio Zecca, Caterina Suppa e Arturo Bongiovanni innanzitutto contesteranno la reiterazione del reato dal momento che il sindaco Assenso, l’ex assessore Coraggio e l’ex dirigente Romano non occupano da tempo i rispettivi incarichi; i primi due da oltre anno dopo lo scioglimento anticipato del consiglio comunale, il terzo perché destinatario di un provvedimento di sospensione dello stesso Tribunale. In quest’ottica sarà riproposta la sentenza dello stesso Riesame che annullò l’ordinanza di arresto nell’ambito dell’operazione “Olimpia” nei confronti dell’ex sindaco di Latina Giovanni De Giorgi perché, contrariamente alle conclusioni della Procura, non ricopriva più un incarico tale da poter esercitare le dovute pressioni.

Il collegio difensivo proverà a ribaltare il castello accusatorio secondo il quale sarebbero esistiti rapporti di interesse, di complicità, tra gli amministratori e i tecnici del comune di Ventotene con i due imprenditori Santomauro e Langella. Questa presunta contiguità non emergerebbe, infatti, dalle oltre duemila pagine della voluminosa documentazione prodotta dalla Finanza per conto della Procura di Cassino.

Fonte: TempoReale.info

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Ventotene: la cricca non risponde

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere solo perché impossibilitati ad avere copia, ad una settimana degli arresti, della voluminosa documentazione in cui sono riportate analiticamente le accuse mosse dalla Procura della Repubblica di Cassino. Con questi termini il nutrito collegio difensivo ha commentato l’esito di quello che doveva essere l’interrogatorio di garanzia cui erano attesi oggi, davanti il Gip del Tribunale della città martire Salvatore Scalera, l’ex sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, l’ex assessore al turismo del comune Daniele Coraggio, l’ex responsabile della ripartizione tecnica Pasquale Romano e gli imprenditori isolani Claudio Santomauro e Antonio Langella, arrestati la scorsa settimana con le gravi accuse di pilotare l’esito di alcuni appalti pubblici a favore di imprese compiacenti con l’intento di ottenere finanziamenti da parte della Regione finalizzato a favorire il voto di scambio.

Gli imputati, che si trovano ai “domiciliari”, avevano chiesto già da qualche copia di avere copia di tutti gli atti allegati al procedimento penale: le informative di polizia giudiziaria redatte ed inviate dal gruppo di Formia della Guardia di Finanza, i verbali di sequestro effettuate a più riprese presso il comune di Ventotene, quelli degli interrogatori resi nel tempo da tutti gli indagati e copie delle intercettazioni telefoniche ed ambientali. Non disponendo di questi atti ed impossibilitati a rispondere sui rilievi penali contestati dal Pm Roberto Nomi Bulgarini, Assenso, Romano, Coraggio, Santomauro e Langella – in quest’ordine sono comparsi davanti il Gip Scalera – si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

I legali, gli avvocati Luca Scipione, Pasquale Cardillo Cupo, Antonio Zecca, Caterina Suppa e Arturo Bongiovanni, hanno preannunciato la presentazione specifici ricorsi davanti il Tribunale del Riesame, i cui termini scadono venerdì. Il primo a depositarlo, nella giornata di martedì, è stato l’avvocato Scipione per conto dell’ex sindaco Assenso, completamente ristabilitosi dopo il leggere malore accusato all’arrivo dei finanzieri per la notifica dell’ordinanza del Gip Scalera e pronto a difendersi da tutte le accuse che gli vengono mosse.

Fonte: TempoReale.info

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