Ventotene: la cricca è dissociata

Geppino Assenso, Pasquale Romano, Daniele Coraggio, Antonio Langella e Claudio Santomauro, gli amministratori e imprenditori arrestati e scarcerati a Ventotene

Si indebolisce non poco il castello accusatorio della Procura della Repubblica di Cassino in merito all’inchiesta giudiziaria che lo scorso maggio era culminata con l’arresto a Ventotene di cinque tra ex amministratori e tecnici del comune ed imprenditori isolani accusati, a vario titolo, di aver pilotato l’esito di alcuni appalti pubblici a favore di imprese “compiacenti” con l’intento di ottenere finanziamenti da parte della Regione e favorire anche il voto di scambio. La seconda sezione penale della Corte di Cassazione, presieduta da uno dei fondatori del pool “Mani Pulite” di Milano, Pier Camillo Davigo, ha respinto, dichiarandolo inammissibile, il ricorso presentato dal sostituto procuratore Roberto Nomi Bulgarini contro la decisione con cui lo scorso 13 giugno il Tribunale del Riesame di Roma aveva completamente annullato l’ordinanza di arresto notificata tre settimane prima dal Gip Salvatore Scalera.

La Procura generale presso la Corte di Cassazione (relatore il giudice Filippini) aveva chiesto l’accoglimento dell’istanza del sostituto procuratore Nomi Bulgarini ma la seconda sezione penale ha definito il ricorso “generico” e carente di interesse. Nello specifico per due capi d’imputazione, gravati dal reato di turbata libertà degli incanti, si poteva prefigurare per alcuni degli indagati tutt’al più il reato di concorso piuttosto che di associazione a delinquere. La Procura di Cassino nel suo meticoloso ricorso (la sua discussione davanti la Suprema Corte si è svolta nella giornata di martedì dopo l’iniziale rinvio del 17 ottobre scorso per un’omessa notifica ad uno degli indagati) aveva insistito, invece, che venisse riconosciuto esclusivamente il vincolo associativo tra i cinque indagati: l’ex sindaco Giuseppe Assenso, l’ex assessore al turismo del comune Daniele Coraggio, l’ex responsabile della ripartizione tecnica comunale Pasquale Romano e gli imprenditori Claudio Santomauro e Antonio Langella. Il collegio difensivo – composto dagli avvocati Antonio Zecca, Luca Scipione, Pasquale Cardillo Cupo, Caterina Suppa, Antonio Lazzara e Arturo Bongiovanni – d’altro canto aveva invece sollecitato la riconferma del significativo riconoscimento giuridico del Tribunale della Libertà che non aveva sentenziato, a differenza di quanto sosteneva la pubblica accusa, il vincolo associativo tra i cinque indagati, impossibilitati, dopo i clamorosi arresti (tutti gli indagati ottennero, a titolo di cronaca, i “domiciliari”) a reiterare il reato perché da tempo non investiti più di alcun incarico pubblico. L’ipotesi penale dell’associazione a delinquere, in effetti, sarebbe dovuta essere la principale freccia che il pm Nomi Bulgarini aveva voluto preservarsi in sede dibattimentale dopo la probabile richiesta di rinvio a giudizio per i cinque indagati che, dopo il verdetto della Cassazione,inoltrerà ora davanti il Gup del Tribunale della città martire.

Per una seconda e parallela inchiesta sulla gestione degli appalti a Ventotene si svolgerà a febbraio l’udienza preliminare nei confronti dell’attuale vice-sindaco, l’imprenditore Modesto Sportiello, indagato a piede libero per Turbativa d’asta insieme all’imprenditore Claudio Santomauro, al tecnico comunale Pasquale Romano e a Guido Moreschini, amministratore di una società edile. Per i quattro il sostituto procuratore Beatrice Siravo ha chiesto il processo per lo svolgimento di alcuni appalti attraverso procedure negoziate senza pubblicazione del bando di gara. I fatti risalgono al novembre e dicembre 2012. All’epoca Sportiello era consigliere comunale di minoranza. Gli appalti in questione, per circa un milione di euro, riguardarono la riqualificazione di Piazza Castello e la realizzazione della strada alternativa a Parata Grande. La richiesta rinvio a giudizio della Procura della Repubblica risale al 23 maggio scorso negli stessi giorni in cui la Guardia di Finanza eseguì i clamorosi cinque arresti per conto del Pm Nomi Bulgarini. Sportiello invece partecipò tranquillamente alla campagna elettorale e diventò, dopo il voto amministrativo dell’11 giugno, il “vice” del neo sindaco Gerardo Santomauro. L’opposizione ne ha chiesto ora le dimissioni e ha investito del problema, imbarazzante per il nuovo corso di governo dell’isola, il neo Prefetto di Latina Maria Rosa Trio.

Fonte: TempoReale.info

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La banda di Ventotene

Geppino Assenso, Pasquale Romano, Daniele Coraggio, Antonio Langella e Claudio Santomauro, gli amministratori e imprenditori arrestati e scarcerati a Ventotene

La “mente” culturale del pool di magistrati di “Mani Pulite” di Milano, Pier Camillo Davigo, ha presieduto la seconda sezione penale della Corte di Cassazione davanti alla quale si è svolta la lunghissima ed estenuante discussione del ricorso presentato dal sostituto procuratore Roberto Nomi Bulgarini contro la decisione con cui lo scorso 13 giugno il Tribunale del Riesame di Roma aveva completamente annullato l’ordinanza di arresto notificata tre settimane prima dal Gip Salvatore Scalera nei confronti di cinque tra ex amministratori e tecnici del comune di Ventotene e imprenditori isolani accusati di aver pilotato l’esito di alcuni appalti pubblici a favore di imprese “compiacenti” con l’intento di ottenere finanziamenti da parte della Regione e favorire anche il voto di scambio.

La Procura di Cassino nel suo meticoloso ricorso (la sua discussione davanti la Suprema Corte era stata rinviata lo scorso 17 ottobre per un’omessa notifica ad uno degli indagati) ha chiesto che venga riconosciuto esclusivamente il vincolo associativo tra i cinque indagati: l’ex sindaco Giuseppe Assenso, l’ex assessore al turismo del comune Daniele Coraggio, l’ex responsabile della ripartizione tecnica comunale Pasquale Romano e gli imprenditori Claudio Santomauro e Antonio Langella. Il collegio difensivo – composto dagli avvocati Antonio Zecca, Luca Scipione, Pasquale Cardillo Cupo, Caterina Suppa e Arturo Bongiovanni, sollecita la riconferma del significativo riconoscimento giuridico del Tribunale della Libertà che non aveva sentenziato, a differenza di quanto sostiene la pubblica accusa, il vincolo associativo tra i cinque indagati, impossibilitati, dopo i clamorosi arresti (beneficeranno tutti dei “domiciliari”) a reiterare il reato perché da tempo non investiti più di alcun incarico pubblico.

L’ipotesi di reato di associazione a delinquere è la principale freccia che vuole preservarsi il pm Nomi Bulgarini in sede dibattimentale. Ed è probabile – o quasi certo – che la Procura di Cassino attenda ora il pronunciamento della discussione del ricorso da parte della Corte di Cassazione (atteso già nella giornata di mercoledì) prima di inviare al Gup del Tribunale della città martire la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei cinque indagati.

Fonte: TempoReale.info

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Rifiuti: il Comune di Ventotene rescinde il contratto

Contestando al gestore del servizio una serie di inadempienze, il Comune di Ventotene ha rescisso il contratto d’appalto per l’igiene urbana.

In passato era stata la Servizi Industriali srl di Latina a sostenere di essere pronta ad abbandonare l’isola risultando moroso l’ente locale.

L’amministrazione comunale ha invece ritenuto la società responsabile di “gravi disservizi e inadempienze” e risolto appunto il contratto. Tra le contestazioni quelle sul mancato ritiro dei rifiuti e carenze sullo spazzamento.

La Servizi Industriali è stata inoltre diffidata a proseguire nel servizio di igiene urbana nell’attesa che venga bandita una nuova gara d’appalto per i rifiuti.

Fonte: H24 Notizie

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Ventotene: ritorno al passato recente

Il penitenziario di S. Stefano

Istituito dal Comune di Ventotene un Centro di ricerca e documentazione sul confino politico e la detenzione nell’isola e nel vicino isolotto di Santo Stefano.

L’iniziativa ha come principale obiettivo la valorizzazione e la promozione della storia del territorio, attraverso il recupero e la conservazione dell’archivio storico, evidenziando l’importanza dell’isola quale luogo simbolo per l’integrazione europea, essendo stato redatto lì il famoso Manifesto.

Fonte: H24 Notizie

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Ventotene: primi tentativi di legalità

Il ristorante “L’Aragosta”

Stop ai lavori nel chiosco-bar del ristorante “l’Aragosta” di Ventotene. A ordinarlo è stato il Comune isolano, che ritiene abusivi la trasformazione di un deposito in attività commerciale, per cui era stata presentata richiesta di sanatoria nel lontano 1987, e il successivo ampliamento del locale.

Irregolarità riscontrate, nel corso di un sopralluogo nel 2016, dall’Agenzia del demanio.

Per la società che gestisce il locale in località Porto Nuovo è stato così aperto un procedimento e l’ordinanza, per conoscenza, è stata inoltrata dal Comune alla Regione, alla Procura di Cassino e alla Capitaneria di porto di Gaeta.

Fonte: H24 Notizie

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Ventotene: partono le querele per le accuse al sindaco e alla giunta

Il Comune di Ventotene

“Un’opposizione scomposta e senza argomenti”. Così la definisce la lista Buona Onda, in merito agli ultimi accadimenti in consiglio comunale in cui sono state chieste le dimissioni della giunta Santomauro per un’indagine a carico del Vicesindaco Modesto Sportiello, di cui si attendono ancora le decisioni del Giudice di Udienza Preliminare previste per la prossima primavera.

“Modesto Sportiello, allo stato attuale – si legge nella nota – non è neanche rinviato a giudizio; si sono semplicemente concluse le indagini. Naturalmente siamo fiduciosi che il fatto si risolva positivamente, lasciando che la vicenda faccia il suo corso e che Organi Inquirenti e Giudicanti concludano il loro prezioso lavoro per far conoscere la verità. Quanto avviene, tuttavia, non è nemmeno lontanamente paragonabile con gli accadimenti del giugno di quest’anno, allorquando i provvedimenti della Magistratura segnarono negativamente, con provvedimenti restrittivi della libertà personale a carico di esponenti della ex maggioranza decaduta, la storia della nostra Isola come mai era accaduto prima. Ma noi anche su questi fatti non vogliamo fare facile speculazione politica e conserviamo il nostro atteggiamento garantista attendendo la conclusione dei processi in corso.

Il comunicato dei tre consiglieri di minoranza prosegue con insinuazioni ed attacchi nei confronti del Sindaco Notaio Avv. Gerardo Santomauro per l’organizzazione della scuola di Europa. Si tratta di diffamazioni di cui i consiglieri responsabili dovranno rispondere nelle sedi giudiziarie opportune. A noi preme sottolineare che fin da quando questa maggioranza si è insediata all’amministrazione del Comune di Ventotene, pur nelle mille difficoltà, lasciate in eredità da un decennio e più di gestione insipiente e sciatta, si è adoperata e si adopera, con spirito di sacrificio, per non far chiudere la scuola dell’obbligo, per arricchire l’offerta formativa senza che le famiglie si dividano migrando nel continente, per ottenere un’assistenza sanitaria più efficace ed efficiente, per avere trasporti e collegamenti più puntuali e civili, per realizzare uno smaltimento più efficiente dei rifiuti solidi urbani (il cui stoccaggio sulla banchina del porto rappresenta un pessimo biglietto da visita), per ottenere un servizio idrico più salubre e rispettoso dei fondali della Riserva Marina Protetta di Ventotene (dissalatore), per realizzare strutture sportive, in definitiva per ripopolare Ventotene, dandole il futuro e la dignità che merita in virtù della sua ricchezza storica, culturale ed ambientale.

Ad onor del vero non ci aspettavamo altro profilo da parte di questa minoranza che si atteggia, nei modi e nei metodi con cui agisce, in tutto e per tutto come continuazione della precedente, a cui, peraltro, fa riferimento, già mandata via dal Comune per irregolarità della gestione. Non può essere sottaciuto che pure nel corso dell’assemblea Consiliare di martedì u.s. sono state consumate innumerevoli violazioni dei regolamenti comunali, laddove, con “l’escamotage” della dichiarazione di voto venivano raccontate falsità e profferite ingiurie in spregio al regolamento consiliare che disciplina il contegno in aula dei consiglieri e gli interventi sugli argomenti iscritti all’ordine del giorno.

Prendiamo quindi atto – conclude la nota – che alla minoranza il bene comune dell’isola e degli isolani continua a non interessare e che l’unico obbiettivo resta di cercare seguito con attacchi di miserabile livello. Noi non li seguiremo, non faremo da sponda, preferiamo misurarci nella sfida di far rinascere veramente l’isola di Ventotene”.

Fonte: TempoReale.info

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Ventotene: la beffa del dissalatore

Il dissalatore di Ventotene entrerà in funzione ufficialmente lunedì 13 novembre per l’immissione in rete dell’acqua prodotta, che è stata già analizzata per le verifiche di potabilità e risulta conforme al consumo umano. “Il gestore – scrive Acqualatina in una nota indirizzata all’amministrazione comunale – ha sviluppato una collaborazione assieme all’Istituto Superiore di Sanità per applicare un piano di sicurezza sulle acque (PSA) prodotte dal dissalatore che coinvolge tutte le amministrazioni interessate al tema della salubrità delle acque destinate al consumo umano. Proprio durante uno dei tavoli tecnici tenuti sul tema dei PSA è emerso che l’immissione in rete di acqua osmotizzata e, pertanto, a basso contenuto salino potrebbe determinare il distacco del materiale corpuscolato accumulatosi nelle condotte nel corso degli anni”.

“Pertanto, a scopo precauzionale – prosegue la nota – si richiede all’ASL di valutare l’emissione di ordinanza sindacale di non potabilità con le opportune limitazioni d’uso. Nel contempo il gestore, di concerto con ASL e Istituto Superiore di Sanità, effettuerà i campionamenti lungo la rete idrica finalizzati alla verifica di potabilità e alla conseguente revoca dell’ordinanza di non potabilità. A tal uopo il gestore è in procinto di dislocare dei fontanini lungo la rete idrica atti al prelievo.

Durante tale periodo il gestore effettuerà la fornitura idrica alternativa mediante bottigliette di acqua somministrate direttamente alle utenze sensibili (scuola, pronto soccorso, disabili ecc.) e distribuite secondo modalità di cui verrà data ampia informazione all’utenza oltre a dislocare un serbatoio idrico presso il molo portuale”.

Fonte: TempoReale.info

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A Ventotene la cricca Assenso non ha pace

Umberto Assenso consigliere d’opposizione

La richiesta di rinvio a giudizio, formalizzata dal sostituto procuratore Maria Beatrice Siravo, nei confronti del neo vice-sindaco di Ventotene Modesto Sportiello e di altre persone nell’ambito dell’inchiesta bis della Procura della Repubblica di Cassino sulla gestione e sull’esito di alcuni appalti pubblici sulla seconda isola pontina, non poteva non vivacizzare martedì sera i lavori del consiglio comunale tornato a riunirsi in seconda convocazione. E i consiglieri di opposizione di “VentotenVive” con un movimentato fuoco di fila hanno chiesto le dimissioni del vice-sindaco Sportiello che, a causa dell’assenza del primo cittadino Santomauro, presiedeva proprio l’assemblea. Il punto non figurava all’ordine del giorno, l’opposizione sapeva che avrebbe potuto esternare le proprie perplessità sul nuovo corso del sindaco Santomauro soltanto con la ratifica della deliberazione di Giunta Comunale numero 46 del 7 ottobre scorso che prevedeva una variazione d’urgenza del bilancio previsionale 2017-2019 e la costituzione di una nuova posta in bilancio di 9000 euro per sostenere l’iniziativa denominata “La Scuola d’Europa” del giornalista europeista Roberto Sommella. In effetti la Giunta aveva prelevato 7.554 euro dal capitolo 11009, per l’efficientamento dell’attività amministrativa e organizzativa – in cui erano stati destinati i fondi a cui il Sindaco aveva rinunciato per il suo stipendio – e 1.446 euro dal capitolo 180103 destinato alla manutenzione delle strade di Ventotene. Aperta la discussione, il gruppo di “VentotenVive” ha avanzato la richiesta di dimissioni anche per il sindaco Santomauro e per l’altro neo assessore, il formiano Francesco Carta, ma nel mirino soprattutto dei consiglieri Umberto Assenso e Pietro Pennacchio (era assente perché convalescente l’ex candidato a sindaco Raffaele Sanzo) è stato soprattutto l’imprenditore e vice-sindaco Sportiello Nei suoi riguardi una raffica di accuse perché impossibilitato ormai – ha tuonato la minoranza – a svolgere il suo ruolo per un’ormai acclarata incompatibilità che si è venuta a creare nei confronti del comune che in ordine alla seconda inchiesta della Procura di Cassino sulla gestione negoziata degli appalti – gli ultimi finiti sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti risalgono al novembre-dicembre 2012 quando Sportiello era all’ opposizione – è parte lesa. “VentotenVive” ha chiesto le dimissioni del vice-sindaco dell’isola per aver creato “un sistema di potere e di relazioni con associazioni e persone esterne all’amministrazione comunale e alla vita dell’isola, finalizzato ad ottenere vantaggi politici e in alcuni casi personali, una situazione – si legge nella richiesta di dimissioni – che si protratta con l’elezione del neo sindaco Santomauro con l’adozione di delibere di giunta, apparentemente disgiunte, per creare un percorso virtuoso teso a favorire relazioni e premiare chi lo ha sostenuto ( persone, associazioni e società) nella campagna elettorale vinta dalla lista “Buonaonda”. Accuse pesantissime come un macigno che hanno convinto il gruppo d’opposizione al comune di Ventotene a chiedere subito un incontro urgente al neo Prefetto di Latina, la dottoressa Maria Rosa Trio.

Gerardo Santomauro, sindaco di Ventotene

Ma sarebbero tanti – secondo l’opposizione – i conflitti di interesse che richiederebbero l’intervento, oltre che della Procura, anche della Prefettura di Latina. La Giunta comunale di Ventotene ha conferito la cittadinanza onoraria a Roberto Sommella, responsabile della direzione Relazioni Esterne delle Rapporti Istituzionali dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato presidente dell’Associazione “La Nuova Europa” ma anche firmatario di una convenzione con l’associazione “Per l’Europa” di Ventotene di cui il sindaco Gerardo Santomauro è socio fondatore e segretario. Lo stesso primo cittadino ha delegato Raffella Rizzo, moglie di Roberto Sommella, alla cura delle attività relative al settore “coordinamento scientifico e organizzativo della Scuola d’Europa” promossa dall’associazione “La Nuova Europa” di cui è Vice Presidente. La Giunta municipale dell’isola, presenti Gerardo Santomauro e Modesto Sportiello, ha affidato all’avvocato Renato Ciamarra la difesa del Comune di Ventotene nelle varie cause contro Acqualatina pur sapendo che lo stesso Ciamarra è lo stesso legale di Modesto Sportiello in diversi procedimenti, compresa la richiesta di rinvio a giudizio, relativa a reati in cui il Comune di Ventotene è parte lesa, avviata fin dal 22 maggio dalla Procura della repubblica di Cassino. Il Sindaco Gearardo Santomauro – ha aggiunto l’opposizione di “VentotenVive” – ha sponsorizzato l’associazione “FormaEuropa” per un Corso di formazione in collaborazione con l’Università di Cassino e altri Enti su “Giurisprudenza delle Corti Europee e Ordinamento Nazionale” tenuto a Ventotene, dal 25 al 29 settembre scorso. L’associazione “FormaEuropa”, di cui è socio l’Avvocato Renato Ciamarra e che ha sede a Ventotene in Via Cala Rossano 5, presso la Casa Vacanza Calarossano, di proprietà della famiglia del Sindaco, ha previsto per questa manifestazione un costo di partecipazione di 450 euro, comprensivo – oltre alla partecipazione alle lezioni – dell’ospitalità in mezza pensione presso l’Hotel Isola Bella di Ventotene di proprietà del fratello del Sindaco in carica. Quest’ultimo ha anche delegato rispettivamente Renato De Gregorio alla cura alle attività del “Progetto Europa” e Maria Ausilia Mancini alla cura delle attività di Comunicazione per il Comune di Ventotene.

Modesto Sportiello
Vicesindaco di Ventotene

I due delegati rappresentano gli interessi della società Impresa Insieme e dell’istituto di Ricerca sulla Formazione-Intervento e hanno collaborato alla organizzazione del Laboratorio Civico per Ventotene a sostegno della Campagna elettorale del Sindaco eletto lo scorso giugno. Nel mirino della minoranza la proposta, presentata in Giunta lo scorso 2 novembre dal Sindaco, per un diverso e nuovo Regolamento del funzionamento dell’esecutivo in cui si prevede all’articolo 3 la possibilità di tenere le sedute di Giunta fuori del territorio di Ventotene anche in audio e audiovideo conferenza. Questo scelta, al di là dell’apprezzamento per l’innovazione tecnologica, è la dichiarazione pubblica del Sindaco – ha tuonato il consigliere Assenso – che l’isola potrà essere governata senza stare a Ventotene, oltre a utilizzare enti e persone esterne all’isola per decidere il nostro futuro.” Durissimo il commento politico dell’ex candidato a sindaco Sanzo:” Abbiamo chiesto le dimissioni di Santomauro, Sportiello e Carta non solo per avere gestito il Comune contro gli interessi dei cittadini ma per avere utilizzato le loro funzioni pubbliche per offrire il nostro patrimonio storico e culturale, soprattutto il valore simbolico del messaggio di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni, come merce di scambio con personaggi che sono atterrati sulla nostra isola solo in cerca di notorietà e per soddisfare i propri interessi.”

Fonte: TempoReale.info

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Ventotene: il malaffare ruota intorno all’edilizia

Anche l’amministrazione comunale capitanata dal sindaco Gerardo Santomauro finisce sotto i riflettori della magistratura. Il sostituto procuratore della repubblica di Cassino, Maria Beatrice Siravo, ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per l’attuale vicesindaco di Ventotene Modesto Sportiello, eletto pochi mesi fa. Nella nuova inchiesta risultano indagati anche l’imprenditore Claudio Santomauro e il tecnico comunale Pasquale Romano, già coinvolti nella maxi inchiesta degli appalti truccati, e Guido Moreschini, amministratore di una società edile. I quattro sono finiti nel libro degli indagati per appalti di lavori pubblici, attraverso procedure negoziate senza pubblicazione del bando di gara. I fatti risalgono al novembre e dicembre 2012. All’epoca Sportiello era consigliere comunale di minoranza. Gli appalti in questione, per circa un milione di euro, riguardano la riqualificazione di Piazza Castello e la realizzazione della strada alternativa a Parata Grande.

Secondo quanto accertato dalla Procura di Cassino, Romano, nella qualità di capo area appalti pubblici e RUP, Sportiello, nella qualità di consigliere comunale di minoranza e socio di fatto dell’impresa AL.CO. srl, Moreschini, quale amministratore di diritto della società AL.CO. e Santomauro nella qualità di amministratore della impresa “Santomauro Claudio”, tutti in concorso tra loro ricorrendo alla procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara, invitando sei imprese di Ventotene, di cui cinque non erano in possesso dei requisiti tecnici ed economici necessari per espletare i lavori appaltati, invece dell’espletamento di una gara aperta su base nazionale, accordandosi affinchè l’impresa di Santomauro, unica in possesso dei requisiti non presentasse alcuna offerta, concordavano e portavano a compimento «la fraudolenta aggiudicazione della gara d’appalto relativa al terzo lotto dei lavori di ri qualificazione della piazza Castello di Ventotene per un importo pari a 467 mila e 500 euro in favore dell’impresa edile AL.Co. srl unica ad offrire un ribasso dell’1,20%».

Stessa modalità di condurre le procedure di aggiudicazione di appalto è stata eseguita per un altro grande lavoro pubblico per un importo di 465 mila e 354 euro per la realizzazione della «strada alternativa di via Cala Rossano – via Parata Grande» sempre in favore della ditta di Santomauro che offrì un ribasso dell’1%.

Procedure che ricordano da vicino quelle già sviscerate nella precedente inchiesta sugli appalti truccati che ha visto l’arresto dell’ex sindaco Giuseppe Assenso, dell’ex assessore al turismo del comune Daniele Coraggio, dell’ex responsabile della ripartizione tecnica comunale Pasquale Romano e degli imprenditori isolani Claudio Santomauro e Antonio Langella, e che in generale vede ben 13 persone indagate.

Fonte: TempoReale.info

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Ventotene brucia, come ogni anno…

Massiccio intervento per domare il rogo. L’intervento dei vigili del fuoco, durato oltre 4 ore, giunti da Gaeta con una motobarca ha scongiurato drammatiche conseguenze per alberghi e abitazioni. La testimonianza di un albergatore

Tre ettari di vegetazione sono andati in fiamme sull’isola di Ventotene la mattina di mercoledì 25 ottobre. L’intervento dei vigili del fuoco giunti da Gaeta con una motobarca ha scongiurato drammatiche conseguenze per alberghi e abitazioni, senza dimenticare che è stato necessario l’uso di mezzi aerei per domare l’incendio. Operazioni durate oltre quattro ore.

L’emergenza
Giornata di incendi in provincia di Latina, con vaste aree di vegetazione andate in fumo a Terracina, Lenola rendendo necessario l’utilizzo del canadair per le operazioni di spegnimento. Caso raro, ma non troppo, anche un rogo a Ventotene che ha distrutto oltre tre ettari di sterpaglie. Causa dell’incendio partito da Cala Battaglia, non sembrerebbero esserci dubbi, è la mano dell’uomo. Ed anche il vento di Levante ci ha messo il suo.

Il caso a Ventotene
«Ci siamo svegliati con le fiamme a pochi metri dall’albergo – racconta un imprenditore dell’isola – e francamente siamo sconcertati di come questo possa accadere in una zona protetta come Ventotene. Chiediamo alle istituzioni di indagare e di fare luce sulla questione, visto che ancora oggi il fuoco è usato per ‘fare pulizia’ nei terreni incolti. Una pratica che porta a risultati disastrosi come quello di oggi». Per fortuna i danni sono stati limitati alla sola vegetazione incolta.

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Fonte: Corriere della Sera

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