Torna il festival jazz “Rumori nell’isola”

ventotene-680x453Dal 1 al 3 settembre torna sull’isola di Ventotene il consueto appuntamento con il Festival di musica jazz “Rumori nell’isola”, ad ingresso gratuito. Giunto alla sua XV edizione, l’evento si conferma sempre più come la manifestazione di riferimento all’interno delle attività culturali dell’isola per quanto riguarda la musica e il jazz in particolare. Anche quest’anno la kermesse musicale apre la prima serata con memorie e ricordi dei due luoghi d’esilio: Ventotene e la vicina isola di Santo Stefano, da sempre collegate dalle vicende storiche che hanno caratterizzato la storia italiana. Si comincerà allora con letture di memorie e testimonianze tra le tante pervenute a noi dalla fine del ‘700 dai detenuti politici che vi hanno soggiornato.

Il 1 settembre ad inaugurare il Festival sarà il duo del chitarrista Roberto Taufic e del clarinettista Gabriele Mirabassi con il progetto “Um Brasil diferente”, rilettura di un repertorio di canzoni e brani strumentali di varie epoche che hanno in comune l’aver rappresentato il suono di generazioni intere di brasiliani, alle quali si aggiungono composizioni originali sempre legate a doppio filo all’idea dello sguardo da lontano, cercando quella prospettiva e quella nitidezza di visione che si guadagna solo allontanandosi dall’oggetto guardato.
Tra i protagonisti della serata del 2 settembre vi sarà Maria Pia De Vito, che consolida il suo forte legame con l’Isola di Ventotene e i suoi abitanti. Anni fa, insieme alla contrabbassista Silvia Bolognesi, realizzò la prima performance musicale all’interno dello storico carcere e, già durante la scorsa edizione, ha portato la sua musica all’interno del Festival, coinvolgendo in una residenza artistica anche l’Ensemble Burnogualà da lei diretto, divenuto protagonista di un video virale grazie a una meravigliosa performance vocale in acqua, in uno dei luoghi più suggestivi dell’Isola, l’antico murenario di Ventotene. Il video in pochi giorni ha totalizzato quasi 100.000 visualizzazioni e oltre 200.000 persone raggiunte grazie alle centinaia di condivisioni sui social network e all’attenzione della stampa e dei media.

Maria Pia De Vito salirà sul palco nuovamente con l’Ensemble Burnogualà – in veste sia di direttrice che cantante – che, insieme a Rita Marcotulli sperimenterà il materiale musicale e creativo che nei prossimi mesi darà vita al disco “Moresche ed altre invenzioni”. Il progetto verte sulle canzoni moresche del fiammingo Orlando di Lasso, pubblicate nel 1581 all’interno del famoso «Libro de Villanelle, Moresche ed altre canzoni», frutto tardivo del compositore, a Napoli tra il 1549 ed il 1551, alla corte del Marchese della Terza. Si tratta di intrattenimenti vocali a 3-4-5-6–8 voci, parodie musicali i cui protagonisti sono schiavi e liberti africani ritratti in serenate, corteggiamenti, bisticci, cantati in uno “slang” che mescola sapientemente frammenti di dialetto napoletano (comicamente storpiato) e di Kanuri, lingua parlata nell’area nilo-sahariana, insieme a imitazioni di strumenti e versi di animali. Un materiale unico, di grande vivacità e ricchezza ritmica, contrappuntistica, timbrica.
L’Ensemble Burnogualà, insieme al duo De Vito-Marcotulli, estenderà “Le Moresche” attraverso l’uso di tessiture improvvisative, interludi e panorami vocali in cui l’Africa, Napoli e l’improvvisazione – jazzistica e non – si incontrano nella contemporaneità.
Quest’anno la spettacolare performance in acqua insieme dell’Ensemble sarà replicata e resa ancora più speciale e suggestiva dal coinvolgimento del pubblico, che potrà assistere e partecipare liberamente ad un magnifico momento di musica e condivisione in una spettacolare cornice naturale.

Il Burnogualà Vocal Ensemble, fondato e diretto da Maria Pia De Vito, nasce nel 2012 come Vocal Geographies in seno alle classi di Canto jazz al Conservatorio di S. Cecilia di Roma, e al Saint Louis Music College. Svolge una ricerca sulla pratica del canto e dell’improvvisazione che abbraccia materia musicale della più diversa origine storica e geografica: dalla polifonia del tardo Rinascimento alla scrittura di autori contemporanei. Nella formazione: Valentina Rossi, Vittoria D’Angelo, Oona Rea, Ilaria Giampietri, Marta Colombo, Francesca Fusco, Lucia Mossa, Margherita Rampelli, Laura Sciocchetti, Elisabetta D’Aiuto, Danilo Cucurullo, Tommaso Gatto, Daniela Giannetti, Stefano Minder, Paolo Caiti, Frank Aghedu, Marco Lizzani, Sebastiano Forti, Fabio Grasso (voci). Lorenzo Apicella (pianoforte), Dario Piccioni (contrabbasso).
Il 3 settembre il Festival si concluderà con una grande festa: protagonisti “Nando Citarella & i tamburi del Vesuvio” che presenteranno canti e danze alle radici della nostra musica.
“Spesso molti di noi si ritrovano a viaggiare, pensare, sognare ad occhi aperti, estraniandosi così dalla realtà quotidiana e risvegliando l’Ulisse recondito che è in noi. Ci si scopre così a cantare melodie antiche che pian piano salgono dal profondo, radicate da generazioni nei punti più sensibili della nostra memoria (litanie, ninne nanne, serenate, ballate, romanze, a stesa e a fronna). A ritrovare attraverso danze rituali e curative oggi fuse in tutta la liturgia popolare; il senso del viaggio infinito dell’uomo, alla ricerca dell’ Equilibrio con l’Universo. Ed è così che nella nostra memoria primordiale incontriamo tradizioni e culture di provenienza, greco-balcaniche, arabo-andaluse, franco-provenzali le cui sfumature si ritrovano nella tradizione e nella musica del nostro centro-sud.”

Il Festival è realizzato grazie al patrocinio del Comune di Ventotene e al contributo degli operatori turistici locali.

Fonte: Itali@magazine

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Dissalatori: ancora non ci sono, ma costano già milioni

Un’interrogazione regionale dei consiglieri del Movimento 5 Stelle Pernarella, Blasi e Porrello, chiede al governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti i motivi del pagamento di contributi per quasi 35 milioni di euro al gestore idrico Acqualatina. I soldi servirebbero per la realizzazione dei due dissalatori sulle isole di Ponza e Ventotene da realizzarsi entro il 2018. Una decisione che contrasta con la scarsa qualità del servizio erogato dall’ente pubblico/privato fino ad oggi sul territorio. Infatti come prosegue il testo dell’interrogazione “ai sensi del citato articolo 1 comma 609 lettera c del d.g.r n. 190/2014 possono essere assegnati al gestore idrico integrato ulteriori contributi pubblici purché si tratti di gestori selezionati tramite procedura a evidenza pubblica o di cui comunque l’ente attesti l’efficienza gestionale e la qualità del servizio reso, per cui non sembrando affatto Acqualatina un gestore affidabile, si ha ragione di ritenere che la determinazione della Regione Lazio sia radicalmente illegittima o inopportuna”.

Insomma Acqualatina si è dimostrata inaffidabile relativamente a diversi aspetti. Anzitutto secondo “un’indagine amministrativa condotta dal dipartimento del territorio”, eppoi – secondo i consiglieri regionali – anche a causa di affermazioni etichettate come di “di dubbia veridicità” relativamente ai costi di realizzazione degli impianti che sarebbero già stati inseriti in bolletta dal 2003 al 2012. A questo proposito vale la pena ricordare che la Regione ha già stanziato la metà dell’importo a bilancio – 17 milioni e 800mila euro – mentre Acqualatina provvederà al trasporto di acqua sulle isole fino alla realizzazione dei dissalatori. Operazione fino ad oggi condotta dalla Regione che ogni anno spende 5 milioni di euro.

Ma non finisce qui, perchè le motivazioni di contestazione da parte del gruppo politico in Regione proseguono. Anzitutto le mancate risposte da parte della Regione ad una precedente interrogazione eppoi l’assenza di certificazioni circa la compatibilità ambientale. Non è stato inoltre ancora sottoscritto alcun protocollo d’intesa tra le parti e, nonostante la richiesta di accesso agli atti presentata dai consiglieri del M5S, non è stato fornito ancora alcun documento. Infine viene contestata anche l’illegittima procedura per la quale l’autorità garante sui servizi avrebbe sanzionato il gestore idrico relativamente all’aumento dei depositi cauzionale.

Fonte: H24 Notizie

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Sequestrato uno specchio acqueo e le barche all’interno a Ventotene

imageEra illegittimo l’uso di diversi posti barca, vicino il porto romano di Ventotene. Sulla carta erano destinati alle attività sportive ed al tempo libero, ma, grazie ad una serie di accertamenti, la guardia costiera dell’isola, in sinergia con personale di polizia giudiziaria della capitaneria di porto di Gaeta, ha scoperto che in realtà erano usati da due attività imprenditoriali ad opera di due residenti. Dagli stalli traevano un discreto guadagno. Fino a ieri, quando i militari del comandante del compartimento marittimo Alberto Meoli hanno apposto i sigilli ad uno specchio acqueo di circa 200 metri quadrati in cui erano ormeggiate 28 tra barche a motoscafi. L’operazione, effettuata su delega della procura di Cassino, nasce da un corposo fascicolo aperto già da tempo dall’autorità giudiziaria. Oltre al sequestro A. L. e M. S. risultano indagati per occupazione abusiva ed intralcio alla navigazione. Sotto chiave, per ora, anche le barche che erano all’interno.

Fonte: Il Messaggero

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Salta vertice europeista a Ventotene

Laura Boldrini

Laura Boldrini

In conseguenza del devastante terremoto che ha investito l’Italia centrale, la Presidente della Camera Laura Boldrini ha annullato la sua partecipazione alla due giorni europeista in programma a Ventotene per sabato 27 e domenica 28. Lo comunica l’ufficio stampa della Camera. All’appuntamento – dedicato al rilancio del processo di integrazione europea – Boldrini avrebbe dovuto prendere parte insieme ai suoi omologhi di altri 4 Paesi dell’Unione europea (Francia, Lussemburgo, Slovenia e Spagna), che hanno anch’essi deciso di rinunciare all’iniziativa. Nel ringraziare gli organizzatori, la Presidente ha dichiarato: “L’incontro avrebbe dovuto essere un momento forte di impegno, ma anche di festa per la nuova Europa che i Parlamenti e i cittadini chiedono. Non si può viverlo con animo sereno nei giorni in cui l’Italia è piegata da un dolore così grande”. Boldrini ha deciso di trattenersi in questi giorni nelle zone delle Marche colpite dal sisma.

Fonte: ANSA

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Rifugiati: Ventotene si fa avanti per ospitarne cinquanta

 RSe Capalbio, buen ritiro di tanti vip, non vuole gli immigrati assegnati dalla Prefettura di Grosseto, siamo pronti noi a Ventotene ad accoglierli. Si sono appena spente le luci sul vertice trilaterale tra il premier Matteo Renzi, il presidente francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel, che Ventotene continua a far parlare di se per un’altra proposta che di sicuro susciterà polemiche e divisioni. L’ha lanciata un’associazione che da anni propina un’idea diversa e concreta di federalismo, “Per l’Europa libera di Ventotene” di Andrea Patroni Griffi e Paolo Cutolo e la lista civica “Buona onda” fondata e presieduta dall’ex candidato a sindaco Gerardo Santomauro, secondo le quali il messaggio profetizzato da Altiero Spinelli si coniuga, sempre senza tentennamenti, con il messaggio dell’accoglienza.

Da qui l’idea di dar vita ad un’immigrazione, definita “controllata e selezionata”, per ospitare un gruppo di una cinquantina di richiedenti asilo, insomma almeno due – tre famiglie che con i loro bambini, in tenera età, possano perseguire due obiettivi. Si tratta di dar vita, da una parte, ad una processo di scolarizzazione e, dunque di formazione di cittadinanza europea, e dall’altra dare un futuro all’istituzione scuola della seconda isola pontina. Il gravissimo fenomeno dello spopolamento nella stagione invernale ha ridotto a soli sei i bambini iscritti, dalla prima alla quinta elementare, presso lo storico plesso di via degli Olivi. Questo dato ha indotto moltissime famiglie isolane, che vivono quasi essenzialmente di turismo durante il periodo estivo, a trasferirsi con i rispettivi bambini sulla terraferma, a Formia facendo perdere alla scuola elementare di Ventotene quella autonomia che ora si può recuperare con l’arrivo degli immigrati invisi ai “vip” in terra di Maremma.

Fonte: H24 Notizie

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S. Stefano: parte il cantiere per il restauro

13342969_1055043894582546_6613575149562249107_nNell’Ottocento vi soffrirono i padri del Risorgimento, negli anni bui del fascismo le sue celle opprimenti, progettate per ‘dominare le menti dei detenuti’, ospitarono uomini che hanno fatto l’Italia di oggi e l’Europa, da Altiero Spinelli a Sandro Pertini, da Umberto Terracini a Mauro Scoccimarro. In abbandono dagli anni ’60 del Novecento, il maestoso carcere borbonico di Santo Stefano costruito nel 1797 sulla minuscola omonima isola davanti a Ventotene, quasi un’Alcatraz italiana, ha tutti i titoli per inserirsi fra i simboli della cultura e dell’identità europea da recuperare, di fatto un po’ un’icona della proposta che Renzi ha fatto nei giorni scorsi ai colleghi Hollande e Merkel.

In questo caso il progetto di recupero c’è già, ampiamente annunciato dal governo lo scorso gennaio, proprio da Ventotene, e finanziato a maggio con 70 milioni del Cipe. Ma l’incontro “altamente simbolico” dei giorni scorsi, fa notare il ministro della cultura Franceschini, “ci rafforza anche nel percorso di recupero dell’ex carcere”. Perché se i lavori sono già comunque decisi e dotati della necessaria copertura finanziaria, il coinvolgimento dell’Europa darebbe certo una marcia in più all’iniziativa italiana, che prevede la messa in sicurezza e la trasformazione in museo del penitenziario e la creazione di un approdo e di un eliporto per rendere raggiungibile l’isoletta, ma anche la riconversione degli spazi accessori in locali che possano ospitare incontri e convegni, nonché una scuola ‘di Alti Pensieri’ da aprire ai giovani della futura classe dirigente europea.

Il cantiere è partito e la messa in sicurezza della grandiosa struttura ormai assediata da erbacce e tetti pericolanti, finanziata con 446 mila euro di fondi Mibact, sarà completata entro la fine di settembre (ad agosto le necessità turistiche dell’isola pontina hanno reso necessario uno stop perché non si potevano usare le banchine del porto per lo stoccaggio dei materiali edili). L’avvio vero e proprio dei lavori di restauro è invece previsto per l’inizio del 2017.

Intanto a fine luglio è stato consegnato il rilievo fotografico in 3d (indispensabile per monitorare la salute del carcere e per i restauri); ai primi di agosto è stato consegnato uno studio di fattibilità che individua un possibile approdo nella zona di Marinella (in via di approvazione) e sono stati definiti la zona e i tempi necessari per realizzare l’eliporto.

Il 13 settembre è prevista una riunione del tavolo tecnico di coordinamento con l’obiettivo di chiudere nei tempi stabiliti tutta la fase ‘autorizzativa’ del progetto. Progetti e gestione delle gare verranno affidate ad Invitalia. Un impegno non da poco, se si pensa che solo il carcere voluto da Ferdinando IV di Borbone, tre piani, tre gironi circolari fatti solo di angusti buchi di detenzione, con un’architettura progettata da Francesco Carpi sul modello del tremendo Panopticon teorizzato dal giurista Jeremy Bentham (l’idea era di permettere a un secondino di sorvegliare tutti i detenuti senza che questi potessero capire se erano controllati o no) si estende per quasi 30 mila metri quadrati (28.300) con oltre 200 celle. E poi ci sarà da restaurare e riconvertire gli edifici aggiuntivi, oltre che realizzare approdo ed eliporto. Una prima fase di conclusione lavori potrebbe arrivare per il 2020.

Insomma, ci vorrà tempo, anche se l’idea è quella di un cantiere comunque ‘aperto’ alle visite dei turisti. Ma intanto il carcere, il vecchio Ergastolo che negli anni ’80 qualcuno sognava di trasformare in un resort a cinque stelle, manterrà alta la sua funzione di monito.

Fonte: ANSA

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Aspettando Renzi, Merkel e Hollande

20140506-235138.jpgII mare del Tirreno centrale dove, a bordo della portaerei “Garibaldi”, si incontreranno oggi i presidenti Merkel, Hollande e Renzi, è lo stesso scrutato tante volte dagli autori del Manifesto di Ventotene, Alfiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, e dagli altri ottocento confinati in quella prigione a cielo aperto dove 75 anni fa è nata l’idea di «un’Europa libera e unita ». Tanta acqua è scorsa, però.

«Il clima nell’isola è quello di sempre perché il vertice tra i tre si consumerà in alto mare», spiega Gabriele Panizzi, federalista europeo della prima ora, già presidente della Regione e amico di Spinelli. «Sulla spinta del Manifesto — continua — resta la speranza per una uscita del Vecchio Continente dalle angustie politiche ed economiche che lo attraversano ». Panizzi era qui il 10 e l’11 ottobre 1981 quando, nel quarantennale del Manifesto (“Per un’Europa libera e unità”), un gruppo di federalisti europei accompagnò Spinelli nei luoghi della memoria: ecco la città confinaria, tirata su in fretta e furia dalla ditta Cidonio nel pianoro che sovrasta il porto. Ecco il Castello e il ristretto andito di viuzze dove era permesso il passeggio, ecco la spiaggia di Cala Rossano, aperta ai confinati dalle 8 alle 14, e il vecchio porto al quale il vapore che legava l’isola al Continente si accostava senza poter ormeggiare. Fu proprio in quei due giorni, durante le passeggiate dei ricordi che si decise di far sì che i giovani entusiasti che via via avevano ingrossato quel gruppo di dirigenti federalisti, potessero incontrarsi nell’isola ogni anno a parlare di Stati Uniti d’Europa e di Pace.
Ventotene, dove nacque il sogno d’Europa: ”Dopo Brexit abbiamo ammainato la Union Jack”
Fu Spinelli a lanciare l’idea a Panizzi, allora assessore regionale agli Enti locali (da lì a neanche due anni divenne governatore): «Perché non realizzare una iniziativa che richiami nell’isola del Manifesto, cento, duecento giovani ogni anno?». E dal 1982 sono stati cinquemila i ragazzi che da ogni Paese europeo (ma anche da altre parti del mondo) si sono ritrovati qui dal primo all’otto settembre sotto le insegne del Movimento federalista europeo (Mfe). Quel giorno con Spinelli, c’era l’ex ministro socialista Mario Zagari: di lì a qualche anno diventerà presidente del Consiglio italiano del Movimento Europa unita, promosso da Churchill e nato nell’immediato dopoguerra.

C’erano Mario Albertini, presidente del Mfe, Giuseppe Petrilli, al timone dell’Iri prima di Romano Prodi e presidente del Movimento europeo, Umberto Serafini, allora a capo dell’Associazione Comuni e Regioni d’Europa. C’erano anche il sindaco dell’isola Lorenzo Cirillo e Beniamino Verde («socialista e anarchico», come amava definirsi) che sostituirà il primo due anni dopo. Spinelli si confidava con Panizzi: «Sandro Pertini aveva sottoscritto il Manifesto, ma ritirò la sua adesione dopo le pressioni dei compagni comunisti che mi consideravano un traditore dopo la mia uscita dal Partito». E proprio Pertini, allora presidente della Repubblica, dopo aver inviato un messaggio a Ventotene indirizzato a Spinelli e agli altri federalisti, convocò tutti al Quirinale nel luglio 1982 e confermò: «Mi intimarono di ritirare l’adesione pena la rottura dei rapporti con noi».

«Il Manifesto — spiega Annibale Folchi, il più importante è prolifico storico delle “città nuove” e delle isole Ponziane (ha scritto dodici volumi documentatissimi, oltre seimila pagine) — fece la sua prima uscita clandestina a Roma nel 1944 sotto il titolo Problemi della Federazione europea, a firma di Spinelli e Rossi, con la prefazione di Colorni. La figura di Spinelli — spiega ancora Folchi — esce dal “cenno biografico” redatto dalla polizia nel luglio 1928, “di carattere serio, di buona educazione, intelligente e colto; iscritto al Partito comunista, è un trotzkista, tenace organizzatore di giovani tra i quali ha ascendente”». «La sua partita con la polizia — continua Folchi — si aprì tra il 5 e il 6 febbraio 1926 quando, lui diciannovenne, a capo dei giovani del quartiere Trionfale a Roma, fu ritenuto promotore di una manifestazione contro il governo ».

Così, mentre in mare, Merkel, Hollande e Renzi sogneranno il futuro prossimo dell’Europa, in questa lingua di terra l’amarcord e la storia riempiranno il dedalo delle stradine che negli anni duri della seconda guerra furono culla dell’idea di un Vecchio Continente unito, in pace e libero.

Fonte: La Repubblica

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Il libraio di Ventotene: Orgoglioso del summit Renzi-Merkel-Hollande sull’isola

Fabio Masi - Editore "Ultima Spiaggia"

Fabio Masi – Editore “Ultima Spiaggia”

“Sono felice, orgoglioso, sia come ventotenese di adozione sia come libraio che ama questa isola e vede finalmente riconosciuto il ruolo di Spinelli, Rossi e Colorni e dei confinati durante il fascismo, che hanno pagato un prezzo altissimo in quegli anni e hanno avuto la forza di pensare, di andare oltre e di immaginare l’Europa come solo in parte si è realizzata”. E’ quanto afferma all’Adnkronos Fabio Masi, proprietario della libreria l'”Ultima spiaggia”, in piazza Castello a Ventotene, in vista del vertice tra il premier Matteo Renzi, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande che si terrà proprio sull’isola il 22 agosto.

“Gli direi che il solo spread che io vedo è quello delle idee da cui nascono i sogni e la capacità di realizzarli”, prosegue Masi che il suo sogno lo ha già realizzato. Quarantasette anni, ex commesso di una libreria a Genova, nel 2003 ha aperto a Ventotene, isola dei nonni alla quale è da sempre legato, la sua ‘Ultima spiaggia’. Tira su la saracinesca il 25 aprile di ogni anno per abbassarla a metà ottobre. Nei restanti mesi, insieme alla moglie Alessia, anche lei di origini ventotenesi, si sposta in Liguria dove i due hanno aperto un’altra libreria indipendente a Camogli e lo scorso anno, insieme ad altri ex colleghi, un’altra nel centro storico di Genova.

A Renzi, Merkel ed Hollande “chiederei il coraggio che avevano i confinati – sottolinea il libraio -. Vorrei lo avessero anche loro per gettare il cuore al di là delle barriere e realizzare l’Unione europea uscendo dai personalismi e dagli egoismi che ogni nazione può avere”.

Oltre alla libreria Masi ha fondato anche una piccola casa editrice, che da poco ha pubblicato “il Manifesto di Ventotene in edizione italiana e in quella inglese, che non era più in commercio”, riferisce assicurando che, se mai i tre leader dovessero visitare la sua libreria, gliene regalerà “certamente una copia”. “Non accadrà, ma se accadesse – conclude scherzando – faremmo una foto sotto l’insegna: ‘Ultima spiaggia'”.

Fonte: ADNKronos

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Lunedì il blitz di Renzi, Merkel e Holande a Ventotene

Renzi, Merkel e Hollande

Renzi, Merkel e Hollande

Si terrà sulla portaerei Garibaldi lunedì prossimo (22 agosto) il vertice tra il premier italiano Matteo Renzi, e gli omologhi, tedesco e francese, Angela Merkel e Francois Hollande. Subito prima dell’incontro con i giornalisti, i tre leader avranno visitato Ventotene per rendere omaggio alla tomba di Altiero Spinelli, uno dei padri fondatori dell’Europa. Una visita altamente simbolica, per rilanciare il valore dell’Unione Europea e i concetti su cui si fonda, mai pienamente attuati.

LA SICUREZZA – Sono giorni di grande lavoro per la Prefettura di Latina, con il prefetto Pierluigi Faloni che coordina il piano di sicurezza, mentre contatti continui intercorrono tra il questore Giuseppe De Matteis e il ministro dell’Interno Angelino Alfano per predisporre il cordone necessario a prevenire attentati. La decisione di imbarcare i giornalisti a Napoli, dopo una serie di controlli stringenti, e portarli a Ventotene sulla portaerei Garibaldi, dove poi si terrà la conferenza stampa, la dice lunga sulle misure in campo che, gioco-forza, privano l’isola della centralità che merita.

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA – Secondo il programma (ancora non ufficiale), i tre leader europei si muoveranno il pomeriggio di lunedì dall’aeroporto di Capodichino, dove arriveranno intorno alle 16, mentre dal porto di Napoli, la nave militare si dirigerà verso le Isole Pontine con i giornalisti accreditati. Renzi, Hollande e Merkel raggiungeranno invece la culla d’Europa in elicottero per una breve visita alla tomba di Spinelli, il politico confinato durante il fascismo, prima a Ponza (dal ’37 al ’39) e poi a Ventotene (dal ’39 al ’43), e che per primo teorizzò la nascita di un’Europa Libera e Unita nel Manifesto scritto con Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni nel 1941 (e pubblicato la prima volta nel 1944). Una visita veloce, quella dei tre capi di Governo, per ribadire il concetto espresso dai tre statisti oltre 70 anni fa. Al termine del passaggio a terra, si terrà la conferenza stampa sulla Garibaldi.

IL PUNTO DI VISTA – E proprio l’idea di blindarsi sulla portaerei è stata oggetto di critiche. Giulio Sapelli, storico ed economista italiano, nel fondo pubblicato oggi dal Messaggero nel quale invita l’Europa a ritrovare lo spirito di Ventotene, sottolinea che il summit a Ventotene “non può che aprire i nostri cuori”, ma che forse “i capi di governo avrebbero simbolicamente dovuto darci la speranza anche con i loro comportamenti. Forse non dovevano scegliere la portaerei Garibaldi per riunirsi – scrive Sapelli – , ma dovevano invece incontrarsi direttamente e più a lungo su quell’isola che ha ospitato l’utopia di un’Europa ben diversa da quella di oggi e che non dobbiamo smettere di voler costruire”.

Fonte: Luna Notizie.it

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Dissequestrato il pontile dopo 3 appelli, ex consigliere di minoranza di Ventotene: Voglio i danni!

imageIl Tribunale di Cassino, nella persona del GIP Dott. Perna, in accoglimento delle reiterate istanze avanzate dall’Avv. Renato Ciamarra in difesa del Sig. Modesto Sportiello, ha disposto il dissequestro della porzione di banchina demaniale in concessione allo stesso Sportiello, porzione di banchina che costituisce l’ingresso della struttura turistica costituita dal pontile galleggiante che si trova all’interno del Porto di Ventotene.

Interpellato in merito il signor Modesto Sportiello dichiara che “questo ultimo provvedimento dell’Autorità Giudiziaria finalmente pone fine ad un incubo iniziato nella primavera del 2015, quando, a pochi giorni dalle elezioni amministrative che lo vedevano sul fronte opposto al candidato Giuseppe Assenso, che concorreva per la terza volta alla carica di Sindaco di Ventotene, gli veniva notificato un provvedimento di sequestro del suo pontile galleggiate con l’accusa, ad oggi destituita di ogni fondamento, di essere abusivo.

Sono stati necessari ben tre appelli al Tribunale del Riesame di Frosinone e numerose istanze al Tribunale di Cassino ed alla Procura della Repubblica competente per avere ragione piena, a fronte di un sequestro, che il Signor Sportiello ha da sempre accusato come gravemente infondato e lesivo della propria immagine di imprenditore e di politico attivamente impegnato per la sua Isola.

Modesto Sportiello

Modesto Sportiello

Lo Sportiello denuncia di aver subito gravissimi danni d’immagine che hanno pregiudicato di fatto il buon esito delle elezioni e altrettanto gravi danni economici e di immagine per la sua azienda che ha dovuto anche ricorrere ad un drastico ridimensionamento del personale, con conseguenze pregiudizievoli sul piano economico. Ad oggi si è giunti alla fine di un incubo durato oltre un anno e che ha coinvolto quasi due stagioni piene dell’attività turistica: questo lo si coglie dalle parole soddisfatte del Signor Sportiello che riferisce che, oltre ad essere stata accolta l’istanza di dissequestro della banchina, è stata anche avanzata dalla Procura della Repubblica di Cassino istanza di archiviazione del procedimento penale. In altre parole, anche la Procura della Repubblica, che era stata così solerte da procedere con richiesta di Sequestro nella primavera del 2015, ha oggi fatto proprie le ragioni e le istanze difensive del Sig. Sportiello, ed ha richiesto archiviazione del procedimento e dissequestro della banchina.

Quindi, con l’ultimo provvedimento del GIP di Cassino del 03.08.2016 vengono riconosciute come infondate le precedenti accuse di abusivismo, con conseguente rimozione dei sigilli di interdizione che avevano caratterizzato la stessa banchina per oltre un anno e che sono stati sotto gli occhi di ognuno che si è recato a Ventotene. Vi è una ulteriore dichiarazione del Sig. Sportiello il quale ritiene che da parte di taluni rappresentanti delle istituzioni locali siano state trasmesse alla Procura Della Repubblica notizie errate e fortemente pregiudizievoli per lo stesso Sportiello, il quale suppone che si sia agito in proprio danno con modalità illegittime e superficiali. Lo stesso Sig. Sportiello, pertanto, ha dato mandato al suo legale per valutare la sussistenza di azioni poste in essere con abuso di posizione dominante, azioni che hanno indotto l’AG ad emettere il provvedimento di sequestro del maggio 2015, ora totalmente venuto meno. Valuteremo, continua il Sig. Sportiello, eventuali responsabilità personali di coloro che hanno indotto l’Autorità giudiziaria all’avvio del procedimento ed al sequestro del maggio scorso, e procederemo senza indugio per ottenere il risarcimento degli ingenti danni subiti ingiustamente”.

Fonte H24 Notizie

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