Caro sindaco di Ventotene, non ne possiamo più!

Giuseppe Assenso

Giuseppe Assenso

Gentilissimo Sindaco dell’Isola di Ventotene, con questa mia, Le voglio ricordare, semplicemente e con onestà i problemi ormai cronici che assillano la piccola isola pontina, non stà certamente a me accennarli , visto che Lei ne è sicuramente a conoscenza, ma NON VORREI che Lei applichi il noto principio, non vede e non sente e se solo questo vuol dire qualcosa nemmeno questo so.!
A parte i favoritismo che nella Sua nobile persona e la Sua Amministrazione concede ai vari Suoi portaborse, vedi posti sulla Laziomar, vigili urbani, vedi gradi di tenenti dati a vigili urbani senza nessun sottoposti, posto di scrutatore dato alla figlia di chi ha testimoniato a Suo favore al processo dove è imputato per omicidio colposo per le due bambine morte durante la gita scolastica ( ma non c’è un conflitto d’interessi?), mi sa che i padri delle bambine morte forse avrebbe qualcosa da ridire? Non lo pensa anche Lei.??
Oppure di sussidi dati a chi già prende già una pensione di più di 1000 euro al mese.!! E che vive a Formia.
Le ricordo che Ventotene stà cadendo a pezzi, e fra qualche anno di questo scoglio non ne rimarrà traccia, ma Lei nonostante gli ingenti contributi ricevuti invece di mettere in sicurezza l’isola, aveva avuto la brillante idea di voler fare un Tunnel per permettere le auto che arrivano a Ventotene di non passare per il porto Romano ! Mi scusi il suggerimento ma non basterebbe non far sbarcare le auto a Ventotene come già fanno ad Ischia (che è notevolmente più grande di Ventotene).
Gentile dottore, metà dell’Isola è senza illuminazione, non converrebbe invece di spendere soldi per togliere gli alberi secolari dalla Piazza principale e lastricarla che era bellissima così di spendere un migliaio di euro per cercare di illuminare l’isola.
Gentile Sindaco, invece di sponsorizzare varie ditte edili per lavori inutili , ,basta vedere il centro polivalente che stà cadendo a pezzi e che non viene per niente sfruttato , che però ha portato vari milioni di Euro nelle tasche di qualche ditta edile ( a proposito non si era parlato di coinvolgimento con la Camorra) non cercate di rendere quest’isola un po’ più vivibile
.Gentile Sindaco perché non ci spiega i problemi che il Suo tecnico comunale ha con la legge in fatto di tangenti per l’immondizia differenziata? Oppure perché è coinvolto anche lui per la tragedia delle due fanciulle? Forse perché ha chiuso un occhio per la ditta che La sponsorizza! per le colate di cemento armato che proprio nel luogo dove è caduta la frana avevano buttato qualche mese prima??
Ventotene stà diventando un isola fantasma!! D’inverno non rimangono che pochissimi abitanti per lo più persone anziane! E extracomunitari, ormai il boom edile è finito! E il lavoro scarseggia, ma non si riesce a fare in modo di incentivare i giovani a restare a Ventotene, si aspetta il mese di agosto perché i turisti arrivano a Ventotene.
L’inverno per chi rimane è triste! Un solo negozio, il pane che quando va bene, arriva dalla terraferma, i collegamenti non funzionano!!
D’estate la fognatura non va! ! E per accedere all’unica spiaggia disponibile, si deve per forza prendere un ombrellone e una sdraia! Perché non esiste spiaggia libera ma è stata data quasi tutta in concessione!!
Ventotene oltre al mare non offre un gran che, i reperti archeologici che sono tanti sono gestiti male e pure potrebbero dare tanto lavoro ai giovani ventotenesi.
L’ex egastolo di Santo Stefano non ne parliamo, va bene che appartiene allo Stato
Ventotene dovrebbe essere Parco Marino e terrestre, ma sinceramente non si vede tanto che sia parco, perché oltre alle colate di cemento e alle casette abusive che sorgono nella macchia mediterranea c’è immondizia qua e là! Per la maggior parte risulta edile.
Ma il direttore del parco cosa fa?? Oltre a prendere il sostanzioso stipendio, senza dimenticare che non è nemmeno di ventotene!! Ma sorge spontanea una domanda!! Che studi ha fatto per avere un simile compito!? Le ricordiamo che precedentemente era impiegato all’Asl Locale.
Che ruolo aveva alla Asl? Come ha fatto ad avere il posto come direttore del parco?? Ha fatto un concorso? O è stato nominato da Lei. Ci scusi per tutte queste domande, ma forse è ora che i Ventotenesi sappiano un pochino di più su questo personaggio!!!!

Gentilissimo sindaco si potrebbe continuare ancora per molto! Ma preferiamo fermarci qua!!
Siamo in attesa di un Suo gentile cenno di riscontro.
GRAZIE 10000

Fonte: Telefree
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Hotel al posto delle celle? Lo Stato sembra crederci

20130214-231813.jpgAccantonate le tanto sospirate dimissioni degli immobili pubblici, il Demanio lavora sul fronte delle valorizzazioni. E procede con il programma Valore Paese, progetto nazionale che punta al recupero e alla riqualificazione di beni di proprietà dello Stato ma anche degli enti locali.
Fresca di annuncio è la sezione Valore Paese-Dimore con la quale il Demanio – con Anci e Invitalia – punta a creare un marchio per valorizzare beni di pregio storico e artistico attraverso un network di strutture turistico-ricettive con la concessione di valorizzazione fino a 50 anni. Un tema discusso tra investitori e operatori che spesso valutano come un vincolo tale periodo di concessione.

In questo ambito sono oltre cento le dimore già individuate di proprietà dello Stato e analizzate con una visione di valorizzazione proiettata al 2019. Da oggi l’agenzia del Demanio chiede ad altri soggetti pubblici di segnalare beni del loro patrimonio che possono essere inseriti nel network Valore Paese-Dimore, previa una valutazione di un comitato tecnico.
Il primo caso di dimora storica trasformata in hotel grazie a capitali privati è quello di Villa Tolomei (www.villatolomeihotel.it) nei pressi di Firenze, affidato appunto in concessione per un periodo di 50 anni a investitori privati e che aprirà in primavera. Per il Castello Orsini a Soriano nel Cimino martedì è partita la consultazione pubblica che durerà fino al 30 aprile.

In tutto sono 62 i progetti “core”, di cui 27 sono ritenuti strategici. Di questi sette sono stati già avviati e altri 15 sono in fase di avvio. Altri 52 sono i progetti in fase di avviamento e tra questi nove sono i progetti speciali, tra cui i i fari di Sicilia e Sardegna. I sette progetti di recupero avviati alla fase progettuale riguardano il Castello Orsini a Soriano nel Cimino, la Caserma Piave e il Complesso di Santa Maria della Stella di Orvieto, il Carcere di Terra Murata a Procida, il Carcere di Sant’Agata a Bergamo e le caserme La Rocca e XXX Maggio a Peschiera del Garda. Per queste ultime partirà a breve il bando per la concessione a privati per riconvertirle in spazi turistico-ricettivi, commerciali, residenziali e culturali. In particolare, la Caserma La Rocca dovrebbe diventare sede del Memoriale del Popolo in Armi: un polo museale che verrà realizzato per celebrare il centenario della Grande Guerra (2015-2018) sul modello del Musée de la Grande Guerre du Pays de Meaux inaugurato in Francia nel 2011.

Dimore d’Italia si propone l’ambizioso obiettivo di rafforzare l’offerta culturale e la competitività del nostro Paese facendo leva sul tema del turismo sostenibile che si focalizza sul recupero del patrimonio storico. «Scopo dell’iniziativa – spiegano dal Demanio – è dar vita a un nuovo sistema di ricettività alberghiera che si proponga come nodo di accoglienza dei flussi di domanda più sensibili alla fruizione dei beni culturali, mettendo a punto un programma imprenditoriale per creare un network di strutture ricettive in edifici storici integrati nei contesti locali e rispondenti a precisi standard di qualità». L’offerta non si limita alla ricettività alberghiera ma prevede anche servizi culturali secondo standard predefiniti.

L’elenco dei beni censiti per il progetto comprende dal carcere borbonico di Ventotene alla caserma Piave e al complesso di Santa Maria della Stella a Orvieto, dalle isole di Poveglia e di San Giacomo in Palude a Venezia alla Villa Rossi di Schio. E ancora dal Faro di Punta Imperatori a Forio (Ischia) alla Villa Favorita di Ercolano.
I progetti che si possono avviare a breve sono quelli relativi ai caselli daziari Arco della Pace a Milano, il Podere Colombaia a Firenze, il complesso minerario di Vigneria, Isola d’Elba, l’osservatorio geodinamico, Casamicciola Terme (Ischia) e la Stazione segnali, Lacco Ameno (Ischia). Tutti e cinque di proprietà dello Stato.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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Ventotene: l’isola che muore

Fotolia_6604480_XS2-294x300Trasporti in crisi, sciopero dei marittimi, piccole imprese senza prospettive: i giovani se ne vanno, bar e negozi chiudono 3 giorni per contestare l’inerzia del Comune

«I disagi che i ventotenesi sono costretti a sopportare nei mesi invernali sono al limite della sopravvivenza, le luci accese dei commercianti sono sempre di meno, Ventotene non è più un’ isola ma un “villaggio vacanze” che vive dal primo di giugno al 30 di settembre. Poi muore». E’ la nuova denuncia degli imprenditori dell’isola pontina che annunciano tre giorni di chiusura attività commerciali. «I giovani vanno via, rischiamo il deserto anagrafico». Le cause? L’isolamento invernale per le crescenti difficoltà nei trasporti – con problemi anche nell’assistenza sanitaria -, la mancanza di prospettive di sviluppo economico che tiene al palo anche le piccole imprese eco sostenibili fondate da gruppi di giovani isolani.

RISCHIO BLACK OUT – L’ultima emergenza è ancora una volta la crisi dei trasporti come raccontato a dicembre da Corriere.it: negli ultimi giorni, anche i marittimi in forza alla Laziomar – che già avevano denunciato una gestione fallimentare- sono scesi in sciopero per i ritardi nei pagamento degli stipendi. E i guasti registrati nella flotta (il traghetto Tetide e l’aliscafo Monte Gargano, quest’ultimo reduce da un piccolo incendio), uniti alla difficile situazione economica di Laziomar rendono l’inverno ancora più duro a Ventotene. In crisi anche il trasporto merci gestito dalla Snip-Snap, società che a sede a Terracina, che in attesa del contributo della Regione dichiara di avere riserve di carburante sino al prossimo 11 febbraio. Dopodiché per le isole sarà totale black out.

SERRANDE ABBASSATE – Intanto dall’isola di Giulia si annuncia il blocco del commercio: «L’ Aviap, associazione per la valorizzazione delle Isole dell’Arcipelago Ponziano, l’Ascom– Ventotene e l’ associazione degli albergatori, hanno proclamato per i giorni 21-22-23 febbraio 2013, una serrata di tutte le attività commerciali, per richiamare l’attenzione dell’ amministrazione comunale sulla situazione turistica-commerciale, in cui versa l’isola di Ventotene». Gli operatori avevano scritto una lettera durissima quasi un anno fa, che tuttavia non ha avuto gli esiti sperati. «Secondo noi siamo quasi al punto di non ritorno, per questo – scrivono le associazioni – chiediamo al Comune di attivare politiche tali da trattenere sull’isola la popolazione e soprattutto i giovani, e di affrontare con energia il problema trasporti legato alla crisi e alle inefficenze del vettore Laziomar». Una crisi che si protrae ormai da oltre un anno.

L’ISOLA DI VIRZI’ FRANA – Ma i problemi della prossima stagione turistica potrebbero legarsi non solo ai trasporti, bensì alle ben note problematiche di tenuta dell’isola resa famosa al grande pubblico dal film di Virzì «Ferie d’agosto», la cui natura tufacea la rende a rischio. «Chiediamo al Comune – aggiungono – di interessarsi fattivamente del settore turismo-commercio con la messa in sicurezza delle coste isolane, visto che in base al Pai (il Piano di assetto idrogeologico della Regione) il 95% delle stesse è stato dichiarato a rischio, ivi compresa l’unica spiaggia di Calanave, attualmente accessibile».

LITE TRA SINDACI – Il disagio lamentato dalla piccola isola, anziché spingere gli amministratori di tutto l’arcipelago ad una collaborazione per ottenere il meglio a favore di tutti, sta in realtà esasperando gli animi mettendo i sindaci di Ponza e Ventotene l’uno contro l’altro. Piero Vigorelli, nei giorni scorsi, se l’è presa con il collega Geppino Assenso, accusato di opporsi alla modulazione degli orari e di percorsi Formia-Ponza-Ventotene-Formia (durante l’inverno navi e aliscafi servono in un’unica rotta entrambe le isole) per ripartire i disagi e assicurare una migliore continuità territoriale per le due isole pontine. «A tutte queste proposte il sindaco Geppino Assenso ha sempre risposto di no, esprimendo il suo massimo dissenso. Un atteggiamento vergognoso», ha detto Vigorelli.

Fonte: Corriere della Sera, Latina Oggi, Telefree

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Rifiuti e appalti: a Ventotene indagati l’ex sindaco Vito Biondo e il responsabile dell’ufficio tecnico Pasquale Romano

ADG-mazzetta-LEGADieci anni di imprenditoria all’ombra della politica che hanno portato alla Cic, poi mutata in Ego Eco, appalti ed affidamenti importanti nel mondo dorato dei rifiuti. Disinvolto frequentatore dei salotti bene della provincia, Vittorio Ciummo dava del tu ai protagonisti della politica pontina, dai quali era quanto meno benvoluto. Imprenditore smaliziato, sapeva sempre a quale porta bussare se c’era una proroga da centinaia di migliaia di euro da spuntare: quel che si direbbe uno specialista degli affidamenti d’urgenza. E’ su questo rapporto privilegiato con gli ambienti del centrodestra pontino che la procura e la Guardia di Finanza indagano da mesi spulciando verbali di gara e determinazioni dirigenziali per fare luce su quello che può ben dirsi il sistema Ciummo. Basta scorrere la lista degli indagati per intuire che c’erano due livelli: quello della politica «amica» e, un gradino più in basso, quello di dirigenti e funzionari che dalla politica dipendono e, stando alle conclusioni della procura, da questa ricevevano indicazioni. In quest’ottica, per dirne una, il sostituto titolare dell’inchiesta Giuseppe Miliano, ha inquadrato il contestato annullamento di una gara a Fondi, all’inizio del decennio scorso, in cui la Cic rischiava di risultare soccombente. Per cui, insieme a Ciummo e agli ex sindaci Luigi Parisella di Fondi, Giuseppe Schiboni di San Felice Circeo, Rosario Pompero Porzio di Ponza e Vito Biondo di Ventotene sono indagati 9 tra dirigenti e funzionari pubblici: i tecnici di San Felice Circeo Pellegrino D’Argenio, Luciano Landolfi e Domenico Matacchioni; i dirigenti del Comune di Fondi Martino Di Marco, Vincenzo Ialongo, Mauro Fortunato e Giuseppe Petrillo, con gli ultimi due in posizione defilata; Giuseppe Peola di Ponza e Pasquale Romano di Ventotene. Un «sistema» per trasformare i rifiuti in moneta sonante.

Fonte: Latina Oggi

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Ventotene e ‘a munnezza

9518179-primo-piano-di-un-sacchetto-di-immondizia-su-sfondo-bianco-con-un-tracciato-di-ritaglioSono 14 le persone denunciate alla Procura della Repubblica di Latina dai finanzieri del gruppo di Formia per frode in pubbliche forniture, falso e truffa ai danni dello Stato per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani in diversi comuni della provincia di Latina.
Nel contempo, è stato accertato e segnalato alla procura regionale del Lazio della corte dei conti un danno erariale per circa 7.000.000 di euro.
Le indagini, condotte in stretto coordinamento con la Procura della Repubblica di Latina e la Procura Regionale della Corte dei Conti di Roma, hanno permesso di appurare che una società capitolina, attiva nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti, riusciva ad aggiudicarsi sistematicamente, con la compiacenza di funzionari e pubblici amministratori, importanti gare d’appalto producendo una serie di autocertificazioni che attestavano falsamente la propria regolarità contributiva (nascondendo invece una posizione debitoria di oltre 6 milioni di euro verso gli enti previdenziali ed assistenziali, nonché di altri 7 milioni di euro verso l’erario).
Inoltre, una volta vinta la gara, sempre attraverso la presentazione di altra ingannevole documentazione, attestante questa volta la regolare esecuzione del servizio, riusciva ad ottenere, con “il placet” dei responsabili degli enti, la liquidazione delle proprie spettanze.
I controlli, effettuati attraverso mirati accertamenti sulla base della documentazione amministrativo/contabile, hanno riguardato gli appalti fino al 2007 dei comuni di Fondi, Sanfelice Circeo, Ponza e Ventotene.
Al termine della lunga e complessa indagine, le fiamme gialle hanno segnalato alla magistratura ordinaria ed a quella contabile 13 persone tra amministratori, funzionari e dirigenti di settore degli enti interessati, nonché l’amministratore pro- tempore della società appaltatrice, ritenuti tutti responsabili, in concorso tra loro, oltre che delle condotte penalmente rilevanti, di aver cagionato un danno all’erario attraverso l’ingiusto profitto percepito dall’impresa vincitrice degli appalti in danno alla pubblica collettività, sia sotto il profilo delle tasse relative allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani sostenute dai cittadini, che per l’illecito valore percepito dalla mancata esecuzione del servizio di raccolta dei rifiuti come stabilito dal capitolato speciale d’appalto.
Il danno segnalato, attualmente al vaglio della magistratura contabile, è stato quantificato per un valore di circa 7.000.000 di euro.

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Fonte: H24 Notizie, Il Messaggero, Latina Today, Luna Notizie, Latina 24 Ore, Latina Oggi

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Il fallimento di Laziomar 3: Vigorelli furioso contro Geppino Assenso

Piero Vigorelli

Piero Vigorelli

“Aggiungo, in via del tutto personale, che quanto da lei espresso mi fa schifo”. E’ la conclusione di una lettera a firma del Sindaco di Ponza, Piero Vigorelli. Ma chi è il destinatario di tanto disprezzo? E’ il sindaco di Ventotene, Geppino Assenso. L’oggetto della discordia è la questione dei collegamenti di Laziomar con le due isole pontine. “La cosa è estremamente semplice”, spiega Vigorelli: “Il contratto di servizio prevede da Formia una corsa della nave e una dell’aliscafo per Ventotene e due corse della nave e una dell’aliscafo per Ponza, perché Ventotene ha una popolazione di 750 abitanti e Ponza di 3.400. Da settembre del 2012 per varie ragioni e avarie, Laziomar ha in funzione una sola nave e un solo aliscafo. “Dice la logica, la sussidiarietà, l’equa ripartizione del disagio, che le corse ridotte al 50 per cento dovevano essere distribuite sulle due isole. Invece Ventotene ha mantenuto le sue due corse e Ponza ne ha perse due. Poi ci si mette anche il mare in burrasca, che impedisce la navigazione in sicurezza. Ma un conto è trasportare passeggeri, merci, insegnanti, impiegati vari per una popolazione di Ventotene che d’inverno si riduce a circa 250 persone, altri sono i numeri di Ponza che d’inverno ha circa 2.000 abitanti stanziali. Continua il Sindaco Vigorelli: “Il contratto di servizio prevede che in caso di avarie Laziomar è obbligata a noleggiare mezzi sostitutivi, per assicurare l’operatività di due navi e due aliscafi. Questo non è stato fatto per colpa della Regione Lazio che non ha onorato l’impegno finanziario nei confronti di Laziomar (mancano all’appello circa 4 milioni di euro). E la società, senza quattrini, non può noleggiare mezzi sostitutivi e non ha neppure pagato lo stipendio di dicembre ai marittimi, che ovviamente sono in stato di agitazione sindacale e applicano il contratto alla lettera, rifiutandosi di fare ore straordinarie di lavoro. “Di fronte a tutto ciò, il Sindaco di Ponza si è rivolto all’universo mondo, ha sollecitato e partecipato a diverse riunioni in Regione e in Prefettura, anche insieme alla dirigenza di Laziomar e al sindaco di Ventotene. Il Prefetto Antonio D’Acunto e gli assessori regionali Lollobrigida e poi Malcotti si sono attivati in modo egregio. Ma i mandati di pagamento emessi dagli assessori a favore di Laziomar (così come quelli a favore della società Snip-Snap i cui marittimi non ricevono lo stipendio da un anno! ) non sono stati ancora liquidati.

Giuseppe Assenso

Giuseppe Assenso

“Il Sindaco di Ponza di fronte a questo concorso di colpe (mezzi in avaria, soldi che non arrivano, mare in burrasca) ha prospettato diverse soluzioni di modulazione degli orari e di percorsi Formia-Ponza-Ventotene-Formia per ripartire i disagi e assicurare una migliore continuità territoriale per le due isole pontine. “A tutte queste proposte il sindaco Geppino Assenso ha sempre risposto di no, esprimendo il suo massimo dissenso. Un atteggiamento vergognoso, che mi fa schifo”.

N.B. L’ultima lettera negativa del sindaco Assenso è stata riprodotta su un manifestino che è stato diffuso in tutta l’isola, con il titolo: “Ecco chi boicotta Ponza”

Fonte: AgenParl, H24 Notizie

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Il fallimento di Laziomar 2: ritardi su ritardi

LaziomarAltra giornata di ritardi sulla tratta Formia – Ponza e di assemblea sindacale per i lavoratori Laziomar, in lotta per vedersi riconosciuto e retribuito lo stipendio di dicembre ancora inveso come quello di gennaio. Dopo ieri, quando le avverse condizioni meteo marine avevano bloccato il Quirino in porto, anche oggi i lavoratori si sono riuniti in assemblea facendo slittare la partenza verso l’isola. Circa un’ora e mezzo di ritardo prima che passeggeri, camion, alcuni con materiale altamente deperibile e destinati a rifornire l’isola, potessero salire a bordo.

Dalla Laziomar intanto alcuna nessuna risposta sulle retribuzioni. I lavoratori restano in attesa, proseguono il servizio e anche domani mercoledì, alle cinque, all’arrivo del traghetto da Ponza, si riuniranno in assemblea per discutere e nell’attesa di una fumata bianca. Con corsa per Ponza prevista nuovamente in ritardo.

Giacomo Leccese, rappresentante delegato Uil ai Trasporti non nasconde l’amarezza: “Non si era mai verificata una situazione del genere”. E aggiunge: “Se la situazione non si risvolve in questa settimana, nella prossima proseguiremo con forme più incisive di protesta”.

Attualmente, come riferisce Leccese, dell’intera flotta Laziomar composta di quattro imbarcazioni, sono fuori servizio il traghetto Quirino che sta effettuando lavori di carena, parte sommersa, doppi fondi, casse di bilanciamento, ai cantieri di Napoli e l’aliscafo Alnilan anch’esso ai lavori.

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Fonte: H24 Notizie

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Il fallimento di Laziomar 1: l’assemblea blocca la partenza

Proteste vibranti, urla, esasperazione ieri sera al Molo Azzurra a Formia. Almeno cinquanta persone, infatti, oltre i camion per i rifornimenti, attendevano di fare ritorno a Ponza con il traghetto Tetide ma l’assemblea sindacale indetta dai dipendenti Laziomar, alla presenza del segretario regionale Filt – Cgil Marittimi, Fabrizio Tola, per discutere delle mancate retribuzioni di dicembre, ha di fatto rinviato la partenza. Non un rinvio momentaneo, però. Sciolta l’assemblea, infatti, quando la nave avrebbe potuto prendere il mare, su disposizione del comandante e dopo comunicazione alla Capitaneria di Porto competente, la partenza è stata bloccata per le avverse condizioni meteo marine.

L’auspicio è che oggi le corse possano riprendere con regolarità ma intanto, i circa centodieci dipendenti tra marittimi e amministrativi della Laziomar ancora attendono comunicazioni ufficiali sui saldi delle loro retribuzioni e ulteriori disagi potrebbero verificarsi nei prossimi giorni. E questa volta le condizioni del mare potrebbero essere solo un dettaglio.

L’aliscafo per Ventotene, invece, è regolarmente partito alle ore sedici.

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 Fonte: H24 Notizie

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Lo straordinario campo sportivo di Ventotene

PirateOgni isola ha il suo tesoro. A Ventotene questo è il campetto da calcio.
Utilizzato fino a poco tempo fa come polveroso parcheggio, oggi lo spiazzo è diventato una vera miniera d’oro. Il sindaco dell’isola Giuseppino Assenso, figlio del vecchio primo cittadino che lo inaugurò nel dopoguerra, in appena tre anni è stato capace di spenderci sopra oltre dieci milioni di euro pubblici. Come?
Prima ci ha fatto costruire una sala congressi mai inaugurata, poi una gigantesca tensostruttura per ricoprirlo e infine un impianto geotermico. Nello stesso pezzettino di terra è previsto lo sbocco di un devastante tunnel per le auto e il grande dissalatore per l’acqua dolce, che in barba al recente referendum verrà gestito privatamente da Acqualatina.
Nel frattempo l’isola, grande appena 1,5 kmq, cade a pezzi.
Due giorni fa è infatti crollata Parata Grande, ad appena 30 metri di distanza dal punto dove dovrebbe sorgere la nuova strada prevista dopo i crolli di Cala Rossano, costati la vita nel 2010 a due bambine in gita.

C.M.

Fonte: Telefree

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Processo di Ventotene: si sfiora la farsa

20120211-013629.jpgParla Bruno Panuccio, padre di Sara, morta a Ventotene insieme a Francesca il 20 Aprile 2010

“Finalmente il processo entra nella fase dibattimentale con le deposizioni di quattro testi richiesti dal PM Nunzia D’Elia .
Il primo ad essere ascoltato è il capitano dei carabinieri Melis , il quale all’epoca dei fatti si adoperò all’acquisizione cartacea di documentazione presso il comune di Ventotene e presso l’Ex Genio Civile di Latina .
Singolare che i documenti in possesso del fascicolo inerente furono esibiti da :
Pasquale Romano , Resp.le Uff. Tecnico Comunale e dall’Ing. Luciano Pizzuti dell’Ex Genio C. , entrambi oggi imputati a vario titolo per l’omicidio di Sara e Francesca .
Alla luce di ciò , la mia opinione è che forse sarebbe stato meglio sigillare gli uffici dei suddetti e scartabellare minuziosamente e personalmente quanto all’interno alla ricerca di documentazione congrua e maggiormente specifica ; so benissimo che sarebbe stato un lavoro immane , ma la fretta investigativa nel caso ha forse permesso la non completezza degli atti .
Ad ogni modo anche così si evince chiaramente la consapevolezza di molti della pericolosità della zona di Cala Rossano , luogo in cui morirono le due ragazze .
Ci furono i lavori eseguiti nel 2004 a pochissimi metri dal luogo del crollo del 20/04/2010 , ci sono foto di transennamenti ed interdizione all’accesso precedenti poi revocati , successivamente nel 2007 fu proprio il Comune di Ventotene con allegata relazione preliminire del Min. Ambiente a richiedere urgenti lavori di iniezione cementizia , apporto di reti ed ancoraggi : l’atto è a firma del sindaco Giuseppe Assenso , lo stesso che in udienza preliminare fece dichiarazioni spontanee nelle quali asserì che per quanto era dato a lui sapere ” quello era il posto più sicuro del mondo e ci portava figli e nipoti per ripararli dal sole cocente ” .
Prima di fare un’affermazione del genere avrebbe dovuto far ricorso alla memoria e a quella richiesta di aiuto da lui stesso firmata : CARTA CANTA !!!!
Non per niente è l’imputato cui viene contestata la maggiore responsabilità dei fatti .
Il secondo teste , il carabiniere che si occupò dei rilievi sommari e di accompagnare il Melis ha ricordato due cose importanti :
1) che quel giorno cadde uno strato di roccia largo metri 9,70 ed alto 1.50 : mica una cosa da poco…
2) che non ricordava di aver visto transennatura di interdizione all’accesso o segnaletica di possibile pericolo , altrimenti se li aveese visti li avrebbe fotografati certamente….
Certo che l’italiano talvolta è un optional , forse sarebbe stato più corretto dichiarare :
” Ricordo di non aver visto ” ( comunque il senso è chiaro , solo che a verbale andrà una forma diversa dal vero ) .
Il terzo teste è stato il sig. Ciminelli , della capitaneria di porto e responsabile del porto il quale nel rispondere al PM ha più volte balbettato , si è contraddetto , è diventato rosso acceso e naturalmente è caduto in una figura a dir poco imbarazzante .
Ha sottolineato , cosa non richiesta , che anche lui portava gli amati pargoli su quella spiaggia , anche perchè l’acqua è bassa .
A fronte della domanda sulla sua richiesta del 2009 di controllare la strada sovrastante a causa delle crepe da lui monitorate e di effettuare i lavori , non riusciva più ad ubicare perfettamente l’area precisa , né l’ampiezza e le distanze metriche della zona .
Non riusciva perfino , preso da amnesia temporanea , a collocare il periodo di incarico presso l’isola .
Cosa allucinante e significativa della sua deposizione è che a fronte di quelle che erano les sue mansioni di vigilanza e conoscenza ha dichiarato di essere ignaro di tutto ciò che riguardava Cala Rossano : non sapeva e negli anni nessuno gli aveva mai parlato dei lavori del 2004 , l’informativa comunale del 2007 sulla pericolosità della zona era a lui sconosciuta sia visivamente che verbalmente e nonostante i suoi rapporti pressoché quotidiani con il sindaco e gli altri abitanti mai alle sue orecchie sia giunto niente .
Per far capire quanto fosse impallato e succube si è lasciato sfuggire il termine ” Capo dell’ isola ” riferendosi al sindaco , quando tra i due ruoli non esiste nessuna gerarchia giuridica , ma ha delineato , così parlando , la sudditanza psicologica e reale nei confronti del suddetto .
Il quarto teste , infine , il sig. Musella , ormeggiatore , ha fatto la frittata più grossa !
Era presente al momento del crollo e dichiara di essere colui che tento di rianimare la mia Sara , ci ha tenuto a dirmelo anche personalmente fuori dall’aula prima di essere ascoltato .
Alla domanda ” Sapeva di crolli precedenti nella zona e della pericolosità dell stessa ? ” rispondeva partendo con il solito disco che anche lui e i suoi bambini andavano lì , e che mai ha avuto sentore di pericolo .
Stoppato immediatamente dal PM , che gli ricordava di essere sotto giuramento e delle possibili conseguenze penali nel dichiarare il falso , alla stessa domanda ripetuta , ribadiva la precedente risposta negativa .
A questo punto il PM è stato costretto a leggergli la testimonianza resa il giorno del crollo e da lui sottoscritta in cui dichiaro di sapere benissimo quanto fosse pericolosa la zona e della sua conoscenza sia dei crolli precedenti che dei lavori effettuati .
Dichiara che le sue parole furono travisate dai Carabinieri inquirenti all’epoca e che pure se il verbale è da lui firmato non corrisponde al vero .
Il PM si è riservato di denunciarlo per falsa testimonianza .
A fine udienza il terzo teste è tornato dal PM per dirgli che si era sbagliato sul periodo dell’incarico , una scena ridicola !!!!
Gli avvocati difensori dei quattro , ottimi professionisti e ben preparati , per i quali ho stima , hanno lavorato su due fronti :
1 ) la deresponsabilizzazione dei loro assisti a scapito degli altri imputati ed anche di organi e persone esterne .
2 ) l’appigliarsi ad un decreto del 1996 in cui la responsabilità della spiaggia non era di competenza comunale , ( non so sinceramente a livello giuridico quanta consistenza processuale abbia peso tale normativa )
In ogni caso la mia considerazione odierna è che chi amministra ha il dovere del buon padre di famiglia e se ha conoscenza del pericolo si deve attivare preventivamente onde evitare tragedie come quella che ha ucciso Sara e Francesca .
Per ora altro non voglio dire : il clima sull’isola mi sembra emerga da se , come anche chi sta alla testa e chi obbedisce servile , per timore o per interesse ,
P.S. Nel frattempo sia ieri che oggi ci sono state frane dull’isola , fortunatamente senza conseguenze alle persone : come succede spesso ultimamente ogni qualvolta c’è udienza Sara e Francesca giocano per ricordare a tutti cosa sia Ventotene e cosa significa questo processo , anche per la sorte di tanti altri luoghi in Italia .

Questa storia maledetta ha bisogno del sostegno di tutti voi , perchè il sacrificio di Sara e Francesca non resti inutile : è per il bene vostro e dei vostri figli e cari .
Bisogna rompere il muro di gomma delle istituzioni intoccabili , la sovranità ed il diritto sono e devono essere patrimonio dei cittadini , innanzi tutto e tutti !!!”

Bruno Panuccio 18 / 01 / 2013

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