Processo di Ventotene: si sfiora la farsa

20120211-013629.jpgParla Bruno Panuccio, padre di Sara, morta a Ventotene insieme a Francesca il 20 Aprile 2010

“Finalmente il processo entra nella fase dibattimentale con le deposizioni di quattro testi richiesti dal PM Nunzia D’Elia .
Il primo ad essere ascoltato è il capitano dei carabinieri Melis , il quale all’epoca dei fatti si adoperò all’acquisizione cartacea di documentazione presso il comune di Ventotene e presso l’Ex Genio Civile di Latina .
Singolare che i documenti in possesso del fascicolo inerente furono esibiti da :
Pasquale Romano , Resp.le Uff. Tecnico Comunale e dall’Ing. Luciano Pizzuti dell’Ex Genio C. , entrambi oggi imputati a vario titolo per l’omicidio di Sara e Francesca .
Alla luce di ciò , la mia opinione è che forse sarebbe stato meglio sigillare gli uffici dei suddetti e scartabellare minuziosamente e personalmente quanto all’interno alla ricerca di documentazione congrua e maggiormente specifica ; so benissimo che sarebbe stato un lavoro immane , ma la fretta investigativa nel caso ha forse permesso la non completezza degli atti .
Ad ogni modo anche così si evince chiaramente la consapevolezza di molti della pericolosità della zona di Cala Rossano , luogo in cui morirono le due ragazze .
Ci furono i lavori eseguiti nel 2004 a pochissimi metri dal luogo del crollo del 20/04/2010 , ci sono foto di transennamenti ed interdizione all’accesso precedenti poi revocati , successivamente nel 2007 fu proprio il Comune di Ventotene con allegata relazione preliminire del Min. Ambiente a richiedere urgenti lavori di iniezione cementizia , apporto di reti ed ancoraggi : l’atto è a firma del sindaco Giuseppe Assenso , lo stesso che in udienza preliminare fece dichiarazioni spontanee nelle quali asserì che per quanto era dato a lui sapere ” quello era il posto più sicuro del mondo e ci portava figli e nipoti per ripararli dal sole cocente ” .
Prima di fare un’affermazione del genere avrebbe dovuto far ricorso alla memoria e a quella richiesta di aiuto da lui stesso firmata : CARTA CANTA !!!!
Non per niente è l’imputato cui viene contestata la maggiore responsabilità dei fatti .
Il secondo teste , il carabiniere che si occupò dei rilievi sommari e di accompagnare il Melis ha ricordato due cose importanti :
1) che quel giorno cadde uno strato di roccia largo metri 9,70 ed alto 1.50 : mica una cosa da poco…
2) che non ricordava di aver visto transennatura di interdizione all’accesso o segnaletica di possibile pericolo , altrimenti se li aveese visti li avrebbe fotografati certamente….
Certo che l’italiano talvolta è un optional , forse sarebbe stato più corretto dichiarare :
” Ricordo di non aver visto ” ( comunque il senso è chiaro , solo che a verbale andrà una forma diversa dal vero ) .
Il terzo teste è stato il sig. Ciminelli , della capitaneria di porto e responsabile del porto il quale nel rispondere al PM ha più volte balbettato , si è contraddetto , è diventato rosso acceso e naturalmente è caduto in una figura a dir poco imbarazzante .
Ha sottolineato , cosa non richiesta , che anche lui portava gli amati pargoli su quella spiaggia , anche perchè l’acqua è bassa .
A fronte della domanda sulla sua richiesta del 2009 di controllare la strada sovrastante a causa delle crepe da lui monitorate e di effettuare i lavori , non riusciva più ad ubicare perfettamente l’area precisa , né l’ampiezza e le distanze metriche della zona .
Non riusciva perfino , preso da amnesia temporanea , a collocare il periodo di incarico presso l’isola .
Cosa allucinante e significativa della sua deposizione è che a fronte di quelle che erano les sue mansioni di vigilanza e conoscenza ha dichiarato di essere ignaro di tutto ciò che riguardava Cala Rossano : non sapeva e negli anni nessuno gli aveva mai parlato dei lavori del 2004 , l’informativa comunale del 2007 sulla pericolosità della zona era a lui sconosciuta sia visivamente che verbalmente e nonostante i suoi rapporti pressoché quotidiani con il sindaco e gli altri abitanti mai alle sue orecchie sia giunto niente .
Per far capire quanto fosse impallato e succube si è lasciato sfuggire il termine ” Capo dell’ isola ” riferendosi al sindaco , quando tra i due ruoli non esiste nessuna gerarchia giuridica , ma ha delineato , così parlando , la sudditanza psicologica e reale nei confronti del suddetto .
Il quarto teste , infine , il sig. Musella , ormeggiatore , ha fatto la frittata più grossa !
Era presente al momento del crollo e dichiara di essere colui che tento di rianimare la mia Sara , ci ha tenuto a dirmelo anche personalmente fuori dall’aula prima di essere ascoltato .
Alla domanda ” Sapeva di crolli precedenti nella zona e della pericolosità dell stessa ? ” rispondeva partendo con il solito disco che anche lui e i suoi bambini andavano lì , e che mai ha avuto sentore di pericolo .
Stoppato immediatamente dal PM , che gli ricordava di essere sotto giuramento e delle possibili conseguenze penali nel dichiarare il falso , alla stessa domanda ripetuta , ribadiva la precedente risposta negativa .
A questo punto il PM è stato costretto a leggergli la testimonianza resa il giorno del crollo e da lui sottoscritta in cui dichiaro di sapere benissimo quanto fosse pericolosa la zona e della sua conoscenza sia dei crolli precedenti che dei lavori effettuati .
Dichiara che le sue parole furono travisate dai Carabinieri inquirenti all’epoca e che pure se il verbale è da lui firmato non corrisponde al vero .
Il PM si è riservato di denunciarlo per falsa testimonianza .
A fine udienza il terzo teste è tornato dal PM per dirgli che si era sbagliato sul periodo dell’incarico , una scena ridicola !!!!
Gli avvocati difensori dei quattro , ottimi professionisti e ben preparati , per i quali ho stima , hanno lavorato su due fronti :
1 ) la deresponsabilizzazione dei loro assisti a scapito degli altri imputati ed anche di organi e persone esterne .
2 ) l’appigliarsi ad un decreto del 1996 in cui la responsabilità della spiaggia non era di competenza comunale , ( non so sinceramente a livello giuridico quanta consistenza processuale abbia peso tale normativa )
In ogni caso la mia considerazione odierna è che chi amministra ha il dovere del buon padre di famiglia e se ha conoscenza del pericolo si deve attivare preventivamente onde evitare tragedie come quella che ha ucciso Sara e Francesca .
Per ora altro non voglio dire : il clima sull’isola mi sembra emerga da se , come anche chi sta alla testa e chi obbedisce servile , per timore o per interesse ,
P.S. Nel frattempo sia ieri che oggi ci sono state frane dull’isola , fortunatamente senza conseguenze alle persone : come succede spesso ultimamente ogni qualvolta c’è udienza Sara e Francesca giocano per ricordare a tutti cosa sia Ventotene e cosa significa questo processo , anche per la sorte di tanti altri luoghi in Italia .

Questa storia maledetta ha bisogno del sostegno di tutti voi , perchè il sacrificio di Sara e Francesca non resti inutile : è per il bene vostro e dei vostri figli e cari .
Bisogna rompere il muro di gomma delle istituzioni intoccabili , la sovranità ed il diritto sono e devono essere patrimonio dei cittadini , innanzi tutto e tutti !!!”

Bruno Panuccio 18 / 01 / 2013

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