Ventotene: con le frane in mare finiscono anche i rifiuti

Nuovo esposto della Rete dei Valori – sezione Ambiente&Criminalità in merito alla situazione in località Fontanelle a Ventotene. Questa volta ai raggi x del responsabile comunale dell’associazione Antonio Flocco, che ha trasmesso l’esposto alla Capitaneria di Porto direzione marittima di Roma – Fiumicino, al Nucleo Ecologico dei Carabinieri di Roma, all’assessore regionale all’ambiente, al Sindaco del Comune di Ventotene, la frana verificatasi lo scorso 29 ottobre proprio a Fontanelle. “L’area soggetta a crollo – spiega Flocco – è stata utilizzata per diverso tempo come deposito di materiale proveniente da lavori edilizi e verosimilmente, con il crollo avvenuto, i rifiuti sono finiti nello specchio acqueo antistante”. E a quanto pare non solo: “Dalle informazioni ricevute da alcuni subacquei che frequentano lo specchio acqueo antistante l’area del crollo – prosegue Flocco – sui fondali sono stati ritrovati diversi rifiuti ingombranti (lavatrici, motorino, gomme ecc)”. Da qui la richiesta dell’associazione Rete dei Valori che chiede di verificare ai sensi del testo unico ambientale 152/2006 se il sito di Fontanelle aveva le dovute autorizzazioni per essere utilizzato anche a deposito temporaneo per lo stoccaggio degli inerti, se tale area veniva periodicamente sottoposta al monitoraggio dell’Arpa e, infine, la provenienza degli stessi inerti e in particolare se provenienti da attività edilizie prive di autorizzazioni. In ultimo chiede Flocco: “Vogliamo capire soprattutto il ruolo dell’Ente Parco, essendo l’area protetta, ovvero se ha vigilato e allo stesso tempo le attività di controllo poste in essere dal Comune”.

Fonte H24Notizie, Latina Oggi

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Ventotene: traghetto contro banchina, due feriti

Tragedia evitata per un soffio ieri mattina a Ventotene, dove la motonave “Tetide” della Laziomar, a causa di un improvviso guasto alle macchine, durante la manovra di attracco, è andata a sbattere contro la banchina riportando lievi danni, ma provocando due feriti, per fortuna non gravi, tra i passeggeri.

L’incidente è avvenuto attorno alle ore 11,30 allorchè il traghetto è giunto nel porto dell’isola, dopo essere regolarmente partito da Formia alle 9,15. Nel compiere l’usuale manovra, dopo aver buttato l’ancora al centro del bacino portuale, roteando per attraccare di poppa, il comandante si è reso conto che qualcosa non funzionava nei comandi delle macchine e, pur avendo azionato l’avanti tutta, non è riuscito ad evitare l’impatto con la banchina. Alcuni passeggeri sono caduti dalle scale ed in particolare, l’arch. Luigi Cirillo, responsabile dell’ufficio tecnico comunale, ha riportato la distorsione della caviglia, poi ingessata. La Capitaneria di porto ha aperto un’inchiesta dovuta, per accertare le reali cause del sinistro.

Fonte: Il Tempo

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IDV: verificare la stabilità di Ventotene

La sezione Ambiente & Criminalità dell’ associazione Rete dei Valori, ha depositato ieri 7 novembre alla Regione Lazio, in particolare al Dipartimento Regionale di Protezione Civile e al presidente della Regione Lazio Renata Polverini e.p.c. anche al Sindaco del Comune di Ventotene una richiesta di verifica di stabilità degli edifici dell’isola. La richiesta è motivata in merito ai continui crolli delle pareti rocciose dell’isola. “Lo scopo – spiega il responsabile comunale della Rete dei Valori Antonio Flocco – è quello di attuare, per gli edifici pubblici e privati soprattutto nelle zone attigue in cui sono avvenuti tali crolli continui, monitoraggi degli edifici ai fini puramente preventivi”. La Rete dei Valori evidenzia, inoltre, come nonostante dalla tragedia dell’aprile 2010 in cui persero la vita due giovani ragazze in gita scolastica a causa di una frana, e nonostante gli organi regionali e statali abbiano inviato fondi per la messa in sicurezza, l’isola continui a franare ancora non essendosi raggiunto un livello di sicurezza accettabile. Continua Flocco: “Evidenziamo che la tragedia di Ventotene ha fatto emergere un fenomeno nascosto, quello dell’abusivismo edilizio e dello sfruttamento dell’isola, nascosto da una pseudo politica ambientale e naturalistica che ha in realtà obiettivi e interessi diversi da quelli della salvaguardia dell’isola e del suo patrimonio naturalistico. Noi della Rete dei Valori riteniamo che sia necessario agire subito con una seria politica ambientale contro l’abusivismo edilizio e il clientelismo che dietro a tale fenomenologia si viene a creare; cosi come riteniamo necessario attuare una corretta politica di gestione per i dissesti idrogeologici che ricordiamo sono per la maggioranza causati da uno sfruttamento del territorio in modo intensivo ed errato. in ultimo vogliamo nuovamente ricordare che Ventotene è un’area protetta dacché chiediamo quali azioni di vigilanza sono posti in essere dal Parco per evitare i continui abusi del territorio”.

Fonte: H24Notizie, Latina Oggi

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Ventotene, il rifugio del latitante

I carabinieri della Stazione di Ventotene, coordinati dalla Compagnia di Formia, nella mattinata, hanno tratto in arresto Reali Mario, 42enne viterbese, ricercato dallo scorso luglio per i reati di truffa, falsità materiale e ricettazione, perpetrati, tra gli anni 2004 e 2011, su tutto il territorio nazionale e specificamente in Catanzaro, Roma, Velletri ed Udine.
L’uomo agiva con l’emissione di diversi assegni a vuoto nell’acquisto di beni fungibili di vario genere.
Il blitz dei carabinieri, è scattato dopo aver approfondito l’identità del fratello dell’arrestato che, nei giorni precedenti, si era presentato sull’isola, dicendo di voler locare un appartamento per la madre malata.
Approfonditi accertamenti anagrafici, tuttavia, hanno consentito ai Carabinieri di ricostruire che il fratello del locatore era ricercato, dal decorso mese di luglio 2011, e su di lui era pendente un ordine di carcerazione per pene concorrenti, emesso dalla Procura della Repubblica di Udine – ufficio esecuzioni penali- di quasi anni quattro di reclusione.
I militari, dunque, che hanno ipotizzato che quell’appartamento, dietro il formale pretesto offerto dal fratello dell’arrestato, potesse, invece, essere, di fatto, luogo di latitanza del Reali Mario, stamane, sapendo dell’accordo del fratello, intervenuto con l’ignaro proprietario di casa, si sono fatti trovare all’approdo della Compagnia di navigazione LAZIOMAR “Tetide”, al Porto nuovo.
In questo modo, allo sbarco della famiglia, è scattato il blitz, conclusosi con la cattura del Reali e la sua traduzione presso la caserma dei carabinieri di Ventotene.
Nella serata, il Reali sarà tradotto presso la casa Circondariale di Latina a disposizione dell’A.G. che ha emesso il provvedimento.
In questo modo, dunque, dopo cinque mesi, proprio sull’isola che secondo i suoi progetti doveva costituire rifugio sicuro, si è conclusa la breve latitanza del Reali.

Fonte: H24Notizie, Latina Oggi, Il Tempo

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Ventotene: arriva l’esercito

Il museo della migrazione

Dopo la frana alla Grotta dei Passeri chiusa la via che porta a una decina di abitazioni. A rischio anche l’osservatorio ornitologico, aperto in deroga al Pai

Un nuovo crollo preoccupa Ventotene. Un blocco di tufo è venuto giù nei giorni a punta dell’Arco, la zona che ospita il museo della migrazione ed il museo ornitologico conosciuto in tutta Europa dagli specialisti e dagli appassionati di avifauna. Ma a preoccupare è l’episodio verificatosi alla grotta dei Passeri, vicino a Cala Rossano (dove nel 2010 sono morte due studentesse romane, ndr) per cui la strada sovrastante – quella che conduce alla villa di Giulia, al piazzale dell’elisoccorso e al distributore – è ancora chiusa. Per ristabilire il collegamento è arrivato lunedì il Genio Militare dell’Esercito, chiamato da sindaco e prefetto.

«BASTA VEICOLI» – Dell’ennesima frana ha dato notizia il quotidiano ecologista Terra, riportando la testimonianza di una persona che aveva assistito al crollo lo scorso 26 ottobre. «La zona crollata l’ho vista con i miei occhi. E ora c’è preoccupazione – riporta la testimone su Terra – perché a pochi metri corre una strada che costeggia proprio il bordo che s’è sbriciolato. Questa è un’isola delicata, sorge tutta sul tufo, ma intanto gli abusi edilizi non si fermano e aumentano i trasporti su gomma: auto, camion carichi di cemento e mezzi pesanti. Con la loro circolazione non fanno altro che aumentare le vibrazioni e rendere ancora più fragile l’equilibrio idrogeologico». E si parla di una frana adiacente il centro ornitologico: quello stesso che – secondo il sito Ventotenenews – è incluso nel «Pai», il Piano di assetto idrogeologico regionale che ha «di fatto interdetto l’accesso anche ai siti archeologici, all’isolotto di S. Stefano». Quanto al nuovissimo «Museo della migrazione, a strapiombo sul mare, è stato poi escluso con un cavillo dalle aree a rischio» nell’ordinanza di sgombero firmata dal sindaco di Ventotene a luglio 2011.

SOPRALLUOGO – Il sindaco di Ventotene, Giuseppe Assenso, conferma il crollo avvenuto, precisando che «attraverso un confronto fotografico, ci siamo resi conto che si è trattato di una cosa minima. L’area non ha strade di accesso, per cui non ci sono pericoli a persone o cose, compreso l’osservatorio». Tuttavia sopra la grotta franata corre la strada per la Villa di Giulia, ora interdetta al traffico. Prosegue Assenso: «La situazione da risolvere al più presto riguarda l’interruzione del collegamento stradale dopo il crollo alla grotta dei Passeri: oggi il genio militare sta effettuando un sopralluogo per verificare la possibilità di riaprire la strada o di intervenire, se necessario, nel creare un ponte per consentire il passaggio di mezzi verso l’eliporto, il cimitero, e le 15 abitazioni oggi ancora isolate».

TUNNEL CONTESTATO – L’amministrazione, oltre a vigilare sui costati smottamenti, attende l’esito del bando per la realizzazione del maxi tunnel da 300 metri il cui accesso dovrebbe aprirsi accanto al porto, ma il cui percorso passerebbe non lontano dalla Grotta dei Passeri (con timori per l’effetto di eventuali vibrazioni provocate dagli scavi). Alcune aziende hanno già risposto al bando, mentre da più parti si invoca lo stop dell’opera che potrebbe creare ancora più di danni di quelli che vorrebbe in realtà scongiurare.

Fonte: Corriere della Sera, Il Tempo, Parvapolis

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Ventotene: frana continua!

IL CASO. Un’abitante rivela a Terra: «Mercoledì sono venuti giù circa cinquanta metri cubi di roccia in località Punta dell’Arco. E la strada che conduce all’eliporto è ancora interrotta. C’è preoccupazione».

Un altro crollo a Ventotene, il terzo in pochi mesi. A raccontarlo a Terra un’abitante che ha visto con i suoi occhi il costone che si è sbriciolato: «Il 26 ottobre scorso, e ancora nessuno ne ha parlato, sono venuti giù circa 50 metri cubi di roccia in località Punta dell’Arco, nella zona del Museo ornitologico. Le rocce sono cadute in parte sul costone sottostante e in parte a mare». La testimone preferisce rimanere anonima, ma assicura: «La zona crollata l’ho vista con i miei occhi. E ora c’è preoccupazione, perché a pochi metri corre una strada che costeggia proprio il bordo che s’è sbriciolato. Questa è un’isola delicata, sorge tutta sul tufo, ma intanto gli abusi edilizi non si fermano e aumentano i trasporti su gomma: auto, camion carichi di cemento e mezzi pesanti,. Con la loro circolazione non fanno altro che aumentare le vibrazioni e rendere ancora più fragile l’equilibrio idrogeologico».
Nella stessa zona c’è già stato un crollo, due anni fa. «Tanto è vero che massi e detriti venuti giù mercoledì si sono sovrapposti a quelli che già si erano staccati dal costone». Le rocce di Punta dell’Arco sono a picco sul mare: stando alla testimonianza raccolta da Terra, «se ci fosse stata una barca lì sotto sarebbe stata molto probabilmente investita dai detriti. Quello è un punto pericoloso». Sull’isola, il 20 aprile 2010, sono morte tragicamente due ragazze, Sara Panuccio e Francesca Colonnello, colpite proprio da una caduta di massi mentre erano sulla spiaggia a Cala Rossano. Più recentemente, dopo un crollo in località Grotta dei passeri «è stata chiusa la strada perché non è più sicura, interrompendo il collegamento con il benzinaio, il cimitero e l’eliporto.
Se qualcuno si fa male e bisogna prendere l’elicottero in teoria l’ambulanza non può passare, e da quando è accaduto non si è fatto nulla per trovare una strada alternativa per non avere questi disagi». Ed è proprio nella stessa zona in cui morirono le due ragazze che, secondo quanto previsto dal bando di progetto pubblicato ad agosto dal Comune di Ventotene, dovrebbe partire l’imbocco di un tunnel che passerebbe sotto il centro abitato «per alleggerire il traffico veicolare», secondo il sindaco Giuseppe Assenso. Una soluzione contestata da ambientalisti, Verdi e Wwf, che denunciano pericoli per la tenuta del già fragile equilibrio idrogeologico.
Scelta fortemente contestata anche dal geologo Riccardo Caniparoli: «E’ una follia pensare di costruire una galleria di 300 metri in un’isola di tre chilometri. Bisognerebbe andare tutti a piedi o utilizzare solo piccoli mezzi elettrici. L’isola va preservata, non distrutta». A Ventotene, peraltro, denuncia Legambiente, è previsto un aumento di 150 unità nautiche, passando così da 30 a 180 posti. Dalla costa alle strade, è partito l’assalto del cemento: c’è ancora poco tempo per salvare una piccola, grande isola.

Fonte: Terra, Latina 24Ore, Il Faro, ProvinciaLatina TV, H24 Notizie, Radio Luna

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Ventotene, l’isola degli uccelli minacciata dal tunnel

Il luogo dove sono morte Francesca Colonnello e Sara Panuccio

Il gioiello delle Pontine è un’area protetta ad altissimo valore avifaunistico e archeologico. Un territorio fragile e franoso. Ora il Comune vuol costruire un tunnel di 295 metri che aumenterebbe la circolazione delle auto. La protesta di Wwf, Lipu e Legambiente

A un’ora di aliscafo da Formia, Ventotene è un gioiello delle Isole Pontine, naturalistico e archeologico. Poco più di 1 chilometro quadrato e mezzo di estensione, ospita una ricca avifauna durante le migrazioni e splendidi fondali che hanno consentito la creazione di un’area marina protetta. Potrebbe essere un modello per il turismo sostenibile e infatti naturalisti e birdwatchers, sub e amanti della vela di tutta Italia sono innamorati di quest’isola.
Bella e fragile. Un anno fa morirono qui due ragazze per la frana di un costone di tufo e proprio in quell’area, Cala Rossano, dove anche una settimana fa si sono registrati nuovi crolli, il Comune vuole realizzare un tunnel lungo 259 metri. Alcune ditte hanno già risposto al bando pubblicato due mesi fa, attratte dalla “grande opera” del valore di circa 5 milioni di euro.
Per gli isolani più sensibili e per le associazioni ambientaliste Wwf, Lipu e Legambiente si tratta invece di un’opera pericolosa, inutile e costosa dal punto di vista ambientale per un territorio già provato dall’abusivismo, dalla cementificazione selvaggia e dal dissesto idrogeologico.
Appare incredibile che un Comune che ha ricevuto finanziamenti pubblici per sviluppare la mobilità alternativa e l’impiego di mezzi elettrici, dove è stato realizzato anche un punto di ricarica di questi mezzi con pannelli solari, si ingegni per agevolare il passaggio delle auto su un’isola che ha uno sviluppo stradale di 3 chilometri appena.
Ma i 700 abitanti sono in rivolta anche per la piazza principale dell’isola che prima era arricchita da bei giardini dove giocavano i bambini e si poteva sedere all’ombra mentre ora è stata per metà lastricata. “Al tempo dei Borboni l’isola era una lecceta straordinaria, perché ora non si pianta più neanche un albero e quei pochi che ci sono vengono eliminati?” si domanda un operatore turistico che punta il dito anche sugli incendi che colpiscono Ventotene.
Perché non realizzare ad esempio un sentiero naturalistico? L’attrattiva delle piccole isole è legata proprio alla pace che si respira e il turismo naturalistico, uno dei pochi segmenti turistici in crescita, cerca questo. Che è anche la vocazione di Ventotene, un’isola sostenibile già al tempo dei Romani, che avevano escogitato un sistema per approvvigionarsi di acqua potabile e distribuirla sull’isola (e le cisterne sono una delle attrattive archeologiche ancora visitabili).
L’acqua oggi, invece, arriva con una nave cisterna da Napoli con notevoli costi economici e ambientali mentre si parla da tempo di realizzare un dissalatore.

Fonte: La Repubblica, Telefree

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Biodiversamente a Ventotene: il WWF a sostegno della natura isolana

L’incontro nei propri territori dei cittadini con la biodiversità e con i problemi attuali della ricerca scientifica nel settore: questa l’essenza della seconda edizione dell’iniziativa nazionale ideata dal WWF Italia con la imprescindibile collaborazione dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici. Hanno aderito in totale 22 siti (17 strutture museali e affini e 5 Oasi WWF).
Foreste, fiumi e laghi, coste, mare, fauna: tutti gli aspetti sono stati presentati, visti e discussi allo scopo di creare la vera consapevolezza dell’ambiente che tutti noi, e soprattutto le giovani generazioni, abbiamo il diritto e il dovere di tutelare. Molti i dati e le segnalazioni dalle 5 province del Lazio. Emblematica e rappresentativa l’esperienza vissuta nella due giorni a Ventotene di quanto vissuto in tutti i luoghi della nostra regione.

“Biodiversamente 2011” è iniziato a Ventotene davvero sotto i migliori auspici. Addirittura nel viaggio che li portava da Formia all’isola, Riccardo Molajoli, Andrea Corso ed altri aderenti al GroB (Gruppo ROmano Birdwatching) hanno avuto modo di compiere un’osservazione straordinaria: un Falaropo beccolargo, Phalaropus fulicarius. “Si tratta – dichiara Alessandro Montemaggiori del Comitato Scientifico del WWF Italia – della prima segnalazione per il Lazio di questo piccolo trampoliere artico che compie incredibili migrazioni da un polo all’altro del pianeta. Uno dei milioni di uccelli che in questi giorni sorvolano il nostro paese diretti verso i quartieri di svernamento.” Il WWF torna a Ventotene dopo aver tenuto nell’Isola i lavori dell’assemblea regionale ai primi del mese.

Come prima iniziativa in calendario, presso il Museo della Migrazione della Riserva Statale Isole di Ventotene e S.Stefano, Vanessa Ranieri, Presidente del WWF Lazio ha incontrato i ragazzi delle scuole dell’Isola. “Un’occasione preziosa – dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio – per incontrare i custodi del futuro dell’Isola, per raccontare ed ascoltare i ragazzi sulla bellezza del loro territorio, della magia che tutti gli anni si manifesta in questi cieli con il passaggio di milioni di uccelli che qui si riposano e ristorano durante la migrazione. Anche alla luce degli accadimenti degli ultimi giorni che hanno interessato il fragile territorio di Ventotene, e’ ormai palese l’insostenibilità di opere che comprometterebbero in modo irreversibile questo delicato ecosistema”. Da mesi il WWF ha avviato un proficuo dialogo con quegli operatori dell’Isola sensibili ai valori naturali dei luoghi e che nel rispetto di questi intendono investire tempo e risorse. Oggi ai loro figli, alle famiglie di Ventotene, Biodiversamente ha regalato un momento per celebrare la natura: una scommessa per un nuovo futuro, sulla quale il WWF punta con forza.

Dopo la visita guidata al Museo della Migrazione di Ventotene è stata la volta della Stazione di Inanellamento, dove in questi giorni si sta concludendo la campagna di monitoraggio autunnale. La Stazione opera continuativamente sull’isola dal 1988, coordinata dall’ISPRA nell’ambito del Progetto Piccole Isole. Si tratta del più importante progetto di studio su vasta scala geografica e temporale dedicato a comprendere i meccanismi della migrazione primaverile ed autunnale attraverso il Mediterraneo. In 47 stazioni insulari e costiere, sparse da Gibilterra ad Israele i ricercatori operano in maniera coordinata catturando, misurando, inanellando e liberando centinaia di migliaia di uccelli. Tra i risultati principali del progetto c’è quello di ribadire l’importanza della conservazione dei delicati habitat delle piccole isole vitali per la sopravvivenza di milioni di uccelli migratori, e quello di garantire il monitoraggio delle popolazioni come richiesto espressamente dalle diverse convenzioni europee sottoscritte dal nostro Paese.

“L’edizione Biodiversamente 2011 – dichiara Raniero Maggini Vicepresidente del WWF Italia – ha voluto porre fortemente l’attenzione sul ruolo della ricerca: il lavoro che ormai da 24 anni si svolge a Ventotene nel monitoraggio delle specie che vivono o sostano sull’Isola e’ una testimonianza importante di quanto l’attività in materia di studio e ricerca sia imprescindibile per garantire futuro alla natura ed al territorio.

” Infine un nuovo appuntamento ha successivamente avuto come protagonista la preziosa narrazione del Signor Ugo Gargiulo che ha ripercorso le tradizioni dell’Isola come testimonianza della varietà della fauna presente. Gradevole il confronto con Alessandro Montemaggiori il quale, profondo conoscitore di Ventotene, ha fornito elementi d’interesse per leggere la natura dell’Isola e la sua ricchezza. Elementi utili a comprendere come nel tempo le condizioni ambientali abbiano inciso sulle popolazioni animali che in Ventotene trovano da sempre condizioni ideali per il ristoro ed il riposo durante il periodo della migrazione. “Ne è emerso un quadro – afferma ancora Vanessa Ranieri – che racconta l’importanza della presenza della Riserva Statale in un territorio tanto vulnerabile e al tempo stesso tanto prezioso per l’intera comunità internazionale, dal momento che contribuisce a tutelare lo straordinario patrimonio faunistico, che attraverso Ventotene e l’Italia raggiunge luoghi lontani fondamentali per la propria sopravvivenza.”

Biodiversamente ha inteso ascoltare le comunità nel legame con i propri ambienti di vita e che ha visto nel Lazio l’attivazione piena di 22 strutture sul territorio (17 musei e 5 Oasi WWF) informare, creare confronto e discussione sulla biodiversità nelle giornate di ieri e di oggi. “Straordinario successo – conclude Vanessa Ranieri – per il Festival dell’Ecoscienza, che nel Lazio ha visto l’adesione di 17 strutture tra le quali le più importanti strutture museali a vocazione scientifica. La grave crisi economica in atto nel paese coinvolge anche la ricerca in materia di biodiversità e con “Biodiversamente” abbiamo voluto lanciare un messaggio di speranza: due borse di studio, una proposta che rinnova il WWF come una realtà di riferimento culturale sui temi ambientali per l’intero tessuto sociale.”

Fonte: ProvinciaLatina TV, Il Faro 1, Il Faro 2, Latina Oggi, La Provincia, ProvinciaLatina TV 1, ProvinciaLatina TV 2

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Ventotene: perché tanti soldi?

La realizzazione del tunnel a Ventotene. Quanti soldi per un’opera folle su un piccolo territorio che si sta sfaldando. Evidente la sproporzione tra Ventotene e gli altri comuni finanziati, pur prevedendo la legge una proporzionalità tra finanziamenti ed abitanti.

Ecco cosa fu deliberato con il provvedimento n.815 del 22/10/2009:

che il Comune di Ventotene con nota n.2430 del 07.09.2009, facendo seguito ad una precedente nota n.2299 del 17.08.2009, ha richiesto il finanziamento di €.6.000.000,00 per la realizzazione di un nuovo collegamento con il “Porto Nuovo”, esterno al centro abitato, evidenziando il ricorrere delle condizioni di cui all’art.16 della L.R. 72/80 per il finanziamento dell’opera, da parte della Regione Lazio, nell’ambito di un programma straordinario di viabilità per strade provinciali e comunali;
CONSIDERATO che per tutti gli interventi, come sopra proposti, ricorrono le condizioni di cui al combinato disposto dall’art. 16 della Legge Regionale 72/80 e dall’art. 36 della Legge Regionale 21/91, circa il finanziamento regionale di interventi straordinari in tema di viabilità a Province e Comuni dando atto che le relative opere rivestono particolare importanza per l’attivazione e l’ultimazione dei collegamenti stradali, l’efficienza dei servizi e per esigenze di riequilibrio territoriale;
RITENUTO, pertanto, di poter aderire alle richieste sopra esposte, finanziando gli interventi di cui trattasi, secondo quanto al seguente quadro riassuntivo:
Ente Attuatore dell’intervento e beneficiario del finanziamento Intervento Finanziamento
Provincia di Roma Collegamenti Ladispoli – Palo Laziale 2.250.000,00
Provincia di Roma Collegamento stradale esterno all’abitato di Tivoli 20.000.000,00
Comune di Grottaferrata Strada di collegamento tra Via Rocca di Papa e Via Tuscolana (ex Anagnina) 3.000.000,00
Comune di Ciampino Intervento per risoluzioni nodi viari in loc. Morena sistemazione Via S. Paolo della Croce, Via Morosina, e collegamento con Valle Coppella 2.000.000,00
Comune di Subiaco Ristrutturazione della Strada Maggesi – Caprola 1.500.000,00
Comune di Cori Lavori di adeguamento e messa in sicurezza della strada Casalotto 1.000.000,00
Comune di S.Andrea sul Garigliano Messa in sicurezza e adeguamento S.P. dei Santi 1.000.000,00
Comune di Viterbo Collegamento viario tra la zona del Poggino e l’area industriale artigianale della Teverina in comune di Viterbo ( attuazione O.di.G. del Consiglio Regionale n.152 del 18.12.08) 500.000,00
Provincia di Latina Adeguamento del sottopasso ferroviario al Km. 138+045 della D.D. Roma – Napoli in Scauri, Comune di Minturno 1.549.370,00
Provincia di Viterbo Adeguamento della S.P. Sammartinese 2.000.000,00
Comune di Anguillara Sabazia Collegamento SR.493 Braccianese Claudia e la SR.2/bis Cassia Veientana 2.522.909,05
Provincia di Frosinone Adeguamento della S.p. N.42 “Cervaro- Acquafondata” dal Km. 8+000 al Km.17+200 800.000,00
Comune di Ventotene Collegamento esterno al centro abitato per il “Porto Nuovo” 6.000.000,00
TOTALE 44.122.279,05

CONSIDERATO che per la copertura finanziaria del programma di interventi di cui sopra, in relazione alla disponibilità sussistente sul capitolo di spesa che attende alle finalità di cui all’art. 16 della legge 72/80, Cap. D12505, è possibile destinarvi €.6.618.341,86 nell’esercizio finanziario 2009, €. 19.855.025,57 nell’esercizio finanziario 2010 ed €. 17.648.911,62 nell’esercizio finanziario 2011, concorrendo all’intero importo necessario pari a €. 44.122.279,05;

ACQUISITO il parere della competente Commissione Consiliare espresso nella seduta del 20.10.09;

VISTA la L.R. 11.08.2009, n. 22 Assestamento del Bilancio di previsione della Regione Lazio al Cap. D12505 per l’esercizio finanziario 2009 e per quanto al pluriennale 2010/2011, che presenta la necessaria disponibilità;

DATO ATTO che la presente delibera non è soggetta alla procedura di concertazione;

All’unanimità,
D E L I B E R A

1) di finanziare i seguenti interventi a favore degli Enti a fianco di essi indicati, per l’importo sempre a fianco riportato, autorizzando la spesa complessiva di € 44.122.279,05, dal capitolo D12505, di cui €. 6.618.341,86 nell’esercizio 2009, €. 19.855.025,57 nell’esercizio 2010, ed €. 17.648.911,62 nell’esercizio 2011, secondo il quadro pluriennale degli impegni di spesa di seguito riportato:

Ente Attuatore e beneficiario del finanziamento
Intervento finanziato
Finanziamento
concesso Riparto Pluriennale
degli impegni di spesa
2009 2010 2011
Provincia di Roma Collegamento Ladispoli – Palo Laziale 2.250.000,00 337.500,00 1.012.500,00 900.000,00
Provincia di Roma Collegamento stradale esterno all’abitato di Tivoli 20.000.000,00 3.000.000,00 9.000.000,00 8.000.000,00
Comune di Grottaferrata Strada di collegamento tra Via Rocca di Papa e Via Tuscolana (ex Anagnina) 3.000.000,00 450.000,00 1.350.000,00 1.200.000,00
Comune di Ciampino Intervento per risoluzioni nodi viari in loc. Morena sistemazione Via S. Paolo della Croce, Via Morosina, e collegamento con Valle Coppella 2.000.000,00 300.000,00 900.000,00 800.000,00
Comune di Subiaco Ristrutturazione della Strada Maggesi – Caprola 1.500.000,00 225.000,00 675.000,00 600.000,00
Comune di Cori Lavori di adeguamento e messa in sicurezza della strada Casalotto 1.000.000,00 150.000,00 450.000,00 400.000,00
Comune di S.Andrea sul Garigliano Messa in sicurezza e adeguamento S.P. dei Santi 1.000.000,00 150.000,0000 450.000,0000 400.000,0000
Comune di Viterbo Collegamento viario tra la zona del Poggino e l’area industriale artigianale della Teverina in comune di Viterbo (attuazione O.di.G. del Consiglio Regionale n.152 del 18.12.08) 500.000,00 75.000,0000 225.000,0000 200.000,0000
Provincia di Latina Adeguamento del sottopasso ferroviario al Km. 138+045 della D.D. Roma – Napoli in Scauri, Comune di Minturno 1.549.370,00 232.405,5000 697.216,5000 619.748,0000
Provincia di Viterbo Adeguamento della S.P. Sammartinese 2.000.000,00 300.000,0000 900.000,0000 800.000,0000
Comune di Anguillara Sabazia Collegamento SR.493 Braccianese Claudia e la SR.2/bis Cassia Veientana 2.522.909,05 378.436,3575 1.135.309,0725 1.009.163,6200
Provincia di Frosinone Adeguamento della S.p. N.42 “Cervaro- Acquafondata” dal Km. 8+000 al Km.17+200 800.000,00 120.000,0000 360.000,0000 320.000,0000
Comune di Ventotene Collegamento esterno al centro abitato per il “Porto Nuovo” 6.000.000,00 900.000,0000 2.700.000,0000 2.400.000,0000
TOTALE 44.122.279,05 6.618.341,86 19.855.025,57 17.648.911,62

Fonte: Associazione antimafia “A. Caponnetto”

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Anche Fulco Pratesi contro il tunnel di Ventotene

Fulco Pratesi

Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf, lancia un appello: «Smettiamola con la manìa dello scavo. Ora puntare sulla ecomobilità».

Dopo il nuovo crollo, avvenuto pochi giorni fa a Cala Rossano, gli ecologisti tornano ad alzare la voce contro l’ipotesi della costruzione di un tunnel sotterraneo nell’isola pontina. Ad intervenire stavolta è il presidente onorario del Wwf Fulco Pratesi, protagonista d’innumerevoli battaglie a difesa del territorio e dell’ambiente, che dice “no” alla megaopera che già ha ricevuto l’altolà di geologi, ambientalisti come Legambiente, Verdi, Lipu e lo stesso Wwf. In più, il caso è sbarcato all’europarlamento grazie al capodelegazione Idv Niccolò Rinaldi. «Il tunnel a Ventotene è un modo illusorio di affrontare la questione», rincara la dose Fulco Pratesi. «Ci sono molti esempi di diversa gestione della mobilità che andrebbero certamente preferiti, riducendo la quantità dei veicoli circolanti piuttosto che lavorare per aumentarla».

Cosa che accadrebbe, grazie alla costruzione di una nuova arteria, che peraltro porterebbe con sè potenziali rischi per l’ambiente e l’equilibrio idrogeologico dell’isola che sorge quasi per intero sul tufo, materiale roccioso soggetto a frequenti sbriciolamenti. «Gli ambientalisti hanno da sempre le idee chiare», ribadisce il presidente onorario del Wwf. Che su Terra lancia un appello: «Dobbiamo smetterla con il mondo dei “grilli-talpa”, scavando e rovinando tutto. Il nostro impegno deve essere indirizzato a recuperare il recuperabile: ad esempio, bisogna intervenire su edifici scolastici e case, che devono essere tutti antisismici. E’ illusorio, oltre che dannoso, pensare di agire scavando e sconvolgendo gli equilibri naturali». La priorità è, dunque, optare per un nuovo paradigma della ecomobilità, che rispetti i piccoli centri urbani e che non solleciti ulteriormente il territorio. Specie uno delicato come quello di Ventotene, dove i crolli continuano ad essere una drammatica costante: il penultimo evento, oltre quello più recente, si è verificato il 17 agosto, quando a venir giù è stata parte d’un costone in zona Fontanelle, vicino Cala Battaglia. Due mesi dopo, il tunnel fa ancora più paura.

Fonte: Terra

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