
Bruno Panuccio
Riportiamo la nota postata su Facebook da Bruno Panuccio, il papà di Sara morta a soli 14 anni sotto una frana a Ventotene.
Udienza del 15/04/2013 per la morte di Sara Panuccio e Francesca Colonello avvenuta in Ventotene il 20/04/2010 in località Cala Rossano
Tribunale di Gaeta, sfilano e si ascoltano 6 teste indicati dal P.M. Nunzia D’Elia:
1 ) CIMINI PAOLO: guardia medica
Non ha dato risposta certa sul fatto che SARA abbia sofferto nei lunghi minuti ( circa 10 ) intercorsi dal momento dell’incidente a quello del decesso. Non ricorda né sa chi fosse l’una e chi fosse l’altra tra le due ragazze.
Ricorda benissimo dei danni fisici lievi Di RICCARDO SERENELLA alla gamba, ma è colto da amnesia totale sul fatto che ci fu ATHENA RACO estratta dalle macerie in condizioni gravissime con lesioni di cui porterà i segni permanentemente. IMBARAZZANTE!
2 ) GARGIULO ANTONIO: ormeggiatore
Non sa perché nel 2004 furono fatti gli interventi sul costone a pochi metri dal punto del crollo del 2010, non è a conoscenza di alcuna frana precedente, dichiara che in quella zona non ha alcun motivo di passarci, né mai si è chiesto cosa succeda, lui pensa solo al suo lavoro.
Non pensa, non vede, non parla. SPUDORATAMENTE FALSO!
Viene brevemente liquidato dal P.M. per non essere costretta a riservarsi di denunciarlo per falsa testimonianza come il suo collega Musella nell’udienza precedente.
3 ) SANTOMAURO CLAUDIO: Rappr.te legale ed esecutore dei lavori sia nel 2004 che nel 2009
Inizia proclamando la sua non responsabilità e si difende offeso dalla chiamata nell’altro processo civile inerente gli stessi fatti da parte della Regione Lazio. Dichiara che non spetta a lui il sapere perché ci fu difformità tra i lavori consigliati comprendenti la palettatura verticale ed orizzontale e l’ancoraggio mediante rete e la non esecuzione degli stessi. Dichiara inoltre di non aver avuto alcun rapporto diretto con il tecnico preposto, né aver visionato alcuna documentazione inerente, anche se rilascia fattura di consulenza al fine di ottenerne il rimborso da parte della Regione. Tale costo viene documentato dallo stesso su richiesta della Regione stessa per conseguenza burocratica in quanto il finanziamento dei lavori deve ricadere in un capitolo unico.
Dichiara di non relazionare in alcun modo il sindaco e l’ufficio tecnico comunale sull’esito e la portata tecnico-operativa in quanto non vi è obbligo da parte sua, pur avendo rapporti pressoché quotidiani con gli stessi. Nonostante la sua esperienza lavorativa e la conoscenza dei luoghi, oltre alla reale rimozione, non ricorda né sa quantificare e paragonare nel dettaglio la cubatura della due frane. Durante la testimonianza si lancia vicendevolmente con l’imputato Sindaco ASSENSO GIUSEPPE cenni ed alla fine, uscendo, viene premiato dallo stesso, nel passargli accanto da un bel “BRAVO!” sussurrato, ma sentito sia da me che da molti altri testimoni.
Non ci si dimentichi che il teste è colui che si aggiudica pressoché totalmente qualsiasi appalto di opera pubblica sull’isola. VERGOGNOSO!
TENGO A SOTTOLINEARE IL FATTO CHE FUORI DALL’AULA I TRE TESTE SOPRACITATI IN DIVIETO A QUALSIASI NORMA VIGENTE HANNO CONFABULATO LUNGAMENTE CON GLI IMPUTATI STESSI DINANZI A TUTTI. FORSE NONOSTANTE TUTTO IL TEMPO PRECEDENTE ERA MEGLIO RIPASSARE LA PARTE DA RECITARE!
4) MILAZZO FILIPPO: dirigente Ex Genio Civile di Latina
Conosceva la pericolosità della zona in conseguenza dei lavori precedenti realizzati in regime di “somma urgenza”, oltre a notizie di frane frequenti. Non sa niente dei lavori del 2004. Si è soffermato più sull’aspetto normativo ed operativo del suo ruolo, illustrando a chi non avesse ancora chiara la reale e drammatica inutilità della moltitudine di uffici, norme e burocrati, i cui ruoli si intrecciano in un Dedalo che fino al 2010 era di una inefficiente operatività.
Importante dato interessante riscontrato riguarda la richiesta nel 2004 di “studi sulle cause dello smottamento”, al fine di valutare la futura pericolosità o meno del sito. Il perché non si operò in tal senso non è dato a lui sapere.
Ricorda in particolare che il giorno prima in cui morirono SARA e FRANCESCA ci fu una frana in località Cala Nave.
Tiene a sottolineare che solo al Sindaco spetta l’ordinanza di divieto di accesso ad un sito, come l’apposizione di cartellonistica e limitazione, ma non ve ne era alcuno!
TROPPI NON SO, TROPPI NON RICORDO!
VISTA L’IMPORTANZA DELLA CHIAMATA A DEPORRE SI SAREBBE DOVUTO PREPARARE MEGLIO!
5 ) PLACIDI BRUNO: segretario generale Autorità dei Bacini della Regione Lazio
Entra ufficialmente in carica il 01/04/2010, solo 20 giorni prima dei fatti. Più che altro ha parlato di norme per le quali vale quanto per Milazzo.
Ci ha spiegato però quanto siano cambiate le risorse a loro disposizione dopo la morte delle due ragazze, basti pensare che se nel decennio precedente il budget totale a loro disposizione é stato di 700 mila euro, quasi subito dopo la cifra erogata da Ministero dell’Ambiente e Regione Lazio è diventata di 3 milioni, permettendo loro innanzitutto di poter svolgere sopralluoghi reali e non basarsi solo su cartografie preesistenti, e sul poter “imporre”con maggior potere agli amministratori pubblici norme a salvaguardia di cose e persone, anche se ciò va a contrastare con gli interessi privati di chi opera nelle zone ( come ad esempio Ponza e la querelle tra gli operatori turistici ed il sindaco Vigorelli ).
Ascoltato per ben 2 ore, alla fine è arrivato il colpo di scena per me più importante: dal cilindro della difesa dell’ing. Pizzuti è uscito il coniglio.
UN DOCUMENTO IMPORTANTISSIMO E COMPROVANTE LA REALE CONSAPEVOLEZZA DELLA PERICOLOSITA’ DI CALA ROSSANO DA PARTE DEL SINDACO GIUSEPPE ASSENSO:
in data 09/01/2007 con prot.n° 48 il Comune di Ventotene con carta intestata fa richiesta alla Regione Lazio di una somma di quasi 9 milioni di euro per “interventi per l’abbattimento del rischio idrogeologico, la messa in sicurezza, la difesa della costa nonché il ripascimento degli arenili”.
Il documento è controfirmato dal Sindaco e supportato da una Relazione Preliminare e Richiesta di finanziamento.
Tale relazione è redatta dal CONSORZIO INVENIO, a nome degli ingegneri FABIO RUSSO e CATELLO MASULLO.
In particolare si chiedono per la sola zona di Cala Rossano lavori di intervento e protezione il cui dettaglio non specifico, vi basti sapere che si parla di 350 metri quadri mediante iniezione cementizia e di 250 metri quadri con ancoraggi e reti metalliche.
Per tale intervento il sindaco chiede la somma di Euro 1.549.083,91.
In questi tre anni ha ribadito più volte di non conoscere la pericolosità della zona, e si è permesso di darmi del bugiardo pubblicamente in una trasmissione nazionale.
Ora penso sia chiaro chi tra me e lui si debba appropriare di tale diritto: Il sindaco GIUSEPPE ASSENSO E’ UN BUGIARDO CERTIFICATO!!!!
Ha chiesto milioni di Euro, ma non ha trovato DIECI MISERABILI EURO per apporre un semplice cartello di pericolo.
Sarebbero bastati a salvare le vite di SARA E FRANCESCA, a non lasciare i segni sul corpo di Athena Raco, non si sarebbe ferito Riccardo Serenella, non avrebbero provocato danni morali e psicologici permanenti agli altri ragazzi presenti, non avrebbero provocato tanto dolore perpetuo in tutti i cari delle ragazze!!!!!
CONCLUSIONI:
Sta andando in scena una vergogna italiana!
Credo sia un peccato il divieto di non permettere alle telecamere di riprendere ciò che accade in aula.
Affermo ciò non come padre di Sara, ma come testimone dei fatti, sarebbe diritto degli italiani tutti sapere ciò che sta avvenendo e farsi un’opinione propria.
Gli elementi e le prove documentarie emerse basterebbero già per concludere il procedimento.
A mio parere l’accusa penale di omicidio colposo è moralmente e realmente riduttiva.
Quindi quando dico che LE RAGAZZE SONO STATE UCCISE, lo dico perché so di cosa parlo.
Che nessuno si permetta più di parlare di fatalità, è stato un evento il cui solo quando e chi era coperto dal dubbio!
Ora il pericolo procedurale più grande è la chiusura prossima del tribunale e lo spostamento del processo a Cassino, il che significherebbe il dover ricominciare daccapo aiutando gli imputati al raggiungimento dei termini di prescrizione.
CHIEDO una proroga dei termini di apertura del tribunale in quanto mancano ormai pochissime udienze alla chiusura e sentenza del processo, qualunque essa sia, perché sarebbe una beffa morale ed un danno reale irrimediabile per tutti i cittadini italiani ancor prima che per il sottoscritto.
La prossima udienza si terrà il 13 maggio, poi se, il giudice si è riservato di continuare o meno per i problemi di cui sopra, si andrà al 15 e al 17 luglio.
Tale nota vale anche a correzione di alcuni articoli e servizi visti e letti in questi giorni totalmente errati!
Bruno Panuccio 17/04/2013
Fonte: Facebook