Attaccato alla poltrona come una cozza allo scoglio

20130419-234047.jpgDopo aver letto il post pubblicato su Facebook del padre di una ragazza colpito dalla tragedia di Ventotene, una domanda sorge spontanea !! Ma perché il sindaco di ventotene Giuseppe Assenso non si dimette??????? Se ha colpe o no, non sta a noi giudicare!! Ma sicuramente per rispetto alle due ragazze morte e a chi ha subito dei danni permanenti il sindaco si dovrebbe dimettere!! È la cosa più naturale e semplice che doveva fare dopo la tragedia!, invece no!! Con testardaggine resta sulla sua poltrona ! come un monarco indifferente delle sorti del popolo!
Non si ricorda che ogni turista che viene a Ventotene! È sotto la Sua tutela! invece stiamo assistendo ad una farsa tragicomica, un continuo non sapevo, non è colpa mia, e che ne so.!!!
Almeno chiede scusa pubblicamente ai genitori delle vittime!! E per descrivere questo processo c’è una sola parola!!!! E deve essere scritta a caratteri cubitali!! Nel cuore e nell’animo del Sindaco di Ventotene e degli altri imputati!!! VERGOGNA!!!!!!!!!!!!! Le due vittime chiedono giustizia davanti agli uomini e davanti a DIO!!!!!

Fonte: TeleFree

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Tragedia di Ventotene: non fatalità, ma omicidio

Bruno Panuccio

Bruno Panuccio

Riportiamo la nota postata su Facebook da Bruno Panuccio, il papà di Sara morta a soli 14 anni sotto una frana a Ventotene.

Udienza del 15/04/2013 per la morte di Sara Panuccio e Francesca Colonello avvenuta in Ventotene il 20/04/2010 in località Cala Rossano

Tribunale di Gaeta, sfilano e si ascoltano 6 teste indicati dal P.M. Nunzia D’Elia:

1 ) CIMINI PAOLO: guardia medica
Non ha dato risposta certa sul fatto che SARA abbia sofferto nei lunghi minuti ( circa 10 ) intercorsi dal momento dell’incidente a quello del decesso. Non ricorda né sa chi fosse l’una e chi fosse l’altra tra le due ragazze.
Ricorda benissimo dei danni fisici lievi Di RICCARDO SERENELLA alla gamba, ma è colto da amnesia totale sul fatto che ci fu ATHENA RACO estratta dalle macerie in condizioni gravissime con lesioni di cui porterà i segni permanentemente. IMBARAZZANTE!

2 ) GARGIULO ANTONIO: ormeggiatore
Non sa perché nel 2004 furono fatti gli interventi sul costone a pochi metri dal punto del crollo del 2010, non è a conoscenza di alcuna frana precedente, dichiara che in quella zona non ha alcun motivo di passarci, né mai si è chiesto cosa succeda, lui pensa solo al suo lavoro.
Non pensa, non vede, non parla. SPUDORATAMENTE FALSO!
Viene brevemente liquidato dal P.M. per non essere costretta a riservarsi di denunciarlo per falsa testimonianza come il suo collega Musella nell’udienza precedente.

3 ) SANTOMAURO CLAUDIO: Rappr.te legale ed esecutore dei lavori sia nel 2004 che nel 2009
Inizia proclamando la sua non responsabilità e si difende offeso dalla chiamata nell’altro processo civile inerente gli stessi fatti da parte della Regione Lazio. Dichiara che non spetta a lui il sapere perché ci fu difformità tra i lavori consigliati comprendenti la palettatura verticale ed orizzontale e l’ancoraggio mediante rete e la non esecuzione degli stessi. Dichiara inoltre di non aver avuto alcun rapporto diretto con il tecnico preposto, né aver visionato alcuna documentazione inerente, anche se rilascia fattura di consulenza al fine di ottenerne il rimborso da parte della Regione. Tale costo viene documentato dallo stesso su richiesta della Regione stessa per conseguenza burocratica in quanto il finanziamento dei lavori deve ricadere in un capitolo unico.
Dichiara di non relazionare in alcun modo il sindaco e l’ufficio tecnico comunale sull’esito e la portata tecnico-operativa in quanto non vi è obbligo da parte sua, pur avendo rapporti pressoché quotidiani con gli stessi. Nonostante la sua esperienza lavorativa e la conoscenza dei luoghi, oltre alla reale rimozione, non ricorda né sa quantificare e paragonare nel dettaglio la cubatura della due frane. Durante la testimonianza si lancia vicendevolmente con l’imputato Sindaco ASSENSO GIUSEPPE cenni ed alla fine, uscendo, viene premiato dallo stesso, nel passargli accanto da un bel “BRAVO!” sussurrato, ma sentito sia da me che da molti altri testimoni.
Non ci si dimentichi che il teste è colui che si aggiudica pressoché totalmente qualsiasi appalto di opera pubblica sull’isola. VERGOGNOSO!

TENGO A SOTTOLINEARE IL FATTO CHE FUORI DALL’AULA I TRE TESTE SOPRACITATI IN DIVIETO A QUALSIASI NORMA VIGENTE HANNO CONFABULATO LUNGAMENTE CON GLI IMPUTATI STESSI DINANZI A TUTTI. FORSE NONOSTANTE TUTTO IL TEMPO PRECEDENTE ERA MEGLIO RIPASSARE LA PARTE DA RECITARE!

4) MILAZZO FILIPPO: dirigente Ex Genio Civile di Latina
Conosceva la pericolosità della zona in conseguenza dei lavori precedenti realizzati in regime di “somma urgenza”, oltre a notizie di frane frequenti. Non sa niente dei lavori del 2004. Si è soffermato più sull’aspetto normativo ed operativo del suo ruolo, illustrando a chi non avesse ancora chiara la reale e drammatica inutilità della moltitudine di uffici, norme e burocrati, i cui ruoli si intrecciano in un Dedalo che fino al 2010 era di una inefficiente operatività.
Importante dato interessante riscontrato riguarda la richiesta nel 2004 di “studi sulle cause dello smottamento”, al fine di valutare la futura pericolosità o meno del sito. Il perché non si operò in tal senso non è dato a lui sapere.
Ricorda in particolare che il giorno prima in cui morirono SARA e FRANCESCA ci fu una frana in località Cala Nave.
Tiene a sottolineare che solo al Sindaco spetta l’ordinanza di divieto di accesso ad un sito, come l’apposizione di cartellonistica e limitazione, ma non ve ne era alcuno! 
TROPPI NON SO, TROPPI NON RICORDO! 
VISTA L’IMPORTANZA DELLA CHIAMATA A DEPORRE SI SAREBBE DOVUTO PREPARARE MEGLIO!

5 ) PLACIDI BRUNO: segretario generale Autorità dei Bacini della Regione Lazio
Entra ufficialmente in carica il 01/04/2010, solo 20 giorni prima dei fatti. Più che altro ha parlato di norme per le quali vale quanto per Milazzo.
Ci ha spiegato però quanto siano cambiate le risorse a loro disposizione dopo la morte delle due ragazze, basti pensare che se nel decennio precedente il budget totale a loro disposizione é stato di 700 mila euro, quasi subito dopo la cifra erogata da Ministero dell’Ambiente e Regione Lazio è diventata di 3 milioni, permettendo loro innanzitutto di poter svolgere sopralluoghi reali e non basarsi solo su cartografie preesistenti, e sul poter “imporre”con maggior potere agli amministratori pubblici norme a salvaguardia di cose e persone, anche se ciò va a contrastare con gli interessi privati di chi opera nelle zone ( come ad esempio Ponza e la querelle tra gli operatori turistici ed il sindaco Vigorelli ).

Ascoltato per ben 2 ore, alla fine è arrivato il colpo di scena per me più importante: dal cilindro della difesa dell’ing. Pizzuti è uscito il coniglio.

UN DOCUMENTO IMPORTANTISSIMO E COMPROVANTE LA REALE CONSAPEVOLEZZA DELLA PERICOLOSITA’ DI CALA ROSSANO DA PARTE DEL SINDACO GIUSEPPE ASSENSO:

in data 09/01/2007 con prot.n° 48 il Comune di Ventotene con carta intestata fa richiesta alla Regione Lazio di una somma di quasi 9 milioni di euro per “interventi per l’abbattimento del rischio idrogeologico, la messa in sicurezza, la difesa della costa nonché il ripascimento degli arenili”.
Il documento è controfirmato dal Sindaco e supportato da una Relazione Preliminare e Richiesta di finanziamento.
Tale relazione è redatta dal CONSORZIO INVENIO, a nome degli ingegneri FABIO RUSSO e CATELLO MASULLO.
In particolare si chiedono per la sola zona di Cala Rossano lavori di intervento e protezione il cui dettaglio non specifico, vi basti sapere che si parla di 350 metri quadri mediante iniezione cementizia e di 250 metri quadri con ancoraggi e reti metalliche.

Per tale intervento il sindaco chiede la somma di Euro 1.549.083,91.
In questi tre anni ha ribadito più volte di non conoscere la pericolosità della zona, e si è permesso di darmi del bugiardo pubblicamente in una trasmissione nazionale.

Ora penso sia chiaro chi tra me e lui si debba appropriare di tale diritto: Il sindaco GIUSEPPE ASSENSO E’ UN BUGIARDO CERTIFICATO!!!!

Ha chiesto milioni di Euro, ma non ha trovato DIECI MISERABILI EURO per apporre un semplice cartello di pericolo.
Sarebbero bastati a salvare le vite di SARA E FRANCESCA, a non lasciare i segni sul corpo di Athena Raco, non si sarebbe ferito Riccardo Serenella, non avrebbero provocato danni morali e psicologici permanenti agli altri ragazzi presenti, non avrebbero provocato tanto dolore perpetuo in tutti i cari delle ragazze!!!!!

CONCLUSIONI:

Sta andando in scena una vergogna italiana!
Credo sia un peccato il divieto di non permettere alle telecamere di riprendere ciò che accade in aula.
Affermo ciò non come padre di Sara, ma come testimone dei fatti, sarebbe diritto degli italiani tutti sapere ciò che sta avvenendo e farsi un’opinione propria.

Gli elementi e le prove documentarie emerse basterebbero già per concludere il procedimento.
A mio parere l’accusa penale di omicidio colposo è moralmente e realmente riduttiva.

Quindi quando dico che LE RAGAZZE SONO STATE UCCISE, lo dico perché so di cosa parlo.
Che nessuno si permetta più di parlare di fatalità, è stato un evento il cui solo quando e chi era coperto dal dubbio!
Ora il pericolo procedurale più grande è la chiusura prossima del tribunale e lo spostamento del processo a Cassino, il che significherebbe il dover ricominciare daccapo aiutando gli imputati al raggiungimento dei termini di prescrizione.

CHIEDO una proroga dei termini di apertura del tribunale in quanto mancano ormai pochissime udienze alla chiusura e sentenza del processo, qualunque essa sia, perché sarebbe una beffa morale ed un danno reale irrimediabile per tutti i cittadini italiani ancor prima che per il sottoscritto.

La prossima udienza si terrà il 13 maggio, poi se, il giudice si è riservato di continuare o meno per i problemi di cui sopra, si andrà al 15 e al 17 luglio.

Tale nota vale anche a correzione di alcuni articoli e servizi visti e letti in questi giorni totalmente errati!

Bruno Panuccio 17/04/2013

Fonte: Facebook

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Ventotene, l’isola dove tutto sembra essere abusivo

Il porto di Ventotene

Il porto di Ventotene

Sono in rivolta alcuni operatori portuali di Ventotene, titolari di alcuni pontili nella zona del porto nuovo. Questa mattina la Guardia di Finanza della locale Brigata ha sequestro un gazebo amovibile in legno, di 25 metri quadrati che, autorizzato dalla Regione Lazio dalla società “Isola di Ventotene Yatch club” per accogliere e assistere i titolari dei natanti, era stato distrutto e affondato da una recente mareggiata. Le Fiamme Gialle hanno apposto i sigilli in quanto il titolo concessorio alla società interessata sarebbe stato revocato dal comune per un precedente contenzioso.

Fonte: H24 Notizie, Latina Oggi

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Tragedia di Ventotene: gli imputati non rispondono

Giuseppe Assenso, Vito Biondo e Pasquale Romano, gli amministratori locali rinviati a giudizio per la morte di Sara e Francesca

Giuseppe Assenso, Vito Biondo e Pasquale Romano, gli amministratori locali rinviati a giudizio per la morte di Sara e Francesca

E’ durata sette ore l’udienza che si è tenuta ieri presso il tribunale di Gaeta in relazione alla morte di Sara Panuccio e Francesca Colonnello, decedute il 20 aprile 2010 a causa di una frana mentre erano in gita scolastica. La parola è spettata agli imputati per omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime: l’attuale sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, il responsabile dell’ufficio tecnico del comune, il geometra Pasquale Romano e del Genio Civile di Latina Luciano Pizzuti e l’ex sindaco Vito Biondo.
Quello che è emerso è stato che in quel periodo si effettuavano sopralluoghi solamente in seguito a segnalazioni. Quando qualcuno ha fatto notare che di segnalazioni ce ne erano già state tre, nessuno ha saputo rispondere. Probabilmente la risposta si avrà nella prossima udienza del processo che sembra non avere mai fine: il prossimo 16 maggio.

Fonte: Latina Oggi, Latina Oggi, H24 Notizie

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Ventotene chiama, ma il sindaco non risponde

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Il sindaco Giuseppe Assenso e il direttore del parco Francesco Perretta

Illustrissimo Sindaco di Ventotene!! Con questa nostra letterina, veniamo ancora una volta a ricordarle dei numerosi e mai risolti problemi che ormai cronicamente assillano la nostra piccola isola e che Lei nella Sua illuminata persona continua, non solo a non risolvere, ma nemmeno a dare una risposta a chi con molta pazienza ed umiltà chiede delle risposte.
Le segnaliamo solo alcuni problemi, ma sarebbero innumerevoli le domande ed i relativi problemi che Lei dovrebbe rispondere, ma che come al solito fa finta o non vuol rispondere
1) Ci può dire entro quanto tempo saranno ripristinati i collegamenti normali con la nostra isola? Lei sicuramente dirà non è colpa mia!! Ma almeno ci illustra cosa sta succedendo, da quando è nata la Laziomar è un continuo di disservizi, fra poco incomincia la stagione turistica e come ben sa l’isola vive di turismo e se a Lei e ai suoi notabili di corte non può importare niente al 99,90 % della popolazione forse questi disservizi possono arrecare dei danni ingenti, forse dobbiamo RIchiedere anche noi, come i terremotati, risarcimenti danni per calamità naturali?
2) Ventotene ha problemi ben più gravi , di quello di mettere a posto la piazza principale e la strada per garantire la discesa ai ristoranti agevolmente, senza dubbio anche questo è importante, ma forse quei soldi non potevano essere spesi per garantire sicurezza ai turisti che vogliono delle serene vacanze a Ventotene. Ogni giorni enormi Tir arrivano a Ventotene trasportando materiale edile, ma Ventotene non doveva essere parco marino e terreste. Gentilmente ci può dire le ditte che stanno facendo i lavori pubblici a Ventotene? Non vorrei che sono sempre le stesse!! O le domando , sono sempre le stesse? Ai ventotenesi l’ardua risposta.
3) L’immondizia è stata spostata dal porto oppure si aspetta un’altra mareggiata che pulisce tutto??per ben 4 volte è successo ma non ancora è stato risolto il problema
Le ricordiamo che un Suo impiegato comunale è sotto inchiesta per tangenti, come mai???
Il problema degli ormeggiatori è stato risolto?? O dobbiamo aspettarci per la nuova stagione estiva, qualche fatto di sangue, Per risolvere il problema?

4) Ci può illustrare il ruolo che ha il direttore del Parco? Scusi la nostra ignoranza ma non riusciamo a capire, perché una persona prende uno stipendio ( e che stipendio!!!) e quale è il suo ruolo.
Mi sembra che ha lasciato il posto alla Asl e sicuramente non l’ha fatto per spirito umanitario nei confronti dei Ventotenesi. Mi sembra che l’ente parco non funzioni tanto , ma sicuramente ci sbagliamo e Lei sicuramente può risponderci.

5) Ultima domanda! E forse la più importante di tutta,
l’isola di Ventotene sotto la Sua amministrazione ha avuto un declino, in termine di moralità, di economia, di umanità, che può essere paragonata solo agli inizi della colonizzazione da parte dei Borbone, intendo quella prima quando sull’isola furono portati prostitute, assassini e ladri no sicuramente quella successiva dove fu colonizzata da brave persone, la domanda è questa, PERCHE’ NON SI DIMETTE????? Dobbiamo solo aspettare che la giustizia faccia il suo corso?????

E altri ancora sono i problemi!! Ma……….

Fonte: TeleFree

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E la nave, forse, va

20130413-111251.jpgPer i collegamenti di competenza, l’Azienda ha predisposto – a partire da domani, sabato 13 Aprile – il ripristino di un mezzo veloce, procedendo al noleggio dell’unità Dsc “Snav Altair”. La disponibilità del mezzo sostitutivo consentirà l’effettuazione degli itinerari di linea secondo i seguenti orari: al mattino, da Ventotene a Formia, con partenza alle ore 6.45 e arrivo alle 7.45; e da Formia a Ponza, con partenza alle ore 9.00 e arrivo alle 10.20; il pomeriggio, da Ponza a Formia, con partenza alle 14.00 e arrivo alle 15.20; da Formia a Ventotene, con partenza alle 18.00 e arrivo alle 19.00. Il servizio è assicurato tutti i giorni. Il venerdì, la partenza mattutina da Formia è posticipata alle ore 10.00, con arrivo a Ponza alle ore 11.20.

L’impiego del mezzo noleggiato risponde alla volontà dell’Azienda, in accordo con la Regione Lazio, di facilitare i collegamenti tra Formia e le Isole Pontine a ridosso del periodo vacanziero che si prospetta in concomitanza delle festività comprese tra il 25 Aprile e il 1 Maggio, assicurando – per quanto di competenza – i presupposti per l’afflusso dei turisti e garantendo anche ai residenti opzioni aggiuntive rispetto a quelle normalmente fornite. A tal proposito, si rende noto che, nei giorni scorsi, si è svolto un primo incontro con il nuovo Assessore alla Mobilità della Regione, Michele Civita, il quale, prendendo atto delle condizioni in cui l’Azienda si trova ad operare, ha subito mostrato interesse e volontà di risolvere le difficoltà rappresentategli, garantendo il proprio sostegno ed impegnandosi ad assicurare continuità agli stanziamenti finanziari a beneficio della Laziomar, indispensabili per una efficace amministrazione della Società.

Nel contempo, continua a tutti i livelli il lavoro di Laziomar per vedere al più presto completati i controlli di rito necessari per rimettere in mare i mezzi della propria flotta, ponendo fine ai disagi che inevitabilmente si sono venuti a creare all’utenza.

Fonte: Faro Online

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Auguri

Lo Staff di VentoteneNews augura buona Pasqua a tutti i suoi lettori

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Ciao Enzo, sei s’cioppa e ci hai lasciato soli

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Ventotene: Pasqua infernale

Da Sperlonga a Ostia, litorale devastato da vento e mareggiate, inquinamento e abusi a Sabaudia. E Ventotene ripara i danni della tempesta di metà marzo

Le previsioni parlano chiaro: sarà un week end pasquale poco primaverile, ma forse non del tutto senza sole. Temperature ancora basse per la media stagionale, eppure qualche schiarita è prevista per il 31 marzo e il primo aprile, anche se non è detto il lunedì dell’Angelo sarà davvero una bella giornata. Se per scampagnate e passeggiate al mare occorrerà attendere e guardare il cielo, altri fenomeni renderanno il litorale pontino tutt’altro che invitante per questa prova generale della stagione turistica: erosione, sporcizia, incuria, abusivismo. E il problema delle spiagge mangiate dal mare riguarda anche Torvajanica e Ostia. E a Ventotene si riparano i danni causati dalla tempesta di metà marzo.

ALLARME SPERLONGA – Si moltiplicano, in questi giorni, le denunce sul pessimo stato di manutenzione delle spiagge, che in alcuni casi stanno scomparendo. L’ultima emergenza viene segnalata a Sperlonga, località dall’invidiabile posizione geografica che testimonia quanto capaci fossero gli antichi romani nello scegliere le proprie dimore. La spiaggia della grotta dell’imperatore Tiberio è ormai quasi sommersa: le onde si infrangono sulle mura romane, l’acqua sta distruggendo quasi tutto ciò che ha trovato di fronte, comprese le passerelle in legno per scendere a mare.

STAGIONE A RISCHIO – «Il fenomeno non riguarda soltanto quest’area – spiega Carlo Ricco, consigliere di Sperlonga Turismo – ma anche Fontana, Lago Lungo e Bazzano. Puntualmente ogni anno ci troviamo a discutere dello stesso problema, al quale cercheremo di porre rimedio anche in questo 2013 per evitare danni economici in un periodo di per sé non proprio felice. Tempo fa si era parlato di barriere soffuse, ma poi più nulla. Dialogheremo con tutti gli enti preposti per una soluzione, con la speranza di essere ascoltati con lungimiranza e non esser più costretti soltanto a fare interventi tampone».

SABAUDIA: SABBIA SPARITA – Salendo più a nord, la situazione di Sabaudia non è più felice. Come segnala il circolo di Legambiente «la spiaggia di Sabaudia e del Parco nazionale del Circeo vive da anni una profonda crisi ambientale: carico antropico eccessivo e malamente amministrato, abusivismo edilizio, erosione e sporcizia stanno riducendo uno degli ambienti naturalistici più importanti del Parco nazionale, meta di migliaia di turisti ogni anno, in un immondezzaio che desta viva preoccupazione».

IMMONDIZIA SULL’ARENILE – «Per rendersene conto – aggiungono gli ambientalisti – è sufficiente fare una passeggiata sull’arenile dove si trovano copertoni, televisori, migliaia di bottiglie di plastica e vetro e copertoni, oltre a capanni in legno che continuiamo a segnalare e che restano stabili al loro posto. Uno sfregio al nostro territorio che merita di essere denunciato pubblicamente. Altrettanto urgente e forse anche più grave è quanto sta accadendo al sistema dunale, che non il suo crollo mette a rischio la relativa vegetazione, con effetti anche sul retroduna del Parco nazionale».

SAN FELICE E GLI ABUSI EDILIZI – Non va meglio sul piano degli illeciti che si consumano, costantemente, sotto gli occhi dei cittadini e delle istituzioni. Basta guardare alle ultime vicende che hanno come protagonista la spiaggia di San Felice Circeo. Quasi tutti gli operatori balneari ( insieme ad alcuni esponenti del comune, 27 persone in tutto) sono finiti sotto inchiesta per reati di abuso d’ufficio, occupazione abusiva a violazione del vincolo paesaggistico. Il motivo è molto semplice: grazie ad un modifica del piano arenili ritenuta illegittima dagli inquirenti, agli operatori è consentito tenere installati gli stabilimenti con le relative strutture ( scivoli, pedane, tettoie etc…) quando in realtà dovrebbero rimanere montati solo per l’estate. Per gli operatori, tra cui un ex sindaco, il vantaggio economico di non dover chiedere nuovi nulla osta e di non dover smontare le strutture ogni fine estate.

PROBLEMI ISOLANI – E di abusivismo, in qualche modo, si parla anche presso le isole dell’arcipelago, dove il dissesto idrogeologico divora il terreno, lo spazio scarseggia ed è cronica, invece, la fame di posti barca. Si sono da poco chiuse le indagini a carico di due pontilisti e dell’ex comandante del porto di Ventotene che avrebbe accordato concessioni in deroga per l’ormeggio di imbarcazioni oltre i tredici metri contravvenendo ai regolamenti in vigore. Mentre arriva un’altra estate dagli esiti incerti secondo gli imprenditori locali. L’isola di Giulia ancora una volta lamenta croniche situazioni di disagio.
Si lavora per riparare in fretta i danni dell’ultima ondata di scirocco e della tempesta che a inizio marzo aveva provocato notevoli danni agli approdi con relativi aggravi di spese per il comune. E la caduta in mare del container dei rifiuti sul porto – sradicato da una tempesta – è costata all’amministrazione diverse migliaia di euro per il recupero. Non è la prima volta che accade: i ventotenesi chiedono di spostare altrove la «pattumiera» che ancora oggi staziona nel porto principale. Pessimo biglietto da visita.

Fonte: Corriere della Sera

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Tragedia di Ventotene: bastava un cartello

Athena Raco

Athena Raco

«Tutta l’isola era formata da tufo friabile, e anche quella spiaggetta era a rischio. Ci era stato detto, ma nessuno ci ha fatto togliere da lì sotto». È quanto ha raccontato al Tg1 Athena, la studentessa sopravvissuta al crollo di Ventotene, avvenuto tre anni fa, nel quale morirono due studentessa, Sara Panuccio e Francesca Colonnello.
Secondo la ragazza, la tragedia di Ventotene poteva essere evitata «con una semplice rete o un cartello, solo con quello, perchè nelle altre spiaggette c’era la rete. Andare in gita scolastica in un campo scuola e poi non esserci più è irrazionale».
Athena, che frequenta un liceo artistico, ha ricordato Sara e Francesca suonando il violino. «La musica – ha detto – è anche un modo per stare vicino a Sara e Francesca perché la musica era come la loro voce per me».

Guarda il TG1 del 27/03/2013 al minuto 28,44

 

Fonte: Latina 24 Ore, TG1

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