Stessa spiaggia, stessa amministrazione

20130513-003857.jpgAnche quest’anno l’estate è arrivata, il tempo passa!
L’unica cosa che non passa mai è la “cosiddetta” amministrazione comunale di Ventotene.
Imperterrita il re del Circo sta sul trono a dirigere i Suoi saltimbanchi, guizzi e giullari.
Nemmeno i vari processi in cui sono imputati, Lui e gli altri sui guitti lo smuovono dalla Sua poltrona.
I problemi che assillano il Suo pseudo regno sono tanti, ma il Re è indifferente.
Tutto va bene nel circo di madama dorè.
Non prova nemmeno un po’ di vergogna per il processo cui è sottoposto, né gli altri giullari implicati nei vari processi hanno vergogna, scivola tutto sulle loro spalle, l’unica cosa che resta è i soldi che arrivano nelle loro tasche.
Come correva il Re alle domande poste dai giornalisti!!! (Veniva in mente la canzoncina, dai Isotta dai che c’è la fai metti la marcia e vai, c’è un autostrada e cento corsia tutte per te torna a far vedere chi sei!!! ☺)
E com’è simpatico il tricheco del circo, anche se ha il ruolo di direttore del Parco e prende un lauto stipendio non si capisce ancora che ruolo abbia in questo spettacolo teatrale, un misto tra una tragedia greca e uno spettacolo comico di bassa lega! ☺
Tanti soldi che sovvenzionano i vari lavori pubblici per cercare di “abbellire” un’isola che ormai è allo stremo. E per portare più soldi nelle tasche di tutti quelli che sono sullo sfondo di questo circo dell’orrore e del grottesco.
Il porto è ormai diventato un campo di battaglia, dove ci si contende i vari posti barca, fra pontili senza autorizzazione e pseudo ormeggiatori che per una dichiarazione falsa al tribunale ricevano onori e gloria, come descrive Panucci, il padre di una delle ragazze uccisa nella frana a Ventotene .
I collegamenti con Ventotene sono ripresi, ma perché non dicono quanto costa il catamarano affittato dalla Snav? e perché non ci dicono perché l’aliscafo della laziomar in2 mesi si è rotto 4 volte? Come mai nessuno ha preso provvedimenti.?
Carissimo Re perché non risponde a questa domanda?
Perché il Sindaco di Ponza si batte per i diritti che gli spettano e Lei invece è in silenzio, dobbiamo pensare che c’è del marcio in Danimarca ( ventotene).
A Ventotene d’inverno ci sono due vigili, uno addirittura con il grado di tenente , Quante auto ci sono d’inverno?, chi ha beneficiato di quel posto? Forse il figlio del maggiordomo di corte!! Il grado di tenente perché gli è stato dato? Quanti altri vigili hanno da comandare?
Il tunnel ! Perché non ci parla della Sua grande illusione, degna del più grande illusionista di tutti i tempi, quanto è già costato? E quanto dovrebbe costare? E a chi vanno questi soldi!! ?
E soprattutto Voi volete convincerci che serve a qualcosa?
Come nel 2007, (come da atti pubblicati ) aveva chiesto dei soldi perché quella zona era a rischio frana e adesso vuole costruire un Tunnel per le macchine, non le sembra che vuole prendere in giro tutti !! ??? Non si vergogna? Ormai basta vederla dal dietro per conoscerla! Come dice Totò quel viso non mi è nuovo!!!
Fra poco arriva l’estate, direttore del Circo, e i Suoi parenti funamboli faranno affari d’oro, chi con l’alberghetto con tante stanzette abusive, chi, smerciando pesce congelato per fresco, si sa buon sangue non mente!!
ASanta Candida tutto finisce e speriamo che la grande Santa fa la grazia di portare un po’ di giustizia su questa isola ormai diventata un covo di pirati, ladri e naturalmente pagliacci, acrobati, saltimbanchi della giustizia e del comune senso del pudore.

Fonte: Telefree

Pubblicato in Lettere, Politica | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su Stessa spiaggia, stessa amministrazione

L’appello di Bruno Panuccio per la giustizia

Bruno Panuccio

Bruno Panuccio

L’indulto che gli italiani non conoscono

Sta avvenendo qualcosa in questo paese, che definire una vergogna è riduttivo.
Il tutto, senza che i cittadini ne abbiano coscienza.
Il passato Governo Monti, tra gli emendamenti ” Salva Italia “,
ha deciso l’accorpamento di 200 sedi giudiziarie, ufficialmente per un risparmio di spesa, oltre che per una supposta velocizzazione burocratica.
Fino a questo punto, io non esprimo giudizio, lo lascio agli altri.
Ma voglio sia ben chiaro a tutti voi, visto che ho notato che quasi nessuno ha capito, quali sono le ripercussioni reali.
Io le conosco bene, le vivo sulla mia pelle, ne sono testimone, ma sicuramente non sono il solo, solo che intorno vedo il silenzio assoluto e quindi mi faccio carico di spiegarvi con termini i più semplici possibili del come stanno e vanno le cose.
Vi porto l’esempio REALE, ma è sicuramente comune su tutto il territorio nazionale.
Sono passati tre anni dalla morte di Sara e Francesca, avvenuta a Ventotene il 20 aprile 2010.
Molti di voi, sanno quanto mi stia battendo affinché, dopo tutte le prove, le testimonianze ed i documenti resi pubblici, si ottenga giustizia per queste due giovani vittime innocenti.
Lo faccio non solo per loro, ma credetemi, sono sincero, che ancor più che come padre di Sara, lo chiedo come cittadino di questo paese perché ad altri non accada, per quanto possibile, la stessa sorte.
Il processo attualmente si svolge a Gaeta, mancano pochissime udienze, diciamo 5 o 6 più o meno, all’ enunciazione della sentenza, qualunque essa sia.
Ci sarà la pausa estiva, e per ora sono state calendarizzate le date del 13 maggio, del 15 e 17 luglio.
Ma se passerà il decreto per cui il tribunale di Gaeta chiuderà i battenti all’inizio di settembre per essere accorpato a quello di Cassino, si chiuderà il processo anticipatamente perché mancheranno i tempi tecnici per la sua fine naturale.
Come dire, che se vi siete feriti e per giungere all’ospedale c’è traffico, l’infermiere dell’ambulanza preferisca spararvi subito un colpo di pistola in testa. Macabro, ma spero renda l’idea!
Il vostro buon senso crede che sarebbe naturale continuare nell’altra sede, se proprio si deve…….il buon senso, la realtà è un’altra.

Per prima cosa dovete sapere che a Cassino non si comincerebbe prima della metà del 2014, in quanto ci saranno da formare gli organici.
Il giudicante odierno, non viene accorpato alla nuova sede: Gaeta fa provincia di Latina, Cassino è Frosinone.
E’ giusto, e su questo sono garantista anche io, che il nuovo giudice ascolti di nuovo tutti i testimoni, visioni tutti i documenti per un sereno giudizio finale.
Questo è un diritto degli imputati e della difesa.
Ma dei tre anni trascorsi cosa ne facciamo? 
Di tutto il lavoro svolto fino ad oggi?
Di tutti i soldi spesi, pubblici I VOSTRI, privati I MIEI?
Niente, li buttiamo al secchio!

Non si sospendono neanche i tempi di prescrizione!

E siccome il termine utile per i 3 gradi di giudizio coincidono con OTTOBRE 2017, la PRESCRIZIONE è certa!!!!

Tutto ciò per farvi capire, che detta manovra è un INDULTO programmato, concepito nella forma e nelle opere come realizzato a priori.

Io non discuto il principio dell’indulto, ma se serve per svuotare carceri e diminuire costi ha un significato, condivisibile o meno, ma va concesso a chi una pena ce l’ha, non a chi è ancora oggi imputato, innocente o colpevole che sia.

I cittadini tutti hanno il diritto di sapere se in una qualsiasi vicenda giudiziaria ci sono colpevoli o innocenti per la giustizia italiana.

Questa manovra sta passando con l’appoggio trasversale di tutto l’arco politico attuale, e quando dico tutto , che qualcuno mi porti la prova contraria.

Servirà a salvare delinquenti di ogni specie, agevolerà organizzazioni criminali come molti politici collusi o ladri di proprio.

A seguito del ricorso presentato da varie avvocature, la Corte Costituzionale, che prima aveva deciso di esprimere giudizio in merito per dicembre, si esprimerà il 2 luglio prossimo.

Un tribunale è costituito per l’applicazione delle leggi che regolamentano e condizionano il comportamento dei cittadini, è un supporto basilare della civiltà di un paese stesso, se viene a mancare è il segno di un paese incivile, qui quasi si induce il cittadino a delinquere, conscio che lo stato invece di sanzionarlo lo appoggia nel malaffare!

Facciamo rete, informiamo i cittadini, facciamo pressione mediatica perché questa vergogna sia fermata in tempo!!!!

Bruno Panuccio 05/05/2013

Fonte: Facebook

Pubblicato in Cronaca | Contrassegnato , , , , , , | 7 commenti

Processo di Ventotene: gli avvocati del sud Pontino diffidano il consiglio dei Ministri ad accorpare il Tribunale di Gaeta a quello di Cassino

togaL’Associazione Avvocati Sud Pontino, presieduta dall’avvocato Pasqualino Magliuzzi diffida il ministero ad accorpare il tribunale di Gaeta a quello di Cassino. La diffida è indirizzata direttamente al Consiglio dei Ministri, o meglio al presidente Letta Dopo aver citato in 37 punti i motivi per i quali dice no all’accorpamento, scrive:
L’associazione invita e diffida il Consiglio dei Ministri, in persona del Presidente p.t, con sede in Roma Palazzo Chigi Piazza Colonna n. 370, e il Ministero della Giustizia, in persona del Ministro p.t., con sede in Roma in Via Arenula n. 70, in relazione ognuno alla proprie competenze, a:
a) prendere atto della manifesta erroneità, irrazionalità, imponderatezza, illogicità, incoerenza ed irragionevolezza dell’ annessione del territorio dei comuni di Gaeta, Formia, Itri, Ponza, Ventotene, Minturno, Castelforte, San Cosma e Damiano e Spigno Saturnia al circondario giudiziario del Tribunale di Cassino, essendo detta annessione assunta su presupposti falsi e inesistenti, nonchè in violazione dei criteri oggettivi ed omogenei previsti dall’ art. 1, comma 2 lett. b) della legge 148/2011 e, quindi, viziata anche costituzionalmente sul punto da eccesso di delega ex artt. 76 e 77 della Costituzione;
b) adottare immediatamente, per l’ effetto, in virtù della delega di cui al comma 5 art. 1 della legge 148/2011, un decreto legislativo delegato correttivo in cui, modificando l’ Allegato 1, annetta nuovamente i comuni di Gaeta, Formia, Itri, Ponza, Ventotene, Minturno, Castelforte, San Cosma e Damiano e Spigno Saturnia al circondario giudiziario del Tribunale di Latina;
c) avviare, altresì, sotto altro profilo, procedimento ministeriale per la valutazione della sussistenza dei criteri oggettivi ed omogenei previsti dal comma 2 dell’ art. 48-ter Regio Decreto n. 12 del 30.1.1941 per il mantenimento e/o la neo istituzione della Sezione Distaccata di Gaeta;
d) emettere, a seguito della conclusione dell’ istruttoria prevista dall’ art. 48 ter R.D. n. 12 del 1941, decreto ministeriale istitutivo nuovamente della Sezione Distaccata di Gaeta;
PREMONISCE
al Consiglio dei Ministri, in persona del Presidente p.t., ed al Ministero della Giustizia, in persona del Ministro p.t., che, in caso di mancata attivazione delle procedure e dei provvedimenti innanzi richiesti, l’ Associazione Avvocati Sud Pontino avanzerà per il tramite dei suoi associati, rispetto a tutti i provvedimenti giurisdizionali ed amministrativi che verranno attuati ed adottati in tutti i procedimenti civili e penali pendenti e sopravvenienti, specifiche, singole ed autonome questioni di illegittimità costituzionale per violazione degli artt. 3, 25, 76, 77 e 111 della Costituzione, nonché azioni contro il Governo italiano dinanzi alla Corte di Giustizia dell’ Unione Europea per la palese violazione dei diritti, sanciti dal TFUE e dal TUE, degli avvocati e praticanti avvocati, residenti ed operanti nel territorio della attuale Sezione Distaccata di Gaeta, a seguito e per effetto della attuazione della decisione di annessione di cui si è detto meglio innanzi e di cui all’ Allegato 1 del decreto 155/2012.
Ci si riserva, qualora l’ Associazione Avvocati Sud Pontino venga in possesso e/o a conoscenza di atti e documenti contenenti circostanze, fatti e riferimenti a dati e elementi contrari al vero, di sporgere denuncia, laddove emergano responsabilità anche di natura penale, alla Autorità Giudiziaria competente.
La presente diffida viene partecipata, a titolo meramente informativo e non quali soggetti della presente procedura, al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera dei Deputati, al Presidente del Senato, al Mistero degli Interni, in persona del Ministero p.t., al Consiglio Superiore della Magistratura, in persona del Vice-Presidente p.t., al Presidente della Corte di Appello di Roma, anche quale Presidente del Consiglio Giudiziario, al Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello Di Roma, al Presidente del Tribunale di Latina, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Latina, al Presidente del ANM Sezione Di Latina, al Consiglio Nazionale Forense, all’ O.u.a., al Consiglio dell’ Ordine degli Avvocati di Latina, in persona del Suo Presidente p.t, a tutte le associazioni forensi della provincia di Latina, a tutti gli Onorevoli e i Senatori della Provincia di Latina, al Presidente della Provincia di Latina e ai Sindaci dei comuni di Gaeta, Itri, Formia, Ponza, Ventotene, Minturno, Castelforte, S. Cosma e Damiano e Spigno Saturnia.

Fonte: Il Punto a Mezzogiorno

Pubblicato in Cronaca | Contrassegnato , , , | 2 commenti

Il circo in mezzo al mare

20130430-210318.jpgSiamo noi, siamo gli amministratori di Ventotene: acrobati della legge, saltimbanchi della legalità, domatori di voti di scambio, banditori di false promesse, clown con la maschera di Balanzone, trapezisti capaci di arrampicarsi sugli specchi, prestigiatori capaci a far sparire soldi pubblici, nani buffoni pronti a difendere il Re e i suoi seguaci e ballerine sempre pronte a danzare al ritmo del proprio tornaconto: venghino signori venghino a divertirsi e a piangere di questa straordinaria amministrazione, dell’illusione, della truffa. E’ il circo. Anzi no, è l’amministrazione di Ventotene con il Re del circo e i Suoi pseudo artisti.
Sono acrobati equilibristi che camminano sul filo della legge, in bilico tra il giusto e lo sbagliato. Non cadono quasi mai, ma perdonateli se metteranno un piede in fallo: fa parte del gioco, sennò che gusto c’è? Abbiamo domatori di folle e di elettori comprati con la promessa di un posto o di una casetta, capaci di stare al potere con uno schioccar di dita e una promessa elettorale. Non c’è trucco, non c’è inganno. E’ solo il circo del Re delle Quaglie.,
Abbiamo i nani, i buffoni che con le loro battute non fanno ridere nessuno, ma noi li lasciamo fare: infondo che circo sarebbe senza i clown?

Fonte: TeleFree

Pubblicato in Lettere, Politica | Contrassegnato , , | 5 commenti

C’è celebrità e celebrità

20130429-192131.jpgDopo l’exploit su il Tg Regionale!! Il Sindaco Guseppe Assenso è passato livello nazionale – che salto di qualità altro che il salto delle quaglie.

Dopo l’exploit del Sindaco di Ventotene sul TGRAI Regionale, il servizio ampliato è stato trasmesso anche su Rai News il giorno 22 Aprile alle ore 20.45. Il servizio molto ben fatto parlava della realtà di Ventotene, del tunnel ecc. ecc.
Ma la cosa più simpatica che il nostro amato sindaco ha mostrato è stato il Suo famoso coraggio, alle domande dei cronisti, correva e diceva ” Devo chiamare i Carabinieri?? ”
Chi sa, se con le forze dell’ordine che lo inseguono non batta anche Bolt sui 100 mt. Poi come un vero VIP o mafioso a secondo dei punti di vista, Io propendo più per la seconda ipotesi! , si è lanciato dentro un Suv ed è scappato via!!
Ammiriamo carissimo Sindaco di Ventotene il Suo enorme coraggio, forse ereditato da Suo padre che il giorno prima che affondavano il Santa lucia venendo mitragliata la nave si attacco il portafoglio al collo e correndo avanti indietro per la nave chiamava Santa Candida a protegerlo, come scrive Jacometti.
Sig.re Sindaco visto il Suo enorme coraggio, e sopratutto limpidezza d’intenti per caso stà cercando degli espedienti per non presentarsi al processo il prossimo 13 maggio?? O istruire uno degli altri imputati a non presentarsi! Cosi facciamo andare in prescrizione il processo????
Presso il tabaccaio di Ventotene in piazza si sono aperte le scommesse!! Che il processo viene rinviato è dato 0,5 a100000!! Ma io scommetto il contrario!! Non è vero Sig.re Sindaco che Lei e tutti gli imputati vi presenterete????
AL 13 MAGGIO L’ARDUA RISPOSTA! e speriamo che almeno stavolta vinco!!! Distinti saluti Jerome k jerome

Fonte: TeleFree

Pubblicato in Lettere | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su C’è celebrità e celebrità

Stretta tra avidità, familismo e interesse privato Ventotene rischia di implodere

20130429-182919.jpgNonostante la morte di Sara e Francesca sotto una frana a Cala Rossano tre anni fa, a Ventotene si continua a costruire e ad appaltare lavori pubblici per milioni di euro senza la benché minima autorizzazione su un territorio fragilissimo. La gran parte della popolazione è stufa di questa politica che ha già ucciso l’immagine di quello che un tempo era un luogo incantato, e che ora sta consegnando l’isola direttamente nelle mani della camorra, ma non riesce a rompere la vischiosa rete di intrecci familiari che la obbliga all’omertà, e al declino.

Guarda il lungo servizio di Roberto Di Giovanpaolo (9 minuti) andato in onda più volte durante la settimana su Rainews 24 e il 27/04/2013 su Rai3 a “Il settimanale Lazio” alle 12:30

Pubblicato in Ambiente, Cronaca, Politica | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | 11 commenti

Ventotene: incapaci su tutto

Ventotene, la società gestisce un ormeggio nel porto. Aveva vinto un regolare bando
Revocata la concessione alla Ivyc
La comunicazione da parte del Comune per inadempienza contrattuale
Non avrebbe onorato i pagamenti dei canoni concordati secondo quanto previsto dall’appalto

Il comune di Ventotene ha revocato la concessione a IVYC, invitato a riconsegnare l’area e rescindere il contratto in danno per inadempienza.
La IVYC srl si è aggiudicata la gara di appalto offrendo una cifra di 131.250 euro per anno e per il 2011 ha versato nelle casse comunali circa 118.000 euro. La restante somma, come spiegano i vertici della società, è stata spesa per opere di ordinaria manutenzione concordata con il Comune.
I problemi nascono a partire da agosto 2012, quando la capitaneria di porto ha elevato 4 verbali alla IVYC srl poiché ormeggiava imbarcazione di lunghezza superiore ai 18 metri, infrangendo il regolamento regionale N. del 2009 che di fatto equipara il molo di sopraflutto in cemento armato, posto all’interno del porto di Ventotene, ad un normale pontile galleggiante.
«Il comune nel febbraio 2011 si legge in una nota – ha scritto un bando in buona fede, tralasciando gli effetti limitativi del regolamento regionale del 2009 e ha effettuato una gara di appalto di fatto sostanzialmente e formalmente falsata.
La IVYC ha partecipato al bando prevedendo la possibilità di ormeggiare imbarcazioni di 24 metri di lunghezza e non 18, quindi la possibilità di guadagno si restringe in maniera considerevole.
Basti pensare che lo specchio acqueo ha una dimensioni di 7189 MQ e con l’entrata in vigore del regolamento regionale solo 2500 MQ risultano utilizzabili». La IVYC nonostante tutto ha pagato per intero il costo della concessione pari ad euro 8.507 euro ma non è riuscita ad onorare gli impegni contrattuali proprio perché le imbarcazioni di maggiori dimensioni (in buona sostanza, quelle che consentono un maggiore margine) non possono essere ormeggiate. «Un danno ingentissimo per le casse della società che nonostante le limitazioni ha versato al comune di Ventotene, circa 55.000 euro oltre i canoni concessori. A partire dall’8 agosto, la IVYC ha inviato note alla amministrazione, sottoponendo la delicata questione, cercando di trovare una soluzione condivisa che tuteli gli interessi della amministrazione e gli interessi di chi decide di fare impresa creando servizi nautici di buon livello.
L’amministrazione sempre nel mese di agosto ha preferito rilasciare due autorizzazioni temporanee, la cui legittimità è dubbia. Di fatto ha creato nuovi posti barca, in aree meglio ridossate rispetto alla concessione IVYC, contribuendo a dopare il mercato ed il costo di ogni singolo posto barca, in un periodo di massima affluenza. Tale operazione ha fruttato poche migliaia di euro alle casse della amministrazione, ma ha provocato una perdita stimata in circa 30.000 euro per le casse della IVYC». La società non contesta il rilascio delle autorizzazioni ma il nuovo quadro ha modificate le condizioni di mercato. a danno del maggiore contribuente isolano.

Fonte: Latina Oggi

Pubblicato in Cronaca | Contrassegnato , , | 4 commenti

La strage impunita

Il luogo del crollo

Il luogo del crollo

Dopo il costone frana il processo. A rischio la sentenza per il crollo di Cala Rossano. Chiude il tribunale di Gaeta: tutti gli atti vanno a Cassino. L’ennesimo scandalo di una giustizia ingiusta

Il 20 aprile sono trascorsi 3 anni dalla morte di Sara Panuccio e Francesca Colonnello sulla spiaggia di Cala Rossano, a Ventotene. Tre anni da quando la frana di una parete rocciosa trasformò una gita scolastica in tragedia. Ed ora, la lunga battaglia per ottenere giustizia rischia di terminare con una scandalosa beffa morale: la prescrizione dei reati per tutti gli imputati. Un nulla di fatto di cui sarebbe responsabile la revisione delle circoscrizioni giudiziarie varata dal Governo Monti. Il Tribunale di Gaeta infatti dovrebbe essere accorpato a quello di Cassino e con il conseguente cambio del collegio, si dovrà ricominciare tutto da capo. Ancora non è pervenuto nessun documento ufficiale ma la data prevista per la fusione è quella del prossimo 13 settembre. Giorno in cui i nomi di Sara e Francesca entrerebbero a far parte di un’ennesima storia di malagiustizia.

Ad un passo dalla fine
Sono ancora cinque o sei le udienze che separano dalla sentenza di primo grado. Un processo in cui inizialmente ci furono dieci rinvii a giudizio e per il quale oggi gli imputati, per concorso in omicidio colposo e lesioni gravissime, sono il sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, il suo predecessore Vito Biondo, il responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune, Pasquale Romano, e il dirigente del Genio Civile di Latina Luciano Pizzuti. Ed è proprio durante l’ultima udienza che il giudice Carla Menichetti ha messo le mani avanti: in vista dell’accorpamento, il 13 maggio si dovrà decidere se e come proseguire la causa. Un fulmine a ciel sereno per le famiglie delle vittime, che per di più è arrivato all’indomani di una svolta nel processo: la presentazione di un documento controfirmato dal sindaco Giuseppe Assenso risalente al 9 gennaio 2007, ben tre anni prima l’incidente che causò la morte delle due quattordicenni romane. Una richiesta di finanziamento indirizzata alla Regione Lazio, con la quale si spiegava la necessità di ottenere quasi 9 milioni di euro per “l’abbattimento del rischio idrogeologico, la messa in sicurezza, la difesa della costa e il ripascimento degli arenili”. E di questi, più di un milione e mezzo era ad uso esclusivo dei lavori per Cala Rossano: iniezioni di cemento nella parete di tufo e la realizzazione di sistemi di protezione contro i distacchi rocciosi. Quelli che l’amministrazione comunale, per anni, ha negato di poter prevedere. Tanto da non prendersi neanche la briga di segnalare il pericolo con un cartello. Un problema “sconosciuto”, che però durante il procedimento in sede civile, per gli stessi imputati tanto ignoto non era più: “Si sono difesi affermando che la responsabilità è anche degli operatori della scuola, dato che il tratto di Cala Rossano era notoriamente pericoloso”, spiega l’avvocato Franco Pascucci, legale di Bruno Panuccio, il papà di Sara.

La corsa ai ripari
La causa civile è iniziata un anno fa. Ma siccome il Comune di Ventotene ha citato altre istituzioni e queste a loro volta hanno chiamato in causa le proprie assicurazioni ed altri responsabili, a furia di continui rinvii la prima udienza è stata fissata per il prossimo 12 ottobre.
I consueti tempi lumaca della giustizia italiana che si dilateranno ancora di più con l’accorpamento della sede giudiziaria di Gaeta. Un danno che comunque è nulla al confronto di quello che potrebbe colpire il processo penale, per il quale l’accusa ha dovuto addirittura ridurre i testimoni ancora da ascoltare a quattro persone: quelle essenziali. Tutto per velocizzare l’iter il più possibile.
Una corsa contro il tempo, alla quale si aggiunge la speranza che a settembre sia concessa almeno una proroga, in modo da consentire la chiusura del processo di primo grado. Perché per adesso, le prossima udienza è quella del 13 maggio, alla quale si aggiungono quelle fissate per il 15 e il 17 luglio. Tre udienze in tutto. Poi la consueta pausa estiva e la riapertura del tribunale, ammesso che ci sia, a settembre. A un passo dalla sentenza. E a uno dal vederla sfumare.
“Perché i reati siano prescritti, in questo caso, devono essere trascorsi 7 anni e mezzo da quando sono stati commessi – spiega Pascucci – E sarebbe un tempo più che sufficiente in linea teorica. Ma dalla morte di Sara e Francesca, tre anni sono già trascorsi ed altri tre e mezzo, se il processo dovesse ricominciare da capo, non basterebbero per arrivare alla sentenza”.
Infatti, il giudice che attualmente segue la causa, appartenendo al foro di Latina, non sarebbe più competente in un procedimento a Cassino. Quindi prima dovrebbe essere nominato un nuovo collegio e poi dovrebbe essere fissata l’udienza. Tra una cosa e l’altra la causa quindi inizierebbe non prima del 2014. Rendendo così praticamente impossibile ottenere la sentenza in tempo. Una danno morale irrimediabile per le famiglie di Sara e Francesca che da tre anni, attraverso innumerevoli difficoltà, cercano di ottenere giustizia per l’assurda morte di due giovani ragazze. Un incidente che avrebbe potuto essere evitato e che ora rischia di vedere impuniti i colpevoli. E tutto a causa del sistema giudiziario: una delle poche cose di cui lo Stato dovrebbe garantire il funzionamento.

Fonte: La Notizia, Il Faro

Pubblicato in Cronaca | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

Una richiesta di soldi inchioda il sindaco di Ventotene per la morte di Sara e Francesca

20130421-091935.jpg“Io dopo tre anni sono ancora qua , determinato come e più di prima , nessuna vendetta , solo giustizia…” E’ Bruno Panuccio a scriverlo sul suo profilo facebook ricordando il terzo anniversario della morte della figlia Sara, uccisa insieme alla compagna di classe Francesca Colonello, dal crollo di un blocco di roccia sulla spiaggia di Cala Rossano a Ventotene. Dove si trovava per un campo scuola. Tre anni dopo, a Marino, quelli che erano i compagni di classe delle due ragazze, le hanno ricordato con un concerto e un happening di poesia al Liceo Artistico, evento organizzato da Athena Raco, la terza ragazza ferita quel giorno e salva per miracolo.

Tutta l’attenzione resta però sul processo che si sta celebrando al Tribunale di Gaeta e sul colpo di scena avvenuto nell’ultima udienza, ovvero il documento che proverebbe la reale consapevolezza degli imputati, in particolare del sindaco Giuseppe Assenso, sulla pericolosità della spiaggia di Cala Rossano. Nell’ultima udienza, infatti, testimone in quel momento il segretario generale Autorità dei Bacini della Regione Lazio, Bruno Placidi, la difesa di Luciano Pizzuti, il responsabile dell’ufficio tecnico dell’ex Genio Civile di Latina, presenta al giudice Menichetti il documento con cui il Comune di Ventotene in data 9 gennaio 2007 e con carta intestata, protocollo numero 48, fa richiesta alla Regione Lazio di una somma di quasi 9 milioni di euro per “interventi per l’abbattimento del rischio idrogeologico, la messa in sicurezza, la difesa della costa nonché il ripascimento degli arenili”.

Il documento è controfirmato dal Sindaco e supportato da una Relazione Preliminare e Richiesta di finanziamento. La relazione è redatta dal Consorzio Invenio, a nome degli ingegneri Fabio Russo e Catello Masullo. In particolare si chiedono per la sola zona di Cala Rossano lavori di intervento e protezione il cui dettaglio non specifico, si parla di 350 metri quadri mediante iniezione cementizia e di 250 metri quadri con ancoraggi e reti metalliche, per un totale di 1.549.083,91 euro. Una prova che dunque escluderebbe in buona parte le responsabilità di Pizzuti e che accrescerebbe quelle del sindaco Assenso e del responsabile dell’ufficio tecnico Pasquale Romano.

“In questi tre anni – scrive Panuccio – il sindaco ha ribadito più volte di non conoscere la pericolosità della zona, e si è permesso di darmi del bugiardo pubblicamente in una trasmissione nazionale”.

E aggiunge, durissimo, proprio sulla base del documento: “Ora penso sia chiaro chi tra me e lui si debba appropriare di tale diritto. Ha chiesto milioni di euro , ma non ha trovato dieci miserabili euro per apporre un semplice cartello di pericolo. Sarebbero bastati a salvare le vite di Sara e Francesca, a non lasciare i segni sul corpo di Athena Raco, non si sarebbe ferito Riccardo Serenella, non avrebbero provocato danni morali e psicologici permanenti agli altri ragazzi presenti, non avrebbero provocato tanto dolore perpetuo in tutti i cari delle ragazze”.

Si tornerà in aula il prossimo 13 maggio con l’auspicio che il processo, vista il possibile trasferimento della sede a Cassino, qui possa terminare. In questo senso ancora Panuccio: “Chiedo una proroga dei termini di apertura del tribunale in quanto mancano ormai pochissime udienze alla chiusura e sentenza del processo , qualunque essa sia , perché sarebbe una beffa morale ed un danno reale irrimediabile per tutti i cittadini italiani ancor prima che per il sottoscritto”.

Ecco il documento che inchioda il sindaco Assenso

Fonte: H24 Notizie, Latina Oggi

Pubblicato in Cronaca | Contrassegnato , , , , , , , | 5 commenti

Perseveranza delittuosa

A soli tre anni dalla morte di Sara e Francesca sotto una frana a Ventotene, il sindaco Giuseppe Assenso, sotto processo per omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime, appalta un faraonico quanto inutile progetto di tunnel sotterraneo, bocciato dalla Regione, senza neanche uno straccio di perizia e/o parere geologico.

Guarda il servizio andato in onda il 19/04/2013 su Rai3 a “Buongiorno Regione” e alle 19:30 sul TG Regionale, al minuto 6.50

Pubblicato in Ambiente, Cronaca | Contrassegnato , , , , | 1 commento