Ventotene: dopo lo scempio del tunnel, anche la piazza

Piazza Castello: ieri e oggi

Ruspe ed escavatori hanno fatto piazza pulita di cespugli e tamerici

Continua inarrestabile la follia devastatrice del sindaco Geppino Assenso sull’isola di Ventotene. Appena una decina di giorni fa il Consiglio comunale approvava il delirante progetto di un megatunnel di 300 metri su un isola larga appena 800 per risolvere il problema del traffico, attirandosi le ire di tutti, compresi i Verdi, il WWF e il popolo di Facebook. Ora tocca alle aiuole di Piazza Castello, il cuore del paese. Ruspe e escavatori hanno fatto piazza pulita dei cespugli e delle tamerici che fino ad oggi facevano da cornice alla piazzetta, luogo di ritrovo dei Ventotenesi. La scusa? Non perdere i finanziamenti pubblici ricevuti anni fa per la ripavimentazione della piazza. Nel frattempo nessuno dei problemi di sicurezza che oggi vedono interdetto il 97% delle coste e delle spiagge è stato risolto.
Ma tant’è, al finanziamento non si può rinunciare, e se a farne le spese stavolta sono state le piante della piazza a chi volete che importi? Non è forse vero che il grigio (del cemento) sta bene con tutto?

Fonte: Parvapolis, ProvinciaLatina TV

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Tunnel a Ventotene, il Wwf: uno scempio

«Il progetto del tunnel è l’ennesimo scempio ambientale nei confronti di un’isola piccolissima che ha già molto sofferto per il grave dissesto ambientale a cui l’hanno portata anni e anni di incuria ed abusivismo selvaggio». Anche il Wwf si mobilita contro il progetto del tunnel lungo 300 metri e largo sei e mezzo dal costo di sei milioni di euro, approvato dal consiglio comunale di Ventotene, che servirà a collegare il porto nuovo con il centro del paese. A denunciare l’arrivo di «tonnellate di nuovo cemento e la distruzione finale di un’isola di appena 1,2 kmq, patrimonio storico e naturalistico di importanza europea» è il presidente del Wwf Lazio, Vanessa Ranieri, che sottolinea: «Sebbene infatti l’isola risulti sulla carta Riserva Naturale Statale, Zona a Protezione Speciale e Sito di Importanza Comunitaria, su di essa solo una casa su tre risulterebbe accatastata, e moltissime sono le notizie di reati e scempi di tipo ambientale di cui l’associazione si e’ occupata e che ha raccolto in un dossier». Per la Ranieri è «imbarazzante il fatto che il sindaco (che è anche il presidente dell’area protetta) e la sua giunta non siano riusciti a trovare una ricetta alternativa per ridurre il traffico e salvare l’isola e il suo antico porto romano». E aggiunge: «In via alternativa alla realizzazione del tunnel si sarebbero potuti introdurre sistemi di mobilità alternativi come il car-sharing, attraverso l’utilizzo dei pulmini elettrici fatti giungere dalla Regione Lazio già nel 2009, o magari sfruttando la già esistente strada di Cala Rossano e creare un apposito approdo per le merci, intervento peraltro già finanziato dalla Regione per un milione di euro. Gli amministratori locali dovrebbero abbandonare certe scelte selvagge ed essere spinti, per converso, con grande senso di responsabilità, ad adottare politiche di conservazione e tutela che possano garantire alle prossime generazioni di godere di una simile bellezza, invece di autorizzare la realizzazione di progetti assolutamente incompatibili con la unicità naturalistica dell’area». Di qui la richiesta alla Presidente Renata Polverini e all’assessore regionale all’ambiente Mattei di respingere le eventuali istanze per le valutazioni ambientali necessarie per la realizzazione del progetto.

Fonte: La Provincia

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Tunnel a Ventotene, anche il WWF dice “no”. Per i Verdi: “Rischioso”

Anche il WWf dice “no” al tunnel da trecento metri che dovrebbe essere realizzato a Ventotene per convogliare le vetture dal porto romano al campo sportivo. Non si fermano le polemiche sull’infrastruttura il cui progetto è stato approvato nei giorni scorsi dal Comune a larga maggioranza del consiglio.

Il NO del PAPA’ di SARA – Il primo a dire “no” era stato nei giorni scorsi Bruno Panuccio, papà di Sara, una delle due ragazzine morte nel crollo di Cala Rossano nell’aprile 2010 che lo aveva definito pericoloso.

IL WWF – “Il progetto – scrive oggi il wwf – prevede una spesa di sei milioni di euro, tonnellate di nuovo cemento e la distruzione finale di un’isola di appena 1,2 Kmq, patrimonio storico e naturalistico di importanza europea. «E’ Imbarazzante – dichiara Vanessa Ranieri, Presidente Wwf Lazio – il fatto che il Sindaco (che è anche il Presidente dell’area protetta) e la sua Giunta non siano riusciti a trovare una ricetta alternativa per regolamentare lo sbarco delle auto private, come accade in tutte le isole del Mediterraneo.

BONELLI dei VERDI  – Boccia il progetto anche il leader nazionale dei  Verdi, Angelo Bonelli che ne sottolinea la pericolosità e i rischi, in un’isola che già si sbriciola.

ascolta Bonelli

Fonte: Radio Luna

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Ventotene imbocca il tunnel della vergogna. Ma c’è chi dice no all’ecomostro

Il Consiglio comunale di Ventotene ha approvato nei giorni scorsi un progetto per la costruzione di un tunnel lungo oltre 200 metri e largo sei e mezzo da scavarsi nel cuore dell’isola per collegare il porto con il centro del paese.
Con una superficie di 1,54 km2, Ventotene è il comune per dimensioni più piccolo dell’Italia centrale, facilmente attraversabile a piedi.
“E allora a cosa serve quest’opera faraonica?”. Se lo domanda Bruno Panuccio, che lo scorso 20 aprile su quell’isola ha perso la figlia Sara di 14 anni travolta da un crollo a Cala Rossano.
La sua denuncia all’ “idea folle” degli amministratori di Ventotene è contenuta in una lettera pubblicata dal quotidiano Terra.
“In tutte le piccole isole del Mediterraneo vige il divieto di introdurre automobili, se non con permessi limitati a veicoli per disabili, ecc., qui invece il sindaco Giuseppe Assenso ha motivato le ragioni di tale opera nel venire incontro alla richiesta dei turisti che, secondo lui, necessitano del loro personale mezzo di trasporto. Per andare dove?”.
La critica alla costruzione del tunnel non dipende però soltanto dall’inutilità di tale opera ma anche dalla considerazione delle caratteristiche dell’isola, interdetta per la quasi totalità a causa della franosità della stessa.
Panuccio afferma poi che la gestione del Comune ha fatto sì che Ventotene avesse uno dei tassi d’abusivismo più alti di tutta Italia, con 2 case su 3 che risultano non censite. Come si legge nella lettera: “Ventotene ha imboccato il tunnel della vergogna civile e molti suoi concittadini, non tutti, ne sono gli artefici con il loro omertoso appoggio ad una giunta che ha nel comportamento criminoso il suo fare quotidiano”.
“Il vostro autolesionismo – conclude Panuccio – denota che non avete nessun amore per quella che una volta era definita la ‘Perla del Mediterraneo’ ed oggi viene ribattezzata ‘l’isola del cemento e del malaffare’”.
Il padre di Sara non è però di certo l’unico a dire ‘no’ alla costruzione del tunnel a Ventotene. A denunciare la “mostruosità di un simile scempio ambientale” è infatti anche il WWF Lazio che si oppone alla costruzione di quest’opera in un’isola che, come ricorda l’associazione, “ha già molto sofferto per il grave dissesto ambientale a cui l’hanno portata anni e anni di incuria ed abusivismo selvaggio”.
Il progetto approvato a larghissima maggioranza dal Consiglio comunale di Ventotene prevede una spesa di sei milioni di euro, oltre a “tonnellate di nuovo cemento e la distruzione finale di un’isola di appena 1,2 kmq, patrimonio storico e naturalistico di importanza europea”.
Secondo il presidente del WWF Lazio, Vanessa Ranieri, piuttosto che investire nella costruzione del tunnel, si sarebbero potuti introdurre sistemi di mobilità alternativi come ad esempio il car-sharing, attraverso l’utilizzo dei pulmini elettrici fatti giungere dalla Regione Lazio già nel 2009 poteva essere utilizzata la già esistente strada di Cala Rossano e creare un apposito approdo per le merci (intervento già finanziato dalla Regione per un milione di euro).
“Gli amministratori locali – ha aggiunto Ranieri- dovrebbero abbandonare certe scelte selvagge ed essere spinti, per converso, con grande senso di responsabilità, ad adottare politiche di conservazione e tutela che possano garantire alle prossime generazioni di godere di una simile bellezza, invece di autorizzare la realizzazione di progetti assolutamente incompatibili con la unicità naturalistica dell’area”.

Fonte: Il Cambiamento

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“Tunnel inutile e pericoloso”

Bruno Panuccio

A Radio Popolare il padre di Sara Panuccio, morta lo scorso 20 aprile 2010 a causa di una frana a Cala Rossano, esprime il suo pensiero sul progetto del tunnel approvato una decina di giorni fa dall’amministrazione comunale di Ventotene.

ascolta l’intervista

Fonte: Radio Popolare

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Lastre di eternit in una strada di Ventotene?

Lastre di eternit abbandonate in una strada di Ventotene e poi sparite. Dove sono state smaltite?
Ci viene segnalato che in via Luigi Iacono a Ventotene sarebbero state viste, abbandonate da qualcuno, delle lastre di eternit, rimosse, però, dopo qualche tempo.
Tali lastre sarebbero state fotografate da qualcuno.
Le domande che verrebbero spontanee, nel caso in cui la notizia fosse fondata, sono le seguenti:
Chi le avrebbe abbandonate in un luogo pubblico?
Ci sono persone che ne sono eventualmente venute a contatto?
Chi le avrebbe rimosse?
E dove sarebbero state smaltite?

Fonte: Associazione antimafia “A. Caponnetto”

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WWF: “No al tunnel a Ventotene”

Da alcuni giorni il Consiglio comunale di Ventotene ha approvato a larghissima maggioranza un progetto per la costruzione di un tunnel lungo oltre 200 metri e largo sei e mezzo da scavarsi nel cuore dell’isola per collegare il porto con il centro del paese. “Il progetto in oggetto, tra l’altro vecchio di quasi dieci anni- scrive il Wwf- prevede una spesa di sei milioni di euro, tonnellate di nuovo cemento e la distruzione finale di un’isola di appena 1,2 kmq, patrimonio storico e naturalistico di importanza europea”.
Il Wwf Lazio denuncia “la mostruosità di un simile scempio ambientale su un’isola piccolissima che ha già molto sofferto per il grave dissesto ambientale a cui l’hanno portata anni e anni di incuria ed abusivismo selvaggio. Sebbene infatti l’isola risulti sulla carta Riserva naturale statale, Zona a protezione speciale e Sito di importanza comunitaria, su di essa solo una casa su tre risulterebbe accatastata, e moltissime sono le notizie di reati e scempi di tipo ambientale di cui l’associazione si e’ occupata e che ha raccolto in un dossier”.
“Imbarazzante – dichiara Vanessa Ranieri, presidente del Wwf Lazio – il fatto che il sindaco (che e’ anche il presidente dell’area protetta) e la sua giunta non siano riusciti a trovare una ricetta alternativa per ridurre il traffico e salvare l’isola e il suo antico porto romano”. Infatti non risulta essere stato adottato alcun provvedimento per regolamentare lo sbarco delle auto private, come accade in tutte le isole del Mediterraneo.
In via alternativa alla realizzazione del tunnel si sarebbero potuti introdurre sistemi di mobilita’ alternativi come il car-sharing, attraverso l’utilizzo dei pulmini elettrici fatti giungere dalla Regione Lazio già nel 2009, o magari sfruttando la già esistente strada di Cala Rossano e creare un apposito approdo per le merci, intervento peraltro già finanziato dalla Regione per un milione di euro.
Insomma, una corsa selvaggia a finanziamenti e consumo di suolo in quella che puo’ essere considerata uno dei nostri gioielli naturalistici più importanti, invidiata da tutto il mondo.
“Gli amministratori locali – continua Ranieri – dovrebbero abbandonare certe scelte selvagge ed essere spinti, per converso, con grande senso di responsabilità, ad adottare politiche di conservazione e tutela che possano garantire alle prossime generazioni di godere di una simile bellezza, invece di autorizzare la realizzazione di progetti assolutamente incompatibili con la unicità naturalistica dell’area”.
Per comprendere ciò basterebbe ragionare sul fatto che già oggi il 95% delle coste e’ interdetto al pubblico e persino i siti archeologici e i musei sono stati chiusi. “Chiediamo – conclude Ranieri – l’impegno della presidente Renata Polverini e dell’assessore all’Ambiente della Regione Lazio, Marco Mattei, affinché vengano respinte le eventuali istanze per le valutazioni ambientali necessarie richieste per la realizzazione di tali improponibili progetti e eventualmente sospesi tutti i finanziamenti impegnati per opere in palese violazione dell’art. 9 della Costituzione”.

Fonte: Agenzia Dire, Il Faro, ProvinciaLatina TV, Studio 93, TeleFree

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Vietato partire

Disagi per pendolari e turisti. L’estate intanto si preannuncia bollente

Nonostante l’approssimarsi di una nuova stagione turistica, Ponza e Ventotene sono sempre più isolate dal continente e raggiungere le due perle dell’arcipelago pontino, con un decente orario di percorrenza, è divenuto pressoché impossibile, considerato che in servizio sono rimasti solo i due traghetti «Qurino» e «Tetide» ed i due aliscafi “«ldebaran» ed «Alnilam», della ex Caremar, in partenza dal porto di Formia. Da 15 giorni, infatti, la società Vetor che, sia pure con mezzi non modernissimi, assicurava i collegamenti veloci tra le due isole, Anzio e Formia, integrando il servizio della Caremar, ha disdetto la convezione con la Regione Lazio, poiché il contributo annuo di circa 600 mila euro, erogato dall’Ente, sarebbe insufficiente a coprire i costi del servizio, anche alla luce del crescente aumento dei carburanti. Interrotto, dunque, il collegamento con Anzio e con Formia, da parte della Vetor; inesistente, almeno per nove mesi l’anno, quello con San Felice Circeo; bloccato il porto di Terracina, tanto che le tre motonavi delle società «Snip & Snap» (Carloforte, Maria Maddalena e Rio Marina), peraltro, adibite al solo trasporto commerciale, sono attraccate al porto di Formia, il risultato è che, allo stato attuale, non è più possibile, al mattino, recarsi sulle isole con l’aliscafo (tempo di percorrenza: 75 minuti per Ponza e 60 per Ventotene) e tornare in giornata con lo stesso mezzo veloce, poiché, i due della ex Caremar, «Aldebaran» ed «Alnilam» partono da Ventotene alle 6,45 e da Ponza alle 8,00 per farvi ritorno soltanto il pomeriggio. Per non parlare dei due vetusti traghetti, utilizzando i quali, tra andata e ritorno, ci si deve sottoporre ad un viaggio di circa 6 ore, per poter sostare su una delle due isole, appena 150 minuti! «Non c’è che dire, è un bel ritorno al passato, sottolinea con amarezza, l’assessore al Demanio del Comune di Ponza, Franco Schiano. Da più di un mese, i due sindaci Pompeo Porzio (Ponza) e Giuseppe Assenso (Ventotene) hanno presentato all’assessore regionale alla Mobilità, Francesco Lollobrigida, la necessità urgente di ripristinare il collegamento con i mezzi veloci e, in alternativa, di far effettuare agli aliscafi dell’ex Caremar una doppia corsa, sostitutiva di quelle della Vetor, almeno provvisoriamente, in attesa di risolvere il problema globale dei collegamenti marittimi da e per le isole ponziane. Ma, finora, ogni richiesta è rimasta senza esito». Eppure, prosegue l’assessore Schiano, Ponza e Ventotene e le rispettive comunità non possono attendere i tempi burocratici necessari ad assicurare la piena operatività della nuova società Laziomar; gli aliscafi servono oggi! “Pertanto, nell’attesa del bando per la scelta del partner privato da affiancare alla Laziomar, sarebbe opportuno un coinvolgimento dei Comuni interessati, per tutta una serie di scelte (caratteristiche dei mezzi navali da adibire al servizio, tariffe, orari, etc.), mentre, dall’attuale paralisi, a guadagnarci è solo la Regione Lazio, che non sta erogando il contributo a nessun vettore».

Fonte: Il Tempo

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Gli occhi del cuore 2

Mi piacerebbe andare in vacanza nell’isola di cui parla checco 1952…anche io frequento l’isola da tanti, forse troppi anni e mi accorgo ogni anno che cambia sempre più e in peggio. Mi rattrista sentire parlare in televsione dell’ isola e solo per tragedie o scandali. Una volta era famosa per l’Europa e per i suoi fondali. Non dimenticherò mai la passione e l’attaccamento all’isola di Beniamino. Oggi non vedo la stessa aria, per carità e’ solo il mio punto di vista. Ma noto un velo di strafottenza, un’isola sfruttata da amministratori e isolani. Ognuno ha qualcosa da fare o da chiedere e in nome di affari propri si permettono scempi e malefatte che altrove sarebbero punite. Se troppo spesso ho usato toni accesi e’ perché tengo a quest’isola. Mi reputo moralizzatore a fin di bene e a fin di bene utilizzo un tono polemico. Affinché le anime dei potenti si redimano. Ma fino ad oggi il mio intento e’ stato vano.

Fonte: TeleFree

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I Carabinieri a tutela del territorio

Antonino Caponnetto

I Carabinieri accentuano il loro impegno per ripristinare una situazione di rispetto della legalità sull’isola di Ventotene

Sentiamo il dovere di dare atto al personale tutto della Stazione Carabinieri di Ventotene di un lodevole impegno, in queste ultime settimane, nell’azione di ripristino della legalità sull’isola.
Ci teniamo a sottolineare che già in passato abbiamo avuto modo di apprezzare ufficialmente tale impegno svolto dal personale locale dell’Arma.
Le nostre critiche, se così sono state interpretate, non erano affatto rivolte all’Arma, ma verso altre direzioni.
Comunque siano state lette, però, non ci si può dar torto quando lamentiamo uno stato quasi endemico di quasi totale distrazione da parte delle istituzioni preposte rispetto ad una situazione di violazione sistematica delle leggi in materia di tutela del territorio e di rispetto delle regole urbanistiche.
E’ noto a tutti, infatti, che l’abusivismo edilizio e la devastazione del territorio sono diventati una regola, al punto da far temere addirittura uno sfaldamento di una piccola isola aggredita, fra l’altro, sistematicamente da scavi di ogni genere.

Fonte : Associazione antimafia “A. Caponnetto”

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