Una famiglia perbene 3

Abusivismo a Ventotene, tunnel trasformato in appartamento

Un tunnel scavato nel tufo diventa un salottino con camera da letto con vista mare. A Ventotene un noto antiquario di Roma, proprietario di un casetta con annessa grotta, è stato denunciato per aver trasformato il tunnel scavato nel tufo in ambienti abitativi. Gli agenti del Nipaf sono sbarcati sull’isola con il decreto di sequestro nei confronti del proprietario dell’immobile. Oltre ad avere modificato la grotta stessa, anche l’immobile è stato oggetto di interventi non conformi alla legge. Il proprietario è stato infatti raggiunto da una ulteriore denuncia per abusivismo edilizio.
Scavare nel tufo sembra una “passione” a Ventotene. La stessa amministrazione comunale ha intenzione di realizzare un tunnel di trecento metri di lunghezza per convogliare le vetture dal porto romano sino al campo sportivo. Il progetto dell’isola ecologica resta un sogno, a questo punto davvero molto lontano.

Fonte: Latina 24 ore

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Una famiglia perbene 2

Ventotene: sequestrata la grotta gioiello

Una grotta trasformata in villa. Da magazzino a suggestivo appartamento vista mare. Gli elicotteri del Corpo Forestale dello Stato ieri mattina si sono alzati in volo, direzione Ventotene. Gli uomini del Nipaf (Nucleo di polizia ambientale e forestale) hanno messo a segno un blitz antiabusivismo edilizio che ha portato al sequestro di due strutture presenti sull’isola pontina. I sigilli sono scattati per un antico immobile del 1800, realizzato in località “Punta dell’arco” e in fase di ristrutturazione. Il proprietario, A.P., antiquario romano, aveva richiesto e ottenuto dal Comune di Ventotene e dalla Soprintendenza ai Beni archeologici e culturali le necessarie autorizzazioni per ristrutturare. A seguito delle verifiche effettuate dal personale del Nipaf è emerso però che i lavori non si erano svolti conformemente a quanto previsto dalle autorizzazioni e che erano state apportate delle modifiche. Quanto basta per spingere il sostituto procuratore Giuseppe Miliano a firmare il provvedimento di sequestro dell’intera struttura di circa 60 metri quadri con l’accusa di abusivismo edilizio e violazione dei vincoli ambientali. Per le medesime motivazioni il magistrato ha disposto inoltre il sequestro di una grotta ipogea, sempre di proprietà dell’antiquario capitolino la cui destinazione originaria era quella di magazzino. Invece quest’antro roccioso è stato trasformato in una scenografica villa ricavata nel ventre dell’isola. E questo tunnel di pietra, all’interno del quale ha trovato spazio una vera e propria villa, sbuca su una scogliera a picco sul mare. Per consentire l’accesso della luce nella casa e per conquistarsi una vista mozzafiato sul mare il proprietario aveva ricavato tre grandi finestre nella roccia. Il professionista romano è stato denunciato per abusivismo edilizio e violazione dei vincoli ambientali.

Fonte: Il Messaggero

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Una famiglia perbene

Vista a mare esclusiva, indagato per abusivismo un noto antiquario di Roma

Camera da letto e salotto con vista esclusiva. E che vista! Quella possibile da una parete rocciosa a strapiombo sul mare azzurro di Ventotene. Un panorama mozzafiato per una coppia d’eccezione, lui noto antiquario di Roma, lei funzionaria della Sovrintendenza dei Beni culturali del Lazio. I due da qualche tempo hanno acquistato la cosiddetta casa rosa con annessa grotta ipogea e dato il via a dei lavori di ristrutturazione evidentemente eccessivi rispetto al consentito, ai luoghi della Riserva marina. Sta di fatto che quelle fessure sulla scogliera, che si affaccia nella direzione del litorale di Formia, devono aver attirato l’attenzione di qualche navigante… Ieri il blitz degli agenti del Nipaf, diretti dal vice questore aggiunto Luciano Perotto, ha messo un punto ad una serie infinita di accertamenti disposti in passato della Procura di Latina. L’elicottero della forestale è atterrato sull’isola nella prima mattinata di ieri con gli agenti muniti di decreto di sequestro, a firma del sostituto procuratore Giuseppe Miliano che ha rilanciato l’inchiesta e iscritto nel registro degli indagati l’antiquario Antonio Pettini, intestatario della proprietà. Dovrà rispondere dei reati di cambio di destinazione d’uso della grotta, scavata nel tipico tufo di Ventotene, trasformata in ambienti abitativi dopo la realizzazione di un tunnel di 30 metri praticato nel bel mezzo della montagna fino appunto a sbucare a mare. Pettini è indagato quindi anche per la violazione dei vincoli paesaggistici e naturali. Ma non è finita. Perché ieri gli agenti del Nipaf hanno posto sotto sequestro non soltanto la grotta d’élite ma anche la casa rosa oggetto, nel corso di ristrutturazione, di ampliamenti non consentiti. In questo caso l’antiquario dovrà rispondere del reato di abusivismo edilizio. Dunque, tutto sequestrato. E per ora panorama off-limits. La coppia di coniugi romani deve aver investito parecchio nella villa delle vacanze nella bellissima isola pontina: a Ventotene si «narra» di un arredamento di pregio e di dettagli curati nei minimi particolari. Niente sfarzo, ma solo pura eleganza per soddisfare un raffinato gusto per l’arte. Ora, moglie e marito non possono che attendere con fiducia la parola del Gip sul giudizio di convalida del sequestro disposto dal Pm Miliano.

Fonte: La Provincia, TeleFree

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Tonnellate di materiali edili sbarcano ogni giorno a Ventotene

Si vuole intervenire o no sulla situazione esistente sull’isola di Ventotene?
Centinaia e centinaia di materiale di costruzione continuano a partire per l’isola dal porto di Formia e nessuno interviene per verificare l’uso che se ne fa su un territorio considerato area protetta.
Si dice che a Calanone, Calabattaglia, Parata Grande si sbancano montagne, si realizzano tettoie, si scavano grotte, ci si costruiscono appartamenti, servendosi di extracomunitari probabilmente in nero e che nessuno verificherebbe se tutto ciò sia lecito o meno. Sono anni che aspettiamo una risposta… Dobbiamo rivolgerci al Capo dello Stato?

Fonte: Associazione Antimafia “A. Caponnetto”

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Fiori finti per Sara e Francesca

Fiori finti per ricordare. Di plastica, resistenti alle intemperie. Quelle che hanno segnato anche la foto di Sara e Francesca appesa a un palo, prima di scendere a Cala Rossano, senza però sbiadirne il sorriso.Il mare ha portato rifiuti che nessuno può togliere oltre la recinzione.
La sabbia ha coperto lo zainetto rosa proprio di Sara, nessuno ha potuto recuperarlo purtroppo. L’area nella quale sono morte le ragazze della scuola “Anna Magnani” di Morena è ancora sotto sequestro. Due cannucce infilate nella sabbia segnano il posto dov’erano i loro corpi, mentre sulla rete che avverte dell’area interdetta ci sono i fiori di plastica. Gli stessi che sono all’inizio dei dieci scalini che portano in quell’angolo della spiaggia dei bambini, diventata di colpo, un anno fa, quella della tragedia.
L’estate scorsa si sono fermati in molti a vedere, ancora oggi chi passa da Ventotene avverte quasi il dovere di andare a rendersi conto di persona di come si possa morire sotto un masso di tufo a 14 anni, durante una gita scolastica. L’incredulità resta la prima sensazione, insieme alla domanda che si fanno tutti, inutilmente: si poteva evitare?
A guardare bene la parete di Cala Rossano ci si rende conto che solo una parte dei lavori è stata svolta. Le immagini di un tempo, invece, un libro di Folco Quilici del 2005, dicono che la zona era stata già interdetta. La fatalità, allora, non sembra esserci spiegazione diversa per la morte di quelle due ragazzine.
Incomprensibile, certo, impossibile da spiegare a chi ha perso una figlia e oggi chiede semplicemente di evitare che possano ripetersi tragedie del genere. C’è un continuo scambio di commenti su internet, collegandosi a ventotenenews.noblogs.org si vedono i dialoghi su questo argomento a Ventotene. Si chiede di fermare il tunnel, si parla della lettera arrivata per raccomandata ai genitori che voleva essere un modo – per quanto singolare – di avvicinarli e si è rivelata un boomerang.
Si parla ancora di Cala Rossano, della mancata sosta della processione di Santa Candida nel settembre scorso, si parla del tunnel e dei nuovi crolli. Magari il mare porterà qualche altro pezzo di plastica oltre la recinzione, la sabbia sarà spazzata via dal vento e restituirà quello zaino rosa, qualcuno porterà fiori freschi tutti i giorni, ma nessuno potrà mai cancellerà il dolore dei genitori.

Fonte: Il Messaggero

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O tunnel o morte!

Giuseppe Assenso

«Sarà la salvezza di questa isola». Giuseppe Assenso, sindaco di Ventotene, non ha dubbi sull’importanza dell’opera che ha avuto il via libera dal consiglio comunale e che con l’approssimarsi del primo anniversario della tragedia delle studentesse sta facendo discutere non poco. Ha convocato lui la pre-conferenza dei servizi, non a caso presso la protezione civile: «Aspettiamo pareri e suggerimenti, il preliminare serve ad avviare l’iter per un finanziamento regionale che non abbiamo intenzione di perdere».
Mostra il progetto, indica il passaggio che porterà fino al campo sportivo e da lì a via Parata Grande «tuteleremo il porto romano, oggi unica via d’accesso». Ma servono le auto in un’isola che aveva scelto di essere a impatto zero? «La strada alternativa non avrà alcun impatto e garantirà maggiore sicurezza rispetto alla situazione attuale, le auto non passeranno per il centro e il porto».
Alcuni pareri sono arrivati prima della conferenza, altri sono stati forniti la settimana scorsa in Regione e mettono proprio la sicurezza al primo posto. «Siamo pronti a collaborare e a recepire tutte le indicazioni che arriveranno – aggiunge Assenso – è stata suggerita la messa in sicurezza contestuale alla progettazione, procederemo con un appalto integrato, chi vince dovrà anche provvedere alla progettazione definitiva».
Fa discutere una lettera pervenuta ai familiari delle ragazze «non la conoscevo, magari le intenzioni erano anche buone ma è stata commessa una leggerezza». Ai genitori non è piaciuta… «Non ho mai risposto e non rispondo, rispetto il loro dolore». E a chi volesse scegliere Ventotene per l’estate cosa dice? «Abbiamo fatto il massimo per la sicurezza, continueremo a farlo, i lavori a Cala Nave e al faro sono praticamente ultimati».

Fonte: Il Messaggero

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L’ostinazione del sindaco Assenso

Dovevano esserci le auto elettriche ad aspettare i passeggeri al porto. Le pensiline allo sbarco dei traghetti, mentre riparavano i turisti, dovevano catturare il sole attraverso speciali pannelli a celle organiche, realizzate con piante di mirto e produrre energia. Niente di tutto questo, perché Ventotene preferisce le auto normali. Così mentre il progetto voluto dalla Regione Lazio che doveva essere un modello europeo segna il passo, va avanti l’idea – contenuta proprio nell’accordo di programma deliberato nel 2006 – della «realizzazione di una nuova strada di accesso dal centro abitato all’area portuale di Ventotene al fine di liberare dal traffico l’area archeologica del porto romano, oggi unica via di accesso all’interno dell’isola». Un’idea inseguita da oltre dieci anni, tradotta oggi in una galleria che attraverserà l’isola per circa 300 metri, dal porto al campo sportivo.
Lo stesso accordo di programma nel quale si faceva riferimento alla messa in sicurezza di tratti di costa, tra i quali c’è l’esplicito riferimento alla «difesa dall’erosione delle pareti rocciose di Cala Rossano». Quelle tristemente note per avere ucciso, il 20 aprile dello scorso anno Sara Panuccio e Francesca Colonnello, due studentesse romane di 14 anni che stavano svolgendo un campo scuola.
Quell’area solo in parte era stata interessata dai lavori, anni fa era chiusa, il vecchio piano di assetto idrogeologico però la riteneva praticabile e il destino ha voluto che al momento del crollo ci fossero sotto le due ragazze della scuola “Anna Magnani” di Morena, insieme ad altri due compagni rimasti feriti.
E’ dopo quella tragedia che si è scelto di intervenire con somma urgenza. E’ per questo che oggi l’isola dove Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni scrissero il “Manifesto per un’Europa libera e unita” mentre erano al confino è da un lato un cantiere aperto, dall’altro piena di aree interdette. I lavori per la messa in sicurezza vanno avanti a ritmo sostenuto, ad accogliere chi sbarca ci sono i cartelli «Scusateci per i disagi, stiamo lavorando per la sicurezza dell’isola». L’area del porto sarà pronta per metà maggio, la spiaggia di Cala Nave sarà completata prima dell’estate e per il 2011 sarà l’unica fruibile. Altrove si andrà a proprio rischio e pericolo.
L’ultimo crollo, del resto, è di dieci giorni fa. Nei pressi di Cala Battaglia una parte della parete è franata, ostruendo le grotte che si trovavano sul mare.
D’altro canto è del 6 dicembre scorso la nuova stesura del piano di assetto idrogeologico, pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione a febbraio, risultato dal «rilevamento geomorfologico finalizzato all’individuazione delle pericolosità da dissesto gravitativo e idraulico». Non ci sono dubbi di interpretazione, l’intera isola è classificata “R4” ovvero il rischio massimo.
Proprio da una grotta dovrà partire la strada di collegamento alternativa: un primo breve tratto praticamente sull’acqua, poi il passaggio sotto un’abitazione. Secondo il progetto preliminare approvato a gennaio dal consiglio comunale e oggetto nei giorni scorsi di una pre-conferenza dei servizi, ci saranno una «galleria in scavo» e una «palificata». Circa 300 metri, per una larghezza di otto, da lì al campo sportivo. Un finanziamento di 6 milioni di euro che il Comune non vuole certo lasciarsi scappare.
All’uscita del futuribile tunnel – ironia della sorte – la palina per ricaricare le auto elettriche che oggi è fuori uso. E’ una delle poche cose che restano del progetto di isola a emissioni zero finanziato nel 2006 con un milione di euro. La Regione sta ancora pagando i canoni degli otto mezzi elettrici che si muovono a fatica fra quelli ordinari, della «promozione dell’impiego di fonti energetiche rinnovabili e forme di mobilità sostenibili» resta poco. Molto poco. La raccolta differenziata, per esempio, facilitata dal fatto che ci sono appena trecento residenti. I pannelli solari sulla sala polifunzionale che si vorrebbe intitolare alle ragazze morte, non ancora aperta e a fianco della quale sbucherà il tunnel.
Che partirà in linea d’aria a 150 metri dal luogo della tragedia, cosa che ha spinto Bruno Panuccio, il papà di Sara, a dire: «Bisogna fermare questo scempio. In tutte le piccole isole del Mediterraneo vige il divieto di introdurre automobili, se non con permessi limitati a veicoli per disabili. Qui invece il sindaco Giuseppe Assenso ha motivato le ragioni di tale opera nel venire incontro alla richiesta dei turisti che, secondo lui, necessitano del loro personale mezzo di trasporto. La speranza, ora, è che si riesca a fermare questo progetto».
Ma mette a rischio la sicurezza una cosa del genere? E’ quello che si chiedono in molti. Lucrezia De Gennaro, responsabile della protezione civile di Ventotene, non ha dubbi: «Su un’isola non c’è mai la certezza al 100% di stare sicuri, a prescindere dall’episodio successo lo scorso anno. Quello è stato l’intervento più difficile della mia vita, non lo dimenticherò mai, a maggior ragione oggi occorre segnalare i pericoli per tutelare l’incolumità delle persone». Le quali, nonostante le segnalazioni ci siano, attraccano indisturbate le barche proprio sotto i cartelli o, com’è successo l’estate scorsa, entrano nelle aree interdette. «Siamo portati a pensare che non debba mai succedere qualcosa a noi – aggiunge la De Gennaro – invece la sicurezza inizia proprio dalla consapevolezza del pericolo». Che sull’isola resta, per questo occorre fare attenzione.
Anche per questo ci sono dubbi sulla realizzazione della strada alternativa, anche in considerazione del fatto che uno dei cartelli che avverte del pericolo di crollo e proprio lì, a due passi dall’imboccatura della grotta dalla quale partirebbe la galleria. La pre-conferenza dei servizi ha posto una serie di condizioni, a cominciare proprio dalla sicurezza.
«Nella relazione votata in consiglio comunale – dice Anna Impagliazzo, esponente dell’opposizione nella lista Insieme per Ventotene – c’è scritto che l’opera serve per il consolidamento e abbiamo espresso i nostri dubbi. Noi riteniamo che si dovesse agire diversamente, a cominciare dalla presa di coscienza che questa è un’isola fragile, trasformando in un’occasione proprio la fragilità, con politiche di intervento che ne tenessero conto, a cominciare dallo stop alle auto». Per Daniele Coraggio, altro esponente dell’opposizione «il tunnel è inutile».
Ora l’estate è alle porte, un anno fa Ventotene era piena di ragazzini dei campi scuola, ma dopo la tragedia gli istituti scolastici si sono ben guardati dal tornare, causando un danno di non poco conto. La scorsa stagione è stata sotto tono, arrivi e partenze hanno risentito della morte delle ragazze. Oggi si spera che con i lavori di messa in sicurezza l’immagine dell’isola torni a essere presentabile. Perché questa perla del Mediterraneo di 1,5 chilometri quadrati appena vive di turismo, della sua riserva marina, dei resti archeologici. Per questo si fa fatica a capire il motivo per il quale occorre il tunnel, ci si domanda perché si insista sul transito delle auto in quella che doveva essere – prima ancora della tragedia – l’isola a emissioni zero. Doveva.

Fonte: Il Messaggero

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Ventotene, sanità in crisi sull’isola. Una raccolta di firme per cambiare il medico di guardia

Sull’isola di Ventotene è stata avviata una raccolta di firme per l’allontanamento di una delle guardie mediche che prestano servizio sull’isola. I promotori di questa petizione motivano questa iniziativa sulla base di alcuni episodi «gravi» che si sono verificati nei quindici anni di servizio.
E citano ad esempio gli ultimi tre episodi. Il primo relativo al signor Carmine, ottantuaduenne morto dieci giorni fa, per infarto dopo che il medico «si è rifiutato di andare a visitarlo in casa (il poliambulatorio dista poco meno di 60 metri dalla casa del povero Carmine). Carmine si è trascinato al pronto soccorso ma il medico ha sbagliato la diagnosi consigliando di curare la “brutta bronchite” e non preoccuparsi. In nottata Carmine ci ha abbandonato».
Poi c’è la storia di Franco, un anziano frequentatore dell’isola, romano di origine, è venuto a mancare a settembre, perché «il dottore non aveva capito che si trattava di emorragia interna e non di influenza. Dopo quasi 16 ore di attesa, Franco è stato trasferito in elicottero a Latina, ma è arrivato privo di vita». E infine c’è Domenico, (sempre a settembre) un isolano si è salvato perché dopo un veloce controllo sempre da parte dello stesso dottore ha preferito partire e rivolgersi ad un cardiologo in terraferma. «È vivo per fortuna».
«Il legame tra medico e assistito, un legame di fiducia è venuto meno a causa dei molti episodi, alcuni tragici che nel corso degli anni hanno interessato il dottore. Il nostro intento non assume una colorazione politica, né ha il tono di una polemica sterile. Vogliamo semplicemente ripristinare il diritto alla assistenza sanitaria per gli isolani.
Viviamo lontani dalla terraferma e abbiamo il diritto di chiedere una vera assistenza sanitaria. Purtroppo nel corso degli anni nessuno ha mai denunciato i fatti e il dottore è sempre al suo posto a far danni. Ma è il momento di agire e chiedere alla ASL latina di agire con un segnale di discontinuità. La nostra forza è rappresentata dal numero di firme che riusciremo a raccogliere in queste settimane. La salute degli isolani prima di tutto…».

Fonte: Terracina Social Forum

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Ventotene…Lo strano caso delle raccomandate anonime

Bruno Panuccio

E’ successo qualcosa di strano riguardo :
le famose 5 raccomandate uguali che ci sono state inviate
il mittente dichiarato ,
la pronta risposta sulla cronaca de IL TEMPO di LATINA da parte del sindaco Assenso
la brillante risposta a nome del mittente GUERINI REGINA….

per chi ha già letto tutti i documenti elencati è inutile e forse stancante rileggerli , quindi passi direttamente alla 2° parte ….
magari dopo faccia i dovuti controlli ..
io li ripubblico per dovere e testimonianza di ciò che andrò a scrivere

PRIMA PARTE :  I DOCUMENTI

1 ) IL TESTO DELLE 5 RACCOMANDATE DATTILOSCRITTE

Gent. Sig.ri

PANUCCIO BRUNO e PLACENCIA CASIANA

e p.c.

Colonnello Maurizio e Molfetta Vincenza
Serenella Luigi e Nocentini Roberta
Sarti Magi Alessandra
Ist. Comprensivo Fontanile Anagnino

Scrivere del dolore è difficile e descriverlo più ancora, i sentimenti che proviamo sono complicati da far capire . Spiegare a un genitore che ha perso una figlia… … …dire del vuoto che lascia l’impotenza è complicato dire quanto siamo vicini al suo dolore è banale e che il dispiacere per una tragedia immensa ci ha veramente toccato nel profondo sembra così inutile e scontato.
Abbiamo aspettato che il tempo lenisse un poco il grande dolore e che il clamore si placasse per cercare di avvicinarci a voi con delle semplici parole che speriamo possano entrare nel vostro cuore .
Noi siamo solo delle “ mamme “ ma come tali sappiamo l’importanza della parola “perdere “, perdere un figlio la cosa più importante al mondo perdere tutto !
La rabbia, il rancore, purtroppo non servono a riportarle nelle vostre case nei loro letti nelle vostre vite ora vuote ma sicuramente loro sarebbero felici di vedervi sereni e forti.
Da lassù vi sorridono con amore e vi accompagnano nella vita difficile e dolorosa di tutti i giorni.
Non fate strumentalizzare il vostro dolore da gente che senza scrupoli pensa solo ad aizzarvi contro chiunque senza remore, pur di fare spettacolo !
Cercate di trovate un poco di serenità e di pace nel loro ricordo, noi ve lo auguriamo con tutto il cuore.
Vogliamo dirvi che tutti i Ventotenesi hanno pianto con voi e non vi hanno dimenticato né hanno dimenticato le vostre figlie, sono e siete nel cuore di tutti noi indistintamente.

Un grande abbraccio

2 ) IL MITTENTE ( dichiarato )

QUESTA LETTERA CI E’ GIUNTA DATTILOSCRITTA SENZA ALCUNA FIRMA A MEZZO RACCOMANDATA A ME COME AGLI ALTRI ELENCATI ,
IL MITTENTE DICHIARATO SULLA BUSTA E’ GUERINI REGINA di cui ometto l’indirizzo per non violare la privacy , vi basti sapere che è di Ventotene .

3 ) L’ ARTICOLO PUBBLICATO SU ” IL TEMPO ” di LATINA il 31/03/2011

Le mamme di Ventotene ricordano Sara e Francesca

VENTOTENE Ad un anno dalla tragica scomparsa di due quattordicenni in gita a Ventotene, uccise dai massi che si sono staccati dal costone di Cala Rossano, cinque mamme dell’isola hanno inviato ai familiari delle due vittime, Sara Panuccio e Francesca Colonello, altrettante lettere nelle quali hanno manifestato il loro dolore per quanto successo in una mattina di primavera quando la vita sembrava riservare solo gioie a tutta la scolaresca della «Anna Magnani» di Morena, presente sull’isola pontina.
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Una lettera, quella delle mamme, che invita i familiari a cercare di lenire il proprio dolore nel ricordo delle due adolescenti e che esorta a non farsi strumentalizzare da quanti vorrebbero fare di tutte le tragedie (e questa lo è stata, indusbbiamente) uno spettacolo.
In questa innocua missiva, che risultava essere stata inviata tramite raccomandata, il papò di Sara Panuccio ha visto l’intenzione occulta di lasciare nel silenzio la storia di queste due ragazze, arrivando ad ipotizzare che le attenzioni avessero uno scopo diverso da quello reale, quello insomma di «gettare un velo pietoso» e andare avanti.
L’intenzione a dire la verità non era proprio quella. Le mamme hanno sentito l’esigenza di esprimere ai familiari ed alla scuola delle due ragazze la loro solidarietà in virtù della commozione che l’episodio ha suscitato in tutta Italia ma sicuramente in maniera molto intensa sull’isola.
Lo stesso sindaco Giuseppe Assenso che ha vissuto (come si può immaginare) questa vicenda con dolore immmenso (non solo istituzionale, ma personale) si è immediatamente dissociato da qualsiasi iniziativa fosse stata presa nei confronti delle famiglie delle povere vittime.
«L’iniziativa di quelle lettere è stata di alcune mamme – ha detto il sindaco – il Comune non avrebbe mai dato vita ad un’iniziativa del genere.
Evito gli spettacolarismi e quando sarà il primo anniversario della tragedia magari me ne andrò da solo in chiesa per dire una preghiera. Come non capire la disperazione dei genitori di quelle due ragazze?».
Erano le 11 e 15 del 20 aprile 2010, la scolaresca della «Anna Magnani», ragazzi di terza media pieni di vita, come ce ne sono a migliaia, stava passeggiando lungo la spiaggia di Ventotene.
Sara e Francesca vollero mettersi all’ombra, nella Cala Rossano. Una decisione fatale.
Il costone, friabilissimo, non resse e cadde investendo in pieno le due studentesse di terza media.
Una tragedia che Ventotene non ha dimenticato E che nessuno vuol nascondere.

4 ) LA RISPOSTA a nome di REGINA GUERINI alle note dei familiari dei ragazzi

Sono Regina Guerini

Mi spiace che quella che aveva l’intenzione di essere una lettera privata di avvicinamento alle vostre famiglie ed al vostro dolore sia stata da voi percepita nei modi che avete spiegato, me ne rammarico e mi rincresce che se vi siate sentiti offesi da questa.
Non ho scritto io personalmente la lettera che vi è giunta, ma quando questa è stata ideata ero presente e ne ho condiviso in pieno gli intenti.
Nasce infatti l’idea di questa lettera da un gruppo di donne che hanno deciso di incontrarsi per parlare dei problemi della nostra comunità.
Fanno parte di questo piccolo gruppo sia una consigliere di maggioranza, sia una di minoranza dell’attuale legislazione. Io personalmente sono un ex consigliere ma non ho nessun incarico all’interno dell’attuale amministrazione se non sporadiche collaborazioni con l’Assessorato al turismo e alla cultura.
L’intento delle nostre riunioni era di essere propositive delle nostre idee al di là di quelli che sono gli schieramenti politici poiché in una piccola comunità come la nostra pensiamo abbia poco senso dividersi.
Inevitabilmente si è parlato della tragedia che vi ha e ci ha colpito nel profondo.
Abbiamo parlato di quanto questa ci avesse ammutolito.
Esatto. Abbiamo parlato del silenzio, di quel silenzio che ha reso noi timide davanti al vostro dolore.
Del silenzio dell’amministrazione che a fronte di un inchiesta in corso ha scelto di non parlare.
E di come a fronte del silenzio di tutta la nostra comunità sia iniziato lo sciacallaggio.
E così Ventotene ricordata per essere la perla del mediterraneo, per essere il seme dell’Europa, è diventata da un giorno all’altro terra di incuria.
Questo ci è sembrato ingiusto oltreché non veritiero.
Ed è stato lì che abbiamo deciso che bisognava riprendere tutto da dove era iniziato, ma iniziare con altri occhi, non quelli di chi cavalcando e strumentalizzando la vostra rabbia, getta fango su un intera comunità ma con occhi di madri che possono solo immaginare il dolore che voi provate e avrebbero voluto in qualche maniera riprendere il dialogo con voi famigliari.
Sono uscite dalla stessa riunione proposte mirate a far ricordare sempre quello successo a Calarossano, proprio perché non debba ripetersi.
La lettera che vi è stata inviata (ecco il motivo della fretta e della raccomandata) voleva essere il preludio di un’altra lettera di invito qui sulla nostra isola per dire una preghiera e posare un fiore (proprio come dice lei Sig.Serenella) insieme a noi in occasione e per l’anniversario della morte di Sara e Francesca .
Nessuno qui ha dimenticato o vuole dimenticare.
E’ importante per noi potervi sentire vicini, e farvi sentire la nostra vicinanza e solidarietà stringendoci in un abbraccio.
Noi non vogliamo mettere una pietra sopra a niente, noi vogliamo che le responsabilità siano accertate e punite.
Ma che a farlo sia la giustizia e non i giustizialisti e che si faccia presto perché non gravi su tutta la nostra comunità responsabilità che non sentiamo di avere.

Regina Guerini

Fonte: Facebook

SECONDA PARTE :  COMMENTO

Dopo più di 10 giorni , tempo che ho pazientemente concesso agli autori della lettera in oggetto per rendersi visibili pubblicamente o privatamente e assumersi la responsabilità di tale gesto fornendo magari anche qualche dettaglio di chiarezza , è giunta l’ora per me di ritornare sulla vicenda..
tempo ne avete avuto ma a quanto pare mancano le intenzioni…

Partiamo da una piccola analisi tecnica e cronologica dei fatti….
Dopo la mia nota del 30 marzo su questo social network si è scatenato un piccolo putiferio tra chi ha dichiarato la solidarietà nei nostri confronti e chi tra i Ventotenesi si è sentito offeso dal mio scritto fino a contraccare anche in maniera pesante con appellativi poco simpatici .
Non solo, con  un  tempismo  ed  una velocità eccezionale il contrattacco si è materializzato a livello pubblico la sera stessa ,con la pubblicazione il mattino dopo , addirittura su IL TEMPO di Latina con il lungo articolo che potete leggere sopra.
Si noti che l’articolo non è firmato , nella prima parte si sposa apertamente la tesi delle buone intenzioni , il gran cuore delle presunte 5 mamme e il ricordare a tutti il dolore personale del sindaco ( colui che sin dall’inizio, sventolando davanti alle telecamere una cartina affermò che mai si sarebbe aspettato una frana in quel luogo , per poi essere sbugiardato dalle testimonianze , dalla perizia del tribunale e dalle foto delle transenne rimosse , oltre che da altri elementi che non sto qui ad elencare )
Quel che non è chiaro in queste righe è chi sia l’ autore di tale affermazioni, manca il dichiarante come è d’uso in ogni articolo, forse è solo opinione del giornalista .
Le uniche parole virgolettate e di cui la fonte dovrebbe esser certa sono da attribuire al sindaco Assenso in cui si dissocia da qualsivoglia responsabilità nell’ invio della stessa pur sapendo come lui stesso afferma chi siano i mittenti .

Nel pomeriggio poi è arrivato ” il colpo di teatro “:
è apparsa come commento la risposta,
sotto la mia nota riguardo la lettera di educato sdegno di Luigi Serenella,
a nome di Guerini Regina ( vedi sopra ) la quale prima di allora non era iscritta al social network e cosa ancor più incredibile dopo qualche ora è scomparsa portandosi addirittura dietro anche la sua risposta ( si noti la similitudine con l’articolo su IL TEMPO )…meraviglie dell’informatica…ma a noi è rimasta traccia …

A questa lettera è giunto ormai il momento di esprimere le mie osservazioni in quanto trovo più di un punto di disaccordo.

Innanzitutto , in virtù della sua smentita dall’ averla scritta ma condividendone gli intenti da come lei dice avrebbe potuto togliere a noi tutti la curiosità sull’autore , perchè voglio sperare che almeno di ciò lei sia a conoscenza, altrimenti peccherebbe di un’ingenuità macroscopica nell’apporre il suo nome su ben 5 raccomandate.
Ha coinvolto altre persone , specificandone di talune anche cariche come consigliere di maggioranza e minoranza per ribadire che lo scopo non ha carattere politico di parte ; ma ad esser sincero dei ” colori ” dell’ isola a noi non è mai interessato , come credo a tutti gli italiani , la morte di queste due ragazze credo sia qualcosa di diverso…

Per quanto riguarda la consigliera di minoranza tirata in ballo non è che ci sia molto da cercare : risponde al nome di Anna Impagliazzo da tempo impegnata sull’isola nel cercare di far cambiare rotta alle scelte fino ad oggi attuate ( basti vedere gli articoli di giornale sull’ impegno contro il progetto del megatunnel da 6 milioni di euro )…
La signora Anna smentisce di averla scritta pur avendo partecipato alle prime riunioni di questo nucleo ma dichiara con chiarezza di essere assente al momento della stesura avvenuta successivamente , di averla letta dopo il clamore e si dissocia dalle parole in essa scritte ( per chi volesse ne posso fornire la prova )
A questo punto aumentano sempre più le smentite….

Forse il consigliere di maggioranza e chi altro faceva parte di questo nucleo potranno un giorno venirci in soccorso, andrebbero benissimo anche altre smentite perchè in virtù di ciò il gruppo si assottiglierebbe sempre più scoprendo il mistero sull’autore…

Certo sarà una coincidenza che tra i commenti repentini e contrari alla nota si notino i due di seguito trascritti :

Verde UgoeVittoria daniele perchè non dici anche che Guerini Regina non è più consigliere da tempo……..e sulle parole senza senso e unilaterali sinceramente non mi sembra proprio…..e sai perfettamente che tutti noi ventotenesi abbiamo profondo e sincero rispetto del dolore!!! conosco bene Regina e se si è messa come mittente è perchè ci ha messo il cuore!!!! da mamma e non da ex consigliere!!!!!ora chiudo perchè penso che anche questo sia spettacolo!!
30 marzo alle ore 16.16

Laura Manzo che peccato che tanti non hanno il cuore abbastanza puro e limpido da capire che anche una lettera dattiloscritta può nascere dal cuore…ed anche una mamma ‘consigliere comunale’ prova profondo dolore per questa e altre tragedie alle quali la vita ci sottopone….cerchiamo di guardare oltre la forma…ma semplicemente nei cuori di tutti…e senza fare tante polemiche inutili.
30 marzo alle ore 17.11

La prima fa forse parte del gruppetto delle mamme
ed ha forse attinenza con l’ attività legata alla biglietteria dei traghetti ?
Se così fosse , senza turisti né auto da traghettare, che uso potrebbero fare di tanta carta per i biglietti ?

La seconda sarà forse il consigliere di maggioranza citato dalla Sig.ra Guerini ?
Nessun appunto sulle sue parole sopra riportate , però oltre la forma sarà sicuramente anche stavolta una coincidenza se la signora ha forse a che fare con un’attività di esercizio pubblico per turisti oltre che di curarsi premurosamente di fornirli di sdraio , lettini ed ombrelloni …mica vorremo lasciare tutti questi teli ad ammuffire ?

E per conoscenza comune la dichiarata mittente Guerini Regina non è , sempre per coincidenza , tra i sostenitori dell’accesso libero e selvaggio alle automobili e guarda caso ha attinenza con l’attività dell’ unico distributore di carburante dell’isola…

CERTO CHE LE COINCIDENZE A VOLTE …SONO TREMENDE….SI CONCENTRANO !!!!! QUASI A FAR DISPETTO E FAR PENSARE MALE ANCHE SE UNO NON VOLESSE !!!!
LA COLPA E’ DEGLI INVESTIGATORI CHE DA SEMPRE ASSERISCONO CHE 3 COINCIDENZE FANNO UNA PROVA !!!

Tra l’altro , partendo dall’ identità di queste persone sarebbe interessante chi oltre all’autore fosse a conoscenza della lettera ….

Ora torniamo sulla lettera di risposta a nome Guerini Regina…
Si parla di sciacallaggio , ma sinceramente non mi riconosco nel termine a meno che con esso si vuole indicare la fonte di dati inoppugnabili da me elencati in quest’anno ed allora riconsulterò il dizionario in virtù dei miei scarsi trascorsi scolastici,
che spesso mi possono portare in errore nell’espressione .
Di seguito si lamenta di come da un giorno all’altro Ventotene sia diventata per l’opinione pubblica terra di incuria ;
credo lei si sbagli nella forma , se permette , da circa un decennio è terra di incuria , da un giorno all’altro lo si è solo scoperto ed è molto differente da ciò che lei asserisce .

Altra contraddizione che si nota riguarda la strumentalizzazione :
nelle raccomandate anonime ci invitate a far silenzio ed ora si legge qui che erano il preludio a passare insieme l’anniversario e porgere un fiore sul luogo della tragedia…
sempre a pensar male ( colpa delle coincidenze avverse )
forse sarebbe stato un bellissimo spot pubblicitario da dare agli italiani in vista della stagione o no ?

Sul fatto che lì nessuno ha dimenticato l’accaduto ne sono certo ma sul non voler dimenticare mi permetta non essere d’accordo…
In un anno sulla vostra isola non vi è stata alcuna cerimonia o momento di raccoglimento per Sara e Francesca , non è mai stata detta neanche una messa ed anche fosse un’ isola di atei ( il che per me non sarebbe di alcuna importanza ) il silenzio di cui parla è stato totale…talmente totale da ricordarvi che il 20 luglio scorso in occasione a Roma dell’ intitolazione a nome delle ragazze di un campo scuola della Protezione Civile voi eravate impegnati nell’elezione di Miss Muretto o come dalla testimonianza qui sotto riportata di una vostra concittadina ( e non è l’unica ) in occasione della festa di Santa Candida avevate molta fretta di oltrepassare le vicinanze del luogo della frana senza nemmeno un AVE MARIA….

CITO:
Rosa Barboni
vorrei rispondere a quella “persona” che ha inviato la lettera via raccomandata: tutte quelle parole di conforto,di dolore,di vicinanza ai genitori delle ragazze che hanno lasciato nel fiore della loro età la VITA a Ventotene, io,ero presente alla processione di SANTA CANDIDA l’anno scorso, NESSUNO e ribadisco NESSUNO,si è sentito in OBBLICO di passare e fermare la SANTA anche solo un istante sul luogo della tragedia,e noi della PROTEZIONE CIVILE siamo stati criticati perchè siamo scesi a porgere un saluto e una composizione floreale alle due SPLENDIDE fanciulle. il sindaco,il parroco ecc…si dovrebbero solo VERGOGNARE!!! e poi parlano di strumentazzione?
31 marzo alle ore 18.00

Altro punto da obiettare è la frase con la quale si chiude la risposta :
Noi non vogliamo mettere una pietra sopra a niente, noi vogliamo che le responsabilità siano accertate e punite.
Ma che a farlo sia la giustizia e non i giustizialisti e che si faccia presto perché non gravi su tutta la nostra comunità responsabilità che non sentiamo di avere.

Io non so se ci sarà mai giustizia terrena in un aula di tribunale , io mi prodigherò con forza in questa direzione , il giustizialismo è ben altra cosa , altrimenti la condanna sarebbe forse già arrivata .

Sulle responsabilità che la vostra comunità non sente di avere la invito a riflettere che TUTTI ( anche i più onesti ) i Ventotenesi erano a conoscenza della pericolosità del costone….
Non è forse vero che di generazione in generazione si è SEMPRE raccomandato ai propri figli di non sostare in prossimità delle rocce o è solo leggenda che ogni qualvolta è caduto un masso ( e tanti ne sono caduti ) si accende una candela a Santa Candida per lo scampato pericolo…
Ora in virtù dell’ ultimo crollo dell’altro giorno di circa 50 metri cubi di falesia , fortunatamente senza conseguenze per alcuno, la candela accendetela per Sara e Francesca…
Forse Santa Candida si era stufata di tanta cera e niente fatti e ha delegato loro a farvi riflettere sul vostro comportamento !!!

( Bruno Panuccio 10/04/2011 )

P.S.  Io firmo ciò che scrivo…

Fonte: Facebook

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Cosa vuol dire turismo sostenibile

Abbiamo deciso di elevare a rango di post il commento di Stefano ad un articolo precedente, sperando non ce ne voglia…
A nostro avviso vale decisamente la pena leggerlo con attenzione.

Lo staff di Ventotene News

Un invito a scuola di turismo sostenibile per i tutti i Ventotenesi :

“Un turismo capace di durare nel tempo mantenendo i suoi valori quali-quantitativi. Cioè suscettibile di far coincidere, nel breve e nel lungo periodo, le aspettative dei residenti con quelle dei turisti senza diminuire il livello qualitativo dell’esperienza turistica e senza danneggiare i valori ambientali del territorio interessato dal fenomeno”.

Le caratteristiche principali del turismo sostenibile :

DUREVOLE: non si basa sulla crescita a breve termine della domanda ma sugli effetti a mediolungo termine del modello turistico adottato, cercando di mettere in armonia la crescita economica e la conservazione dell’ambiente e dell’identità locale, fattori che costituiscono il principio attivo dello sviluppo turistico nel tempo.

DIMENSIONATO E RISPETTOSO DELL’AMBIENTE: dimensionato nel tempo, per ridurre gli effetti legati alla stagionalità, e nello spazio, individuando la capacità d’accoglienza del territorio e limitando l’affluenza dei turisti in funzione delle caratteristiche fisiche dei luoghi. Si definisce così una soglia dei visitatori atta a garantire la conservazione degli spazi e la qualità dell’esperienza turistica.

INTEGRATO E DIVERSIFICATO: l’offerta turistica deve essere il risultato naturale delle risorse locali: il patrimonio architettonico, le feste tradizionali, la gastronomia, i rapporti con il mare, con il deserto… il turismo non può essere un elemento estraneo all’identità del luogo ma un elemento integrato alla ricchezza culturale ed economica dello stesso. In questo senso la “monocultura turistica” deve essere sostituita con dei modelli diversificati in cui il turismo occupi una parte importante della struttura economica. Inoltre, il modello turistico sostenibile è aperto al territorio circostante in modo che gli spazi naturali delle località vicine facciano parte della medesima offerta turistica. La diversità urbana, paesaggistica e naturale dell’insieme rafforza, infatti, l’attrattiva dell’offerta.

PIANIFICATO: implica un’analisi attenta delle condizioni presenti e delle prospettive future, unite alla presa in considerazione al momento della decisione delle diverse variabili che intervengono nel processo turistico.

ECONOMICAMENTE VITALE: si propone quale modello alternativo che non rinuncia alla vitalità economica e alla ricerca del benessere della comunità locale. Non si pone come priorità la crescita rapida dei redditi turistici, ma la natura e la vitalità nel tempo degli investimenti.

PARTECIPATO: in quanto tutti i soggetti devono essere coinvolti nei processi decisionali riguardanti lo sviluppo del territorio e collaborare alla realizzazione.

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