Ventotene: la stagione parte malissimo!

Ventotene, manca benzina turisti bloccati nell’isola
Per la carenza di carburante le barche non possono rifornirsi: a Ventotene turisti bloccati da domenica

Rischia di diventare un incubo la vacanza nell’isoletta pontina per oltre 100 persone che, causa assenza di benzina, non possono ripartire. I benzinai infatti sono a secco di carburante perché la società che dovrebbe rifornirli è ferma dallo scorso sabato. “Siamo indignati e preoccupati” racconta Roberto, uno dei turisti bloccati insieme alla sua fidanzata, “nessun bollettino marittimo aveva segnalato nulla e siamo partiti tranquillamente. La scoperta l’abbiamo fatta domenica e siamo a caccia di un posto dove dormire almeno fino a venerdì, giorno in cui tutto dovrebbe tornare alla normalità”.
Ma le difficoltà riguardano anche le attività dell’isola e il sindaco, Giuseppe Assenso, ha già allertato prefettura e regione:” L’amministrazione si sta muovendo per sbloccare la situazione, sappiamo che la società in carica ha problemi amministrativi, ecco perché non arrivano i rifornimenti. Siamo vicini ai turisti però per il problema vero in questo momento sono i rifiuti: senza benzina non possono essere portati via”.

Fonte: La Repubblica, Leggo, H24Notizie, Il Messaggero

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“Rogo di Ventotene: vediamoci chiaro”

Pasquale Valente, IDV Formia

“L’incendio verificatosi nella mattinata di oggi a Ventotene, che ha distrutto diversi ettari di campi coltivati a lenticchie, mettendo a rischio anche le abitazioni circostanti, e che solo grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco di Latina coadiuvati dai numerosi volontari di Protezione civile presenti in loco, si è evitato il peggio, merita un approfondimento”. Lo afferma il coordinatore delle Rete dei Valori Pasquale Valente. “Chiediamo di fare piena luce sul rogo al fine di stabilire se si tratta di dolo – prosegue -, se la causa scatenante sia accidentale o ad altre motivazioni molto più gravi,ovvero si utilizza l’incendio per lanciare messaggi mirati”.
“A Ventotene perla del tirreno centrale insieme alla vicina isola di Ponza, Palmarola e Zannone deve essere ristabilita il rispetto del territorio, violato da diversi anni ovvero da quanto è scomparso prematuramente il sindaco di Ventotene nel 1999 Beniamino Verde uomo che si è battuto per tenere un territorio sano, battaglie vane, basti vedere anche  i precedenti esposti dei giorni scorsi della Rete dei Valori, in riferimento al dilagare dell’abusivismo edilizio sull’isola fenomeno ormai fuori controllo che ha creato un danno serio al territorio”.
“Riteniamo comunque – prosegue – che su tutto il territorio della provincia di Latina c’è bisogno di un piano di prevenzione degli incendi che si avvalga di tutte le più moderne tecnologie, come sensori elettronici collegati a rilevatori satellitari, nonché l’impiego della protezione civile per attività di prevenzione come i semplici avvistamenti. Nel contempo è necessario che avvenga una dettagliata mappatura dei terreni percorsi dal fuoco, al fine di poter applicare la normativa vigente che prevede l’impossibilità di speculare sui terreni che hanno subito incendi quindi, si effettuino controlli finalizzati a contrastare le attività abusive su tali terreni”.

Fonte: H24Notizie, Parvapolis, TeleFree, Latina Oggi, La Provincia

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In fumo 20.000 metri quadrati di Riserva Naturale

La Protezione civile della Regione Lazio è intervenuta questa mattina con un proprio elicottero, mezzi e squadre di volontari locali, per domare un incendio che si è sviluppato intorno alle 9,30 sull’isola di Ventotene. Le fiamme, quasi sicuramente di origine dolosa e alimentate da un forte vento, si sono estese su circa due ettari di terreno e sono state spente in tre ore, minacciando, senza raggiungerle, alcune abitazioni, i cui occupanti sono stati fatti allontanare per motivi di sicurezza.

Fonte: La Repubblica, Corriere della Sera, Libero, Latina 24ore, H24Notizie, Provincialatina TV, Il Faro, Il Messaggero, Latina Oggi, La Provincia

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Scollegati!

Traghetti e aliscafi a singhiozzo verso le Pontine: turisti prigionieri

Estate 2011, disagi in vista per chi viaggia verso le isole. La compagnia Laziomar nasce in crisi. Aliscafo della Vetor lascia a terra i viaggiatori a Ventotene: denunce

Bloccati sull’isola per la cancellazione dell’ultima corsa dell’aliscafo. Non è che l’ultima disavventura di un gruppo di turisti in vacanza sul mare del Lazio. L’ultima in ordine di tempo, perchè altri disagi attendono i viaggiatori dell’estate 2011 diretti alle isole Pontine.
Contributi regionali ridotti per lo società private che gestiscono le tratte verso l’arcipelago, un nuovo soggetto prevalentemente pubblico – la neonata Laziomar spa – sul cui destino solo in pochi sono pronti a scommettere: la situazione del trasporto marittimo laziale è davvero poco rassicurante. E questo proprio nel momento in cui il sistema dovrebbe dimostrare il massimo dell’efficienza, con la stagione turistica entrata nel vivo e le isole meta prediletta di tanti romani, campani e pontini. Tanti non rinunciano ad un week end o una vacanza breve tra Ponza e Ventotene. Il problema è come raggiungerle.

Abbandonati al porto – Basta poco per rovinare qualche giorno di ferie. Lo raccontano alcuni lettori di Corriere.it, che domenica 19 giugno sono dovuti rimanere a Ventotene dopo che la compagnia di navigazione privata Vetor, all’ultimo minuto, aveva deciso di annullare la corsa dell’aliscafo senza dare modo ai passeggeri di cercare un’alternativa per il ritorno.
Racconta Paola: «L’ultimo aliscafo in partenza dall’isola era alle 18.50. La Vetor ha chiamato i passeggeri alle 17.45 (quando ormai erano partite tutte le altre compagnie) per dire che la corsa era stata annullata». Potevano farlo prima, dice la ragazza, «visto che le condizioni del mare erano poco favorevoli sin dalla mattina. E nonostante questo le altre imbarcazioni sono salpate senza particolari problemi. Ci hanno detto che forse sarebbe arrivata una nave da Ponza, ma era già sovraccarica». Un ulteriore giorno di ferie che molti si avrebbero preferito conservare per momenti migliori.

I posti letto del sindaco – Prosegue la testimonianza: «Ovviamente erano tutti molto arrabbiati. Il sindaco ha provveduto ad una sistemazione per chi non sapeva dove rimanere a dormire, ma questo non è bastato per calmare gli animi». In tarda serata, è stata presentata una denuncia cumulativa ai carabinieri per rimarcare l’episodio di interruzione di pubblico servizio. «Io sono potuta ritornare a casa solo il giorno dopo», conclude Paola, che lamenta la scarsa assistenza ricevuta ed il mancato rimborso del biglietto.

Incognita Laziomar – La situazione di Vetor, peraltro, non è rosea. La compagnia vede restringersi di anno in anno i margini di profitto. E non c’è speranza di miglioramento con ulteriori iniezioni di denaro pubblico, visto che tante risorse dovranno essere dirottar sulla neonata Laziomar Spa, la società che ha preso in gestione il trasporto delle isole dalla Caremar, controllata di Tirrenia, ereditando vizi manifesti (un credito di 8 milioni di euro dalla società madre, ad esempio) e virtù ancora tutte da dimostrare.

Le «figlie» della Tirrenia – Come avvenuto in Sardegna con la nuova compagnia Saremar, battente bandiera dei 4 Mori e subito attaccata per l’aumento del 20% delle tariffe, anche Laziomar -che muove da Anzio e Formia verso Ponza e Ventotene – è una delle «figlie» della privatizzazione di Tirrenia che controllava la Caremar (ceduta alla Regione Campania che a sua volta ha devoluto al Lazio un pezzettino della sua attività costituita dalle rotte pontine).
La nuova compagnia di navigazione fa già preoccupare lavoratori, utenti e istituzioni. Ed è proprio l’incertezza sui tempi di cessione del ramo d’azienda e sul mantenimento dei livelli occupazionali che si basa la mobilitazione in corso e che ha portato ad una recente protesta delle maestranze nei porti di Formia, Ponza e Ventotene.

Altro carrozzone – Il consolidamento della compagnia Laziomar, che passa attraverso l’emanazione di un bando per individuare il partner privato, sembra ancora molto lontano. La Regione manterrà le quote di maggioranza in questo progetto appena divenuto operativo, ma che già mostra qualche crepa nella gestione. Difficile sperare che Laziomar possa vivere con il milione di euro riconosciuto dallo Stato per effetto della convenzione sulle tratte di interesse pubblico: la salvezza starà appunto nell’individuazione di un socio privato che voglia imbarcarsi in un’avventura dove il profitto, ancora un volta, non potrà che essere ricercato a discapito degli utenti attraverso il costo del biglietto.

Fonte: Corriere della Sera

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Ventotene: scempio su scempio

Rete dei Valori ha inviato un nuovo esposto agli uffici del Nipaf del Comando provinciale di Latina del Corpo forestale dello Stato, riguardante il fenomeno dell’abusivismo edilizio sull’isola di Ventotene. Nella segnalazione si fa riferimento ad una struttura sorta su un terreno in località Parata Grande. Il manufatto ha una volumetria di circa 500 metri quadrati ed è destinato – secondo gli esponenti della Rete dei Valori – ad ospitare una discoteca. Ma non è finita qui, perché sempre adiacente a questa struttura sono state realizzate tre casette in lamiera, dove dalle segnalazioni raccolte, all’interno si starebbero verificando opere di trasformazioni. L’esposto firmato dal responsabile della Sezione Ambiente e Criminalità dell’associazione Rete dei Valori chiede di appurare se vi siano le debite autorizzazioni delle opere realizzate, ma soprattutto le modalità che hanno portato al rilascio dei predetti titoli autorizzativi da parte del Comune di Ventotene. Da quanto appurato le strutture e il terreno in oggetto, sarebbero di proprietà proprio di un componente della giunta ventotenese. Il fenomeno dell’abusivismo edilizio sulla piccola isola pontina è purtroppo dilagante e si verificano spesso sequestri da parte delle forze dell’ordine.

Fonte: La Provincia, H24Notizie

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Lasciati a terra!

Odissea per un gruppo di turisti rimasti bloccati al porto di Ventotene per via del mare in burrasca ma anche per la mancata assistenza della società di navigazione Vetor. Quarantacinque persone che avrebbero dovuto imbarcarsi sul traghetto delle 18 di ieri per Formia sono stati avvisati solo all’ultimo minuto che la corsa era saltata a causa delle condizioni meteo; ma inizialmente la società Vetor, tramite gli addetti agli sportelli del porto, aveva anche aggiunto che sarebbe stato trovato un posto alternativo su un altro mezzo sempre diretto a Formia di altra compagnia. Invece l’altro traghetto era pieno ed è stato impossibile per motivi di sicurezza far salire altri passeggeri, compresi quelli muniti di prenotazione. Tra i 45 turisti bloccati c’erano anche sette bambini di cui due piccolissimi e uno diversamente abile. Inutili le proteste allo sportello Vetor cui era stato chiesto un intervento che assicurasse ai passeggeri bloccati un posto dove dormire per la notte. Qualcuno ha chiamato i carabinieri e nel frattempo della vicenda si è occupata anche l’amministrazione comunale che, grazie alla disponibilità dell’associazione albergatori, ha garantito una sistemazione in hotel per tutte le famiglie in attesa e che partiranno questa mattina con la prima corsa diretta al porto di Formia. Ma i passeggeri «snobbati» da Vetor hanno annunciato una richiesta di ulteriori chiarimenti ed eventuali azioni risarcitorie.

Fonte: Latina Oggi , La Provincia

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Ancora un incidente a Cala Rossano

La spiaggia di Cala Rossano

Stava facendo un giro in bicicletta, nel giardino privato di un’abitazione sita in via Cala Rossano, non lontano dall’albergo Isola Bella. L’entusiasmo e l’imprudenza di un bambino di soli cinque anni. Vicino c’era un muretto. Si è sporto ed ha perso l’equilibrio. Un volo di almeno tre metri prima dell’impatto col terreno. Il bimbo, figlio di un medico romano, a Ventotene per trascorrere il week-end assieme ai familiari, nella caduta ha sbattuto la testa. Lo hanno soccorso i genitori che subito hanno lanciato l’allarme al 118. All’arrivo dei medici, il bimbo è apparso provato ma vigile. La botta alla testa ha però consigliato il trasferimento in un ospedale sulla terraferma per sottoporlo ad una tac. La notizia ha fatto subito il giro dell’isola, accompagnata da grande sgomento. La macchina dei soccorsi si è messa in moto in pochi minuti. Il bimbo è stato condotto all’eliporto di Punta Eolo dove è stato trasbordato su un’eliambulanza che è partita alla volta del Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina dove è giunto nel tardo pomeriggio con un codice rosso. Sono stati minuti di grande tensione. Il bambino è stato sottoposto ad un esame completo che ha confermato il trauma cranico. Per tutto il tempo, il piccolo è rimasto vigile. Rimarrà in osservazione. Il colpo alla testa è stato durissimo ma, fortunatamente, non rischia la vita. Certo un grande spavento per un’isola che, alle tragedie dell’infanzia, ha già pagato il suo tributo.

Fonte: La Provincia, Latina Oggi, Il Messaggero

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Presidio antincendio a Ventotene

‘Anche sulle isole di Ponza e Ventotene quest’anno, per la prima volta, ci sarà un servizio di vigilanza antincendio boschivo’. Lo ha annunciato oggi la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, a Cittaducale in provincia di Rieti, nella scuola del Corpo Forestale dello Stato, durante la cerimonia di consegna degli attestati di formazione ai volontari della Protezione civile del Lazio che hanno seguito i corsi tenuti dagli esperti della Forestale.
Il servizio di vigilanza nelle due isole pontine verrà garantito da operatori qualificati della Protezione civile regionale e dei Vigili del Fuoco, dal 30 giugno al 1 settembre ovvero nel periodo di massima criticità per l’emergenza degli incendi boschivi.
La campagna antincendio per il Lazio si aprirà ufficialmente il 15 giugno e vedrà impegnati quindi su tutto il territorio regionale anche i 510 volontari della Protezione civile regionale (411 uomini e 99 donne) che da aprile ai primi di giugno hanno seguito i corsi di formazione, apprendendo nozioni sulle varie tipologie di incendi boschivi oltre che di coordinamento degli interventi, nonché prove pratiche di simulazione di spegnimento delle fiamme.
Si è trattato della prima fase del corso, che riprenderà in autunno dopo la chiusura della campagna antincendio boschivo, nella quale verranno formati altri 500 volontari.
“Questa – ha affermato Polverini rivolgendosi alle centinaia di volontari presenti – è la parte migliore dell’Italia, quella che arriva prima delle istituzioni”.
Alla cerimonia di consegna dei diplomi a Cittaducale hanno partecipato il comandante della scuola, Umberto D’Autilia, il capo del Corpo Forestale dello Stato, Cesare Patrone, e i dirigenti regionali.
La Presidente della Regione Lazio Renata Polverini ha inoltre ricordato nel suo intervento l’approvazione da parte della Giunta regionale del Lazio venerdì scorso della delibera che istituisce l’Agenzia regionale di Protezione Civile.
“La collaborazione tra Protezione civile regionale e Corpo Forestale – ha affermato Polverini – continuerà: a settembre infatti stiamo pensando di lanciare un corso di cartografia e orientamento anche in notturna per i volontari. Queste persone meritano un vero processo formativo. Ci sarà l’attestazione di ciascuna attività delle associazioni e dei singoli volontari, e queste potranno fare curriculum”.

Fonte: H24Notizie

Per informazioni ed emergenze riguardo gli incendi boschivi a Ventotene chiamare il  347-1336005 (Protezione Civile Ventotene) oppure la sala operativa della Regione Lazio: 80355.

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Mai più ergastolo

Il cimitero abbandonato di S. Stefano

È partita da Nicola Valentino, di Sensibile alle Foglie, l’idea di andare in una sorta di pellegrinaggio all’isola Ergastolo di Santo Stefano, vicino a Ventotene, per visitare il cimitero degli ergastolani, luogo ormai in stato di abbandono.
L’iniziativa vuole sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto al tema dell’ergastolo, pena disumana, forma di tortura non dichiarata, che, secondo gli organizzatori e le numerose associazioni che hanno aderito all’appello, dovrebbe essere abolita immediatamente in Italia e in Europa.Nicola Valentino è in carcere dal 1979 con una pena all’ergastolo per la sua partecipazione alla lotta armata; adesso si trova in semilibertà, ma lui continua a sentire “il fine pena mai” in ogni momento, anche se per metà della giornata è “libero”. Da sempre si è occupato di ergastolo e nel 1994 ha pubblicato per Sensibili alle foglie un libro proprio su questo argomento, attraverso testimonianze dirette e scritti di ergastolani.
Con questa iniziativa, ha trovato un nuovo modo per rimettere al centro del dibattito italiano il tema del “fine pena mai”. Santo Stefano (carcere dal 1795 al 1965) è stato il primo istituto penitenziario costruito dai Borboni secondo lo schema del panottico: i reclusi erano guardati dai custodi 24 ore su 24. Ormai il carcere non è più usato, però, all’esterno, in ricordo di quel passato, c’è un piccolo cimitero dove sono sepolti gli ergastolani, un luogo abbandonato dove le croci non hanno nomi. Anni fa, un agente di custodia in pensione, decise di prendersene cura, circondando le tombe e ponendovi le croci in legno.
Il cimitero degli ergastolani è importante da visitare perché ci racconta e ci ricorda la disumanità dell’ergastolo: le persone entrate in quel carcere sono state socialmente cancellate e poi morte in totale solitudine. Ed è importante anche perché ci ricorda la tragedia di coloro che hanno ancora questa condanna, adesso, in Italia e nel mondo.
Chi vuole aderire all’iniziativa o partecipare all’evento può telefonare al numero 3664937843.

Fonte: Linkontro

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A Ventotene ammalarsi può costare caro

Secondo chi lo conosceva bene, per almeno due anni si è fatto prestare da decine di ventotenesi migliaia di euro senza però mai restituirli. Addirittura cinquecento euro anche dal primo cittadino Giuseppe Assenso che per via telefonica ci ha confermato, per quanto lo riguarda, la restituzione. A molti altri sembrerebbe, invece, di no. A chi si presentava nel suo studio medico, raccontava di essere in grosse difficoltà economiche e di fronte a un medico che un domani potrebbe salvarti la vita, in pochi si rifiutavano di dare una mano. Chi cinquecento euro, come il Sindaco, chi mille, chi duemila e via così. Fino a quando non sono cominciate a fioccare le denunce da parte di cittadini esasperati dalle richieste dell’uomo. Che pare avesse anche cominciato a minacciare le vittime parlando di amicizie potenti e influenti se i prestiti non fossero continuati. Nel maggio scorso il 63enne, G.P., si è allontanto dall’isola e, attualmente, sarebbe imbarcato come medico su una nave crociera partita da Genova e in navigazione nel Mediterraneo. Il denaro che gli è stato prestato e non è stato restituito… E’ partito con lui. Sul medico, il sindaco Assenso si è limitato a dirci: “Era un tipo strano”.

Fonte: H24Notizie

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