Nella mattinata del 14 Settembre 2011 il signor U. Stocchi, amico di vecchia data del sottoscritto, si è presentato presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Ventotene. Scopo della visita era quello di ottenere delucidazioni sulla Delibera Comunale o di Giunta concernente l’eliminazione delle aree verdi da sempre presenti nella piazza Castello a Ventotene.
Due delle suddette aree, sono già state eliminate quest’anno, sostituite solo da lastroni di pietra e qualche sparuto albero. Le altre aree verranno eliminate appena conclusa la stagione estiva.
Infatti, non appena finita la festa di S. Candida, riprenderanno i lavori di scavo per l’eliminazione delle rimanenti aree verdi e la pavimentazione totale della piazza che, potrà così trasformarsi in “zona ristorazione” con gli ombrelloni ed i tavolini dei locali e dove i pochi anziani rimasti sull’Isola potranno sostare previo pagamento di un caffè.
Cambiando argomento, su di un cartello nei giardinetti della piazza si legge “vietato giocare a pallone ”. Un divieto che nessuno rispetta e nessuno fa rispettare, né Carabinieri, né Guardia di Finanza né i due Vigili urbani. Infatti, si gioca a pallone dalla mattina alla sera, e delle volte anche dopo la mezzanotte. Forse i ragazzi giocano a pallone qui perché il campo di calcio – quello vero- sito alle spalle della Caserma della Guardia di Finanza, è ormai adibito a discarica di materiale edile in attesa di diventare un parcheggio per le automobili che usciranno dal tunnel?
Ma cambiamo ancora argomento…
Il giorno 11.09.2011, un forte incendio ha devastato per tutta la notte le campagne nelle prossimità di Parata Grande. Le cause ancora da accertare. Va ricordato che in questa zona le terre si incendiano puntualmente ogni anno, molto spesso a settembre. Dieci giorni prima era toccato alla zona Fontanelle e qualche mese prima ad un campo di lenticchie. Sono tutte fatalità?
E come non ricordare l’incendio che ha devastato S. Stefano di qualche anno fa?
Gli incendi mettono a rischio sia la vita dei turisti ospiti, sia di tutti i volontari della Protezione Civile (questi ragazzi andrebbero premiati), che con i pochi mezzi a disposizione, cercano di spegnere l’incendio che si trovano davanti.
Anche per tutti questi motivi, quest’anno l’Isola di Ventotene si è meritata la bandiera nera.
Gli operatori turistici sono andati su tutte le furie contro Goletta Verde, Legambiente, WWF ecc ecc…e contro il sottoscritto.
Vorrei ricordare, come riportato nelle varie lettere apparse su Internet, che l’Isola di Ventotene è Riserva Marina e Terrestre. Voglio ricordarlo in quanto, qui non cambia niente, si progetta solo come far arrivare soldi……ma poi?
Per concludere, riguardo al primo caso sollevato l’U.T.C. ha risposto che non esiste nessuna Delibera Comunale, né di Giunta che prevede eliminazione delle aree verdi nel centro storico dell’Isola di Ventotene. Sarà vero?
Va ricordato che anche per altre aree nel centro storico, forse demaniali, come quella in via Roma e quella vicino la rampa per il porto verso il Pozzillo, sono stati stanziati soldi per cambiare il manto stradale. Fin qui va bene, ma è giusto eliminare un’area verde per un monumento che viene attualmente utilizzato come bidone della spazzatura, o rendere ad uso l’altra sempre se quest’ultima fosse effettivamente demanio dello stato.
E come dimenticare le aree messe sotto sequestro al porto nuovo e al campo sportivo?
Ed i “lavori” che da anni si stanno effettuando dalla spiaggia Calanave a tutto il canalone. Lavori edili? Bonifica? Si tolgono altre piante per far posto a cosa?
Cari Ventotenesi, non dovete prendervela con le associazioni che quest’anno vi hanno assegnato la bandiera nera e nemmeno con il sottoscritto.
Sappiate che molti Enti hanno stanziato milioni di Euro per migliorare il territorio di Ventotene ma nessun miglioramento si è visto.
Ci tengo a precisare che il sottoscritto si espone in prima persona perché non ha interessi, non faccio parte di quelle persone, tra le quali molte facenti parte dell’entourage del Sindaco, che vorrebbero che sia io ad accusare e denunciare chi dovrebbe controllare e non l’ho fa. Questo non l’ho farò mai.
Signor Sindaco, mi permetta, io la mia petrella la tiro…. ma non faccio come qualcuno del suo enturage, che poi nasconde la manella.
Ventotene, 16 settembre 2011
Antonio Flocco
Un paradiso naturalistico e archeologico in miniatura, poco più di 1 chilometro quadrato e mezzo di estensione, in passato terra di confino per personaggi illustri, da Giulia, figlia di Augusto, ad Altiero Spinelli, passando per l’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini. Ventotene, isola vulcanica dell’arcipelago pontino, nel Mar Tirreno, è tanto bella quanto delicata: solo un anno fa qui morirono tragicamente due ragazze per la frana di un costone di tufo. E ora, mentre ci si appresta a tornare alla vita di sempre dopo l’assalto estivo dei turisti, a tenere banco tra i 700 abitanti (e non solo) è la polemica per il progetto di un tunnel, lungo 259 metri, da scavare in parte proprio nella roccia tufacea, destinato a collegare il porto commerciale di Cala Rossano con il centro del paese. L’opera sarà realizzata mettendo in sicurezza l’area interessata, puntualizza il Comune, e mira a salvaguardare l’isola liberando finalmente dal traffico le aree del porto romano e del centro storico. Dura la risposta degli ambientalisti e delle associazioni di cittadini: è un’opera pericolosa, inutile e costosa dal punto di vista ambientale per un territorio che ha già pagato a caro prezzo le conseguenze dell’abusivismo, della cementificazione selvaggia e del dissesto idrogeologico.
Ventotene brucia. Ancora una volta ieri sera il fuoco si é mangiato un pezzo dell’oramai sparuta macchia mediterranea che ancora si ostina(va) a crescere su Ventotene.




C’è attesa, a Ventotene, per la decisione del tribunale di Latina che, nei prossimi giorni, dovrà esprimersi in merito al dissequestro della stazione marittima ed annessi servizi, in fase di costruzione sull’area della nuova banchina portuale.
“Anche questa stagione estiva stà arrivando a termine e come tutti gli anni le cose non sono cambiate: le quotidiane botte al porto per i motivi riguardanti gli ormeggi e la vendita dell’acqua ai natanti, le barche ormeggiate fino in terza fila, imbarcazioni piene di turisti che vengono trasportati in giro per l’Isola, in spiaggia l’affollamento di lettini vuoti, mentre la gente si ammassa in uno spazio libero, delimitato con ipotetiche linee in una piccolissima area”.
E’ stata presentata dall’on. Elisabetta Zamparutti del Pd, un’ interrogazione parlamentare diretta al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per richiedere ‘Se le risorse destinate alla messa in sicurezza di Ventotene risultino adeguate; e quale uso sia stato fatto dei sei milioni di euro per la messa in sicurezza dell’isola’, in seguito al secondo infausto episodio verificatosi nella zona delle Fontanelle; un crollo di un costone di roccia di circa 25 tonnellate che, nonostante l’isola fosse piena di turisti, non ha causato vittime come, purtroppo è successo il 20 Aprile dello scorso anno.
Affermare che il tunnel di 300 metri da scavare al centro della minuscola isola di Ventotene sia un opera necessaria, ecocompatibile e l’unica soluzione possibile per risolvere il problema del traffico sull’isola non solo è una palese idiozia, ma anche un’offesa all’intelligenza di qualunque cittadino mediamente informato di questo Paese.
Un tunnel lungo circa 260 metri al costo di 4,8 milioni di euro. E’ questa la grande opera prevista nell’isola vulcanica di Ventotene, piccolo paradiso naturale facente parte dell’arcipelago pontino.