Ventotene: cosa c’è oltre il tunnel?

Affermare che il tunnel di 300 metri da scavare al centro della minuscola isola di Ventotene sia un opera necessaria, ecocompatibile e l’unica soluzione possibile per risolvere il problema del traffico sull’isola non solo è una palese idiozia, ma anche un’offesa all’intelligenza di qualunque cittadino mediamente informato di questo Paese.

I veri motivi che stanno dietro l’incredibile ostinazione del sindaco Assenso e di quasi tutti i consiglieri comunali, compresi molti dell’opposizione, nel portare avanti quello che tutti condannano come un’ecomostro inutile e dannoso, oltreché costosissimo, devono per forza essere altri.

Certo è una coincidenza, ma proprio sopra al tracciato dell’ipotetica galleria sorge una baracca oggi impropriamente adibita ad abitazione che affaccia sul millenario Porto Romano e che, se i lavori del tunnel partiranno, il Comune dovrà molto probabilmente abbattere per ricostruire a sue spese, a questo punto mettendola a norma. E non sarebbe la prima volta che ciò avviene. Nel 2007, a seguito di una frana causata, pare, dagli interventi abusivi operati su una terrazza della stessa proprietà dove sorge la baracca, è stato necessario rifare l’intera terrazza, a spese del Comune. L’area appartiene al cognato di una consigliera di maggioranza nonché assessore alla cultura del sindaco, moglie di un ex sostituto procuratore di Latina che lavorava con il famoso e potente procuratore capo del capoluogo pontino Giuseppe Mancini.

Un’altra coincidenza sta nel fatto che sulla carta il tunnel dovrebbe sbucare proprio nel luogo dove si è deciso di costruire il famoso dissalatore che dovrebbe finalmente risolvere il problema dell’approvvigionamento idrico per tutta l’isola . L’opera, che evidentemente gioverebbe di una strada che la collega direttamente al porto, costerà milioni di euro già stanziati dalla Provincia, ma sarà poi gestita dalla famigerata società Acqualatina, come stabilito da un preciso accordo di programma approvato lo scorso luglio dall’intero consiglio comunale (tranne uno), pochi giorni prima della ratifica ufficiale dei risultati del referendum di giugno che avrebbe impedito per sempre simili accordi.

E ancora una curiosa coincidenza risiede nel constatare che il bando di gara comunale per i lavori del megatunnel propone di realizzare, oltre alla galleria, anche pali, micropali e diaframmi in cemento armato. Tutte opere che si possono realizzare soltanto con trivelle speciali, come quella che appartiene alla principale ditta edile dell’isola, che in pochi anni è diventata ricca con tutti i lavori di ‘stabilizzazione e messa in sicurezza’ affidatigli direttamente dall’amministrazione comunale attraverso l’escamotage della “somma urgenza”, ovvero senza gara e in deroga ai pareri ambientali e paesaggistici.

Coincidenze, certamente solo coincidenze, ben note sull’isola e più volte apparse sui giornali, su internet o comunicate direttamente agli organi di tutela e controllo.

Ma se una coincidenza da sola rimane tale, due coincidenze spesso fanno un indizio, mentre tre quasi sempre costituiscono una prova.

Fonte: TeleFree, Facebook

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