Sempre più isolati

Oggi nuovo capitolo della debacle dei collegamenti marittimi con le isole. Aliscafi fermi nei porti di Ponza e Formia, insieme al Tetide che ha saltato la corsa per Ventotene. Insomma ancora un giorno senza collegamenti per le isole.
Una situazione talmente ripetitiva  che sembra diventata la normalità.
“Mare da mosso a molto mosso, vento debole da NE altezza onde 1,3 -1,4″, non è un bollettino da tregenda, tante altre volte si è regolarmente navigato. Ora tra aliscafi al posto dei traghetti e nuova gestione della società passata da Caremar a Laziomar, la qualità e quantità dei collegamenti sembrano peggiorare ogni giorno di più.
Il mancato collegamento di oggi per Ponza – tra l’altro – fa saltare anche la giornata dedicata ai prelievi del sangue per le analisi che, avendo una cadenza settimanale, slittano al prossimo mercoledì.
Nel frattempo il Quirino è ancora fermo per lavori nel porto di Ponza, con oggi sono 35 giorni. Ieri sono state effettuate le visite del RINA e questo fa presumere che i lavori siano terminati. Voci di banchina dicono che dovrebbe rientrare in linea venerdì.
A tale proposito due considerazioni nascono spontanee: neanche questa volta sono stati fatti i lavori di adeguamento per l’istallazione di un sistema di abbattimento delle barriere architettoniche (ascensore, montacarichi, o qualunque altro sistema idoneo per superare le ripide scale di accesso al ponte passeggeri); dopo circa 4o giorni passati nel porto di Formia – che è un noto vivaio di cozze – immaginiamo lo stato della carena del Quirino: con le cozze aumentate e la velocità ancora diminuita. Il traguardo delle tre ore di traversata è ormai a portata di mano.

Fonte: H24 Notizie, Corriere della Sera

Pubblicato in Cronaca | Contrassegnato , , , , , | 11 commenti

I genitori di Sara chiedono due milioni di euro al Comune di Ventotene

20120205-212429.jpgArriva una tegola sul Comune di Ventotene per la tragedia di Cala Rossano del 2010. In questi giorni è stata notificata sull’isola la citazione civile dei coniugi Panuccio contro il Comune per due milioni di euro a titolo di risarcimento danni per la morte della figlia Sara sotto i massi della falesia venuta giù il 20 aprile 2010.
La richiesta al tribunale civile vale anche per il sindaco pro tempore Geppino Assenso e il suo predecessore Vito Biondo oltre al tecnico comunale resposanbile del settore. Questo nuovo filone giudiziario, dunque, viaggerà separato da quello penale cui è stata appena fissata l’udienza preliminare per il prossimo 24 aprile. Il giudizio civile non è stato scelto invece dai genitori di Francesca Colonnello, l’altra tredicenne studentessa romana deceduta sotto la frana.

Fonte: Latina 24 Ore, La Provincia, Il Tempo Il Faro Online, Corriere della Sera

Pubblicato in Cronaca | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 2 commenti

Al via il processo per la morte di Sara e Francesca

20120205-084400.jpgPrima udienza preliminare il prossimo 24 aprile presso il Tribunale di Latina di fronte al gup Guido Marcelli per il sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, l’ex sindaco Vito Biondo, il capo dell’area tecnica del Comune Pasquale Romano e il capo dell’ufficio del Genio Civile di Latina Luciano Pizzuti. Tutti e quattro, per loro è stato chiesto il rinvio a giudizio da parte del pm Vincenzo Saveriano, sono indagati di duplice omicidio colposo per la morte delle studentesse romane Sara Panuccio e Francesca Colonnello, e per lesioni gravissime nei confronti di altri due compagni di classe per i noti fatti avvenuti a Ventotene in località Cala Rossano il 20 aprile del 2010 quando una roccia si staccò dalla parete di tufo travolgendo gli studenti che soggiornavano in un campo scuola sull’isola.

Fonte: H24 Notizie, La Provincia, Latina Oggi

Pubblicato in Cronaca | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 5 commenti

Si sgretola nell’indifferenza la costa pontina

20120125-232712.jpgOrmai sembra un vero e proprio scontro quello tra Provincia di Latina e Regione Lazio. Nuovo terreno di battaglia questa volta la delicatissima questione dell’erosione delle spiagge e il rischio del dissesto idrogeologico del litorale pontino. Un problema che da via Costa definiscono “fondamentale ma che non ha avuto, purtroppo, il giusto rilievo”.

Circa 120 milioni erano stati promessi – 60 a carico del Ministero all’Ambiente e gli altri a carico della Regione Lazio – con l’Accordo di Programma Quadro sulla Difesa del Suolo sottoscritto dall’allora ministro Presrtigiacomo e dalla governatrice del Lazio Renata Polverini all’indomani della tragedia di Ventotene dove il crollo di un costolone aveva causato la morte di due giovani ragazze romane in gita.

Accordo che ai tempi è stato accolto con grande soddisfazione – come tiene a precisare l’assessore Silvio D’Arco in una nota – perché 20 milioni sarebbero stati destinati alla provincia di Latina per interventi che riguardavano in particolare le isole di Ponza e Ventotene, i costoni rocciosi del litorale di Minturno, i Comuni di Sperlonga, Fondi, Monte San Biagio, Terracina e diversi fossi e canali dei Consorzi di Bonifica sia di Fondi che di Latina

“La presidente Polverini promise a luglio 2010 la messa a gara dei lavori più urgenti entro l’autunno successivo per avviare progettazioni complesse e delicate, sulle quali bisognava coinvolgere le province, l’insieme degli enti locali e le professionalità tecniche e amministrative. Così però non è stato – ha commentato D’Arco -. È prevalso l’egoismo e la volontà accentratrice della Regione Lazio, che invece di decentrare ai Comuni e alle province il lavoro di studio e progettazione ha voluto nominare un commissario straordinario, verso il quale sono poi confluiti tutti i poteri progettuali, operativi e gestionali. Il risultato finale di tale operazione? La paralisi totale”.

Ad oggi, non è ancora partita nessuna opera, salvo qualche piccolo intervento di somma urgenza, situazione ingiustificabile per l’assessore provinciale, soprattutto se si prende atto del fatto che sul litorale pontino avanzava l’erosione, Ventotene rimane tristemente ingabbiata dalle recinzioni poste nelle numerose aree a rischio frane, mentre i Consorzi di Bonifica non riescono più ad assicurare l’ordinaria pulizia e manutenzione dei fossi e canali della Piana di Fondi e della pianura pontina, con gravi danni all’ecosistema marino e alle imprese turistiche e balneari.

“Questi dunque i risultati di una Regione Lazio accentratrice, chiusa in una torre d’avorio e sorda a ogni anelito democratico di cooperazione interistituzionale – suona d’uro D’Arco -. Gli impegni elettorali e programmatici erano ben altri, per questo come amministrazione provinciale siamo critici verso il governo regionale”.

Chiude così, D’Arco, in tono polemico il suo intervento chiamando in causa, direttamente, l’operato dell’amministrazione regionale: “La simpatia o l’antipatia non c’entra nulla, né tantomeno c’entrano i protagonismi o le presunte ambizioni personali o di velleità politica del presidente della Provincia di Latina, che non può essere diventato all’improvviso un oppositore , magari di fede comunista. Le forze politiche più avvedute del centro destra che governano la Regione Lazio non possono essere deviate dalle strumentalizzazioni politiche e dalla confusione mediatica, ma hanno il dovere di riflettere attentamente nel merito delle questioni poste dal presidente Cusani. Si tratta di questioni drammaticamente serie, basate sui problemi concreti che attengono allo sviluppo economico e sociale del nostro territorio e delle nostre collettività comunali e provinciali. Alla Regione Lazio, oggi più che mai, serve una svolta radicale, sia nel merito delle questioni aperte che nel metodo di governo. Diversamente si rischia di scivolare verso la deriva sociale e l’inevitabile sconfitta politica”.

Fonte: Latina Today, Libero

Pubblicato in Ambiente, Politica | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su Si sgretola nell’indifferenza la costa pontina

Canne al vento

Sono stati rinviati a giudizio è quello che ha deciso ieri il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Laura Matilde Campoli nei confronti degli undici imputati accusati a vario titolo di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti oltre che di hascisc anche di cocaina e altre sostanze. I fatti contestati risalgono tra il 2007 e il 2008 e sono avvenuti oltre che a Ventotene anche a Formia e Roma. Era stato il sostituto procuratore Giuseppe Miliano a condurre le indagini chiedendo al gip Giuseppe Cario l’applicazione delle misure cautelari che il magistrato invece aveva rigettato. Ieri si è svolta al’udienza preliminare nei confronti di: Sidney Calvi, Raffaele Bosco, Orlando Dario, Beatrice Meglio, Linda Pellegrini , Rocco Lombardo, Marisa Aiello, Stefano Peditto, Anna Impagliazzo, Gianfranco Ciano, Francesco Battista, residenti tra Formia, Napoli, Torino, Trieste e Ventotene. Alcuni degli imputati sono difesi dall’avvocato Francesco Cossa.

Fonte: Latina Oggi

Pubblicato in Cronaca | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | 5 commenti

La battaglia per l’acqua pubblica investe anche Ventotene

I Comitati per l’acqua pubblica in piazza: «Monti vuole privatizzare la distribuzione»
I referendari a Montecitorio: «Il decreto al voto giovedì prevede appalti o società per azioni. Beni comuni usati per fare profitto»

La liberalizzazione del servizio idrico prevista dal governo Monti potrebbe cancellare in un solo colpo anni di battaglie contro i signori dell’acqua, suggellati dal referendum con cui gli italiani hanno chiesto di non prevedere profitti per le aziende che hanno in mano l’oro blu. La protesta dei tassisti a Roma ha oscurato quella del popolo dell’acqua, che mercoledì è sceso in piazza a Montecitorio – e con un blitz al ministero dell’Economia -, contro il governo «che sta per varare, giovedì, un decreto legge che annulla i risultati del referendum, riproponendo un’ondata di privatizzazioni che vede i bene comuni usati per fare profitto».
I comitati cittadini locali e nazionali, che giovedì mattina hanno in programma un nuovo blitz a Fontana di Trevi, invitano a tenere alta la guardia, ma il complesso ritorno alla gestione pubblica appare oggi come uno dei tanti problemi del settore, che in particolare nel Lazio conosce le più svariate sfaccettature: bollette alle stelle, sabbia dai rubinetti, e persino un principato nuovo di zecca.

IL GOVERNO FRENA – «Giù le mani dall’acqua» è il nuovo appello cui il forum dei movimenti per l’acqua chiede adesioni. A offrire un quadro degli intendimenti del governo è uno degli attivisti più noti, padre Alex Zanotelli, che passa in rassegna le dichiarazioni dell’esecutivo: «Il sottosegretario alla Presidenza Catricalà ha detto che l’acqua è uno dei settori da aprire al mercato. E Corrado Passera, ministro allo sviluppo economico, ha affermato: ‘Il referendum ha fatto saltare il meccanismo che rende obbligatoria la cessione ai privati del servizio di gestione dell’acqua, ma non ha mai impedito in sé la liberalizzazione del settore”. E ancora più spudoratamente il sottosegretario all’economia Polillo ha rincarato la dose: ‘”Il referendum sull’acqua è stato un mezzo imbroglio. Sia chiaro che l’acqua è e rimane un bene pubblico. E’ il servizio di distribuzione che va liberalizzato”».

VERSO IL DECRETO – Prosegue il padre nobile del movimento: «Non meno clamorosa l’affermazione del Ministro dell’ambiente Corrado Clini: “Il costo dell’acqua oggi in Italia non corrisponde al servizio reso…. La gestione dell’acqua come risorsa pubblica deve corrispondere alla valorizzazione del contenuto economico della gestione”. Forse tutte queste dichiarazioni preannunciano il decreto del Governo (che sarà votato il 19 gennaio) che all’articolo 20 afferma che il servizio idrico – considerato servizio di interesse economico generale – potrebbe essere gestito solo tramite gara o da società per azioni, eliminando così la gestione pubblica del servizio idrico».

L’UE TEME L’ITALIA – Scrive ancora padre Zanotelli: «Per dirla ancora più semplicemente, si vuole eliminare l’esperienza che ha iniziato il Comune di Napoli trasformando la società per azioni a totale capitale pubblico (Arin) in Abc (Acqua Bene Comune – Ente di diritto pubblico). E’ il tradimento totale del referendum – prosegue Zanotelli – che prevedeva la gestione pubblica dell’acqua senza scopo di lucro. E’ il tradimento del Governo dei professori. E’ il tradimento della democrazia. Per i potentati economico-finanziari italiani l’acqua è un boccone troppo ghiotto da farselo sfuggire. Per le grandi multinazionali europee dell’acqua (Veolia, Suez, Coca-Cola…) che da Bruxelles spingono il Governo Monti verso la privatizzazione, temono e tremano per la nostra vittoria referendaria, soprattutto il contagio in Europa».

BOLLETTE ANCORA SU – E mentre si consuma il dibattito sulla privatizzazione, i problemi del sistema continuano a sommarsi. Come quello dell’incremento delle bollette che si registra – tra l’altro – in maniera sensibile in provincia di Latina. Alberto De Monaco, del comitato acqua pubblica di Aprilia, traccia inquietanti prospettive per l’anno che si è appena aperto. «Puntuale come un orologio svizzero arriva l’aumento della bolletta dell’acqua per il 2012: +7,8%. Una bolletta sempre più salata per i cittadini, decisa dai sindaci dell’Ato4 che tutelano il gestore. Un bel regalo per Acqualatina». Prosegue l’attivista: «Acqua più salata nonostante il canone di concessione non sia mai stato versato ai comuni e servirà invece a garantire il debito di oltre 13milioni del gestore con i consorzi di bonifica, almeno fino alla risoluzione della contesa giudiziaria Acqualatina-Consorzi».

ISOLE E PROFITTI – «Bollette salate – dice De Monaco – nonostante il gestore non abbia ancora assunto la gestione delle isole Ponza e Ventotene e quindi abbia risparmiato sul costo del trasporto d’acqua, ancora pagato dalla Regione: oltre 1 milione l’anno. Bollette incrementate nonostante sia stata tolto dalla tariffa la remunerazione del 7% del capitale investito, come stabilito dall’esito referendario con cui ben 27 milioni di italiani lo scorso giugno hanno abolito i profitti sull’acqua»: si tratta di 6,5 milioni che dovevano essere tolti dalla tariffa 2012 e che avrebbero ridotto la tariffa del 6%.

IL CASO FILETTINO – In barba a tutti questi crucci sulla democrazia scippata, il reggente del principato di Filettino – il cui bacino disseta gran parte di Roma e del Frusinate – rende note le rivendicazioni del territorio: «Per lo sfruttamento della nostra acqua devono lasciare al nostro paese almeno dieci litri al secondo. Vogliamo anche realizzare un imbottigliamento per dare lavoro alla gente di Filettino. Inoltre, ci va riconosciuto un introiti annuale e l’acqua va portata anche alla stazione sciistica di Campo Staffi».

Fonte: Corriere della Sera

Pubblicato in Ambiente, Politica | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su La battaglia per l’acqua pubblica investe anche Ventotene

Ventotene campo di battaglia

A Ventotene deve essere scoppiata la guerra! Al porto si erigono (e poi si abbattono, e poi si ricostruiscono) mura possenti che, oltre a nascondere il Porto Romano e Santo Stefano alla vista dei turisti che attraccano con il traghetto, sembrano dover far fronte ad attacchi da mare. A terra, all’oramai ex campo sportivo, si scavano trincee su trincee per possibili attacchi via aerea. Le poche decine di abitanti che ancora si ostinano a percorrerne le scoscese stradine parlano prevalentemente lingue dell’est…
Insomma tutto fa pensare che la piccola isola del Tirreno, patria del federalismo europeo, luogo dove le migliori menti politiche italiane furono a lungo confinate dal fascismo, sia stata oggetto di un attacco militare di inaudita ferocia.

In realtà le mura sono quelle della nuova stazione marittima che il Comune ha deciso sorgerà sul porto nuovo, il cui cantiere era stato già posto sotto sequestro per mancanza di regolari autorizzazioni. Secondo un progetto a dir poco fantasioso i nuovi bastioni dovranno ospitare i pannelli solari che renderanno l’edificio “a impatto zero”; alla faccia dell’impatto paesaggistico, i cui certificati di nulla osta sono stati regolarmente rilasciati da funzionari (in?)competenti.
Per le trincee la cosa cambia. Si tratta infatti dell’ennesimo progetto finanziato con soldi pubblici per un impianto geotermico (???) che però si è bloccato quando l’amministrazione comunale si è accorta che sullo stesso campo si dovrebbero realizzare altri due suoi progetti, come quello dell’impianto di dissalazione dell’acqua (che grazie ad un accordo siglato dall’intero Consiglio comunale, dopo il referendum di giugno scorso, sarà gestito da Acqualatina), e quello del megatunnel di 300 metri che dovrebbe sventrare l’isola per favorire il traffico privato.
E a proposito del tunnel, tanto voluto dal sindaco e dai suoi amministratori quanto osteggiato da tutte le organizzazioni ambientaliste d’Italia, ora pare che ci siano problemi e che l’amministrazione voglia fare un passo indietro. Peccato però che le gare per la progettazione ed esecuzione dei lavori siano già state fatte, per cui, nel caso, le ditte vincitrici andranno risarcite. Il tutto, come sempre, a carico del contribuente.

Insomma Ventotene è terra di nessuno, abitata solo da pochi cittadini per lo più extracomunitari che lavorano nei cantieri o che aiutano gli ultimi anziani che ancora sopravvivono: più che di perla bisognerebbe parlare di cozza del Tirreno.

Fonte: TeleFree

Pubblicato in Ambiente, Cronaca | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 1 commento

Si riparla di campi scuola a Ventotene, ma cosa è cambiato da quel tragico aprile di due anni fa?

«Una importante esperienza di studio storica o naturalistica fuori dalle aule scolastiche, a diretto contatto con l’ambiente e la natura, i luoghi dell’arte e i siti archeologici di tutta Italia, ma anche una significativa occasione per una serena e positiva socializzazione tra ragazzi chiamati a vivere insieme un tempo diverso da quello abituale, condividendo riflessioni ed emozioni». Così l’assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani, Gianluigi De Palo, sull’iniziativa dei Campi Scuola di Roma Capitale, offerta agli alunni delle scuole primarie e secondarie di I grado, studenti tra i 6 e i 14 anni.
C’è ancora qualche giorno per le scuole romane che vorranno presentare la domanda di partecipazione, in scadenza giovedì prossimo, 12 gennaio, per i campi scuola ’primaverilì, che tra marzo e maggio proporranno un ricco programma di percorsi didattici tra luoghi di interesse ecologico naturalistico, socio-economico e storico artistico.
Da Ravenna a Urbino, dal Parco Nazionale d’Abruzzo a Venezia, da Assisi fino all’isola di Ventotene: sono numerose le località e 11 le regioni italiane che ospiteranno per tre o cinque giorni gli studenti romani in visita.
«Considerato il successo e la grande partecipazione dei Campi Scuola autunnali, con circa 200 classi coinvolte e più di 4.000 studenti interessati – spiega l’assessore capitolino – per l’anno scolastico in corso ho voluto fortemente riproporre questa iniziativa, unica nel suo genere, perché penso che fuori dal consueto confine dell’aula si instauri un dialogo che migliora e sviluppa l’esperienza di vita in comune, sia nel rispetto delle regole condivise che nello scambio di situazioni
vissute tra il patrimonio di bellezze proprie di ogni regione. La varietà dell’offerta consentirà ai docenti di scegliere l’itinerario più adatto per arricchire e completare il proprio programma didattico-educativo, valutando anche le fasi di sviluppo e di crescita degli alunni».
«Il cuore del progetto rimane l’educazione. E nonostante la difficile congiuntura economica nazionale – conclude De Palo – Roma Capitale continua ad investire nelle attività complementari come i Campi Scuola, che rappresentano una valida risposta all’emergenza educativa di oggi. È un modo concreto per sottolineare che dobbiamo credere nelle nuove generazioni e promuovere iniziative che stimolino gli interessi dei più piccoli, in armonia con i loro linguaggi e le possibilità delle famiglie».

Fonte: Latina24Ore, AgenParl, Libero

Pubblicato in Cronaca, Spettacoli & Cultura | Contrassegnato , , , , , , | 4 commenti

Ponza e Ventotene: trasporti nel caos

Si fa sempre più aspra la polemica tra le comunità isolane di Ponza e Ventotene e la nuova società di navigazione regionale, Laziomar, in merito ai collegamenti tra il continente, cioè a dire Formia e le due isole.

Dopo il fermo, dal 3 gennaio scorso, della motonave «Quirino» per lavori di ordinaria manutenzione, con la conseguente soppressione della corsa mattutina, la Laziomar ha cercato di venir incontro alle immediate proteste dell’utenza, concretizzatesi con una petizione di oltre 1.500 firme, raddoppiando le corse dell’aliscafo «Monte Gargano» che avrebbe dovuto partire da Ponza alle 6,30 ed alle 13,30, per ripartire da Formia alle 8 ed alle 15.

I nuovi orari hanno però scontentato praticamente tutti, tanto che il dirigente dell’istituto scolastico «C. Pisacane» di Ponza, Nicola Di Battista, ha immediatamente scritto al presidente della Laziomar, Cautadella, al Prefetto di Latina D’Acunto ed al commissario al Comune di Ponza Iadicicco, segnalando i gravi disagi che i nuovi orari ed in particolare, la partenza anticipata alle 13,30 avrebbero causato al mondo della scuola e al personale pendolare, con negative ripercussioni soprattutto per gli studenti. A seguito di ciò, la Laziomar ha proceduto ad un ulteriore aggiustamento, mettendo in linea sulla tratta per Ponza, oltre al «Monte Gargano», anche l’aliscafo «Alnilam» e spostando la partenza pomeridiana diretta a Formia alle ore 14. La società di navigazione, attraverso il suo vicepresidente, Maria Terenzi, però, ha anche replicato seccamente alle polemiche, sottolineando come «le voci allarmistiche con cui viene presentata l’attività di Laziomar, non trovano alcun fondamento nella realtà, poiché è noto che le navi vengono sottoposte a periodici controlli per la sicurezza, da parte del competente Rina, come avvenuto, appunto, on questi giorni, per il traghetto Quirino. Anzi, va evidenziato che, per la prima volta, lavori e controlli vengono svolti in un cantiere laziale e costituiscono, quindi, un’occasione di lavoro per le ditte qualificate della nostra regione». Evidentemente, si fa solo del disfattismo, da parte di chi certamente non vuole bene al sud del Lazio e non accetta il progressivo distacco armatoriale dalla realtà campana. «In definitiva – conclude la vicepresidente della società di navigazione – non è stata soppressa alcuna corsa, perché quelle effettuate dalla motonave “Quirino” interessata ai lavori, saranno svolte regolarmente dagli aliscafi “Monte Gargano” ed “Alnilam”. E soprattutto . conclude Maria Terenzi – non verranno mai disattese le aspettative degli isolani, tanto che la dirigenza della Laziomar mantiene contatti periodici cin le amministrazioni di Ponza e Ventotene».

Fonte: Il Tempo

Pubblicato in Cronaca | Contrassegnato , , , , , , , | Commenti disabilitati su Ponza e Ventotene: trasporti nel caos

Ponza e Ventotene: isole con zero in emissioni ed ecocompatibilità

Ponza alla guerra dell’energia pulita; ultimatum: progetto entro il 20 gennaio
Black out scongiurato dopo il sequestro natalizio dei generatori a gasolio. Il commissario di governo impone: subito i piani per il nuovo impianto verde a Monte Pagliaro

Il rischio di un black out sull’isola è scongiurato, ma Ponza ora dovrà ingaggiare una delle battaglie più importanti della sua storia: quella per l’energia pulita. In attesa della nuova centrale elettrica ecocompatibile, manca un piano complessivo che liberi l’isola dall’inquinamento e dalla schiavitù di gasolio e benzina, oro il cui trasporto nell’arcipelago ha costi esorbitanti per la Regione. Nessun progetto all’orizzonte in grado di portare un nuovo sistema di mobilità. Stesso dramma, ancora più grave vista l’esigua estensione, per la sorella minore Ventotene.

EMISSIONI MOLESTE – La vecchia centrale elettrica a gasolio gestita dalla società elettrica ponzese – un pezzo della storia imprenditoriale isolana targato 1923 – per ordine del commissario prefettizio Agata Iadiciccio dovrà essere sostituita nel più breve tempo possibile da un nuovo impianto che non sia dannoso per l’ambiente e la salute dell’uomo. Nel frattempo la Società elettrica ponzese dovrà adeguare il gruppo d’emergenza a “Le Forna” per consentire una produzione elettrica sufficiente al fabbisogno, evitando il più possibile di utilizzare i vecchi e molesti motori a gasolio di Giancos; così malandati da costringere l’amministrazione provinciale a ritirare alla società l’autorizzazione per l’esercizio della centrale stessa. Contro questo provvedimento, comunque, il gestore ha presentato un ricorso al Tar.

SVOLTA ECOLOGICA – Ad imprimere una svolta ambientalista a tappe forzate è la gestione commissariale dell’ente dopo anni di totale disinteresse da parte delle amministrazioni votate dal popolo: non ultima quella di Pompeo Porzio, sindaco finito in manette nella vicenda della ‘cricca’ che lo vedeva coinvolto – con alcuni assessori ed imprenditori – in un giro di appalti truccati e favori che per anni ha letteralmente portato alla regressione l’isola, sempre amata dai turisti ma sempre più sfruttata e maltrattata.

SCADENZA BREVE – Si legge nell’ordinanza commissariale, che la Sep «entro il 20 gennaio» dovrà presentare alla Provincia un progetto di rimodulazione complessiva della distribuzione di energia elettrica «con la previsione di nuovi presidi per l’abbattimento delle emissioni in atmosfera e di altre mitigazioni necessarie alla salvaguardia della salute pubblica».
Per la nuova centrale prevista a Monte Pagliaro, il commissario invita alla presentazione di un progetto entro gennaio, che tenga conto di quanto previsto dalla legislazione «regionale e nazionale in materia di risparmio, efficienza e produzione energetica anche da fonti rinnovabili e non convenzionali». Il tutto seguendo i dettami del piano per la qualità dell’aria adottato dalla Regione nel 2009.

BENZINA INTOCCABILE – Sempre in tema di approvvigionamento energetico, si consuma con costanza il balletto tra la società di trasporti Snip-Snap che assicura il rifornimento di carburanti, e la regione Lazio che consente di coprire la rotta tra Terracina, Ponza e Ventotene, grazie ad un cospicuo finanziamento. La società che ha tenuto tutti con il fiato sospeso in questo inizio 2012, da lunedì 9 gennaio dovrebbe tornare a svolgere il suo normale servizio dopo la minaccia di ammainare le vele e lasciare l’arcipelago senza benzina e gasolio. Con l’intervento del Prefetto di Latina la situazione si è sbloccata, portando la Regione a staccare un assegno di mezzo milione di euro, che è solo una parte del credito vantato dalla società di navigazione. Un tira e molla che va avanti da anni, e che è sempre più oneroso per le casse pubbliche.

SPESE INGENTI – Nonostante questo l’ente regionale prosegue nel voler concedere somme di denaro elevatissime senza prendere in considerazione la possibilità di rendere l’isola autosufficiente e libera dai problemi che invece attanagliano il continente. Incentivazione di mezzi elettrici ed introduzione di fonti alternative potrebbero essere una soluzione contro la schiavitù del petrolio: ma in questo modo si andrebbero ad intaccare monopoli ed interessi ormai consolidati, rompendo meccanismi che solo pochi – vedi un reggente pro tempore – hanno l’ardire di spezzare. Nessuno, sino ad oggi, ha mai voluto sostenere un progetto simile, un impatto ‘zero’: e quelli sino ad oggi prospettati e mai realizzati, come nel caso di Ventotene, hanno avuto contrappassi pesanti. Basti pensare al maxi tunnel che proprio lì viene sostenuto dall’amministrazione comunale a favore del traffico di auto e mezzi pesanti. Purchè non rovinino la banchina del porto romano, naturalmente.

Fonte: Corriere della Sera

Pubblicato in Ambiente, Cronaca | Contrassegnato , , , , , , , | Commenti disabilitati su Ponza e Ventotene: isole con zero in emissioni ed ecocompatibilità