Caos collegamenti: l’AVIAP vuole risposte dal sindaco

«I collegamenti rappresentano un bene primario per le popolazioni isolane e vanno tutelati, specie durante il periodo invernale, quando le isole sono più distanti dalla terraferma», afferma Marcello Musella, presidente della associazione Aviap, che ha inviato una nota al sindaco di Ventotene, Geppino Assenso, chiedendo chiarimenti in merito ai repentini cambiamenti di orario da parte della Laziomar.
«Senza alcun preavviso o informazione alla popolazione delle isole (Ponza e Ventotene) è stato modificato l’orario di partenza dell’unico aliscafo che collega Formia a Ventotene. Il cambiamento è dovuto all’avaria dell’Aliscafo Aldebaran, destinato all’isola di Ponza. Noi non contestiamo il cambio di rotta, perchè essendo isolani comprendiamo le esigenze della vicina Ponza e siamo disposti ad allungare la permanenza a bordo, ma non possiamo tollerare lo spostamento di orario alle 14.45. Non è una questione di principio ma il cambiamento comporta disagi per i residenti, non permette ai molti studenti di tornare sull’isola durante il fine settimana; i turisti in partenza dalla capitale dopo le ore 12 non possono raggiungere Ventotene. Chiediamo quindi il ripristino dell’orario di partenza alle 15.30, ma il costo del biglietto per la tratta Formia-Ponza-Ventotene deve essere uguale al costo del traghetto perchè il tempo di percorrenza è lo stesso. L’associazione Aviap, in collaborazione con l’associazione Commercianti, ha intenzione di incontrare i vertici di Laziomar per pianificare gli orari delle corse di traghetti e aliscafi per la stagione estiva».

Fonte: Latina Oggi

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Ciao Lucio

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Ventotene: abusivismo totale!

Torna a far sentirela sua voce a Ventotene la sezione «Ambiente & Criminalità» della Rete dei Valori con una nota indirizzata alla presidente della Regione Lazio Renata Polverini e ai vari uffici della pianificazione urbanistica regionale dal responsabile comunale Mario Buono e dal responsabile della sezione Giovanni Perretta.
Con forza, infatti, e con foto di abusivismi ancora inediti, non possono essere messe in opera nuove edificazioni di alcun tipo. Chiedono così di intervenire affinché la Regione solleciti il Comune isolano perché provveda all’emanazione, dove non è stato fatto, a eseguire gli abbattimenti di opere abusive che, affermano, «pullulano la piccola isola pontina già area protetta».
Aggiungono: «Molti di questi abusi sono già stati accertati e deferiti alla competente autorità giudiziaria da parte delle varie forze dell’ordine ma altri ancora vanno verificati spesso celati all’interno della fitta vegetazione, come a Calanone, o occultati in grotte di difficile visione».
E ancora: «Gli abbattimenti devono essere fatti indistintamente a tutti i soggetti coinvolti delle varie categorie senza distinzione di qualità e classe perché lo scopo deve essere quello di ripristinare la legalità del territorio urbanistico di Ventotene, terra di nessuno senza regole, affinché si salvaguardi un’area d’interesse naturalistica e archeologica a vantaggio di un’economia turistica compatibile con il delicato ecosistema isolano».

Fonte: Latina Oggi, H24Notizie

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Cane investito a Ventotene, la denuncia della padrona

Arturo è stato travolto e ucciso davanti casa. Era un cane, è vero, ma a Ventotene lo conoscevano tutti. Un cane speciale, addirittura «ambasciatore Unicef», un animale straordinario e conosciuto da tutti sull’isola. Arturo è morto in una strada dove il limite di velocità è di 10 chilometri orari e in quella che doveva essere l’isola «a emissioni zero», dove le auto neanche dovrebbero circolare. Giovedì sera, invece, c’è chi quel limite deve averlo abbondantemente superato per investire e uccidere un cane di 70 chilogrammi. La padrona, Lucrezia De Gennaro – che sull’isola segue anche la squadra di protezione civile – per protesta da ieri ha deciso di restare seduta in mezzo alla strada  in via Granili.  «Da tempo ripeto che qui corrono troppo, al posto di Arturo poteva esserci un bambino e oggi saremmo di fronte a una tragedia ben più grande – dice – continuerò a protestare fino a quando saranno installati i dissuasori di velocità. Il Comune li ha comprati da un anno ma restano nel deposito». La notizia della morte di Arturo, inserita su facebook proprio dalla De Gennaro, ha ricevuto molti commenti tra quanti oltre alla padrona conoscevano proprio quello straordinario animale.

Fonte: Il Messaggero

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Riapre a Ventotene, nonostante gli invariati rischi di crollo, la strada di Cala Rossano

Giuseppe Assenso

A quasi due anni dall’immane tragedia di Cala Rossano a Ventotene, sulla cui spiaggia morirono travolte da due metri cubi di tufo le studentesse romane di 14 anni Sara Panuccio e Francesca Colonnello, riapre la strada che sovrasta l’arenile. L’ha deciso il sindaco dell’isola Geppino Assenso recependo le istanze degli abitanti della zona che nei giorni avevano inscenato una manifestazione di protesta e addirittura hanno iniziato lo sciopero della fame.

La strada che costeggia la spiaggia di Cala Rossano è fondamentale per la vita dell’isola: collega il centro abitato al distributore dei carburanti, al cimitero e all’elisuperfice. L’ordinanza del sindaco Assenso, autorizzata dal Genio Civile di Latina, prevede che l’arteria sia aperta tre ore al giorno, in base agli orari di arrivo e di partenza degli aliscafi e dei traghetti, dalle 10.30 alle 11.30, dalle 14.30 alle 15.30 e dalle 16.15 alle 17.15. Vi possono transitare mezzi con peso sino a 20 quintali, la cui circolazione deve essere garantita dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza.

Fonte: H24 Notizie

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Preside accusato di abusi su una studentessa 13enne in gita a Ventotene

Abusi sessuali su una studentessa in gita a Ventotene. Un preside di Roma è sotto accusa perché avrebbe palpeggiato una ragazzina di appena 13 anni che si trovava in gita con la sua scuola (un istituto religioso di Roma) sull’isola pontina. L’uomo, N. D.M., comparirà davanti al giudice di Latina il prossimo 14 maggio.
Il gravissimo episodio risale al 25 maggio 2010 quando, secondo la ricostruzione dell’accusa, il preside entrò nella stanza dell’hotel dove alloggiava la ragazzina iniziandola a palpeggiare nelle parti intime. La ragazza, una volta tornata a casa, iniziò a comportarsi in maniera piuttosto strana destando l’attenzione dei genitori.
Dopo una serie di domande emerse la squallida vicenda, poi passata al vaglio della polizia. La studentessa è stata ascoltata anche in sede di incidente probatorio, nel marzo 2011, davanti al giudice al quale ha confermato le accuse nei confronti del preside che ora dovrà rispondere di abusi sessuali. La famiglia della ragazzina è assistita dall’avvocato Orlando Mariani.

Fonte: Latina 24Ore, La Provincia, La Repubblica, ANSA, TGCOM

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Ventotene: l’insostenibile immobilismo dell’amministrazione

20120214-211453.jpgDopo la presa di posizione di un nutrito gruppo di isolani, residenti nella zona interdetta al traffico, dopo il crollo dello scorso ottobre, si sono avuti alcuni sviluppi. Nei giorni scorsi circa 30 residenti avevano «occupato» la piazzetta antistante l’area interdetta e uno di loro, Michele Gargiulo aveva iniziato lo sciopero della fame in segno di protesta. La vicenda è piuttosto articolata poichè la zona interessata dalla frana è stata chiusa al traffico ma essendo l’unica via di accesso all’area abitata di cala Rossano, all’elisuperficie, al cimitero, all’unico distributore carburante, la situazione è diventata insostenibile perchè non si hanno risposte certe in merito allo svolgimento dei lavori. In verità il sindaco Assenso ha attivato la chiusura della strada immediatamente dopo il crollo, informando le autorità competenti e incaricando il Genio Civile di redigere una perizia sulla stabilità e eventuale apertura della strada. Ad oggi dopo circa quattro mesi non sono pervenute notizie in merito e la strada alternativa proposta dall’amministrazione, al momento pare la soluzione migliore ma nel lungo periodo.
La dimostrazione pacifica dei residenti di cala Rossano nasce come pungolo per l’amministrazione e gli Enti preposti affinchè siano accelerate le pratiche per avviare non solo i lavori per la messa in sicurezza della strada di Calarossano, ma anche tutti gli interventi di consolidamento promessi dalla giunta Polverini per un costo totale di sei milioni di euro. Il comitato cittadino spontaneo chiede certezze in merito all’esecuzione e tempistica delle opere. L’isola a pochi mesi dall’avvio della nuova stagione turistica si trova dinanzi ad un mare di incertezze. L’appello è stato sottoscritto dalle associazioni di categoria e l’Ascom presieduta da Pietro Pennacchio chiede un tavolo di confronto con la Regione Lazio per uscire al più presto da questa situazione e ridare certezze ad un territorio fragile come quello ventotenese.

Fonte: Latina Oggi

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Prime crepe tra cittadini e sindaco a Ventotene?

20120213-210145.jpgStrada chiusa, le proteste degli isolani

Una levata di scudi da parte dei cittadini isolani per la pronta riapertura della strada chiusa nei mesi scorsi a causa di frane ed alluvioni.
Molte le famiglie che in questi mesi hanno sofferto e soffrono il disagio di una strada non praticabile alla quale, secondo quanto si dice, basterebbero alcuni nulla osta per ritornare praticabile. Un appello in tal senso, a sollecitare le istituzioni competenti, arriva sia dai cittadini ma anche dal sindaco Geppino Assenso. Per stimolare un interessamento urgente un cittadino ha anche deciso di fare una sorta di sciopero della fame per richiamare l’attenzione su un problema pratico e di estrema utilità per l’isola.

Fonte: Latina Oggi

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Abuso in corso?

20120213-003030.jpgSembra che dietro piazza XX Settembre a Ventotene, sotto alcune case che si affacciano sulla spiaggia “cala nave”, sarebbero in corso lavori di scavo per realizzarvi presumibilmente appartamenti.

Invitiamo le forze dell’ordine dell’isola a verificare la natura di tali lavori.

Fonte: Associazione antimafia “A. Caponnetto”

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Quanto vale la vita di una figlia?

20120211-013629.jpgRiportiamo una nota di Bruno Panuccio sulla recente richiesta di risarcimento fatta al Comune di Ventotene per la morte della figlia Sara.

“Nei giorni scorsi è apparsa su vari quotidiani la notizia delle date sulla prima udienza sia in sede civile che penale per la morte di Sara e Francesca.

Non avevo alcuna volontà di parlarne, come avrete notato è molto che sull’argomento sono in silenzio , ma sia le notizie riportate non perfettamente che le voci che mi sono giunte su commenti poco simpatici , mi costringono ad esprimere le mie sensazioni e spiegare la realtà dei fatti.

La notizia è che io : la famiglia Panuccio chiede 2 milioni di risarcimento per la morte di Sara e su ciò qualcuno si permette di commentare ciò con ” – Ed ora si faranno ricchi !!! -”

Per prima cosa vi posso dire che a fine novembre si è deciso con il mio avvocato di citare il comune di Ventotene in causa civile in quanto non si muovevano le acque nel processo penale .

La quasi contemporaneità delle date è pura coincidenza .

Per quanto riguarda la cifra di 2 milioni , non è una quantificazione mia, sinceramente non avrei scritto alcuna cifra ed avrei lasciato alla giustizia , nel caso venisse riconosciuta la colpa , decidere l’ importo .

Se proprio avessi dovuto scrivere io la cifra avrei chiesto mille volte tanto , proprio perchè non esiste cifra e per , allo stesso tempo, far scontare il più possibile la pena a chi ritengo responsabile .

Tale importo nasce da tabelle di legge prestabilite , io posso chiedere 500.000 euro e così mia moglie ed i 2 fratelli di Sara ; quindi ecco che si arriva a 2 milioni .

Nel caso poi ci venga riconosciuta prima una somma di risarcimento in sede penale l’una esclude l’altra .

Ed ora parliamo dei commenti di scandalo…

Come ben sapete chiunque subisca un danno ha diritto ad un risarcimento , gli è dovuto per legge, è lo stesso principio per cui se vi danneggiano l’automobile chi ne è causa è tenuto a risarcirvi….mi sembra quasi stupido dover scrivere ciò .

Oltre ciò forse dovreste leggere cosa sia il danno biologico , cioè la perdità di felicità ed il rischio che io da un giorno all’altro per il trauma subito possa da un giorno all’altro cadere in stato di depressione che mi impedisca di lavorare e sostenere economicamente me e la mia famiglia , e quasi sicuramente , è un dato scientifico , le mie aspettative di vita si sono accorciate . Diciamo che tale tragedia mi ha tolto qualche anno .

Se per qualcuno mi farò ricco , nel caso ottenessi i miei 500.000 euro , rispondo brevemente .

Io ero ricco prima , quando c’era Sara , e chi mi conosce di persona potrà anche darvi conferma che questa affermazione mi ha sempre accompagnato dal giorno stesso in cui Sara è nata.

Dovreste anche riflettere sul fatto che Sara io non l’ho venduta, ma mi è stata tolta .

Forse chi ragiona in questi termini sarebbe disposto a vendersi la sua , se così fosse vi lancio una provocazione : datemi una vostra figlia di pari età in cambio dei miei 500.000 euro ( casomai li ottenessi ) , prometto di crescerla con affetto nel migliore dei modi , l’unica condizione è che i genitori non abbiano più il diritto di vederla …..vorrei proprio vedere se qualcuno tra coloro che parlano a sproposito è a favore di questo ignobile contratto !!!

Non vado oltre ….per ora….”

Bruno Panuccio 10.01.2012

Fonte: Facebook

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