Ennesima emergenza a Ventotene: la puzza!

La nostra lettrice Giovanna ci segnala il seguente servizio del TG Lazio di due giorni fa sull’ennesima emergenza ambientale a Ventotene.

Guarda il servizio al minuto 13.55 del filmato

 

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Ormeggio selvaggio a Ventotene, ma per il Comune va tutto bene

Nel porto si litiga sugli ormeggi abusivi: presenze in calo del 35-40% a terra, fino al 70% in mare:
meno vele e yacht, pochi noleggi. E c’è chi lavora in nero

Cento metri di tufo e mattoni. È la misura dell’ultima disfida in corso a Ventotene, dove gli operatori dell’antico Porto Romano e del Nuovo porto contestano la mancata applicazione di norme e regolamenti, chiamando in causa la Capitaneria, e preparano un dettagliato ricorso al prefetto di Latina. Motivo del contendere: la «concessione» di spazi non legittimi a operatori privi delle necessarie autorizzazioni. «C’è chi ormeggia vele e yacht per 100 euro a notte in nero», attacca un commerciante solidale con i portuali regolari. E non è solo un problema di evasione fiscale – che danneggia in primo luogo le casse dello stesso Comune, secondo alcuni isolani troppo propenso a chiudere un occhio su abusi e illeciti -: si tratta soprattutto di un problema di sicurezza.

EVACUAZIONE IMPOSSIBILE – Nello specchio d’acqua scavato dai romani sotto le direzione di Marco Vipsanio Agrippa, una carretta dei mari, un vecchio peschereccio in disarmo, è ancorata in area non autorizzata, così da coprire un ampio specchio di acque demaniali dove vengono organizzati e gestiti ormeggi abusivi. Di notte, poi, accusano i «rivoltosi», senza la necessaria autorizzazione della Capitaneria che dovrebbe essere rilasciata volta per volta, all’ingresso del vecchio porto verrebbero sistemate imbarcazioni grandi e piccole dei diportisti (che pagano come per un regolare ormeggio) cosicché l’accesso e l’uscita rapida dallo specchio d’acqua in caso di emergenza (incendio o altro) divengono impossibili.

IL SILENZIO DEL COMUNE – Due mesi fa, la nuova società che riunisce la maggior parte dei noleggiatori e ormeggiatori, la Cooperativa Porto Romano, ha chiesto chiarimenti a Comune e Capitaneria, ma gli abusi continuano. Non bastasse, i giovani barcaioli della Porto Romano – che quest’anno pagano gli effetti della crisi economica con un calo dei noleggi quantificabile tra il 70 e il 90% – non riescono a entrare in possesso di 15 metri di banchina ottenuti in gestione grazie ad una nuova concessione regolare, per la quale hanno già pagato tutti gli oneri. Quella stessa banchina (parte della quale verrebbe riservata, in base al progetto della Cooperativa Porto Romano, agli ormeggi dei residenti) è ancora occupata dagli abusivi. «Paghiamo oltre mille euro al mese di concessioni, paghiamo tutte le tasse e imposte, locali e non – protesta Antonio, presidente della cooperativa – eppure nessuno sembra volerci dare ascolto. Intanto la crisi mette a rischio intere famiglie: ci sono soci con bambini piccoli che a settembre non avranno soldi per comprare loro il latte ».

PSICOSI DA CRISI – Ed è proprio la crisi, in questa estate dello spread e dei crediti alle imprese ridotti al minimo, a elevare il livello di psicosi e tensione nella piccola isola delle Pontine. Se pure i ristoratori, gli albergatori e gli affittacamere – che fino alla settimana di Ferragosto avevano registrato un calo di presenze fra il 35 e il 40% – si lamentano, è il comparto della nautica da diporto e delle relative attività portuali quello che sopporta il costo più alto del turismo al risparmio: la gente affitta casa o va in albergo, ma taglia tutte le altre spese; dei 65 barchini a noleggio della Coop Porto Romano, in questa estate 2012 se ne affittano sì e no 7-10 al giorno; il resto della flotta è fermo. In crisi anche le gite con i gozzi più grandi. Meglio vanno le escursioni con visita guidata all’isola-ergastolo di Santo Stefano. Ma il bilancio complessivo è profondo rosso.

BANDIERE A MEZZ’ASTA ALLO YACHT CLUB – Lo stesso dicasi per l’area del porto nuovo dedicata alle barche a vela: all’Isola di Ventotene Yacht Club (Ivic) manca solo che ammainino la bandiera a mezz’asta. Spiega Daniele Coraggio, da poche settimane a capo della Comunità Arcipelago delle Isole Ponziane e presidente Ivic: «Da due anni abbiamo in gestione pro tempore l’area attracco yacht del porto nuovo e per questa paghiamo 131 mila euro l’anno di diritti concessori e imposte comunali: peccato che questa tariffa sia relativa all’ormeggio di grandi imbarcazioni fino a 47 metri, che tuttavia non è più possibile in seguito ad una nuova regolamentazione regionale. Dovremmo pagare dunque meno di un terzo ma il Comune non si decide a rivedere il contratto. Finora abbiamo saldato i debiti grazie a un fido bancario, ma non avremo più liquidità a breve».

DIPORTISTI IN FUGA – C’è poi il controsenso di avere uno specchio d’acqua adatto e non poter accogliere proprio quei diportisti più ricchi che porterebbero introiti anche a tutte le altre attività economiche dell’isola. «La scorsa settimana una barca di 40 metri è stata multata perché attraccava nella nostra marina. Vogliamo proprio cacciare gli unici che tengono in piedi la nostra economia? Il Comune dovrebbe al più presto dotarsi di un piano regolatore portuale, magari chiedendo alla Regione una deroga sulle misure dei natanti ormeggiabili nel porto nuovo».

RISCHIO FRANE E P.A.I. – Proprio nel porto nuovo il distributore di carburanti a Cala Rossano è in area a rischio dissesto, la fascia A del Piano di Assetto Idrogeologico (P.a.i.) stilato dalle Regione Lazio: in parole povere, a rischio frane, come quella che sul lato opposto della baia uccise due ragazzine in gita scolastica nella primavera 2009. «Eppure proprio a quel distributore in agosto dal Comune è stato concesso uno spazio di ormeggio », accusano i portuali. «Ormai si ormeggiano yacht perfino sotto il costone roccioso a destra dell’approdo del traghetto: se un sasso o una frana colpissero i diportisti, chi spiegherebbe loro che lì l’ormeggio è severamente vietato da due anni? ». In tutto questo, il Comune non incasserebbe nulla dalle autorizzazioni temporanee.

IL PROGETTO CAMPO BOE – Gli operatori dello Yacht club, gli ormeggiatori e i noleggiatori regolari sperano di potersi rifare l’anno prossimo: a patto che si cominci subito a dar via libera ai progetti per i nuovi campi boe in rada e al largo delle baie e cale più belle dell’isola e delle piattaforme galleggianti per la balneazione, che il Corriere della Sera aveva anticipato a luglio. Le nuove aree di attracco e le «spiagge galleggianti » da ancorare al largo durante la bella stagione sono parte di un piano di sviluppo a impatto ambientale minimo che vedono favorevole anche la direzione della riserva naturale marina di Ventotene e Santo Stefano. E porterebbero a tanti giovani isolani quella fonte di occupazione necessaria per decidere di non abbandonare la terra natia andando a cercar fortuna «in continente ».

NESSUN PIANO REGOLATORE – «Manca il piano regolatore del porto », spiega Daniele Coraggio. Manca nel senso che non è mai stato fatto: né dall’attuale amministrazione, né da quelle precedenti. E in assenza di tale piano, non si potrebbe neppure decidere quali nuovi concessioni assegnare. Dalla Capitaneria di Porto di Ponza (dalla quale dipende il porto di Ventotene) fanno notare che il demanio è gestito direttamente dalla Regione Lazio, che «le zone oggetto di concessioni da parte del Comune sono di carattere turistico-ricreativo e i Comuni possono rilasciarle solo per natanti e imbarcazioni aventi lunghezza entro 18 metri; mentre per le imbarcazioni più grandi occorre una concessione della Regione, in quanto si passerebbe da punto di ormeggio ad approdo turistico (che viene stabilito con delibera regionale) ».

SANZIONI IN ARRIVO – Quanto alla lite sugli ormeggi abusivi, «in merito a tutte queste contestazioni sono in corso indagini e accertamenti svolti dal personale operante su Ventotene, da guardia costiera, carabinieri e guardia di finanza». Chi è in regola non ha nulla da temere, ma «nel momento in cui si attiva il fai-da-te » e alcuni abusivi occupano specchi d’acqua senza averne titolo, «saranno soggetti a sanzioni ».

UN PORTO TROPPO PICCOLO – Intanto però c’è chi sta incassando «in nero» e contando che una barca di 12 metri regolarmente ormeggiata paga in agosto 120 euro a notte, è facile capire che il sommerso può superare i due-tremila euro al giorno. Quanto alla chance di creare spazi per approdi turistici e quindi per grandi imbarcazioni «andrebbe valutata attentamente caso per caso e, seppure sia il Comune di Ventotene sia la Regione si stiano adoperando molto con le capitanerie », resta il fatto che prima di tutto occorrerebbe varare il piano regolatore del porto «senza il quale il rilascio di nuove concessioni non può avvenire » e che «il porto di Ventotene è troppo piccolo per certe imbarcazioni ». Meglio sarebbe accelerare l’iter per la creazione dei nuovi campi boe in rada.

SETTEMBRE IN OFFERTA SPECIALE – In attesa che in banchina le cose si chiariscano e gli abusi vengano rimossi, gli operatori della Cooperativa Porto Romano e di Ivic puntano sulla fine stagione per recuperare un po’ degli introiti mancati a luglio e agosto: in accordo con l’agenzia di affitto case Bentilem e con l’Hotel Smeraldo e il residence Elicriso propongono weekend lunghi e settimane di soggiorno a prezzi contenuti e con – incluso nel pacchetto – un sostanzioso sconto sul noleggio delle barche. Per quanto riguarda gli yacht un weekend a settembre l’ormeggio di una barca di 10 metri costa 150 euro (tre notti), inclusi acqua, corrente e wi-fi. C’è perfino qualche operatore che medita di pagare il biglietto del traghetto agli ospiti. Ventotene in offerta speciale promette un settembre da non perdere per chi quest’anno aveva rinunciato alle ferie d’agosto.

Fonte: Corriere della Sera

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Jazz a Ventotene

Storia e jazz a Ventotene. La seconda settimana di settembre l’isola di Ventotene ospitera’ l’undicesima edizione del festival ”Rumori nell’isola”. Negli stessi giorni si svolgera’ il seminario Internazionale Federalista organizzato dall’Istituto di studi Federalisti ”Altiero Spinelli”che come sempre dara’ maggior eco alle attivita’ promosse e una dimensione europea al festival stesso. Dal 5 all’8 settembre, per quattro giorni, il festival invadera’ le due isole dell’Area Marina Protetta e Riserva Naturale di Ventotene e S. Stefano. Storia e jazz si fonderanno in un’unica poesia nel concerto, in anteprima mondiale dal carcere di S. Stefano, del duo formato da una delle cantanti italiane piu’ amate al mondo, Maria Pia De Vito, e dalla contrabbassista Silvia Bolognesi.
Il festival aprira’ i battenti con una formazione composta da giovani musicisti: Luz+Ludovica Manzo. Il trio formato da Giacomo Ancillotto, Igor Legari e Federico Lei e’ in tour con la cantante Ludovica Manzo, un sodalizio che sta portando una grande fortuna a questo progetto musicale di notevole interesse.
Il 6 settembre il palco del festival si spostera’ presso il sito archeologico delle ”Cisterne Romane” per ospitare il progetto in solo di Emanuele Parrini. Il musicista toscano – gia’ membro dell’Italian Instabile Orchestra e collaboratore di Tony Scott – con il suo stile inconfondibile si e’ imposto ormai da oltre un decennio come il miglior violinista jazz italiano.

Fonte: Adnkronos

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Erba sull’isola: un arresto

Nella mattinata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Ventotene, coordinati dal Comando Compagnia di Formia e supportati da Nucleo Cinofili di Roma-Santa Maria Galeria, hanno tratto in arresto, al termine di una serie di perquisizoni eseguite a tappeto sulla piccosa isola, D.P.M., ventenne formiano, operaio, responsabile del reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
Il giovane, infatti, a seguito di perquisizione effettuata nella camera di un albergo, dove dallo scorso venerdì lavorava come cameriere, è stato trovato in possesso di 40 grammi di hashish unitamente a materiale atto al confezionamento delle dosi: coltello e carta cellophanata. L’iniziale rinvenimento della droga é stato “fiutato” inizialmente proprio dal cane pastore tedesco “Conny”, in forza ai Carabinieri Cinofili di Roma, che ha indicato la sostanza stupefacente, trovata poi debitamente occultata in un pacchetto di sigarette, collocato in un cassetto della scrivania della stanza.
Al ragazzo sono state, inoltre, sequestrate banconote in euro per un valore complessivo pari ad euro 140, verosimile provento di spaccio ed un’agendina con appuntati numeri di telefono di probabili acquirenti.
Ora l’arrestato, tradotto in mattinata presso le camere di sicurezza della Compagnia di Formia, comparirà in giornata presso il Tribunale di Latina-Sezione Distaccata di Gaeta.
Nella stessa giornata di ieri, i militari della Stazione di Ventotene, con l’ausilio dei cinofili, hanno, inoltre, dato vita a serrati controlli finalizzati ad un filtro dei turisti provenineti sull’isola, per verificare se fossero in possesso di sostanze stupefacenti.
Nei pressi delle banchine del porto, in concomitanza con l’arrivo di turisti, e presso le principali strutture ricettive dell’isola, sono state identificate complessivamente un centinaio di persone circa.
I controlli dei militari continueranno incessanti anche nei prossimi giorni.

Fonte: H24 Notizie, Latina Today, Latina Oggi

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Ennesimo fallimento della politica: Ventotene senza carburante

Giuseppe Assenso

Ventotene  è da cinque giorni senza benzina, Ponza da ieri, così che i sindaci delle perle del Mediterraneo, Giuseppe Assenso, e Piero Viorelli hanno chiesto la precettazione delle società Snip-Snap che da qualche giorno avrebbero attivato una protesta molto inusuale, trasferendo sulle isole tutto ciò che è necessario, gasolio compreso, ma evitando di «scaricare» un combustibile prezioso quale la benzina.
Assenso è quasi furioso se gli si chiede cosa sta succedendo sull’isola «abbiamo l’ambulanza ferma e questa mattina (ieri ndr) i carabinieri sono dovuti andare a Formia per fare i rifornimenti, la società abilitata al trasporto del carburante afferma di essere creditrice per un milione e mezzo di euro dalla Regione Lazio. Avevano raggiunto un accordo attraverso il quale gli sarebbero stati riconosciuti 300/40 mila euro nell’immediatezza, e così ci sarebbe stata la revoca della sospensione del servizio, ma fino ad oggi nulla da fare». Come intende affrontare questa situazione? Ha pronta un’ordinanza? «Attenderò fino a domani ma sono pronto ad agire chiedendo le dovute spiegazioni a chi di dovere, non posso correre rischi e credo che qui vada affrontata una questione che è di ordine pubblico e che non consente ulteriori tentennamenti». L’emergenza carburante ha toccato anche l’isola di Ponza che avuto l’ultimo rifornimento. da parte della Snip-Snap lunedì scorso. «Appare uno sciopero davvero singolare – commenta Vigorelli – peraltro la Regione Lazio è debitrice di una somma pari a 1 milione 400 mila euro nei confronti dell’Ati Snip-Snap, per esplicita ammissione dei suoi amministratori, e solo nel mese di maggio ha ricevuto una delle tranche derivanti dal credito maturato, certo, se hanno problemi con le le società di riscossione in ordine al mancato pagamento delle spettanze contributive è difficile comprendere quale azione essi intendano perseguire, ma ribadisco quanto già affermato da Assenso noi siamo pronti a chiedere la precettazione».

Le ragioni della Snip e Snap

«Sono mesi che non riceviamo il pagamento delle nostre spettanze ed a questo punto l’unica forma di protesta che abbiamo è quella che abbiamo tentato di mettere in atto, eliminando il trasferimento della benzina sull’isola».
E’ in mezzo al mare quando lo raggiungiamo telefonicamente il comandante Romano, che è al tempo stesso anche uno dei rappresentanti sindacali della società che da alcuni anni soffrirebbe il mancato pagamento delle spettanze maturate nei confronti della Regione Lazio in relazione al servizio di trasporto merci svolto da e per le isole.
«Ci rimpallano dall’assessorato ai Trasporti all’ufficio Bilancio sono mesi che chiediamo di ottenere ciò che la Regione dovrebbe riconscerci rispetto ad un preciso contratto di servizio».
Da quanto tempo non avete ottenuto il pagamento previsto?
«Sono quassi dodici mesi che non abbiamo continuità, una settimana fa ci era stato detto che avremmo potuto avere una prima tran- che di 700 mila euro, da quella somma si è passati prima a 400.mila e poi a 295 mila euro che ci sarebbero stati assicurati con la scadenza di ieri, ma ad oggi nulla di fatto. E con questi ritardi è normale che la società non riesce a tenere i conti in ordine, siamo figli di nessuno, 25 famiglie che rischiano ogni mese di andare sul lastrico, ma questa volta credo davvero che non avremmo più possibilità di andare avanti, loro ci vogliono precettare? Bene facciano pure, poi andran- no loro a dare da mangiare ai nostri figli».

Fonte: Latina Oggi

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Ventotene: interventi spot anti evasione

Accertamenti e controlli da parte della Capitaneria di Porto di Ponza che proprio a partire dalla giornata di ieri ha istituito un punto di controllo anche sulla piccola isola di Ventotene. Nel corso della giornata di ieri infatti sarebbero stati effettuati una serie di accertamenti e di controlli su strutture con cui si esercitano attività commerciali destinate ai servizi al turismo, quali punti di noleggio, ristoranti, bar e stabilimenti balneari e attività commerciali. Su entrambe le isole. Controlli mirati all’accertamento delle eventuali irregolarità delle strutture cui da ieri si sarebbero aggiunti anche una serie di controlli di routine, all’interno di due ristoranti. Uno su Ponza, l’altro su Ventotene, ad entrambi sarebbero state comminate sanzioni amministrative del valore complessivo di 3.000 euro circa. E non certo per la qualità del pescato che veniva offerto sulle tavole dei due noti ristoranti isolani, piuttosto in relazione alla loro provenienza, quindi alla tracciabilità del prodotto servito. Così l’attenzione sollevata sull’esercizio abusivo di attività commerciali poste su suolo demaniale marittimo, passato in parte per la sua competenza fiscale al Comune di Ponza, sarebbe già stato oggetto di due differenti informative redatte dalla stessa Capitaneria di Porto di Ponza e dagli uomini dell’Arma dei Carabinieri. Sulla liceità dell’esercizio di alcune attività vi sarebbero dunque in corso una serie di verifiche che nei prossimi giorni potrebbero dare gli attesi risultati. La questione, infatti, si ricorda, è collegata al mancato pagamento dell’occupazione del suolo demaniale al Comune di Ponza, al quale, gli esercenti attività commerciale dell’isola, da tempo avrebbero inoltrato anche le dovute richieste al fine di ottenere le successive e conseguenti autorizzazioni. Costante dunque l’attività di monitoraggio e controllo da parte degli organi dello Stato che in questo stralcio di metà agosto avrebbero già denunciato alla Procura della Repubblica di Latina alcuni proprietari esercenti attività connesse con la fruizione turistica dell’isola di Ponza.

Fonte: Latina Oggi

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Laziomar: finiti i fondi pubblici si tenta la carta dei privati

La privatizzazione delle compagnia di navigazione, nel Lazio come nel resto d’Italia, si sta compiendo non senza dubbi sulle procedure e con forti perplessità sul peso degli oneri economici che, in ogni caso, rimarranno a carico dello Stato a garanzia dello svolgimento del servizio pubblico. E’ quanto accadrà anche per Laziomar, la società di navigazione che assicura il trasporto con le isole pontine, per cui nella giornata di martedì, a fronte di una accelerazione dell’iter, potrebbe vedere la pubblicazione un bando le cui condizioni sono ancora sconosciute, salvo l’acquisizione delle pesanti critiche politiche che ne stanno accompagnando il debutto. Laziomar, ricordiamo, rappresenta un ramo aziendale ceduto da Caremar – del gruppo Tirrenia – a sua volta ceduta alla regione Campania. Un filo sembrerebbe ancora esistere con la società madre, Tirrenia appunto, tanto da mettere a rischio il destino della stessa compagnia laziale.

VIGILIA DI POLEMICHE – Dal mondo politico, in particolare il Pd regionale, una vera e propria levata di scudi nei confronti di una operazione che dovrebbe ammontare a poco meno di venti milioni di euro alimentando il sospetto, come per le altre privatizzazioni ormai portate a termine, di una vera e propria svendita da parte della Regione che ha accompagnato la società verso il mercato alla ricerca di un nuovo proprietario, su impulso del Governo a chiudere al più presto la partita.

LAZIOMAR INCOMPLETA – Scrive il Pd regionale con Esterino Montino, Tonino d’Annibale e Franco Dalia: «Con una lettera del 24 luglio il ministro Passera impone alla Regione di avviare tutte le procedure altrimenti rischia di perdere il contributo statale. Laziomar deve definire il passaggio di consegne con la Caremar, compagnia che gestiva il trasporto in precedenza. Doveva farlo entro il 30 luglio ma fino ad oggi non è stato fatto nulla. Un immobilismo grave che mette a rischio la sovvenzione prevista di circa 10 milioni annui per 8 anni, con un danno incalcolabile per il servizio di continuità territoriale e il posto di lavoro di 100 operatori marittimi. Ormai a tempo scaduto l’assessore Lollobrigida ha comunicato in Commissione trasporti che la Giunta il 31 luglio approverà l’atto d’indirizzo che da il via alla procedura. A tempo scaduto, come è nella prassi di questa Giunta».

IL FRONTE DEL NO – Ancor più netto il giudizio della Federazione della sinistra che non vuole privatizzare e che, con Ivano Peduzzi e Fabio Nobile, rilancia: «Non solo il bando di gara di aggiudicazione delle quote non è corredato dal relativo contratto di servizi ma non esiste alcuna garanzia di mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Ad oggi sono circa 80 i dipendenti Laziomar. Il sospetto è che venga assegnato ai privati il servizio nei soli mesi di grande transito, quelli estivi e quindi con maggior margine di profitto, lasciando alla Regione l’obbligo di garantire i servizi essenziali minimi, che sono solo costi, per la restante parte dell’anno. Noi ci batteremo contro questa ennesima privatizzazione, per difendere il servizio pubblico e i posti di lavoro».

LA REPLICA – «Il Pd evidentemente, tramite il suo capogruppo, dimostra di conoscere poco la questione Laziomar, non legata ad una data certa, ma alla fine delle procedure di Tirrenia e Siremar, per quest’ultima casualmente coincidente con il 30 luglio». E’ quanto ha poi detto la presidente della Commissione regionale Mobilità, Chiara Colosimo, sul tema Laziomar. «Non si tratta di un ritardo – spiega – ma dell’esigenza della Regione Lazio di voler salvaguardare i lavoratori del settore ed i servizi, portando l’argomento all’attenzione degli organi comunitari, attraverso una lunga interlocuzione con le stesse istituzioni competenti. Il servizio non è a rischio e con esso non lo sono i posti di lavoro collegati. La commissione consiliare, prevista su richiesta dell’assessore Lollobrigida ben prima della lettera di Passera, era funzionale ad un processo di trasparenza che l’assessore adotta su questo tipo di procedure, cosa che evidentemente la minoranza di mattina apprezza e nel pomeriggio strumentalizza».

DAL CDA: SI VA AVANTI – Dalla polemica politica, non si evince ancora la reale dimensione dei fatti, e Laziomar si guarda bene dall’intervenire in un momento così delicato, dove le scelte sono tutte in capo alla Regione guardando ad una lontana ipotesi in cui nessuno, alla fine, risponda al bando. «Solo in questo caso – afferma Marco Silvestroni, membro del Cda – Laziomar potrebbe pensare ad investire attraverso un proprio piano industriale. Così non fatta sino ad oggi proprio perché l’obiettivo era portare l’azienda alla privatizzazione, per altro ottenendo il risultato di un bilancio in attivo al di là di ogni polemica». In ordine alle questione sollevate dal Pd, Silvestroni spiega che «non è il governo ad incidere, ma è l’Unione europea a chiedere la privatizzazione, e noi lo stiamo facendo nei tempi dovuti». Per quanto attiene all’autonomia del ramo aziendale laziale, Silvestroni assicura che «ogni passaggio con Caremar (gruppo Tirrenia, ndr) è stato ultimato». Nessun rischio, dunque, per la continuità territoriale.

CASO TIRRENIA – Sarà, ma sia il fronte sindacale campano, sia quello laziale, guarda con preoccupazione proprio al caso Tirrenia. Già, perché senza uno sguardo alla vicenda nel suo complesso è difficile comprendere i passaggi in atto e le relative preoccupazioni di una privatizzazione infinita dei cinque rami aziendali ovvero Tirrenia (che operava per Sicilia, Sardegna, Tremiti e Albania); Caremar – collegamenti con le isole campane e pontine; Saremar – collegamenti con le isole minori sarde; Siremar (collegamenti con le isole minori della Sicilia); e Toremar per la toscana. Un pacchetto tenuto in piedi, negli ultimi anni, da aiuti statali per 500 milioni, che l’Antitrust al momento non ritiene si debbano restituire. Come non dare conto, nel balletto di cifre, dell’operazione Tirrenia conclusa in questi giorni: cessione per 380 milioni alla società che, in cinque anni, avrà dallo stato qualcosa come 580 milioni nei prossimi 8 anni.

DUBBI DAI SINDACATI – Solo ora si possono comprendere le preoccupazioni dei sindacati che hanno chiesto un incontro urgente con l’assessore regione Francesco Lollobrigida. Come spiegano Cgil, Cisl e Uil, ci sono milioni di euro a rischio per Laziomar: «La società Cin Spa, ha rilevato la Tirrenia di Navigazione dall’amministrazione straordinaria, stipulando la convenzione per l’esercizio dei servizi di collegamento marittimi, con il Ministero competente. La stessa cosa dovrebbe avvenire per Siremar, il giorno 30 luglio, con un’altra società. Compiuto quest’ultimo atto – seguono i sindacati – decadono le vecchie convenzioni,così come previsto dal comma 5bis,art.1,legge 163/2010. Pertanto Laziomar Spa,rischia di perdere con la convenzione, la sovvenzione prevista di circa 10 milioni annui per 8 anni,con un danno incalcolabile per il servizio di continuità territoriale e mette a rischio l’occupazione marittima composta da circa 100 unità.Riteniamo pertanto urgente un incontro, nel quale l’amministrazione regionale possa illustrare alle parti sociali, il piano di ripristino della convenzione».

Fonte: Corriere della Sera, Informazionimarittime, Latina Oggi

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Ventotene: ruspe, polemiche e i soliti intrallazzi con i soldi pubblici

Il cartello del divieto di transito verso Cala Rossano

Dopo la guerra del tunnel, la sfida della «tangenziale». Par quasi impossibile che su un’isola piccola e quieta come Ventotene si debba per forza discutere di grandi cantieri stradali. Nella perla delle Pontine, però, è così. I turisti si mettano il cuore in pace: per ora la fascinosa viabilità che impone a tutti di passare per l’antica strada scavata nel tufo del Porto Romano non cambia. Ciò non toglie che in Comune siano decisi a far partire le ruspe per «dare all’isola viabilità adeguata» costruendo una nuova strada. Contro la quale si schiera un comitato di residenti. Intanto è partito il bando di gara per l’altro contestato futuro cantiere: quello della galleria.

RISCHIO FRANE E «DEVIAZIONE» – L’ultima polemica riguarda la nuova strada che il sindaco Giuseppe Assenso si appresterebbe a far realizzare alle spalle di Cala Rossano, per collegare la spiaggia al parcheggio nel campo sportivo: che poi è lo stesso punto in cui dovrebbe sbucare il famigerato tunnel nel tufo che dovrebbe partire dalla banchina dei traghetti. Si tratterebbe di fatto di una costosa «deviazione» – 840 mila euro per meno di 1 chilometro – per consentire agli abitanti intorno a Cala Rossano di andare dal paese a casa e viceversa.

TROPPI RISCHI E POCHI SOLDI – «La vecchia strada non si può risistemare perchè non ci sono sufficienti garanzie di sicurezza – replica il consigliere comunale Umberto Assenso – servirebbero molti più soldi per farlo: e la nuova è la soluzione più rapida e più economica». Detto questo, «è naturale che il proprietario di un terreno che sia interessato a un’occupazione d’urgenza (che poi si concluderebbe con un esproprio) si ribelli». Nessuno proprietario vuol vedere toccato il proprio orto o giardino e queste sono cose che finiscono perfino col dividere le famiglie: chi da una parte, disposto a cedere; chi dall’altra, deciso a salvare il suo terreno.

«RISCHIO FRANE» – Sì perchè la vecchia strada per Cala Rossano, che dopo la caserma della Finanza costeggiava il baretto Il Gabbiano dei dj set e scendeva sopra al costone maledetto (quello da cui si staccò la frana che travolse e uccise due ragazze in gita scolastica) è chiusa da nove mesi. «Rischio frane», recita il cartello fatto apporre dal sindaco, che incalzato dalle proteste dei residenti, ha concesso una tregua singolare.

Gli orari di deroga al divieto di transito

PERMESSO A SINGHIOZZO – Ovvero: adesso è permesso transitare sulla strada pericolosa soltanto per un’ora al mattino (dalle 10.45 alle 11.45) e due ore al pomeriggio (dalle 14 alle 15 e dalle 18.45 alle 19.45). I residenti, stupiti, si domandano: «Ma se è un rischio durante 22 ore della giornata, come può non essere pericolosa per due o tre ore?». Eppoi, concentrando il traffico in sole tre ore, si aumentano le sollecitazioni concentrate e si aumenta il rischio. «Se la strada è pericolosa va chiusa per sempre».

SCIOPERO DELLA FAME – Eppure c’è il dubbio che il pericolo presunto «sia soltanto un pretesto per non voler fare i lavori di ripristino e messa in sicurezza e dare invece il via a un cantiere più costoso e, a nostro modo di vedere, forse inutile», sottolinea Gerardo Santomauro, presidente del “Comitato per la riapertura della strada di Cala Rossano”. E prometta battaglia: ricorda, infatti, che «già a febbraio ci furono 20 persone che fecero una veglia notturna e uno sciopero della fame: fu allora che riuscirono ad ottenere la riapertura per due ore», poi diventate tre.

30 GIORNI PER LE OBIEZIONI – «Ma quale sciopero della fame?! – replicano dal Comune – non esageriamo. Comunque sia il nostro Ufficio tecnico ha inviato a tutti i proprietari la lettera che preannuncia l’inizio del provvedimento». Si tratta dell’avviso a cui devono seguire le eventuali obiezioni degli interessati: «I proprietari hanno 30 giorni per far pervenire – spiega Umberto Assenso -. In seguito si faranno le valutazioni dell’amministrazione e, se necessario, si studieranno varianti». Fermo restando che entro l’autunno (salvo ricordi al Tar) dovrebbero partire i cantieri, se arriva la disponibilità dei fondi regionali.

IL CROLLO A GROTTA DEI PASSERI – Il Comitato sa che «non esistono gli estremi di rilevanza penale per portare il caso in Procura, ma è una questione politica e di rispetto dell’ambiente». A che servirebbe, chiedono i residenti. una strada di quel genere fino al campo sportivo? «Con 800 mila euro si potrebbe ripristinare bene la vecchia strada di Cala Rossano. La strada c’è è prima o poi andrà riaperta, nonostante il crollo nella Grotta dei Passeri: un costone roccioso che si pensava da anni potesse cadere. Forse sarebbe stato necessario intervenire prima che accadesse – 4 anni fa – ma allora non avevamo gli strumenti per intervenire».

I SOLDI DELLA REGIONE: 6 MILIONI – E i contestatori tornano all’attacco: «Il sindaco ragiona così perchè non sono soldi suoi, vengono dal Dipartimento infrastrutture della Regione Lazio che aveva finanziato con 6 milioni di euro la costruzione del tunnel». Intanto, proprio per il contestato progetto della galleria dal porto nuovo al campo sportivo è partita, il 31 luglio, la gara d’appalto dei lavori. «Anche se 840 mila euro sono stati stornati» per quella che qualcuno ha ribattezzato «la nuova tangenziale» sotto al cimitero: un’opera che non serve a nessuno, tantomeno ai morti. I problemi di Ventotene son ben altri.

Fonte: Corriere della Sera

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Isola al cinema

La nuova edizione dell’ Isola di Ventotene Film Festival, diretto da Loredana Commorana, si svolgerà dal 28 luglio al 4 agosto nella cornice unica della più selvaggia e al contempo ricca di storia delle Pontine. Una serie di proiezioni e incontri illuminerà le notti di Ventotene, rinnovando una tradizione che quest’anno vede l’isola più che mai protagonista in nome dello stretto rapporto che lega la manifestazione al territorio e alle persone che lo vivono. Negli anni del resto forte è stato il legame tra l’isola, gli artisti ospiti del festival e i tanti giunti ad applaudirli. Lucio Dalla ha tanto amato Ventotene da volervi ritornare dopo averla scoperta, Domenico Starnone l’ha da subito considerata luogo ideale per la scrittura, Anna Pavignano ne ha tratto ispirazione per il romanzo “In bilico sul mare” portato successivamente sullo schermo da Alessandro D’Alatri con il titolo Sul mare.Quest’anno, dunque, i registi e gli attori chiamati a presentare i loro film e a incontrare il pubblico vantano un legame speciale con Ventotene. Sabato 28 luglio il festival presenta Ciliegine e celebra Laura Morante, per l’occasione sofisticata regista esordiente che nell’isola aveva girato Ferie d’agosto di Virzì. Marco Spagnoli, amico dell’Isola di Ventotene Film Festival di cui è già stato ospite, torna nella doppia veste di giornalista e regista e domenica 29 luglio presenta Hollywood Invasion, secondo capitolo dedicato alla calata a Roma dei cineasti americani negli anni ’50 e ’60. Lunedì 30 luglio è la volta di Ennio Fantastichini, un’occasione per ripercorrere una carriera eccezionale tra cinema, teatro e televisione. Ferie d’agosto, di cui anche Fantastichini è stato interprete, farà da sfondo all’incontro. Chiusura di eccezione mercoledì 1 agosto con Daniele Segre e Luciana Castellina. Raffinata intellettuale, Castellina è ritratta magnificamente nell’appassionato documentario Luciana Castellina, comunista di Segre che, tra le molte sfaccettature, ne evidenzia anche quella del politico dal cuore e dal pensiero profondamente europei. Quell’Europa unita che proprio a Ventotene ha avuto il suo battesimo ideale con il manifesto di Altiero Spinelli redatto nel lontano 1941. Gli incontri sono a cura di Angela Prudenzi.

Fonte: il Sole 24 Ore, Cinecittà News, Parvapolis

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Laziomar, le falle diventano chiare a tutti

«Dopo mesi di proteste e di lotta solitaria l’Aviap finalmente non si sente più sola nel chiedere chiarimenti alla Laziomar su un periodo di gestione che definire carente è poco». E’ quanto afferma il presidente dell’associazione per la Valorizzazione dell’Arcipelago Ponziano, Marcello Musella che spiega «a nostro avviso sono molte le cose che non quadrano e che da tempo chiediamo vengano spiegate, a partire dal Comune di Ventotene, alla Provincia di Latina, al Prefetto ed alla Regione Lazio, senza peraltro ottenere finora alcuna risposta».
Musella continua a ribadire come tutto parta dall’accordo di programma firmato a Palazzo Chigi il 3 aprile del 2009 tra il Governo, la Regione Campania e la Regione Lazio «propedeutico alla nascita della Laziomar spa e che disciplina il rapporto tra le due regioni e le rispettive società di navigazione facendo obbligo alla società aggiudicataria di assicurare continuità di servizio durante i periodi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle navi, e di garantire comunque la disponibilità di una nave di riserva, in grado di sostituire sia l’aliscafo che per effettuare la linea estiva sulla tratta Anzio-Ponza, così come garantiva la gestione unica della Caremar quella nave di riserva – spiega Musella – che non è mai stata consegnata alla Laziomar spa che invece è stata così costretta a noleggiare un’altra nave, sempre da una società privata, nei periodi di maggior afflusso turistico, con un enorme dispendio economico di denaro pubblico».
Musella e l’Aviap si dichiarano tuttavia fiduciosi dal momento che solo il 27 giugno anche tre parlamentari del Pd hanno sollevato il caso con un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, a firma dei deputati Sesa Amici, Enrico Gasbarra e Michele Pompeo Meta, così come hanno fatto di recente in Consiglio regionale gli onorevoli dell’Italia dei Valori Bucci, Maruccio, Rodano e Tedeschi, chiedendo alla presidente Renata Polverini quali iniziative intenda adottare per assicurare il servizio nei prossimi mesi, evitando ulteriori aggravi di costi che potrebbero far ipotizzare un presunto danno erariale a carico dell’ente regionale.
A queste interrogazioni, ricorda Musella, da alcuni giorni si è aggiunto l’atto prodotto dai marittimi della Laziomar che hanno scritto un loro reclamo indirizzato al Dipartimento Istituzionale del Territorio della Regione Lazio all’assessore ai Trasporti Pubblici ed alle Politiche della Mobilità, ed alla Procura della Repubblica di Latina «reclamando a gran voce il loro diritto al posto di lavoro e le garanzie di continuità economica dopo essere stati assorbiti dalla Laziomar in virtù di un contratto di lavoro, mentre al momento – ricorda Musella – vengono favoriti i lavoratori di alcune società private della Campania, senza alcuna attenzione per le società di navigazioni private esistenti nella Regione Lazio».

Fonte: Latina Oggi

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