Ventotene e Ponza in balia dei pirati

20120914-201811.jpgUn’altra giornata nera per i collegamenti marittimi.
Disagi, difficoltà e polemiche si sono registrate nella giornata di ieri sull’isola di Ponza.
Tanto più che non si è trattato di una giornata qualunque, ma del giorno in cui si sono aperte le scuole nel comprensorio del sud pontino.
Istituti frequentati appunti da diversi isolani.
Ebbene alle 5.30 di ieri il traghetto che avrebbe dovuto trasportare gli isolani sulla terraferma non è partito e decine e decine di persone sono rimaste bloccate senza poter raggiungere Formia.
La rabbia della gente al porto è esplosa, quando soprattutto si è venuto a sapere che la nave non è potuta partire a causa di un guasto al portellone.
I meccanici avrebbero tentato in tutti i modi di aggiustarlo l’altro ieri sera, lavorando fino a notte inoltrata, ma invano. Qualcuno è riuscito a partire prendendo il mezzo per Terracina, ma tanti sono stati impossibilitati a farlo. A tutto questo bisogna aggiungere anche le condizioni meteo che non erano delle migliori e così per molti non è rimasto altro che fare qualche sospiro e rimanere sull’isola, rinunciando a tutti gli impegni che aveva preso sulla terraferma.
A farsi portavoce delle lamentele è stato Emilio Aprea della Lega Consumatori, che punta il dito diritto contro la Laziomar che «non si decide a cambiare la sua flotta».
Ma ancora di più quando attacca: «Ci avevano promesso il servizio prenotazione online e nulla è stato fatto, la pulizia e la sistemazione dei servizi igienici a bordo dei mezzi che sono obsoleti, ma niente. Noi isolani non ne possiamo più. Siamo dei confinati sull’isola. Il traghetto che ha lasciato a piedi decine di passeggeri si era rotto solo due giorni fa.
Perchè non è stato subito sostituito? Non è più possibile andare avanti così e soffrire questi disagi».
Al riguardo Aprea ha qualcosa da ridire anche agli amministratori comunali. «Non è possibile che di fronte a questi disagi gli amministratori stiano zitti e non facciano nulla per migliorare i trasporti per l’isola che sono fondamentali». E, riferendosi all’ordinanza del sindaco che consente l’apertura degli esercizi pubblici anche oltre il periodo estivo, il presidente della Lega Consumatori aggiunge: «Ci danno la possibilità di allungare l’estate. Ma con questi problemi dei trasporti, a cosa serve tenere aperte le nostre attività? Per farci entrare il vento?».

Fonte: Latina Oggi

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Etica e scienze economiche a Ventotene

20120912-085249.jpgLa cultura a Latina è sempre più fai-da-te. Arruffona, approssimativa e preferibilmente clientelare. Questo fine settimana si segnala invece un appuntamento d’eccellenza, a Ventotene, organizzato dall’Isue, l’Istituto di Scienze Umane ed esistenziale. E la riflessione che pone appare di strettissima attualità, considerati i deserti valoriali dietro al “montismo” imperante. Etica e scienze economiche, è il nome dell’incontro con Piero Barucci, già presidente del Monte dei Paschi di Siena e dell’ABI, Ministro del Tesoro nei governi Amato e Ciampi; Fabiana Di Porto, associato di Diritto dell’economia all’Università del Salento; Domenico di Iasio, ordinario di Etica Sociale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Foggia; Margherita Pedrana, docente presso il corso di laurea in Economia dell’Università Europea di Roma. E ancora: Antonio Scala, Fernando Boscaino, Serena Buniello, Oreste Trabucco. Introduce e coordina Gianfranco Buffardi. Il tutto alla sala del Comune dal 14.
L’economia nasce nel seno della filosofia pratica, dialoga con l’etica, si lascia guidare dalla politica, ma a volte la tiranneggia: di fatto, l’economia governa le nostre vite. Da qui le seguenti Questioni epistemologiche: l’economia è una scienza? se è una scienza, quali sono i suoi strumenti e come sono validati? Si parlerà anche di Questioni etiche: quale è il fine dell’economia? può essere orientata eticamente? quali sono i canoni etici da rispettare?
Oggi che il Comunismo non esiste più, una riflessione liberale sul liberismo si impone. E se non può la politica, perché troppo impegnata nella gestione di un Potere o perché ormai appannaggio dei mediocri, ben vengano riflessioni più qualificate…

Fonte: Parvapolis

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Prevedibile incidente stradale a Ventotene

20120909-165700.jpgE’ stato trasferito al policlinico Gemelli di Roma il bambino di due anni che questa mattina, attorno alle undici, è stato investito da un camioncino.
Nell’impatto ha riportato un trauma cranico, ma per fortuna non è in pericolo di vita. Il piccolo stava camminando in via Olivi, una stradina molto stretta, con i suoi genitori, dai quali si è staccato improvvisamente. All’arrivo dei sanitari del 118 era cosciente: dalla sala operativa dell’Ares di Latina è stata attivata, con un codice giallo, l’eliambulanza per il trasporto a Roma dove è stato sottoposto a tutti gli accertamenti per scongiurare traumi più seri. Sul posto hanno lavorato i carabinieri.

Fonte: Latina 24 Ore, Teleuniverso, Latina Press

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Tempo scaduto per il sindaco di Ventotene?

Una caricatura del sindaco Assenso (da Telefree)

Entro settembre, probabilmente dopo la festa patronale di Santa Candida, il sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, detto Geppino, darà le dimissioni.
Giunto quasi alla fine del suo secondo mandato, eletto con il 77% dei voti, Re Geppino lascia una montagna di macerie su quello che, fino a dieci anni fa, era un paradiso terrestre.
In questi anni è riuscito, con una parabola ascendente ed inesorabile, ad annullare sull’isola ogni forma di legalità e giustizia, ad inondarla di cemento abusivo, a sfasciarne il già lasso tessuto sociale, a permettere l’infiltrarsi del cancro della camorra.
Sembrava partito bene Geppino, i primi anni aveva una giunta forte, era riuscito a mantenere la fitta rete di rapporti istituzionali importanti costruita dal compianto predecessore Beniamino Verde e sopravvissuta alla parentesi Biondo. Ventotene era vista da tutti come un’oasi, dove anche i sogni, come quelli di una buona politica, potevano avverarsi.
Poi però è subentrata la vera anima dell’uomo, la sua grettezza, la sua inadeguatezza e impreparazione.
E così uno dopo l’altro tutti i sogni si sono infranti contro il muro dell’ignoranza e del tornaconto personale. Il progetto di isola a zero impatto energetico, il rilancio dell’area protetta, il sistema museale, il polo congressi, le politiche sociali, le fogne, gli impianti sportivi, la raccolta differenziata dei rifiuti, la banda larga di internet, il presidio sanitario… sono solo esempi di interventi falliti impietosamente, uno dopo l’altro, con enorme spreco di denaro ed energie.
E proprio il denaro deve essere stata la molla che, a un certo punto, ha fatto gettare la maschera ad Assenso.
Verso la fine del decennio scorso, forte del cambiamento politico in Provincia e Regione, Geppino ha deciso di rompere gli indugi e gettarsi a capofitto anche lui nella grande abbuffata dei finanziamenti pubblici. A Ventotene in quegli anni sono transitati milioni e milioni di euro, tutti rigorosamente pubblici, e tutti investiti in opere di cui nessuno ha mai visto la fine (o anche solo l’inizio). E da fuori nessuno che sembrava chiederne conto. Ciò, ovviamente, ha attirato gli appetiti rapaci di un buon numero di spennati avvoltoi locali che per anni hanno creato, e mangiato, alla corte del sire.
Nell’aprile 2010 però questo granitico impero subisce un duro colpo. Crolla un pezzo dell’isola e uccide due turiste. “Tragica fatalità” si affretta a dire il sindaco, “dolo e incuria” accusa la magistratura che lo rinvia a giudizio per omicidio insieme ad una parte dei suoi vassalli.
Da quel giorno uno dopo l’altro le sue coperture, i suoi contatti, le sue ‘certezze’ incominciano a vacillare. Geppino rimane da solo, non ha più modo di confrontarsi con nessuno di fuori, tutti lo evitano. La sua giunta perde un pezzo dopo l’altro, falcidiata da scandali (il vicesindaco abitava un alloggio popolare senza titoli) e malumori. Nel frattempo i tempi sono cambiati, i cellulari ed internet accendono un faro sull’isola che permette, a tutti, di cogliere anche la più piccola delle vicende isolane. E così, in balia solo della sua cupidigia e degli sciagurati consigli di quei pochi che restano della sua corte dei miracoli, il primo cittadino esplode in tutta la sua piccolezza degna del famigerato genitore, anch’egli sindaco, sbeffeggiato per sempre da Alberto Jacometti come “…furbo, manierato, senza scrupoli, ora umile come un mendicante, ora brutale come un re. Tutta la sua filosofia deve tener in questa frase: o lo fo fesso o mi fa fesso, e per non correre il rischio di essere “fatto fesso” fa fessi tutti…” Sono gli anni del pazzesco progetto del tunnel sotto l’isola: l’ultima follia dell’imperatore…
Ora però Geppino è stanco, esaurito, svuotato.
A stento gli rimane uno straccio di inutile vicesindaco e tutti i suoi sodali, ben pasciuti di appalti e impieghi a stipendio fisso, non lo coprono più. Ogni giorno su internet, tv e giornali la sua isola viene additata ad esempio di scempio e malaffare, la magistratura indaga, i turisti se ne vanno e le navi non arrivano più. Anche i suoi amati concittadini, l’ultimo motivo per resistere, lo stanno abbandonando (visto che non è più possibile spremerne nulla).
Ecco perché al più presto Geppino Assenso si dimetterà, sperando ardentemente di essere dimenticato nel più breve tempo possibile come colui che ha ucciso per sempre Ventotene.

Fonte: Telefree

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Ventotene: denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale

Il 4 settembre 2012, i Carabinieri del Comando Stazione di Ventotene, denunciavano all’A.G. un pregiudicato del posto che poco prima aveva danneggiato alcuni tavolini all’interno di un esercizio commerciale. Lo stesso, fermato a bordo di un ciclomotore, inveiva contro i militari operanti e nei confronti anche di alcuni Agenti della locale Brigata della G.d.F. intervenuti.

Fonte: H24 Notizie

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Ventotene: l’Associazione Antimafia Caponnetto c’è!

Antonino Caponnetto

Qualcuno a Ventotene vorrebbe che facessimo quello che dovrebbero fare le forze dell’ordine?
Un pretesto?
Una provocazione di chi ce l’ha con noi ed è a corto di argomenti per attaccarci?
Intanto quel “qualcuno” che scrive di queste cose su “Ventotenenews “esca dall’anonimato ed abbia il coraggio difirmarsi con nome e cognome facendoci delle accuse precise.
“Perché l’associazione Caponnetto è muta?”, scrive questo anonimo.
Gli rispondiamo subito.
Premesso che l’Associazione Caponnetto,che è in primis un’associazione antimafia, LAVORA SEMPRE E NON E’ MAI MUTA, ci teniamo a precisare che noi su Ventotene ci stiamo spendendo da anni, raccogliendo notizie e segnalandole a chi di dovere.
Lo abbiamo fatto,lo stiamo facendo e lo faremo sempre perché questo è il nostro compito.
Il problema è che noi non possiamo svolgere un ruolo sostitutivo, anche se spesso ci vediamo costretti in parte a farlo, rispetto alle forze dell’ordine ed alla magistratura.
Ventotene ha da qualche tempo un bravo Comandante della Stazione dei Carabinieri, inviso,ovviamente, a taluni che vorrebbero che le cose continuassero ad andare come sono andate per anni;ma un nucleo della Guardia di Finanza e della Guardiacostiera che dovrebbero fare di più, molto di più.
C’è stato un processo di devastazione edilizia selvaggia che, stando ai risultati, chi avrebbe dovuto contrastarlo, non lo ha contrastato come si doveva.
E, poi, sono stati investite montagne di capitali sulla cui “provenienza” abbiamo il sospetto che nessuno abbiaindagato come era necessario.
Le istituzioni competenti della provincia di Latina – e non solo perché in materia urbanistica, ad esempio,trattandosi di area protetta, ci sono competenze della Regione e di altri Enti – sono state evidentemente molto disattente rispetto ai fenomeni economici ed urbanistici di quell’isola.
Il problema è capirne le ragioni!…
Noi abbiamo la sensazione che sia necessario al riguardo un intervento della DIA perché abbiamo il sospetto che qualche clan campano abbia un forte interesse a mettere le mani in quell’isola.
Quel “qualcuno” che anonimamente formula accuse generiche nei nostri confronti, abbia il coraggio di uscire allo scoperto segnalandoci fatti specifici,ma non pettegolezzi, che riguardano soprattutto eventuali investimenti di capitali sospetti, in odor di camorra, tanto per intenderci.
In quel caso saremmo noi a garantirgli l’”anonimato”, dimostrandogli che l’Associazione Caponnetto non è mai “muta”.

Fonte: Associazione antimafia “A. Caponnetto”

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La camorra a Ventotene?

20120831-235417.jpgVentotene, un’isola invasa dalla camorra?
E’ una voce che corre, insistente, che non sappiamo quanto fondata perché non spetta a noi fare delle indagini sulla “provenienza” e sulla “tracciabilità “ dei tanti capitali che vi sono stati investiti.
Ma certo è che di questi capitali ne sono stati investiti a quintali, nella realizzazione di ville, nell’acquisto di esercizi, in varie opere.
Di cemento ne è arrivato a tonnellate sui traghetti che partono dal porto di Formia, pur essendo il territorio sottoposto a vincoli rigorosissimi di tutela.
Non si sarebbe potuto costruire nemmeno un balcone, invece sono stati presi di assalto grotte, anfratti ed ogni spazio libero.
Un abusivismo edilizio selvaggio che ha straziato quell’isola prima considerata una delle perle del Tirreno.
Non è il caso che la DIA ed il GICO diano un’occhiata a quanto è avvenuto?

Fonte: Associazione antimafia “A. Caponnetto”

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Trentunesima edizione del Seminario Federalista a Ventotene

Altiero Spinelli

Nell’isola dove venne scritto il manifesto ispiratore dell’Europa Unita, comincerà domenica 2 settembre il 31° seminario federalista. «Il federalismo in Europa e nel mondo. Federazione europea subito!» è il titolo del 31° Seminario Federalista, dal 2 al 7 settembre, organizzato dall’Istituto Spinelli insieme a Regione Lazio, Provincia di Latina e Comune di Ventotene. I temi più attuali sulle sfide dell’Unione Europea, dalla crisi economica al rilancio politico su basi federali, saranno al centro delle relazioni e dei dibattiti nell’isola in cui settant’anni fa Altiero Spinelli scrisse il Manifesto di Ventotene e nella quale, da più di trent’anni, ha luogo uno dei momenti più importanti di approfondimento e riflessione sul futuro dell’Unione Europea. Ai seminari parteciperanno 150 giovani provenienti da tutto il continente per formarsi al pensiero federalista ed elaborare proposte operative, proprio nel momento in cui mai come prima acquista forza nell’opinione pubblica e nell’agenda dei governi la parola d’ordine degli «Stati Uniti d’Europa», da sempre portata avanti dal Movimento Federalista Europeo (MFE), fondato da Spinelli per realizzare il sogno di un’Europa unita, pacificata e prospera. Durante la cerimonia di apertura, domenica 2 settembre alle ore 17.00, cui parteciperà tra gli altri Andrea Enria avverrà inoltre la consegna, all’editorialista de «Il Sole 24 Ore» Carlo Bastasin, del Premio Giornalistico Altiero Spinelli sostenuto dalla Conferenza dei Parlamenti Regionali, dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, dall’Ufficio in Italia del Parlamento Europeo e con l’adesione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nei cinque giorni si alterneranno come relatori esponenti del Movimento Federalista Europeo, dell’Università e del mondo politico ed istituzionale; tra le voci più eminenti quelle di Lucio Levi presidente del Movimento Federalista Europeo, Pier Virgilio Dastoli, presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo, Alfonso Iozzo ed Alberto Majocchi del Comitato Federale dell’Unione europea dei federalisti e Jo Leinen, presidente dello European Movement. I lavori si concluderanno venerdì 7 settembre con la tavola rotonda «Un piano europeo per lo sviluppo sostenibile» – in vista del possibile lancio di una Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) in materia – dove interverranno tra gli altri Fabrizio Saccomanni, direttore Generale della Banca d’Italia, Gianni Pittella, vice presidente del Parlamento Europeo, Renata Polverini, presidente della Regione Lazio.

Fonte: Latina Oggi, Latina Oggi

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Mentre a Ponza chiudono, a Ventotene le spiagge a rischio si “riaprono”

«Ci hanno detto che quella parete può crollare con un calcio».
Eppure sul versante della falesia che si solleva dalla spiaggia di Cala Nave il cartello con cui si avvisavano i viaggiatori e gli avventori del ristorante bar della spiaggia sono scomparsi.
Ad accorgersene i soliti cittadini che visitano le cale che conoscono come le loro stesse dita della mano destra.
Così si scopre che a mettere in guardia i cittadini del posto, sono stati proprio quei rocciatori della «Dolomiti rocce», quando hanno osservato con occhio esperto e da vicino la stretta parete della montagna a picco su Cala Nave.
In quello spazio però vi è anche un locale pubblico in cui in estate vengono spesso organizzate feste sia pomeridiane che notturne, che si protraggono fino alle 3 del mattino e sembrerebbe che nonostante la cosa sia sta fatta presente alle autorità competenti da alcuni cittadini del posto, nessuno si sia preoccupato di tornare ad interdire l’area con l’adiacente parete rocciosa a rischio crollo.
Così se di giorno come di notte la falesia che si affaccia a strapiombo sulla spiaggia era fino a due mesi fa ritenuta inavvicinabile, “recintata” e chiusa al transito degli avventori, con tanto di cartelli e soprattutto interdetta perché classificata come zona R4. Da due mesi questi cartelli sono misteriosamente scomparsi, la zona e’ accessibile alle persone che ballano, bevono e si siedono proprio sotto la parete a dispetto della tanto sbandierata pericolosità di siti come questi.

Fonte: Latina Oggi

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Tuffi pericolosi a Ventotene

Un tuffo maldestro, forse per la poca attenzione o per una fatalità: è questa la causa di un brutto infortunio subìto questa mattina da un bambino di 11 anni in vacanza a Ventotene. L’episodio è avvenuto attorno a mezzogiorno.
Il piccolo bagnante è caduto malamente nelle acque dell’isola pontina – riferiscono i soccorritori mentre cercava di tuffarsi. Il bimbo si è quindi provocato un trauma cervicale.
I presenti hanno allertato la centrale operativa del 118, che ha mandato sul posto un’eliambulanza del servizio Pegaso. Il personale medico dell’elisoccorso ha quindi provveduto a prestare le prime cure del caso al giovane ferito.
Per valutare meglio la serietà del trauma riportato dal bambino si è comunque reso necessario il trasporto in ospedale: è stato dunque trasferito al Goretti di Latina per lo svolgimento di accertamenti.

Fonte: Latina Today, Latina 24Ore

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