Impossibile dormire

Lettera appello affinchè le serata ventotenesi siano regolamentate tenendo conto delle esigenze di quei residenti che proprio non ce la fanno più, specie d’estate, a non dormire la notte svegliati dal frastuono proveniente dalla strada.

“Vivo a Ventotene e sono residente in centro storico, in piazza Castello. Da pochi anni ad oggi, da quando mi sono ritirata a vivere sull’isola, devo dire che la notte nel periodo estivo, non si riesce più a dormire, per schiamazzi notturni.
Ho avvisato Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, del posto e quelli sulla terra ferma.
Ma devo dire che gli schiamazzi continuano puntualmente tutti gli anni in questo periodo, notte dopo notte, senza che nessuno prenda provvedimenti.
Tutte le notti, avendo la casa a piano terra, gli anni passati tutte le ore uscivo sull’uscio della porta ad invitarli a fare silenzio, che la gente dormiva a quell’ora, ma peggioravo solo la situazione, in quanto era diventato uno sport quotidiano a prendermi in giro.
Oggi invece ho paura, perché oltre che parlare ad alta voce ad urlare,  ad fare giochi in piena nottata anche sotto le abitazioni di gente anziana, non vorrei mai incontrare queste persone, perché non so come potrebbero reagire, per quello che si sente in giro.
Al mattino quando si riesce ad prendere sonno per sfinimento, devi alzarti dal letto, perché ci sono già i mezzi  meccanici che iniziano a lavorare.
A questo punto non so più a chi rivolgermi, tanto qui è tutto inutile. Devi sempre soddisfare il piacere di qualcuno.
In questo stato, forse non mi resta che vendere casa, così saranno contenti di fare il baccano che vogliono, ma attenzione, vendere casa non significa regalarla.
Ma forse la devo prendere a gioco come loro, venderla a quattro chi che sia che non abbiano paura di farsi rispettare, o di rivolgermi nelle sedi più opportune per rompere come fanno loro la pace e la tranquillità?”

Fonte: H24Notizie, Latina Oggi, TeleFree

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Venotene: ormeggi non a norma

Nella giornata di ieri il nucleo di polizia marittima della Guardia Costiera di Gaeta ha effettuato un controllo a tappeto nel porto nuovo e nel porto romano di Ventotene.
I marinai  coordinati dal comandante Francesco Tomas, sono giunti sull’isola al termine di una attività investigativa condotta nelle settimane precedenti al fine di fotografare la situazione degli ormeggi e delle concessioni nel porto. Al termine delle operazioni sono state contestate 14 violazioni che hanno comportato delle sanzioni pari ad un valore di circa 15000 euro.
I marinai, sbarcati sull’isola e posizionatisi nei punti strategici del porto, hanno iniziato il controllo, portandolo poi a termine in un clima sostanzialmente pacifico e senza pregiudicare le attività marinare e lo spirito vacanziero che anima in questi giorni l’isola.
In particolare sono stati contestati otto illeciti per violazione dell’ordinanza sugli ormeggi in porto e sei illeciti per inosservanza delle disposizioni a cui devono attenersi i concessionari (ormeggio di barche più lunghe di quelle consentite, violazione in materia di antincendio); questa situazione di fatto aveva generato una inevitabile confusione negli scali dell’isola.
Così il comandante Tomas: “Gli illeciti che abbiamo rilevato e sanzionato fanno riemergere la necessità della continuativa presenza della Capitaneria di Porto nell’isola, come noto interrottasi nel 2009 per inadeguatezza degli apprestamenti logistici e infrastrutturali a disposizione. Ciò nel convincimento della efficacia della nostra presenza in termini di prevenzione e deterrenza ai fini del pacifico e regolare svolgimento di tutte le attività marittime e l’esercizio di quelle funzioni amministrative che fanno capo alla autorità marittima”.

Fonte: H24Notizie, Il Tempo, Il Punto a mezzoggiorno, Il Messaggero, La Provincia

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Ennesimo scandalo a Ventotene

Il Sindaco Giuseppe Assenso

A Ventotene lo scorso martedì il Consiglio comunale ha ratificato a maggioranza assoluta un protocollo d’intesa tra Comune, Provincia di Latina, Regione Lazio e la società Acqualatina SPA per la privatizzazione dell’acqua.
Appena in tempo, visto che tra pochi giorni verranno ratificati ufficialmente i risultati dei referendum contro la privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici, e che tali accordi non si potranno più fare.
Eppure il piccolo Comune pontino l’acqua non l’ha mai pagata, visto che la Regione gliela forniva gratis via nave, anzi le bollette dei residenti erano la principale fonte di entrata per le casse comunali.
Fatto sta che durante la seduta di martedì il sindaco, lo stesso Geppino Assenso già indagato dalla Corte dei Conti e recentemente rinviato a giudizio per la tragedia di Cala Rossano, ha lasciato fare tutto al segretario comunale Carmine Caputo, che svolge il suo incarico tra Ventotene e Sperlonga, città del presidente della Provincia di Latina Armando Cusani.
Caputo ha arringato l’intero Consiglio, riuscendo a convincere persino quella parte della maggioranza che era fortemente perplessa a legarsi ad una delle società di servizi più chiacchierate del Lazio come Acqualatina. Alla fine, con un solo voto contrario della minoranza, tutti i consiglieri hanno ratificato l’accordo che prevede, tra l’altro, anche la gestione degli impianti fognari che, pur nuovissimi, non hanno mai funzionato sull’isola, costruiti sotto la direzione del fratello ultraottantenne del sindaco e costati oltre due milioni di euro di fondi pubblici.
E così i cittadini di Ventotene adesso si ritroveranno a pagare le bollette ad un privato, alla faccia del risultato referendario, in barba ad ogni criterio di buonsenso e con costi altissimi.

Fonte: TeleFree, Associazione antimafia “A. Caponnetto”

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Ventotene: le repliche alla “bandiera nera” di Legambiente

Gli ambientalisti: «L’isola a rischio dissesto idrogeologico per il troppo cemento illegale». La replica: strumentalizzano la tragedia di Sara e Francesca

«No, non ci stiamo. Adesso basta: fino a ieri eravamo l’isola più bella del mondo. E adesso siamo diventati i corsari del turismo. Legambiente ci ha profondamente delusi. Ha tradito tutto quello per cui stiamo lavorando». Ventotene reagisce all’attacco dell’associazione ambientalista, che le ha appena consegnato la Bandiera nera. E per bocca della nuova associazione di imprenditori dell’isola annuncia: «La prossima volta che Goletta Verde si avvicinerà al nostro porto la ricacceremo indietro. Per anni abbiamo aiutato Legambiente in tutti i modi, fornendo assistenza e ospitalità ai suoi uomini. E ora ci ripaga così… Non si può strumentalizzare ancora la tragedia di Sara e Francesca”.

RILEVAMENTO SATELLITARE – Sabato la notizia della bocciatura subita dagli ambientalisti è arrivata come un fulmine a ciel sereno sull’isola dove – dopo la pesantissima crisi seguita alla tragedia del 2009 in cui persero la vista due studentesse romane – si era riscoperta la voglia di rilancio, con una trentina di giovani impegnati in nuove attività e un nuovo motto: «Siamo amici dei turisti, prima che negozianti o imprenditori».
Nel weekend il porto era di nuovo pieno di diportisti, i ristoranti affollati, le vie del borgo gremite. «La stagione sta andando bene, il tempo è bello, la gente si riversa sull’isola, c’era folla al concerto di sabato notte nella piazza della chiesa – racconta Pietro Pennacchio, presidente Confcommercio e consigliere dell’Aviap (Associazione valorizzazione isole arcipelago ponziano) – . L’atmosfera è di festa, posti letto non ce ne sono più… non capisco perché dicano certe cose: il mare è pulito, noi rispettiamo tutte le normative ambientali, siamo forse i primi nel Lazio ad avere una raccolta differenziata porta a porta quasi all’80%…».
Certo qualche problema da risolvere c’è ancora, «ma noi stiamo lavorando anche per la sicurezza, come testimoniano i cantieri ancora aperti a Cala Nave e vicino agli ormeggi delle vele nel porto nuovo». Il Porto romano è stato messo in sicurezza per tutta la sua estensione e «abbiamo in corso un progetto di telerilevamento satellitare dei dissesti idrogeologici – spiega Umberto Assenzo, consigliere comunale – in collaborazione con l’università di Roma. A giorni verrà firmata una convenzione apposita».

LO SCIROCCO E I VERI PIRATI – «Con lo scirocco degli ultimi giorni può essere arrivata un po’ di schiuma su determinate cale, ma non è colpa nostra – insiste Pennacchio – : noi teniamo pulita la nostra isola. Poi se certe navi scaricano al largo le loro cisterne, questo è un problema di tutte le isole. Sono loro i veri pirati: Legambiente dovrebbe stare a venti miglia a largo di Ventotene a sorvegliare chi davvero inquina il nostro mare».

LA BANDIERA NERA – La Bandiera Nera all’isola è arrivata lo scorso venerdì, assegnata dalla Goletta verde di Legambiente. L’imbarcazione dell’associazione ambientalista naviga nel mare italiano dal 1986 per monitorare lo stato di qualità delle acque e delle coste dei nostri litorali. La bocciatura stavolta è toccata all’isola pontina. Motivazione ufficiale: «Per gli scempi e la cattiva gestione a danno di mare e coste». «Mai come in questo caso, – spiegano gli ambientalisti – la Bandiera Nera vuole essere un grido d’allarme per invertire un percorso di gestione che rischia di compromettere seriamente un territorio così bello ma così fragile». Area marina protetta dal 1997, riserva statale, patrimonio europeo, l’Isola dove è nata l’Europa unita, «Ventotene in questi ultimi anni fa parlare di sé solo per il dissesto idrogeologico del suo territorio e per il cemento illegale che dilaga sulla costa» continua Legambiente.

SERVE UN RISCATTO – Spiega Cristiana Avenali, direttrice di Legmabiente Lazio: «Alla splendida isola di Ventotene serve un riscatto che manca, le criticità sono tante e preoccupanti, la bellezza va preservata con azioni concrete verso l’innovazione e la sostenibilità. L’Area marina protetta è abbandonata, il territorio è oscuramente dilaniato dall’abusivismo edilizio, lontana la messa in sicurezza del 97% delle coste gravate dal dissesto idrogeologico dopo la tragedia di Cala Rossano. L’amministrazione anziché attardarsi in , punti a valorizzare le esperienze innovative delle associazioni e dei giovani locali, che vogliono promuovere lo sviluppo di filiere di agricoltura biologica e pratiche di turismo sostenibile, vere chiavi di successo per il futuro dell’isola».

4 VELE TRASFORMATE IN BANDIERA NERA – «Da anni infatti, stiamo cercando di suggerire e proporre percorsi di sviluppo sostenibile per Ventotene – aggiunge Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde – Nel 2006 abbiamo promosso l’isola quasi a pieni voti l’isola, assegnandole 4 vele. Proponemmo, però, azioni sulla tutela del territorio con regole ben precise per l’Area marina protetta, sull’implementazione dei servizi di depurazione e sulla diffusione di pratiche per la raccolta differenziata». Tre anni dopo, nel 2009, gli ambientalisti hanno veleggiato un’altra volta sulle acque di Ventotene, conferma le eccellenze nella Guida Blu, ma anche e solite ombre sulla gestione dei rifiuti, sulla protezione ambientale e sulla gestione del territorio a causa del gravissimo dissesto idrogeologico. «Insomma – conclude Zampetti – dobbiamo constatare che in sostanza non è successo quasi nulla di quanto sperato, ma moltissimo è accaduto nella direzione opposta e proprio per questo già l’anno scorso all’isola sono state assegnate solo 3 vele. La piaga dell’abusivismo ha dei numeri inquietanti che vedono 15 abusi accertati nel solo 2009, praticamente un abuso ogni 10,27 ettari, con zero ordinanze di demolizione emesse, nessuna acquisizione al patrimonio pubblico condotta, mai la parola alle ruspe».

CONTRO IL TUNNEL – Secondo Goletta Verde, l’elenco delle illegalità nell’isola per quanto concerne l’abusivismo edilizio è purtroppo lunga e annovera scempi edilizi e sequestri diretti dalla guardia di finanza. Ma il cemento arriva anche da scellerati progetti dell’amministrazione, come quello di una strada di collegamento tra il porto nuovo e la zona del campo sportivo, con un mega tunnel di trecento metri per le automobili: «Il Consiglio comunale del più piccolo Comune dell’Italia centrale, facilmente attraversabile a piedi, ha approvato il progetto per la “meraviglia” larga sei metri e mezzo da scavarsi nel cuore dell’isola. Non un divieto di introdurre automobili, ma sperpero di soldi per opere faraoniche», condanna Goletta Verde. Nonostante ciò, l’imbarcazione gialla tornerà nell’isola, incuranti della minaccia dei suoi abitanti («la cacceremo via»).

Fonte:  Corriere della Sera, Golfo News

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Goletta Verde: “bandiera nera” a Ventotene!

Allarme ambiente, Ventotene bocciata, sia pure con beneficio di inventario. Goletta Verde, la campagna di Legambiente che dal 1986 naviga nel mare italiano per monitorare lo stato di qualità delle acque e delle coste dei nostri litorali, oggi, prima di lasciare il Lazio e proseguire il suo tour alla volta della Campania, consegna la Bandiera Nera, il poco ambito riconoscimento attribuito per gli scempi e la cattiva gestione a danno di mare e coste, all’isola pontina. Mai come in questo caso, la Bandiera Nera vuole essere un grido d’allarme per invertire un percorso di gestione che rischia di compromettere seriamente un territorio così bello ma così fragile. Area Marina protetta dal 1997, riserva statale, SIC, ZPS, patrimonio europeo, l’Isola dove è nata l’Europa unita, Ventotene purtroppo, in questi ultimi anni fa parlare di sé solo per il dissesto idrogeologico del suo territorio e per il cemento illegale che dilaga sulla costa». Così in una nota Legambiente. «Alla splendida isola di Ventotene serve un riscatto che manca, – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – le criticità sono tante e preoccupanti, la bellezza va preservata con azioni concrete verso l’innovazione e la sostenibilità, sostenendo i percorsi che vanno in questa direzione. L’Area Marina Protetta è abbandonata, il territorio è oscuramente dilaniato dall’abusivismo edilizio, lontana la messa in sicurezza del 97% delle coste gravate dal dissesto idrogeologico dopo la tragedia di Cala Rossano. L’Amministrazione anziché attardarsi in inutili e assurdi progetti di tunnel per le automobili punti a valorizzare le esperienze innovative delle associazioni e dei giovani locali, che vogliono promuovere lo sviluppo di filiere di agricoltura biologica e pratiche di turismo sostenibile, vere chiavi di successo per il futuro dell’isola». «Legambiente e Goletta Verde hanno particolarmente a cuore le sorti della isola Pontina, da anni infatti, stiamo cercando di suggerire e proporre percorsi di sviluppo sostenibile», dichiara Giorgio Zampetti, portavoce della Campagna.
«Era il 2006 quando la Goletta Verde promosse quasi a pieni voti l’isola, assegnando le 4 vele a Ventotene, proponendo al contempo azioni sulla tutela del territorio con regole ben precise per l’Area marina protetta, sull’implementazione dei servizi di depurazione e sulla diffusione di pratiche per la raccolta differenziata – prosegue l’associazione – Tre anni dopo, nel 2009, al passaggio di Goletta Verde, Ventotene confermava le sue eccellenze nella Guida Blu, ma evidenziava parimenti le solite ombre sulla gestione dei rifiuti, sulla protezione ambientale e sulla gestione del territorio a causa del gravissimo dissesto idrogeologico». «Ad oggi, Goletta Verde – conclude Giorgio Zampetti, portavoce della Campagna – deve purtroppo constatare che in sostanza non è successo quasi nulla di quanto sperato, ma moltissimo è accaduto nella direzione opposta e proprio per questo già l’anno scorso all’isola sono state assegnate solo 3 vele. La piaga dell’abusivismo ha dei numeri inquietanti che vedono 15 abusi accertati nel solo 2009, praticamente un abuso ogni 10,27 ettari, con zero ordinanze di demolizione emesse, nessuna acquisizione al patrimonio pubblico condotta, mai la parola alle ruspe.» «L’elenco delle illegalità per quanto concerne l’abusivismo edilizio è purtroppo lunga e annovera scempi edilizi e sequestri diretti dalla guardia di finanza. Ma il cemento arriva anche da scellerati progetti dell’Amministrazione, come quello di una strada di collegamento tra il porto nuovo e la zona del campo sportivo, con un mega tunnel di trecento metri per le automobili. Il Consiglio comunale del più piccolo Comune dell’Italia centrale, facilmente attraversabile a piedi, ha approvato il progetto per la »meraviglia« larga sei metri e mezzo da scavarsi nel cuore dell’isola. Non divieto di introdurre automobili, ma sperpero di soldi per opere faraoniche – dice Legambiente – L’altro allarme che Goletta Verde lancia a difesa del territorio riguarda l’Isola di Santo Stefano, da tempo in pericolo, tra proposte di vendita e progetti alberghieri di svendita. Per diversi anni l’Isola di Santo Stefano compariva come “in vendita per 20 milioni di Euro”, con una trattativa sempre in mano ad una società tedesca. Tentativo sventato forse anche grazie all’appello lanciato da Legambiente al Presidente della Repubblica Napolitano nel Luglio 2006, raccolto dalla Presidenza della Repubblica, che sottopose la questione della dichiarazione dell’isola quale Monumento Storico Nazionale all’attenzione del Ministero per i beni e le attività culturali. Le motivazioni di questa Bandiera Nera sono chiare e fin troppo esplicite dunque. Ventotene e i suoi abitanti meritano tutela e considerazione maggiori. Le politiche territoriali devono essere calibrate sulle contingenze ambientali e orientate a valorizzare il meraviglioso patrimonio naturale dell’Isola e le potenzialità espresse dalle giovani generazioni. Proprio da loro riparte la speranza per il riscatto e la rinascita dell’Isola. Goletta Verde punta su di loro e sui loro progetti. Sicuramente tornerà a visitare Ventotene, sperando che al posto della Bandiera Nera, possa consegnare alle amministrazioni locali un riconoscimento per aver saputo investire sul futuro con lungimiranza.

Fonte: OnlineNews, Nuovo Paese Sera, Latina Oggi, H24Notizie, AGR Online, Corriere della Sera, Latina24Ore, La Provincia, Affari Italiani, GreenStyle, Terra, Il Territorio

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Riusciranno i giovani a salvare Ventotene?

Dopo la crisi dell’estate 2010, nuove attività, iniziative per favorire i visitatori e uno spirito diverso: «Vogliamo essere amici dei turisti, prima che imprenditori»

Il nuovo banco del gruppo di giovani noleggiatori (Zanini)

Qualche anno fa avevano restituito notorietà alla loro terra con un gruppo amatoriale di musicisti, che le aveva meritato il titolo di «isola dei tamburi». Oggi sono i protagonisti del riscatto e della rinascita economica di questa terra emersa nel blu del Tirreno. Hanno tra i 20 e i 40 anni i nuovi «motori» di Ventotene. E se è pur vero che alcune attività economiche restano saldamente in mano alla vecchia guardia, è anche evidente che la voglia di cambiare l’isola delle nuove generazioni, il loro entusiasmo, sta contaminando tutti.
In tempi di crisi, i volti di Mario, Valentina, Mattia, Agnese, Annarita, Daniele, Simone, Christian, Laura, Alessio, Lia e tanti altri sono il nuovo biglietto da visita di un’isola dove gli abitanti vogliono presentarsi anzitutto come amici del turista, prima ancora che operatori e fornitori di servizi. Ventotene ha pagato duramente, ancora nell’estate 2010, il conto di un vecchio modo di fare turismo. E adesso corre ai ripari, grazie ai giovani. Un esempio? Per la prima volta quattro diversi operatori dei noleggio barche si sono consorziati nel piccolo porto romano.

La bandiera del gozzo «Baccalà» a Ventotene

LA COMPAGNIA DEI PIRATINI – Tra i venti e 40 anni, Luigi, Raffaele, Daniele, Lele (e con loro gli amici Antonio e Ciro, il più giovane, 24 anni) hanno un unico banco prenotazioni e propongono barchini a nolo oppure gite organizzate in barca o in gozzo – splendido il «Baccalà» -, gommone o lance. Ci sono anche escursioni di un’intera giornata con pranzo a bordo su un ex peschereccio, la Paranzella. Li chiamano «i piratini», ma la bandiera con il teschio che stringe una rosa rossa fra i denti è ancora esclusiva del gozzo di Luigi e Antonio. Il ventenne Rocco lavora con lo zio Franco Coraggio allo Yachting Club, dove si noleggiano barche a vela come il 15 metri Iacandra. Alla Scuola di Vela di Ventotene c’è invece Simone, figlio di Mario Ugazio: porta bambini e ragazzini a scoprire l’ebbrezza del vento in poppa sulle derive davanti al porto.

FALCHI SULLE FALESIE Per chi vuole conoscere al meglio la natura dell’isola, c’è una pattuglia di ragazze preparate e gentili. A cominciare da Annarita, biologa trentenne (e moglie di uno dei piratini): di sera dà una mano ai tavoli de Il Giardino, di giorno si alterna con l’amica Sara nel guidare le visite alla parte più selvaggia dell’isola e al locale Museo della Migrazione (aperto dal 17 giugno all’8 settembre). Su quest’isola, infatti, passano ogni anno migliaia di uccelli migratori: vengono censiti e inanellati (ora anche con microchip). Oltre a questi, si annoverano una colonia di falchi pellegrini, colonie di Berta maggiore e Berta minore, passeri, cardellini, verdoni e qualche raro barbagianni.

PROFONDO BLU Come racconta Filomena Gargiulo in un capitolo del suo I Ventotenesi, nei secoli scorsi la cattura degli uccelli era fonte di reddito e sostentamento: si facevano quintali di quaglie e tordi con le reti da posta tese sopra le falesie; oggi proibite. Dal blu cobalto del cielo al profondo blu del mare: con Valentina – quarantenne viterbese che da sette anni si è trasferita sull’isola – e la sua aiutante Monica si possono effettuare escursioni subacquee nei fondali più belli protetti da un parco marino. Per i divers esperti, ci sono da vedere il relitto di un traghetto affondato durante la Grande Guerra (a 43 metri) e immersioni in miscela alle 5 navi romane ritrovate un paio di anni fa al largo di Ventotene e Santo Stefano.

Mattia davanti alla cantina ipogea che vorrebbe mutare in agriturismo

SOGNANDO L’AGRITURISMO – Mattia – uno dei figli di Umberto e Filomena Gargiulo, contitolari del supermarket in piazza Castello – si occupa del giardino e dei trasporti dal porto ad un’altra attività di famiglia: l’Elicriso, splendido gruppo di case appena sopra il paese, ora gestito con la collaborazione di Stefano e Anna de Il Giardino. Intanto Mattia sogna di aprire il suo agriturismo in zona Punta Pascone, dove genitori e zio Silverio hanno già una coltivazione di lenticchie e filari di vitigni autoctoni. D’inverno studia Scienze Naturali a Roma, nella bella stagione lavora sull’isola e, tra un trasporto e l’altro, prepara marmellate. La sorella Marta studia medicina e chissà che non torni sull’isola da medico condotto.

Il giardino dell'Elicriso

LENTICCHIE E MARMELLATE – Hanno un’azienda agricola anche Pina Musella e il marito Andrea Biondo (figlio di un ex sindaco), che nel loro nuovo negozio al porto romano – «Un mare di sapori» – vendono legumi isolani (producono 30 quintali di lenticchie l’anno), confetture di frutta e un prodotto introvabile altrove: il biscotto con farina di lenticchie. Nei terreni del boutique hotel Agave e Ginestra (reception scavata nel tufo con vista mozzafiato su Cala Battaglia), il titolare Filippo Trento ha organizzato una coltura biologica con pomodori, zucchine, melanzane, peperoni, fiori di zucca, meloni che poi finiscono in cucina, dove vengono lavorati dalle abili mani di Adalgisa, 40 anni.

Agnese e Gianmarco con le maglie ispirate al carcere

INVENTARSI UN LAVORO –Gioacchino, 34 anni, fa il fornaio come il nonno. Lia, 24 anni, e il fratello Nicola, 25, si sono scoperti degni eredi di una famiglia di ristoratori con il bar Vento di Mare, in via Roma. Altri giovani che non hanno imparato un mestiere dai genitori se lo inventano, come Laura, che ha aperto il primo parrucchiere dell’isola – subito affollato – in piazza Castello. O Agnese, trentenne, una laurea in archeologia, che insieme a Gianmarco ha aperto un negozietto sul porto e vende maglie e abiti con il marchio «Evaso», ispirato al vicino ergastolo di Santo Stefano. Anche Valentina vende vestiti ma più raffinati e di marchi alla moda, nella sua boutique «l’Isola che non c’è», sempre in piazza Castello. Serena, invece, un lavoro se lo era inventata all’estero: laureata in Storia dell’Africa, era impegnata con le Ong; è tornata per aiutare papà a rilanciare il ristorante La lampara, a Cala Nave.

Salvatore di Terra Maris parte con i turisti per S.Stefano

SECONDINI E DEEJAY – Al carcere duro – chiuso nel 1964 – lavora adesso il quarantenne Salvatore – dell’associazione Terra Maris come la sorella 27enne Elena, operatrice museale -: fa la guida per i visitatori da quando l’ultimo custode (ed ex secondino) Gennaro si è ritirato. Elio, invece, a 40 anni ha deciso di tornare sull’isola dopo una lunga esperienza in continente: e ha riscoperto il mestiere del padre; fa il falegname dalle parti di Parata Grande; ma è anche – con la compagna Lucrezia – fondatore della locale associazione di volontariato per la protezione civile. Lì vicino, Alessio, 24 anni, gestisce la yogurteria Art Café, dove da appassionato di fotografia organizza mostre; nel tempo libero si dedica alla sua passione: la creazione di mosaici. Pochi passi più in là c’è l’Internet Café «Marnet» di Giuseppe, ventisettenne. Christian, invece, 30 anni e una passione smodata per la consolle, si occupa del locale notturno sul porto romano, Casa Mediterranea, con maxi schermo e qualche serata di interessanti dj set.

Silvia al Pozzillo

MARE PESCOSO – Le acque tra Ventotene e il limite della riserva marina integrale di Santo Stefano sono pescose ma sull’isola sono rimasti soltanto 5 pescatori: l’ultimo arrivato è Nello, quarantenne, tornato sull’isola per fare il mestiere del padre. Papà Raffaele lo si poteva vedere ancora fino a qualche anno fa al Pozzillo, intento a riparare le reti. Proprio lì, Paolo ha aperto con Silvia il primo ristoro salutista dell’isola: una insalateria-macedonieria. Accanto, c’è la nuova rosticceria di una giovane coppia: Giovanni e Pina. «Quasi tutto il pescato va ai ristoranti – spiega Umberto Assenzo, ex vicesindaco e titolare dell’unica pescheria del’isola – quel che resta lo vendo io, che però mi rifornisco anche da Ponza e dalle aste di Formia e Pozzuoli». Il momento migliore – per i turisti con casa sull’isola – per comprar pesce, è «quando arriva il traghetto con le casse dalle aste». E ogni mese ha le sue specialità: a giugno e novembre i calamari; a luglio le ricciole; ad agosto pezzogne e totani; a settembre totani; in ottobre dentici. Dura tutta estate, invece, la pesca di scorfani e aragoste.

Il cuoco Aniello raccoglie verdure nel suo orto

FRATELLI MAGGIORI – Accanto ai giovani, c’è una generazione di fratelli maggiori che per anni ha combattuto con l’ostracismo di molti anziani e, adesso, si sente galvanizzata dal nuovo spirito d’iniziativa e dalla crescente collaborazione tra isolani che cancella le vecchie ruggini tra famiglie. Pietro e il fratello Armando, 50 e 46 anni, sono i proprietari dell’hotel Mezzatorre e del ristorante Terrazza di Mimì, dove hanno arruolato l’ottimo cuoco isolano Aniello Silvestri. Pietro, presidente della Confcommercio locale, è riuscito a varare un progetto innovativo: la nuova associazione per la valorizzazione delle isole dell’Arcipelago Ponziano (Aviap). Presidente il gioielliere Marcello Musella, i soci per ora sono 17 imprenditori, ma già organizzano alcune manifestazioni per destagionalizzare il turismo isolano: dalla raccolta delle lenticchie aperta ai visitatori (in giugno) alle settimane di birdwatching (settembre-ottobre) alle giornate di Pesca al calamaro (novembre).

I fratelli Mario e Daniele animano il ristorante Zi' Amalia

AMORE E CUCINA – Si chiama AmoVentotene il sito più fresco e aggiornato dell’isola (c’è anche una webcam per vedere panorami e meteo in tempo reale), figlio di una associazione di giovani anche qui messa in piedi da un’entusiasta isolana: Anna Impagliazzo, 30enne, che gestisce con papà Giovanni il ristorante Il Giardino. Per aiutarla, anche il fratello Luca, 26 anni, ha abbandonato la sua passione per il diving (lavorava con Valentina) e ha seguito un corso di cucina con lo chef stellato Antonio Sciullo, quindi uno stage a IlSanlorenzo (ristorante ponziano in quel di via dei Chiavari a Roma) e un corso da sommelier presso l’associazione Porthos. Lucia, invece, è una pizzaiola: lavora al forno di Marpizza sul porto romano.
La cucina unisce anche altri due giovani fratelli, anime del ristorante Zi’ Amalia: Mario e Daniele, 27 e 35 anni; il primo – dopo aver studiato a Roma e all’estero presso grandi chef (da Sciullo ha imparato i segreti della pasticceria) – ha preso le redini della cucina (ora aperta sulla sala con una grande vetrata); il secondo si occupa della sala e della cantina. Prodotti rigorosamente isolani e tanta passione e simpatia: «Sono orgoglioso delle mie zuppe di lenticchie e di scorfano – racconta Mario – ricette che ci tramandiamo dal ’43. Ma lo sono soprattutto perché mi dicono che questi piatti ricordano mio padre e mia zia». I giovani di Ventotene rinnovano sì l’offerta dell’isola, ma non dimenticano la tradizione e gli insegnamenti degli anziani.

Fonte: Corriere della Sera

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«A Ventotene gli abusi vanno abbattuti»

Pasquale Valente, IDV Formia

«La Provincia di Latina ha necessità di tutelare il territorio sotto il profilo ambientale». Sono le parole di Pasquale Valente, coordinatore della «Rete dei Valori».
«Infatti riteniamo che sia proprio l’ambiente una risorsa da valorizzare per sviluppare il turismo, fonte di crescita economica.
Bisogna considerare il turismo come elemento di sviluppo, che non può essere distruttadall’intervento speculativo sul territorio.
Per questo vediamo con estremo favore gli interventi di questi giorni per contrastare gli abusi edilizi nella Provincia, in particolare nel sud pontino, come a Sperlonga e Ventotene. Chiediamo però, una sempre maggiore incisività, che porti ad una visione d’insieme del fenomeno e non si fermi al singolo caso, trascurando, magari, analoghe situazioni vicine. Nell’approssimarsi della stagione estiva, notiamo anche, che in quella che dovrebbe essere una perla dell’arcipelagopontino, Ventotene, vi sono innumerevoli abusi edilizi che rovinano l’immagine di ‘isola felice’». Per questo ritiene indispensabile un continuo monitoraggio del territorio finalizzato ad evitare deturpazioni dello stesso, non soltanto intervenendo su «tettoie» senza le prescritte autorizzazioni ma, soprattutto attraverso la denuncia alla autorità giudiziaria di costruzioni di notevoli dimensioni, come «esistono ad esempio, sull’isola di Ventotene a Via degli Ulivi in prossimità dell’ex inceneritore ed in Via delle Rose…».
«Crediamo anche che sia importantissimo, una volta accertata la violazione, che vi siano ordinanze – come crediamo stiano arrivando in questi giorni – che mettono in discussione il degrado urbanistico ma soprattutto che mirino a ripristinare lo stato dei luoghi così com’erano prima dello scellerato intervento dell’uomo:  questo per eliminare il senso di impunità che talvolta si ha e, soprattutto, per rispettare coloro che le regole le osservano».

Fonte: Latina Oggi, H24Notizie

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Rissa al porto di Ventotene

Intenso “scambio” di idee giovedì mattina a Ventotene nella zona del porto isolano e una denuncia ai carabinieri per aggressione. E’ finito così l’incontro scontro tra due noti imprenditori isolani. Prima si sono insultati, poi strattonati, infine sono quasi venuti alle mani. Uno imparentato con il primo cittadino, U.A., attendeva l’arrivo dell’imbarcazione dalla terraferma per scaricare della merce per alcuni suoi locali ubicati in zona porto. L’altro, C.A., titolare di un pontile dove noleggia spazi barca, era in serivizio come tutti i giorni. Quando si sono visti, è bastato poco per ricordarsi delle solite “questioni”. Motivo del contendere, infatti, l’occupazione degli spazi demaniali all’interno del porto. Solo l’intervento a separarli delle persone presenti ha evitato che la situazione degenerasse. E non sarebbe il primo episodio.

Fonte: H24Notizie

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I edizione del concorso scolastico dedicato a Sara e Francesca

Sara Panuccio e Francesca Colonnello

Lunedì 27 giugno presso la Scuola Anna Magnani di Morena si è svolta l’assegnazione delle borse di studio per la prima edizione del concorso scolastico riservato agli alunni di III media intitolato a Sara Panuccio e Francesca Colonnello, le due bambine morte lo scorso anno a Ventotene per colpa di una frana.
A seguito delle indagini sulla tragedia la Procura di Latina ha chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco dell’isola Giuseppe Assenso e per altri tre amministratori pubblici locali, che dovranno ora rispondere di omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime.

Fonte: Facebook

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Isolamento e disagi: le cause

Rischio rifornimenti per le isole di Ponza e Ventotene. Vale a dire niente carburanti, centrali elettriche che cominciano ad avere poche scorte e soprattutto barche ferme perché ai distributori non arrivano gasolio e benzina. Stesso discorso per i pescatori, i quali già oggi dovranno rinunciare alla loro battuta.
La notizia viene riportata oggi dal quotidiano Il Messaggero. A provocare il disagio il blocco dei collegamenti della linea Snap da Formia a causa della contemporanea malattia di sei marinai del traghetto. In realtà il personale imbarcato non percepisce lo stipendio dall’inizio dell’anno.
Di fronte al persistere dei mancati pagamenti – scrive il quotidiano – sembra che la risposta sia stata, appunto, quella di ammalarsi. La consegna dei certificati in Capitaneria di porto e il venir meno del minimo di equipaggio ha indotto la guardia costiera a bloccare il traffico per le isole affidato a quei mezzi. La «Snap navigazione» solo marginalmente trasporta passeggeri, in realtà la principale attività è quella di garantire i rifornimenti di carburanti e, da Ponza, il trasporto dei rifiuti.
Dopo la chiusura del porto di Terracina per insabbiamento la linea è stata spostata a Formia «ma nessuno – spiega l’armatore, Guido De Martino – ci ha mai pagato la differenza per questo trasferimento forzato che ha un costo notevolmente maggiore per noi».
Fino a domenica il servizio è stato svolto ugualmente, lunedì la presentazione dei certificati medici. «Non possiamo farci nulla – aggiunge l’armatore – e capisco i marinai, per quello che ci riguarda appena avremo i fondi dalla Regione pagheremo, aspettiamo da gennaio. Intanto per venerdì contiamo di riprendere i collegamenti e, se necessario, anche con doppie corse».
Malattie o meno – fra l’altro in presenza di certificati medici non è possibile alcuna precettazione – non si può certo immaginare di andare avanti in questo modo.
I noleggiatori, per esempio, non possono affittare scafi e chi arriva con la propria imbarcazione rischia di restare in porto. «I disagi – spiegano alcuni titolari dei pontili di Ponza – si stanno già avvertendo». Non siamo in una vera e propria emergenza ma è chiaro che persistendo la mancanza di carburante fino a venerdì le isole si bloccano.
La vicenda ha mobilitato i sindaci Pompeo Porzio di Ponza e Giuseppe Assenso di Ventotene, i quali hanno sollecitato la Regione. E’ un pessimo biglietto da visita, del resto, la mancanza di carburanti proprio in occasione del ponte di Santi Pietro e Paolo che fa riversare moltissimi romani sulle perle dell’arcipelago ponziano. «Il problema esiste – dice Assenso – e mi dispiace che si arrivi a certe conseguenze. Ci sono delle divergenze tra società e Regione, ma non possiamo rimetterci noi, l’energia elettrica è garantita ma le difficoltà per i diportisti ci sono». Le divergenze, a quanto sembra, riguardano conteggi che non tornano fra quanto chiede l’armatore e ciò che la Regione intende pagare per il servizio ricevuto. E se i marinai da sei mesi non ricevono soldi i mandati per la società sono pronti, compresa a quanto pare l’ultima fattura che risale al 10 maggio. Il caso è stato seguito anche dal prefetto di Latina Antonio D’Acunto. «Abbiamo attivato un servizio sostitutivo per le centrali – spiega il capo di gabinetto del prefetto, Antonio Quarto – e la situazione sembra avviata a soluzione anche per il resto». Sperando che non si ammalino altri marinai rimasti senza stipendio.

Fonte: Latina24Ore, La Provincia

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