Ventotene: le repliche alla “bandiera nera” di Legambiente

Gli ambientalisti: «L’isola a rischio dissesto idrogeologico per il troppo cemento illegale». La replica: strumentalizzano la tragedia di Sara e Francesca

«No, non ci stiamo. Adesso basta: fino a ieri eravamo l’isola più bella del mondo. E adesso siamo diventati i corsari del turismo. Legambiente ci ha profondamente delusi. Ha tradito tutto quello per cui stiamo lavorando». Ventotene reagisce all’attacco dell’associazione ambientalista, che le ha appena consegnato la Bandiera nera. E per bocca della nuova associazione di imprenditori dell’isola annuncia: «La prossima volta che Goletta Verde si avvicinerà al nostro porto la ricacceremo indietro. Per anni abbiamo aiutato Legambiente in tutti i modi, fornendo assistenza e ospitalità ai suoi uomini. E ora ci ripaga così… Non si può strumentalizzare ancora la tragedia di Sara e Francesca”.

RILEVAMENTO SATELLITARE – Sabato la notizia della bocciatura subita dagli ambientalisti è arrivata come un fulmine a ciel sereno sull’isola dove – dopo la pesantissima crisi seguita alla tragedia del 2009 in cui persero la vista due studentesse romane – si era riscoperta la voglia di rilancio, con una trentina di giovani impegnati in nuove attività e un nuovo motto: «Siamo amici dei turisti, prima che negozianti o imprenditori».
Nel weekend il porto era di nuovo pieno di diportisti, i ristoranti affollati, le vie del borgo gremite. «La stagione sta andando bene, il tempo è bello, la gente si riversa sull’isola, c’era folla al concerto di sabato notte nella piazza della chiesa – racconta Pietro Pennacchio, presidente Confcommercio e consigliere dell’Aviap (Associazione valorizzazione isole arcipelago ponziano) – . L’atmosfera è di festa, posti letto non ce ne sono più… non capisco perché dicano certe cose: il mare è pulito, noi rispettiamo tutte le normative ambientali, siamo forse i primi nel Lazio ad avere una raccolta differenziata porta a porta quasi all’80%…».
Certo qualche problema da risolvere c’è ancora, «ma noi stiamo lavorando anche per la sicurezza, come testimoniano i cantieri ancora aperti a Cala Nave e vicino agli ormeggi delle vele nel porto nuovo». Il Porto romano è stato messo in sicurezza per tutta la sua estensione e «abbiamo in corso un progetto di telerilevamento satellitare dei dissesti idrogeologici – spiega Umberto Assenzo, consigliere comunale – in collaborazione con l’università di Roma. A giorni verrà firmata una convenzione apposita».

LO SCIROCCO E I VERI PIRATI – «Con lo scirocco degli ultimi giorni può essere arrivata un po’ di schiuma su determinate cale, ma non è colpa nostra – insiste Pennacchio – : noi teniamo pulita la nostra isola. Poi se certe navi scaricano al largo le loro cisterne, questo è un problema di tutte le isole. Sono loro i veri pirati: Legambiente dovrebbe stare a venti miglia a largo di Ventotene a sorvegliare chi davvero inquina il nostro mare».

LA BANDIERA NERA – La Bandiera Nera all’isola è arrivata lo scorso venerdì, assegnata dalla Goletta verde di Legambiente. L’imbarcazione dell’associazione ambientalista naviga nel mare italiano dal 1986 per monitorare lo stato di qualità delle acque e delle coste dei nostri litorali. La bocciatura stavolta è toccata all’isola pontina. Motivazione ufficiale: «Per gli scempi e la cattiva gestione a danno di mare e coste». «Mai come in questo caso, – spiegano gli ambientalisti – la Bandiera Nera vuole essere un grido d’allarme per invertire un percorso di gestione che rischia di compromettere seriamente un territorio così bello ma così fragile». Area marina protetta dal 1997, riserva statale, patrimonio europeo, l’Isola dove è nata l’Europa unita, «Ventotene in questi ultimi anni fa parlare di sé solo per il dissesto idrogeologico del suo territorio e per il cemento illegale che dilaga sulla costa» continua Legambiente.

SERVE UN RISCATTO – Spiega Cristiana Avenali, direttrice di Legmabiente Lazio: «Alla splendida isola di Ventotene serve un riscatto che manca, le criticità sono tante e preoccupanti, la bellezza va preservata con azioni concrete verso l’innovazione e la sostenibilità. L’Area marina protetta è abbandonata, il territorio è oscuramente dilaniato dall’abusivismo edilizio, lontana la messa in sicurezza del 97% delle coste gravate dal dissesto idrogeologico dopo la tragedia di Cala Rossano. L’amministrazione anziché attardarsi in , punti a valorizzare le esperienze innovative delle associazioni e dei giovani locali, che vogliono promuovere lo sviluppo di filiere di agricoltura biologica e pratiche di turismo sostenibile, vere chiavi di successo per il futuro dell’isola».

4 VELE TRASFORMATE IN BANDIERA NERA – «Da anni infatti, stiamo cercando di suggerire e proporre percorsi di sviluppo sostenibile per Ventotene – aggiunge Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde – Nel 2006 abbiamo promosso l’isola quasi a pieni voti l’isola, assegnandole 4 vele. Proponemmo, però, azioni sulla tutela del territorio con regole ben precise per l’Area marina protetta, sull’implementazione dei servizi di depurazione e sulla diffusione di pratiche per la raccolta differenziata». Tre anni dopo, nel 2009, gli ambientalisti hanno veleggiato un’altra volta sulle acque di Ventotene, conferma le eccellenze nella Guida Blu, ma anche e solite ombre sulla gestione dei rifiuti, sulla protezione ambientale e sulla gestione del territorio a causa del gravissimo dissesto idrogeologico. «Insomma – conclude Zampetti – dobbiamo constatare che in sostanza non è successo quasi nulla di quanto sperato, ma moltissimo è accaduto nella direzione opposta e proprio per questo già l’anno scorso all’isola sono state assegnate solo 3 vele. La piaga dell’abusivismo ha dei numeri inquietanti che vedono 15 abusi accertati nel solo 2009, praticamente un abuso ogni 10,27 ettari, con zero ordinanze di demolizione emesse, nessuna acquisizione al patrimonio pubblico condotta, mai la parola alle ruspe».

CONTRO IL TUNNEL – Secondo Goletta Verde, l’elenco delle illegalità nell’isola per quanto concerne l’abusivismo edilizio è purtroppo lunga e annovera scempi edilizi e sequestri diretti dalla guardia di finanza. Ma il cemento arriva anche da scellerati progetti dell’amministrazione, come quello di una strada di collegamento tra il porto nuovo e la zona del campo sportivo, con un mega tunnel di trecento metri per le automobili: «Il Consiglio comunale del più piccolo Comune dell’Italia centrale, facilmente attraversabile a piedi, ha approvato il progetto per la “meraviglia” larga sei metri e mezzo da scavarsi nel cuore dell’isola. Non un divieto di introdurre automobili, ma sperpero di soldi per opere faraoniche», condanna Goletta Verde. Nonostante ciò, l’imbarcazione gialla tornerà nell’isola, incuranti della minaccia dei suoi abitanti («la cacceremo via»).

Fonte:  Corriere della Sera, Golfo News

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