A chi importa se Ventotene affonda?

A chi importa se Ventotene muore e si sbriciola sotto una grande, unica e definitiva colata di cemento?

Certo non al suo Sindaco, quel Geppino Assenso imputato di aver ucciso due bambine per negligenza e dolo, che da anni porta avanti, da Formia dove risiede, solo politiche di speculazione e cementificazione a favore di un pugno di “imprenditori” che, grazie a lui, sono divenuti plurimiliardari. E pensare che è anche il presidente dell’area protetta!

Non importa agli amministratori comunali, tutti tesi a fare solo ed esclusivamente i loro bravi interessi personali, fregandosene altamente se poi l’isola e i suoi abitanti muoiono lentamente: basta che non siano loro parenti!

Paradossalmente, non importa neppure ai cosiddetti “imprenditori turistici”, quelli che teoricamente dovrebbero essere i più attenti alla bellezza e alla qualità del territorio, visto che è questo che attrae i turisti. Il loro scopo non è quello di offrire un servizio dignitoso per garantirsi la clientela negli anni, macché! Loro unica motivazione è quella di spennare, mungere, strizzare fino all’osso il povero turista, offrendogli servizi da quarto mondo e facendoseli pagare una fortuna, ovviamente al nero.

Allora forse le gli organi dello Stato preposti al controllo e alla tutela della legalità si preoccupano? Si, ma di garantirsi lo stipendio senza faticare, beneficiando di pasti gratis e favori da albergatori e commercianti isolani. Ogni tanto fanno finta di compiere “brillanti azioni di repressione” scoprendo “abusi gravissimi” in realtà noti da anni a tutti, e inviano roboanti comunicati stampa a tutti i giornali, ma è solo ‘ammuina’.

Poi ci sono gli isolani, molti non riuscendo a partecipare alla mensa dei grandi si accontentano delle briciole, un posto da spazzino o di ausiliario a tempo determinato, e tirano a campare. Altri invece semplicemente soffrono il disfacimento della loro comunità, ma lo fanno nel più assoluto silenzio, al massimo commentando, in forma rigorosamente anonima, le nefaste notizie che ogni settimana sgorgano da Ventotene come la fogna ogni estate. Tutti hanno qualche scheletro nell’armadio, chi piccolo e chi gigantesco, e per questo subiscono rassegnati senza fiatare.

E da fuori c’è almeno qualcuno che si preoccupa? Certo non Provincia e Regione, che da sempre hanno vissuto i problemi dell’isola o come un fastidio o come un’occasione per lucrosi quanto loschi traffici (basti vedere il disastro Laziomar). La politica, anche nazionale, invece è sempre stata molto “attenta” alle vicende Ventotenesi, si, ma solo a parole!

Insomma della morte di Ventotene non importa niente a nessuno, e allora perché si continua a parlarne? Ma è semplice, le parole non costano nulla!

Fonte: TeleFree

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Il lento e inesorabile naufragio della Laziomar

Resta critica la situazione dei trasporti verso le isole pontine, dopo l’allarme lanciato dai residenti di Ponza e Ventotene che ha provocato – in seguito anche a numerose lamentele – la reazione del prefetto di Latina Antonio D’Acunto. E mentre le isole rischiano una Pasqua nera con centinaia di turisti pronti a rinunciare alle vacanze a causa dei collegamenti difficili, Laziomar rompe il silenzio per replicare alle critiche sui disservizi, lanciando a sua volta accuse sulla manutenzione dei porti. Secondo il vettore, poi, in vista della privatizzazione «non è possibile prevede un piano industriale a lungo termine e investimenti». L’avventura della compagnia prosegue come un lento naufragio dove, per sua stessa ammissione, mantenere una nave per Ventotene è assolutamente antieconomico.

SALVAGUARDARE LA MOBILITA’ – Una bacchettata alla società regionale arriva dalla Prefettura pontina che, fa sapere l’ufficio di Gabinetto «ha interessato il presidente della società Laziomar in merito alla riduzione delle corse a causa dell’avaria ad uno degli aliscafi in servizio per le isole». Anche per l’approssimarsi della stagione estiva, precisa la Prefettura, «è stato chiesto alla società di navigazione di adottare tutte le iniziative necessarie ad assicurare la continuità dei collegamenti con le isole ponziane, a salvaguardia del diritto alla mobilità dei cittadini».

NAVI PIU’ LENTE – Alla vigilia dell’intervento del Prefetto, la società aveva replicato alle lamentele rilanciate dai media nazionali e locali. Emerge ancor più un quadro di indefinita transitorietà all’insegna del più classico «facciamo il possibile». In ordine a quanto emerso dagli articoli su Corriere.it circa l’inadeguatezza dei nuovi orari e della flotta, Laziomar afferma che «in condizione di normale assetto di linea gli orari concordati con le amministrazioni isolane vengono rispettati, anche se effettivamente, soprattutto in condizioni meteo marine non buone, le modifiche strutturali allo scafo delle navi nel rispetto delle più stringenti normative di sicurezza, hanno comportato una diminuzione di velocità, che provoca mediamente il prolungamento medio di 15 minuti sulla tratta più lunga (Formia/Ponza)».

PORTI, VERO GUAIO – Nota dolente, sarebbero comunque le condizioni dei porti: «Navi più piccole e più veloci consentirebbero di ridurre il disagio di traversate “lunghe” e di sopperire ad eventuali emergenze di linea, e soprattutto garantendo, unicamente a spese degli armatori, una miglior operatività portuale». Il limite di operatività portuale sarebbe, infatti, a detta della compagnia «la prima causa di mancate partenze o ritardi sull’arrivo, rispetto anche alla navigazione in condizioni meteo avverse. Le manovre nei porti vengono sempre più ostacolate dall’inadeguatezza dei porti, dei loro fondali a causa del continuo ed incontrollato naturale interramento degli specchi acquei di manovra» (che negli anni addietro venivano periodicamente dragati).

DANNI ALLE ELICHE – Frequenti ingenti danni alle eliche ed alle strutture sommerse delle navi – prosegue la nota di Laziomar – sono causati anche dalla presenza incontrollata di oggetti sommersi quali cime, corpi morti, reti ed altro, abbandonati sui fondali o addirittura posti in loco senza specifici controlli (viene effettuata la posa di reti in zone ove vigono precisi divieti, la distesa di corpi morti per l’ormeggio di imbarcazioni turistiche concomitanti agli spazi di manovra delle navi commerciali ecc ., per non parlare inoltre del disagio arrecato ai passeggeri non dotati di adeguate strutture a terra (non esistono ancora stazioni marittime o apprestamenti ricettivi adeguati alle minime esigenze dei passeggeri)».

NIENTE SOSTITUZIONI – Per il capitolo guasti, manutenzione e mezzi sostitutivi – che gli isolani di Ponza e Ventotene identificano come principale causa dei disagi subiti da residenti e turisti – la compagnia ammette che «a differenza del passato, effettivamente è più difficile consentire la pronta sostituzione con mezzo di rotazione, in considerazione che la flotta si è ridotta ad un terzo, per cui sarebbe certamente antieconomico ed impraticabile tenere ferme due unità sostitutive per nave ed aliscafo». Tuttavia, secondo la compagnia, «una più opportuna programmazione dei lavori, già di prossima attuazione ed un piano alternativo per la gestione delle emergenze in corso di studio consentirà minori disagi all’utenza». Inoltre, rispetto alle critiche sulla non accessibilità per i disabili – solo la nave Tetide ha l’ascensore dedicato – la società ha ricordato che anche sulla motonave sono stati realizzati servizi igienici ad hoc.

Fonte: Corriere della Sera

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Laziomar: interviene il Prefetto

Il Prefetto di Latina, Antonio D’Acunto, in una nota stampa informa di aver “interessato il Presidente della società Laziomar in merito alla riduzione delle corse a causa delle avarie di uno degli aliscafi in servizio di linea per le isole di Ponza e Ventotene. Anche per l’approssimarsi della stagione estiva è stato chiesto al Presidente della società di navigazione di adottare tutte le iniziative necessarie ad assicurare la continuità dei collegamenti con le isole Ponziane, a salvaguardia del diritto alla mobilità dei cittadini”.

Fonte: Agenzia Parlamentare, Il Messaggero

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Laziomar, quanto ci costi?

Per la Laziomar dieci minuti guadagnati costeranno 7.000 euro in più al giorno, ed a conti fatti, 150.000.00 euro in più in tre settimane: il tempo necessario alla riparazione dell’imbarcazione «Tetide» che dal 15 al 30 marzo dovrà andare in cantiere per lavori di manutenzione.
E’ quanto afferma con una nota dettagliata Antonio Romano della Snap, la compagnia che aveva offerto alla Laziomar in sostituzione del traghetto «Tetide», il «Carloforte», un traghetto che alla società a totale capitale pubblico costerebbe 6.000 euro al giorno, per il noleggio, e 1.000 euro per il combustibile, «totale – si legge nella nota – 7.000 euro per un tempo di percorrenza di 2 ore e 20 minuti. Ma la nostra offerta – scrive Romano – è stata rifiutata».
Al momento la «Tetide» il traghetto più veloce di cui dispone la flotta Laziomar (due traghetti e due aliscafi dei quali uno in avaria), per la tratta Ventotene deve ricorrere al noleggio di uno scafo armato, cioè completo di equipaggio e quindi di una nave idonea. «Quindi, la Laziomar – fa rilevare Romano – dopo aver avviato la ricerca di mercato opta per la «Hsc Don Francesco» della Snav alla modica cifra di 12.000 euro al giorno più 2.000 euro di carburante. Si tratterebbe di una maggiore spesa di 7.000 euro al giorno. E, poichè i lavori dureranno non meno di tre settimane, la cifra complessiva “in più” che verrà pagata dalla Laziomar per un servizio che garantirà un “risparmio” in termini di tempo di 10 minuti di percorrrenza per ogni singola tratta, sarà pari a 150mila euro».
Certo in tempi in cui i cittadini vengono chiamati a fare sacrifici «alla Snap questo sembra davvero uno spreco di denaro pubblico, anche perchè -puntualizza Romano – con quei 150.000.00 euro in più si potrebbero installare sul “Quirino” gli ascensori per i disabili e per i malati».
Una questione che forse meriterebbe di essere approfondita nelle opportune sedi.

Fonte: Latina Oggi

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Ventotene: un isola devastata dal cemento

Ventotene: un’isola devastata dalla cementificazione. Si è costruito nelle grotte, ovunque, grazie… alla disattenzione (si fa per dire) di chi doveva vigilare e non ha vigilato. Si interviene sempre quando i buoi sono già scappati dalle stalle e non si puniscono mai i responsabili. E’ assolutamente impossibile che in appena qualche chilometro quadrato nessuno si sia accorto di costruzioni in corso. Quando noi denunciavamo che da Formia partivano per Ventotene tonnellate e tonnellate di materiale per lavori edili nessuno si è preoccupato di controllare che fine facevano… Ora cosa si fa di tutte le opere sequestrate che hanno già compromesso gli equilibri dell’isola??? Si è sicuri che non ci sia ancora tanto da fare???

Fonte: Associazione antimafia “A. Caponnetto”

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Pasqua a Ventotene? Forse a nuoto

20120311-145230.jpgVentotene e Ponza collegate da una sola linea. Appello degli operatori al presidente Napolitano

Gli operatori dell’arcipelago ponziano sono preoccupati: a pochi giorni dalla prova del fuoco con un periodo pasquale che si prospetta quasi una piccola estate, il caos dei collegamenti pubblici con Ponza e Ventotene non lascia ben sperare. Albergatori e ristoratori temono il flop, mentre i turisti rimangono non poco disorientati dai continui cambi di orario e dalle snervanti attese ai moli: basta il mare un po’ cattivo per ritardare partenze e arrivi mandando all’aria un intera giornata. Chi arriva dalla Capitale inizia a pensarci due volte prima di imbarcarsi nell’avventura isolana. In funzione un solo aliscafo che serve entrambe le isole: gli operatori si appellano al presidente della Repubblica: «Non vogliamo tornare isole di confino».

ESPOSTO CONTRO LA LAZIOMAR- Caos quitidiano testimoniato dagli operatori economici di Ponza e Ventotene, che insieme hanno inoltrato un esposto alla Procura di Roma per verificare gli estremi dell’interruzione di pubblico servizio da parte dalla società regionale Laziomar, da poco creata e che a breve verrà privatizzata. «Avevamo messo in conto disservizi – dice Pietro Pennacchio, albergatore e responsabile dell’Ascom ventotenese – ma siamo comunque preoccupati per quello che sta accadendo. A Pasqua avremo problemi? Certamente sì – risponde Pennacchio – ma per prevenire ulteriori disservizi vorremmo incontrare Regione e azienda per lanciare le nostre proposte. Ad esempio che Laziomar si doti di una nave di riserva per coprire i guasti ed eventuali contrattempi…»

«ISOLE DI CONFINO» – La situazione mette in allarme chi ha scommesso sulla fruizione delle isole in ogni momento dell’anno. Come Marcello Musella, presidente dell’Aviap, associazione per la valorizzazione dell’arcipelago ponziano nata proprio per la destagionalizzazione dell’offerta turistica, che si mobilita per ripristinare la ‘normalità’ nei trasporti. «Ci stiamo battendo – dice Musella – affinchè gli orari di partenza pubblicizzati vengano rispettati e non anticipati, in casi estremi posticipati. Infatti è meglio partire in ritardo che pernottare a Formia con tutte le conseguenze del caso. L’aliscafo in partenza da Formia per Ventotene delle ore 15 e 30 è stato anticipato alla 14,45 e come se non bastasse, anche l’aliscafo, sempre da Formia per Ventotene , del lunedì mattina delle ore 08 e 30, è stato anticipato alle ore 08,15, sempre con passaggio da Ponza. L’Aviap chiede,inoltre, che il costo del biglietto, visto la durata della traversata di oltre due ore,sia adeguato a quello del traghetto. Non vorremmo ancora una volta – dice Musella – che le isole di Ventotene e Ponza siano destinate ad essere isole di confino».

CRISI PER TUTTI – La vicenda degli orari sta mettendo in crisi ogni categoria di fruitori. Si pensi al tipico turista romano del weekend, alle prese con coincidenze treno- nave sempre più difficili da rispettare. Dopo un’ora di viaggio con l’intercity, o un’ora e mezzo con il regionale, arrivati al molo di Formia non è facile sapere quale sarà il proprio destino. Ricordando che Laziomar non parte più da Anzio, dove comunque un’altra compagnia serve la tratta con un aliscafo. Un viaggio, dunque, rischia di durare una giornata intera se si registra qualche problema. Venerdì scorso, ad esempio, gli studenti che spesso passano la settimana a Formia e tornano sulle isole dalle proprie famiglie, anzichè partire alle 14 e 45, sono salpati alle 17 e 30, arrivando a casa per le 21.

FLOTTA DATATA – Il problema maggiormente riscontrato è quello della flotta ormai obsoleta. «L’unità più giovane – dice ancora Musella – è la motonave Tedide, varata nel 1989. I disagi, quindi, per gli isolani ed i turisti, per forza di cose, sono destinati a ripetersi nel tempo con frequenza sempre maggiore, vuoi solo per il classico ” tagliando ” che ogni mezzo periodicamente deve effettuare in cantiere , quindi necessità , nel modo più assoluto e nel più breve tempo possibile che la Laziomar si doti minimo di un’altra unità che a rotazione sostituisca il mezzo fermo per avaria o per manutenzione, come del resto previsto dall’accordo di programma tra il governo, le regioni Campania e Lazio firmato a Palazzo Ghigi nel 2009. E’ impensabile poter andare avanti in queste condizioni, chiediamo, dunque, l’interessamento di tutte le autorità competenti, nonché al Presidente della Repubblica, affinchè sia data una risposta sul nostro futuro prima di decidere di abbandonare definitivamente l’isola che fu il luogo ispiratore del Manifesto di Ventotene.

DISABILI A CASA – Turisti, isolani, operatori economici: la crisi dei trasporti investe tutti, compresi i disabili che non trovano spazio sulle navi. Come spiega Daniele Coraggio: «Trasportare i disabili sulla nave di Ponza o su un aliscafo è quasi impossibile, poiché la sola nave Tetide è dotata di ascensore. Le frequenti avarie stanno costringendo Ponza e Ventotene ad un isolamento maggiore». E la lentezza delle corse viene rimarcata ulteriormente. «Ad oggi un solo aliscafo copre le due rotte (Formia-Ponza-Ventotene) impegando quasi due ore e trenta quando il mare è calmo. Una nave collega Ponza con Formia e impega quasi tre ore per percorrere meno di 70 chilometri. Non va meglio ai ventotenesi che con un solo aliscafo, via Ponza raggiungono l’isola impegando più di due ore e trenta di navigazione invece che 55 minuti. La nave Tetide, dopo i lavori di ammodernamento dello scorso anno, ha perso qualche miglio in velocità e risulta meno manovriera».

ISOLANI MORTIFICATI – Conclude Musella: «Gli isolani si sentono umiliati e mortificati , nonostante le centinaia di migliaia di euro spesi in tutti questi anni e al nostro orizzonte vediamo la rottamazione degli isolani ancor prima dei mezzi ormai obsoleti e privi dei requisiti minimi per la sicurezza in navigazione. Il risultato di tutti i buoni propositi delle varie leggi, non ultima la nuova Laziomar, hanno portato al quasi totale spopolamento delle isole pontine nonostante i vari sforzi dei singoli isolani e delle associazioni». Insomma, altro che rinascita, quella che arriva sembra solo una Pasqua di passione mentre si prospetta un’estate ancora più difficile per l’economia dell’arcipelago tanto caro ai turisti romani che forse sceglieranno mete meno problematiche da raggiungere.

Fonte: Corriere della Sera

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Ventotene: Comune più abusivo d’Italia

Se ad Ischia un edificio su due è abusivo, a Ventotene sono due su tre le case non accatastate. A queste si aggiungono decine e decine di altre edificazioni abusive non ancora scoperte. Il tutto su un fazzoletto di terra grande appena 1,2 kmq, che per di più è riserva naturale statale, sito archeologico di importanza nazionale, sito di importanza comunitaria e zona a protezione speciale. Le locali forze dell’ordine ogni tanto effettuano un sequestro, ma non un solo abbattimento è stato mai effettuato a memoria d’uomo, e alla fine l’abuso viene in qualche modo ‘sanato’. Molti imputano al sindaco e all’amministrazione del piccolissimo Comune laziale le colpe di tale scempio, in realtà i veri colpevoli sono i Ventotenesi, che in maniera del tutto irresponsabile accettano e perpetuano questo stupro del loro territorio, senza rendersi conto che ciò nega ogni futuro alla loro isola. Ma forse, più semplicemente, se ne fregano.

Fonte: TeleFree, Il Faro

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Ventotene: abusivismo senza fine

La Guardia di Finanza ha sequestrato un manufatto abusivo, interamente ricavato nella roccia in zona ad alto rischio di cedimenti franosi a Ventotene, in provincia di Latina. Nel corso dei controlli sul territorio finalizzati all’individuazione di illeciti edilizio-ambientali, i finanzieri della locale Brigata, con l’ausilio dell’unita’ navale della Sezione Operativa di Formia, hanno notato, in localita’ Paratella, la presenza di un vero e proprio balcone, dotato di ringhiera, a strapiombo sul mare, interamente ricavato nella parete rocciosa.
A seguito dei successivi approfondimenti, con l’ausilio dei tecnici del Comune di Ventotene, e’ emerso che il proprietario aveva trasformato due grotte preesistenti con destinazione agricola (cantina-palmento) in civile abitazione, riuscendo a realizzare due appartamenti con cucina, servizi igienici e doccia in muratura, ottenendo una vera e propria ”mini-suite” con camera dotata di ”affaccio a strapiombo” sul mare e vista mozzafiato. L’abuso riguarda complessivi 120 metri quadri di opere realizzate in spregio ad ogni tipo di vincolo urbanistico, ambientale e paesaggistico, peraltro in un’area ricadente in zona ad alto rischio di cedimenti franosi L’area e’ stata sottoposta a sequestro ed il proprietario e’ stato deferito alla Procura della Repubblica di Latina.

Fonte: Libero, La Repubblica, Parvapolis, Latina Today, Roma Oggi Notizie, H24 Notizie, Latina 24Ore, La Provincia, Radio Luna, Il Faro, Golfo News, Il Messaggero, Latina Oggi

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Ventotene: ennesimo cantiere abusivo

L’8 marzo, nel corso del pomeriggio, a Ventotene, a conclusione di accertamenti, estesi presso un cantiere edile adibito a ristrutturazione di un’abitazione privata, militari del locale Comando Stazione, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà, il titolare di un’impresa edile, responsabile dei reati di falso materiale e ideologico per aver prodotto, a seguito di richiesta di esibizione documentazione da parte degli operanti, certificazioni false, attestanti l’avvenuta assunzione di tre manovali identificati, al lavoro, sprovvisti di idonea certificazione medica obbligatoria.
Al termine dell’accesso, inoltre, i Carabinieri intervenuti hanno segnalato le suddette violazioni amministrative alla Direzione Provinciale del Lavoro di Latina.
Il citato cantiere, a seguito di comunicazione del Comando Arma procedente, sarà sottoposto a decreto di sospensione per violazione relativa al superamento del 30% degli operai presenti non assunti.

Fonte: H24 Notizie, Latina Oggi

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Laziomar: cronaca di un fallimento ampiamente annunciato

20120307-102947.jpgImprenditori e semplici residenti dell’arcipelago pontino sul piede di guerra: i continui disservizi nel trasporto marittimo hanno spinto gli isolani ad inoltrare un esposto-denuncia alla procura di Roma. Tra i problemi segnalati l’assenza di una nave di riserva quando le altre subiscono guasti o sono sottoposte a manutenzione: casi sempre più frequenti vista l’anzianità della flotta. Ad oggi di quattro mezzi ne funzionano solo tre, e nessuna possibilità di avere una nave per le emergenze. Si teme, inoltre, che l’imminente privatizzazione di Laziomar (il bando vale quasi 16 milioni di euro) cui sarebbero interessati soprattutto i grandi armatori, oltre a cancellare gli storici vettori, possa peggiorare ancora più il servizio ed innalzarne i prezzi all’inverosimile.

L’ULTIMO GUASTO – Recita l’esposto: «In questi giorni si perpetua l’ennesimo disservizio da parte della società Laziomar, causa guasto di uno dei due aliscafi, nei confronti delle popolazioni isolane. Si registrano infatti repentini e talvolta improvvisi cambi di orari se non anche soppressione delle corse con gravi disagi per i passeggeri. Per esempio l’anticipo della corsa dell’aliscafo dalle ore 15e 30 alle 14:45 (prolungando oltretutto la tratta via Ponza), senza una adeguata comunicazione e divulgazione di detta variazione, ha già più e più volte causato non pochi disagi a passeggeri che, ignari delle variazioni d’orari apportate, perché semplicemente esposte innanzi alle biglietterie, hanno dovuto aspettare l’indomani mattina per poter finalmente partire alla volta di Ventotene».

SERVIZIO INSUFFICIENTE – Come racconta l’imprenditore ventotenese Daniele Coraggio: «Ad oggi un solo aliscafo copre le due rotte (Formia-Ponza-Ventotene) impegando quasi due ore e trenta quando il mare è calmo. Una nave collega Ponza con Formia e impiega quasi tre ore per percorrere meno di 70 chilometri».
Non va meglio ai ventotenesi che con un solo aliscafo, via Ponza, raggiungono l’isola impiegando più di 2 ore e 30 di navigazione invece che 55 minuti. La Regione Lazio dovrebbe garantire il livello minimo di continuità territoriale per le due sole isole, ma tale servizio non è svolto in maniera ineccepibile.

DIECI MILIONI L’ANNO – «La Laziomar – spiega ancora Coraggio – gode di un trasferimento nazionale di circa 10 milioni di euro annui per la gestione del servizio, e la Regione Lazio elargisce un contributo per il trasporto locale di circa 1 milione di euro. In attesa della privatizzazione, le isole si trovano dinanzi ad un bivio: se ad oggi sussiste il problema di collegamento e la società è interamente a capitale pubblico, quando sarà privatizzata cosa succederà? Chi garantirà la continuità territoriale?».

PRIVATIZZAZIONE, I RITARDI – L’esposto degli isolani ricorda che la delibera sulla privatizzazione risale ormai all’ottobre 2011 ed invita a verificare se «sia regolare la tempistica fin qui messa in atto, perseguendo eventuali omissioni finalizzate al perdurare della gestione Laziomar da parte dell’attuale Cda di esclusiva nomina politica». Questo ritardo «non può e non deve esimere Laziomar Spa, tantomeno la Regione Lazio, attuale proprietaria della società al 100%, dal rispetto dell’obbligo di una nave di riserva che consenta il regolare espletamento del servizio».

LAZIOMAR REPLICA – Laziomar, dal canto suo, dichiara tutta la sua impotenza ed invita ad abbassare i toni, ricordando che le modifiche d’orario comunicate dal 28 febbraio «sono state imposte dall’improvvisa avaria dell’aliscafo “Monte Gargano”. Avaria che ha ridotto da quattro a tre i mezzi utilizzabili. E’ evidente – prosegue la nota – che tale riduzione non consente di tener fermi gli orari precedenti per il periodo necessario a rimettere in efficienza il mezzo». D’altro canto, si giustifica la società, «col trasferimento del ramo di azienda a Laziomar non è pervenuta nessuna quinta nave ‘di riserva’, né di certo la stessa si trova in condizioni economiche che le consentano di acquistarla».

«VI LAMENTATE TROPPO» – Poi chiude: «E’ naturale che il cambiamento di orari abbia comportato qualche, relativo, disagio. Non sembra però, francamente, che sia il caso di enfatizzarlo oltre misura, come è accaduto, visto che la Società ha fatto e continua a fare ogni sforzo per mantenere, in un quadro notoriamente difficile, l’efficienza dei collegamenti e dei mezzi». Come dire: cari isolani, vi lamentate troppo.

Fonte: Corriere della Sera, Online News, Il Messaggero

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