Ventotene, dove l’abuso pare la regola in tutto

20130623-191523.jpgL’isola di Ventotene ha rischiato il black out generale.
Per giorni gli isolani non si sono potuti rifornire di carburante, fino a quando non è intervenuto il sindaco Giuseppe Assenso che, con un’ordinanza urgente, ha disposto l’apertura dell’unico distributore esistente due ore nel pomeriggio – nello specifico dalle 14 alle 15 e dalle 18.45 alle 19.45 – compatibilmente con il divieto di accesso vigente nella zona di Cala Rossana.
Una situazione di emergenza che dovrebbe durare per altri due giorni, fino a quando non sarà fatto un nuovo sopralluogo da parte della speciale commissione di valutazione degli impianti di distribuzione del carburante.
Un organismo di controllo formato da tre enti: Vigili del fuoco, Genio civile e Capitaneria di porto. Ma andiamo per ordine. Il gestore del distributore presente sull’isola, ha presentato una Dia per mettere a norma l’impianto, realizzando un nuovo sistema antincendio. Questo però, sarebbe stato collegato ad un vecchio impianto elettrico ed i lavori avrebbero comportato un abuso. Venerdì della scorsa settimana la commissione di valutazione degli impianti ha effettuato la verifica annuale ed ha riscontrato l’abuso. A seguito di ciò ha disposto la chiusura della struttura. L’Eni ed il gestore si sono subito attivati per ripristinare lo stato dei luoghi il giorno successivo, ovvero sabato mattina. Gli stessi tecnici del Comune hanno fatto una verifica, appurando «la rimozione» dell’abuso. Ma senza una nuova verifica e quindi una nuova autorizzazione da parte della commissione ad hoc, l’impianto non può distribuire carburante. Per i primi giorni tutto è andato bene, ma già da giovedì sono cominciati i disagi. La benzina ed il gasolio hanno cominciato a scarseggiare. Sia l’ambulanza che le macchine delle forze dell’ordine, che i mezzi della raccolta rifiuti non hanno potuto più muoversi. Di fronte a questa situazione il sindaco per una questione di ordine pubblico ha fatto riaprire il distributore solo per due ore al pomeriggio. Ed ora si attende l’esito del sopralluogo della commissione in programma per domani a al massimo martedì. «Secondo me – ha detto il primo cittadino – si potevano evitare i disagi, intimando al gestore il ripristino dello stato dei luoghi (così come ha fatto subito), senza farlo chiudere. Spero che si faccia subito il sopralluogo e che la situazione rientri».

Fonte: Latina Oggi

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Elisoccorsi nella notte

20130622-121634.jpgPer gli elicotteri del 118 quella di ieri è stata la notte di Ventotene. Il Pegaso 21 in servizio notturno, comunica Elitaliana, infatti è stato impegnato per due volte a portare soccorso ad abitanti dell’isola. Il primo intervento, poco prima di mezzanotte, è stato effettuato per trasportare con urgenza al Policlinco Gemelli una donna di 30 anni affetta anemia microcitemica che presentava una grave forma di epigastralgia con febbri alte e persistenti. Neanche il tempo di atterrare alla base centrale di Fonte di Papa a Roma, che i piloti della Elitaliana e l’equipe medica dell’Ares sono dovuti ripartire alla volta dell’isola. Questa volta, erano da poco passate le 4, per portare soccorso ad un uomo di 52 anni in ferie a Ventotene, affetto da ipertensione arteriosa e sospetta appendicite. Il paziente è stato trasferito al S. Maria Goretti di Latina. L’esistenza a Ventotene di una piazzola per il 118 perfettamente funzionante sulle 24 ore ha permesso ai mezzi dell’elisoccorso 118 di effettuare interventi tempestivi ed evitare complicazioni gravi per i due cittadini.

Fonte: Latina 24 Ore

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Il re dell’isola

20130621-223642.jpgBenvenuti a Ventotene, provincia di Latina, regno di Mattia Matrone (ventisette anni, professione contadino). La piccola isola tirrenica dinanzi al Golfo di Gaeta ospita infatti non solo stupende spiagge e antichità romane, ma anche piccole e ambiziose realtà economiche come l’Azienda Agrituristica “Cinque Tomoli”, tirata su da questo ragazzo pieno d’energia e simpatia su 3 ettari di terreno vulcanico, nel paradiso di Punta Pascone, belvedere mozzafiato che fronteggia la vicina isola di Ponza.
Negli ultimi tempi si parla sempre più spesso di ritorno ai campi e di opportunità di lavoro per i giovani nel settore agricolo. Tuttavia, chi compie tale scelta ha dinanzi a sé mille difficoltà, a partire dai continui lacci e lacciuoli burocratici, così come dagli ostacoli iniziali in termini di costi fissi – il disporre già di un pezzo di terra, magari per via ereditaria, sembra infatti una condizione sine qua non per mettere in pratica tale sogno. Anche il caso di Mattia, nonostante le peculiarità del progetto, non fa eccezione, avendo egli ricevuto dal nonno materno i primi cinque “tomoli” di terra (Cinque tomoli equivalgono a 3300 metri quadri, l’assegnazione di terra che i Borboni concessero ai primi coloni che giunti nel 1772 a ripopolare l’isola di Ventotene, disabitata sin dai tempi degli antichi romani (che la chiamavano Pandataria); il ragazzo si è poi potuto abbeverare della sapienza contadina tramandatagli dall’altro nonno, e – impresa non da poco – è riuscito fin da subito a piazzare buona parte della sua produzione nel supermercato del padre e in alcuni dei ristoranti locali che hanno particolare attenzione per i prodotti di qualità.
Seguendo Mattia ed Helena – la sua compagna metà isolana metà tedesca – giorno dopo giorno, su e giù per l’isola, si vede chiaramente quanto nel concreto tale vita sia difficile, tanto difficile quanto affascinante. Il continuo contatto con la natura è di per sé una forma di rigenerazione provata in vari ambiti, ma durante alcuni periodi le giornate di lavoro appaiono quali sfide insormontabili: inizio alle cinque di mattina con la “scippatura” delle lenticchie e chiusura alle dieci e mezza di sera, quando si finisce di annaffiare tutti gli orti.
La nota che distingue la “Cinque tomoli” da una qualunque altra attività agricola è la visione generale che la caratterizza, un progetto ambizioso che travalica la mera dimensione economica. A piccoli passi, sta iniziando infatti a prendere piede una Comunità dei contadini, uniti dall’intenzione di produrre e diffondere la cultura della biodiversità e il rispetto di uno stile di vita antico – ma attualissimo: godere di ciò che la natura dona, offrendo a tutti la possibilità di partecipare del benessere che lo stretto rapporto con la terra riesce a generare. Ciò ha implicazioni dirette nel relazionarsi alle altre forme di produzione tuttora prevalenti sull’isola – in particolare, la monocoltura delle lenticchie, vero e proprio “bene di lusso” tradizionalmente esportato dall’isola. A ciò si contrappone la proposta di una banca dei semi e un progetto di tutela della biodiversità che vede la collaborazione di Slow Food e comprende colture antiche di varietà locali di fave, cicerchie, fagioli, piselli, cipolle, melanzane, pomodori, broccoletti, minestra nera, albicocche, prugne, fichi e limoni, il tutto da coltivare evitando l’uso di concimi e fertilizzanti chimici.
Altro progetto già avviato – e che vede Mattia ancora una volta protagonista come “ambasciatore” di Ventotene – è il programma educativo per i ragazzi dell’Istituto Agrario di Priverno (LT), a cui si è affiancata di recente anche la Cooperativa sociale Karibù, incoraggiando la partecipazione anche di rifugiati africani e il loro impiego sull’isola.
L’ambizione più grande? Convertire Ventotene (e il mondo) alla permacultura! Il fulcro della Comunità dei contadini è infatti una visione radicalmente alternativa della società e dell’agricoltura, che trae ispirazione dal pensiero dell’agronomo giapponese Masanobi Fukuoka (diffuso in Europa anni fa dalla microbiologa spagnola Emilia Hazelip). Permacultura significa cultura (e agricoltura) permanente, progettazione degli spazi in totale armonia tra uomo e natura, in modo da soddisfare i bisogni della popolazione, ricreando e preservando ecosistemi naturali. Al centro di tale filosofia vi è il concetto di cura (degli uomini, degli animali e delle piante), articolato in vari ambiti, tra cui spicca quello dell’agricoltura sinergica (o naturale). Mattia e gli altri contadini della Comunità stanno iniziando proprio in questo periodo a sperimentare con i primi orti sinergici, la cui caratteristica fondamentale è che, dopo un primo periodo di progettazione, non vi è più bisogno che la terra venga concimata, arata o zappata. Tale sistema si è rivelato capace di produrre almeno altrettanto che con le tecniche agricole moderne, ma senza rovinare i terreni, anzi progressivamente rigenerandoli e arricchendoli sempre più.
Quindi, se quest’estate avete intenzione di farvi una vacanza un po’ diversa dal solito, l’isola di Ventotene potrebbe riservarvi diverse sorprese, e altre ancora potrebbero uscirne fuori dopo una chiacchierata con Mattia…

“Tutti riconosciamo che il nostro lavoro è modesto, ma la somma dei nostri modesti lavori è straordinaria”. Bill Mollison

Fonte: The Freak

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Nave romana nel mare di Ventotene

20130621-222236.jpgUn’altra nave romana è stata individuata su un fondale di oltre 100 metri, al largo dell’isola di Ventotene. Accanto al relitto molte anfore fuoriuscite dalla pancia dell’imbarcazione al momento del naufragio.
A fare il ritrovamento è stata la nave Numana, un cacciamine della Marina Militare Italiana, al comando del Tenente di Vascello Daniele Proietto, che dallo scorso 12 giugno è impegnata in attività di ricerca, monitoraggio e classificazione di reperti archeologici subacquei nelle acque dell’Arcipelago Pontino, individuata come zona di interesse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC).
Un’ attività che rientra in un accordo siglato tra il ministero e la Marina, denominato Archeomar. L’attività di ricerca, oltre ai sonar di cui dispone il cacciamine per la sua finalità viene completata con l’intervento di un mini-sommergibile, “Pluto-Gigas” che ha potuto effettuare riprese video e fotografiche piuttosto dettagliate della imbarcazione romana e del suo carico, che consentiranno ai tecnici e agli studiosi del ministero per i Beni e le Attività Culturali di classificare e studiare questo come altri reperti individuati durante l’attività.

Fonte: Il Messaggero

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Addio al folle tunnel del sindaco Assenso

Giuseppe Assenso

Giuseppe Assenso

Niente tunnel per Ventotene. Il progetto voluto dal sindaco Giuseppe Assenso, per ridisegnare la viabilità dell’isola, non si può fare. Il no secco è arrivato qualche settimana fa dal Comitato Tecnico Regionale. E ora Ventotene rischia di vedere sfumato, insieme al “tunnel dei desideri”, anche il maxi finanziamento di 6 milioni di euro che la Regione Lazio le aveva messo a disposizione alla fine del 2009. I tempi tecnici per l’utilizzo delle risorse sono scaduti. E la questione finisce in mano al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Sarà lui a dire se confermare o meno quel finanziamento. Certo il progetto è tutto da rifare.
La vicenda è delicata. Legata alla storia del tunnel, infatti, c’è il problema serio della messa in sicurezza di un tratto di costa, uno dei requisiti fondamentali richiesti dalla Regione nel 2010, in seguito all’incidente in cui hanno perso la vita due ragazze di 14 anni, Sara Panuccio e Francesca Colonnello, rimaste vittime del crollo di un costone di tufo sulla spiaggia di Cala Rossano, proprio a ridosso del punto in cui sarebbe dovuto sorgere il tunnel. L’inchiesta della Procura di Latina per accertare le responsabilità di quanto sia successo è ancora in corso. La sensibilità sul tema è altissima. Ma sembrerebbe che al comune di Ventotene siano in pochi ad accorgersene. La vicenda del progetto e del finanziamento è un vero pasticcio. Veniamo ai fatti. Nell’agosto del 2011 il piccolo Comune indice un banco di gara per la nuova viabilità dell’isola e l’eliminazione del rischio frana.  Allegato al bando di gara c’è un progetto preliminare per il rifacimento della viabilità con la creazione di un tunnel da 260 metri. Il progetto però non piace all’Autorità di Bacino della Regione Lazio che sottolinea subito la necessità di tenere conto della messa in sicurezza della costa e dell’eliminazione totale del rischio frana.
Il comune è determinato ad andare avanti lo stesso. Alla gara partecipano sei imprese. Alcune di loro prevedono in modo specifico il consolidamento dell’intero costone compreso tra il porto e Cala Rossano e avanzano proposte alternative al tunnel. Ma a vincere è l’impresa SACEN-CIPA che punta la sua attenzione soprattutto sulla realizzazione del maxi tunnel. Il progetto esecutivo viene nuovamente giudicato “non ricevibile” a norma di legge dall’Autorità di Bacino del Lazio. Subito dopo arriva anche la bocciatura del Comitato Tecnico Regionale. La sicurezza del territorio è più importante di un “maledetto” tunnel.

Fonte: Il Faro, La Notizia, Il Messaggero, H24 Notizie

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Area Marina Protetta?

Fonte: Il Faro

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Isola a impatto zero?

Ma quanto si costruisce a Ventotene, che è area protetta e dove il territorio dovrebbe essere vincolato?

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Fonte: Facebook

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Torna “Gita al Faro”

20130616-002345.jpgDal 17 al 23 giugno, l’isola di Ventotene sarà invasa da scrittori grazie alla seconda edizione del premio letterario “Gita al Faro”. Quattro scrittori e quattro scrittrici per sei giorni saranno al confino per realizzare un lavoro ambientato e ispirato all’isola o dall’isola. I lavori verranno poi sottoposti ai lettori nel corso di due serate di reading che si svolgeranno in un teatro affacciato sul mare e illuminato dalla luce intermittente del faro.
A organizzare il premio è l’associazione culturale Tùrbìne e studio mun in collaborazione con il Comune di Ventotene e Aviap l’Associazione per la Valorizzazione delle Isole dell’Arcipelago Ponziano.
La direzione artistica passa dalla scrittrice Lidia Ravera, attuale assessore alla Cultura e sport della Regione Lazio, a Sandra Petrignani, anch’essa scrittrice.
Gli otto artisti al confino saranno Gianfranco Calligarich, Loredana Lipperini, Emanuele Trevi, Elena Sancanelli, Rossella Postorino, Walter Siti, Fabio Viola e Concita De Gregorio.
Le letture saranno accompagnate dalle musiche composte per l’occasione dal pianista e compositore Valerio Vigliar.
Il programma prevede un intervento di Concita De Gregorio in apertura della prima serata, venerdì 21 giugno.
«Per loro natura gli scrittori schivano le domande – afferma Lidia Ravera – ma in questo confino saranno in un certo senso obbligati a lavorare con il pubblico a svelare i trucchi del mestiere, a mescolarsi con la vita dell’isola. Dovranno dunque confrontarsi con un mondo nuovo e trarne il migliore spunto possibile».
Gli scrittori incontreranno curiosi e isolani, dal 17 al 20 giugno presso la libreria “Ultima spiaggia”, poi venerdì e sabato l’appuntamento è ai giardini comunali.

Fonte: Il Messaggero, Latina 24 TV

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Ventotene: incapaci alla normalità

20130610-234402.jpgUn’altra estate di liti e ormeggi a rischio nelle acque di Ventotene. Il tutto, accusano gli operatori, perché il Comune va a rilento nella programmazione: a causa del piano portuale mai realizzato, si aprono scontri e contenziosi. E i barcaioli ventotenesi lanciano un grido d’allarme: concessioni regolamentate o rischiamo tutti il sequestro. Intanto, per sapere se verrà realizzato il campo boe ecologico per gli ormeggi dei diportisti al largo, si dovrà attendere fine giugno.

PORTUALITA’, PIANO FANTASMA – Se nell’estate 2012 tutti gli operatori si erano coalizzati contro gli abusivi- i veri e propri pirati dell’ormeggio -, oggi il nemico viene individuato nell’amministrazione comunale che, misteriosamente, tiene nel cassetto il Piano regolatore portuale. Protagonisti dell’ennesima baruffa isolana sono i barcaioli dell’isola di Ventotene, i custodi di preziosissimi specchi d’acqua attrezzati: preziosi sia per il costo delle concessioni, sia per i guadagni che se ne ricavano. Dopo la diffida ricevuta nel mese di maggio – dovrebbero in teoria sgomberare tutto – i noleggiatori continuano a lavorare in una situazione di sostanziale illegalità.

RISCHIO SEQUESTRO – «Ogni giorno – spiega Antonio, presidente della cooperativa Porto Romano – rischiamo che le autorità vengano a sequestrarci tutto». E non è poca roba, visto che nel vecchio bacino portuale scavato dai romani la cooperativa conta 55 imbarcazioni attualmente in disarmo per la crisi e l’incertezza che predomina sul versante delle autorizzazioni. «Nel primo week end di bel tempo – prosegue – abbiamo portato due comitive in gita a Santo Stefano. Ecco quanto abbiamo lavorato sabato».

NOLEGGIO A PICCO – Una diffida pesante, dunque, che mette in guardia pontilisti, circoli velici e subacquei: insomma, tutto quanto fa economia su un’isola le cui già esigue spiagge sono al 90 per cento interdette per il rischio frane sempre incombente. «I noleggi – prosegue ancora Antonio – diminuiscono vorticosamente, ormai siamo a -50%. Se da un lato è colpa della crisi, dall’altro i giusti divieti emanati negli ultimi anni, come l’interdizione della sosta entro 50 metri dai costoni di tufo, non giovano all’economia dell’affitto barche. Il clima di incertezza è alimentato dalla mancanza di pianificazione: il sindaco potrebbe almeno emettere proprie ordinanze per autorizzare gli operatori sino a quando non verrà varato il piano portuale. Una situazione, ricordiamo, che penalizza anche i residenti proprietari di imbarcazioni».

«QUI SI FA CLIENTELISMO» – Ci va giù pesante Daniele Coraggio, che vive l’altra realtà, quella del porto nuovo, dove una concessione era stata affidata alloIvyc, lo Yacht club – 45 posti barca – che l’amministrazione ha ritirato contestando alcune inadempienze alla società che aveva risposta al bando emanato dall’ente. Ne è nato un contenzioso che, al momento, vede il club soccombere in attesa del pronunciamento del consiglio di Stato. «Sappiamo che il Comune aveva abbozzato il piano portuale lo scorso inverno: aveva affidato gli incarichi per la stesura, ma poi è caduto tutto nell’oblio. Forse l’amministrazione preferisce concedere la autorizzazioni ad personam per alimentare il clientelismo e la soggezione: non ci sono altre spiegazioni».
MAREGGIATE E VELENI – Hanno il dente avvelenato al porto nuovo, ancora inagibile in seguito alle violente mareggiate di marzo, perché nonostante la situazione già critica e i danni da riparare il Comune ha deciso di togliere la concessione allo Yacht club (adducendo il mancato pagamento del canone) dopo vari litigi sulla dimensione delle barche da ospitare. Forse la concessione verrà data ad altri soggetti, riaprendo la graduatoria del vecchio bando.

GUERRA APERTA – Mentre il Comune festeggia per l’esito del Tar che ha confermato, al momento, il giusto operato del sindaco, l’amministratore dello Ivyc, Jacopo Coraggio, precisa: «La società in pratica ha versato in ritardo i 63 mila euro concordati con l’amministrazione comunale ed ha aspettato invano un accordo transattivo che ponesse fine alla annosa questione relativa al divieto di ormeggio per le imbarcazioni di lunghezza superiore ai 18 metri, poiché il bando del 2011 prevedeva l’ormeggio di imbarcazioni fino a 24 metri di lunghezza, ma la Regione Lazio vietava il tutto con un regolamento emanato nel luglio 2009».

QUESTIONE DI MISURE – «In attesa del giudizio del Consiglio di Stato, il Comune potrebbe emanare un nuovo bando e la Ivyc srl certamente parteciperà con una sua offerta. Vogliamo capire che tipo di bando sarà emanato – incalza – e nel caso ne valuteremo l’impugnazione, poiché ad oggi non è possibile affidare l’area scorrendo la graduatoria del precedente bando; un nuovo bando per imbarcazioni fino a 24 metri sarebbe illegittimo, e se emanato per imbarcazioni fino a 18 metri darebbe finalmente ragione alla Ivyc srl che da un anno chiede semplicemente una revisione contrattuale». Una vicenda, ormai è chiaro, che rischia di bloccare l’isola per tutta l’estate a venire.
«LE BOE, A QUANDO?» – Altra beffa quella relativa alla realizzazione del campo boe che dovrebbe salvare l’ecosistema di Ventotene aumentando – in maniera compatibile – la possibilità di ormeggio intorno all’isola. Annunciato l’anno scorso, il bando – importo di 120 mila euro il primo stralcio – si chiuderà il 27 giugno, data in cui si conoscerà il vincitore (a meno che non vada deserto). Per i lavori il Comune ha dato tempo 80 giorni: segno che, forse, un’altra estate passerà nella più completa anarchia nelle acque blu di Ventotene.

Fonte: Corriere della Sera, Latina Oggi

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Porto di Ventotene: guerra tra ‘furbetti’

20130608-084333.jpgE’ legittimo l’operato del Comune di Ventotene che lo scorso 17 aprile aveva revocato alla società “Isola di Ventotene Yatch club” la concessione per la gestione dei posti barca presso il pontile del porto nuovo dell’isola e aveva intimato al gestore la restituzione delle aree e delle attrezzature.

L’ha sentenziato oggi la sezione prima del Tar del Lazio respingendo il ricorso dell’ex concessionario al quale il Comune aveva chiesto, a più riprese e attraverso una bonaria rateizzazione, il versamento dei dovuti canoni demaniali. Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dell’ “Isola di Ventotene Yacthing club” presentato dagli avvocati Piergiuseppe Venturella e Giorgio Smerilli.

Il comune isolano aveva affidato la sua difesa, invece, agli avvocati Jessica Quatrale e Alfredo Zaza d’Aulisio, che hanno ribadito anche la giustezza del contenuto della determinazione n. 85 del 17 settembre 2012 avente per oggetto la rescissione del contratto di affidamento del servizio di gestione specchio acqueo del porto dell’isola per ormeggio stipulato il 1 agosto 2011. Se l’ “Isola di Ventotene Yacht club” ha preannunciato ricorso al Consiglio di Stato, il sindaco Geppino Assenso ha dichiarato che la sentenza odierna del Tar ribadisce, ancora una volta, la legittimità dell’azione della sua amministrazione in materia di gestione dei pontili nei riguardi della quale l’ex concessionario non ha mai ottemperato ai suoi obblighi nei confronti del Comune.

Fonte: H24 Notizie, Latina Oggi

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