Ventotene è devastata, in tutti i sensi.
Sono devastate le sue coste, ricoperte da tonnellate di cemento e di ferro imposte in nome di una messa in sicurezza impossibile e irraggiungibile, che appesantisce ancor di più il già fragile equilibrio del tufo.
Sono stuprate le sue campagne, un tempo orgoglio di fichi d’India e lenticchie, oggi paesaggio di case, loculi, capannoni, muri, reti e cancelli abusivi, nati, come i funghi, nel giro di una notte.
È irrisa e abbandonata la sua storia, perle architettoniche e archeologiche in pasto a porci che le usano solo per promesse irrealizzate, per strappare visibilità pubblica, e soprattutto soldi.
Anche la terra a Ventotene è martoriata, da rifiuti e diossine mai bonificate, che stanno lì, pazienti, con il loro carico di morte.
E il mare, invaso da liquami ad ogni estate, con buona pace dell’area protetta, e della salute pubblica.
A Ventotene tutti sono contro tutti. Ognuno guarda solo al suo, e cerca di fottere gli altri, siano essi concittadini o turisti, povere quaglie da spennare ogni volta un po’ di più.
A Ventotene il disagio sociale si tocca con mano, tra i ragazzi che si buttano dagli scogli, nell’alcol che scorre a fiumi tra gli adolescenti della movida estiva.
A Ventotene si è perso ogni pudore, ogni remora, ogni umanità.
A Ventotene regna da undici anni lo stesso sindaco, la stessa amministrazione, la stessa cricca.
Le condanne per omicidio, i rinvii a giudizio per peculato, gli avvisi di garanzia per inquinamento, abusivismo, danni all’erario sono medaglie sul petto di costoro, generali di un popolo di rassegnati che non vuole cambiare, nella vacua speranza che qualche briciola possa cadere, magari per sbaglio, anche sulla loro tavola.
Ventotene è morta. Amen
Fonte: TeleFree



Il mare di Ventotene è stato inquinato dal depuratore dell’isola. I liquami sono finiti direttamente nelle acque cristalline della riserva marina, che si fregiano della bandiera blu e che, tra praterie di posidonia e cernie enormi, rappresentano un paradiso per i sub. E proprio con l’accusa di inquinamento il sostituto procuratore della Repubblica di Cassino, Alfredo Mattei, ha indagato il sindaco, Giuseppe Assenso, e il geometra comunale, Pasquale Romano.
Cristo si è fermato a Formia, non è mai arrivato nelle stanze blindate del Comune di Ventotene dove da tempo immemorabile regnano sovrani, come despota, giunta e persone, che anche se si professano fervidi cristiani hanno eletto a loro Dio l’interesse, il denaro, il favoritismo e il nepotismo.
Troppi disagi, troppe soppressioni, troppe anomalie gestionali, tanti soldi al privato che diventa pubblico in cambio di un servizio a singhiozzo, per non dire scadente. Insomma, una indagine sulla qualità del trasporto marittimo per le isole pontine – fornito dalla Laziomar – c’è e la sta portando avanti il Gruppo Guardia di Finanza di Formia. Le attività investigative delle Fiamme Gialle sul contratto di servizio, 
Caro Sindaco ti scrivo così mi distraggo un po’
l sindaco Assenso continua a prendere in giro i VENTOTENESI!

Avverse condizioni meteo, l’aliscafo delle 6 e 45 del mattino non parte. Una scena vista e rivista per chi da Ventotene deve raggiungere la terraferma a Formia. Eppure stamattina (sabato, ndr) al momento della partenza – appunto annullata – il mare era calmo e addirittura il sole faceva capolino tra le nuvole. Insomma oltre al danno della sospensione della corsa è arrivata la beffa di constatare condizioni meteo tuttaltro che avverse. Eppure vale l’incontestabile decisione del comandante dell’aliscafo.