Ventotene prova a sedurre i turisti: «Spiagge chiuse? C’è il buono-barca»

Il difficile rilancio della stagione: ok le prenotazioni di case e alberghi, ma pochi visitatori nel weekend

A due mesi dal dramma di Cala Rossano, Ventotene prova a rialzare la testa e pensa a come rilanciare il turismo nelle Pontine. Con due progetti: un’alleanza con la secolare isola-sorella rivale – Ponza – e una raffica di promozioni e sconti.

Prima la tragedia di Sara e Francesca, le due studentesse romane uccise da una frana durante una gita scolastica. Poi il provvedimento di sequestro di tutti gli arenili. Infine lo stop ai collegamenti Snav e Alilauro da Fiumicino al vecchio porto romano e la rottura di uno dei traghetti alla vigilia del primo weekend di sole. Ventotene si avvia alla stagione del turismo estivo con uno slalom tra disgrazie e dissapori.

SCONTI E CARD – Mentre ancora la magistratura indaga (10 gli avvisi di garanzia per la morte delle due 14enni), l’isola si divide sul da farsi. Domenica 6 giugno, in una piazza Castello con pochi turisti e le prime schiere di diportisti a spasso per il borgo, consiglio comunale straordinario per decidere le misure più urgenti. Tra le proposte avanzate, in una ridda di voci e pareri discordi, spiccano quelle di un consigliere di minoranza, Pietro Pennacchio, albergatore (è contitolare del Mezzatorre) e presidente di Confcommercio sull’isola.

Secondo Pennacchio le mosse da fare, subito, sono due: anzitutto l’emissione di un «buono barche» abbinato a una card del turista; un contributo del Comune intorno ai 20 euro per barca o barchino data a nolo dagli operatori locali, con la contestuale imposizione di una tariffa fissa – «Forse 40-50 euro al giorno», spiega – per i noleggi, come la corsa in taxi dall’aeroporto di Fiumicino a Roma. Eppoi la creazione di una associazione tra Ventotene e Ponza che valorizzi tutta l’area, «perchè questo sia un arcipelago davvero, e non solo sulla carta».

SPIAGGE OFF LIMITS – Il buono-barca, da abbinare ad una card del turista, sarebbe un primo passo per convincere gli indecisi a tornare sull’isola. Molti, infatti, sono preoccupati dal sequestro delle spiagge e temono di dover spendere troppo – in un weekend o in una settimana di ferie – per noleggiare le barche necessarie ad andare a fare il bagno in acque sicure.

Così, mentre gli operai della ditta Dolomiti Rocce – che ha avuto l’incarico dall’Area Genio Civile della Regione Lazio (dipartimento Infrastrutture) – lavorano a consolidare le ripe e gli scogli tufacei di tutta l’isola (sabato e domenica erano all’opera tra il Porto Romano e Cala Nave), si discute di sconti e promozioni. Se ne parlerà anche nel vertice che il presidente di Confcommercio Latina, Vincenzo Zottola, ha convocato a Ventotene per mercoledì 9 giugno, con Pennacchio e il suo omologo, Tommaso Tartaglia, leader dei commercianti di Ponza.

RIAPERTURE PROGRESSIVE – Nel frattempo, il barometro del turismo sembra volgere al bello, come quello meteorologico che ha regalato all’arcipelago un weekend d’estate: sole e temperature finalmente in linea con la stagione. Peccato che a Ventotene, dagli aliscafi, siano sbarcati pochi turisti. Una ventina, invece, i motoryacht in rada, altrettanti i velieri: per un totale di circa 200 diportisti.

Poche anche le persone sul bagnasciuga: sui lettini sistemati sullo scoglio piatto a sinistra del faro, come sulla sabbia di Cala Nave – per ora tornata agibile al 50% – e su quella di Cala rossano, agibile al 75%.

Nel capitolato d’appalto, la Dolomiti Rocce ha 100 giorni di tempo per completare i lavori di messa in sicurezza di tutte le cale e gli arenili dell’isola. «Ma ci vorrà molto meno – assicura Pietro Pennacchio -, per fine giugno spariranno le transenne almeno dal porto fino a tutta Cala Nave». Più difficile sarà far sparire dalla memoria l’eco della tragedia. E nemmeno lo vogliono i ventotenesi.

ANGELI IN CIELO – Nessuno dimentica e nessuno vuol dimenticare la tragedia: a Cala Rossano, accanto ai divieti scoloriti dal sole che campeggiano sulle transenne delimitanti l’area della frana, qualcuno ha piantato dei fiori in un’aiuola nella sabbia. E altri fiori freschi vengono messi ogni giorno in cima alla scaletta di accesso all’arenile, dove un cartello plastificato, con la foto di Sara e Francesca – le due giovani vittime – recita: «Addio piccoli angeli. L’isola di Ventotene e i suoi cittadini non vi dimenticheranno mai… Resterete per sempre nei nostri cuori… Ora brillerete in cielo come due stelle».

UNITI E DIVISI – Uniti nel lutto. Divisi sul da farsi. La proposta del buono-barca è appena stata formulata e già gli abitanti si dividono sui costi. Gelosie, rivalità… c’è chi non vuole bruciare il «tesoretto» del Comune, che da un paio d’anni chiude il suo bilancio «con 50 mila euro di attivo». Chi si adonta all’idea di un’addizionale comunale su Irpef e Irap («anzi, dovrebbero ridurre l’Irap») per finanziare un fondo destinato a migliorare i servizi e finanziare la promozione turistica.

E’ difficile mettere insieme tante teste. E tanti portafogli. Nonostante «il dramma che ci ha fatto capire la fragilità dell’isola», gli operatori faticano a pensare al bene comune, a fare squadra.

AFFITTI E HOTEL – E i turisti? I turisti ritornano, lentamente. Il maltempo ha frenato la ripresa dopo la tragedia di Cala Rossano a metà aprile. E fino a una settimana fa a poco era valso l’appello lanciato dagli operatori il 23 maggio scorso: aiutateci. Ora, però, la minaccia di una crisi in grado di mettere in ginocchio l’economia dell’isola pare scongiurata.

«Le prenotazioni per luglio e agosto sono ripartite – dice Florinda, dell’agenzia MareLuna – e anche per il lungo ponte del 29 giugno (ndr. un martedì, e a Roma si festeggiano i patroni S.Pietro e Paolo) ci sono un discreto numero di richieste». I prezzi degli affitti rimangono medio alti: «A luglio 800 euro per una casa con 4 posto letto – dichiarano gli operatori – ad agosto 900 a settimana», ma in realtà le quotazioni diventano più alte se si vuole evitare di dormire vicino ad una discoteca o nelle vie più rumorose. Meglio a giugno: 5-600 euro a settimana.

Quanto agli alberghi, anche qui le prenotazioni vanno abbastanza bene «a parte il crollo della mezza stagione: tutte le gite scolastiche di maggio e giugno sono state annullate dopo la tragedia». E adesso molti operatori locali plaudono all’idea del ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, di spostare l’inizio dell’anno scolastico per allungare la stagione turistica.

Fonte: Corriere della Sera

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Ventotene cara ci costa

Da tempo e da più parti si dice che nelle casse del Comune di Ventotene sono entrati tanti soldi.

Ma potrebbero essere solo voci “maligne” senza prove. Allora non ci resta ad esempio che leggere quanto pubblicizzato dallo stesso Comune nel PIV (Piano integrato Ventotene) o quanto deliberato in vari Provvedimenti della Comunità Europea, del Ministero dell’Ambiente, della Regione Lazio.

Prendiamo carta e penna e facciamo la somma dei finanziamenti che a vario titolo sono stati stanziati.

  • Lavori per un primo ed urgente intervento di salvaguardia del complesso storico ex-carcere di epoca borbonica dell’isola di Santo Stefano 500.000,00 euro. Intervento nel 2001 Assessorato lavori pubblici -Regione Lazio
  • Parco ed itinerari archeologici per la fruibilità museale dell’isola di Ventotene 8.961.000.0 00 di lire diciamo quasi 5.000.000,00 euro. Ministero Beni Culturali
  • Interventi prioritari aree marine protette 830.000,00 euro. Ministero Ambiente
  • Realizzazione della sede della riserva naturale statale e dell’area marina protetta 780.000,00 euro Ministero Ambiente
  • Sostenibilità ambientale isole minori, interventi pubblici 350.000,00-interventi privati 1.400.000,00 euro Ministero Ambiente
  • Sala polivalente bioclimatica 1.600.000,00 euro Ministero Ambiente Reg. Lazio
  • Bonifica ex-inceneritore di rifiuti solidi urbani 400.000,00 euro Regione Lazio
  • Bonifica e rinaturalizzazione ex-discarica località canalone 700.00,00 euro Regione Lazio
  • Bando mobilità sostenibile 50.000,00 euro Ministero Ambiente
  • Interventi per la diffusione di motori fuori bordo a basso impatto ambientale 154.000,00 euro Ministero Ambiente
  • Interventi di restauro ambientale nei sistemi costieri in erosione (spiaggia di parata grande) 155.000,00 euro Ministero Ambiente
  • Sostenibilità ambientale nelle isole minori. Risparmio energetico e fonti rinnovabili 1.766.800,00 euro Ministreo Ambiente

Si arriva ad un totale di quasi 14 milioni di euro nel giro di quasi dieci anni.

Un’isola fortunata per chi amministra, sfortunata per chi innocentemente muore.

Fonte: Associazione antimafia “A. Caponnetto”

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Ventotene: parole, fatti e dignità

Giuseppe Assenso

Gentile Direttore,

sulla recente tragedia di Ventotene, dove sono morte due bambine per il crollo di una roccia, ho letto e sentito in TV le parole dell’appena rieletto sindaco dell’isola, Geppino Assenso, che parla di “tragica fatalità, stupore perché nell’area non c’erano mai stati crolli, fondi richiesti per la sicurezza che non sono mai arrivati, presunte colpe di altri amministratori, coscienza a posto per aver fatto tutto il possibile”. Poi ho letto che lo stesso sindaco veniva, insieme ad altri, indagato dai giudici per omicidio colposo per: “omessa segnalazione di un pericolo ben noto, non partecipazione ai tavoli tecnici regionali sul pericolo frane, omissione di indicazione della zona quale area pericolosa, ecc”. Ho anche appreso che Ventotene, pur essendo un parco naturale, ha un tasso di abusivismo edilizio spaventoso (due case su tre), che il Comune ha ricevuto milioni e milioni di euro per la tutela del territorio, che in pochi anni il cemento ha ricoperto gran parte dell’isola, e che anche per questo l’intera economia isolana, basata sul turismo, è oggi in ginocchio. E allora mi chiedo: che cosa aspettano questo sindaco e la sua giunta a dare le dimissioni? Ritengo sia il solo modo per recuperare un briciolo di dignità umana, ammesso che gliene sia rimasta.

Massimo Taliercio, Ventotene

Fonte: Il Messaggero

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Ventotene, al via le perizie

Resi noti ieri i nomi dei dieci indagati per il crollo avvenuto a Cala Rossano

Conferiti gli incarichi al pool di consulenti tecnici della Procura di Latina che dovranno fare chiarezza sulla tragedia di Ventotene. Saranno in tutto tre: il professor Albino Lembofazio, docente di geotecnica all’università di Roma 3, il dottor Massimo Amodio, geologo, e il geometra Dario Tarozzi, in qualità di tecnico. Ieri mattina, preso l’ufficio del sostituto procuratore Vincenzo Saveriano erano presenti tutti i dieci indagati. Tra loro alcuni hanno comunicato la nomina dei propri consulenti, altri si sono riservati di farlo in seguito. Gli indagati sono: Bruno D’Amato Bruno, che fino al 1° aprile scorso ha ricoperto la carica di segretario generale dell’Autorità di Bacino del Lazio, difeso dall’avvocato Alberto Biffani; i funzionari regionali Olimpia De Angelis, Umberto Federici, Guglielmo Quercia, Antonio Graziani (tutti difesi dall’avvocato Valeria Simeoni); Marcello Zevini, difeso dall’avvocato Antonio Feroleto; l’ex sindaco di Ventotene Vito Biondo, difeso dall’avvocato Giovanni Lauretti; l’attuale primo cittadino dell’isola Geppino Assenso, difeso dagli avvocati Michele Saponaro e Renato Archidiacono; e infine Pasquale Romano, responsabile dell’area tecnica del Comune di Ventotene, difeso dall’avvocato Luca Scipione. All’incontro erano presenti anche l’avvocato Massimiliano Capuzzi, nominato dalla famiglia di Sara Panuccio, una delle due vittime, e i genitori di Francesca Colonnello, l’altra studentessa morta nella frana di Cala Rossano, i quali hanno nominato un avvocato che però non ha preso parte alla riunione. Bruno D’Amato si è riservato di nominare il proprio consulente, mentre invece De Angelis, Bianchini, Quercia e Graziani hanno nominato quali consulenti Francesco Nolacco e la dottoressa Tiziana Guida. Zevini ha affidato l’incarico all’ingegner Sergio Olivero, Vito Biondo all’architetto Tommaso Agnoni, mentre Assenso e Romano al dottor Pierfederico De Pari e all’ingegner Stefano Aversa. I quesiti sono molto ampli: si tratterà di accertare le cause del crollo sulla parete di Cala Rossano, di procedere ai sopralluoghi, alla disamina della documentazione agli atti o ancora da produrre relativi al Pai 2009 e saranno presi in esame anche i piani dal 2002 al 2005, al fine di valutare se la zona era stata classificata a rischio idrogeologico. Da valutare anche la consistenza dei precedenti crolli, in particolare quello del 2004 con i relativi lavori eseguiti sulla stessa parete, e quindi se l’evento era prevedibile in relazione al contesto geomorfologico. Sotto esame anche lo studio del 2006 e diversi altri elementi. Le operazioni peritali avranno inizio presso lo studio del professor Albino Lembofazio il prossimo 14 giugno.

Fonte: La Provincia

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Nove periti per il crollo

Ventotene, i professionisti avranno sessanta giorni di tempo per rispondere ai quesiti del pm

Nominati nove periti per il crollo. Ieri mattina sono stati conferiti gli incarichi davanti al sostituto procuratore della Repubblica di Latina titolare delle indagini Vincenzo Saveriano che sta indagando sulle cause e le responsabilità della tragedia di Ventotene. Nel crollo a Cala Rossano morirono due giovani studentesse di 14 anni, Francesca Colonnello e Sara Panuccio. Sono dieci le persone che il pm ha iscritto nel registro degli indagati. Si tratta di sette funzionari della Regione Lazio e dell’Autorità bacino della Regione: Bruno D’Amato, segretario generale della Regione Lazio fino al 1° aprile del 2001 (assistito dall’avvo – cato Alberto Biffani); Olimpia De Angelis, Antonio Bianchini , Umberto Federici, Guglielmo Quercia, Antonio Graziani, funzionari della Regione (tutti difesi dall’avvocato Valeria Simeoni); Marcello Zevini (difeso da Antonio Feroleto); Vito Biondo l’ex sindaco di Ventotene (difeso da Giovanni Lauretti), Giuseppe Assenso l’attuale primo cittadino dell’isola (difeso da Renato Archidiacono e Michele Saponaro), Pasquale Romano, tecnico del settore urbanistico (difeso da Luca Scipione». Sono comparsi anche i genitori di una delle ragazze morte Francesca Colonnello, per conto degli eredi di Sara Panuccio è comparso l’avvocato Massimiliano Capuzi. Sono stati nominati dal pm un collegio di consulenti tecnici nelle persone di Albino Lembofazio che è ordinario di geotecnica all’università Roma 3, il geologo Massimo Amodio, il geometra Dario Tarozzi; per conto delle difese sono stati nominati, per conto degli indagati della Regione Francesco Nolasco e Tiziana Guida. Per Zevini ha nominato l’ingegnere Sergio Olivero. Biondo ha nominato l’architetto Tommaso Agnoni, Assenso e Romano hanno nominato i professori Pierfederico De Pari e Stefano Aversa. L’inizio delle operazioni peritali avranno inizio il 14 giugno presso l’ufficio del consulente tecnico romano del pm Lembiofazio. I quesiti cui dovranno dare una risposta sono vari ed articolati: di cercare le cause del crollo dell’ammasso roccioso della parete di Cala Rossano; di procedere ai sopralluoghi di rito; alla disamina di tutta la documentazione acquisita agli atti ed eventualmente altra da acquisire; allo studio del Pai 2009 con riferimento anche ai Pai dal 2002- 2005 al fine di valutare se la zona era stata presa in considerazione ed adeguatamente classificata in relazione al rischio idrogeologico; valutare se l’evento del 20 aprile 2010 fosse prevedibile in relazione al contesto geomorfologico considerando in proposito la consistenza dei precedenti crolli e in particolare quello del 2004 e dei lavori eseguiti sulla stessa parere e comunque in zona nonché lo studio del Comune dicembre del 2006 e di una successiva nota del 2007 e di qualsiasi ed ulteriore significativo elemento che contribuisca a ritenere prevedibile l’evento. I periti avranno sessanta giorni, il cui conteggio prenderà il via subito dopo l’incontro preliminare del 14 giugno.

Fonte: Latina Oggi

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Cala Rossano pericolosa Ignorato l’allarme rosso

Cala Rossano

La spiaggia dove morirono le due ragazze in gita scolastica bocciata già nel 2009 da Legambiente e Protezione civile. Il dossier: alto rischio idrogeologico, ma nessuno si preoccupò dei lavori

Sara Panuccio e Francesca Colonnello, non dovevano accedere a Cala Rossano, dove sono morte sotto il crollo del costone di tufo il 20 aprile. L’area era a rischio ma nessun cartello di avviso fu apposto. E nessuna opera fu avviata. E centinaia di scolaresche in gita scolastica hanno continuato a frequentare l’unico tratto di spiaggia aperto a Ventotene. Non c’è solo la Procura di Latina ad accusare in particolare tre indagati su 10: il sindaco, l’ex sindaco e il dirigente dell’Ufficio tecnico. Emergono significative omissioni anche dal monitoraggio ambientale della Protezione Civile «per mitigare il rischio idrogeologico» eseguito con Legambiente che ha reso pubblici i risultati l’anno scorso. Il documento boccia Ventotene assegnandole il punteggio di 1,5 ben sotto la sufficienza, rappresentata dal 6. Ventotene finisce al quartultimo posto della classifica, seguita solo da Concerviano, Villa Santa Lucia e Vejano. Anche per colpa dell’abusivismo.

Abusive sarebbero i 2/3 delle 1.500 case costruite su una zolla di 1 km e mezzo quadrato, con molte ville elevate sopra gli antichi vasconi romani di raccolta acqua. E ora l’acqua batte su cemento e asfalto finendo sui costoni di tufo, che crollano al suolo I campanelli d’allarme. Già nel 2004 ci fu un distacco nella medesima zona di Cala Rossano. In tre avvisi di garanzia su 10 si legge: «Nel gennaio 2007 omessa segnalazione del pericolo esistente nella zona che richiedeva consolidamento e riqualificazione della parete tufacea mediante iniezione cementizie e sistemi di protezione contro fenomeni di distacchi roccioso». Inascoltati gli allarmi delle autorità preposte. «…omessa segnalazione di pericolo di distacco parete rocciosa in zone immediatamente limitrofe nel novembre del 2009 a seguito di segnalazione dell’Ufficio locale marittimo di Ventotene». In pratica, non si sarebbero dati ascolto. Di più. «In particolare i predetti indagati non davano riscontro all’invito per partecipare alla conferenza programmatica predisposta dall’autorità dei Bacini regionali del Lazio con note del 14.01.2005; 08.03.2005 e 26.10.2005 per il P.A.I. (Piano per l’assetto idrogeologico ndr).

Con note del 16.07.2008; 02.02.2009 per il Pai 2009. La loro mancata partecipazione ovvero omessa trasmissione di dati relativi alla spiaggia di Cala Rossano non consentivano ai membri dell’Autorità dei Bacini regionali del Lazio di avere una completa conoscenza dello stato dei luoghi con conseguente omissione di indicazione della zona quale area pericolo ovvero di attenzione geomorfologia».

Fonte: Il Tempo

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Ora Athena sa che le amiche sono morte

Athena Raco in ospedale

Un libro di Hemingway per farle sapere che Sara e Francesca non ci sono più

Ora anche Athena Raco, la quattordicenne sopravvissuta al crollo di Ventotene, ancora grave in ospedale, sa che Sara e Francesca non ci sono più. Le hanno riletto Hemingway. Per farle capire che Sara e Francesca non ci sono più. I genitori di Athena Raco, sopravvissuta al crollo di Ventotene ma ancora grave in ospedale, hanno sfogliato le ultime pagine di “Per chi suona la campana”, con l’addio struggente del protagonista del romanzo che consegna il suo ricordo al cuore dell’amata prima di morire. È così che mamma Alessandra e papà Girolamo, i genitori di Athena, l’hanno preparata alla notizia più dolorosa: la morte delle due compagne di classe, le studentesse quattordicenni in gita scolastica a Cala Rossana, con cui Athena parlava un attimo prima che il costone di tufo si staccasse piombando sulla spiaggetta, il 20 aprile. Per più di un mese i genitori della ragazza, 14 anni ancora da compiere, l’hanno protetta dalla verità. L’adolescente infatti è ancora molto grave. Dopo un primo intervento al Santa Maria Goretti è stata ricoverata all’Aurelia Hospital, dove ha già subito altri due interventi, «l’ultimo il 4 maggio è durato 14 ore» racconta mamma Alessandra. «Ma la verità non si può nascondere per sempre – dice la mamma che ringrazia i chirurghi – neanche ad una ragazzina inchiodata ad un letto d’ospedale, e che ha appena subito la ricostruzione del bacino polverizzato dal masso, perché anche mia figlia è stata seppellita sotto quel crollo anche se ha avuto salva la vita». Mentire ad Athena è stata un’impresa difficile. La ragazza non ha mai smesso di chiedere notizie delle amiche, «nemmeno nei momenti più duri della sua lunga degenza, che continuerà ancora per molti mesi» ricorda la mamma. «Ultimamente le domande erano sempre più insistenti e a bruciapelo». E i genitori si sono decisi a dirle la verità. Per farlo hanno scelto un capolavoro letterario e una giornata di sole, «la mattinata di mercoledì perché Athena avesse un lungo giorno per piangere davanti a sé prima di addormentarsi». È così è stato. Quando il libro di Hemingwey è stato chiuso Alessandra e Girolamo hanno detto alla figlia: «Anche per te Sara e Francesca vivranno sempre nel tuo cuore». Ma Athena sembrava continuasse a non capire. «Che vuol dire? – ha chiesto la ragazzina fissando negli occhi i genitori – dove sono Sara e Francesca?». Una domanda che ha avuto la risposta. Ma Athena si è ribellata alla verità gridando: «Non è vero, non è vero, non è vero» almeno una decina di volte. E solo davanti agli occhi bagnati dei genitori ha compreso. Ed è scoppiata a piangere. «Un lungo pianto dirotto, inconsolabile».

Fonte: Il Tempo

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Ponza e Ventotene, la crisi è anche qui

Cala Rossano

Fenomeni erosivi, incuria e un equilibrio ambientale assai fragile. Le due isole pontine lamentano un forte calo del turismo. Le realtà produttive locali lanciano un grido di dolore: «Bisogna intervenire subito».

Le grotte naturali di Ventotene, le spiagge ferrose, bollenti sotto la luce solare e di ghiaccio nelle ore serali; l’acqua azzurra e l’isolotto di Santo Stefano a portata di mano. Poco più in là Ponza, Palmarola e Zannone, luoghi in cui trascorrere piacevoli periodi di relax. Potrebbe essere uno spot perfetto per una campagna pubblicitaria, ma i tour operator, quest’anno, sono con le mani nei capelli. Le due isole in provincia di Latina subiscono la crisi, violenta. Le strutture ricettive, come gli alberghi e i bed and breakfast, non hanno ancora potuto accogliere le decine di turisti arrivate negli scorsi anni. Basta un paragone: rispetto allo scorso anno, nel giorno dell’apertura della stagione balneare, il primo maggio, di turisti non ce n’erano, da nessuna parte.

A Ventotene, oltre ai guai provocati dal maltempo, piogge e vento hanno continuato ininterrottamente a sferzare l’intera isola per intere settimane, ora è arrivata anche un’altra notizia che di certo non aiuta: sarebbero 10 gli indagati per la morte delle due studentesse 14enni, travolte da una parete di uno scoglio a Cala Rossano. Tra i nomi anche quelli dell’attuale sindaco Giuseppe Assenso e quello del suo predecessore. «Siamo profondamente colpiti dall’evento tragico che ha causato la morte di due studentesse a Ventotene» dichiara il presidente della Confcommercio della Provincia di Latina, Vincenzo Zottola che ha spiegato che cosa bisogna fare per risollevare la situazione: «Siamo convinti che la sicurezza sia l’obiettivo prioritario che deve essere attuato mediante un programma di monitoraggio e di intervento complessivo per fronteggiare le situazioni di alto rischio».

Gli alberghi poco affollati presenti sull’isola confermano le difficoltà di questa stagione. Ma che il settore fosse già in recessione rispetto all’anno scorso lo testimoniano soprattutto i dati del centro studi turistici della Camera di Commercio di Latina: un calo strutturale sui numeri di arrivi e presenze che incideranno anche sulla prossima stagione sull’intero tessuto economico della zona. Le vie dei paesi rimangono deserte; i ristoranti, gli affitta barche e i negozi vuoti. Il rosso e l’ocra del porto romano scrutano l’orizzonte in attesa di trovare di nuovo quei traghetti stracolmi di turisti, specialmente stranieri, pronti a immergersi nelle calde acque dell’arcipelago delle isole Pontine e a sdraiarsi sulle spiagge oggi ancora chiuse dopo l’incidente dello scorso aprile.

«Siamo molto preoccupati per la situazione economica e turistica delle isole pontine e di Ponza in particolare perché l’arcipelago è da sempre il fiore all’occhiello della nostra regione, in grado di attrarre turismo da tutto il mondo, produrre ricchezza per 365 giorni l’anno e creare migliaia di posti di lavoro», commenta il presidente della Confcommercio del Lazio, Cesare Pambianchi che estende dopo Ventotene anche a Ponza. La città famosa per il suo porto è stata colpita proprio al cuore delle sue attività: da più di un anno sono infatti dieci i pontili sotto sequestro della Procura. Il motivo sono i vizi relativi alle concessioni e all’incidenza ambientale dei corpi morti, lastroni di ferro utilizzati per ormeggiare le barche. Una situazione che ha portato all’esasperazioni gli operatori del porto che ora chiedono risposte immediate, prima con il dissequestro dei pontili, vera calamità dicono i ponzesi per l’economia locale, e poi avviando interventi di consolidamento delle falesie per riaprire quelle spiagge ancora chiuse, come a Ventotene, per via del pericolo crolli. Le spiagge e una economia che ruoti anche sfruttando di più l’entroterra è quello che chiedono invece gli altri abitanti, quelli meno legati al porto, che denunciano come i corpi morti nel mare di fronte alla zona di Santa Maria abbiamo provocato nel corso di questi anni l’arretramento dell’arenile di ben dieci metri.

Entrambe le isole sono interessate da quei fenomeni erosivi che nel corso degli anni si sono manifestati anche in modo drammatico. La tragedia delle studentesse di Morena arriva dopo un lungo elenco di incidenti che cominciano nel 1997 con la morte di un operaio sulla spiaggia di Chiaia di Luna. L’uomo, che lavorava proprio alla messa in sicurezza delle pareti rocciose per evitare il pericolo di caduta massi, è caduto da una altezza di 70 metri mentre distendeva una rete di protezione. I pericoli maggiori comunque sono sempre per i turisti. Nel 2001 una turista italiana è rimasta schiacciata da un masso in acqua. Il cartello che segnalava il divieto di balneazione sotto costa era stato spostato dalle acque agitate.

Ponza e Ventotene sono interessati da fenomeni dovuti “a materiali di scivolamento”, spiegano dal dipartimento di scienze geologiche della università Federico II di Napoli. Le due principali isole, soprattutto nelle zone con costoni alti e sul mare, possono registrare fenomeni di crolli vista la loro natura morfologica che le classifica fra le formazioni di natura vulcanica. Natura diversa invece per le altre isole, come Santo Stefano e Zannone, in cui il rischio crolli è sostituito da fenomeni di smottamento.

Ultima questione, anche se non per ordine d’importanza, è il collegamento fra le due isole pontine: per spostarsi da Ponza a Ventotene possono occorrere anche tre ore. Lo racconta il presidente di Ascom di Ventotene, Pietro Pennacchio che ricopre anche la carica di consigliere comunale della cittadina. «Serve un’agenzia di promozione turistica che possa creare una sinergia fra i due territori», ha detto Pennacchio che ha chiesto anche l’intervento di un’istituzione come la Regione Lazio che deve occuparsi della promozione di questo territorio. «Dobbiamo smetterla di cambiare idea ogni cinque anni, ogni volta che cambia il governo dell’isola» ha concluso il consigliere. Una richiesta che arriva anche dalle associazioni sul territorio, come la Pro Loco di Ponza. Una contrazione del giro d’affari che si stima tocchi l’80% dei ricavi della stagione.

Fonte: Terra

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Crollo, domani il sopralluogo

Il luogo del crollo

Ventotene, la nuova perizia voluta dal procuratore aggiunto D’Elia e dal sostituto Saveriano.
Un «esame non ripetibile». La nuova perizia disposta dalla Procura di Latina porterà sull’isola di Ventotene moltissime persone, che purtroppo non saranno turisti. Avvocati, consulenti e tecnici ma anche gli stessi genitori di Sara Panuccio e Francesca Colonnello, le due studentesse romane che hanno perso la vita nella tragedia di Cala Rossano. E’ stato fissato per venerdì mattina, alle ore 11.30, il sopralluogo voluto dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e dal sostituto Vincenzo Saveriano sulla spiaggetta dove è avvenuto il crollo del costone di tufo, che dovrà accertare, oltre all’esatta dinamica dell’incidente, anche le eventuali responsabilità. Insomma, c’è da capire, o meglio chiarire, se sia stato fatto tutto il possibile per mettere in sicurezza l’area di Cala Rossano. I carabinieri di Latina e Formia hanno notificato a dieci persone tra amministratori locali e dirigenti regionali un avviso del pubblico ministero per la nomina di un consulente di fiducia proprio in vista della perizia a Cala Rossano. Tra i destinatari figurano, oltre il sindaco Geppino Assenso e il suo predecessore Vito Biondo, anche il responsabile dell’area tecnica del Comune di Ventotene, Pasquale Romano, e i tecnici della Regione Lazio, che hanno elaborato il Pai, ovvero il Piano di assesto idrogeologico, pubblicato nell’ottobre 2009 e che garantiva la piena sicurezza dell’area. Nella cartina allegata era ben specificato come il 95% del perimetro dell’isola fosse sottoposto a tutela per dissesto idrogeologico. Il restante 5% corrisponde agli scogli alle spalle del Faro e Cala Rossano. Proprio su quel documento, il sindaco Assenso ha fin da subito posto la sua linea di difesa per dimostrare che il Comune aveva fatto ogni cosa per mettere l’isola in sicurezza e che la spiaggetta della tragedia era considerata più che sicura dai tecnici regionali. «Confermo – ha affermato il primo cittadino – quanto detto nei giorni della tragedia: il Comune ha fatto quello che doveva, adesso hanno voluto scaricare ogni responsabilità sul nostro operato. Per questo non voglio commentare in alcun modo l’operato della magistratura ». Certo è che questa perizia prefigura uno scontro feroce tra i due enti, con tanto di rimpallo di responsabilità.

Fonte: La Provincia

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Un geofisico per il crollo

Sigilli a Cala Rossano

Ventotene, domani l’incarico da parte del pm. Intanto spuntano nuovi elementi di prova

Domani il sostituto procuratore che sta indagando sul crollo di Venotene conferirà un nuovo incarico tecnico per accertare le cause e le responsabilità della tragedia. Ad affiancare il lavoro dei periti già nominati subito dopo il tragico episodio, il geologo Massimo Amodio e l’architetto Dario Tarozzi l’incarico, ci sarà un geofisico dell’università di Roma Tre. Intanto il fascicolo di inchiesta che vede già iscritte nel registro degli indagati dieci persone – sette della regione Lazio e tre del Comune di Ventotene tra cui il sindaco attuale, Giuseppe Assenso, e il suo predecessore, Vito Biondo – si sta arricchendo di ulteriori elementi di prova. Il pm Vincenzo Saveriano nella sua ricerca avrebbe trovato negli uffici tecnici della Regione Lazio e in quelli del Genio Civile – in questo settore non figura alcun indagato al momento – un faldone che riguarda proprio un crollo risalente al 2004. Si trattò di una frana verificatasi proprio a Cala Rossano che subito venne sistemata e messa in sicurezza, infatti una parte della parete venne ingabbiata. Da allora non si sono più verificati crolli di nessun tipo fino alla mattina del 21 aprile scorso in cui sono morte le due studentesse di Roma Sara Panucci e Francesca Colonnello. E sarebbe stata proprio questa scoperta del pm a dare un nome e cognome ai presunti responsabili della tragedia. In sostanza secondo l’ipotesi di accusa – al momento i reati ipotizzati sono omicidio colposo plurimo e lesioni gravi – la responsabilità degli indagati sarebbe da cercare proprio in quel precedente episodio accaduto nella stessa località. E’ vero che l’area venne messa in sicurezza, ma di contro non vennero messi dei cartelli in cui si avvisava che in quell’area potevano verificarsi delle frane.

Fonte: Latina Oggi

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