Omessa denuncia per possesso di armi

In corso nottata militari stazione di Ventotene denunciavano in stato di libertà R.S. 62enne, ivi residente, in quanto prevenuto, a conclusione di specifico controllo, accertavansi omissione nel denunciare il possesso di due fucili da caccia, a lui lasciate in eredità e mai denunciati.

Fonte: AltreNotizie

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Folgorato a Ventotene, altri testimoni in aula

Un’altra udienza del processo per la morte dell’operaio edile Gheorghe Huma 44 anni di origini rumene, avvenuta il pomeriggio del 4 dicembre del 2006 a Ventotene. L’uomo fu ritrovato morto vicino all’autoclave all’interno della proprietà di una pensione e dapprima si ipotizzò un arresto cardiaco. Poi l’autopsia confermò che il 44enne era morto folgorato. Per questa tragedia devono rispondere del reato di omicidio colposo Pietro e Stefany Pennacchio, padre e figlio, titolari dell’impresa edile presso cui lavorava la vittima, Mauro Ugazio, il gestore della pensione «La vela» e Paola Calabrese, l’amministratore della società che gestisce l’albergo. Sono due i capi di imputazione dai quali dovranno difendersi: a tutti è contestata l’accusa di omicidio colposo, a vario titolo invece è contestata la contravvenzione in materia di sicurezza sul lavoro. La famiglia della vittima (la moglie e la figlia) si è costituita parte civile nel processo, attraverso l’avvocato Francesco Vasaturo. Ieri presso il tribunale di Gaeta, è stato sentito come testimone colui che fece l’impianto elettrico della struttura. Altri testi verranno sentiti invece il prossimo 6 e 20 maggio.

Fonte: Latina Oggi

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Il tunnel della vergogna

Il luogo dove sono morte Sara Panuccio e Francesca Colonnello

VENTOTENE : IL TUNNEL DELLA VERGOGNA

In merito all’approvazione del consiglio comunale di Ventotene dei giorni scorsi del progetto di realizzare un tunnel di circa 300 metri per collegare il porto al centro del paese ho deciso di pubblicare questa nota, ero dubbioso se stavolta rimanere in silenzio per non apparire il solito critico mosso da rancori personali, dato che il 20 aprile scorso nel crollo di Cala Rossano hanno perso la vita mia figlia Sara e la sua amica Francesca oltre a ferire gravemente Athena .
In molti punti di questo mio scritto mi troverà costretto a ribadire concetti già espressi precedentemente , ma ciò mi è d’obbligo per la conoscenza di quanti mi leggono per la prima volta.
Ventotene è il più piccolo comune dell’ Italia centrale con il suo km. 1.5 quadrato di territorio, il che significa che percorrerlo a piedi da un punto all’altro equivale al massimo ad una modesta passeggiata.
Ed allora a che serve questa opera faraonica ?
In tutte le piccole isole del Mediterraneo vige il divieto di introdurre automobili, se non con permessi limitati a veicoli per disabili, ecc. , qui invece il sindaco Giuseppe Assenso ha motivato le ragioni di tale opera nel venire incontro alla richiesta dei turisti che, secondo lui, necessitano del loro personale mezzo di trasporto.
Per andare dove ? Non bisogna dimenticare che la quasi totalità dell’isola è interdetta a causa della franosità della stessa.
Il sindaco stesso è stato rinviato a giudizio per l’ OMICIDIO di cui sopra, insieme al suo degno responsabile dell’ufficio tecnico Pasquale Romano ed altre tre persone, oltre ciò il comune è fonte di indagine da parte della Corte dei Conti per bilanci a dir poco anomali.
Da anni la gestione dello stesso ha fatto in modo che Ventotene abbia uno dei tassi d’abusivismo più alti dell’intera nazione ( 2 case su 3 risultano non censite ), il cemento è stato il volano economico di sostegno a ditte , tra le quali pare qualcuna in odore di camorra, sempre prescelte e quasi sempre le stesse per lavori che sotto la denominazione di somma urgenza non han dovuto fare la trafila di gare d’appalto.
Oggi si parla di un costo stimato di circa 6 milioni di euro, i quali con varianti in corso d’opera potrebbero raddoppiarsi :  è il solito e vecchio discorso di quali interessi ci siano dietro la voce lavori pubblici.
L’assessore all’ambiente non ha trovato di meglio che astenersi al momento della votazione, il suo atteggiamento da Ponzio Pilato è a dir poco irritante : a tutt’ oggi non ha espresso pubblicamente il suo parere su ciò per cui viene stipendiato .
In qualsiasi paese civile un ‘amministrazione del genere sarebbe destituita all’istante , qui invece nessuna voce autorevole li disturba, fatta eccezione per il Capogruppo dei Verdi alla Regione Lazio Angelo Bonelli, e glie ne rendo merito, il quale ha presentato un’interrogazione a vari organi preposti al controllo superiore, per verificare se ci siano i presupposti per fermare tale scempio, ambientale ed economico, speriamo riesca ad ottenere risultati .
Potrei continuare per pagine e pagine con motivazioni che già ho espresso, per non tediarvi concludo dicendo che
VENTOTENE HA IMBOCCATO IL TUNNEL DELLA VERGOGNA CIVILE
e molti suoi concittadini, non tutti, ne sono gli artefici con il loro omertoso appoggio ad una giunta che ha nel comportamento criminoso il suo fare quotidiano.
Il vostro autolesionismo denota che non avete nessun amore per quella che una volta era definita la “ Perla del Mediterraneo “ ed oggi viene ribattezzata “l’isola del cemento e del malaffare“.

( Bruno Panuccio 05/02/2011 )

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Mega tunnel sull’isola: scempio o opportunità?

Trecento metri di lunghezza per 6,4 di larghezza: un tunnel scavato nel tufo per convogliare le vetture dal porto romano – passaggio obbligatorio – sino al campo sportivo. E’ questo il progetto approvato dal consiglio comunale di Ventotene per realizzare una nuova strada il cui costo si aggira intorno ai sei milioni di euro. Ma molto più alto pare essere il costo ambientale di quello puramente economico.
Per molti un’opera indispensabile per salvare il porto romano e decongestionare l’isola dal traffico, che a luglio e agosto diventa insostenibile per il continuo afflusso di turisti. Per altri una follia che non vedrà mai la luce. Anche se, chi si dice contrario a questa opera, non esclude di fatto la necessità di realizzare un’altra via d’accesso al paese.
E così, sull’isola che si sgretola (contro il dissesto dell’arcipelago ponziano la Regione ha stanziato 12 milioni, ndr), dove i divieti e le transenne della scorsa stagione sono un incubo non ancora svanito, l’amministrazione conta di realizzare un mega tunnel che fa discutere. “Non si realizzerà mai – dice l’imprenditore Pietro Pennacchio. Un cantiere per un’opera simile bloccherebbe l’isola per chissà quanto tempo…” Approccio pragmatico, per usare un eufemismo. Così tanto che la controprosta è quella di un’altra strada “di soli cento metri lineari – prosegue Pennacchio – dove il tunnel di circa 50 metri seguirebbe il percorso di una grotta naturale che andrebbe solo consolidata. Il progetto esisterebbe pure, ma fu abbandonato per la caduta di una precedente amministrazione”.
Ma tra gli amanti di Ventotene così com’è, è scoppiata una specie di rivolta, animata dal tam tam che sui social network è stato acceso dall’imprenditrice Anna Impagliazzo e dal suo sito ‘Amo Ventotene’. Su Facebook si legge una sola parola: no. Contrari al tunnel, macchine solo ai residenti, anzi, proprio per nessuno. Magari un ritorno all’asinello che si arrampica sui viottoli dell’isola di Giulia. Appello fatto proprio, a livello istituzionale, dai Verdi della Regione Lazio. Il capogruppo Angelo Bonelli ha già inoltrato una ‘interrogazione agli organi competenti per chiedere lumi sulla legittimità del progetto.
Mentre il presidente dei Verdi del Lazio Nando Bonessio chiede al Comune di Ventotene di poter accedere ai documenti relativi al progetto ( ricordiamo che ora si dovranno riunire una pletora di enti in conferenza dei servizi per valutarlo), rilancia l’idea di una isola a zero emissioni. “Che fine hanno fatto i finanziamenti europei per l’autosufficienza energetica, per eliminare le auto inquinanti a favore di quelle elettriche?”, si chiede ancora Bonessio. “Occorre ristabilire al più presto un legame con l’Europa per recuperare risorse, e puntare ad un’isola che sfrutti la propria risorsa ambientale per un turismo unico nel suo generele. Di sfruttamento commerciale, nelle isole del Mediterrano, ce n’è fin troppo.”

Fonte: La Provincia

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Interrogazione del consigliere Bonelli contro il tunnel sull’isola

Il Consigliere Regionale Angelo Bonelli

Il progetto del tunnel di 300 metri, approvato giovedì scorso dal consiglio comunale di Ventotene e che sarà costruito al porto nuovo per convogliare il traffico veicolare all’esterno del centro storico dell’isola, è oggetto di un’interrogazione presentata dal capogruppo dei Verdi alla Regione Lazio Angelo Bonelli e rivolta alla giunta regionale, all’assessore all’ambiente e allo sviluppo sostenibile e all’assessore alle politiche del territorio e all’urbanistica. Bonelli chiede il loro intervento per verificare la legittimità del progetto, alla luce delle norme e dei vincoli di tutela ambientale e paesistica vigenti a salvaguardia dell’isola, nonché la reale utilità dello stesso, considerata la limitata superficie e la fragilità territoriale dell’area. Una dura presa di posizione da parte dei Verdi su un’opera che «sventrerà» letteralmente la bella isola pontina, con la realizzazione di una lunga galleria – dal costo di sei milioni di euro – che collegherà il porto nuovo alla zona del campo sportivo. La proposta non ha mancato di sollevare le proteste di numerosi abitanti dell’isola e degli ambientalisti, preoccupati per l’altissimo impatto ambientale che potrà avere una simile opera su un territorio dalle dimensioni estremamente limitate, già aggredito da un diffuso abusivismo edilizio e dalle caratteristiche geologiche molto particolari. Particolari perché diversi sono i crolli verificati nelle calette. L’ultimo, purtroppo tragico, è stato quello avvenuto a Cala Rossano (tra l’altro sita a pochi metri di distanza da dove verrebbe realizzato il tunnel), dove hanno perso la vita due studentesse romane. I luoghi più caratteristici di Ventotene sono attualmente interdetti al pubblico. Transenne, pali, impalcature sono montate al porto romano dove sono in corso lavori di consolidamento statico. Bonelli pone l’accento anche sull’impatto che tale intervento, atto a favorire ulteriormente le automobili, potrà avere sulla principale risorsa economica dell’isola, rappresentata da quel turismo che, in tutto il mondo, è alla ricerca di ambienti incontaminati e che preferirebbe quindi poter vivere Ventotene in maniera ecologica e non assediata da traffico e trafori.

Fonte: La Provincia

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Tunnel sì o no, divampano le polemiche

Giuseppe Assenso

Realizzare o meno il tunnel che dovrebbe collegare il porto nuovo col campo sportivo a Ventotene ha già sollevato numerosi dibattiti. L’iter in Comune intanto va avanti ed il sindaco dell’isola pontina Giuseppe Assenso si dice fiducioso per quella che «sarebbe un’opera incredibile per l’isola, che consentirebbe di evitare il traffico del porto e del centro storico». Impermeabile alle polemiche Assenso dice che «io mi occupo solo dell’isola che amministro e non delle critiche». Glissa così sulla polemica apertasi tra i cittadini ma anche da parte degli ambientalisti e dei verdi che già si dicono preoccupati di quello che potrebbe essere l’impatto ambientale di un’opera di questo genere sull’isola, ricordando che si tratta di tufo. Polemiche alle quali è difficile rimanere insensibili specialmente dopo i fatti accaduti sull’isola l’estate scorsa, a causa di quella roccia bellissima ma friabilissima che costituisce la «croce e delizia» di Ventotene. Per il momento comunque si è solo dato l’ok al progetto preliminare con la maggioranza favorevole espressa nell’ultimo Consiglio comunale. Adesso si dovrà procedere con la richiesta di tutti i pareri agli enti preposti come la Regione e la Sovrintendenza. Poi si procederà con la variante e l’affidamento dei lavori in appalto. Un iter non breve che probabilmente impiegherà diverso tempo tra discussioni e burocrazia.

Fonte: Latina Oggi

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Ventotene imbocca il tunnel

Il Capogruppo dei Verdi alla Regione Lazio Angelo Bonelli

LA DENUNCIA. Il Consiglio comunale ha approvato il progetto per la realizzazione di una galleria sull’isola.

Sappiamo bene quanto in Italia la valorizzazione delle risorse naturali e delle bellezze paesaggistiche non rientri tra le priorità degli amministratori, più impegnati a deturpare il territorio con mega opere, inutili quanto costose. Naturalmente il Lazio non fa eccezione ed è notizia di queste ore l’approvazione di un incredibile progetto riguardante la splendida isola di Ventotene, in provincia di Latina. L’isola, posta a metà della rotta che unisce Ponza a Ischia, è la più piccola isola abitata dell’arcipelago delle isole ponziane e, con il suo 1,54 km2 di territorio, rappresenta il comune più piccolo dell’Italia centrale.

Per le sue caratteristiche ambientali e floro-faunistiche Ventotene, insieme alla limitrofa e più piccola Santo Stefano, è interessata dalla presenza di un’Area marina protetta e di una Riserva naturale statale, nonché da un’area Zps (Zona a protezione speciale) e da un Sic (Sito di importanza comunitaria). In tale contesto, giovedì scorso il Consiglio Comunale di Ventotene ha approvato il progetto per la realizzazione di un tunnel, dal costo di 6 milioni di euro, da scavare nel tufo, per far arrivare automobili e camion dal Porto Nuovo, dove sbarcano i traghetti, fino al centro del paese, allo scopo (dicono loro) di «ridurre il traffico e tutelare il porto romano, dove attualmente transitano le auto».

L’incredibile proposta ha subito sollevato le proteste di numerosi abitanti dell’isola e degli ambientalisti, preoccupati per l’altissimo impatto ambientale che potrà avere una simile opera su un territorio dalle dimensioni estremamente limitate, già aggredito da un diffuso abusivismo edilizio e dalle caratteristiche geologiche molto particolari, basti ricordare che l’isola è stata recentemente teatro di una tragedia provocata da una frana che ha causato la morte di due giovani studentesse ed a seguito della quale buona parte del territorio isolano, compresi i luoghi turistici più importanti, sono tutt’ora interdetti al pubblico.

Per non parlare dell’impatto che tale intervento, atto a favorire ulteriormente le automobili, potrà avere sulla principale risorsa economica dell’isola, rappresentata da quel turismo che, in tutto il mondo, è alla ricerca di ambienti incontaminati e che preferirebbe quindi poter vivere Ventotene in maniera ecologica e non assediata da traffico e trafori. A tal proposito il Capogruppo dei Verdi alla Regione Lazio Angelo Bonelli ha presentato un’interrogazione rivolta al presidente della Giunta Regionale, all’assessore all’Ambiente ed allo Sviluppo sostenibile ed all’assessore alle Politiche del Territorio ed all’Urbanistica chiedendo un loro intervento per verificare la legittimità del progetto, alla luce delle norme e dei vincoli di tutela ambientale e paesistica vigenti a salvaguardia dell’isola, nonché la reale utilità dello stesso, considerata la limitata superficie e la fragilità territoriale dell’area.

Si riuscirà ad evitare l’ennesimo Requiem per una delle più belle isole del Mediterraneo?

Fonte: Terra

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Isolati

Soppresse da ieri le corse della compagnia Vetor

Le isole pontine restano senza i collegamenti della Vetor. Da ieri mattina, infatti, sono soppresse le corse degli aliscafi per Ponza e per Ventotene. Vani si sono rivelati i tentativi fatti dagli amministratori locali in questi mesi per scongiurare questo rischio. Qualche timore è sorto già quando il 31 dicembre scorso è scaduta la convenzione siglata tra la Regione e la compagnia di navigazione. L’ente regionale, in vista della costituzione della nuova società marittima regionale, «Laziomar srl», ha proposto alla Vetor una proroga di tre mesi (fino al 31 marzo), ma la società non ha accettato. E così dal 1° febbraio i collegamenti sono stati interrotti. Per questo ieri mattina l’aliscafo delle 8.45 in partenza da Formia per Ponza e quello del pomeriggio delle 15.20 da Ponza per Formia non sono partiti. Insomma l’isola è rimasta senza un collegamento veloce. Se qualcuno deve recarsi sull’isola per fare un servizio può prendere solo il traghetto delle 9 che arriva a mezzogiorno. In pratica tre ore di navigazione. Sono sul piede di guerra gli operatori turistici, preoccupati per i gravi disagi che questo comporterà. «Non possiamo perdere la corsa veloce del mattino – ha commentato Tommaso Tartaglione, presidente dell’Ascom -. Non si possono sospendere i servizi in attesa della Laziomar. Fino a quando quest’ultima non diventa operativa a tutti gli effetti, devono essere garantiti gli altri collegamenti ». Per questo motivo, Tartaglione ha annunciato che chiederà un incontro in Regione per risolvere il problema. «I trasporti hanno bisogno di una pianificazione diversa», ha concluso Tartaglione. Dal canto suo, già qualche settimana fa, il sindaco di Ponza, Pompeo Porzio, insieme al suo collega di Ventotene Giuseppe Assenso, aveva incontrato l’assessore regionale ai trasporti, l’onorevole Francesco Lollobrigida. Gli amministratori avevano proposto una soluzione: dare alla Caremar quelle sovvenzioni che l’ente regionale dava alla Vetor, in modo che sia la Caremar a garantire tutti i collegamenti. Ma la risposta a questa richiesta non è ancora giunta. Il sindaco però ha assicurato che proprio questa mattina solleciterà l’esponente di giunta regionale.

Fonte: Latina Oggi

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Geppino cuor di cemento

Il sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso

Quanta amarezza nello scoprire che il consiglio comunale ha deciso di costruire un tunnel sull’isola e deturpare il paesaggio in maniera così estrema.
Ricordo l’isola quando il porto era appena stato ultimanto dal padre dell’attuale sindaco, era un opera progettata male ma utile alla comunità.
Non mi spiego (sono 40 anni che frequento l’isola) l’utilità di uno scempio simile. Permettere ai turisti di arrivare in macchina e scaricare cosa? per fare che? dico siamo impazziti? Uno scoglio con un tunnel? ma nenache a Dubai arrivano a tanto e se ci arrivano lo fanno per incrementare gli incassi. A ventototene per quanto ne sò e per quanto conosco la realtà si fà tutto in nome e per conto di una sola persona che decide per tutti. Non mi meraviglia la votazione del consiglio comunale, tutti uniti e compatti per il tunnel. Altri appalti, altri lavori pubblici e altri soldi che bene o male girano e gireranno nelle tasche di due o tre isolani. Mi rattrista pensare che un’isola intera sia appiattita su posizioni assurde e non scateni l’inferno sociale. Con Beniamino tutto questo non sarebbe successo, lui amava l’isola e faceva di tutto per preservarla. Gli amminisatratori di oggi sono un pò troppo distratti dalle bellezze del paesaggio per capire e risolvere i problemi. Ma ormai la messa è finita, il tunnel si farà, ora bisogna pensare al prossimo appalto. AMEN

Fonte: TeleFree

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Le verità dell’assessore Pepe

L'assessore Giuseppe Pepe

Un Muro di Falsità

Da tanto tempo che continuo a leggere articoli scritti su vari siti e quotidiani dove vengono riportate notizie false e offensive sull’Amministrazione di Ventotene e, soprattutto, sui Ventotenesi stessi.

Mi sono chiesto più volte quale potesse essere l’intento ma purtroppo tutto si riconduce ad argomentazioni banali e pretestuose che abbiamo ben capito ma non mi dilungo nella loro descrizione che potrebbe risultare alquanto noiosa. Sono sicuro che chi vive sulla nostra Isola le conosce bene!

Per tutto questo tempo ho creduto che queste persone non meritassero risposta in quanto chi si nasconde sotto l’anonimato lo fa per vigliaccheria, cattiveria e falsità con continui stravolgimenti dei fatti e circostanze al solo fine di denigrare l’operato di chi lavora.

Questa mia risposta non è per loro ma è per tutti quelli che leggono senza conoscere i fatti e mi sento in dovere di fare chiarezza.

Riguardo al citato sito internet qualcuno, a mia insaputa e senza alcuna autorizzazione né da parte mia né dell’Amministrazione, ha reiteratamente inserito il nome della mia agenzia sul sito del Comune.
Abbiamo tolto il link diverse volte e lo abbiamo visto ricomparire il giorno dopo e di conseguenza c’è stata una mia denuncia ed ora sono in attesa che si chiudano le indagini per conoscere da quale computer sono state fatte le modifiche al sito. State tranquilli che, se qualcuno è interessato all’argomento, pubblicherò la notizia appena mi verranno comunicati gli esiti delle indagini stesse.

Riguardo all’insinuazione che mi assento dal consiglio per evitare di esprimere il mio parere è assolutamente falso e denigratorio nei miei confronti. In circa 7/8 anni di amministrazione pubblica in una sola occasione mi sono assentato per malattia e, tra l’altro, non era un consiglio ma una giunta comunale.

Infine, la discussione degli ultimi giorni verte sul sottopassaggio che dovrà collegare il porto al centro del paese per evitare che le auto e le merci possano passare sul porto romano. Forse non tutti sanno che tra coloro che oggi scrivono gli articoli contro la costruzione del sottopassaggio, ci sono alcuni che ieri erano nella stessa stanza dove fu deciso di fare questo e anche altro.
Il mio parere l’ho sempre espresso nei vari incontri ai quali ho partecipato e solo a chi esplicitamente, senza nascondersi, lo chiede continuerò a spiegare le mie motivazioni ed il mio operato.

Chi mi conosce sa bene che non mi nascondo dietro alcun anonimato e nelle sedi opportune esprimo sempre le mie idee e le mie opinioni e per tanto invito tutte queste persone vigliacche ad uscire allo scoperto.

Se sono così intelligenti, se hanno la soluzione giusta a tutti i problemi e, soprattutto, se davvero amano l’Isola e si sentono orgogliosi di essere Ventotenesi, allora lo dimostrino.
Invece di continuare a gettare fango su Ventotene e su tutti i suoi abitanti perché non vengono a dare una mano, un aiuto all’amministrazione della nostra piccola isola, un contributo nelle discussione e nelle decisioni che, qualcuno, giorno dopo giorno, con fatica e dedizione, continua a prendere.

Si sa, solo chi lavora può anche sbagliare mentre è fin troppo facile criticare e offendere stando nascosti dietro un muro di falsità…

Pino Pepe

Fonte: TeleFree

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