Chi deve gestire il porto?

La società «Isola di Ventotene Yacht Club» ha presentato un ricorso la Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sede di Latina, contro il Comune di Ventotene per essere stata estromesso dalla gara per l’affidamento della gestione dell’ormeggio di imbarcazioni nel porto nuovo. Il documento è stato presentato lo scorso 7 aprile e la camera di consiglio è stata fissata per il prossimo 21 aprile. A relazionare sarà il consigliere Santino Scudeller, mentre gli altri componenti chiamati a giudicare il ricorso saranno il presidente Francesco Corsaro e il consigliere Davide Soricelli. L’oggetto del ricorso riguarda l’annullamento del provvedimento mai comunicato al ricorrente di esclusione dalla gara di affidamento triennale del servizio di gestione dello specchio acqueo per l’ormeggio di imbarcazioni da diporto sull’isola di Ventotene, in località Porto Nuovo, indetta dal Comune di Ventotene, con bando di gara del 4 febbraio 2011. La ditta, difesa dagli avvocati Massimo Ambroselli, Ennio Magrì e Carlo Sersale, vuole vederci chiaro in questa situazione, essendosi vista messa da parte, in modo del tutto arbitrario e immotivato, nella gara per l’assegnazione dello spazio demaniale. E’ noto quanto a Ventotene ci sia la corsa ad accaparrarsi uno pezzo di specchio acqueo da utilizzare per gli ormeggi durante il periodo estivo, quando sulla bella isola pontina arrivano fior di turisti con le loro imbarcazioni da posteggiare. Una fonte di guadagno parecchio lucrosa che i partecipanti al bando emesso dal Comune di Ventotene non si lasciano di certo scappare, anche mettendo in mezzo un team di agguerriti avvocati.

Fonte: La Provincia

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La perseveranza del sindaco Assenso

Giuseppe Assenso

Il tunnel che divide l’isola, partito l’iter

Il progetto preliminare in pre conferenza dei servizi. Assenso: «Tuteleremo il porto romano»

«La prima cosa è la messa in sicurezza della zona, siamo pronti a collaborare e a recepire tutte le indicazioni che arriveranno». Giuseppe Assenso, sindaco di Ventotene (nella foto) ha appena concluso la pre conferenza dei servizi che si è svolta in Regione per la realizzazione della galleria che dal porto dovrebbe condurre direttamente nell’area del campo sportivo. Il progetto, approvato a maggioranza dal consiglio comunale il 27 gennaio, è finanziato dalla Regione Lazio per 6 milioni di euro e prevede di “bucare” l’isola dalla zona del porto, a due passi dal ristorante “Aragosta” e sotto un’abitazione privata, per 280 metri, fino ad arrivare al campo. A due passi da dove inizierebbe la galleria c’è il cartello che avverte del pericolo di crollo. A circa 150 metri c’è Cala Rossano, ancora sotto sequestro, dove i fiori finti ricordano la tragedia di circa un anno fa. Morirono due ragazze romane in gita scolastica, Sara Panuccio e Francesca Colonnello. Anche per questo in molti, sull’isola e non, hanno più di qualche dubbio sulla realizzazione dell’opera. E non a caso la pre conferenza, sulla scorta del progetto preliminare predisposto dall’ufficio tecnico del Comune, si è svolta presso la protezione civile regionale. «E’ la viabilità alternativa che ci consentirà di tutelare il porto romano – aggiunge il sindaco – gli enti intervenuti non hanno dato parere negativo ma suggerito la messa in sicurezza contestuale alla progettazione. Abbiamo un finanziamento, vogliamo andare avanti». Il sistema che verrà adottato sarà quello dell’appalto integrato, chi vince dovrà anche provvedere alla progettazione definitiva. Se e quando il tunnel nell’isola che si sgretola si realizzerà.

Fonte: Il Messaggero

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Ventotene: figli e figliastri

Lettera aperta sull’abusivismo edilizio a Ventotene

– Spett.le Procura della Repubblica di Latina
– Associazione Antimafia “Antonino Caponnetto”
– Spett.le Latina Oggi

Con un articolo apparso sulla cronaca di Ventotene del quotidiano  Latina Oggi, durante l’estate del 2010, sono stato accusato da parte di ignoti di  abusivismo edilizio.
L’articolo richiamava all’attenzione dei cittadini la circostanza che aveva  visto il “PALADINO della LEGALITÀ” appartenente all’Associazione Antimafia  Antonino Caponnetto dell’Isola di Ventotene, commettere presso casa “Sua” un  abuso edilizio.
Faccio presente a chi legge che quell’immobile non è di proprietà del  sottoscritto,  ma è un immobile che per successione appartiene a mia moglie,  ai  fratelli e alla madre.  Perciò sfido chiunque a dimostrare che tali lavori sono stati ordinati dal  sottoscritto e che ne fossi stato informato.  Ad ogni buon conto, va ricordato che l’abuso edilizio riguarda una  superficie  di scarsi 10 mq, diciamo pure abusiva.
Hanno attaccato il sottoscritto perché ha sempre denunciato le cose che non  vanno sull’Isola di Ventotene.  Erano, è sono convinti, che denunciando l’abuso edilizio su quell’unità  immobiliare avrebbero colpito il sottoscritto, invitandolo al silenzio.
Ma si sono sbagliati.  Il sottoscritto ha solo l’utilizzo dell’immobile, perché a Ventotene ci  lavora, ma del resto sono affari di mia moglie e dei suoi familiari.  Avevano un rigore da battere a porta vuota, hanno sbagliato in pieno.
Sbagliato, perché così facendo mi hanno invitato più volentieri a parlare, a  dire quello che penso, a dire quello che vedo.  Da quando sull’Isola di Ventotene esiste la Riserva Marina e Terrestre, ho  visto costruire in mezzo alle campagne baracche di lamiere o in legno che  negli  anni a venire sono diventate alloggi.
Grotte diventare appartamenti, case sdoppiarsi o ampliasi fino a diventare  veri condomini.  Gente che lavora (saranno tutti in regola?) visto che al sopraggiungere di  controlli sempre annunciati, sono in molti a spasso o in spiaggia se siamo  nel  periodo estivo.
Infine compravendite di appartamenti da parte di persone a  cifre elevatissime.
A causa di tutte queste mie denuncie sono stato anche picchiato al porto  romano di Ventotene.  Dopo questo, molti lavori sono stati posti sotto sequestro grazie all’intervento dei Carabinieri, ma poi portati comunque a temine non so se in  modo  legale, visto che i sigilli erano ancora esposti, da parte degli operai che  lavoravano in quei cantieri.
Anche la Guardia di Finanza è intervenuta più o meno con gli stessi  risultati  dei loro colleghi Carabinieri.  La Guardia di Finanza è intervenuta anche a casa di mia moglie, facendo il  proprio dovere e per questo li rispetto e li ringrazio.
Ma sorgono a questo punto degli interrogativi?  Mia moglie ha dovuto tramite un tecnico di Torino fare una trafila di  documenti da presentare alla Regione Lazio, Sovrintendenza Beni Culturali  della  Regione Lazio, Comune di Ventotene, ed ancora oggi non ha avuto notizie in  merito.
Hanno dovuto fare tutti la stessa trafila?  Se si, come hanno fatto ad ottenere già tutti i permessi mentre mia moglie  sta  ancora aspettando?
Hanno utilizzato altre procedure? O forse la pratica è stata messa vicino al  permesso a costruire che mia moglie ed altre persone presentarono  regolarmente nel 2001, permesso per cui non ha mai ricevuto alcuna risposta  sia di diniego, sia di approvazione.
In attesa di avere un riscontro in merito porgo distinti saluti.
Sull’Isola ci sono Carabinieri e Guardia di Finanza che hanno posto sigilli  a  molti manufatti, ma non sono mai riuscito a sapere, e penso nessuno lo  sappia,  quanti sigilli ha posto l’Ufficio Tecnico Comunale, ma soprattutto la  Polizia  Municipale?

Antonio Flocco

Fonte: Associazione antimafia “A. Caponnetto”

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Isola in-sicurezza

Una frana si è registrata in località cala Battaglia a Ventotene nella zona sud est dell’isola. Almeno cinquanta i metri cubi di falesia che sono venuti giù, alcune grotte naturali sono state completamente sommerse dal materiale venuto giù. Il crollo, un po’ a causa delle copiose piogge degli ultimi tempi un po’ per il naturale movimento dell’isola, si è registrato qualche giorno fa. Torna così l’incubo delle frane sul l’isola di Ventotene . Per fortuna il crollo è avvenuto in una caletta dove non c’è alcuna spiaggia e quindi non frequentata da bagnanti o turisti.

Fonte: Latina Oggi

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Nuovo crollo a Ventotene

Cala Battaglia

Circa cinquanta metri cubi di falesia sono crollati a Cala Battaglia a Ventotene nella notte tra domenica e lunedì a causa di una frana. I detriti sono andati a coprire delle grotte naturali sottostanti. Un nuovo crollo, quindi, dopo altri già registrati negli scorsi mesi e che accende ancora i riflettori sull’isola verde dove il 20 aprile di un anno fa, per un crollo a Cala Rossano, trovarono la morte due giovanissime romane in gita con la scuola: Sara Panuccio e Francesca Colonnello. Nei giorni scorsi alcune mamme di Ventotene avevano fatto recapitare una lettera ai genitori delle due ragazze scomparse:
“Scrivere del dolore è difficile e descriverlo più ancora, i sentimenti che proviamo sono complicati da far capire. Spiegare a un genitore che ha perso una figlia… dire del vuoto che lascia l’impotenza è complicato dire quanto siamo vicini al suo dolore è banale e che il dispiacere per una tragedia immensa ci ha veramente toccato nel profondo sembra così inutile e scontato. Abbiamo aspettato che il tempo lenisse un poco il grande dolore e che il clamore si placasse per cercare di avvicinarci a voi con delle semplici parole che speriamo possano entrare nel vostro cuore. Noi siamo solo delle “mamme” ma come tali sappiamo l’importanza della parola “perdere”, perdere un figlio la cosa più importante al mondo perdere tutto! La rabbia, il rancore, purtroppo non servono a riportarle nelle vostre case nei loro letti nelle vostre vite ora vuote ma sicuramente loro sarebbero felici di vedervi sereni e forti. Da lassù vi sorridono con amore e vi accompagnano nella vita difficile e dolorosa di tutti i giorni. Non fate strumentalizzare il vostro dolore da gente che senza scrupoli pensa solo ad aizzarvi contro chiunque senza remore, pur di fare spettacolo! Cercate di trovate un poco di serenità e di pace nel loro ricordo, noi ve lo auguriamo con tutto il cuore. Vogliamo dirvi che tutti i Ventotenesi hanno pianto con voi e non vi hanno dimenticato né hanno dimenticato le vostre figlie, sono e siete nel cuore di tutti noi indistintamente. Un grande abbraccio”.
a cui aveva replicato il padre di Sara, Bruno Panuccio:
“Questa lettera ci è giunta dattiloscritta senza alcuna firma a mezzo raccomandata. Il mittente dichiarato sulla busta è Regina Guerini, di Ventotene.
Il fatto che ci sia giunta non tramite posta ordinaria ma a mezzo raccomandata, che non sia un manoscritto e che non vi sia apposta alcuna firma da parte delle cosiddette “mamme”, è stato il primo campanello d’allarme, ma la puzza e il disgusto hanno invaso ancor prima del cervello il mio cuore . In pochi minuti tramite una elementare ricerca ho scoperto che la sig.ra Regina Guerini è un consigliere comunale di maggioranza del comune di Ventotene , basti leggere le delibere del consiglio comunale che sono atti pubblici, molto vicina quindi all’ancora sindaco Assenso indagato per la morte di mia figlia Sara e di Francesca, oltre che per il ferimento dei loro compagni Athena e Riccardo.
Non posso affermare con certezza quanto sia o meno una lettera a carattere privato, a me come agli altri ha dato molto fastidio riceverla e mi ha dato l’impressione invece di una missiva il cui mittente reale e originario sia un’istituzione pubblica. L’asetticità della forma, l’aver chiamato mia moglie Casiana come da documento ufficiale e non Martina come la conoscono tutti, l’aver sbagliato il cognome della mamma di Francesca, l’aver omesso il nome del papà di Athena, l’essersi invece ricordati di inserire i genitori di Riccardo che in quest’anno è pressoché scomparso dal ricordo dei media e della gente in virtù del fatto che perlomeno a livello fisico ne è uscito quasi indenne sono tutti elementi che danno da pensare.
Ho meditato per giorni se valesse la pena dare risposta o ignorare questa lettera, alla fine ho deciso di scrivere perché tutti sappiano ed ognuno tragga le proprie considerazioni.
Tralascio qualsivoglia commento per non essere offensivo e volgare sulla parte emozionale del testo con la sola dichiarazione che sia vergognoso da parte del mittente, chiunque sia, poter giudicare le nostre famiglie animate da rancore, noi chiediamo solo sia accertata la verità anche come cittadini di questo paese, la verità sulle responsabilità della tragedia che taluni cercano di occultare sotto il nome di tragica fatalità.
Trovo vergognoso affermare che il tempo trascorso abbia lenito il nostro dolore e ci veda ora forse più sereni… se proprio vi interessa saperlo per quel che mi riguarda ogni giorno che passa l’assenza di mia figlia Sara non fa altro che acuire maggiormente il nostro dolore e con questo penso di interpretare anche il pensiero dei genitori di Francesca, l’unica differenza è che stiamo sempre più imparando a conviverci ma ciò non è certo di consolazione …
La cosa che più mi ha fatto schifo, questo è il termine appropriato, è il messaggio cardine che mi avete inviato “Non fate strumentalizzare il vostro dolore da gente che senza scrupoli pensa solo ad aizzarvi contro chiunque senza remore pur di fare spettacolo!”.
E’ tutta qua la vostra lettera, è solo questa l’unica preoccupazione per la quale siamo stati raggiunti da queste vergognose 5 raccomandate il cui costo dell’invio sarebbe curioso sapere se forse sia stato iscritto tra le spese postali pubbliche o abbiate organizzato una piccola colletta privata in ufficio o solo uno si sia fatto carico di aprire il portafoglio.
Ci avete praticamente invitato a fare silenzio con i media in prossimità del 20 aprile prossimo, perché forse temete che in relazione al primo anniversario dalla morte delle nostre ragazze molto probabilmente si riaccenderanno i riflettori su questa triste vicenda.
Se in questo momento non avevo alcuna intenzione di esprimere pubblicamente alcun pensiero, e questa a quanto pare è la vostra speranza, con il vostro comportamento avete prodotto l’effetto opposto.
Sia ben chiaro che io sono l’unico a decidere se e quando sarà il momento di metterci una pietra sopra, le vostre pietre le avete già poste sulle nostre figlie chiudendo i loro occhi la loro vita per sempre!
La stagione turistica è alle porte, siete in trepida attesa di vendere il vostro falso amore per la natura e l’ambiente ad altri studenti ignari del fatto che Ventotene è un’isola che oggigiorno non ha nulla da offrire se non un enorme cantiere a cielo aperto omettendo magari come in passato la reale pericolosità dei luoghi che invece di salvaguardare e tutelare per la loro antica bellezza sono stati letteralmente stuprati dal cemento e dall’abusivismo edilizio che è stato a livello morale ed economico il voto di scambio e fonte di ricatto vincolante per il rapporto cittadino–amministrazione.
Trovo vergognoso ed offensivo da parte del mittente insinuare che io sia stato strumentalizzato dai media, fino ad oggi credo di esser riuscito a gestire, seppur a fatica , i rapporti con tv e giornali senza mai lasciarmi andare ad inutili piagnistei, il patto con i giornalisti è sempre stato chiaro: niente spettacolarizzazione del dramma, voi neanche immaginate a quante trasmissioni con audience maggiore ho rifiutato di partecipare per non essere strumentalizzato, chi vuol parlare con me di Sara e Francesca sa bene che l’argomento principale sono i dati emersi ed inoppugnabili, altrimenti non se ne fa niente.
L’ultimo pensiero è per i cittadini e ancor più per le mamme di Ventotene che non si riconoscono nello scritto che ci è stato inviato, credo abbiano offeso anche voi nel coinvolgervi in questa vergognosa lettera, spero troviate la forza di alzare per una volta la vostra voce… e so che ce ne sono, contro chi fa strumento della vostra persona per perpetrare l’ennesima vergogna sulla vostra isola. Lascio ad ognuno le proprie considerazioni e commenti”.

Fonte : H24 Notizie

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Pietre al posto del cuore 15

Intervista a Studio Aperto di Bruno Panuccio sulla lettera anonima ricevuta da Ventotene.

Fonte: Studio Aperto

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Pietre al posto del cuore 14

Giuseppe Assenso

Lettere ai genitori di Sara e Francesca

Le cinque lettere di altrettante mamme di Ventotene indirizzate ai genitori di Sara e Francesca, le due 14enni che il 20 aprile dello scorso anno sono morte a Cala Rossano a causa del cedimento del costone hanno provocato non poche reazioni.
Nella missiva le mamme di Ventotene invitavano i familiari delle due ragazzine a cercare di lenire il proprio dolore nel ricordo delle due adolescenti, esortando a non farsi strumentalizzare da quanti vorrebbero spettacolarizzare la tragedia. Voleva essere una lettere di solidarietà. Ma il papà di Sara in quelle parole ha letto l’intenzione di lasciare nel silenzio la storia di queste due ragazze. Le cinque mamme, però, avevano tutt’altra intenzione. Il sindaco Giuseppe Assenso che ha vissuto questa vicenda con grande dolore si è immediatamente dissociato da qualsiasi iniziativa fosse stata presa nei confronti delle famiglie delle povere vittime. «L’iniziativa di quelle lettere è stata di alcune mamme – ha detto Assenso – il Comune non avrebbe mai dato vita ad un’iniziativa del genere. Evito le spettacolarizzazioni e quando sarà il primo anniversario della tragedia magari me ne andrò da solo in chiesa per dire una preghiera. Come non capire la disperazione dei genitori di quelle due ragazze?».

Fonte: Latina Oggi

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Pietre al posto del cuore 13

Bruno Panuccio

Da Ventotene lettera choc ai genitori di Sara e Francesca

L’iniziativa a pochi giorni dall’anniversario della morte delle due studentesse di Morena
Il padre: «Sono disgustato, pensano alla stagione turistica». Polemiche su internet

«Non fate strumentalizzare il vostro dolore da gente che senza scrupoli pensa solo ad aizzarvi contro chiunque senza remore pur di fare spettacolo!». E’ un passaggio di una lunga lettera che nei giorni scorsi è arrivata ai genitori di Sara Panuccio e Francesca Colonnello, le due ragazze di Morena morte a Ventotene a causa di una frana. A scriverla un gruppo di sedicenti “mamme” dell’isola, capitanate da Regina Guerini, ex consigliere comunale di Ventotene.
Una lettera (arrivata anche ai parenti dei due compagni di classe rimasti feriti) che ha mandato su tutte le furie le famiglie delle vittime che su internet hanno manifestato il loro disgusto per l’iniziativa, per le insinuazioni e per l’interferenza nel loro dolore.
«Sono schifato – dice Bruno Panuccio – Questa raccomandata è arrivata pochi giorni fa, a un anno dalla tragedia e alla vigilia della stagione turistica. Ci hanno praticamente invitato a fare silenzio con i media in prossimità del 20 aprile, perché forse temono che in occasione dell’anniversario dalla morte di Sara e Francesca molto probabilmente si riaccenderanno i riflettori su questa triste vicenda».
Panuccio ha pubblicato lettera e commento sul suo profilo Facebook con il titolo «Ventotene, l’ennesima vergogna». E in poche ore la nota è stata inondata di attestati di solidarietà. Compresi quelli di molti residenti di Ventotene che si sono dissociati dall’iniziativa: «Anche io da ventotenese sono disgustato nel leggere queste parole – scrive Luigi Coraggio – Spero che presto la verità venga fuori». La vicenda ha diviso Ventotene. C’è anche chi non rinuncia ad accusare il padre di Sara Panuccio: «Si sta lasciando strumentalizzare – scrive Domitilla Palumbo – Ogni occasione è buona per far finire sul giornale un articolo che parli negativamente di Ventotene. Ci sono anche lì delle bambine che fra un po’ non avranno neanche un futuro se si va avanti così. Ventotene si basa, o meglio, si basava sul turismo ed ora neanche quello è rimasto».
Regina Guerini, mittente delle raccomandate, al telefono non ha voluto parlare, ma sul sito internet ventotenenews.noblogs.org ha provato a chiarire: «Non ho scritto io personalmente la lettera ma quando questa è stata ideata ero presente e ne ho condiviso in pieno gli intenti – dice definendosi un ex consigliere che non ha nessun incarico all’interno dell’attuale amministrazione se non sporadiche collaborazioni con l’assessorato al turismo e alla cultura – A fronte del silenzio di tutta la nostra comunità è iniziato lo sciacallaggio. E così Ventotene, ricordata per essere la perla del Mediterraneo, è diventata da un giorno all’altro terra di incuria. Questo ci è sembrato ingiusto oltreché non veritiero…».
Una spiegazione che non ha convinto i genitori di Sara e Francesca e dei loro compagni: «Sia ben chiaro che io sono l’unico a decidere se e quando sarà il momento di metterci una pietra sopra – scrive ancora Panuccio – Le vostre pietre le avete già poste sulle nostre figlie chiudendo i loro occhi e la loro vita per sempre!».

Fonte: Il Messaggero

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Pietre al posto del cuore 12

Un pasticcio orribile!

Ventotene. Veleni sul blog

Lettera anonima ai genitori: non lasciatevi aizzare per fare spettacolo. La missiva ha indignato la famiglia di Sara, che non crede alla bontà dei sentimenti di vicinanza espressi dalle autrici anonime della missiva.

Il miglior giudice è chi legge. Per questo pubblichiamo il testo della lettera raccomandata, ma anonima, inviata a Bruno Panuccio, il padre di una delle due ragazzine (Sara Panuccio, l’altra è Francesca Colonnello) rimaste uccise da un masso staccatosi dal costone di tufo piombato su Cala Rossano mentre erano in gita scolastica a Ventotene, il 20 aprile dell’anno scorso. La lettera ha indignato la famiglia di Sara, che non crede alla bontà dei sentimenti di vicinanza espressi dalle autrici anonime della missiva.
Piuttosto «è come se queste sedicenti mamme che ci scrivono ci avessero chiesto il silenzio in occasione del primo anniversario della morte delle nostre figlie» spiega Panuccio, che ha reso pubblica la lettera pubblicandola sul suo blog. La frase incriminata, che si può leggere nel testo, è la seguente: «Non fate strumentalizzare il vostro dolore da gente che senza scrupoli pensa solo ad aizzarvi contro chiunque senza remore, pur di fare spettacolo». Anche i genitori di Athena Raco, la compagna di classe di Sara e Francesca, rimasta gravemente ferita a Ventotene, sono indignati. E ieri Mimmo e Alessandra Raco hanno parlato sul blog. E su facebook è intervenuta anche l’ex consigliere di Ventotene Regina Guerini: il suo nome figura come mittente sulla busta della lettera.
«Non l’ho scritta» ma «ero presente quando è stata ideata» si legge sul sito Ventotene News. «Mi spiace – si legge – che quella che aveva l’intenzione di essere una lettera privata di avvicinamento alle vostre famiglie ed al vostro dolore sia stata da voi percepita nei modi che avete spiegato, me ne rammarico e mi rincresce che vi siate sentiti offesi da questa». (Regina Guerini risponde a Luigi Serenella, il papà del ragazzo ferito, su profilo di Bruno Panuccio su facebook).

Fonte: Il Tempo

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Pietre al posto del cuore 11

Fallito il tentativo di far passare sotto silenzio l’anniversario della morte di Sara e Francesca a Ventotene: ora la polemica è nazionale.

Polemica a un anno dal crollo. L’ex consigliera: «Il caso non c’è»

Cinque lettere arrivate ai familiari ed alla scuola delle due ragazze morte per il crollo a Cala Rossano del 20 aprile 2010 avevano suscitato la rabbia del papà di una delle due ragazze, Bruno Panuccio il quale nel suo blog aperto per ricordare la figlia Sara aveva criticato quelle lettere arrivando ad ipotizzare un tentativo da parte dell’amministrazione dell’isola di voler far calare un velo pietoso sulla tragedia per garantirsi un’estate tranquilla, turisticamente parlando.

Un intento diverso aveva però mosso l’iniziativa, con la quale il Comune di Ventotene niente aveva a che fare. Panuccio si era riferito al fatto che una delle lettere raccomandate arrivate alla sua famiglia aveva come mittente un’ex consigliera di maggioranza di Ventotene, Regina Guerini. E’ stata la stessa Guerini a rispondere spiegando che l’iniziativa di scrivere quelle lettere di condoglianze è stata adottata da cinque mamme, un gruppo di donne dell’isola di cui fanno parte una ex consigliera di maggioranza (lei) ma anche una di minoranza. Quindi nessun intento politico dietro un gesto che voleva portare solidarietà. E il «caso» può dirsi chiuso.

Fonte: Il Tempo

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