Il porto delle nebbie

20130529-190843.jpgIl Comune di Ventotene avrebbe dato in concessione uno specchio per l’ormeggio delle imbarcazioni acqueo in modo illegittimo. Secondo le procedure l’affidamento deve avvenire al massimo al quinto classificato nella graduatoria dei partecipanti alla gara. A quanto pare l’affidamento sarebbe stato fatto addirittura all’ottavo classificato. Da qui è partita l’istanza da parte della IVYC srl che ha inoltrato al comune di Ventotene, alla procura della repubblica di Latina, alla corte dei conti e alla autorità di vigilanza sui contratti pubblici e alla capitaneria di porto. La IVYC è la società che si era aggiudicata la concessione e se lo era visto revocare per inadempienza.
In sostanza aveva versato alle casse comunale meno del cifra concordata. La società aveva giustificato questo ammanco con una serie di motivazioni legate al mancato introito.
«Un comportamento oltre la legalità che speriamo venga sanzionato al più presto dagli enti preposti», hanno dichiarato gli amministratori della società che hanno sottolineato come il Comune «non poteva affidare l’area all’ottavo classificato poiché la procedura per l’espletamento delle gare pubbliche prevede lo scorrimento al massimo fino al quinto classificato.
Il comune, nelle more della sospensiva TAR fissata per il 6 giugno avrebbe potuto emanare un nuovo bando o scorrere la graduatoria fino al 5 classificato».
L’area inoltre «non potrebbe essere affidata a nessuno in quanto dopo la mareggiata dello scorso marzo, ci sono fili scoperti, colonnine divelte e l’impianto antincendio è fuori uso. Il Comune, prima di provvedere all’ eventuale affidamento dell’area, avrebbe dovuto metterlo in sicurezza. Quello che più preoccupa è la gestione allegra della cosa pubblica e la continua infrazione delle più elementari regole di contrattualistica privata.
Non capiamo qual sia la strategia della Amministrazione ma ad oggi il danno per l’isola e per le casse della società diventa sempre più considerevole».
La IVYC srl si è aggiudicata la gara di appalto offrendo una cifra di 131.250 euro per anno e per il 2011 ha versato nelle casse comunali circa 118.000 euro. La restante somma, come hanno spiegato i vertici della società, è stata spesa per opere di ordinaria manutenzione concordata con il Comune.
I problemi nascono a partire da agosto 2012, quando la capitaneria di porto ha elevato 4 verbali alla IVYC srl poiché ormeggiava imbarcazione di lunghezza superiore ai 18 metri, infrangendo il regolamento regionale N.
del 2009 che di fatto equipara il molo di sopraflutto in cemento armato, posto all’interno del porto di Ventotene, ad un normale pontile galleggiante. La IVYC aveva partecipato al bando prevedendo la possibilità di ormeggiare imbarcazioni di 24 metri di lunghezza e non 18, quindi la possibilità di guadagno si è ristretta in maniera considerevole.

Fonte: Latina Oggi

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Ciao Franca

È morta Franca Rame, un’altro pezzo importante della nostra Storia, una donna che fino alla fine non ha mai smesso di denunciare l’ingiustizia. Ciao Franca…

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Mini blitz politico a Ventotene

Il vicepresidente della Commissione europea responsabile per l’Industria e l’Imprenditoria, Antonio Tajani, ha incontrato a Ventotene piu’ di cinquecento giovani con i quali si e’ discusso delle origini dell’Europa unita edelle sfide che l’attendono. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio all’evento, nel quale ha sottolineato come “la crisi che la costruzione europeasta attraversando ha messo a nudo la necessita’ di promuovere politiche coordinate per la crescita e di procedere versol’unione politica”.
L’iniziativa rientra nella serie diappuntamenti “Dialoghi con i cittadini”, promossi dalla Commissione europea in occasione dell’Anno europeo deicittadini in un ampio progetto che coinvolge tutti i 27 Stati dell’Ue. Al centro dell’evento a Ventotene, una serie di domande sull’Ue e il futuro che l’attende, dalla crisi alprogetto di Europa federale, dall’adesione di nuovi Stati fino alle grandi sfide dell’ambiente, della demografia e dei dirittiumani in un mondo sempre piu’ globale. Incontri analoghi si sono tenuti negli ultimi mesi a Napoli, dove e’ intervenuto il commissario europeo Laszlo Andor sull’occupazione, a Torino con la commissaria Cecilia Malmstrom sulla sicurezza, a Roma con Tajani su imprenditorialita’ e industria, a Pisa con ilcommissario Janez Potocnik sullo sviluppo sostenibile, perconcludere a Milano il prossimo 7 giugno con la partecipazione della commissaria all’azione per il clima, Connie Hedegaard.

Fonte: Il Faro, Agorà, Provincia Latina TV, ANSA

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Ciao Andrea

È morto un uomo giusto, uno degli ultimi. Ciao Don

<img src="http://ventotenenews.noblogs.org/files/2013/05/20130522-185040.jpg" alt="20130522-185040.jpg" class="aligncenter size-full"

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Ingerisce farmaci per errore: soccorso aereo per un bambino di Ventotene

20130520-175125.jpgÈ ricoverato all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina dopo aver assunto inavvertitamente dei medicinali appartenenti a un parente in visita per il pranzo domenicale.
E’ quanto accaduto a un bambino di nove anni di Ventotene. Immediati i sintomi di malessere da parte del piccolo che da subito ha accusato un dolore generalizzato, in particolare al collo. Impauriti, intorno alle 14.30, i genitori hanno deciso per il trasporto d’urgenza al Poliambulatorio isolano dove il bambino è arrivato cosciente come del resto è rimasto per tutto il corso del pomeriggio. Qui è stato preso in cura dai medici in servizio che gli hanno inizialmente diagnosticato una contrattura muscolare generalizzata.
Non fidandosi delle limitate attrezzature della struttura, però, successivamente hanno deciso di allertare un elicottero del 118 che alle 16.45 lo ha caricato insieme alla madre e trasportato al nosocomio del capoluogo dove è stato messo in osservazione e posto sotto trattamento. Secondo quanto si apprende le sue condizioni non destano preoccupazione e già nella giornata di oggi potrebbe essere dimesso. In serata anche una volante è giunta dalla Questura di Latina per ascoltare la madre sulla dinamica dei fatti e ricostruire quanto accaduto nel pomeriggio.
A quanto pare sarebbe pertanto confermata la tesi secondo cui il bimbo avrebbe preso senza volere i farmaci che non gli appartenevano anche se ulteriori indagini sono comunque in corso. Molta apprensione a Ventotene, Il padre del bambino infatti è un dipendente comunale, dove la notizia ha fatto immediatamente il giro dell’isola con anche il sindaco Giuseppe Assenso che si è interessato personalmente della situazione e delle condizioni del piccolo.

Fonte: Latina Oggi, H24 Notizie

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Dispetti al porto

20130516-222647.jpgIl sostituto procuratore Giuseppe Miliano ha firmato l’istanza di dissequestro del box della società “Isola di Ventotene Yachting club” sequestrato nella seconda metà di aprile dagli agenti della guardia di finanza di Ventotene unitamente ai vigili della polizia municipale. Il box in questione aveva sostituito l’analoga struttura andata distrutta in occasione della mareggiata del 5 marzo scorso ed era costruito dalla società concessionaria dello specchio acqueo all’interno del porto nuovo dell’isola.
I suoi legali hanno dimostrato che il box poteva essere ricostruito in base al regolamento regionale 15/2009 in quanto la società titolare dei pontili era in possesso di un regolare contratto e un titolo concessorio. Le forze dell’ordine che avevano posto sotto sequestro il box contestavano l’occupazione abusiva dell’area che ad oggi si è rivelata inesatta.
L’amministratore Jacopo Coraggio si dice soddisfatto del l’esito del riesame: “Il tema della nautica e delle concessioni e’ molto delicato e fino ad oggi e’ stato affrontato distrattamente dalla amministrazione comunale. E’ paradossale che il box sia stato sequestrato – gia’ nel 2011 c’era stato un sequestro per motivazioni similari – poiche’ solitamente viene commisurata una sanzione amministrativa. Qualcuno dovrà farsi carico degli errori macroscopici che la nostra società sta’ subendo dal 2011”

Fonte: H24 Notizie

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Ventotene off limits per manifesta incapacità politica

20130516-130946.jpgVia le barche dalle calette dell’isola di Ventotene. La diffida nell’ambito di una operazione della Capitaneria di Porto, carabinieri e finanza, è stata inoltrata ai noleggiatori dell’isola, a due circoli velici e alle scuole sub che hanno imbarcazioni ormeggiate su specchi acquei e arenili privi di autorizzazioni o concessioni. Gli operatori lamentano il blocco di un settore trainante per l’economia dell’isola e chiedono un intervento delle istituzioni. L’associazione commercianti si rivolge direttamente al presidente della Regione, Nicola Zingaretti invitato a recarsi al più presto sull’isola: “Ad oggi – si legge in una nota dell’Ascom – con l’entrata in vigore del nuovo Piano di Assetto Idrogeologico regionale, l’isola ha il 90% della costa interdetto alla balneazione e la piccola nautica da diporto e il servizio di noleggio imbarcazioni, rappresentano l’unica possibilità di accesso e fruibilità delle acque isolane da parte di turisti e residenti. Le scuole di vela isolane – aggiunge l’Ascom – rappresentano un fiore all’occhiello per centinaia di giovani appassionati al mondo della vela, che proprio sull’isola, imparano le prime tecniche. Le scuole di subacquea a partire dagli anni ’70 hanno incrementato notevolmente il turismo dell’isola e ancora oggi rappresentano un segmento vitale importante per Ventotene”. Da qui la richiesta a Zingaretti di “istituire un tavolo tecnico per affrontare il problema e legalizzare tutti gli operatori che da anni sono oggetto di continue diffide da parte degli enti controllori”.

Fonte: La Provincia, Il Messaggero, Il Tempo, Corriere della Sera

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Tragedia di Cala Rossano: il sindaco rifiuta le responsabilità

Il sindaco Giuseppe Assenso

Il sindaco Giuseppe Assenso

Tragedia di Ventotene, nuova udienza del processo per la morte di Sara Panuccio e Francesca Colonnello, le due studentesse romane, decedute il 20 aprile 2010 a Cala Rossano a causa di una frana mentre erano in gita scolastica. Sono accusati di omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime: l’attuale sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, il geometra Pasquale Romano e del Genio Civile di Latina Luciano Pizzuti e l’ex sindaco Vito Biondo. Tre i testi della parte civile ascoltati nell’udienza di lunedì 13 maggio. Per primo a comparire sul banco dei testimoni davanti al giudice Carla Menichetti nell’aula del Tribunale di Gaeta, è stato il Comandante della Polizia Municipale di Ventotene. Dal suo racconto, tra i tanti non ricordo, è emerso che dal 2004, anno in cui a poche decine di metri dal luogo del crollo del 2010,sempre a Cala Rossano, si verificò una frana, l’area non fu più transennata perchè furono effettuati lavori di messa in sicurezza, terminati nell’ottobre 2004 e che ottennero il collaudo favorevole da parte il genio civile di Latina. Sono stati poi ascoltati i dirigenti della regione lazio. Filiberto Zaratti, assessore all’ambiente dal 2006 al 2010, che ha dichiarato di non aver mai ricevuto segnalazioni di pericolo frane dal comune di Ventotene. L’altro testimone, Raniero De Filippis, Direttore del Dipartimento Territorio della Regione Lazio, ha confermato che nella Conferenza Programmatica per la redazione del Pai, Piano di Assetto Idrogeologico, avvenuta nel 2009, il Comune di Ventotene non fece alcuna segnalazione di pericolo frane. Secondo la difesa, la conferenza sul Pai del 2009, non era la sede giusta per fare segnalazioni. Abbiamo raccolto le dichiarazioni del sindaco Giuseppe Assenso e dell’avvocato Luca Scipione. Abbiamo raccolto ai nostri microfoni anche l’appello del padre di Sara, Bruno Panuccio. Ascoltiamo

Fonte: Golfo TV

 

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Più frane, più soldi!

0001Per una richiesta di finanziamenti da parte del Comune:
Il Consorzio INVENIO ha redatto relazione nel 2007 “Sullo Stato delle coste nel Comune di Ventotene” attenendosi al Foglio della carta geologica d’Italia 171(GAETA).
Cala Rossano era segnata come zona crollo
Ventotene figurava nella carta di Gaeta e non Latina.
Chi ha redatto quella carta? Chi sono i tecnici che hanno sottoscritto quella carta?

A Ventotene il 6 gennaio 2005 inizia la crisi politico-amministrativa dopo le dimissioni presentate dal vicesindaco ed assessore all’Urbanistica, Silvestro Verde e dagli assessori ai Lavori Pubblici ed alle AA.PP., Antonio Impagliazzo ed alla Sanità e Servizi Sociali, Giuseppe Assenso. Cosi il 10 gennaio 2005 cade la giunta di Ventotene, si scioglie il consiglio comunale a poche settimane dalla scadenza naturale. Il sindaco Vito Biondo da le dimissioni. Dal 11 gennaio 2005, fino al giorno delle prossime elezioni, l’isola sarà amministrata dal dottor Domenico Talani, viceprefetto aggiunto, dirigente dell’Ufficio Protezione Civile della Prefettura di Latina.
Cosi il 05/04/2005 Giuseppe Assenso viene nominato sindaco di Ventotene. Si passa subito ai lavori e il Consiglio comunale dei primi di luglio 2005 è particolarmente produttivo, infatti oltre ad approvare il rendiconto finanziario ed a nominare i nuovi rappresentanti in seno alla Comunità di Arcipelago, il vicesindaco ed assessore ai Lavori Pubblici, Antonio Impagliazzo, ha relazionato su una vera e propria pioggia di euro concessi dal Ministero dell’Ambiente all’amministrazione isolana presieduta dal dottor Giuseppe Assenso. In merito all Comunità di Arcipelago delle isole Ponziane i due sindaci isolani, Giuseppe Assenso e Pompeo Porzio si incontreranno per concordare la nomina del nuovo presidente che raccoglierà l’eredità di Franco Schiano. Sempre ieri, il Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente, Aldo Cosentino, ha comunicato la concessione di una serie di finanziamenti attinenti progetti relativi alla Riserva Naturale delle isole di Ventotene e S. Stefano. A proposito di Franco Schiano vi ricordate chi è?

Frane e appalti. Le intercettazioni che accusano Schiano, andate a leggere Telefree martedì 20 settembre 2011Ad oggi, sono ormai 8 anni c’è ancora Assenso per cui le frane al Comune sono state alquanto bloccate, se non ci sarà un terremoto.

Passiamo alle frane naturali:

Nel 2004 prima frana nella zona di Cala Rossano a 50 metri da quella dove furono sepolte Sara e Francesca. Estate del 2004, quella zona di spiaggia viene recintata e interdetta all’accesso (c’è anche la foto pubblicata in un volume del 2005 di Folco Quilici e Luca Tamagnini su Ventotene Photoatlante Editore).

Sabato 08 luglio 2006 Telefree- Maltempo“frane, asfalto sollevato e strade danneggiate. A Cala battaglia un muro di contenimento di oltre quattro metri a causa della pioggia incessante è crollato sulla parete di una casa. Un grosso masso si è staccato da una parete ed è caduto sul distributore di benzina che si trova al porto nuovo. Già nel pomeriggio è iniziata la conta dei danni. Sono talmente ingenti che il sindaco di Ventotene, Giuseppe Assenso, chiederà oggi stesso lo stato di calamità naturale.”

mercoledì 23 maggio 2007 Telefree – Abuso edile …e si “chiude” il porto di Ventotene
“abuso… ma gia’ condonato. Ventotene e’ piena di abusi edili. Ed e’ proprio uno di questi abusi che costruito male e con delle pendenze per la raccolta delle acque piovane fatte male che fa crollare sull’unica strada di accesso al porto commerciale di Ventotene una grande massa di fango e pietre facendola chiudere per circa un mese.Da una parte non posso condannare l’amministrazione che si e’ dovuta parare le spalle chiudendo l’accesso fino a quando il Genio Civile non la riaprira’ ma dall’altra e’ stata complice di questo abuso prima fermato e poi autorizzato. Adesso e’ stato abbattuto ma chissa’ quale promessa e’ stata estorta al Sindaco di Ventotene. Pensate che questo signore si era costruito un terrazzo a 10 metri in linea d’aria sul Porto Romano, uno dei pochi porti romani ancora funzionanti.
Se non ci fosse stata questa frana nessuno avrebbe visto nulla e nessuno avrebbe parlato; neanche chi dovrebbe sorvegliare e vigilare.

Sabato 10 gennaio 2009 Telefree Crolla costone roccioso a Cala Nave
“Il cemento la vera causa dei danni sull’isola”

Mercoledì 18 febbraio 2009 Telefree Ventotene sta morendo
“Crolla un costone roccioso in via Parata Grande. Si paga ancora la cementificazione selvaggia. Il sindaco Assenso dà la colpa alla pioggia, e chiede nuovi finanziamenti urgenti allo Stato

lunedì 02 marzo 2009 Telefree
Ventotene: dopo i danni adesso la beffa
“Dopo i recenti crolli la situazione si fa drammatica. E impera l’abusivismo Ventotene è in ginocchio. Dopo i recenti e molteplici crolli nella zona del Porto Nuovo, a Cala Nave, a Parata Grande e ai Granili, il territorio dell’isola va assottigliandosi sempre più.
Ventotene, bilancio ambientale disastroso per l’Area Marina Protetta e Riserva Naturale dello Stato di Ventotene e S. Stefano. Istituita circa 10 anni fa. In più di un decennio infatti la riserva non ha mai avuto personale dedicato, a parte 5 direttori diversi che si sono avvicendati.E non si è trattato di mancanza di fondi, visti gli oltre 4 milioni di euro che il Ministero dell’Ambiente ha concesso al parco. Soldi spesi, beninteso, ma per fare cosa?

20-04-2010 Cala Rossano Sono uccise Sara e Francesca
La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, per quanto accaduto oggi sull’isola di Ventotene, ha dichiarato lo stato di calamità naturale.

17 agosto 2011 nella zona Fontanelle, vicino Cala Battaglia, si registra un altra frana, senza conseguenze per le persone.

17 ottobre 2011 La Repubblica di Roma
Ventotene, tre piccoli crolli nella grotta dei Passeri, presto gare e interventi
La Polverini dichiara lo stato di calamità naturale.

Conclusioni : frane + Stato di calamità = soldi
Poco meno di dieci anni sono arrivati ben oltre 20 milioni di euro di stanziamenti.
Dove confluiscono?
Sono i gestori del momento a saperlo.

Fonte: Telefree

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Tragedia di Ventotene: non so, non ricordo

Franco Buono, il comandante dei vigili di Ventotene

Franco Buono, il comandante dei vigili di Ventotene

“Lei è il responsabile della Polizia Municipale di Ventotene… E si vede”. Non ha usato mezzi termini il pm Nunzia D’Elia nei confronti del comandante Francesco Saverio Buono chiamato ieri sul banco dei testimoni, presso il Tribunale di Gaeta, nell’ambito del processo per la morte avvenuta a Ventotene nell’aprile del 2010 delle due giovanissime di Morena, Sara Panuccio e Francesca Colonello. E che vede imputati per omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime l’ex sindaco Vito Biondo, l’attuale primo cittadino Giuseppe Assenso, il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune Pasquale Romano e dell’ex Genio Civile di Latina Luciano Pizzuti. A causare la stizzita reazione del pm, la lunga serie di non ricordo e non so del comandante, anche di fronte a un documento del 2001 a sua firma che segnalava pericolo di crolli nell’area di Cala Rossano, luogo della tragedia. “Mai segnalato”, “Non ricordo crolli”, “Mai fatto ispezioni, mi occupo di viabilità”, le risposte del comandante fino alla dura reazione del pm che, infine, ha ammonito l’ufficiale: “Lei rappresenta un ufficio pubblico, faccia uno sforzo altrimenti non fa un servizio a nessuno, nemmeno al Sindaco”. E dopo lo scambio di battute, infine, il comandante qualcosa ha ricordato: come nel 2001 a Cala Rossano, agli estremi sud e nord della spiaggia, effettivamente c’erano segnalazioni e transenne per possibili crolli. E anche come le nell’aprile 2009 il problema riguardasse soltanto la strada ma non nella parte sopra la zona del crollo.

Quindi è stato il turno, citato anche lui dalle parti civili, dell’oggi onorevole Filiberto Zaratti, all’epoca assessore della Regione Lazio in materia di ambiente. In realtà una deposizione breve e poco significativa considerato il ruolo politico e non fattuale che ricopriva. Che non ha aggiunto molto di quanto già non fosse a conoscenza del Tribunale. Unica nota sulle segnalazioni di possibili dissesti idrogeologici: “Normalmente – ha spiegato – non arrivavano al mio ufficio”.

Più interessante, invece, la testimonianza resa da Raniero De Filippis, fino al 2008 direttore del dipartimento Territorio della Regione. Il suo intervento si è infatti andato ad inserire sulla scia di quelli, ascoltati nell’udienza di aprile, del dirigente regionale dell’ex Genio Civile di Latina Filippo Milazzo e di quello dell’attuale segretario generale dell’Autorità di Bacino Bruno Placidi. Un continuo riferimento, quasi pedissequo, alla legge regionale 39 del 1996 da cui è emerso, ancora una volta, il quasi totale scollamento tra gli organismi regionali e quelli locali in tema di dissesto del territorio.

E proprio un passaggio ha evidenziato questo dato ovvero quando le difese, con l’obiettivo di ridurre le responsabilità dei propri assistiti, hanno chiesto conto delle competenze della conferenza programmatica del 2005. Se questa potesse ricevere segnalazioni di dissesto da parte degli enti, o di chi per loro, e se successivamente fosse obbligata a segnalarli agli organi destinati a intervenire. In proposito il dirigente regionale ha risposto affermativamente alla prima domanda, affidando la segnalazione ad altri enti al “buon senso” di chi la riceveva, in quel caso il suo. Al che le difese hanno citato proprio la legge regionale 39/96 in cui invece viene enunciato chiaramente l’obbligo della segnalazione di cui, nel caso specifico del dirigente e di Ventotene, non vi sarebbe traccia.

Il giudice, infine, ha rinviato al prossimo 15 luglio per ascoltare altri sei testimoni delle parti civili. A quella data, in attesa delle decisioni della Corte Costituzionale sulla soppressione o meno delle sedi distaccate dei Tribunali, risulterà anche chiaro se il processo potrà proseguire a Gaeta o ricominciare a Cassino. Con un nuovo giudice. E il rischio della prescrizione.

Guarda il Servizio del TG3 andato in onda il 15/05/2013 alle ore 14.00, dal minuto 8.43

Fonte: Latina Oggi, H24Notizie, Latina 24 Ore, Il Messaggero

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