Le considerazioni di Bruno Panuccio in merito alla sua visita a Ventotene di due giorni fa, nei luoghi dove Sara e Francesca hanno perso la vita sotto una frana che poteva e doveva essere prevista.
“Premesso che ho sempre fatto dei distinguo sui Ventotenesi e mai li ho considerati un corpo e una mente unica , c’è una cosa cui tengo dire in merito alle poche ore passate mercoledì scorso sull’isola :
non ho potuto fare a meno di apprezzare il cambio di atteggiamento degli isolani incrociati, sia nei miei riguardi che in quelli della troupe che era con me , in confronto a quando vi andai 4 anni fa con il TG 3 .
Allora già dall’imbarco a Formia , molti mi si pararono davanti con sguardi di sfida , cercando di provocarmi in attesa di una qualche reazione o pensando erroneamente di intimorirmi , qualcuno si permise addirittura di minacciare la troupe invitandoci ad essere ” morbidi ” per il bene comune .
Questa volta invece l’aria è stata molto più serena , tutti coloro che ho incrociato mi hanno trattato con il massimo rispetto , sia con il saluto verbale che gestuale , ed anche con la troupe sono stati gentili sempre .
Una gentile signora mi ha addirittura aperto la porta della sua casa e mi ha invitato a sedermi ed a bere una cosa : un incontro di pochi minuti nei quali ha detto molto più con gli occhi che con la parola .
Uno dei testimoni dichiarati vergognosi dal giudice , nero su bianco ,ha pensato bene di girare alla larga , quando mi ha incrociato , per ben due volte , gli altri suoi pari , forse si sono chiusi in casa per la vergogna o erano altrove , a debita distanza .
Pensavo , e questo è un mio errore , che dopo la sentenza di condanna per il loro sindaco e gli altri , il clima sarebbe stato ostile nei miei confronti ed in quello dei media che tanta importanza hanno avuto anche nel seguire il processo in questi anni .
Forse , per quella parte che mi avversava , magari influenzata da chi di dovere , è giunto il momento di comprendere che io mai sono stato nemico loro , io ho solo seguito il percorso che dovevo percorrere . Di certo non sono io il responsabile se ora hanno un sindaco in carica condannato per omicidio , lo hanno scelto loro e forse oggi molti se ne pentono per le conseguenze fatali causate a Sara e Francesca , e per quelle certamente minori che li riguardano .
Per me è stata una giornata positiva molto più di quanto mi aspettassi .
Tanto dovevo , per chiarezza”.
Fonte: Facebook



Ieri, lunedì 5 maggio alle 16 a Ventotene i militari della locale Stazione hanno tratto in arresto per il reato di furto aggravato continuato Taliercio Raffaele, 32enne pregiudicato di origini brasiliane, domiciliato a Ventotene.
A Ventotene dopo 73 anni, a testimoniare l’assoluta validità del Manifesto per l’Europa federale scritto nel ’41 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi. È questa una delle tappe elettorali organizzate dalla lista Tsipras che si batte per un’altra Europa, l’Europa dei cittadini. Non poteva mancare, naturalmente, Barbara Spinelli, figlia di Altiero, oggi sepolto proprio nell’isola che lanciò la sfida di una federazione di stati, cosa purtroppo rimasta lettera morta. Traghetto di linea a spese di ciascuno, sobria cerimonia innanzi alla lapide che, non lontano dai ‘Cameronì, grigie costruzioni dove dormivano ospitati i confinati politici, la kermesse della lista Tsipras è stata improntata alla sobrietà- In un breve comizio in piazza Castello, di fronte al Municipio, i candidati alle europee si sono alternati nella lettura del Manifesto di Ventotene sottolineando in particolare i passi relativi all’Europa che ancora non c’è. Barbara Spinelli non era l’unica figlia di un confinato a Ventotene. Uno dei candidati alle europee della lista Tsipras è infatti Ivano Marescotti, noto attore, in particolare di fiction il cui padre, Amleto, bracciante romagnolo, detto ‘Venerinò, passò sei anni tra Ventotene e Lipari soltanto perchè si dichiarava pubblicamente comunista sotto il regime. E quando arrivò il pacco del duce con dei doni alimentari lo respinse al mittente con un biglietto: «non abbiamo bisogno di carità, ma di lavoro». E per quel biglietto gli fu inflitto un altro anno di confino.
Meglio tardi che mai. Trascorsi tra i tre e i due anni dalla scoperta di abusi edilizi piccoli e grandi a Ventotene, il Comune solo ora è andato a controllare se i proprietari dei manufatti illegali avessero demolito le opere fuori legge. Visto che le ingiunzioni di abbattimento sono rimaste lettera morta, da Palazzo hanno così avviato l’iter per acquisire quei beni al patrimonio comunale. C’è voluto un po’ di tempo, ma forse ora un minimo di ordine nella seconda isola dell’arcipelago delle Ponziane verrà ristabilito.
Un marinaio ferito e due ore di ritardo per turisti e isolani diretti questa mattina, domenica di Pasqua, da Formia a Ventotene. Alla partenza del traghetto Tetide delle 9.15, infatti, con una cinquantina di persone all’imbarco, il personale di bordo ha dovuto fare i conti con un problema meccanico al portellone posteriore del natante che, di fatto, non riusciva a chiudersi.
Sotto Pasqua si stanno avendo dei notevoli disagi per imbarchi per Ventotene e Ponza , perché le biglietterie nuove non hanno i computer oscurati dalla stessa Laziomar e fanno i biglietti a mano, siamo nel 2014!! Tutto a discapito di quel turismo tanto decandato sia dal sindaco di Ventotene che di Ponza
Da ieri mattina i terminali di tre storiche biglietterie marittime di Formia, Ponza e Ventotene sono disattivati. All’apertura delle proprie attività, sul territorio da decenni, i circa dieci dipendenti delle monomandatarie Agenzia Marittima cap. F. Iannaccone, Ditta Allocchio Vittorina e Regine sas, che fino a ieri emettevano biglietti da e per le isole, hanno scoperto di non poter svolgere il proprio lavoro, a sentire loro, “senza alcuna comunicazione preventiva”. Dalla Capitaneria di Porto non sono state rilasciate dichiarazioni ma sembrerebbe che una nota, almeno presso quegli uffici, sia arrivata già ieri.