Laziomar affonda, ma per il sindaco di Ventotene va bene così

20121204-125205.jpgE’ una battaglia che va avanti da tempo «e che sto conducendo da solo, senza il sostegno del sindaco di Ventotene». Piero Vigorelli, primo cittadino di Ponza, ha lanciato ormai una vera e propria «guerra» sul trasporto «con la Laziomar che ci penalizza, avendo ridotto le corse, fino a qualche tempo fa con la scusa che la Regione non pagava, adesso senza una spiegazione».
La vertenza, oltre che sui disagi, è adesso sulla tassa di sbarco. Si tratta di 1 euro e 50 centesimi dovuti da chiunque, residenti esclusi, sbarca sull’isola. E’ una somma con la quale «restituiremo alla fruizione i beni archeologici dell’isola» ma sulla quale «la signora Maria Terenzi di Laziomar ha dato i numeri e il Comune di Ponza non vuole essere preso in giro».
Parole pesanti, quelle di Vigorelli, il quale si basa sui dati forniti dalla presidente della società di navigazione. «Abbiamo il ragionevole dubbio che Laziomar abbia dato i numeri sulla tassa di sbarco e abbiamo l’assoluta certezza che abbia versato l’ammontare dell’imposta al Comune di Ponza con un colpevole ritardo – dice il sindaco – Quanto ai numeri, abbiamo richiesto a Laziomar l’elenco nominativo dei passeggeri trasportati. Per il ritardato pagamento, abbiamo comminato la maggiorazione del 30%».
La società il 23 ottobre ha comunicato «di aver trasportato 46.894 passeggeri da luglio a settembre» di questi «ben 21.727 erano soggetti esenti dalla tassa in quanto residenti».
Il Comune ha chiesto una verifica. «I residenti di Ponza sono 3.360 e sicuramente nei tre mesi estivi lavorano senza sosta, mi chiedo come sia possibile che in quei mesi l’intera popolazione si sia trasferita in continente per ben 6 volte, in pratica 240 cittadini ogni giorno. La logica risponde di no, la signora Maria Terenzi dice di sì». In una lettera del 3 dicembre, infatti, dichiara che i dati sono corretti. Vigorelli, invece, è pronto a spedire tutto alle autorità competenti. «Siamo stufi dei disservizi, l’unica speranza è che al più presto questa dirigenza fallimentare lasci il posto a una società finalmente privata».

Fonte: Il Messaggero

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