Il WWF a Ventotene ribadisce il no al tunnel

Si tengono a Ventotene gli stati generali del Wwf Lazio: dopo le polemiche sulla realizzazione del tunnel nel cuore dell’isola, gli ambientalisti si riuniscono in assemblea per fare il punto su biodiversità e conservazione. Ospiti del contestato sindaco Geppino Assenso, ma senza concedere nulla ai progetti eco-insostenibili proposti dall’amministrazione isolana.

ECOMOSTRO – Ventotene ospita sino a sabato primo ottobre i vertici dell’associazione che compie i cinquant’anni di attività all’insegna della difesa dell’ecosistema. E la scelta dell’isola dell’arcipelago ponziano non è casuale: proprio qui si sta consumando una strenua battaglia tra l’amministrazione che ha messo a bando una enorme infrastruttura – una galleria di 250 metri nel tufo per bypassare il porto – e quanti ritengono di dover riportare in auge l’antico progetto dell’isola «a impatto zero». Rimasto di fatto un semplice slogan.

TUNNEL, SEMPRE CONTRO – Dice il presidente del Wwf Lazio Vanessa Ranieri: «Rimaniamo assolutamente contrari alla realizzazione del tunnel. A quest’opera diremo sempre di no, ed il sindaco lo sa bene. Come sa anche che, ormai, la nostra organizzazione, non è più percepita nel segno dell’integralismo ambientale, anzi è una guida per la tutela e la programmazione». Ospiti sull’isola, ma niente tregua su speculazioni, abusivismo, sfregi alla natura. «Su certe posizioni rimarremo sempre divergenti – prosegue il presidente – ma il confronto non può mancare, soprattutto per consentire di mettere in campo politiche di tutela ambientale a lungo termine».

TUTELA E LEGALITA’ – Il vertice ambientalista si celebra in un momento in cui, nelle isole dell’arcipelago ponziano fanno i conti con la cattiva gestione che si traduce negli arresti di una giunta, nell’abusivismo incontrollato, in un numero sempre crescente di bracconieri e piromani (come nel caso degli ultimi incendi al Circeo). «Si tratta di dinamiche complesse riferite ad eventi diversi – dice ancora Vanessa Ranieri – ma che hanno un denominatore comune con il sistema che si è innescato in tutto il Lazio, quello di una gestione territoriale che non tiene conto del valore dell’ambiente. Per noi esiste un punto fisso: la legalità. Tutto ciò che è al di fuori della legalità non può essere accettato».

HABITAT DA SALVARE – «Le piccole isole – ha detto Fabrizio Bulgarini, responsabile conservazione Wwf Italia Onlus – difficilmente possono ospitare grandi opere infrastrutturali; d’altra parte le modeste superfici disponibili espongono gli habitat e le specie a rischi più gravi che sulla terraferma. A rendere più preoccupante la situazione va aggiunta la tendenza a sostituire la gran parte delle attività economiche tradizionali con modelli di sfruttamento intensivo del turismo di massa».

Fonte: Corriere della Sera, Latina Oggi, La Provincia, Uno Notizie, Radio Luna, Latina Oggi

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