Quando lo Stato è latitante

Non riusciamo a comprendere le ragioni di quella sorta di impunità che registriamo nella situazione esistente nell’isola di Ventotene. Si sta veramente superando il limite della sopportazione.
Malgrado denunce, segnalazioni, procedimenti giudiziari, incidenti mortali e quant’altro, non si riesce ad abbattere un muro di impunità che, anzi, sembra sempre più consolidarsi.

Delle due una:
1) o l’apparato dello Stato sul territorio è inerte ed inadeguato ed allora va rimosso e sostituito;
2) o c’è un “ qualcosa” che blocca qualsiasi iniziativa tesa a ripristinare la legalità sul territorio.

Non abbiamo elementi per accusare tizio o caio in maniera specifica e documentata, ma è lapalissiano che qualcosa non funziona. Un territorio, qual è quello di Ventotene, altamente protetto e particolarmente delicato, viene continuamente devastato senza che nessuno – e, ripetiamo, nessuno – intervenga per bloccare definitivamente un’opera costante di saccheggio.
Non sono bastate le morti annunciate di due povere ragazze romane in visita sull’isola a svegliare l’attenzione di chi deve tutelare il rispetto delle leggi su una situazione che giorno dopo giorno diventa sempre più intollerabile.
Dov’è lo Stato???
Quasi quotidianamente arrivano sull’isola quintali di materiale edile.
Da chi viene utilizzato?
Per quali lavori?
Di semplici ristrutturazioni o, come spesso si rileva, per nuove costruzioni?
Attualmente sono in corso lavori di trivellazione in zona Pascone ed altri lavori a Calabattaglia, zona protetta.
Vogliamo far sprofondare l’isola?
Che stanno a fare Carabinieri e Guardia di Finanza???

Fonte: Associazione Antimafia “A. Caponnetto”

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