Ventotene: il pesce puzza dalla testa

Ventotene, una volta nota per la sua natura e il suo mare meravigliosi, è oggi sinonimo solo di abusivismo. Sull’isola, un fazzoletto di terra grande appena 1,2 Kmq, che dal 1997 è riserva naturale marina e terrestre, ci sono 1.190 case non in regola, due su tre, per una popolazione di meno di 600 anime. I soli carabinieri locali negli ultimi anni hanno posto i sigilli ad oltre cento manufatti abusivi, ma mai nessuno di essi è stato abbattuto o sanato, ed al Comune giacciono 110 domande di sanatoria in attesa del prossimo condono. Oramai le operazioni di sequestro sono diventate una tale routine da non far più notizia. Forse proprio per questo sono passati sotto silenzio i sigilli apposti venerdì scorso al cantiere per la costruzione della nuova Stazione Marittima che dovrebbe sorgere sul Porto Nuovo, per ospitare, tra l’altro, la nuova caserma della Guardia Costiera. Pare che non ci siano tutti i permessi, ma nonostante ciò il Comune, ovvero l’ente appaltante, ha imposto ugualmente alla ditta costrittrice l’inizio dei lavori ora sospesi. “O pesce fète d’ ‘a capa” si dice da queste parti…

Fonte: Parvapolis

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Quando anche il Comune è abusivista: sequestrata la stazione marittima di Ventotene

Il cantiere sequestrato

Un’opera comunale… abusiva. Personale ispettivo della Capitaneria di Porto di Gaeta ha infatti sequestrato il cantiere della nuova stazione marittima di Ventotene. Il motivo? La struttura, benché progettata e realizzata dal Comune per uso pubblico, era di fatto abusiva perché sprovvista del legittimo titolo di occupazione demaniale marittima, necessario vista l’insistenza del manufatto entro il perimetro dell’area portuale. Tutto è nato da uno sbarco. Come noto, la Guardia Costiera non dispone al momento di un presidio fisso sull’isola e così i servizi di ispezione, monitoraggio e controllo, attività ordinarie di polizia giudiziaria, sono giocoforza affidati a sopralluoghi saltuari. In uno di questi, venerdì mattina gli uomini del Comandante Francesco Tomas hanno passato al setaccio l’intera area del porto entro la quale ricade il cantiere aperto per la realizzazione della nuova stazione marittima. Della struttura sono state già realizzate le fondamenta e l’obiettivo era quello di chiudere i lavori prima dell’estate quando il flusso dei turisti «chiama » una più efficiente organizzazione dei servizi marittimi e di ricezione. Esaminata la documentazione in possesso del Comune, gli ispettori della Capitaneria hanno obiettato l’assenza nella pratica di un passaggio essenziale, dal momento che mancava all’appello il titolo concessorio per l’occupazione di suolo demaniale marittimo. Il Comune ha prodotto un’istruttoria finalizzata al rilascio ma non il titolo di legittima occupazione. E così, di propria iniziativa, la Guardia Costiera ha apposto i sigilli. Un provvedimento che non ha mancato di sollevare un certo sconcerto tra gli ambienti dell’amministrazione comunale, convinta che le carte stessero a posto e che tutto fosse regolare, dal momento che il progetto incassò nello scorso gennaio il via libera della conferenza dei servizi e il parere positivo della stessa Capitaneria. La procedura avrebbe dovuto però concludersi con il rilascio preventivo del titolo concessorio. Altrimenti, sostengono gli ispettori della Guardia Costiera, l’opera resta abusiva. Un altro fronte di dialogo tra Capitaneria e Comune di Ventotene riguarda la nuova sede per il presidio fisso del Corpo. Tra le parti c’è stato negli ultimi mesi un intenso carteggio. Il progetto c’è già e riguarda un manufatto da costruire, ironia della sorte, proprio nelle adiacenze della stazione marittima posta sotto sigilli. Quanto alla tempestività dell’intervento, dipenderà molto dalla burocrazia regionale. Realisticamente, la sede non sarà aperta prima del 2013.

Fonte: La Provincia

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Museo negli abissi di Ventotene in diretta sul web, al via i lavori

Un vero e proprio museo sott’acqua. I meravigliosi relitti, scoperti negli abissi di Ventotene, la piu’ piccola isola abitata delle Pontine, non saranno più uno spettacolo inaccessibile, ma diventeranno presto un museo subacqueo a oltre 100 metri di profondità’ grazie a una ‘supertelecamera’ che trasmetterà immagini in diretta, visibili da chiunque via web.
“I lavori partiranno a luglio e ci auguriamo che tutto sia pronto entro la festa di Santa Candida, patrona dell’isola, che si celebra il 20 settembre”, riferisce all’Adnkronos Annalisa Zarattini, responsabile del Nucleo operativo archeologia subacquea della Soprintendenza dei Beni Archeologici del Lazio.
Il primo museo di archeologia subacquea ‘in situ’ e’ frutto del progetto Simar (Sistema integrato marino per l’archeologia), ideato dalla sezione di archeologia subacquea della Soprintendenza ai beni archeologici del Lazio, e realizzato dalle società Westend e Teknomar, in collaborazione con la Riserva marina protetta dell’isola di Santo Stefano e il Comune di Ventotene.
Ma il primo importante passo e’ stata la scoperta – grazie al lavoro della Soprintendenza italiana in collaborazione con la fondazione americana Aurora Trust – dei relitti di cinque antiche navi romane, perfettamente conservate, trovate scandagliando con il sonar il fondo marino al largo dell’isola.
Si tratta di navi commerciali naufragate tra il primo secolo avanti Cristo e il quinto secolo dopo Cristo. Sono tra i relitti a maggiore profondità scoperti negli ultimi anni nel Mediterraneo, e proprio il fatto di essere a una profondità di circa 100 metri li ha preservati così bene. Evidentemente le navi cercavano riparo, ma non ce l’hanno fatta: trasportavano pregiata salsa di pesce dalla Spagna al Nord Africa, e un carico di lingotti di metallo dall’Italia, destinati probabilmente alla costruzione di statue o armi.
Secondo gli archeologi le navi danno indicazioni sugli scambi commerciali nell’impero romano: dapprima Roma esportava i suoi prodotti alle province in espansione, poi cominciò gradualmente a importare sempre più dalle province i prodotti che un tempo produceva.
Un patrimonio archeologico il cui ritrovamento ha avuto eco in tutto il mondo. Ma la crescente popolarità delle immersioni subacquee in acque profonde minaccia i tesori archeologici del Mediterraneo.
Da qui la necessità di preservarli: la telecamera sarà inserita in una capsula globulare trasparente installata sul relitto e “ci permetterà di avere un monitoraggio in diretta 24 ore su 24, sia in termini di sicurezza sia di ‘salute’ dei relitti, ma al tempo stesso offrirà uno spettacolo mozzafiato dei reperti e della grande varietà biologica della riserva marina naturale dell’isola a chiunque visiti il museo di Ventotene – dove le immagini saranno trasmesse in diretta su un apposito maxischermo – e a chiunque nel mondo si colleghi via internet”, conclude Zarattini.

Fonte: Libero News

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Inarrestabile la colata di cemento abusivo su Ventotene

A Ventotene, i carabinieri, unitamente a personale della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Gaeta, hanno denunciato all’autorità giudiziaria un 48enne del posto, B.F., per aver realizzato, su suolo demaniale, in assenza di concessione regionale, un manufatto abusivo di circa 300 metri quadrati posto in sequestro. L’opera edilizia era collocata tra Cala Nave e Cala Battaglia, di fronte all’isola di Santo Stefano.

Fonte: H24 Notizie, Latina Oggi, Il Faro Quotidiano, TeleGolfo

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Documentati gli abusi è stata dissequestrata la ‘casa rosa’

Il Tribunale del Riesame di Latina ha dissequestrato la cosiddetta «casetta rosa», una delle abitazioni più tipiche di Ventotene, finita sotto sigilli nell’aprile scorso per mano del Nipaf di Latina. Il nucleo investigativo di polizia ambientale del Corpo Forestale era sbarcato sull’isola in esecuzione di un provvedimento di sequestro firmato dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano. L’indagine aveva consentito di appurare una serie di violazioni edilizie a seguito della ristrutturazione attuata dai proprietari dell’immobile. Coppia di eccezione: lui, noto antiquario di Roma. Lei funzionaria della Sovrintendenza ai Beni Culturali del Lazio. Alla casa era annessa una grotta ipogea. Il tunnel scavato nel tufo era stato trasformato in ambienti abitativi – un salottino ed una camera da letto – con l’apertura di alcune finestrelle a strapiombo sul mare, sul lato di costone che si affaccia sul Golfo di Gaeta. Un panorama da togliere il fiato, a due passi da Punta Eolo, il punto più alto dell’isola. Il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso presentato dai proprietari dell’immobile contro il provvedimento del gip Laura Matilde Campoli che aveva convalidato il decreto di sequestro emesso dal pubblico ministero Miliano. I giudici non hanno rilevato la sussistenza di esigenze cautelari, essendo stati gli abusi già ampiamente documentati. Da qualche tempo la coppia di romani aveva acquistato la «casetta rosa», pochi metri cubi con annessa grotta ipogea. Gli accessi del Nipaf hanno consentito di appurare che i lavori di ristrutturazione non erano stati effettuati secondo quanto prescrive la legge per un’isola che è, ricordiamolo, riserva naturale integrale. A.P., l’antiquario romano intestatario dell’immobile, deve rispondere di una serie di violazioni edilizie: come quella di aver mutato la destinazione d’uso della grotta, trasformata in abitazione dopo aver scavato un tunnel di 30 metri nel bel mezzo della montagna, in un’area sottoposta a rigidi vincoli paesaggistici e naturali. Contestato anche il reato di abuso edilizio dal momento che gli agenti del Nipaf avevano posto sotto sequestro non soltanto la grotta ma anche la stessa «casetta rosa» oggetto, in corso di ristrutturazione, di ampliamenti non consentite.

Fonte: La Provincia

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Ventotene: facimm’ ammuina?

Solo un’operazione di facciata quella della Procura di Latina contro l’abusivismo a Ventotene?

Vi ricordate il blitz del Nipaf che con l’elicottero, ad un anno dalla morte delle due ragazzine a Cala Rossano, è atterrato su Punta dell’Arco per sequestrare, su mandato del Procuratore di Latina Giuseppe Miliano, la “casa rosa” e la villa ipogea con vista su Ponza di un noto antiquario di Roma e di sua moglie che lavora per la Soprintendenza archeologica del Lazio?
È successo appena un mese fa, e la notizia ha destato molto scalpore su tutti i giornali e i TG regionali. Addirittura il Gip del tribunale di Latina Matilde Campoli aveva rigettato l’istanza di dissequestro presentata dai proprietari, confermando nei loro confronti le accuse di abusivismo edilizio e violazione dei vincoli paesaggistici, urbanistici e naturali.
Ebbene pare che la scorsa settimana i due immobili – nel silenzio generale – siano stati dissequestrati e siano rientrati nelle disponibilità della famiglia indagata.
Che si sia trattato dell’ennesima operazione di facciata a sfondo mediatico per far finta di affrontare l’annoso e gravissimo problema dell’abusivismo edilizio a Ventotene, dove basta farsi un giro per vedere lo scempio del territorio che si compie quotidianamente?
Attendiamo smentite.

Fonte: TeleFree

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Morti bianche: se ne discute a Ventotene

Anche quest’anno la rappresentanza del Consiglio Regionale ANMIL del Lazio si ritroverà a Ventotene per ricordare le vittime degli incidenti sul lavoro e per manifestare contro le morti bianche. Le cifre delle statistiche testimoniano la persistente gravità di questo fenomeno, che resta una delle principali cause di morte, quasi il doppio rispetto agli omicidi: ogni giorno, infatti, sul posto di lavoro si verificano 2.500 incidenti, 3 persone perdono la vita e 27 rimangono permanentemente invalide. L’ANMIL regionale del Lazio, attraverso le proprie sedi provinciali di Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo, nei giorni 21 e 22 maggio celebrerà la Giornata dedicata alle vittime del lavoro con il Patrocinio del Comune di Ventotene. L’ANMIL che da oltre 60 anni si occupa della tutela delle vittime del lavoro conta nella nostra regione circa 56.000 infortunati del lavoro di cui 26.000 iscritti all’Associazione. Le cerimonie, che sono organizzate unitamente, prevedono per il giorno sabato 21 maggio la consegna del Premio Europeo “Pace-Fede-Progresso” a personalità distintesi per l’attenzione dedicata a tali temi. Tale riconoscimento, così come il Monumento dedicato ai caduti sul lavoro, opera del Maestro Vincenzo Bianchi socio ad honorem ANMIL, eretto a Frosinone il 17 settembre 1995 e a Ventotene il 2 settembre 1999, è in onore delle migliaia di vittime che la nostra antica Terra italiana ha dato per la costruzione della Pace, per la ricerca della Fede e per l’evoluzione del Progresso in Europa e nel Mondo. Le personalità insignite del Premio, conferito nell’isola di Ventotene, importante isola dell’arcipelago Pontino, dove gli esiliati politici Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni realizzarono il primo manifesto per un’Europa unita, sono Roberto Romeo, Presidente Nazionale ANGLAS e portavoce territoriale “Presidio del Lazio”, Il Dr. Piero Proni, ideatore della “Fiera sulla sicurezza sul lavoro” ed il giornalista Fabio Esposito, direttore Romauno tv.
Per domenica 22 maggio è prevista, alle ore 10,00, la S. Messa in onore dei Caduti sul lavoro nella Chiesa di S. Candida e a seguire la cerimonia civile e la deposizione di una corona d’alloro al Monumento “Pace-Fede-Progresso” in onore ai Caduti sul lavoro in Europa e nel Mondo.

Fonte: ProvinciaLatina TV, H24 Notizie, Latina Oggi, ASCA

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Lettera del Sig. Pettini, proprietario degli immobili sequestrati a Ventotene dalla Procura di Latina, all’Associazione Caponnetto.

«Mi chiamo Antonio Pettini e sono il proprietario della “casa rosa”
In difesa della mia onorabilità, di quella di mia moglie e, permettetemi, anche del buon uso del nome di Antonino Caponnetto cui la vostra associazione è dedicata.
Tengo a precisare che:
non ho scavato affatto il locale ipogeo di cui sono proprietario, esso esisteva con le stesse caratteristiche da molti e molti decenni, dello stesso sono testimoniati svariati usi nel corso del tempo, compreso quello abitativo. Non ne ho snaturato ne la forma, ne la dimensione, ne altre caratteristiche. Ho cercato insieme a mia moglie di ripristinarlo nel miglior modo possibile senza aggiungere murature o posare mattonelle.
Per quanto riguarda la “casa rosa”, l’iter di acquisizione dei permessi per ristrutturarla è stato lungo e tormentato, senza sconti e raccomandazioni, inclusi ricorsi al TAR.
In ogni caso i permessi regolarmente acquisiti esistono dall’anno 2008, e a chi avesse da obiettare che la zona in cui si trova la casa è particolarmente pregiata, ricordo che era ed è una zona con tante altre case abitate e campi coltivati, che esistono case e interi paesi all’interno di zone pregiate e pregiatissime di tutti i parchi italiani e non.
La “ villa” ha una superficie di meno di 50mq. Stiamo cercando di mantenerne l’aspetto all’interno del paesaggio in cui è inserita nel miglior modo possibile, anzi ambiremmo ad essere d’esempio ad altri interventi analoghi, soprattutto per questo motivo non è ancora finita, al contrario di qualsiasi opera abusiva che nasce e cresce in fretta a Ventotene.
Infine mia moglie non è funzionaria di alcuna sopraintendenza piuttosto lavora per chiamata e con poco brillanti retribuzioni per le sopraintendenze ARCHEOLOGICHE di tutta Italia.
Ha nel suo curriculum numerose ottime pubblicazioni ma nessuna raccomandazione.
La stupida insinuazione che io possa aver preso un vantaggio dalla sua posizione è doppiamente ignorante; l’ unica sopraintendenza che si è occupata del mio immobile è quella paesistica e con questa non ho avuto alcun contatto, in tutta Italia queste pratiche le svolgono gli “sportelli unici” dei Comuni e comunque non c’era alcun motivo al diniego di detto parere.
Personalmente non credo che si possano utilmente perseguire fini di giustizia e di denuncia servendosi maldestramente, o in mala fede, dell’anonimato. Amplificando qualsiasi insano risentimento e facendolo diventare, per le povere persone che così agiscono, un insano divertimento.
Non è onesto, non è civile e serve solo alla parte peggiore della nostra comunità.
Sono convinto che Antonino Caponnetto condividerebbe questo pensiero.»

Fonte: Associazione antimafia “A. Caponnetto” , H24 Notizie

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Che fine farà il processo per la morte di Sara e Francesca?

Il PM Vincenzo Saveriano

Il PM Vincenzo Saveriano lascia la Procura di Latina, e nessuno lo sostituirà.

Al peggio per la giustizia pontina non c’è mai fine. Quelli che prima erano timori ora sono diventati realtà: il Tribunale e la Procura della Repubblica di Latina hanno perso altri due magistrati e di nuovi arrivi non c’è traccia. Ormai portare avanti le inchieste e celebrare i processi è quasi impossibile.
Il giudice Raffaele Toselli ha ottenuto l’ok definitivo dal Csm ed è stato trasferito alla Corte d’Appello di Roma. Un avanzamento di carriera importante per il magistrato, come importante è quello ottenuto dal pubblico ministero Vincenzo Saveriano. Quest’ultimo, uno dei pm «anziani» della Procura, da una vita impegnato nel capoluogo pontino e titolare di importanti inchieste, l’ultima quella sul crollo a Ventotene in cui hanno perso la vita due studentesse, ha ottenuto il trasferimento nell’Urbe, come sostituto procuratore generale in Corte d’Appello.
L’organico degli uffici giudiziari pontini, già sottodimensionato, si trova così con tre posti vacanti per il Tribunale e tre per la Procura.
Il Consiglio superiore della magistratura, tra l’altro, non ha bandito concorsi per i «buchi» nella magistratura giudicante e contro tale provvedimento ha fatto ricorso al Tar di Roma l’Ordine degli avvocati di Latina. Per quanto riguarda invece la magistratura inquirente, è stato messo a concorso un solo posto e ora le poltrone vuote salgono a tre.
Giustizia al collasso, senza che nessuno muova un dito. Una situazione destinata a peggiorare ulteriormente, visto che anche altri pubblici ministeri e giudici hanno chiesto il trasferimento.
Il presidente del Tribunale, Guido Cerasoli, e il procuratore capo, Andrea De Gasperis, ogni giorno che passa si trovano sempre di più a indossare i panni di «generali» senza esercito.

Fonte: TeleFree

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A proposito di abusivismo…

A proposito del sequestro effettuato dal Nipaf a Ventotene di un’opera ritenuta dalla magistratura non conforme a quanto prescritto dalla legge, ci ha contattato sia per iscritto che telefonicamente il sig. Antonio Pettini, il quale ci ha garbatamente espresso le sue doglianze per aver noi pubblicato presunte inesattezze nel dare la notizia del sequestro dell’opera che, secondo quanto avrebbe accertato il NIPAF di Latina, sarebbe stata realizzata in difformità con quanto stabilito dalla legge.
Al riguardo, ci teniamo a precisare che in questo caso noi ci siamo limitati a pubblicare, senza peraltro fare alcun nome, quanto reso noto da molte testate, a cominciare da Il Corriere della Sera, per finire a Latina Oggi, la Provincia, Ventotene News ecc.
Non spetta a noi stabilire se il NIPAF di Latina, la Procura di Latina ed il GIP di Latina abbiano commesso o meno un errore nel proporre, disporre e confermare il sequestro in questione.
Il compito nostro è ben altro e noi siamo sempre ben disposti a dare l’evidenza più ampia possibile alle eventuali decisioni con le quali i giudici assolvono un cittadino dalle accuse inizialmente formulate.

Al Sig. Pettini abbiamo dichiarato la nostra disponibilità a pubblicare una sua nota nella quale possa esporre tutte le sue ragioni, nota, però, che renderemo pubblica senza, ovviamente, esprimere alcun giudizio sull’operato dei giudici che hanno adottato il provvedimento di sequestro dell’opera.
Noi non ce l’abbiamo né con il Sig. Pettini né con qualsiasi altra persona.
Ci stiamo limitando a denunciare da tempo una situazione generale di degrado del territorio dell’isola di Ventotene, un territorio considerato area altamente protetta e, malgrado ciò, colpito da un devastante abusivismo edilizio fin troppo, finora, tollerato.

Attendiamo, per pubblicarla, la mail cui abbiamo fatto cenno.

Associazione antimafia “A. Caponnetto”

Fonte: Associazione antimafia “A. Caponnetto”

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