Ventotene perde una vela

Stessa spiaggia, stesso mare: questo il giudizio sui mari laziali che esce fuori dall’annuale classifica delle Vele Blu redatta da Legambiente e Touring Club italiano da ormai undici anni. Non ci sono grosse variazioni, infatti, rispetto ai dati del 2010: nessuna località laziale si aggiudica le “5 vele”, il riconoscimento massimo della classifica, e a difendere le “4 vele” conquistate l’anno scorso c’è solo Montalto di Castro (Vt), mentre l’isola di Ventotene (Lt) perde una vela e se ne aggiudica soltanto tre. “3 vele” anche per Sperlonga (Lt) e Tarquinia (Vt) che sale di un posto rispetto al 2010; a seguire con “2 vele” le stesse località dell’anno scorso: Sabaudia (Lt), San Felice Circeo (Lt), Nettuno (Rm), Santa Marinella (Rm), Gaeta (Lt), Ostia (Rm) e Ponza (Lt). Anzio (Rm) conferma la sua unica vela.

Fonte: La Repubblica, Latina 24Ore

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La difesa del sindaco Assenso

Durante l’odierna intervista televisiva su RAI 1 al padre di una delle bambine morte per il crollo a Cala Rossano, il sindaco di Ventotene Geppino Assenso, per cui è stato richiesto il rinvio a giudizio per duplice omicidio colposo e lesioni gravissime, ha finalmente espresso la sua opinione dopo oltre un anno dal tragico evento, ma forse sarebbe stato meglio tacere…
In diretta nazionale si sono infatti sentite le parole di una persona che a stento parla l’italiano, che giura la sua innocenza sulla testa dei propri cari mettendo in mezzo figlia e nipote, che tenta di far valere le proprie ragioni snocciolando in maniera confusa atti e date, che incolpa il suo predecessore e il Genio Civile di Latina, che da del bugiardo all’intervistato chiamandolo con un altro nome (Panucci invece di Panuccio) e che non risponde alla semplice domanda: c’era almeno un cartello di pericolo sotto il costone crollato?
Una pena infinita, una strategia difensiva sintetizzabile nel classico “chiagne e fotte” che suscita solo una sana indignazione. Ma non a Ventotene, dove Assenso è ancora saldamente ancorato al suo scranno di sindaco. D’altronde perché dimettersi quando tutti i suoi concittadini la pensano come lui e sull’isola non una sola voce critica osa levarsi?

Fonte: TeleFree

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Abusivismo edilizio a Ventotene: l’esposto della Rete dei Valori

La sezione Ambiente & Criminalità della Rete dei Valori, a seguito di continue segnalazioni da parte di cittadini residenti a Ventotene, ma soprattutto di turisti, ha redatto un esposto, inoltrandolo al Comando provinciale di Latina del Corpo Forestale dello Stato, presso gli uffici del Nipaf.
L’esposto riguarda il perdurare degli abusi edilizi che nonostante le varie attività di contrasto messe in campo dalle forze dell’ordine, continuano in barba alle leggi a costruire in varie zone dell’isola.
L’esposto a firma del responsabile della sezione Ambiente&criminalità, evidenzia il dilagare del fenomeno nelle “grotte” in particolare nelle località Pozzillo, Porto Romano, Calanave ecc.
La rete dei valori ha chiesto agli uomini della Forestale, di fare piena luce su questo fenomeno, individuando non solo responsabilità dei singoli ma anche responsabili in seno agli organi amministrativi locali, ritenendo alcuni non svolgano i dovuti controlli. La sezione Ambiente & Criminalità tiene a precisare che questo esposto costituirà l’inizio di una lunga serie di attività che la Rete dei Valori intraprenderà in merito la tutela del territorio di Ventotene, avendo individuato situazioni poco chiare che vanno segnalate e approfondite agli organi di competenza.

Fonte: H24 Notizie, La Provincia

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Alla ricerca della verità

Sara Panuccio

Domattina alle 9.15 su RAI 1 Bruno Panuccio sarà ospite nella trasmissione UNO MATTINA per parlare della frana di VENTOTENE in cui morirono SARA e FRANCESCA
Bruno ha chiesto che venga invitato anche qualcuno dell’amministrazione comunale di Ventotene per un civile contraddittorio, ed ha posto dei “paletti” chiari sulla marginalità di domande volte al lato emotivo per dare il più ampio spazio possibile a dati inerenti a quelle che, secondo lui,  sono le cause e le colpe della tragedia.

Fonte: Facebook

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Trasporti: sciopero di 24 ore di tutti i lavoratori Caremar

Le organizzazioni sindacali Filt, Fit e Uilt della Campania hanno indetto per domani 7 giugno 2011 uno sciopero di 24 ore di tutti i lavoratori Caremar, a partire dalla mezzanotte. Si fermeranno le navi ed i mezzi veloci da Napoli per Capri, Ischia, Procida, Ponza, Ventotene, Sorrento, Pozzuoli, rispettando i servizi minimi previsti dalla legislazione vigente. Dopo aver svolto assemblee di preparazione della giornata di mobilitazione, spiega una nota congiunta, la totalita’ degli equipaggi ha manifestato la propria adesione alla lotta promossa dalle organizzazioni sindacali.

Fonte: Adnkronos

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L’invasione delle meduse

Niente bagno in mare per i numerosi turisti arrivati sull’isola per il week-end

Tra i tanti imprevisti che i turisti devono mettere in conto prima di sbarcare sulle isole pontine, ce n’è uno che spesso è preso sotto gamba: le meduse. Dopo le fastidiose invasioni registrate la scorsa estate, ieri mattina migliaia di esemplari sono tornati a popolare le acque dell’isola di Ventotene. Circa 2000 turisti, accorsi per il ponte del 2 giugno, sono stati costretti a rinunciare al primo tuffo dell’estate. Nonostante non risultasse nulla presso la Capitaneria di Porto di Ponza, tante erano le meduse fluttuanti nel mare. Molte belle a vedersi con il loro colore rosa e dalle piccole dimensioni, ma dolorosissime se si incontrano sulla propria strada, magari nel mezzo di una nuotata. In gran parte concentrate a riva e in prossimità degli scogli. Secondo quanto risulta, non un tratto di costa è stato risparmiato. Nemmeno chi ha messo mano al portafoglio per fittare una barca e fuggire dalla riva ha potuto godere delle splendide acque dell’isola. Tuttavia, non sono mancati i bagnanti più temerari che, pur di evadere dalla caldura (pare che ieri il termometro abbia registrato punte superiori ai 25 gradi), si sono concessi un bagno, stando attenti a evitare gli scomodi visitatori tentacolati. Non senza qualche piccolo intoppo. I malcapitati, infatti, sono dovuti ricorrere alle cure del caso. La presenza delle meduse – in particolare della «pelagia» – varia velocemente ed è legata a diversi fattori: da una parte il clima di questi ultimi anni e dall’altra la pesca senza regole di pesci predatori di piccole meduse, tra cui i piccoli tonni. Ma anche delle tartarughe che ne sono ghiotte. Un fenomeno, quello dell’invasione delle meduse, sul quale stanno indagando gli zoologici, che si interrogano sul problema del cambiamento climatico. E tra i vari dubbi emerge una magra certezza: la presenza della medusa è spesso indice di mare pulito. Peccato che a goderne siano solo questi placidi invertebrati marini.

Fonte: La Provincia

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Tartaruga marina salvata dalla Finanza navale

Una tartaruga marina, Caretta caretta, lunga 75 cm del peso 20-30 kg circa è stata tratta in salvo venerdì pomeriggio al largo di Ventotene da una motovedetta della Guardia di Finanza della sezione navale di Formia. Grazie alla preziosa collaborazione delle associazioni Stazione zoologica ambientale Charles Darwin Lazio, Rete dei Valori sezione ambiente, Cavalieri di Nettuno e Wig di Roma, coordinati da Giovanni Paolo Perretta, l’animale è stato trasferito presso l’acquario di Napoli dove sarà sottoposto alle cure e riabilitazione.

Fonte: La Provincia

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Ventotene anno zero?

Giuseppe Assenso

La richiesta, da parte della Procura di Latina, di rinvio a giudizio del sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso e di altri tre amministratori pubblici locali per l’omicidio di Sara Panuccio e Francesca Colonnello, morte schiacciate lo scorso 20 aprile 2010 sotto un masso di tufo a Cala Rossano, può forse essere letta come un segnale del vento che incomincia a girare in questo sfortunato Paese.
La disperata determinazione nella ricerca della giustizia da parte del padre di una delle bambine morte ha stavolta segnato un punto, e che punto! Mai nessun amministratore infatti era mai stato rinviato a giudizio per le conseguenze di una frana, sebbene tra i suoi oneri ricada anche la responsabilità della sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio.
Di fronte ad una simile accusa il sindaco di Ventotene si sarebbe dovuto dimettere, anzi avrebbe dovuto farlo da tempo invece di continuare ad amministrare, tra l’altro male come denuncia la Corte dei Conti, la sua comunità continuando ad appaltare lavori pubblici abusivi (come quello della nuova Stazione Marittima, il cui cantiere è stato sequestrato la settimana scorsa) e proponendo assurdi progetti di megatunnel per sventrare l’isola in nome del profitto.
E invece… La caratura anche politica di un tale personaggio, ex democristiano di ferro riciclatosi nel PD (di cui è membro della Costituente) per poi avvicinarsi al PDL di Cusani e della Polverini, lo porta ad assumere un bassissimo profilo. Tace il sindaco Assenso, fa finta di nulla, aspetta che passi ‘a nuttata. Chi lo conosce bene dice che si comporta esattamente come il padre, anch’egli sindaco dell’isola, che Alberto Jacometti descriveva così durante gli anni del confino fascista: «…furbo, manierato, senza scrupoli, ora umile come un mendicante, ora brutale come un re. Tutta la sua filosofia deve tener in questa frase: o lo fo fesso o mi fa fesso, e per non correre il rischio di essere “fatto fesso” fa fessi tutti…».
Ma fin troppo facile è gettare la croce solo sul sindaco. Egli in fondo incarna la volontà dei suoi elettori, 379 cittadini su 516: il 77% della comunità. Di responsabilità diffusa per la morte di Sara e Francesca, così come per il vergognoso degrado territoriale di Ventotene, parla Bruno Panuccio, dicendo: «dal punto di vista morale ritengo responsabile la comunità di Ventotene in quanto cosciente della pericolosità di alcune zone dell’isola e di non aver evitato così la tragedia».
Il fatto che tutti sapessero che la parete era pericolosa, e il non aver preteso che fosse quantomeno transennata pone a tutti gli abitanti di Ventotene un dilemma quantomeno di tipo morale: d’altronde la storia ci insegna che il silenzio, il lasciar correre, il far finta di nulla senza intervenire hanno sempre avuto conseguenze tragiche.
E dunque ben venga la decisione della Procura, ben venga il processo per dare giustizia a Sara e Francesca, e ben venga, speriamo, il risveglio delle coscienze dei Ventotenesi che per troppo tempo sono rimaste sopite per interesse, paura o semplice ignoranza.

Fonte: TeleFree, GolfoNews

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Abusi senza fine

Nei scorsi giorni, dopo un’accurata attività investigativa corroborata da appostamenti, sopralluoghi ed accertamenti presso l’ufficio tecnico del comune isolano, i militari della Brigata di Ventotene e della IV Squadra Unita’ Navali hanno posto i sigilli ad un locale nell’area del Porto Romano realizzato attraverso lo scavo della parete tufacea all’interno di una grotta già esistente, creando in tal modo un aumento di volumetria interna senza alcun titolo autorizzativo e in violazione alle normative vigenti.
Il proprietario dell’immobile e la ditta sono stati denunciati alla competente Autorità Giudiziaria e dovranno ora rispondere di reati in concorso finalizzati all’esecuzione di interventi edilizi in zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesaggistico, ambientale e in assenza del permesso a costruire.

Fonte: H24 Notizie, Latina Notizie, La Provincia

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«Tutta l’isola è colpevole»

Sara Panuccio e Francesca Colonnello

Il giorno dopo la notizia della richiesta di rinvio a giudizio per la frana di Cala Rossano, il padre di una delle vittime trova la forza di commentare la notizia. È Bruno Panuccio, la figlia Sara aveva 13 anni quando quella maledetta mattina di aprile 2010 insieme a Francesca Colonnello è rimasta schiacciata da un enorme masso staccatosi dalla falesia di Cala Rossano. L’unico punto dell’isola considerato sicuro dalle mappe dei rischi geologici. «La richiesta della Procura di Latina nei confronti di due politici e due tecnici non ha fatto altro che avvalorare la mia ipotesi iniziale, suffragata anche dalla relazione dei consulenti del Pubblico ministero Vincenzo Saveriano», ha spiegato Bruno Panuccio. Poi, serenamente, tenendo ben presente la separazione tra le persone in quanto tali e i loro incarichi pubblici spiega la parte più «dura » del suo pensiero su questa dolorosa vicenda: «Dal punto di vista morale ritengo responsabile la comunità di Ventotene in quanto cosciente della pericolosità di alcune zone dell’isola e di non aver evitato così la tragedia». Panuccio non si scompone per la richiesta del Pm di archiviazione per il dirigente dell’Autorità di Ambito, l’ente preposto alla redazione del Piano di assetto Idrogeologico: «Da parte mia non c’è odio o desiderio di vendetta personale verso nessuno dei coinvolti, tanto non servirebbe neanche a riavere mia figlia. Tuttavia, come cittadino ritengo responsabile anche l’ente regionale per il sistema di lavoro. Se a una comunicazione importante come quella inviata nel 2009 ai Comuni per segnalare pericoli non si riceve risposta allora questa la si deve pretendere, qualunque sia. Insomma, per me quel che è accaduto è solo il frutto di una malagestione della cosa pubblica che va avanti da decenni». Sempre come cittadino, Panuccio manda un «grazie al Pm Vincenzo Saveriano, che prima di essere trasferito di sede ha voluto concludere questo doloroso caso». Il prossimo appuntamento sarà per l’udienza preliminare, a carico di Giuseppe Assenso, Vito Biondo, Pasquale Romano e Luciano Pizzuti.

Fonte: La Provincia

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