Nel giro di sei mesi dal Poliambulatorio di Ventotene si sono volatilizzati quasi novemila euro. I sei medici in servizio al Poliabulatorio isolano, infatti, realizzavano sì regolarmente le loro prestazioni su residenti e turisti che ne facevano richiesta ma il denaro di pagamento dei ticket e delle prestazioni ambulatoriali alla sede centrale di Latina arrivava con il contagocce. Quando arrivava. Solitamente, infatti, il denaro pagato in sede veniva trattenuto localmente per poi essere spedito mensilmente attraverso bollettino postale. Non però negli ultimi mesi. Proprio per questo la commissione medica dell’Ausl di Latina circa una settimana fa ha deciso di andare ad appurare cosa stava accedendo di anomalo sull’isola. E così ha scoperto una storia a metà tra il furto e l’amore. Pare infatti che chi materialmente si doveva occupare di riscuotere i pagamenti e inviarli alla sede centrale, in realtà li corrispondeva all’amante di turno. La confessione del responsabile è stata quasi immediata all’arrivo dell’ispezione. I carabinieri dell’isola stanno svolgendo ulteriori indagini sul caso in merito al reato di furto aggravato e continuato.
Si è aperto un dibattito politico sulla protesta che i lavoratori della Laziomar e dei marittimi della Caremar di Napoli hanno organizzato nei giorni scorsi nei porti di Ponza, Ventotene e Formia. Una mobilitazione organizzata a seguito dal mancato rispetto dell’accordo del 26 gennaio scorso sulla cessione del ramo di azienda e per le difficoltà di gestione interne alla società che offre il collegamento per le isole. Fatti che potrebbero incidere sui trasporti marittimi. Dopo l’intervento sulla vicenda dell’assessore regionale Aldo Forte, questa volta ad esprimersi è l’onorevole Romolo Del Balzo che precisa: «Comprendo la protesta dei lavoratori della Laziomar e dei marittimi della Caremar di Napoli e condivido le preoccupazioni di dipendenti e cittadini. Sarà impegno della Regione – ha annunciato – strutturare in modo ottimale questa società di trasporti marini in modo da rendere concretamente efficiente il servizio di collegamento con le isole pontine per puntare su una migliore qualità della vita dei cittadini residenti e su uno standard di collegamenti via mare garantiti in tutti quei Paesi dove le ‘autostrade del mare’ sono il fiore all’occhiello del turismo già da molti anni».
“Ieri mentre eravamo in giunta ho parlato con il commissario che sta dando il via ai cantieri per la messa in sicurezza dei luoghi individuati nel piano di interventi contro il dissesto idrogeologico, tra i quali ci sono Ventotene e Ponza”. A poco piu’ di un anno dalla tragedia di Ventotene, dove due giovani studentesse persero la vita a causa del crollo di un costone di roccia, il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, stamani ha annunciato la partenza degli interventi previsti nel piano contro il dissesto idrogeologico, contenuto nel protocollo d’intesa firmato col ministero dell’Ambiente. L’accordo prevede lo stanziamento di 120 milioni di euro, meta’ a carico della Regione e l’altra meta’ stanziata dal ministero.
La tragedia di Ventotene poteva essere evitata? E’ una domanda che pesa sulle coscienze di noi tutti, responsabili come siamo per aver taciuto davanti alla devastazione di un’isola. E bene ha fatto il papà di Sara, una delle due ragazze romane morte tragicamente, a denunciare ancora una volta che “l’abusivismo edilizio ha la sua parte” e che “Ventotene ha i due terzi delle sue abitazioni abusive e questo non ha fatto altro che incrementare la franosità della costa stessa”. Ciò che denuncia il signor Panuccio è assolutamente vero e la Magistratura inquirente dovrebbe aprire un’indagine a 360 gradi per individuare e punire tutti i responsabili, diretti ed indiretti, di uno scempio di un territorio altamente protetto e all’origine fra i più belli d’Italia. Per anni si è taciuto, si è fatto finta di non vedere e questo, oltre che deplorevole, è inaccettabile. Non sappiamo quante informative siano partite negli anni dall’isola per l’Autorità Giudiziaria a proposito dello scempio perpetrato, né vogliamo fare i processi a chicchessia. Certo è, però, che, se si è arrivati a questo punto, gli occhi non sono stati vigili e le responsabilità non sono solamente di poche persone. Ora vogliamo inflessibilità, prima che quella bella isola venga completamente distrutta.
In relazione alla mia intervista del 08/06/2011 a Uno Mattina occorre fare qualche precisazione .
So che molti di voi si ritengono offesi dal mio parlare , qualcuno ha addirittura pensato di riempirmi di insulti e minacce e quindi è meglio si parli chiaro.
Innanzitutto vi invito a non minacciarmi , anche perché non ho nulla da temere e forse ne scaturirebbe una reazione che non è nelle mie intenzioni .
Premetto che non sono per niente animato da sentimenti di odio nè di rancore nei confronti di nessuno e quando dico nessuno includo anche chi magari è oggetto dei miei attacchi diretti .
Lasciamo perdere il pietismo o la solidarietà per il mio dolore , fate conto io sia solo un cittadino estraneo a questa vicenda .
Ed ora parliamoci chiaro….senza prenderci in giro .
Quando affermo che la comunità di Ventotene è per me colpevole per la morte di Sara e Francesca lo dico a fronte del fatto che voi isolani conoscevate bene la pericolosità della zona ….siete stati superficiali a non attivarvi voi in prima persona per la messa in sicurezza seria o perlomeno per fare in modo che le scolaresche si tenessero a debita distanza dalla parete e se qualcuno di voi si è posto qualche volta in quel luogo ha rischiato e non poco.
Con le frane ci avete sempre convissuto , non le ho scattate di certo io le foto a pochi metri da quel punto di transenne messe e rimosse .
La storia dei ceri a Santa candida non l’ho inventata io .
Non potete far finta di non ricordare che 2 case su 3 nella vostra isola hanno carattere abusivo , guardate che così facendo dimenticate anche di riflettere sulla stabilità delle stesse.
Quante domande di condono edilizio giacciono presso il competente ufficio ?
Se non lo sapete ve lo posso dire io , sono atti pubblici .
Ricordatevi e riflettete che la parola condono esiste solo in funzione di un reato , non nasce senza il seme del secondo .
Quando il sindaco attuale va sbandierando che quello era il punto ritenuto più sicuro dell’ isola dovreste essere voi a ricordargli che lo era solo sulla carta .
La stessa carta che il comune ha indotto i bacini regionali a redarre in quanto hanno sempre disertato di partecipare alle conferenze programmatiche del Piano di Assetto Idrogeologico.
Non per niente è una delle motivazioni per cui è stato richiesto il rinvio a giudizio .
Non vorrete davvero farmi credere che il 95 % dell’ isola cade a pezzi e solo il 5 % sicuro è situato sulle due spiagge più importanti commercialmente…La conformazione è la stessa e per i miracoli non siete attrezzati .
Il sindaco attuale , figlio di sindaco , che da sempre è sull’isola e non è al primo mandato cade dalle nuvole , non sa spiegare come tiutto ciò sia possibile .
Non dimenticatevi che solo pochi mesi prima , alla fine del 2009 , la Protezione Civile e Legambiente hanno posto il vostro comune all’ultimo gradino in basso tra i comuni costieri del Lazio per quanto riguarda la mitigazione del rischio idrogeologico e questo è stato comunicato al comune perché si attivasse in proposito.
Forse di tutto ciò a voi non è data informazione se non ora ….
Io capisco anche quanto sia difficile in un microcosmo come il vostro fare critica ed obiezione se non denuncia seria di tanto degrado …si andrebbero sempre a ledere gli interessi di qualcuno a cui si è legati anche solo per interposta persona o parentela ed i rapporti di buon vicinato e convivenza sarebbero più difficoltosi , ma forse è ora che vi liberiate da tali vincoli e parliate tra di voi secondo coscienza per il bene vostro e dell’isola che credo sinceramente amiate tanto.
Non rivolgete verso di me l’accusa se gli affari sull’isola hanno subito un calo , quello passerà , come spero passeranno anche le critiche che hanno avuto in me solo un megafono ….
Ricordatevi che io ho solo messo in luce una realtà che già esisteva , lo strumento sull’isola lo ha suonato qualcun altro , chiedete a chi di dovere se lo spartito era quello giusto .
Questi dati sarebbero stati la risposta al sindaco Assenso se mi avessero dato il diritto di replica come concordato…é per questo che avete ascoltato solo la parte critica verso di voi e non il reale bersaglio .
( Bruno Panuccio 10/06/2011 )
In occasione del 150esimo anniversario dell’unità d’Italia, del 25esimo anniversario della scomparsa di Altiero Spinelli, scrittore e politico italiano tra i padri fondatori dell’Europa unita, e del 70esimo anniversario della stesura del manifesto di Ventotene scritto proprio da Spinelli e Alfredo Rossi, domani in piazza Castello a Ventotene la famigerata e prestigiosa banda musicale dell’Arma dei carabinieri si esibirà in un concerto. A renderlo noto, con una conferenza stampa tenutasi ieri presso il palazzo Comunale di Formia, sono stati il comandante provinciale dei Carabinieri Roberto Boccaccio, il vicesindaco di Formia Benedetto Assaiante, il sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, il comandante dei Carabinieri della stazione di Formia Pasquale Saccone e gli assessori Cardillo Cupo, Manna e Carpinelli.
«Questa – ha dichiarato il primo cittadino isolano – è un’annata particolare per queste tre importanti ricorrenze e l’atteso messaggio del presidente della Repubblica che dovrebbe arrivare a momenti ne è una dimostrazione. Il presidente Napolitano, inoltre, potrebbe raggiungere l’isola a settembre, a cinque anni di distanza, proprio in occasione delle celebrazioni in ricordo di Spinelli. Certamente – ha concluso – il concerto dei Carabinieri è un evento che rimarrà nella storia di questa piccola grande isola». Sono poi arrivate le parole del colonnello Boccaccio a suggellare il sodalizio: «Far sentire l’isola di Ventotene un po’ meno isolata del solito e continuare con le attività di avvicinamento tra cittadinanza e Arma dei carabinieri grazie alla cultura e alla grande aspettativa che la banda dell’Arma sa creare». L’evento è patrocinato dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Latina, da Dolomiti rocce, dall’Astral e da Servizi Industriali. I 102 elementi, di cui 20 inseriti da qualche mese e tra i quali figurano le prime due donne, saranno diretti dal maestro il tenente colonnello Massimo Martinelli.
La tragedia di Cala Rossano è stata rievocata ieri all’interno della trasmissione televisiva «Uno Mattina ». Intervistato il padre di Sara, Bruno Panuccio, che ha chiesto il confronto con il sindaco di Ventotene, Geppino Assenso, intervenuto via telefono. Panuccio ha più volte insistito sul fatto che l’incidente poteva essere evitato e denunciando il dilagante abusivismo edilizio sull’isola. Da parte sua, il primo cittadino si è difeso, dichiarando che «Cala Rossano era ritenuta da tutti come il posto più sicuro di tutta l’isola», in quanto «nel 2004, in seguito ad una frana, furono effettuati dei lavori dal Genio Civile, che hanno provveduto al collaudo. Per questo le segnalazioni non servivano ». E’ seguito l’intervento di Enrico Fontana di Legambiente, che ha sottolineato come «sotto il costone non dovevano sostare delle persone». Il discorso si è fatto più generale: «Le coste vanno messe in sicurezza – ha sottolineato Fontana – vanno manutenute e servono i soldi per farlo. Bisogna fermare l’abusivismo edilizio. C’è uno studio dell’ordine nazionale dei geologi che dice che in Italia servono investimenti per 40 miliardi di euro per mettere in sicurezza il nostro territorio, non mi risulta che li spendiamo».
Presente in trasmissione Enrico Fontana di Legambiente il quale ha dichiarato che sono decine i chilometri di costa italiana che hanno le stesse caratteristiche di Cala Rossano. «Sono spiagge bellissime per le quali bisogna prestare attenzione e cautela. Riguardo la tragedia di Ventotene bisogna dire delle parole con un po’ di chiarezza: sotto quel costone non dovevano esserci persone, aveva delle caratteristiche tali da indurre alla prudenza. Dobbiamo metterci in testa che le coste vanno mantenute, servono i soldi servono gli interventi di manutenzioni e di messa in sicurezza e bisogna fermare l’abusivismo edilizio. C’è uno studio dell’ordine nazionale dei geologi che dice che in Italia servono investimenti per 40 milioni di euro per mettere in sicurezza il nostro territorio, non mi risulta che li spendiamo».
Per Bruno Panuccio quella tragedia poteva essere evitata.
Per il sindaco di Ventotene, Giuseppe Assenso, Cala Rossano era ritenuta la spiaggia più sicura dell’isola. Ieri mattina negli studi di Uno mattina estate si è tenuto un breve confronto tra il papà di Sara, la giovane morta il 20 aprile dello scorso anno insieme ad una sua amica, Francesca Colonnello, sotto un masso staccatosi dalla parete. Il signor Panuccio si è definito un ergastolano del dolore, perché «a noi non è dato alcun appello, queste ragazze le abbiamo perse e questa pena è cominciata il 20 aprile e che durerà fino alla fine dei nostri giorni, non c’è nessun appello». Per la tragedia di Ventotene il sostituto procuratore Vincenzo Saveriano ha chiesto quattro rinvii a giudizio per il reato di omicidio colposo plurimo nei confronti del sindaco di Ventotene, Giuseppe Assenso, l’ex Vito Biondo, Pasquale Romano dell’area tecnica del comune, Luciano Pizzuti del Genio civile di Latina. Se il crollo si poteva evitare? Il padre di Sara è convinto che questa tragedia si poteva evitare, «ne sono fermamente convinto in quanto tutto è stato posto in essere perché questa tragedia avvenisse, mancavano dei cartelli, la rete, erano stati prescritti dei lavori per la messa in sicurezza, ma furono fatti solo in parte. Si omise di fare la palettatura orizzontale e verticale lungo la parete che per sua natura è crollata, come si può vedere la parete stessa ha al suo interno delle grotte, quindi un qualcosa che si regge sul nulla è destinato a cadere». Il signor Panuccio ha poi evidenziato il fatto che i ventotenesi da sempre tramandano ai loro figli l’avvertenza che non bisogna avvicinarsi ai costoni, «questo è stato sempre omesso alle scolaresche. Questa è un’isola dove l’abusivismo edilizio hanno la loro parte, non dobbiamo dimenticare che Ventotene ha i due terzi delle sue abitazioni abusive. Questo non ha fatto altro che incrementare la franosità della costa stessa. Ciò che è accaduto a noi – ha concluso il papà di Sara non deve accadere ad altri, ciò che è accaduto il 20 aprile è una cosa assurda. Ho messo da parte la sfera emotiva di papà ed ho chiesto un confronto con il sindaco perchè non voglio che si ascolti solo la mia voce e che la gente pensi che il mio parlare sia solo fonte del pensiero di un padre colpito. Quindi anche la controparte ha diritto alle sue repliche». In collegamento telefonico, infatti, a difendere la sua posizione c’era il sindaco Assenso, il quale ha ribadito che «quel posto era ritenuto da tutti uno dei posti più sicuri dell’isola. A Cala Rossano nel 2004 avvenne una frana segnalata dalla capitaneria di porto. L’allora sindaco recintò l’area e avviò una conferenza di servizi con il genio civile di Latina. Non c’erano bisogno di segnalazioni in quella zona perché a completamento dei lavori fatti dal genio civile e non dal comune di Ventotene venne stilata una relazione di collaudo in cui il genio civile scriveva che i lavori eseguiti sono stati realizzati regolarmente con buon esito».
Guarda l’intervista a Bruno Panuccio e la replica del sindaco di Ventotene andate in onda su Rai 1 l’8 giugno 2011
E leggi il ‘dietro le quinte’ di ciò che è accaduto nello studio televisivo
Ventotene… la farsa a Uno Mattina
In questa mia nota non parlerò né di Ventotene, né delle risposte del sindaco Giuseppe Assenso ma del comportamento della trasmissione di Rai 1 “Uno Mattina” della quale sono stato ospite l’8 giugno 2011.
Io sono stato contattato due giorni fa da Ezio Tamilia, redattore di Uno Mattina, che mi ha chiamato per invitarmi a fronte della richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo di quattro persone per la morte di Sara e Francesca.
Ho deciso di accettare con l’unica richiesta di una sola domanda sul lato emotivo (so bene che qualcosa bisogna concedere), a patto che il resto del mio intervento fosse rivolto al mio parere su cause e responsabilità sulll’accaduto.
Giunto di buon mattino presso gli studi di Saxa Rubra sono stato accolto cordialmente dal Sig. Tamilia il quale, senza alcuna mia richiesta, mi ha elencato la scaletta delle domande che sarebbero state rivolte sia a me, sia al sindaco di Ventotene, come anche al giornalista del quotidiano Terra presente in trasmissione.
Ho chiesto e concordato i tempi di risposta, così da programmare tempi, modi ed affermazioni da rilasciare.
Devo far presente che l’invito in trasmissione del sindaco Assenso è avvenuto su mia richiesta.
Ciò perché ritenevo corretto il suo diritto di replica alle mie affermazioni e per far sì che non si ascoltasse solo la voce del padre di una ragazza morta.
Un civile confronto di opinioni delle quali ognuno si sarebbe ritenuto responsabile.
Questo è stato il mio errore.
Presumendo le risposte alle domande a lui rivolte avevo programmato di elencare dati ed opinioni dopo che lui avesse giustamente parlato.
Questo diritto mi è stato assicurato dal signor Tamilia come dalla mia intervistatrice con la quale ho scambiato poche battute prima di andare in onda.
In virtù di ciò non ho, durante il mio intervento, espresso certi concetti ed elencato dati sicuro di poterlo fare in un secondo momento.
Dopo le domande che mi sono state rivolte, si è passata giustamente la parola al sindaco che ha espresso la sua opinione.
Nel mentre ciò avveniva io e l’intervistatrice siamo stati invitati da un funzionario ad alzarci in quanto ostacolavamo il passaggio di cavi e telecamere pronte a riprendere l’intervento del giornalista di Terra che era situato in un altro punto dello studio.
Sono state tolte le sedie e sia io che lei siamo rimasti sorpresi di ciò…
E’per questo che da quel momento in poi non mi si è più visto, neanche per i dovuti saluti, coma da educazione impartitami dai miei genitori.
A quel punto ho protestato civilmente ricordando che io non avevo finito e che così facendo non mi era concesso di esprimere ciò che era più importante.
Il signor Tamilia e l’intervistatrice non sapevano più che pesci prendere, il caos all’interno dello studio con loro che si prodigavano invano per farmi rientrare in trasmissione, io che ad alta voce ma civilmente denunciavo la scorrettezza di tale comportamento.
Dall’altra parte il giornalista di Terra che doveva andare in onda a secondi che mi guardava allibito, ero quasi sul punto di slacciarmi e gettare in terra il microfono.
Stavo per uscire dagli studi e sinceramente il nervoso mi ha anche distolto dall’ascoltare la fine dell’intervento del sindaco.
So che è stato nel frattempo posto un cartellone in direzione del giornalista/conduttore Greco per chiedergli se io potessi replicare ma lui ha posto il diniego con un cenno della testa, non so se per decisione sua o della regia.
A quel punto è stato, e lo ringrazio di questo, il giornalista di Terra a metterci una pezza, per quanto possibile, contrattaccando e cercando di parlare in mia vece, rinunciando in parte a ciò che inizialmente era intenzionato ad esprimere.
UNA FARSA !!!!
Dopo sono arrivate le scuse, si sono nascosti dietro il fraintendimento, con il signor Tamilia apparentemente infuriato con i suoi stessi colleghi.
Cercavano invano di consolarmi dicendo che il mio messaggio era stato forte e chiaro e che tutti sposavano in pieno ed erano solidali con il mio pensiero riguardo la tragedia.
A saperlo prima non ci sarei andato, o perlomeno non avrei chiesto che potesse partecipare qualcuno dell’amministrazione di Ventotene, così da aver più spazio possibile per elencare le mie ragioni.
Ho constatato un pressapochismo madornale, un cambiare le cose in corsa che a ripensarci ha del ridicolo, ci fosse stata una telecamera altro che BLOB!!!
Questa nota è dovuta, anche a mia difesa, perché non si creda che io mi sia rincoglionito all’improvviso e non sia più capace di esprimere opinioni.
Stavolta questo diritto mi è stato negato in gran parte, o perlomeno su quelle che erano a mio parere, le cose più importanti da esprimere.