Dissalatore di Ventotene: interviene la politica

La sottosegretaria al Ministero dell’Ambiente Silvia Velo, intervenuta a Formia alla conferenza “La tutela dei Mari e delle Aree Marine Protette” insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Teresa Amici ha analizzato la vicenda del dissalatore a Ventotene. Dopo aver ascoltato la relazione di Francesco Carta ha proposto una sua mediazione. Tutti i particolari nel video.

Di seguito il comunicato del circolo Pd di Formia Diana Piancastelli che ha organizzato l’incontro. “Si è tenuta presso la sala Sicurezza del Comune di Formia la conferenza dal titolo “La tutela dei Mari e delle Aree Marine Protette”. Sono intervenuti: la Sottosegretaria all’Ambiente On.le Silvia Velo, la Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio l’On.le Maria Teresa Amici, il Direttore del Parco Nazionale del Circeo Dr. Paolo Cassola. Si è trattato di un incontro ricco di spunti ed iniziative su tre temi: ruolo del Ministero dell’Ambiente nell’Area Sensibile del Golfo di Gaeta e per la tutela dell’Area Marina Protetta di Ventotene e Santo Stefano, potenzialità e sinergia del Parco Nazionale del Circeo con le isole pontine ed il Golfo di Gaeta. Ha introdotto i lavori il Coordinatore del Circolo “Giuseppe Piancastelli – Giuseppe Diana” di Formia, dr. Francesco Carta, che ha mostrato con immagini e dati dello studio “Samobis” come l’adeguamento dei depuratori (abbattimento dell’Azoto e del Fosforo), già previsto con fondi di 3 milioni e 600 mila euro nel 2006-2007 (giunta Marrazzo, cancellati poi dalla Polverini) e lo spostamento su fondali di 40 metri (in off shore) degli allevamenti di pesce e mitili, restano fattori dirimenti per l’attuazione dell’Area Sensibile del Golfo di Gaeta (delibera della Giunta Regionale n. 116 del 19 02 2010). Altro tema ha riguardato la tutela dell’Area Marina Protetta di Ventotene e Santo Stefano, in particolare la protezione della “Posidonia”, pianta protetta dalle direttive europee (direttiva Habitat 92/43 CEE, recepita nella legislazione italiana con il DPR n.357 del 8/9/1997) che insiste sui fondali a meno di 200 metri dalla diga foranea del porto di Ventotene.

Su questo tema è stato ribadito che l’impedimento all’installazione del dissalatore è legato, oltre che a problemi di carattere urbanistico, soprattutto al danno dei fondali perpretato dallo scarico della salamoia, il cui smaltimento, se fatto in maniera corretta in modo da garantire l’integrità dei fondali (e della Posidonia) dell’Area Marina Protetta, consentirebbe ampia collaborazione da parte dell’Amministrazione di Ventotene. D’altra parte resta incomprensibile come non si voglia accogliere questa richiesta al pari di quanto fatto per il Comune di Formia dove, proprio per le stesse ragioni, il dissalatore non è stato collocato. Sono poi intervenuti il Direttore del Parco Nazionale del Circeo Paolo Cassola e la Sottosegretaria Maria Teresa Amici che hanno sottolineato l’importanza di fare rete e di mettere in sinergia il patrimonio ambientale del Parco del Circeo con quello dell’arcipelago ponziano e del golfo di Gaeta. Insomma bellezze naturali, storia, monumenti e cultura per realizzare un potente volano per l’economia marina e turistica del basso Lazio. Sono intervenuti tra gli altri il Consigliere Comunale di Ponza dr. Gennaro Di Fazio, il direttore del Parco “Riviera d’Ulisse” Ing. Roberto Rotasso, l’Ing. Marcello Di Marco di Gaeta che ha suggerito di adottare norme precise sulla installazione dei dissalatori. La Biologa Paola Villa, in rappresentanza del Comitato Popolare del Golfo, ha riferito di numerose iniziative, purtroppo rimaste inascoltate, sull’inquinamento del porto commerciale di Gaeta, in primis per lo scarico ed il trasporto del Pet-Coke. Il Viceministro Silvia Velo ha assunto l’impegno di promuovere un confronto in sede ministeriale su queste problematiche e trovare adeguate soluzioni”.

Fonte: TempoReale.info

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1 risposta a Dissalatore di Ventotene: interviene la politica

  1. Pandatario scrive:

    Finalmente la vera Politica si interessa anche del grande problema dell’installazione del dissalatore a Ventotene. Sicuramente l’intervento del Sottosegretario del Ministero dell’Ambiente è molto significativo e positivo che, per la sua competenza, pone in risalto la tutela della Riserva Marina Statale di Ventotene in relazione alla salvaguardia e l’integrità dei fondali e della posidonia (ex D.P.R. nr. 357 del 8 settembre 1997), presente anche sui fondali a meno di 200 metri dall’imboccatura del porto di Ventotene.
    Tralasciando le problematiche connesse anche all’immissione dei gas di scarico (per h. 24 x 365 giorni/anno) del gruppo elettrogeno necessario al funzionamento del dissalatore (assimilabile ad un tir con il motore in funzione per un tempo indeterminato), è mai possibile che per l’installazione di questo famigerato dissalatore, nessuno parla del nocumento che puo’ arrecare alla salute pubblica dell’isola una volta che l’acqua (soltanto dissalata) sgorga dai rubinetti dell’isola?
    Perchè nessuno evidenzia che nel mare circostante all’isola di Ventotene sono presenti in natura (per effetto della sua natura vulcanica), numerose sostanze in quantità che possono essere definite pericolose per la salute umana, tipo l’arsenico, il mercurio, il rame, ecc. (fonte convegno “Grado di inquinamento naturale di acque e suoli in Italia”, Roma 20/03/2015 – Accademia Nazionale dei Lincei in occasione della XV Giornata Mondiale dell’Acqua).
    Ad oggi si disconosce se gli impianti di desalinizzazione sono in grado di eliminare la presenza di questi metalli altamente pericolosi (nel capitolato di appalto non viene menzionato niente del genere).
    Infine Il Direttore della Riserva Marina Statale di Ventotene, cosa dice a riguardo? Quali sono le sue opinioni? Ma esiste un Direttore della Riserva marina di Ventotene od in realtà esiste solo un personaggio di facciata nominato all’epoca dall’ex Rè Sole?

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