Muto come un pesce

Ricevuti i verbali del gruppo di Formia della Guardia di Finanza per quanto riguarda l’esecuzione delle ordine di custodia cautelare, il Gip del Tribunale di Cassino Salvatore Scalera ha fissato dalle ore 9 di mercoledì mattina gli interrogatori di garanzia per l’ex sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, l’ex assessore al turismo Daniele Coraggio, l’ex responsabile della ripartizione tecnica Pasquale Romano e per gli imprenditori isolani Claudio Santomauro e Antonio Langella, arrestati – ma al momento si trovano tutti ai “domiciliari” presso le loro abitazioni di Formia – con le gravi accuse di pilotare l’esito di alcuni appalti pubblici a favore di imprese compiacenti con l’intento di ottenere finanziamenti da parte della Regione finalizzato a favorire la corruzione elettorale, alias il voto di scambio. Dalle poche indiscrezioni trapelate dall’ufficio del Gip del Tribunale della città martire è stata una circostanza, formale e sostanziale, nello stesso tempo: gli interrogatori dei cinque arrestati si dovrebbero concentrare nella stessa giornata di mercoledì.

Intanto è stato definita, con questo primo adempimento da parte del Gip Scalera, anche la composizione del collegio difensivo, composto dagli avvocati Luca Scipione (assiste l’ex sindaco Assenso), ancora Scipione e Antonio Zecca (per Pasquale Romano), Pasquale Cardillo Cupo e Marco Sepe (per l’ex assessore Coraggio), Renato Ciamarra (per Antonio Langella) e Arturo Bongiovanni (per Claudio Santomauro). Chiara la strategia difensiva dei legali dei cinque indagati con le ipotesi di reato di truffa aggravata, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica, abuso d’ufficio e voto di scambio: evitare di formalizzare la richiesta al Gip Scalera per l’ottenimento della revoca degli arresti domiciliari per giocarsi le proprie carte davanti il Tribunale del Riesame.

Per formalizzare i ricorsi i legali di Assenso, Coraggio, Romano, Langella e Santomauro hanno inondato di richieste il comune di Ventotene per avere copia della documentazione tecnico-amministrativa relativa ai vari appalti pubblici, soprattutto nella zona del porto nuovo dell’isola, e per la gestione dei pontili di cui si sono occupati in questa delicata inchiesta il gruppo di Formia e la Brigata dell’isola delle Fiamme Gialle. Un altro tipo di istanza è stata inviata al magistrato titolare delle indagini, il sostituto procuratore Roberto Nomi Bulgarini, forse la più interessante sul piano probatorio.

La difesa dei cinque indagati ha chiesto di avere copia delle trascrizioni telefoniche ed ambientali per confrontarle testualmente con quanto riportato in molte delle 103 pagine dell’ordinanza del Gip Scalera. Interessato ad effettuare questa verifica è soprattutto l’ex sindaco Assenso. Di lui parlano solo gli altri ai quali non proferisce, nonostante sia intercettato dagli inquirenti, mai alcuna parola…

E, invece, per il Gip è stato l’ex sindaco di Ventotene il “dominus” che dettava tempi e ritmi al funzionamento di questa organizzazione dedita alla gestione controllata di alcuni appalti pubblici.

Fonte: TempoReale.info

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