Ventotene: la cricca ci riprova!

Mosè, pardon, Assenso con i nuovi comandameti.

Mosè, pardon, Assenso con i nuovi comandameti.

L’autunno è arrivato e puntuale come gli orsi che vanno il letargo, anche Ventotene si addormenta in quel sonno, che soltanto con l’arrivo della primavera e con esso i primi turisti, riuscirà a svegliare.
L’unica cosa che a Ventotene non si ferma mai è l’eterna, incomprensibile, arrogante, meschina, inconsulta, ecc. lotta per il potere che la famiglia Assenso ed il particolare il pluri-imputato Giuseppe detto Geppino Assenso e i suoi giullari, saltimbanchi, lacchè, voltagabbana ecc. provano a mettere in atto per rimanere ancorati a quella poltrona che ormai è diventata soltanto una sedia elettrica, che piano piano li sta portando ad una morte politica ed una probabile esclusione dalla vita politica di Ventotene per 10 anni.
Ma ecco che la cricca “mafiosa” ventotenese, pur di non lasciare quella poltrona e per continuare a fare il cattivo e buon (in verità più cattivo) tempo, come era da prevedere mettono una testa di ca…o, scusate volevo dire di legno, per cercare di risollevare le sorti, anzi le proprie sorti, ormai segnate da processi a non finire.

La cricca riunita, anche se ricorda l'ultima cena, sicuramente ha scopi meno nobili.

La cricca riunita, anche se ricorda l’ultima cena, sicuramente ha scopi meno nobili.

L’elenco sarebbe lungo solo per citarne alcuni: abuso d’ufficio, gare d’appalto date ad amici, (IMPUTATO ANCHE IL TECNICO COMUNALE PASQUALINO ROMANO), case popolari date senza i necessari requisiti, voto di scambio… e l’elenco è ancora lungo. MA QUELLO CHE NON BISOGNA DIMENTICARE, È CHE L’EX SINDACO GIUSEPPE ASSENSO (DETTO SEMPRE GEPPINO) E’ IMPUTATO INSIEME A VITO BIONDO, ed al tecnico comunale Pasquale Romano di omicidio colposo, per la morte di Francesca e Sara, processo che i suddetti cercano di mandare in prescrizione, come è tradizione dell’italica mafia (Andreotti, a cui il nostro amato sindaco si ispira, ne è esempio).

Questo è l’articolo tratto da Latina oggi “Il crollo non resti senza responsabili”

Ventotene – 16/10/2016 – 18:11
Non si dà pace e non riuscirà a farlo fino a quando non avrà vinto la sua battaglia.
Una battaglia intrapresa in maniera “involontaria” purtroppo per circostanze tragiche, ma che vuole continuare a condurre fino in fondo anche per lasciare il “vessillo” di questa vittoria a tutti gli italiani.
In questo caso rappresentato da una sentenza di condanna.
Bruno Panuccio, papà di una delle due ragazze morte a Ventotene, a seguito del crollo di un costone a Cala Rossano avvenuto nell’aprile 2010, a pochi giorni dal processo di Appello (fissato al 19 di ottobre) è pronto a rinnovare il suo appello.
«In Italia, tutte le sentenze relative al dissesto idrogeologico fanno riferimento alla fatalità. La causa di tante sciagure accadute, quindi, è stata sempre la fatalità, perchè non ci sono mai state le prove del contrario. Questo mi sembra che sia un insulto al buon senso degli italiani.
La sentenza di primo grado relativa alla tragedia di Ventotene, invece, è la prima che riconosce le responsabilità degli amministratori e tecnici in merito al dissesto idrogeologico».
Per questo, per Panuccio, se si riuscisse a dimostrarlo fino all’ultimo grado sarebbe «il primo caso in Italia in cui un amministratore risulta responsabile di una tragedia che ha colpito persone e luoghi».
«Si tratta di una sentenza importante – ha aggiunto -, stabilendo una volta per tutte che, se un amministratore non ottempera al suo dovere di sorveglianza e controllo, viene condannato. E qualora non faccia il suo dovere per coscienza civica, per lo meno lo farà per paura di una condanna». Per questo, Panuccio auspica che la condanna sia confermata in Appello «perchè solo così si potrebbero avere nuove conseguenze, nuovi controlli e nuove prescrizioni in materia di dissesto idrogeologico». In merito al processo, giunto a sentenza nel febbraio 2014, ha precisato: «Come cittadino ritengo che sia un insulto già parlare di omicidio colposo, quando si nascondono documenti, quando non si chiude una spiaggia, quando si ha la consapevolezza che c’è un rischio frana, tanto da avanzare una richiesta di fondi alla Regione, e poi non si mette un cartello di pericolo su quella spiaggia. Di fronte a tutto questo non fare c’è dolo, c’è un fare negativamente per mero interesse commerciale. E quindi bisognerebbe parlare di omicidio doloso e non colposo».
Per questo Panuccio attende l’udienza di Appello fissata per mercoledì e auspica che non ci sia un rinvio del processo, essendo la prescrizione fissata ad ottobre 2017. Anche se pare possa slittare per difetto di notifica. «Se non cambia il vento e si trova una soluzione la mia e la vostra rischia di restare solo una vittoria di Pirro», è stato il suo sfogo amareggiato su un social network.

Ma ecco che come un nuovo Mosè che scende al monte Sinai ha presentato a capo di questa masnada di imputati, quella famosa testa di legno che già abbiamo citato, un figlio di Ventotenesi che vive a Milano e che, come Cristo, sembra di camminare sulle acque e moltiplicare pani e pesci, pardon volevo dire soldi …
Quel povero Cristo che il nostro amato sindaco Giuseppe vuole immolare sull’altare del suo particolare torna conto.
Uno che promette mare e monti ma che non riesce a capire in che situazione si trova Ventotene. Un nuovo Messia come dice Pasquale Bernardo (ex consigliere dell’opposizione).
Ma il padre già ha fatto il miracolo perché ha moltiplicato le case giù a Calanave, in barba al piano regolatore e alle continue insinuazioni che il nostro amato Mosè, pardon EX SINDACO GEPPINO ASSENSO, sparge su GERARDO SANTOMAURO ( ex capo dell’opposizone), dicendo che sta a Salerno e non torna mai a Ventotene. Ma allora per uno che vive a Milano adesso è l’ideale per fare il sindaco a Ventotene? E come si presenta? Come conquistatore, o un nemico o un visitatore incomprensivo (Cristo si è fermato ad Eboli). Non conosce i problemi di Ventotene ed è solo capace di dare numeri senza senso, o sotto il diretto controllo del Suo Mosè che sicuramente gli avrà promesso qualcosa oltre a già alle tante casette costruite dal padre.

Ecco cosa scrive Pasquale Bernardo su Facebook e che consiglio a tutti di leggere attentamente, sia chi è per Assenso e a chi è contro.

”Annuntio vobis gaudium magnum: a Ventotene è arrivato un nuovo Cristo.. La prima cosa che ha detto é: ma quali 70 milioni, per s stefano io li moltiplico e diventeranno 200 milioni!! Chissà forse camminando sulle acque ci risolverà anche il problema dei trasporti e forse potrà anche trasformare il deficit finanziario del comune in avanzo. A proposito ma lo sa questo novello cristo che il comune deve dichiarare il dissesto? Lo sa che amministrare un comune non e come amministrare una sim o una finanziaria ? Eh si perché il controllo non lo esercita la consob ma la Corte dei conti. La prossima volta che incontro Matteo glielo devo dire di tornare a ventotene perché c’è un cristo che moltiplica soldi, pane e pure pesci! A breve usciranno i conti comunali accertati dalla Commissaria e purtroppo dovra essere dichiarato il dissesto perché, caro Daniele, non avendo ne il conto 2015 ne il bilancio 2016 il risanamento del comune potrà essere avviato solo con la dichiarazione di dissesto o con un recupero del disavanzo massimo in tre anni. “Uno slot alla volta” per dirla come cristo. Ma poi che cazzo centrano le slot? Chissà forse vuole aprire un casino sull’isola!! . Vedrete amici che adesso il new Cristo h avuta questa informazione dirà ” ghe pensi mi” e quindi tutti in farmacia a comprare vaselina. “Ma siamo Seri” diceva il grande Toto “siamo uomini o caporali? “”

Aspettiamo fiduciosi le prossime elezioni e speriamo che i Ventotenesi, non si facciano di nuovo abbindolare da falsi Cristi e falsi Profeti e finalmente riescono come gli Ebrei a liberarsi dalla schiavitù di un faraone che non fa altro che fare i propri interessi (e i vari processi ne sono la dimostrazione!!) e quelli dei suoi amici. Speriamo che Ventotene risorga non con falsi Cristi, ma con uomini di buona volontà che riescono a far risorgere un isola destinata solo alla morte e all’oblio se ritornano Assenso e Company. Undici anni sono troppi, e Ventotene e i Ventotenesi non ne possono più, anche con un nuovo Messia.

Fonte: TeleFree

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1 risposta a Ventotene: la cricca ci riprova!

  1. maskolona-dog scrive:

    per natale fate i buoni voi isolani i miei fratt.i s.isssimi S.CLAUSCONI saranno generosi con voi se voterete come diranno loro come sempre!a voi conigliette un gadget come sempre!

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