«Nessuna colpa, nessuna responsabilità»

Giuseppe Assenso

«Siamo convinti della nostra estraneità ai fatti. Non abbiamo alcuna responsabilità e lo dimostreremo». A parlare per conto del suo assistito è l’avvocato Renato Archidiacono che difende il sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, presente ieri pomeriggio alle sei meno dieci in aula quando il giudice dopo la camera di consiglio ha letto il dispositivo che dispone il giudizio per tutti e quattro gli imputati.
Proprio come aveva chiesto l’accusa rappresentata dal Procuratore Aggiunto Nunzia D’Elia mentre ieri pomeriggio in aula per la lettura c’era il pm Raffaella Falcione.
Questo dramma ha colpito tutti anche il primo cittadino di Ventotene che si è fatto interrogare dal magistrato e ha fornito la sua versione dei fatti ribadendo con forza di essere estraneo. Ha parlato per circa venti minuti Assenso. «Sono stato tra i primi ad arrivare sul posto, quando ero in Comune e ho appreso la notizia mi sono prodigato per soccorrere i ragazzi che erano rimasti feriti ad alcuni ho ricomposto delle fratture», Assenso infatti è un medico. «Non c’era alcun segnale che potesse metterci in guardia sui pericoli di quella spiaggia, gli addetti alla pulizia delle spiagge erano passati un’ora prima . Nel 2004 erano stati fatti dei lavori e lo stesso ente deputato dalla Regione aveva messo tutto in regola. Questa è una vicenda che dal punto di vista umano ci ha e mi ha colpito». E’ stato questo il senso delle sue dichiarazioni in aula.
«Nonostante gli eventi del 2004, relativi al distacco di parete rocciosa Biondo aveva omesso di segnalare all’autorità dei bacini regionale del Lazio gli eventi franosi del 2004 che sono avvenuti in una zona prossima a quella del crollo del 20 aprile e non consentivano – recita ancora il capo di imputazione -aimembri dell’Autorità dei Bacini Regionali del Lazio di avere una completa conoscenza dello stato dei luoghi una circostanza che comportava l’omessa indicazione della zona quale area a pericolo e l’omessa adozione di misure di interdizione all’accesso, come cartelli di pericolo, lavoro di consolidamento e reti di protezione a salvaguardare della pubblica incolumità». Accusa che la difesa è pronta scardinare.

Fonte: Latina Oggi

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3 risposte a «Nessuna colpa, nessuna responsabilità»

  1. dany scrive:

    Arpa Lazio al collasso, sindacati: “Balneazione a rischio”
    25/05/2012, di Redazione (online).

    La salute dei quasi 6 milioni di cittadini del Lazio, è fortemente a rischio. Arpa Lazio non è più in grado di controllare e, di conseguenza, di garantire la qualità dell’aria e dell’acqua né, tantomeno, di monitorare gli agenti fisici sul territorio a causa della mancanza di risorse.

    Le segreterie regionali di Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl unitamente alle rappresentanze sindacali unitarie hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori a partire dal primo giugno.

    Il rischio di non avere controlli ambientali adeguati arriva in un momento particolarmente delicato per tutte le province laziali, a partire da quella di Roma dove si sta dibattendo sul collocamento della nuova discarica. Problemi che, però, non sembrano turbare la politica regionale.

    “Le limitate risorse economiche e umane dell’Agenzia, già ridotte all’osso dal patto di stabilità e dal blocco delle assunzioni – dichiarano Sandro Biserna della Cgil Fp, Claudio Laurenti Cisl Fp, e Marco Giobbi della Uil PFpl – rischiano di non poter garantire ancora a lungo lo svolgimento degli ordinari compiti istituzionali come il monitoraggio della qualità dell’aria (centraline), i controlli sulla balneabilità delle acque marine e lacustri, i controlli sulle discariche, i controlli sugli agenti fisici (Campi Elettromagnetici, radiazioni ionizzanti, rumore, vibrazioni ecc.), le attività di laboratorio a supporto delle Aziende Sanitarie Locali sui campioni di Acqua destinata al consumo umano e sugli alimenti.

    L’inerzia della Regione mette a dura prova l’operato dell’ente preposto ai controlli ambientali a tutela della salute dei cittadini del Lazio.

    A fronte di un organico approvato dalla Regione Lazio di circa 750 unità di personale, l’Agenzia dispone oggi di meno di 400 lavoratori, che per un quarto sono impiegate a tempo determinato,

    20 lavoratori precari a tempo determinato – che hanno garantito lo svolgimento dei compiti istituzionali di Arpa Lazio – sono stati d’improvviso licenziati ed altri circa 100 resteranno a casa alla fine dell’anno.

    In queste condizioni, considerato anche l’irrisolto problema dello smaltimento dei rifiuti, la Regione Laziorischia di diventare una polveriera ecologica”.

  2. X NON DIMENTICARE scrive:

    02/07/2007

    Marevivo: “Scempio a Ventotene. Togliamo gli ombrelloni dalla zona archeologica”

    Ombrelloni, sdraio e lettini sulla bancata di tufo romano, proseguimento dell’antica peschiera di Cala Nave, unica spiaggia attrezzata dell’isola di Ventotene. Ma anche architetture d’epoca usate come portacenere, imbarcazioni ormeggiate entro le boe di delimitazione a Parata Grande con relativo disancoraggio sulle praterie di Posidonia oceanica, sacchi di materiale edile abbandonati nella zona archeologica ed immondizia di ogni tipo nelle acque costiere e lungo le rive. Un vero e proprio scempio, in totale assenza di controllo. Marevivo esprime la sua profonda preoccupazione per la generale situazione di degrado in cui versa l’Area Marina Protetta “Isole di Ventotene e Santo Stefano” e chiede un rapido intervento delle autorità per contrastare questo fenomeno.
    “Siamo particolarmente legati a questa Area Marina Protetta – dichiara la presidente di Marevivo, Rosalba Giugni – in quanto ne abbiamo accompagnato e sostenuto la nascita, con l’aiuto dell’allora sindaco, Beniamino Verde. L’estate è appena iniziata, ma la zona soffre già di una eccessiva e sregolata pressione di turisti. Per non parlare poi dell’Info point dell’AMP chiuso, e della totale mancanza di una qualsiasi attività di educazione ambientale, peraltro ampiamente richiesta dai turisti. Cosa dobbiamo aspettarci per l’alta stagione – chiede la presidente Giugni – e, soprattutto, è questa l’area marina protetta che tutti vorremmo?”.

    Ufficio Stampa MAREVIVO
    Solen De Luca
    Gualtiero Spada
    Claudia Georgia Banella

  3. X NON DIMENTICARE scrive:

    TELEFREE
    martedì 23 settembre 2008
    Ventotene: le parole… e i fatti.

    Ventotene: Dall’estate prossima a Ventotene l’illuminazione pubblica sarà prodotta esclusivamente da impianti solari, non ci saranno più auto private provenienti dalla terraferma, le merci saranno trasportate soltanto con automezzi elettrici, turisti e cittadini potranno godere di eccellenti corsi di educazione ambientale, sarà disponibile una splendida sala convegni e persino un campetto di calcio a cinque! Queste le dichiarazioni odierne contenute nel comunicato stampa del sindaco Assenso all’apertura di un seminario sul fotovoltaico che si tiene sull’isola.
    Evviva dunque! Finalmente Ventotene diventerà un’oasi dove il territorio è rispettato, la splendida natura valorizzata e il turismo sarà esclusivamente sostenibile!

    Ma queste parole sono le stesse pronunciate all’indomani dell’elezione dell’attuale giunta comunale, le stesse ripetute durante l’estate di due anni fa, le stesse dell’estate scorsa, le stesse di quest’estate… insomma, le stesse da anni!
    I fatti, frattanto, sono differenti!
    Il territorio dell’isola è violentato quotidianamente dall’abusivismo edilizio e da scelte scellerate di interventi cosiddetti “pubblici”, che altro non sono che il modo di far lavorare – e remunerare profumatamente – i soli noti. Ogni giorno camion e camion di materiali edili vengono scaricati sul territorio: tonnellate di mattoni, cemento e ferro che sembrano sparire in un batter d’occhio in appena 1,5 km quadrati di territorio.
    L’area protetta, tanto sbandierata in ogni occasione pubblica, è soltanto un contenitore vuoto, anzi vuotissimo (non c’è neppure un direttore!) ed è gestita direttamente ed esclusivamente dal suo presidente, il sindaco appunto, capace soltanto di dirottare i fondi destinati alla conservazione e alla valorizzazione del territorio verso ‘progetti’ che nulla hanno a che vedere con la protezione della natura e che, ancora una volta, servono soltanto a garantire laute parcelle ad amici, parenti, e amici degli amici, il tutto con il pluriennale benestare del Ministero dell’Ambiente e del suo direttore generale Aldo Cosentino.
    Le famiglie ventotenesi di fronte alla prospettiva del nulla fuggono sempre più numerose dall’isola, che, se continua così, ben presto rimarrà deserta!

    Forse il sindaco spera ancora con le parole di cancellare i fatti, crede che le sempre più feroci critiche al suo operato possano sparire così, a colpi di comunicati stampa…
    Ebbene i tempi sono cambiati, la gente, e non soltanto gli isolani, non si fanno più fregare e sono stufi di sentirsi presi in giro, come dimostra una recente lettera apparsa sul quotidiano più letto della Provincia e riguardante la dolente situazione della comunità isolana e del suo territorio. Insomma, caro sindaco, a ca’ nisciuno è fesso!

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