Pietre al posto del cuore 10

Parla una compagna di Sara e Francesca, 15 anni:

Sono Silvia…un’amika di Sara e Francesca… mi rivolgo a tutti i ventotenesi…quello contro cui stiamo combattendo x avere giustizia nn è L’isola di VENTOTENE ma combattiamo contro il modo di amministrare l’isola…quando le mie amike sn… partite x questo camposcuola erano serene…spensierate …le ho salutate dicendogli ke quando sarebbero tornate mi avrebbero dovuto raccontare tutto di quell’isola ke le aveva tanto attratte…a me dispiace vedere ke siamo gli uni conto gli altri..quando invece dovremmo combattere x mettere fine a queste tragedie…nessuno ci ridarà Sara e Francy ma l’unika kosa ke possiamo fare è cercare di dare a due amike meravigliose la” giusta” giustizia.

Fonte: Facebook

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Pietre al posto del cuore 9

Sara Panuccio

Botta e risposta su Facebook sulla lettera inviata da Ventotene alle famiglie delle vittime della tragedia di Cala Rossano.

a) Il commento di Cinzia alla nota di Nunzia, mamma della compagna di banco di Sara (Pietre al posto del cuore 5)

Brava Nunzia,con dispiacere leggo che queste morti vengono chiamate “fatalità….io al posto dei Ventotenesi non avrei avuto il coraggio di scrivere così a Bruno,avrei rispettato il suo dolore e la sua sete di Giustizia,spero che il 20 Aprile abbiano almeno il buongusto di non farsi vedere, perché dopo questi commenti,sappiamo che la loro presenza non sarà una sincera commemorazione, ma una recita per far vedere all’Italia quanto sono bravi,quanto son dispiaciuti,quanto la loro Isola è bella e sicura!

b) La risposta di Giuseppe alla nota di Nunzia e a quella di Cinzia

Nunzia , Lei è mai stata a Ventotene? È a conoscenza dei lavori di messa in sicurezza del porto romano , spiaggia calarossano e numerosi tratti di costa? Signora, lei sta prendendo conclusioni affrettate, le indagini sono in corso …e senza dubbio i responsabili se esistono (ma non necessariamente la ricerca di un caprio espiatorio) usciranno fuori. Nel frattempo, mi permetta di ribadirle come ho fatto anzitempo nel commento anteriore, di non ritenere giusto di dover ascoltare ogni santo giorno diffamazioni e colpi bassi sull’isola (e indirettamente anche su chi vi abita) . RIPETO: il suo dolore è comprensibile, ma , signor Panuccio, ora mi rivolgo a lei, lei sta peccando di egoismo, e tra l’altro non ha neanche avuto la sensibilità di rispondere al mio commento che attenderò puntuale se lei avrà tempo. Non c’è bisogno di invitarci a non partecipare alla commemorazione, non mi sembra corretto nei nostri confronti e penso che io il rispetto non gliel’abbia mai mancato: sto solo cercando un confronto diretto con lei, e la esorto ancora per un momento a provare a riflettere sul fatto che forse la sua campagna non sta sortendo gli effetti che lei desidererebbe (peraltro giustificati) bensì ci sta ferendo in qualità di abitanti e appartenenti al sistema isola. Signor Bruno, non sono una voce nel buio, e le attuali 8 persone che hanno espresso il loro assenso per quanto ho detto aumenteranno, altri ancora commenteranno, finora siamo stati in silenzio ma, dispiace dirlo, ogni cosa ha un suo limite e credo che lei questa volta lo abbia oltrepassato.
Cinzia lei al posto dei ventotenesi non avrebbe neanche commentato perché , lei come tanti, vede le cose dal di fuori, e le assicuro che esiste un’enorme differenza: ma sa, signora, non provo neanche a convincerla perché so che non potrebbe neanche capirmi. La recita di cui lei parla è l’ennesima prova che non ha né letto il mio commento anteriore, e né capito la nostra disapprovazione che, attenzione, non è un attacco diretto verso il signor Panuccio, bensì sugli effetti , chiamamoli collaterali, della sua campagna sulla ricerca dei colpevoli. Attendo con pazienza eventuali commenti. Vi invito a leggere questo articolo intanto: http://alturl.com/mjqyy.

c) La risposta di Bruno, padre di Sara

Giuseppe e agli altri…….vedi, caro ragazzo , ti do del tu , forse dovresti riflettere maggiormente a ciò che scrivi…il tuo commento mi costringe ad essere ripetitivo ma dato che ESIGI una risposta con un tono quasi di sfida… che forse ti viene dalla presunzione , la stessa che indichi in me , di essere da come ti dichiari uno studente di lettere e filosofia e quindi custode del sapere…ti accontento…leggi bene la nota…ci sono i distinguo come sempre NON HO MAI FATTO DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO e poi con i tuoi studi ( consiglio )trova una frase più d’effetto ….in TV ci sono stato una sola volta su invito per parlare di dissesto idrogeologico , abusivismo edilizio , cementificazione selvaggia e conseguente pericolosità per l’incolumità …non è di certo colpa mia se si parla in maniera poco simpatica di Ventotene ed anzi visto la tua sincera dichiarazione d’amore per l’isola e ti credo FATTI TU promotore di un cambiamento radicale….come mai non hai come tanti tuoi compaesani non tutti per fortuna gridato allo scandalo quando le carte della perizia NON DI PARTE ha evidenziato le bugie e le omissioni ….perché stai in silenzio sul fatto che vogliono costruire un tunnel di 300 metri spendendo almeno 6 milioni di euro……..dell’articolo di cui sopra devo ancora decidere se parlarne….vi basti sapere che lo conoscevo ancor prima che fosse pubblicato…..ti basti vedere che ieri sera lo avevo preannunciato…..Dovresti anche farmi capire quali sono le diffamazioni gratuite uscite dalla mia bocca……….Senza presunzione , caro ragazzo, sei giovane e non hai fortunatamente per te , ancora capito quanto schifo c’è in giro…….un caro saluto a te SINCERO ed a tutti i Ventotenesi ONESTI.

d) La conclusione di Nunzia, mamma della compagna di banco di Sara

Perché Sig. Giuseppe pensa che accusiamo tutti gli abitanti di Ventotene? Noi prendiamo solo atto di ciò che non è stato fatto dagli amministratori per evitare pericoli agli avventori delle spiagge compresi i Ventotenesi, quello che è successo poteva accadere a chiunque perché non vi ritenete anche voi miracolati dal sacrificio di Sara e Francesca e di conseguenza indignati per questa assurda tragedia? Gli scempi di cui siamo a conoscenza sono postati quotidianamente su vari blog, di cui sicuramente conoscete l’esistenza, dai vostri stessi concittadini con tanto di nome e cognome, non li ha inventati nessuno e sono le stesse persone che hanno dimostrato dispiacere e angoscia per ciò che era successo fin dall’inizio. Perché parla di diffamazione? Il fatto che la bellissima isola di Ventotene sia stata oggetto di abusi e soprusi è una triste realtà. Ho visto, da alcune immagini i lavori che sono stati fatti (ci voleva la morte di due ragazze per farli? Cosa impediva che venissero fatti prima?) ma non credo che le spiagge siano state riaperte al pubblico (mi corregga se sbaglio). E’ vero non conosco l’isola come lei non ha avuto la fortuna di conoscere Sara e Francesca per questo non può capire come io non capisco il tono aggressivo e intimidatorio usato nei nostri confronti. La cosa che mi dispiace di più è che Lei come tutti noi, sa benissimo che i responsabili esistono ma lo mette in dubbio…Ho letto anche l’articolo da lei citato e devo dire che la toppa è peggio del buco soprattutto i passaggi “Sara e Francesca vollero mettersi all’ombra” oppure “una decisione fatale”, “il costone friabilissimo non resse” sembrano insinuare una loro responsabilità nell’accaduto…sotto quel costone, pochi attimi prima, c’erano circa 30 ragazzi….doveva essere impedito loro di esserci!! Ecco perché siamo così scossi,ognuno di noi ha rischiato di perdere il figlio sotto quelle pietre,per noi è stato uno choc terribile, per i genitori di Sara e Francesca è cominciato l’inferno in terra. Queste sono le parole che ha trovato la mamma di Francy nel suo computer: “Solo una volta sarò su questa terra. Se c’è dunque qualche gentilezza o qualsiasi buona azione che posso fare, lasciatemela fare adesso; non fatemela rimandare o trascurare perchè non potrò tornare indietro. Francesca Colonnello” Sarebbe bello se ognuno di noi seguisse il suo prezioso insegnamento….e aveva solo 14 anni.

Fonte: Facebook

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Pietre al posto del cuore 8

Athena Raco

Ancora una risposta piena di dignità all’agghiacciante lettera partita da Ventotene ad un anno dalla tragedia di Cala Rossano. Questa volta si tratta della mamma di Athena Raco, rimasta gravemente ferita.

Gent.ma Regina Guerini e mamme che hanno inviato la racc. del marzo 2011.

“Mi spiace che quella che aveva l’intenzione di essere una lettera privata di avvicinamento alle vostre famiglie ed al vostro dolore sia stata da voi percepita nei modi che avete spiegato, me ne rammarico e mi rincresce che se vi siate sentiti offesi da questa.” … La ringrazio per l’intenzione, ma Lei può bene immaginare che raccomandare a noi genitori in prima linea sul fronte della tragedia del 20 aprile di non farci strumentalizzare, travalica ogni buona intenzione e mal dispone qualsiasi destinatario riceva simili avvertimenti.
Le mamme possono unirsi al nostro dolore, certo, ma senza raccomandazioni e senza consigli sulla condotta da tenere. Per quale motivo avremmo bisogno di simili raccomandazioni???
Occorre sempre pensare a ciò che si dice prima di parlare e soprattutto prima di scrivere, visto che generalmente si legge e rilegge prima di inviare qualsiasi scritto.
E’ scorretto, molto scorretto insinuare che ci siamo sentiti offesi. Noi, genitori di Athena, e i genitori di Sara, di Francesca e di Riccardo, non ci sentiamo offesi. Tale sentimento presuppone un atteggiamento parruccone e bigotto che non ci ha mai animato. E’ più corretto parlare di disgusto e amarezza per una iniziativa di cui non si capisce il senso, se non quello che giustamente ha rivelato Bruno Panuccio nel suo intervento: “Ci avete praticamente invitato a fare silenzio con i media in prossimità del 20 aprile prossimo , perché forse temete che in relazione al primo anniversario dalla morte delle nostre ragazze molto probabilmente si riaccenderanno i riflettori su questa triste vicenda.”
Questa appare la Vostra unica preoccupazione.
L’Amore materno è l’esempio della più alta forma di Amore e davvero non sembrano mamme coloro o colei che hanno scritto ed inviato la lettera a noi indirizzate, nella quale si legge piuttosto una manierata solidarietà condita con un’ipocrita contrizione.
Le mamme che amano hanno passione e coraggio. E con passione e coraggio che si mette in discussione una politica dissennata che permette che simili tragedie avvengano. Sarei stata ammirata nell’assistere alle proteste dei Ventotenesi, all’indomani della tragedia del 20 aprile, contro le amministrazioni che nel corso degli anni hanno ridotto la Vostra isola da perla del Mediterraneo a luogo di abusivismo edilizio e di coste interdette per quanto sono state rese pericolanti e pericolose.
Siamo tutti di passaggio su questa Terra. Quello che dà un senso alla nostra vita è l’Amore e la Verità. E’ irragionevole creare contrapposizioni tra noi e Voi. Siamo tutti Ventotenesi, come siamo tutti Italiani, come siamo tutti Giapponesi e cittadini del mondo. Non lasciamo che logiche di guadagno, di malaffare e di bassa politica contaminino i nostri rapporti, ma manteniamo il CORAGGIO di affermare sempre la VERITA’, contro ogni inganno, contro ogni ipocrisia ed egoismo.

Alessandra Sarti Magi

Fonte: Facebook

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Pietre al posto del cuore 7

Sempre da Facebook la replica di uno degli ideatori della lettera inviata dopo un anno alle famiglie delle vittime di Cala Rossano.

Sono Regina Guerini
Mi spiace che quella che aveva l’intenzione di essere una lettera privata di avvicinamento alle vostre famiglie ed al vostro dolore sia stata da voi percepita nei modi che avete spiegato, me ne rammarico e mi rincresce che se vi siate sentiti offesi da questa.
Non ho scritto io personalmente la lettera che vi è giunta, ma quando questa è stata ideata ero presente e ne ho condiviso in pieno gli intenti. Nasce infatti l’idea di questa lettera da un gruppo di donne che hanno deciso di incontrarsi per parlare dei problemi della nostra comunità. Fanno parte di questo piccolo gruppo sia una consigliere di maggioranza, sia una di minoranza dell’attuale legislazione. Io personalmente sono un ex consigliere ma non ho nessun incarico all’interno dell’attuale amministrazione se non sporadiche collaborazioni con l’Assessorato al turismo e alla cultura. L’intento delle nostre riunioni era di essere propositive delle nostre idee al di là di quelli che sono gli schieramenti politici poiché in una piccola comunità come la nostra pensiamo abbia poco senso dividersi. Inevitabilmente si è parlato della tragedia che vi ha e ci ha colpito nel profondo. Abbiamo parlato di quanto questa ci avesse ammutolito. Esatto. Abbiamo parlato del silenzio, di quel silenzio che ha reso noi timide davanti al vostro dolore. Del silenzio del l’amministrazione che a fronte di un inchiesta in corso ha scelto di non parlare. E di come a fronte del silenzio di tutta la nostra comunità sia iniziato lo sciacallaggio. E così Ventotene ricordata per essere la perla del mediterraneo, per essere il seme dell’Europa, è diventata da un giorno all’altro terra di incuria. Questo ci è sembrato ingiusto oltreché non veritiero. Ed è stato lì che abbiamo deciso che bisognava riprendere tutto da dove era iniziato, ma iniziare con altri occhi, non quelli di chi cavalcando e strumentalizzando la vostra rabbia, getta fango su un intera comunità ma con occhi di madri che possono solo immaginare il dolore che voi provate e avrebbero voluto in qualche maniera riprendere il dialogo con voi famigliari. Sono uscite dalla stessa riunione proposte mirate a far ricordare sempre quello successo a Calarossano, proprio perché non debba ripetersi. La lettera che vi è stata inviata (ecco il motivo della fretta e della raccomandata) voleva essere il preludio di un’altra lettera di invito qui sulla nostra isola per dire una preghiera e posare un fiore (proprio come dice lei Sig.Serenella) insieme a noi in occasione e per l’anniversario della morte di Sara e Francesca . Nessuno qui ha dimenticato o vuole dimenticare. E’ importante per noi potervi sentire vicini, e farvi sentire la nostra vicinanza e solidarietà stringendoci in un abbraccio. Noi non vogliamo mettere una pietra sopra a niente, noi vogliamo che le responsabilità siano accertate e punite. Ma che farlo sia la giustizia e non i giustizialisti e che si faccia presto perché non gravi su tutta la nostra comunità responsabilità che non sentiamo di avere.

Regina Guerini

Fonte: Facebook

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Pietre al posto del cuore 6

«Non rovinateci la stagione»
Il sindaco di Ventotene scrive alle famiglie delle vittime della tragedia

Agghiacciante gaffe della giunta comunale di Ventotene che manda una lettera raccomandata alle famiglie delle vittime della tragedia dello scorso aprile chiedendo il loro silenzio per non ‘rovinare la stagione’. La denuncia del padre di Sara, una delle bambine rimaste uccise sull’isola insieme a Francesca è straziante. Bruno Panuccio urla tutto il suo dolore dalle pagine di Facebook, subito rimbalzate su decine di blog (http://bit.ly/gH4bN2), denunciando apertamente il tentativo dei consiglieri del sindaco Giuseppe Assenso, rinviato a giudizio per omicidio colposo, di far calare un velo di silenzio sulla loro morte per non spaventare i turisti che ancora pensano a Ventotene come ad un’oasi di pace e bellezza. Nel pubblicare la lettera ricevuta il papà di Sara denuncia: “siete in trepida attesa di vendere il vostro falso amore per la natura e l’ambiente ad altri studenti ignari del fatto che Ventotene è un’isola che oggigiorno non ha nulla da offrire se non un enorme cantiere a cielo aperto, omettendo magari come in passato la reale pericolosità dei luoghi che invece di salvaguardare e tutelare per la loro antica bellezza sono stati letteralmente stuprati dal cemento e dall’abusivismo edilizio che è stato a livello morale ed economico il voto di scambio e fonte di ricatto vincolante per il rapporto cittadino–amministrazione” e conclude chiamando a raccolta i cittadini onesti di Ventotene affinché si ribellino e non si trasformino, con il loro silenzio, in complici del delitto di strazio e vilipendio della sensibilità e della pietà umana.

Fonte: Parvapolis

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Pietre al posto del cuore 5

Abbiamo deciso di continuare a seguire la vicenda della lettera anonima inviata da Ventotene alle famiglie delle vittime della tragedia di Cala Rossano per una questione di civiltà.
Vogliamo esprimere in tal modo la nostra solidarietà e dare il massimo sostegno a coloro che, in maniera onesta e dignitosa, non fanno altro che ricercare la verità affinché non si ripetano più tragedie inutili.
Per questo pubblichiamo una nota tratta da Facebook e scritta dal genitore di una compagna di Sara e Francesca.

Lo staff di Ventotene News

Vorrei fare una domanda ai Ventotenesi onesti che hanno risposto a Bruno [Panuccio]: come fate a sopportare di essere amministrati ancora da chi, con il suo scellerato operare ha determinato la morte di due bambine, nel fiore degli anni, scaraventando le loro famiglie, i loro amici e chi a loro voleva bene in un baratro di dolore senza via di uscita? La situazione in cui vi trovate è stata determinata solo e soltanto dalle loro azioni! Siamo in tanti i genitori che abbiamo mandato, fiduciosi, i nostri ragazzi sulla vostra isola ritenendola sicura,rischiando,invece, di perderli ad ogni viaggio. Oggi ci sentiamo miracolati! Anche la mia seconda figlia doveva partecipare a quella maledettissima gita (il fratello c’era stato proprio nel periodo indicato dal sig. Coraggio) ma, all’ultimo momento,si è tirata indietro. Era la compagna di banco di Sara e con Francesca aveva condiviso anche le elementari. Lei ha tappezzato la sua stanza con le foto delle amiche, si è aggrappata ai loro scritti ritrovati sui vecchi diari e, sul diario di quest’anno, ho trovato, ogni 20 del mese, un saluto per loro! Qui si piange ogni volta che si pensa o si parla di Sara e Francesca, praticamente sempre, abbiamo tutti un magone dentro che non ci lascia mai,è passato quasi un anno ma il dolore non è stato nemmeno scalfito dal tempo. Non ve la prendete con Bruno che si sta battendo come un leone per vedere puniti gli assassini di questi due Angeli, abbiate chiaro nella mente che lui, Martina, Maurizio, Vincenza, Perla ,Davide, Edoardo ed anche i feriti e le loro famiglie sono le VITTIME!! I carnefici in questo momento siedono ancora al loro posto. Per quanto ci riguarda Bruno potrà sempre contare sull’aiuto di tantissime persone che gli vogliono bene e che non permetteranno a nessuno di calpestare il suo dolore e la dignità che ha mostrato in tutto questo tempo. Non so voi al suo posto cosa avreste fatto! Non perdete,invece, l’occasione di fare concretamente qualcosa per queste famiglie colpite in maniera così crudele e per riprendervi la vostra isola rendendola finalmente sicura, prendete a calci nel sedere i vostri amministratori, costringeteli a dimettersi così sarà fatto un primo passo importante! Fino a quel momento non vi offendete se continueremo a chiamare Ventotene l’isola della morte perché, per adesso, quello è, visto che nulla è cambiato da allora anzi……..i progetti in cantiere non promettono niente di buono!!!!! Un abbraccio a te Bruno.

Nunzia Pinto

Fonte: Facebook

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Pietre al posto del cuore 4

Giuseppe Assenso

E voi ci credete?

Ad un anno dalla tragica scomparsa di due quattordicenni in gita a Ventotene, uccise dai massi che si sono staccati dal costone di Cala Rossano, cinque mamme dell’isola hanno inviato ai familiari delle due vittime, Sara Panuccio e Francesca Colonello, altrettante lettere nelle quali hanno manifestato il loro dolore per quanto successo in una mattina di primavera quando la vita sembrava riservare solo gioie a tutta la scolaresca della «Anna Magnani» di Morena, presente sull’isola pontina.

Una lettera, quella delle mamme, che invita i familiari a cercare di lenire il proprio dolore nel ricordo delle due adolescenti e che esorta a non farsi strumentalizzare da quanti vorrebbero fare di tutte le tragedie (e questa lo è stata, indusbbiamente) uno spettacolo. In questa innocua missiva, che risultava essere stata inviata tramite raccomandata, il papò di Sara Panuccio ha visto l’intenzione occulta di lasciare nel silenzio la storia di queste due ragazze, arrivando ad ipotizzare che le attenzioni avessero uno scopo diverso da quello reale, quello insomma di «gettare un velo pietoso» e andare avanti. L’intenzione a dire la verità non era proprio quella. Le mamme hanno sentito l’esigenza di esprimere ai familiari ed alla scuola delle due ragazze la loro solidarietà in virtù della commozione che l’episodio ha suscitato in tutta Italia ma sicuramente in maniera molto intensa sull’isola. Lo stesso sindaco Giuseppe Assenso che ha vissuto (come si può immaginare) questa vicenda con dolore immmenso (non solo istituzionale, ma personale) si è immediatamente dissociato da qualsiasi iniziativa fosse stata presa nei confronti delle famiglie delle povere vittime. «L’iniziativa di quelle lettere è stata di alcune mamme – ha detto il sindaco – il Comune non avrebbe mai dato vita ad un’iniziativa del genere. Evito gli spettacolarismi e quando sarà il primo anniversario della tragedia magari me ne andrò da solo in chiesa per dire una preghiera. Come non capire la disperazione dei genitori di quelle due ragazze?». Erano le 11 e 15 del 20 aprile 2010, la scolaresca della «Anna Magnani», ragazzi di terza media pieni di vita, come ce ne sono a migliaia, stava passeggiando lungo la spiaggia di Ventotene. Sara e Francesca vollero mettersi all’ombra, nella Cala Rossano. Una decisione fatale. Il costone, friabilissimo, non resse e cadde investendo in pieno le due studentesse di terza media. Una tragedia che Ventoene non ha dimenticato E che nessuno vuol nascondere.

Fonte: Il Tempo

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Pietre al posto del cuore 3

«Cinque lettere raccomandate e senza firme, per chiedere il silenzio delle famiglie in prossimità del primo anniversario della morte di Sara Panuccio e Francesca Colonnello, le studentesse morte lo scorso aprile sotto una frana sull’isola. È il padre di Sara, Bruno Panuccio, a riferirlo.

«Tre delle lettere non firmate – spiega – sono state inviate da sedicenti mamme, anche alla scuola delle nostre figlie, la Anna Magnani di Morena, e ai genitori di Athena Raco, gravemente ferita, e Riccardo. Nel testo prima si dicono addolorate. Poi ci invitano a non farci strumentalizzare dalla stampa. Guarda caso proprio in prossimità della stagione balneare». Sulla busta c’è un mittente. «Una ex consigliere comunale di Ventotene» dice Panuccio. Secondo il sindaco di Ventotene, Giuseppe Assenzo, che ha riferito di aver fatto una piccola indagine, la lettera sarebbe stata davvero organizzata da un gruppo di mamme e dall’ex consigliere comunale, ma solo per dare solidarietà alle famiglie colpite dal lutto.

Fonte: Il Tempo

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Pietre al posto del cuore 2

La  famiglia Serenella, il cui figlio è rimasto ferito nella tragedia di Cala Rossano, risponde alla farneticante lettera inviatagli da Ventotene.

Gentile Signora Regina GUERINI,

che non ho il piacere di conoscere, non so chi rappresenta, se scrive a nome di chi, oppure è una semplice cittadina che scrive a titolo privato.
La lettera che ci ha spedito, con grande stupore, ha turbato ancor più il dolore che proviamo io e mia moglie per la tragedia. Premetto che ciò che è accaduto come Famiglia Serenella non ha nulla a che vedere con quello che hanno subito i miei cari amici Bruno, Martina, Maurizio, Vincenza ed Alessandra. Malgrado ciò anche noi nel “nostro piccolo” abbiamo subito, stiamo subendo e subiremo ancora (la lettera è una riprova), forti scossoni.
Riccardo, “il figlio nato due volte”, ha subito dei cambiamenti che hanno destabilizzato la sua psiche, mutando anche i rapporti fraterni. Come genitori siamo molto confusi e in grande difficoltà in quanto non sappiamo se, i suoi comportamenti, sono dovuti solo a un fattore preadolescienziale. E’ nata in lui la paura nell’affrontare il quotidiano vivere di un ragazzo di 14 anni, influenzando sensibilmente anche i profitti in ambito scolastico. Secondo Lei nel ragazzo che ha vissuto in prima persona tutti i momenti drammatici dell’evento cosa si sarà scatenato?
Tuttora, dopo un anno, è assistito da un medico-psicologo.
Io e mia moglie abbiamo riflettuto sulle parole che Lei ha scritto. Ci siamo posti delle domande, fatto delle considerazioni, alle quali non siamo riusciti a dare una risposta esauriente.
Dubbi e incertezze che Lei in qualche modo potrebbe chiarire. Credo che solo le “Mamme” che hanno subito una tragedia simile possano capire un dolore così grande. Mio figlio è stato ad un passo dalla morte. Secondo Lei cosa può lenire un’esperienza così forte? La ferita si chiude, ma la cicatrice rimane per tutta la vita. La rabbia e il rancore, indubbiamente non aiutano a dimenticare. Questi sentimenti credo nascano anche dal fatto che nessuno ribadisco nessuno, dal giorno dell’accaduto, si è fatto vivo per chiedere notizie. Quante volte nella vostra chiesa, nelle vostre preghiere avete ricordato ciò che vi ha “scosso”? Chi di voi è venuto a Roma per incontrarci, scambiare qualche parola di conforto, soprattutto con le famiglie più colpite? Veramente crede sia stato il fato, il destino che ha generato la tragedia? Penso che sarebbe stato opportuno prevenire, mettere in sicurezza i posti a cui tenete molto e per gli isolani tutti è fonte di guadagno.
Lavorare per l’Amministrazione comunale, significa essere a disposizione dei cittadini che vi hanno eletto. Ricoprire delle cariche istituzionali (Sindaco, Assessore, Consigliere ecc…) comporta “ ONERI E ONORI ”.
Avere il coraggio, la responsabilità di incontrare, di toccare il dolore delle famiglie secondo noi rientra negli ONERI della posizione istituzionale che si ricopre. Nel momento in cui ciò avviene, l’onere diventa un ONORE perché la nostra persona guadagna nell’aver comunque tentato tutto il possibile affinché, il dolore di queste Famiglie, sia meno opprimente. Quante volte ci avete invitato nel luogo della tragedia per porgere un fiore e fare una preghiera?
Si è pensato fondamentalmente a scaricare responsabilità, tirare fuori carte, mappe, perizie per giustificare che tutto era sotto controllo. Non c’è solo questo. La parte morale della tragedia è stata mai considerata?
“Non fate strumentalizzare il vostro dolore da gente che senza scrupoli pensa solo ad aizzare contro chiunque senza remore, pur di far spettacolo”. Nessuno di noi ha voglia di spettacolo, vogliamo solo che le responsabilità vengano accertate, se ci sono state delle negligenze da parte di qualcuno, questo paghi. Nessuno ha voglia di infierire.
Un’ultima considerazione.
La frase da Lei scritta nella lettera che ho anzidetto ha questo suono “mettiamoci una pietra sopra (un’altra) tanto il tempo farà la sua parte”.
La Famiglia PANUCCIO, la Famiglia COLONELLO, La Famiglia RACO, possiamo dire che sono state condannate all’ergastolo?
A noi Famiglia Serenella diciamo ci hanno dato solo 10 anni.
Ringrazio a tutti i Ventotenesi che hanno pregato, pianto per il dolore delle Famiglie e hanno avuto qualche pensiero di conforto. Se avrà modo di considerare questi nostri pensieri e di riflettere dandoci magari delle risposte Le saremmo grati.
Saluti.

FAMIGLIA SERENELLA

Fonte: Facebook

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Ventotene: pietre al posto del cuore

Sara Panuccio e Francesca Colonnello

Superati tutti i limiti della decenza a Ventotene: una denuncia  straziante di Bruno Panuccio a quasi un anno dalla morte di Sara e Francesca.

Innanzitutto , per spiegare con chiarezza ciò di cui andrò a parlare , mi trovo costretto a rendervi partecipi di questa lettera raccomandata a me giunta la settimana scorsa che riporterò integralmente:

Gent. Sig.ri
PANUCCIO BRUNO e PLACENCIA CASIANA

e p.c.
Colonnello Maurizio e Molfetta Vincenza
Serenella Luigi e Nocentini Roberta
Sarti Magi Alessandra
Ist. Comprensivo Fontanile Anagnino

Scrivere del dolore è difficile e descriverlo più ancora, i sentimenti che proviamo sono complicati da far capire . Spiegare a un genitore che ha perso una figlia… … …dire del vuoto che lascia l’impotenza è complicato dire quanto siamo vicini al suo dolore è banale e che il dispiacere per una tragedia immensa ci ha veramente toccato nel profondo sembra così inutile e scontato. Abbiamo aspettato che il tempo lenisse un poco il grande dolore e che il clamore si placasse per cercare di avvicinarci a voi con delle semplici parole che speriamo possano entrare nel vostro cuore . Noi siamo solo delle “ mamme “ ma come tali sappiamo l’importanza della parola “perdere “, perdere un figlio la cosa più importante al mondo perdere tutto ! La rabbia, il rancore, purtroppo non servono a riportarle nelle vostre case nei loro letti nelle vostre vite ora vuote ma sicuramente loro sarebbero felici di vedervi sereni e forti. Da lassù vi sorridono con amore e vi accompagnano nella vita difficile e dolorosa di tutti i giorni. Non fate strumentalizzare il vostro dolore da gente che senza scrupoli pensa solo ad aizzarvi contro chiunque senza remore, pur di fare spettacolo !
Cercate di trovate un poco di serenità e di pace nel loro ricordo, noi ve lo auguriamo con tutto il cuore. Vogliamo dirvi che tutti i Ventotenesi hanno pianto con voi e non vi hanno dimenticato né hanno dimenticato le vostre figlie, sono e siete nel cuore di tutti noi indistintamente.

Un grande abbraccio”

QUESTA LETTERA CI E’ GIUNTA DATTILOSCRITTA SENZA ALCUNA FIRMA A MEZZO RACCOMANDATA A ME COME AGLI ALTRI ELENCATI , IL MITTENTE DICHIARATO SULLA BUSTA E’ GUERINI REGINA di cui ometto l’indirizzo per non violare la privacy , vi basti sapere che è di Ventotene .

ED ORA IL MIO COMMENTO

Il fatto che ci sia giunta non tramite posta ordinaria ma a mezzo raccomandata , che non sia un manoscritto e che non vi sia apposta alcuna firma da parte delle cosiddette “ mamme “, è stato il primo campanello d’allarme , ma la PUZZA ed il disgusto hanno invaso ancor prima del cervello il mio cuore . .
In pochi minuti tramite una elementare ricerca ho scoperto che la sig.ra GUERINI REGINA è un ex consigliere comunale di maggioranza del comune di Ventotene , basti leggere le delibere del consiglio comunale che sono atti pubblici , molto vicina quindi all’ ancora sindaco Assenso indagato per la morte di mia figlia SARA e di FRANCESCA , oltre che per il ferimento dei loro compagni ATHENA e RICCARDO .

Non posso affermare con certezza quanto sia o meno una lettera a carattere privato , a me come agli altri ha dato molto fastidio riceverla e mi ha dato l’ impressione invece di una missiva il cui mittente reale ed originario sia un’ istituzione pubblica .

L’ asetticità della forma , l’aver chiamato mia moglie Casiana come da documento ufficiale e non Martina come la conoscono tutti , l’ aver sbagliato il cognome della mamma di Francesca , l’aver omesso il nome del papà di Athena , l’essersi invece ricordati di inserire i genitori di Riccardo che in quest’anno è pressoché scomparso dal ricordo dei media e della gente in virtù del fatto che perlomeno a livello fisico ne è uscito quasi indenne sono tutti elementi che danno da pensare .
Ho meditato per giorni se valesse la pena dare risposta o ignorare questa lettera , alla fine ho deciso di scrivere perché tutti sappiano ed ognuno tragga le proprie considerazioni .

Tralascio qualsivoglia commento per non essere offensivo e volgare sulla parte emozionale del testo con la sola dichiarazione che sia vergognoso da parte del mittente , chiunque sia , poter giudicare le nostre famiglie animate da rancore , noi chiediamo solo sia accertata la verità anche come cittadini di questo paese , la verità sulle responsabilità della tragedia che taluni cercano di occultare sotto il nome di tragica fatalità ..
Trovo vergognoso affermare che il tempo trascorso abbia lenito il nostro dolore e ci veda ora forse più sereni….se proprio vi interessa saperlo per quel che mi riguarda ogni giorno che passa l’assenza di mia figlia Sara non fa altro che acuire maggiormente il nostro dolore e con questo penso di interpretare anche il pensiero dei genitori di Francesca , l’ unica differenza è che stiamo sempre più imparando a conviverci ma ciò non è certo di consolazione …

La cosa che più mi ha fatto SCHIFO , questo è il termine appropriato , è il messaggio cardine che mi avete inviato “ Non fate strumentalizzare il vostro dolore da gente che senza scrupoli pensa solo ad aizzarvi contro chiunque senza remore pur di fare spettacolo ! “ .

E’ tutta qua la vostra lettera , è solo questa l’unica preoccupazione per la quale siamo stati raggiunti da queste vergognose 5 raccomandate il cui costo dell’ invio sarebbe curioso sapere se forse sia stato iscritto tra le spese postali pubbliche o abbiate organizzato una piccola colletta privata in ufficio o solo uno si sia fatto carico di aprire il portafoglio .

Ci avete praticamente invitato a fare silenzio con i media in prossimità del 20 aprile prossimo ,
perché forse temete che in relazione al primo anniversario dalla morte delle nostre ragazze molto probabilmente si riaccenderanno i riflettori su questa triste vicenda .
Se in questo momento non avevo alcuna intenzione di esprimere pubblicamente alcun pensiero , e questa a quanto pare è la vostra speranza , con il vostro comportamento avete prodotto l’effetto opposto.

SIA BEN CHIARO CHE IO SONO L’UNICO A DECIDERE SE E QUANDO SARA’ IL MOMENTO DI METTERCI UNA PIETRA SOPRA , LE VOSTRE PIETRE LE AVETE GIA’ POSTE SULLE NOSTRE FIGLIE CHIUDENDO I LORO OCCHI E LA LORO VITA PER SEMPRE !!!!!

La stagione turistica è alle porte , siete in trepida attesa di vendere il vostro falso amore per la natura e l’ambiente ad altri studenti ignari del fatto che Ventotene è un’isola che oggigiorno non ha nulla da offrire se non un enorme cantiere a cielo aperto omettendo magari come in passato la reale pericolosità dei luoghi che invece di salvaguardare e tutelare per la loro antica bellezza sono stati letteralmente stuprati dal cemento e dall’abusivismo edilizio che è stato a livello morale ed economico il voto di scambio e fonte di ricatto vincolante per il rapporto cittadino–amministrazione.

Trovo vergognoso ed offensivo da parte del mittente insinuare che io sia stato strumentalizzato dai media, fino ad oggi credo di esser riuscito a gestire , seppur a fatica , i rapporti con tv e giornali senza mai lasciarmi andare ad inutili piagnistei , il patto con i giornalisti è sempre stato chiaro : niente spettacolarizzazione del dramma , voi neanche immaginate a quante trasmissioni con audience maggiore ho rifiutato di partecipare per non essere strumentalizzato, chi vuol parlare con me di Sara e Francesca sa bene che l’argomento principale sono i dati emersi ed inoppugnabili , altrimenti non se ne fa niente .

L’ ultimo pensiero è per i cittadini e ancor più per le mamme di Ventotene che non si riconoscono nello scritto che ci è stato inviato , credo abbiano offeso anche voi nel coinvolgervi in questa vergognosa lettera , spero troviate la forza di alzare per una volta la vostra voce ….e so che ce ne sono , contro chi fa strumento della vostra persona per perpetrare l’ennesima vergogna sulla vostra isola.

Lascio ad ognuno le proprie considerazioni e commenti .

( Bruno Panuccio 29 marzo 2011 )

Fonte: Facebook e Latina 24 Ore

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