Appello al WWF e alla Procura: Ventotene affonda nel calcestruzzo!

– Egr. Dott.ssa Vanessa Ranieri – Presidente del WWF Lazio
– Procura della Repubblica di Latina
– Spettabile Associazione Antonino Caponnetto

Oggetto: a chi Santo bisogna rivolgersi? Si chiede un intervento urgente

Sono anni che, con tutti i mezzi a disposizione, si continua a denunciare la situazione venutasi a creare sull’Isola di Ventotene, piccolo comune in provincia di Latina e facente parte, suo malgrado, dello Stato italiano.  E’ ormai chiaro che qualcosa non funziona!!!  Ma la mia non vuole essere una sterile polemica.  Se parlo in questo modo è perché vorrei spiegare a chi legge questa mia denuncia che, su quest’Isola, la legge NON E’ UGUALE PER TUTTI.

Vorrei che si capisse come in questa piccola realtà ognuno ormai fa quello che vuole, anche se Ventotene fa parte della Repubblica Italiana.  …..fai, fai non ti preoccupare “cia’verimm nui “.

Si dice così quando qualcuno vuole iniziare a costruire unità immobiliari o quando si vuole trasformare una grotta romana in appartamento.
Si risponde così a chi dopo aver espresso “liberamente” la propria scelta elettorale …presenta il conto.
Si dice così anche per tutto quello che  si fa finta di non vedere.  Non si vuol vedere la manodopera che si materializza  per eseguire  lavori urgenti in campo edile o per essere momentaneamente utilizzata nei negozio nei  ristoranti.
Tanto…

Tanto quando dovessero arrivare dalla terra ferma controlli o ispezioni questa manodopera sparisce, diventano tutti vacanzieri.
Vacanzieri come è successo qualche giorno fa, quando sull’Isola si sono visti personale in borghese di qualche corpo Militare o funzionari di qualche Ministero.
Sono così bravi a sparire …e a diventare turisti per caso!!!!!

Di sicuro vengono avvertiti, in quanto velocemente i cantieri si fermano, vengono chiusi, le  strade sistemate, le macerie smistate tanto per le bonifiche del territorio qualche fondo si raccimola sempre.

Egregia Dott.ressa Vanessa Ranieri, giorni fa sull’isola sono giunti militari del Nipaf che hanno posto i sigilli alla famosa casa rosa di punta dell’Arco a Ventotene.  Ottimo intervento, peccato però che oggi, in quella stessa zona, siano giunte decine di persone pronte a dar vita ad un nuovo cantiere.

Non ci possiamo sbagliare, sono tutti ragazzi del posto che lavorano nel campo edile accompagnati con qualche straniero e certo non sono interessati alle margherite.

Per questo stato dei fatti chiediamo URGENTEMENTE  il suo intervento, per tutto quello che accade in  via Rose, in via Parata Grande, in via Ulivi, in zona Cala Battaglia, in via Fontanelle, in via Luigi Iacono, in via XX Settembre in zona  Calanone.

Le vogliamo ricordare che a Ventotene non esiste un Piano Regolatore, ma un Piano di Fabbricazione, dove a detta dell’ufficio Tecnico si potrebbe solo fare manutenzione ordinaria e straordinaria.

Sono in corso numerose domande di condono, che siamo certi verranno accolte visto… il “cia’verimm nui “.

Da poco la regione Lazio ha chiesto di intervenire sull’Isola di Ponza con gli abbattimenti, si spera perciò che ciò si chiesto anche per Ventotene, riserva Marina e Terrestre, forse la nostra isola possiamo ancora salvarla.  E questa volta dire:  “ciamma vista nui “.

Flocco Antonio

Fonte: Associazione antimafia “A. Caponnetto”

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L’isola del cemento

Ancora una nota del rappresentante dell’Associazione antimafia “A. Caponnetto” a Ventotene sulla tragica situazione edilizia sull’isola.

Poche settimane fa, tramite una mia denuncia indirizzata sia all’Associazione Antonino Caponnetto, che l’ha pubblicata, sia al quotidiano Latina Oggi, che non lo ha fatto, non garantendo alcun diritto di replica alle accuse che mi furono rivolte nell’estate 2010, chiesi alla Procura della Repubblica di Latina di verificare il contenuto della medesima con un accertamento approfondito fino ai minimi dettagli, sull’”abusivismo edilizio” che si starebbe verificando sull’Isola di Ventotene.
Come già detto in più di occasioni, non essendo un tecnico, non posso giudicare se per tutti i lavori che si vedono in giro per l’Isola siano necessari permessi o licenze edilizie, ma posso però affermare con sicurezza (vista la pregressa esperienza personale e la lettura di note provenienti dall’Ufficio Tecnico Comunale di Ventotene) che sull’isola non sono ammesse opere di nuova costruzione fino all’approvazione del Piano Regolatore. Gli unici lavori consentiti sono quindi quelli di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Non voglio essere ripetitivo, ma proprio non ce la faccio a stare zitto e a non denunciare quello che vedo e leggo.
Da quando sono giunto sull’Isola di Ventotene, una volta definita “la perla del mediterraneo” quanti cambiamenti ho visto e non certo positivi.
Ho visto costruire molto in questi anni ma, da un decennio a questa parte e cioè da quando l’Isola è divenuta Riserva marina e terrestre, ho visto delle cose fuori del normale.
Dal porto nuovo fino alla fine dell’isola, su tutto il territorio, su tutte le particelle, su tutte le proprietà, sono nate nuove costruzioni in legno ed in muratura adibite poi a mini appartamenti o ad appartamenti di lusso poi venduti o affittati a costi settimanali elevatissimi. Lo stesso fenomeno ha poi colpito le varie grotte presenti sull’isola.
Ho visto…
Ho visto la casa vicino a quella di mia moglie demolita e ampliarsi, forse anche su due piani… Ma non erano proibite le nuove costruzioni?
Quanta cubatura è ancora disponibile sull’Isola di Ventotene?
Visto che la famosa opera che si sta avviando al completamento ne ha già presa tanta?
Eppure un ex Assessore all’Urbanistica di qualche anno fa, ci ha informato che questi lavori non si potrebbero fare.
Sarà così, oppure è tutta immaginazione?
Ho visto il mare in piena estate pieno di rifiuti organici umani che galleggiavano lungo la battigia, l’acqua divenuta ormai torbida. Eppure tutti dicono che i rilievi dell’acqua sono a posto, che i soldi per la rete fognaria sono stati ben spesi, che il depuratore funziona.
Durante il periodo estivo l’odore di fogna per il centro storico non manca. Va ricordato che siamo in una Riserva Marina e Terrestre.
Forse non ci si rende conto che il moltiplicarsi dei sevizi igienici ha portato al collasso l’attuale rete fognaria?
Ho visto alcuni trasporti di materiale edile effettuati in elicottero verso l’isola di Santo Stefano. Gli stessi dovevano essere utilizzati per la messa in sicurezza del Carcere Borbonico. L’opera sarà stata effettuata, visto che i voli sono stati terminati e sono stati stanziati 4 milioni di euro?
Una parte dell’asfaltato di piazza Castello è stata sostituita da lastroni di pietra, ma l’opera sarà terminata o sarà lasciata a metà perché sono finiti i soldi ?
Ho letto l’articolo a firma “l’amico dell’Isola dell’amore” che ci informava che molte case potrebbero essere state accatastate con diversa destinazione d’uso, mi sono chiesto per quale motivo? Evadere il fisco? Se fosse così non ci sono i presupposti per un danno erariale? Perché non viene informata da chi di dovere la Corte dei Conti per le dovute verifiche?
Sempre riferendomi al contenuto della citata lettera, come mai il ripristino dei luoghi non viene effettuato?
Se si costruisce, come si vede e si legge praticamente ovunque non si rischia anche su quest’isola il danno Idrogeologico?
Al Comune non interessa?
Perché non interviene la Corte dei Conti?
Alla famosa “casa rosa” sono stati posti i sigilli da parte di Forze di Polizia giunte dalla terraferma, ma possibile che qui sull’isola nessuno ha visto niente?
Eppure sulla proprietà di mia moglie e dei suoi fratelli, sono intervenuti per una tettoia interno cortile di piccola entità!!
Eppure dai siti Internet ho appreso che la moglie del proprietario di questo immobile sarebbe un funzionario della Sovrintendenza ”, da ciò si evince che difficilmente poteva ignorare le procedure.
Mi hanno informato che in pochi anni sull’isola sono stati posti circa 70 sigilli, 107 le sanatorie ancora in sospeso dall’ultimo condono edilizio ma si continua a costruire .
Mi chiedo perché, come si legge nell’articolo del quotidiano Latina Oggi, sotto in allegato, sull’isola di Ponza la Regione Lazio ha chiesto al Comune misure repressive, (ABUSI EDILIZI DA ABBATTERE), mentre nulla ha chiesto al Comune dell’Isola di Ventotene per gli abusi riscontrati?
Tutto questo nonostante ci siano state due vittime innocenti.
A questo punto chiediamo che la Regione Lazio prenda SERIAMENTE in considerazione gli abusi edilizi riscontrati sull’Isola di Ventotene ed imponga al Comune dell’Isola di Ventotene le stesse misure repressive.
Mi auguro che la Regione Lazio prenda in mano questa situazione, affinché finisca una volta per tutte l’abusivismo edilizio, piaga per tanti comuni italiani. Le misure però devono essere drastiche, forse occorrerebbe anche l’utilizzo dell’esercito anche se in realtà a Ventotene le ruspe non mancano!!

Ventotene 04.05.2011

Antonio Flocco

Latina Oggi – Mercoledì 27 Aprile 2011 –  pag:33

«Ponza, la diffida e la richiesta di misure repressive della Regione Lazio al Comune Abusi edilizi da abbattere

Accertate 53 opere abusive sull’isola, tre sono della nota stilista Fendi

Cinquantatre i casi di abusivismo edilizio accertati sull’isola di Ponza per i quali la Regione Lazio ha chiesto al Comune di adottare delle misure repressive. Un lungo elenco di nominativi tra cui spicca il nome della nota stilista Alda Fendi sul cui conto sono stati accertati ben tre abusi, tutti realizzati sul bellissimo e super protetto isolotto di Palmarola. Su tutti e tre grava un’ordinanza di abbattimento. Nelle tre pagine redatte e firmate dal funzionario istruttore, dal direttore regionale e dal dirigente dell’area del dipartimento territorio e urbanistica – area vigilanza edilizia e lotta all’abusivismo -, le opere sono state suddivise in tre sezioni: quelle sulle quali grava un’ordinanza di demolizione; quelle sulle quali grava un’ordinanza di sospensione dei lavori; e quella sulle quali gravano accertamenti regionali relativi ad illeciti amministrativi. Gli ultimi due punti rappresentano un numero minore. Le zone dove sono stati accertati gli abusi sono tra quelle più belle e ricercate dell’isola dove la possibilità di ottenere un permesso per costruire è praticamente ridotto al minimo. Oltre Palmarola, si parla della località di Frontone e della sua spiaggia, di località Tre venti, del Campo inglese, di Cala Feola, Cala Fonte, di Monte Guardia, Giancos, di Santa Maria, di Dragonara. All’appello non poteva mancare la località per cui l’isola è famosa: via Chiaia di Luna. La direzione regionale, nell’ambito di un generale accertamento dei casi di abusivismo edilizio e di opere realizzate senza i necessari titoli abilitativi, ha richiesto al Comune di Ponza di avere notizie sugli esiti delle procedure repressive poste in essere dal «Comune di cui allo stato, non risulta effettuata la definizione – si legge nel documento indirizzato all’area tecnica del Comune di Ponza -. In particolare per i casi che si segnalano, sia pure oggetto di procedure già avviate non è dato conoscere gli atti conclusivi che il comune di Ponza è tenuto a fornire nell’ambito di applicazione della normativa sul sistema sanzionato rio degli illeciti edilizi». E quindi di conoscere lo stato delle procedure di cinquantatre casi secondo la seguente casistica: «Ordinanza di demolizione: copia di eventuali atti di notifica, copia di verbale di ottemperanza e di inottemperanza, presenza di eventuale acquisizione, comunicazione di avvenuta demolizione, presenza di ricorsi al Tar e/o Consiglio di Stato con gli eventuali esiti, eventuali richieste di condono edilizio o di sanatorie; ordinanze di sospensione lavori: presenza di successiva ordinanza di demolizione; accertamenti regionali su illeciti amministrativi: presenza di annullamento dei procedimenti amministrativi illegittimi, emissioni di provvedimenti». Per tutti i casi segnalati della Regione «Il Comune è tenuto a chiarire l’esito delle procedure intraprese e lo stato di definizione delle azioni repressive intraprese o meno indicando i motivi dell’inerzia. Nel caso – si legge ancora nel documento -, a seguito della verifica che si richiede, non risulti eseguita ed ultimata la procedura repressiva richiesta e ciò in ordine alle acquisizioni, demolizioni o annullamento delle procedure amministrative illegittime, si diffida il Comune di Ponza a volere emettere o adottare i successivi provvedimenti repressivi a seconda dell’elenco sopra riportato in cui rientra la tipologia di abuso e le procedure richieste». La richiesta è stata protocollata al Comune due anni fa, ad oggi la situazione è rimasta tale e quale. I manufatti sono ancora lì. E’ ancora lì una casa realizzata in località Grotta del Serpente, per la quale è stata rigettata la domanda di condono edilizio, trattandosi di zona sottoposta a vincolo paesaggistico. »  Brunella Maggiacomo

Fonte: Associazione antimafia “A. Caponnetto”

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Ventotene specchio d’Italia

Pier Paolo Pasolini

Trentacinque anni fa Pier Paolo Pasolini scriveva queste parole.

Abbiamo provato a leggerle pensando a Ventotene, e siamo rimasti agghiacciati dalla loro contemporaneità!

Lo staff di Ventotene News

 

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Nuovo museo subacqueo per Ventotene

Scoperto nel 2009 nelle acque di Ventotene, ad una profondità di centocinquanta metri, sembrava destinato il restare uno spettacolo mozzafiato destinato ai pesci. Invece lo straordinario relitto romano d’età imperiale che custodisce intatto il suo antico carico di migliaia di anfore, ma che è Inamovibile per via delle profondità in cui si trova, sta per diventare il primo esempio di museo di archeologia subacquea. Una telecamera speciale inserita in una capsula globulare trasparente capace di compensare il peso della pressione dell’acqua sarà installata infatti per la prima volta in Italia, ad una profondità di cento metri per riprendere in tempo reale il monumento archeologico e monitorare l’ambiente della riserva marina. L’operazione, che partirà a maggio per essere completata entro l’estate, è frutto del progetto Simar (Sistema integrato marino per l’archeologia), ideato dalla sezione di archeologia subacquea della Soprintendenza ai beni archeologici del Lazio, e realizzato dalle società Westend e Teknomar, in collaborazione con la Riserva marina protetta dell’isola di Santo Stefano e il Comune di Ventotene. «II sistema sarà collegato a un sito internet, o a un circuito satellitare, in grado di offrire la visione del sito a tutto il mondo in presa diretta» racconta Annalisa Zarattini, responsabile del progetto. «inoltre, le immagini del relitto saranno trasmesse in tempo reale al Museo di Ventotene per offrirle ai visitatori, e alle forze dell’ordine per controllare il sito». L’apparecchiatura, infatti, prevede una telecamera mobile, sistemi di luci a !ed per illuminare il sito in caso di scarsa visibilità e sensori ambientali per monitorare le condizioni dell’acqua. La nave, ritrovata nel 2009 con la collaborazione con la fondazione americana AuroraTrust, conserva ancora la parte lignea dello scafo. Il suo ritrovamento è segno di come Ventotene fosse crocevia, in epoca romana, di rotte commerciali tra Spagna e Nord Africa.

Fonte: Il Venerdì della Repubblica

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Colombe e avvoltoi

Una edificante storia di Pasqua.

«Oggi è Pasqua , giorno dedicato alla serenità ed è così che siamo riusciti a passarlo in famiglia , anche se la presente assenza di Sara lo vela di un alone di tristezza.

Ne approfitto per un ringraziamento dovuto e particolare , ed anche per una piccola ma importante, secondo me , nota di chiarezza a fronte di una notizia non veritiera pubblicata su IL TEMPO di LATINA a firma del giornalista Sergio Monforte ( collaboratore esterno ) .

Sul quotidiano , in occasione dell’anniversario della morte di Sara e Francesca , ho letto con gran stupore che l’amministrazione comunale di Ventotene ha voluto ricordare le due ragazze organizzando con impegno la ricorrenza.

Io non so chi sia la fonte alla quale attinge l’autore, ma forse sarebbe il caso di verificare la veridicità di ciò che si scrive, altrimenti va a finire come 20 giorni fa , che poi si viene contraddetti e si pone nei lettori il dubbio sulla credibilità della carta stampata .

Sarebbe bastato rileggere l’articolo precedente per non cadere in errore, in tale occasione il sindaco Assenso affermò che non ci sarebbe stata alcuna commemorazione ufficiale e che lui stesso si sarebbe raccolto in preghiera in forma privata e solitaria.
Ora se permettete vi spiego io come sono andate le cose nella realtà anche perchè i meriti , se e quando ci sono , vanno riconosciuti ai meritevoli ed ai sinceri di cuore.

Il mio GRAZIE va a alla signora Lucrezia De Gennaro , responsabile della Protezione Civile dell’isola .

Lei da un mese si è prodigata per ricordare degnamente le nostre sfortunate ragazze, era sua intenzione portare i bambini della scuola a porgere il 20 aprile un fiore bianco sul luogo della tragedia e far celebrare una messa in tale occasione.

Questa sua proposta fu osteggiata e le venne posto il divieto di far uscire dalla scuola gli alunni.

Lei non si è data per vinta ed ha proseguito per la sua strada , la ragazza è testarda ed ha trovato l’alternativa valida: ha contattato personalmente i genitori dei bambini ed insieme hanno fissato per il pomeriggio il momento in cui insieme avrebbero portato dei fiori bianchi , e dell’acquisto degli stessi lei si è fatta carico.

Solo a questo punto l’amministrazione si è intromessa , oramai con o senza il suo consenso , la celebrazione era organizzata.

Ecco allora che il sindaco ha chiamato il preside della scuola per organizzare l’uscita dallo stabile degli alunni per il giorno 20 per far si che tutto si celebrasse intorno alle 11.30 , stesso orario della tragedia .

Non solo, la mattina stessa ha chiesto cortesemente ed educatamente di essere ammesso a questo momento di preghiera e riflessione , non in veste ufficiale ma come un comune isolano.

Spero che questo scritto questa volta non sia fonte di polemica e troppa pubblicità.

Io non potevo esimermi dallo scriverlo perché il mio GRAZIE è indirizzato esclusivamente a Lucrezia De Gennaro in prima persona ed a tutti coloro che ne hanno condiviso l’intento con animo sincero .

CON AFFETTO»

( Bruno Panuccio 24/04/2011)

Fonte: Facebook

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Pasqua amara per l’antiquario e la soprintendente

Il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Latina Laura Matilde Campoli ha rigettato la richiesta di revoca del sequestro eseguito dagli uomini del nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale su una grotta e un rudere ristrutturato in località Punta d’Arco a Ventotene .
Il 16 aprile scorso il Nipaf, nel corso di una ispezione nella rinomata località dell’isola pontina, ha constatato le violazioni edilizie e apposto i sigilli. Le indagini degli agenti hanno, infatti, riscontrato che il proprietario era sprovvisto della documentazione richiesta, una struttura era stata realizzata in difformità dal progetto iniziale, l’altra in assenza del documento che rilascia il Comune e che consente il cambio di destinazione d’uso.
Il blitz con tanto di documentazione fotografica aerea effettuato dal Nipaf coordinato nelle operazioni dal vice questore Luciano Perotto è stato realizzato su disposizione del decreto di sequestro firmato dal sostituto procuratore della Repubblica titolare del procedimento Giuseppe Miliano. I due manufatti sottoposti a sequestro, secondo le ricerche degli investigatori appartenevano ad un noto antiquario di Roma, il quale avrebbe trasformato in civile abitazione una grotta ipogea che è classificata quale deposito. Le grotte, naturali o scavate nella roccia, sono tipiche e molto diffuse sull’isola, venivano utilizzate come depositi di derrate alimentari e attrezzature varie. All’interno, però, gli agenti del Nipaf hanno invece scoperto che era stato realizzato un appartamento con bagno, cucina e camera da letto. Una grotta adibita a casa con tanto di tunnel sotterraneo che si apriva sul costone.
Il proprietario dei sue immobili è stato denunciato per abusivismo edilizio, cambio di destinazione d’uso e violazione dei vincoli paesaggistici e naturalistici. E nonostante il tentativo di rientrare in possesso dei dei due siti sottoposti a sequestro mediante una richiesta di revoca da parte dei suoi difensori, si è visto rigettare l’istanza.

Fonte: Latina Oggi

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Ventotene, l’abuso con le carte in regola

Un abuso con le carte in regola, o come dice lui, un sequestro incomprensibile. È una vicenda dai contorni sfocati quella di cui è protagonista l’ antiquario romano Antonio Pettini. Gli uomini del Nipaf, il nucleo investigativo della forestale, sono arrivati in elicottero a Ventotene per apporre i sigilli alla sua abitazione e alla grotta ipogea che, sottoterra, corre per trenta metri e poi buca la falesia. Tre finestre sul mare, un posto da favola. Nel provvedimento di sequestro firmato dal pm Giuseppe Miliano si ipotizzano la violazione dei vincoli paesaggistici, il cambio di destinazione d’ uso e l’ abuso edilizio. Ma al Comune di Ventotene assicurano che le carte sono a posto. E soprattutto, Pettini mostra pile di foto e documenti chiarissimi. Ci sono le autorizzazioni, prima di tutto. Firmate da Regione, Comune, Soprintendenza, Riserva Marina. «I lavori eseguiti nell’ abitazione e nella grotta – spiega l’ antiquario – non hanno aumentato di un centimetro la cubatura. Non ci sono tramezzi né niente. E quelle feritoie esistono da quarant’ anni». Pettini ha acquistato la casetta rosa, come la chiamano, nel 2004, insieme a una parte della grotta. Nel 2007 ha acquistato l’ ultima porzione. Poi il lungo iter delle autorizzazioni e dei lavori. «Ma ho dovuto penare, ho pure presentato due ricorsi al Tar per sbloccare la pratica. E li ho vinti». Le carte, si diceva. Singolare quella rilasciata dal Corpo Forestale nel settembre 2009. «Lavori autorizzati. E conformi al progetto». A inizio 2010 la Procura però fa eseguire una perizia e il 16 febbraio chiude l’ indagine. Poi per oltre un anno non succede niente fino a sabato scorso, il giorno del sequestro.

Fonte: Corriere della Sera

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Soprintendenza nella bufera

Il Gip del Tribunale di Latina Matilde Campoli ha confermato i sigilli all’abitazione sequestrata nei giorni scorsi dal Nipaf in località Capo dell’Arco a Ventotene. Di proprietà di un antiquario di Roma, Antonio Pettini, e della moglie sovrintendente dei Beni Culturali del Lazio. L’abitazione, collegata a una grotta ipogea attraverso un tunnel, era stata sequestrata causa lavori di ristrutturazione non autorizzati. Pettini è stato denunciato per abusivismo edilizio, cambio di destinazione d’uso e violazione dei vincoli paesaggistici e naturalistici. E’ notizia di questi giorni poi, e curiosità del caso, che la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, nella persona del dirigente  Annalisa Zarattini, avrebbe affidato a Marta Giacobelli, moglie dell’antiquario e come detto funzionario della Soprintendenza, il compito di stilare il parere necessario per la costruzione della nuova stazione marittima che dovrebbe sorgere sul porto di Ventotene. Alle volte il caso.

Fonte: H24 Notizie

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«Casa Rosa», il gip del tribunale ha confermato il sequestro

La casa rosa sequestrata la scorsa settimana

Al momento non potranno godere della loro abitazione a Ventotene. Lo ha deciso il Giudice per le Indagini preliminari Laura Campoli che ha convalidato il sequestro di quella che sul’Isola è conosciuta come la «casa rosa», ora di proprietà di una coppia d’eccezione, lui noto antiquario di Roma, lei funzionaria della Sovrintendenza dei Beni culturali del Lazio. Nei giorni scorsi, infatti, i forestali del Nipaf, diretti dal vice questore aggiunto Luciano Perotto, hanno messo i sigilli all’immobile a causa di lavori di ristrutturazione non autorizzati. Alla casa è annessa anche una grotta ipogea, da qui i lavori che hanno portato a una camera da letto e salotto con vista esclusiva. Quella possibile da una parete rocciosa a strapiombo sul mare azzurro di Ventotene. Sta di fatto che quelle fessure sulla scogliera, che si affaccia nella direzione del litorale di Formia, devono aver attirato l’attenzione anche degli agenti del Nipaf, i quali hanno messo un punto una serie di accertamenti disposti in passato della Procura di Latina. L’elicottero della forestale è atterrato sull’isola sabato mattina scorsa con gli agenti muniti di decreto di sequestro, a firma del Pubblico ministero Giuseppe Miliano che ha rilanciato l’inchiesta e iscritto nel registro degli indagati l’antiquario Antonio Pettini, intestatario della proprietà. Dovrà rispondere dei reati di cambio di destinazione d’uso della grotta, scavata nel tipico tufo di Ventotene, trasformata in ambienti abitativi dopo la realizzazione di un tunnel di 30 metri praticato nel bel mezzo della montagna fino appunto a sbucare a mare. Pettini è indagato quindi anche per la violazione dei vincoli paesaggistici e naturali. A questi si aggiunge anche il reato di abusivismo edilizio per aver eseguito alcuni ampliamenti della «casa rosa» senza autorizzazione. La coppia di coniugi romani deve aver investito parecchio nella villa delle vacanze nella bellissima isola pontina: a Ventotene si «narra» di un arredamento di pregio e di dettagli curati nei minimi particolari. Niente sfarzo, ma solo pura eleganza per soddisfare un raffinato gusto per l’arte. Ora, la coppia dovrà aspettare per la vacanza a Ventotene.

Fonte: La Provincia

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Ventotene: dopo un anno sicurezza ancora in alto mare mentre si continua a pensare al tunnel

Subito l’apertura di due cantieri, a Cala Nave e nella zona del faro, e poi una riflessione più accurata sul progetto che dovrà stravolgere le vie d’accesso al cuore dell’isola. Il sindaco di Ventotene, Geppino Assenso, è stato ieri pomeriggio in Regione per discutere di sicurezza e assetto idrogeologico. Ad un anno esatto dalla morte delle due studentesse romane in gita, uccise dalla frana di un costone di tufo sulla spiaggia di Cala Rossano, il sindaco ha partecipato a una riunione con il governatore Renata Polverini e il segretario generale Salvatore Ronghi. Gli ultimi piccoli cedimenti avvenuti nei giorni scorsi hanno riacceso i timori legati alla fragilità delle falesie. L’estate è alle porte e non c’è tempo per indugiare. «La presidente Polverini – ha spiegato Assenso – ci ha assicurato una disponibilità totale. Apriremo subito due cantieri, uno per concludere i lavori a Cala nave, l’altro per mettere in sicurezza l’area del faro. Se tutto va come speriamo già a fine maggio gli interventi saranno conclusi e potremo affrontare il periodo estivo con maggiore serenità». A Ventotene erano stati assegnati oltre sei milioni di euro tra i centoventi stanziati nell’ambito di un protocollo firmato dal Ministero dell’ambiente e la Regione Lazio per arginare il rischio idrogeologico. Ma a Ventotene in questi giorni tiene banco anche un altro finanziamento di cui il Comune vorrebbe disporre, quello che prevede la realizzazione di una strada di collegamento tra il porto nuovo e la zona del campo sportivo. «Io credo che alla fine il tunnel non si farà – dice Assenso – nella pre-conferenza dei servizi abbiamo prospettato diverse possibilità, non solo quella di una galleria. E in ogni caso, non muoveremo un dito se prima tutta l’isola non sarà messa in sicurezza».

Fonte: La Provincia

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