Il sindaco di Ventotene minimizza sulla frana. La vera paura è che a crollare sia la sua poltrona

Giuseppe Assenso

Nessun allarmismo né paura. Questa, secondo il sindaco di Ventotene, Giuseppe Assenso, è l’aria che si respira oggi nell’isola pontina dopo il distaccamento di alcuni massi a Cala Battaglia che ha riportato alla mente la tragedia dell’aprile dello scorso anno, quando persero la vita due ragazze travolte da alcuni blocchi di tufo scesi giù a valle a Cala Rossano.
La vera preoccupazione degli abitanti dell’isola laziale, dove Altiero Spinelli e Ernesto Rossi stilarono il “manifesto di Ventotene”, facendone la culla del federalismo europeo, invece, è la loro autonomia, messa a repentaglio dalla nuova manovra economica del governo. Il piccolo comune in provincia di Latina, che conta poco meno di 800 abitanti, è inserito infatti nella lista delle città che potrebbero essere accorpate con altri municipi.
Una decisione che non va giù ai ventotenesi, né tantomeno al loro primo cittadino, Giuseppe Assenso. “Speriamo non si faccia – dice – perché per quello che rappresenta Ventotene è una cosa assurda, quello sì che sarebbe un crollo. Come si può pensare di accorpare un’isola con un’altra realtà?”. E proprio per esprimere il proprio dissenso, il comune di Ventotene sarà in prima linea il 26 agosto nella manifestazione organizzata dall’Associazione dei piccoli comuni d’Italia davanti a Palazzo Chigi.
Assenso torna anche sul crollo di ieri, smentendo quanto riportato dalla stampa oggi. “Ma quale crollo e crollo – puntualizza -, sono caduti solo un paio di piccoli massi di 30 centimetri di diametro”. “Probabilmente – continua – il turista che ha lanciato l’allarme si è lasciato ingannare dalla polvere alzata dalla piccola frana. Tanta scena, ma nessuna catastrofe”. E a conferma delle parole del sindaco – il primo ad arrivare sul luogo dell’incidente insieme con la Capitaneria – ci sarebbe anche il confronto fotografico del costone. “Le differenze rispetto a qualche mese fa sono minime”, conclude Assenso, sperando che i turisti non si facciano intimidire da “un paio di piccoli sassi”.

Fonte:  Provincialatina TV, Il Faro, Latina 24Ore, H24Notizie

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Ventotene: sicurezza in alto mare

La nuova frana a Cala Battaglia

Ancora crolli e a Ventotene insieme alla paura tornano le polemiche sulla sicurezza. Ieri poco prima di mezzogiorno, nella zona delle Fontanelle, poco distante da Cala Battaglia, è venuto giù un costone di roccia di circa venticinque tonnellate. Nonostante l’isola sia strapiena di turisti, in quel tratto di costa non c’era nessuno. Ma tanto è bastato a rinnovare un incubo: la mattina del 20 aprile di un anno fa, Sara e Francesca, due ragazzine di Morena, rimasero uccise proprio da un crollo, sulla spiaggia di Cala Rossano.

In un’isola piena come un uovo, piena come da diverse estati non si ricorda -quattromila posti letto occupati e almeno altri mille che dormono in rada- s’è cercato, comprensibilmente ma non tanto, di tenere nascosta la notizia. Ma alla fine la notizia è venuta fuori: poco prima di mezzogiorno, dalle parti delle Fontanelle, poco distante da Cala Battaglia, è venuto giù un brutto costone di roccia, venti o forse venticinque tonnellate, quanto sarebbe bastato se qualcuno fosse capitato di là, a fare una strage.
S’è rinnovato un incubo, così, un incubo che porta ancora il nome di Sara e Francesca le due ragazzine di Morena uccise da un altro crollo, sulla spiaggia di Cala Rossano, la spiaggia dei ventotenesi per eccellenza, la mattina del 20 aprile di un anno fa. Un incubo per il quale Ventotene ha pagato, forse, anche al di là dei suoi demeriti e che si credeva sepolto sotto le stelle di quest’estate serena e affollata.
Non basta a far svanire l’incubo il fatto che tutto sia tristemente in regola. Ci sono i cartelli ben visibili sulla roccia che avvertono anche gli sconsiderati, le barche che portano i villeggianti a fare il giro dell’isola rispettano rigorosamente il limite dei 50 metri dalla costa, Guardia costiera e Finanza pattugliano con discreta intensità le cale più a rischio, con l’obbiettivo di costituire l’ultimo, decisivo deterrente.
Eppure… Eppure Ventotene sta ancora qui a chiedersi, in un mezz’agosto felice, perché è costretta periodicamente a fare i conti con questa paura che ritorna, perché non avanza neppure di un centimetro -a parte i primissimi interventi di facciata dopo la morte di Sara e Francesca- il piano di messa in sicurezza totale dell’isola.
A proposito di paura, alle sei della sera era ancora tutta negli occhi di un velista esperto e vincente -così dicono le sue ultime gare- come l’imprenditore Vincenzo Addessi, che ha chiamato la barca Fra’ Diavolo in omaggio a Itri, al brigante che ha reso famoso il suo paese. Addessi è stato quello che ha visto per primo e dato l’allarme: «Uno spettacolo impressionante, anche per noi che eravamo abbastanza lontani. E vede lassù? Quella cresta sembra sul punto di venire giù, non c’è mica da star tranquilli».
Bordeggia accanto al Fra’ Diavolo, a scoraggiare gli ultimi amanti del bagno serale in acque proibite, la motovedetta della Guardia costiera di Gaeta. La comanda il sottotenente di vascello Fabrizio Pirelli: «E’ tutto sotto controllo, i cartelli ci sono, le barche sono informate, c’è solo un’ordinanza da rispettare».
Il problema, ma certo non è un problema di Pirelli, è che Ventotene non vorrebbe vivere di ordinanze. Vorrebbe, ad esempio, che Cala Rossano fosse completamente riaperta, anche nel punto in quelle due povere ragazzine sono morte, vorrebbe che la zona tornasse davvero sicura e che andassero via quelle tragiche recinzioni. E poi vorrebbe tornare sulle sue spiagge. Cala Battaglia per prima, poco lontano dal crollo di ieri, e Parata Grande subito dopo, perché sono due gioielli, perché una volta in sicurezza potrebbe regalare all’isola ben altro degli ombrelloni appiccicati l’uno contro l’altro a Cala Nave, l’unica spiaggia oggi disponibile.
Tutti questi pensieri sono dipinti sul faccione di Geppino Assenso, sindaco di Ventotene, ortopedico in pensione, indagato per omicidio colposo per la morte di quelle due ragazzine. E’ in piazza, al tavolino di un bar, e neanche prova a minimizzare. Si rifugia in una mezza bugia sostenendo che «sono in programma interventi di messa in sicurezza di tutta l’isola».
Beato lui. Dei sei milioni decisi per Ventotene all’indomani della tragedia di Sara e Francesca, non s’è visto neanche un euro. E’ stato messo in sicurezza -questo davvero- il porto romano, ma sarebbe stato un delitto non farlo, e ci si è occupati anche della sicurezza di Cala Nave che altrimenti i villeggianti non avrebbero saputo dove andare a farsi un bagno senza barca. Il resto, promesse.
Gli esperti dicono che neanche i sei milioni basterebbero, che ce ne vogliono almeno dieci per garantire un’isola davvero sicura. E così ci adatta: si veleggia a cinquanta metri dalla costa, ci si bagna a Cala Nave, come fosse tutta gente assiepata davanti al palco di un concerto rock, e si gode Ventotene. La piazza, le lenticchie, la vista di Santo Stefano. Ma non basta, non può bastare.

Fonte: Il Messaggero

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Sabbia amara a Cala Nave

Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviataci da un nostro lettore su un argomento molto sentito in questi giorni sull’isola di Ventotene, che sta destando discussioni e polemiche continue.
Rimandiamo per le risposte al  sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, formale responsabile delle spiagge come di tutte le aree del demanio marittimo.

Lo staff di VentoteneNews

Buongiorno,
volevo farvi una domanda a proposito di spiagge e siccome non c’e’ alcun “bagnino” mi chiedevo…

Mi hanno detto che le spiaggie di Ventotene sono “libere” ma mi chiedo perche’
allora non vengono rispettate le regole che credo siano delle spiagge libere,
forse mi sbaglio e le stesse sono date in concessione e mi hanno informato
male?

I miei dubbi provengono da questi fatti:
– Gia’ dalla mattina presto le spiaggie in particolare la cosiddetta Cala Nave
e’ gia’ piena di ombrelloni ben disposti su 3 file per l’intera lunghezza e
quasi per l’intera larghezza da organizzazoni di noleggio lettini ed ombrelloni
– Gli addetti invitano a spostarsi se uno vuole utilizzare il proprio
ombrellone adducendo che la spiaggi libera e’ “Piu’ avanti”
– Se si trova un angolo libero vicino al bagnasciuga senza ombrelloni per puro
caso… subito si viene addossati di altri lettini adducendo il pretesto “sono
per i PRENOTATI DI PRIMA FILA” e vi chiedo la spiegazione di questa frase in
una spiaggia libera
– Inoltre mi chiedevo se sia lecito perparare i lettini ed ombrelloni
occupandoli con asciugamani “jolly segnaposto” prima dell’arrivo dei clienti
per far vedere che i lettini sono occupati, in realta’ solo “prenotati”
– Gli ombrelloni e lettini vengono rimossi solo dopo le 18 e non quando vanno
via i clienti cosicche’ anche andando durante il giorno alle spiaggie pur
essendoci posto teoricamente libero non si riesce a trovare un posto per
posizionare nemmeno un asciugamano se non dalle 18:30 in poi circa.
– Gli omberlloni e lettini vengono posizionati praticamente a 50 cm dal
bagnasciuga impedendo molte volte il transito sullo stesso, inotre vengono
accostati fittamente impedendo anche il trasito trasversale sulla spiaggia
senza un minimo di corsia verso il mare impedendo l’accesso libero allo stesso,
se non con slaoom in mezzo ai bagnanti ed infilandosi sotto gli ombrelloni

Questi ed altri dubbi mi sovvengono quando noto questi comportamenti che
costringono i turisti e residenti a essere indotti (visto che il cartello di
SPIAGGIA LIBERA e’ stato rimosso da ignoti…datempo). ad essere indotti nel
pensare che le spiaggie di Ventotene sono state date in concessione.
Sono realmente state date in concessione o i succitati comportamenti sono da
controllare e redarguire?

Grazie per la risposta, giusto per chiarezza non voreri fare “brutte figure”
non adeguandomi

Cordiali saluti

Giovanni Carega

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Nuovo crollo a Ventotene: la Regione si chiama fuori

“In merito al crollo avvenuto in localita’ Fontanelle sull’isola di Ventotene, l’area rientra tra quelle a rischio individuate dai tecnici della Regione Lazio, all’indomani della tragedia dell’aprile dello scorso anno, e interdette alle imbarcazioni e alle persone, come anche specificato dal Comune di Ventotene, evitando il ripetersi di incidenti”. E’ quanto comunica una nota della Regione Lazio. La Regione Lazio ribadisce inoltre “come siano interdette tutte le aree a rischio dissesto idrogeologico individuate dai tecnici regionali, al fine di garantire l’incolumita’ delle persone e consentire la prosecuzione degli interventi di messa in sicurezza avviati dall’amministrazione regionale”.

Fonte: Libero1, Libero2, Libero3, H24Notizie, Latina Oggi, La Provincia

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Paura a Ventotene: nuovo crollo, stavolta senza vittime

La zona della frana del 2008 dove è avvenuto il nuovo crollo (foto Zanini)

Crolla un costone dell’isola di Ventotene, ma le misure di sicurezze in vigore sull’isola dopo il drammatico incidente del 2009 hanno evitato che la frana potesse mutarsi in tragedia. Nessun ferito, dunque, sull’arenile sotto la costa tra Cala Nave e la punta dell’isola, poco oltre Cala Battaglia, dove tonnellate di roccia sono cadute mercoledì 17 agosto intorno alle 11: l’intera area è interdetta ai bagnanti e i noleggiatori di barche hanno subito avvertiti il porto e la Capitaneria di Gaeta.

Uno dei cartelli che vietano i bagni lungo le coste a rischio frane

IL PIANO ANTI DISSESTO – Sull’isola è in vigore un piano di interventi per la messa in sicurezza delle parti più franose del perimetro costiero. Proprio nella zona del crollo di mercoledì, tre anni fa, era franato un intero costone montuoso, ma anche in quel caso non c’erano state conseguenze per bagnanti e turisti. Oggi le imbarcazioni che fanno il giro dell’isola si tengono a debita distanza dalla costa e le guide non si stancano di avvertire i turisti che è pericoloso (e vietato) avvicinarsi alle rocce. Su queste coste soggette a dissesto idrogeologico vigilerà, a partire dall’autunno, perfino un satellite. Grazie ad un accordo tra Comune di Ventotene e Consorzio universitario Cinegeo, Ventotene, prima tra le isole italiane, si doterà di un sistema di tele rilevamento del dissesto idrogeologico reso possibile dall’utilizzo di immagini satellitari sul tipo di quelle dei Landsat e di rilevamenti radar da satelliti.

Le reti di protezione sulla punta di Cala Nave a Ventotene

LA MAPPA DELLE ZONE A RISCHIO – Rimane da chiarire il futuro degli interventi di messa in sicurezza delle coste, dopo che i lavori intorno al Porto, alla Villa di Giulia, a Cala Nave (totalmente riaperta da fine luglio) si saranno conclusi. La Regione Lazio ha approvato un nuovo Piano di assetto idrogeologico regionale, e i tecnici regionali hanno stilato la «carta del rischio» di Ventotene. Ma gli stessi tecnici, sull’isola, non si sono mai visti: «Non hanno avuto né i mezzi economici né gli strumenti per effettuare indagini sul luogo – spiega l’ingegner Nicola Bosco, fino a pochi mesi fa consulente del Comune per il dissesto idrogeologico – quindi hanno applicato genericamente una normativa nazionale che dice che tutte le strutture entro i 30 metri dalla falesia sono a rischio».

Fonte: Corriere della Sera, H24Notizie, Libero, ADNKronos, Il Messaggero, La Repubblica, Latina 24Ore, TGCOM, Online News, Il Tempo, La Provincia, Latina Oggi, Il Faro, Roma Today, GolfoNews

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Cani antidroga in azione a Ventotene

Prosegue e si intensifica, anche nelle isole dell’arcipelago pontino, l’attività della Guardia di Finanza volta alla prevenzione, nonché all’individuazione ed alla repressione degli illeciti legati all’uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
I finanzieri della Brigata di Ventotene, unitamente alle Unità cinofile del Gruppo di Formia, nei giorni a cavallo di ferragosto, hanno eseguito numerosi controlli a bordo dei traghetti diretti all’isola e, anche in orari notturni, in prossimità di diversi locali di intrattenimento della frequentata località turistica.
I finanzieri, avvalendosi del potente fiuto dei cani antidroga, hanno passato al setaccio decine di passeggeri in arrivo a Ventotene ed i relativi mezzi di trasporto rinvenendo e sequestrando 150 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish e marijuana. Una persona è stata denunciata a piede libero alla Procura della Repubblica di Latina per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed altri 6 soggetti, trovati in possesso di droga per uso personale, sono stati deferiti, per i conseguenti provvedimenti, all’Autorità prefettizia.
Si tratta di ragazzi di età inferiore ai 30 anni, provenienti anche da altre regioni per motivi turistici, che, evidentemente, non avevano tenuto conto del “fiuto” e dell’esperienza delle Fiamme Gialle.
L’attività antidroga, svolta dai reparti della Guardia di Finanza della provincia di Latina con finalità di prevenzione oltre che di contrasto, proseguirà anche nelle prossime settimane d’estate.

Fonte: H24Notizie, La Provincia, Latina Oggi

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Ventotene: il sindaco, l’accordo con Acqualatina e il referendum tradito

Il porto di Ventotene

Si riaccende a due mesi di distanza dal referendum, la battaglia sulla gestione dell’acqua pubblica. Mentre gli italiani si sono espressi contro l’affidamento dei servizi ai privati, molte amministrazioni del Lazio si muovono in senso contrario. E la questione diventa delicata e preoccupante se si guarda al caso dell’Arcipelago Ponziano.

A Ventotene, infatti, mentre la nuova compagnia Laziomar debutta (offrendo maggiore certezza a visitatori e pendolari sulle tratte per le isole) nel turismo, altri tengono ben strette le leve del business dell’acqua. Il suo trasporto alle isole con navi cisterna, ad oggi, è ancora nelle mani della Vetor, che vanta «una flotta sociale di 12 navi cisterna». La società ha rinunciato agli aliscafi ma non, a quanto pare, ai soldi pubblici per far viaggiare le cisterne del mare tra il continente e le isole. A Ventotene, dove periodicamente ormeggia – fuori dal porto – una nave cisterna da 750mila metri cubi d’acqua, il rimedio ci sarebbe: si chiama dissalatore, ma la sua realizzazione, seppur caldeggiata dalle amministrazioni dell’arcipelago, si arena dinanzi ai poteri forti.

Una nave cisterna a Ponza

ARRIVA ACQUALATINA – I privati la spuntano sempre, mentre gli enti pubblici sembrano destinati a soccombere per il principio di dover servire i cittadini sempre e comunque, anche a costo di rimetterci. Tutto questo si incrocia del dibattito apertosi recentemente a Ventotene, dove grande clamore ha suscitato il protocollo d’intesa tra Comune, Provincia e gestore idrico privato Acqualatina per l’autosufficienza dell’approvvigionamento idrico tramite un dissalatore.
Motivo del contendere? Il dissalatore verrebbe affidato a privati, anziché esser acquistato e installato dalla Regione, che risparmierebbe così milioni di euro l’anno sui costi attuali delle navi cisterna. Molti hanno gridato allo scandalo, al tentantivo di privatizzare l’acqua- anzi di mantenere il monopolio privato – con una manovra “salva azienda”, prima di affrontare gli effetti concreti del referendum che recentemente ha voluto disegnare tutt’altre prospettive.

Un impianto dissalatore

SI ALL’IMPIANTO, MA CHE SIA PUBBLICO – Sull’isola c’è la consapevolezza di dover cambiare strategia sulle risorse idriche, ma le scelte del Comune (destinato a scomparire con i tagli della manovra anti-crisi) non piacciono. Tra i contestatori, c’è Daniele Coraggio, uno dei giovani ristoratori locali, che afferma: «I ventotenesi vogliono il dissalatore, costerebbe molto meno alla collettività. Ma non ci interessa, se non si tratta di un progetto condiviso con i cittadini, e soprattutto se lo si vuole fare realizzare ad Acqualatina. Ci sembra un controsenso a poche settimane dal referendum per l’acqua pubblica». L’isola – dice Coraggio – è stanca dei disagi nei trasporti per l’approvvigionamento idrico, «ma per il dissalatore vogliamo procedure trasparenti, una gara ad esempio». Sempre che il progetto vada in porto.

REGIONE, SOLDI A PERDERE – La storia dei dissalatori è antica: Ventotene ne ebbe uno, funzionante, ben 40 anni fa. Ma all’epoca gli isolani non concepivano di usare l’acqua del mare depurata e alla fine il dissalatore venne smontato e trasferito in un villaggio turistico in Puglia (dove ancora funziona). Nel 2006, poi, come da convenzione tra gestore privato e Comune, nuovi dissalatori sarebbero dovuti entrare in funzione sul’isola. Se entro quella data non fossero stati costruiti, Acqualatina avrebbe dovuto accollarsi l’onere di trasportare l’acqua sulle isole. Ma nonostante il mancato rispetto dell’accordo, è stata la Regione ad abbonare ogni partita, coprendo in toto le spese di approvvigionamento.

La nave cisterna di Ventotene (foto dal web)

ALTRI 4 MILIONI PER PONZA – Le casse pubbliche come un pozzo senza fondo. Con queste premesse, quando nel 2010 si arrivò a concepire il nuovo gestore Laziomar, si pensò ad uno stanziamento di 3 milioni solo per approvvigionare l’intero arcipelago. Un risparmio irrealizzabile, visto che la società non dispone evidentemente di mezzi idonei, cosicché farà dormire sonni tranquilli alla Vetor che – almeno per Ventotene – incassa 3 milioni di euro dalla Regione, che ne riserva altri 4 per la sola Ponza.
L’uovo di colombo sarebbe appunto il dissalatore, da realizzare, però, alle condizioni scelte dalla contestatissima società idrica, già in passato graziata economicamente dalle istituzioni del Lazio. Nessuno ha infatti condannato le inadempienze mentre, a livello complessivo, i costi delle bollette per ogni singolo cittadino sono arrivati alle stelle.

Fonte: Corriere della Sera , La Provincia

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I carabinieri di Ventotene salvano una tartaruga marina

A Ventotene, a MG.7 EST dallo scoglio della Botte, i militari della motovedetta CC 701 della stazione Carabinieri di Ventotene, hanno avvistato domenica mattina, con il collo avvolto da sacco in iuta, una tartaruga del tipo “caretta-caretta, dell’età di circa anni 12, lunghezza circa 80 centimetri. Issata mediante strumentazione in dotazione, la tartaruga è stata trasportata su terraferma, per le cure del caso e qui è stato contattato il Direttore dell’Area Marina Protetta, il Direttore Scientifico ente nazionale Protezione Animali nonché un medico veterinario. La tartaruga, dopo le cure del caso, è stata nuovamente liberata in mare nel punto in cui era stata rinvenuta.

Fonte: H24Notizie, Il Tempo, La Provincia, Latina Oggi

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Ventotene: addio alla giunta comunale, resta solo il sindaco, forse

Il municipio di Ventotene

Addio ai Consigli comunali di Campodimele e Ventotene. La manovra economica correttiva varata dal Governo ha disposto, infatti, il «borgomastro » nei piccoli comun i , quelli con una popolazione inferiore a 1000 abitanti. Inizialmente, il Governo aveva parlato di un accorpamento per i piccoli comuni. Solo poche ore dopo l’annuncio della manovra, però, il premier Silvio Berlusconi ha corretto il tiro, affermano che «i piccoli comuni non scompaiono, ma saranno «gestiti solo dal sindaco». Insomma, ancora di chiaro c’è poco o nulla. La prima versione trapelata dopo l’a p p r ova z i o n e della manovra parlava de ll ’accorpamento di questi piccoli comuni, che in sostanza avrebbero dovuto finire sotto il controllo di località limitrofe. Decisamente troppo complesso. Così, nella tarda serata di venerdì e poi ancora ieri pomeriggio, il Governo ha spiegato come «i comuni sotto i 1000 abitanti non avranno più consiglio comunale e giunta, ma gli elettori saranno chiamati ad eleggere solo il sindaco, che avrà anche le funzioni fino ad oggi ricoperte dagli assessori ». Ventotene e Campodimele, dunque, si trasformano in Borgomastri. Ad ogni modo dovrebbero sparire ben 1970 comuni sotto i mille abitanti in tutta Italia. Questi comuni, compresi quelli pontino, in futuro faranno capo all’Unione dei municipi. Un organo di rappresentanza e di amministrazione collettivo. Queste decisioni dovrebbero essere operative non appena la manovra sarà trasformata in legge dall’approvazione del Parlamento. Fin da subito, dunque, dovrebbero decadere sindaci e consigli comunali di Ventotene e Campodimele. O almeno questo è quanto par di capire.

Fonte: Latina Oggi, Corriere della Sera

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Comunità dell’Arcipelago: il fallimento

Da ben dieci mesi, i lavoratori dipendenti della Comunità di arcipelago delle isole ponziane, che oltre a svolgere i normali compiti istituzionali dell’Ente, sia a Ponza, che a Ventotene, si attivano anche per la manutenzione ordinaria delle strade di competenza provinciale, sono senza stipendio, a causa delle casse prosciugate e della mancata erogazione dei fondi, da parte della Regione Lazio. Allo stato attuale, i sei dipendenti vantano, nei confronti della Comunità, un credito complessivo di circa 90mila euro ed hanno anche ottenuto, a loro favore, dal Tribunale di Latina, l’emissione di decreti ingiuntivi, ovviamente, ancora non “onorati” dalla Comunità di Arcipelago. A tutela dei lavoratori e delle loro famiglie, che vivono in un immaginabile disagio, si è mossa ora la segreteria provinciale della Uil-Fpl di Latina, attraverso il segretario generale, Tullio Romano ed il delegato di categoria, Gianfranco Salerno, i quali hanno scritto al presidente della Regione Lazio, Polverini ed all’assessore agli Enti locali, Cangemi, denunciando la drammatica situazione venutasi a creare e che dura, ormai, da troppo tempo. Nella nota, i sindacalisti Romano e Salerno evidenziano come, nella manovra di assestamento di bilancio 2011, la Regione ha previsto quattro milioni e mezzo per assicurare gli stipendi ai dipendenti delle Comunità montane, a cui quella di Arcipelago è equiparata, invitando, quindi, i vertici regionali ad erogare le somme dovute e non corrisposte.

Fonte: Il Tempo

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