Bruno Panuccio: chi ci guadagna con il tunnel di Ventotene?

Bruno Panuccio

La pubblicazione del bando per la realizzazione del tunnel a Ventotene è una NON sorpresa per me.
La scriteriata ostinazione dell’amministrazione, in barba alle giuste opinioni contrarie che si levarono dopo la delibera di fine gennaio, si era palesemente manifestata tramite il sindaco Giuseppe Assenso.
Solo a fine aprile fece pubblicamente un piccolo passo indietro dichiarando :”Alla fine credo che il tunnel non si farà, nella pre-conferenza abbiamo prospettato diverse possibilità, non solo quella della galleria. e in ogni caso, non muoveremo un dito se prima tutta l’isola non sarà messa in sicurezza”.
Come gli si poteva credere se solo 15 giorni prima disse”Il preliminare serve ad avviare l’iter per un finanziamento regionale che non abbiamo intenzione di perdere”.
Tralascio quindi lunghe osservazioni sull’inutilità e nocività del tunnel, ne ho già parlato e meglio di me lo han fatto e lo faranno esperti in materia, ricordando solamente che a febbraio 2011 il boll.no uff.le della Regione Lazio  classificò in base al rilevamento geomorfologico finalizzato all’ individuazione della pericolosità da dissesto gravitativo ed idraulico l’intera isola come R4 : sottoposta cioè a rischio massimo di franosità.
Qui non si osserva neanche, a mio parere, l’art. 9 della costituzione italiana sulla tutela ambientale e paesaggistica del territorio, ed è singolare che di tale inosservanza sia artefice un primo cittadino, ma d’altronde sotto i suoi occhi si è perpetrato nell’ultimo decennio lo scempio dell’isola portandola ai vertici della classifica nazionale per la percentuale di abusivismo edilizio.
Spero quindi che gli organi preposti alla valutazione ambientale sulla realizzazione dell’ennesimo ecomostro diano parere negativo alla sua realizzazione.

A fronte di ciò mi voglio soffermare però su un giudizio politico.
Vedo nella gestione di tale isola, che non è solo patrimonio isolano, ma dell’intera comunità nazionale e non solo, un paradosso enorme e pericoloso.
Si gestisce ciò che ufficialmente è pubblico, come privato.
Tutti si dicono contrari alla realizzazione di tale opera, ma l’amministrazione se ne infischia.
A carattere nazionale nessuna voce ed autorità superiore li ferma o tenta di fermarli.
Il primo cittadino continua nella sua opera e resta saldo al suo posto nonostante ci sia anche la richiesta di rinvio a giudizio nei suoi confronti per l’omicidio di Sara e Francesca.
Lui stesso amministra ed amministrerà i soldi stanziati dopo la morte delle due ragazze.
Nel silenzio quasi totale dei suoi concittadini che se da un lato dicono di amare l’isola pare nulla facciano o riescano a fare per fermare questo iter catastrofico.
A questo punto un tunnel da 300 metri su un’isola lunga 1200 metri, al cui costo di almeno 5 milioni di euro dovremo partecipare tutti noi che paghiamo le tasse, in un momento in cui si fanno grandi proclami e richieste di risparmio…..

CUI PRODEST ? (A CHI GIOVA ?)

Bruno Panuccio 31 agosto 2011

Fonte: Facebook, La Provincia, Terra News

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WWF: “fermare subito lo scempio del tunnel nel cuore di Ventotene”

II WWF Lazio ribadisce il suo no al tunnel di Ventotene, un’ opera inutile e devastante, mancante delle valutazioni ambientali obbligatorie per legge per un’isola, sede di un’importantissima area protetta, grande appena 1,2 Km quadrati.

Il WWF Lazio chiede l’annullamento del bando di gara riguardante l’«Appalto di progettazione esecutiva, previa acquisizione della progettazione definitiva in sede di offerta ed esecuzione dei lavori di collegamento esterno al centro abitato per il porto nuovo con eliminazione del rischio frana» per un importo complessivo pari a 4.825.148,56 euro, somma finanziata con fondi trasferiti dalla Regione Lazio (delibera 815 del 22.10.09).
Si tratta, stando al progetto preliminare, di realizzare un tracciato alternativo alla stradina del porto nuovo della complessiva lunghezza di circa 259 metri, di cui buona parte scavati nel ventre di tufo dell’isola, il tutto per  assecondare presumibilmente  “le richieste dei turisti che necessitano del loro personale mezzo di trasporto”.

“Ricordiamo che sull’isola il maggior afflusso di turismo si concentra soprattutto nel mese di agosto – dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio – Risulta quindi  veramente impensabile distruggere una bellezza tale per ottenere 250 metri di tunnel, bruciando così cinque milioni di euro che dovrebbero invece essere investiti per la conservazione dell’area protetta! Già a febbraio la nostra Associazione aveva denunciato ‘la mostruosità’ di un simile scempio ambientale su un’isola piccolissima che ha già molto sofferto per il grave dissesto ambientale a cui l’hanno portata anni e anni di incuria ed abusivismo selvaggio.
Sebbene infatti l’isola risulti sulla carta Riserva naturale statale, Zona a protezione speciale e Sito di importanza comunitaria, su di essa solo una casa su tre risulterebbe accatastata, e molti sono i casi di illeciti  di cui l’associazione si é occupata. Siamo certi che il Sindaco, anche nella sua qualità di Presidente dell’area protetta, assieme alla sua giunta ripenserà alle scelte oggi avallate ritirando senza indugio il bando pubblicato il 22 agosto scorso.
Crediamo infatti che si debba trovare una ricetta alternativa per ridurre il transito di mezzi  e salvare l’isola e il suo antico porto romano, regolamentandolo o addirittura limitandolo”.

In via alternativa alla realizzazione del tunnel si potrebbero introdurre sistemi di mobilità come il car-sharing, attraverso l’utilizzo dei pulmini elettrici fatti giungere dalla Regione Lazio già nel 2009, o magari sfruttando la già esistente strada di Cala Rossano e creare un apposito approdo per le merci, intervento peraltro già finanziato dalla Regione per un milione di euro.
Si persegue invece senza alcuna vera motivazione la corsa selvaggia a finanziamenti, cemento e consumo di suolo in quella che può essere considerata uno dei nostri gioielli naturalistici più importanti, invidiata da tutto il mondo.

“Inoltre – conclude Ranieri – con un simile bando si prospetta verosimilmente un probabile  danno erariale, in quanto al momento non risulterebbero ancora effettuate le Valutazioni Ambientali obbligatorie di Incidenza e di Impatto ambientale, che siamo certi escluderebbero la possibilità di sviluppare la progettazione definitiva e la realizzazione di un’opera così impattante.
Gli amministratori locali dovrebbero abbandonare certe scelte selvagge ed essere spinti, per converso, con grande senso di responsabilità, ad adottare politiche di conservazione e tutela che possano garantire alle prossime generazioni di godere di una simile bellezza, invece di autorizzare la realizzazione di progetti assolutamente incompatibili con la unicità naturalistica dell’area e far rischiare all’erario ma anche agli esponenti di Giunta probabili risarcimenti.

Per questo chiediamo il ritiro immediato del bando, affinché Ventotene, un’isola bellissima e importantissima sotto il profilo storico e naturalistico, continui ad essere quella rara perla del Tirreno che tutti ci invidiano”.

Fonte: Latina 24Ore, Libero1, Libero2, Libero3, Corriere della Sera, RomaUno TV, RomaDaily News, Radio Luna, Dimmidipiù, La Provincia, Latina Oggi, Provincia Latina TV, Roma Oggi Notizie, Latina Oggi

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Tunnel a Ventotene: monta la protesta

Ventotene esce dal Tunnel. Per entrare in un altro
Il Comune non verrà cancellato. E lui parte all’attacco per un’opera che nessuno vuole

Appena saputo che nessuno cancellerà il Comune di Ventotene, uno dei più piccoli d’Italia, gli amministratori hanno pubblicato un bando per 5 milioni di euro di fondi pubblici per lo scavo di un tunnel assurdo che nessuno vuole, né il WWF, né Legambiente, né gli isolani. Il tutto per “favorire il traffico delle auto private” su un’isola grande appena 1,5 km e con due sole strade. Prosegue dunque senza sosta l’opera di cementificazione di una delle perle più belle del Mediterraneo, alla faccia di chi il Comune voleva chiuderlo, di chi deve vigilare sulla tutela del territorio e di tutti i cittadini!

Fonte: Parvapolis, ProvinciaLatina TV

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Ventotene, è uscito il bando per scavare il tunnel della follia che nessuno vuole, a parte il sindaco

Una caricatura del sindaco G. Assenso

Pubblicato il bando per appaltare il progetto esecutivo e la realizzazione dei lavori per quasi 5 milioni di euro. L’aggiudicatario dovrà occuparsi di eliminare il rischio frana nell’area portuale

Nonostante le polemiche e gli attacchi provenienti da varie associazioni ambientalista, tra cui ultimamente Legambiente, l’amministrazione comunale di Ventotene va avanti per la propria strada sul progetto del tunnel per il collegamento del porto nuovo con il centro cittadino. È stato pubblicato lo scorso 22 agosto il bando di gara riguardante l’«Appalto di progettazione esecutiva, previa acquisizione della progettazione definitiva in sede di offerta ed esecuzione dei lavori di collegamento esterno al centro abitato per il porto nuovo con eliminazione del rischio frana». L’importo complessivo è pari a 4.825.148,56 euro, somma interamente finanziata con fondi trasferiti dalla Regione Lazio per mezzo della delibera numero 815 del 22 ottobre 2009. La durata dell’appalto prevede: per la progettazione, il tempo utile non deve essere superiore ai trenta giorni, mentre per la realizzazione delle opere non oltre i 730 giorni naturali e consecutivi decorrenti dalla data di consegna dei lavori. «L’appalto – si legge nella descrizione all’interno del bando di gara – comprende l’esecuzione della progettazione esecutiva, previa presentazione in sede di offerta della progettazione definitiva redatta sulla scorta del progetto preliminare posto a base di gara e delle indicazioni emerse in sede di Conferenza dei Servizi, e la realizzazione delle opere. Il Comune di Ventotene intende realizzare un nuovo collegamento al centro abitato dal porto nuovo evitando il transito veicolare attraverso le banchine del porto romano e le strade del borgo storico; il nuovo collegamento si articolerà interamente in galleria, di cui una parte da realizzarsi attraverso la perforazione di un tratto di costa classificato a rischio frana». In particolare, il progetto preliminare, approvato con delibera di consiglio comunale numero 3 del 28 gennaio 2011, prevede la realizzazione di un tracciato alternativo alla stradina del porto nuovo della complessiva lunghezza di circa 259 metri, di cui buona parte in galleria, in parte scavata (circa 65 metri) e in parte artificiale (circa 120 metri). Dalla Conferenza dei Servizi preliminare emerse la necessità che la progettazione e l’esecuzione fossero eseguite con il fine preliminare di eliminare il rischio frana del costone attraversato sottoposto a vincolo di rischio dal vigente Pai dell’Autorità di Bacino Regionale. Di sicuro un tale progetto non mancherà di suscitare ulteriori polemiche.

Fonte: La Provincia, Corriere della Sera, Il Messaggero, Roma Easy, TeleFree, Il Tempo

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Ventotene: ennesimo disservizio nei trasporti

Problemi ieri pomeriggio al momento dell’imbarco dei veicoli al porto nuovo di Ventotene. Tre autovetture, a bordo delle quali viaggiavano altrettante famiglie che hanno passato sull’isola pontina le vacanze estive, sono infatti rimaste a terra a causa dell’affollamento del traghetto «Tetide» della Laziomar. Il problema è stato dovuto al fatto che l’altra imbarcazione, il «Quirino», che serve la tratta Formia-Ponza, sia attualmente in riparazione, per cui il «Tetide» lo sta sostituendo. Con tutti i disagi del caso, perché sta seguendo un’unica tratta sia per l’andata che per il ritorno, per cui i passeggeri che vanno a Ponza stanno viaggiando insieme a quelli per Ventotene e il problema si verifica anche al ritorno a Formia. Ieri, giornata in cui il grosso dei turisti è tornato a casa dalle ferie, si è dunque verificato un ingorgo notevole al porto nuovo e soprattutto non è stato assicurato il viaggio a tre veicoli, che dovranno aspettare la partenza odierna, nella speranza di trovare posto. Il «Quirino» ha avuto problemi venerdì scorso al porto di Formia, quando è giunto da Ponza, impiegando ben 40 minuti prima di riuscire a chiudere la manovra di ormeggio, con buona pace dei passeggeri indispettiti per il ritardo. Sul caso sono in corso le indagini della Guardia Costiera. L’ipotesi più seguita è quella che si sia verificata un’avaria al verricello di poppa.

Fonte: La Provincia

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Manovra finanziaria: “fusse c’a ce salvamo”

Giuseppe Assenso

Buone speranze per Ventotene. Un successo la manifestazione organizzata dall’associazione nazionale piccoli comuni d’Italia l’altro ieri a Roma davanti Palazzo Chigi, contro la manovra l’articolo 16 del decreto legge del 13 agosto 2011 n. 138 che prevede l’accorpamento dei piccoli comuni sotto i mille abitanti. All’appuntamento non è mancato nessuno, in piazza in prima linea con tutta la delegazione ed il gonfalone c’era il sindaco Giuseppe Assenso. Ha incontrato i primi cittadini manifestanti il sottosegretario alla presidenza del consiglio, il quale ha rassicurato i sindaci. Da un lato ha detto che comunque il decreto non può essere ritirato, dall’altro si potranno apportare delle modifiche. Ovvero non ci saranno degli accorpamenti di sostanza ma di servizi. In realtà Ventotene ha già in atto una condivisione di servizi, quella del segretario comunale, che divide con il Comune di Sperlonga. Il sindaco Assenso ha inoltre ricevuto delle ulteriori rassicurazioni riguardo proprio le isole «Il sottosegretario Letta – ha dichiarato il primo cittadino ventotenese – mi ha inoltre rassicurato che per le piccole isole sarà presentato un emendamento con il quale vengono appunto escluse le piccole isole come Ventotene. Anche perché con chi ci accorpemmo? Di certo non con Ponza, non con Formia o Gaeta che sono troppo lontane». Assenso ha espresso tutta la sua soddisfazione per la riuscita della manifestazione che «è stata fondamentale per tenere in vita i nostri Comuni. Abbiamo raccolto con serietà l’invito della presidente dell’Anpci, Franca Piglio, e non siamo mancati all’appuntamento. E’ stato un forte segnale ed una ulteriore spinta al Governo che già stava dando dei segnali di volere apportare delle modifiche all’articolo 16 del decreto legge. Anche perché il risparmio che deriva da questi accorpamenti è di solo un milione e 150 mila euro. Basta ridurre tre parlamentari per raggiungere la stessa cifra, e tenere così in vita Comuni, tradizioni e storia ».

Fonte: Latina Oggi, La Provincia, Parvapolis

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“Rumori sull’isola”: si riparte

Silvia Bolognesi (foto A. Carpentieri)

Fervono i preparativi della 10 edizione del Festival Rumori nell’Isola. Il programma prevede un’anteprima dedicata ad un progetto “isolano” per poi decollare nei primi tre giorni di settembre. Si inizia, quindi, mercoledì 31 agosto presso i Giardini del Castello con la Ventotene Percussion Group e il Potter Genovesi duo. La Vpg è un ensemble di musicisti isolani, cresciuti grazie all’esperienza maturata negli anni al seguito di Karl Potter e ormai diventati un vero e proprio gruppo musicale, sempre molto attivo sulla scena ventotenese e sempre pronto ad animare eventi artistico‐culturali dell’isola. Il primo settembre, piazza Chiesa, il festival entrerà nel vivo con il Silvia Bolognesi quartet. Musicista e compositrice senese, la Bolognesi è da anni presente sulla scena musicale internazionale (ricordiamo tra tutti il trio newyorkese Hear in Now) e nazionale. Dopo innumerevoli successi, quest’anno ha ottenuto il riconoscimento come “Miglior Talento Jazz 2010”. A Ventotene sarà accompagnata da Pasquale Mirra al vibrafono, Beppe Scardino ai fiati e Daniele Paoletti alla batteria, tutti musicisti per i quali l’ironia nella musica e’ importante, così come l’interazione e la ricerca di timbri atipici, divertirsi suonando come in un gioco nel quale si vuole coinvolgere anche l’ascoltatore.
I Rumori nell’isola continueranno il 2 settembre con il progetto del chitarrista Roberto Mazzoli “Samba Com Jazz”. Accompagnato alle tastiere da Andrea Frascaroli, Mazzoli ci porterà in giro per il mondo tra Rio de Janeiro, Bahia e Roma. La canzone brasiliana d’autore del Mazzoli, carica di un potente immaginario fatto di viaggi, letteratura, cibo saporito e buon vino, prosegue il percorso iniziato col primo disco, elogiato dalla stampa italiana e statunitense, ed abbraccia il jazz come un vecchio amico incontrato in un bar.
Sempre nei Giardini del Castello, il festival chiuderà la sua decima edizione sabato 3 settembre con un progetto molto particolare: October Songs di Eugenio Colombo e Raffaella Misiti. Il duo Colombo Misiti è un breve viaggio nello sconfinato repertorio di Leonard Cohen, attraversato dalla voce umana e dalla voce dei sassofoni (e in alcuni casi, dal flauto). Una combinazione estremamente originale nella sua essenzialità, un crossover di jazz, folk e improvvisazione free che aggiunge al concerto l’atmosfera dell’happening letterario: i testi e la musica di Cohen diventano infatti sceneggiatura e trama poetica, gioco e libertà espressiva. Nella stessa settimana Ventotene ospiterà il “Seminario Internazionale Federalista” organizzato dall’Istituto di Studi Federalisti Altiero Spinelli dal titolo “Il federalismo in Europa e nel Mondo”. Realizzare in contemporanea i due eventi significa, data la presenza dei seminaristi provenienti da tutta Europa, dare un maggior eco alle attività promosse e al contempo fornire una dimensione europea al festival stesso. Un connubio che rafforza ed espande oltre i confini nazionali l’identità culturale dell’isola.
Tutti i concerti saranno ad ingresso gratuito e inizieranno alle 22, per info 347.409 83 16.

Fonte: Il Faro

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Al via la trentesima edizione del Seminario di formazione federalista europea

Altiero Spinelli

Sarà il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbuzzese, unitamente al presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani ed al sindaco dell’isola, Giuseppe Assenso, ad inaugurare, domani, la trentesima edizione del Seminario di formazione federalista europea, che si svolgerà per l’intera settimana a Ventotene, sul tema: “Il federalismo in Europa e nel mondo”.
Un evento che, quest’anno, coincide con altre due importanti date: il 70esimo anniversario del “Manifesto di Ventotene”, redatto nel 1941 dall’allora confinato politico Altiero Spinelli, assieme ad Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni ed il 25ennale della morte dello spesso Spinelli, le cui ceneri sono custodite proprio nel cimitero isolano di punta Eolo. Seguiranno gli interventi del vicepresidente dell’istituto “A. Spinelli”, Gabriele Panizzi, del vicesegretario del MFE, Paolo Acunzo e del parlamentare europeo Niccolò Rinaldi. Tra i temi più importanti che verranno trattati, nel corso della settimana, “La crisi della società europea, le ideologie tradizionali e la risposta federalista”; “Il contributo dell’Europa per il l’affermazione della libertà e della democrazia in nord africa e nel medio oriente”; “La proposta europea per un nuovo ordine economico internazionale” ed infine, la tavola rotonda su “1941-2011: il contributo del Manifesto di Ventotene alla vita politica e culturale europea, nel secondo dopoguerra”, a cui parteciperanno Lucio Levi, Michele Picciano, Raimondo Cagiano de Azevedo, Virgilio Dastoli e Federico Butti.

Fonte: Il Tempo, La Provincia, Latina Oggi

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A Roma per non sparire

Anche Ventotene, rappresentata dal sindaco Giuseppe Assenso, dagli amministratori, dai dipendenti comunali e cittadini, sarà presente alla manifestazione organizzata dall’Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia venerdì 26 agosto alle ore 14 a Roma davanti Palazzo Chigi, contro la manovra del Governo che prevede l’accorpamento dei piccoli comuni sotto i mille abitanti.
“Unitamente ai rappresentanti degli altri 1962 Comuni interessati dal previsto accorpamento – sottolinea il primo cittadino Assenso -, si protesterà contro una manovra assurda che rischia di ledere la nostra identità storica, culturale,
sociale ed amministrativa”. Insieme al Comune di Campodimele – altro Ente della Provincia di Latina interessato dalla manovra – è stato organizzato un pullman per consentire agli amministratori, dipendenti e cittadini di partecipare alla manifestazione di Roma. Come richiesto dall’ANPCI, venerdì 26 agosto il Comune verrà chiuso (è assicurato comunque il servizio stato civile / anagrafe e il servizio protocollo) e verrà apposto un cartello con la scritta: “La Comunità di Ventotene è a lutto per la prematura scomparsa del Comune soppresso da fuoco ritenuto amico”.
Anche se Ventotene, con molta probabilità, per la sua stessa natura di isola, non subirà l’accorpamento ad altro Ente, non avendo nelle vicinanze altri Comuni con popolazione inferiore ai mille abitanti, “la comunità ventotenese – conclude Assenso – parteciperà alla manifestazione, affinché uniti si possa affrontare questa battaglia a salvaguardia dei Comuni e dei diritti dei cittadini”.

Fonte: H24Notizie, Il Tempo, La Provincia, Latina Oggi, ASCA, Il Fatto Quotidiano, H24Notizie, Dire, Corriere della Sera

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Ventotene: barche in tripla fila a scapito della sicurezza

Barche, molte barche. Talmente tante che sono state ormeggiate anche in seconda e terza fila, rendendo difficoltose le manovre per altre imbarcazioni di uscire in mare aperto. È la situazione alla quale si è assistito nei giorni scorsi, in particolare a ridosso del Ferragosto. Ventotene ha avuto un boom di presenze impressionante in queste ultime due settimane e i risultati si sono visti: sia il porto nuovo che il porto romano sono stati letteralmente presi d’assalto dai diportisti, con natanti anche di lunghezze molto ampie. E i posti sono tutti occupati, per cui lo stratagemma utilizzato dagli ormeggiatori locali è quello di lasciare in seconda fila i natanti, e se non bastasse anche in terza. Ogni spazio utile viene occupato, compresa la banchina dove attracca il traghetto della Laziomar. Per gli ormeggiatori è una cosa normale, si fanno forti di un’ordinanza emanata dal sindaco Geppino Assenso insieme alla Capitaneria di Porto, la numero 84/2004. Tale ordinanza, tiene a precisare Antonio Gargiulo, noto ormeggiatore dell’isola, «dà autorizzazione a ormeggiare le imbarcazioni anche dove attracca il traghetto, purché non negli orari dove il traghetto stesso è in sosta. E il transito può durare anche tre giorni. In banchina sono lasciati dei posti liberi per barche fino a 20 metri». Sarà, ma a quanto risulta di posti liberi nei pressi della banchina non se ne vedono. Per non parlare del porto romano, dove le imbarcazioni sono talmente intasate da rendere difficoltosa l’uscita. Più di qualcuno sull’isola si è chiesto: se dovesse capitare un episodio come l’affondamento dello yacht «Mait III», avvenuto nel 2006, dovuto ad un corto circuito a bordo, come si può provvedere a portare in tempi rapidi l’imbarcazione fuori dal porto? Insomma, come per il porto nuovo si è dovuto attendere l’affondamento di un mega-yacht per metterlo in sicurezza.

Fonte: La Provincia

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