Toccante ricordo dell’assurda tragedia di Cala Rossano

grotta_Cala_Rossano_1-2Una delle sensazioni che ricordo con maggiore nitidezza è il senso di impotenza, l’incapacità di mettere in pratica una reazione razionale e utile in mezzo a quell’inferno fatto di tufo e sabbia. Gente che si muoveva disperata sulla collinetta creata dalla frana, spostando sassi, scavando con le mani, piangendo e bestemmiando. Quando vidi Sara fu come se fossi stato colpito da una scarica elettrica, e per un attimo tutto rallentò. Era chiaro che ci fosse qualcosa che non andava, la rotazione innaturale del busto rispetto al bacino e alle gambe e i suoi occhi che cercavano aiuto, sempre più deboli, sempre più lontani. Pochi minuti dopo qualcuno completò la conta dei ragazzi e la disperazione si moltiplicò quando si resero conto che Sara doveva essere ancora lì sotto.

In quegli anni lavoravo come istruttore al Circolo Velico Ventotene, che per me e molti altri è sempre stata come una seconda famiglia, un gruppo di amici che si è formato sull’isola di Ventotene tra i meravigliosi burroni di Punta dell’Arco e la spiaggia di Cala Rossano.
C’è ancora poco lavoro per noi al Circolo in quel periodo dell’anno; più che altro stavamo eseguendo lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria alle attrezzature e alle barche, mentre diverse scuole in gita affollano la piccola isola (1,5 km di massima lunghezza).
La base nautica del Circolo si trova a Cala Rossano, una baia a nordest dell’isola che ospita il porto nuovo. La spiaggia è lunga circa duecento metri e si affaccia a est, riparata sotto una parete di rocce e tufo sopra la quale corre la strada che dal paese attraversa la Cala in direzione nordest e arriva fino al benzinaio, una cinquantina di metri dopo la grotta che costituiva la base operativa del Circolo Velico.
Fuori l’ingresso della grotta un balconcino di legno si affaccia sulla spiaggia sottostante, guardando in direzione sud. A metà del muraglione c’è la scala per scendere in spiaggia.

Quella mattina eravamo giù nella parte nord della spiaggia dove il Circolo teneva le proprie imbarcazioni ed i gommoni per l’assistenza. Non ricordo quali lavori specifici stessimo svolgendo, ma come detto per noi la stagione praticamente non era ancora iniziata ed i ritmi di lavoro erano molto blandi. Quello che però ricordo, era l’affollamento della spiaggia nonostante non fossero neanche le 11. La spiaggia ospita anche le barche della Lega Navale, poste di fianco a quelle del Circolo, e quel giorno c’erano anche alcuni dei ragazzi della Lega con alcuni allievi. Intanto dalla strada scendono anche altri gruppi di studenti in gita, che prendono posto sulla spiaggia.
Dovevano essere le 11 quando finimmo i lavori sulle barche e risalimmo su per la scale. In quel momento stavano scendendo i ragazzi della scuola media Anna Magnani di Morena, vicino Roma. Noi salivamo, loro scendevano. Non dimenticherò mai quel momento, anche se ancora non potevo sapere il perché. Più tardi mi resi conto di essere passato proprio di fianco a due ragazzine di 14 anni che da lì a poco, non ci sarebbero state più.

La spiaggia come detto era già piena e gli ultimi a scendere dovettero prendere posto nella parte sud della spiaggia, vicino al grottone che si apre sotto il costone di roccia più alto. Di solito in quella zona non ci si mette mai nessuno, ma quel giorno non c’era altro posto. Solo il giorno prima, in uno dei nostri rari momenti di relax, c’eravamo noi che giocavamo a calcio in riva al mare, proprio dove quel maledetto 20 aprile si misero i ragazzi della Magnani.

In quel periodo al Circolo eravamo in quattro: il direttore del Circolo, Simone, e tre di noi istruttori. Quella mattina Simone e un altro istruttore erano saliti in paese per delle commissioni, mentre Mattia ed io rimanemmo in grotta.
Ero affacciato sul balcone e osservavo un centinaio di persone che giocavano e si rilassavano in spieggia. Tutto era così tranquillo, così sereno. Guardavo quel panorama che avevo già osservato centinaia di volte, senza sapere che quel giorno la Morte stava per farci visita.

Erano circa le 11.30 e stavo guardando proprio lì.
All’improvviso lo vidi: un blocco di tufo di qualche di diametro si staccò dalla parete proprio sopra agli alunni della Magnani e scese sopra di loro. Non dimenticherò mai quel rumore; non fu un boato come quando crolla un masso o qualcosa di consistente, ma piuttosto un forte sbuffo ma niente di più,  come un mucchio di sabbia che cade a terra. Per questo nei primi istanti non mi resi conto di cosa fosse successo, e le primissime grida mi sembrarono più che altro grida di sorpresa. Non colsi immediatamente la disperazione che stava piombando su quella spiaggia. Il crollo fu immediato e non ci furono alcune avvisaglie, di questo ne sono certo, perché la visuale dal punto di vista da cui osservavo era perfetta, ed in quel momento stavo guardando esattamente in quella direzione, dove stavano quei ragazzi.

Dopo qualche secondo però mi fu chiaro che quello non era un cumulo di sabbia. Chiamai Mattia che era in grotta. “Oh, è successo qualcosa…”. Uscì, guardò giù, probabilmente senza rendersi conto di cosa fosse realmente successo. Ci incamminammo verso la scala, e proprio nel mentre arrivarono anche Simone e Gianluca, un aiuto istruttore. Fermarono la macchina nello spiazzo tra le scale della spiaggia e quelle che salgono su al cimitero dell’isola.
“C’è stata una frana, scendiamo giù !”. Non ricordo se lo dissi io o fu Mattia, in ogni caso scendemmo giù sulla spiaggia e quello in cui ci ritrovammo fu un orrore che nessuno di noi aveva immaginato di dover vivere.

Il tufo era sparso per una decina di metri forse, arrivava fino al mare. Sulla spiaggia c’erano un centinaio di persone, la maggior parte ragazzini di 14 anni con i loro professori e gli accompagnatori. Il panico e la disperazione erano assordanti.
I ragazzi scappavano via dalla frana in tutte le direzioni, alcuni si gettarono in acqua, mentre i professori disperati cominciarono a contare i ragazzi.
Proprio sul margine della frana vidi Sara Panuccio. Accanto a lei c’era una persona, non ricordo chi fosse. Quello che ricordo fu che il suo corpo era come ruotato in maniera innaturale, e la parte inferiore delle gambe era bloccata sotto un paio di blocchi di tufo. Ricordo che non parlava, ricordo che i suoi occhi erano come increduli, imploravano aiuto; era come se quegli occhi stessero disperatamente cercando di trattenere la vita all’interno del corpo. Incrociare quello sguardo anche per una frazione di secondo mi fece sentire improvvisamente piccolo, inutile. Non so spiegarlo meglio, ma la sensazione di inutilità di fronte a quella situazione la riconosco bene ancora oggi che sono passati più di cinque anni.
L’uomo che era a fianco a lei chiese a Simone, il direttore del Circolo Velico Ventotene e mio amico da quasi vent’anni, di provare ad aiutarla. Ricordo Simone che si chinava su di lei, forse tenendole la mano, sussurrandole qualcosa all’orecchio. Stava cercando di trasmetterle la forza che in quel momento doveva trovare da qualche parte dentro di lui. Sara stava lottando per la sua vita. Lui le fece la respirazione, la incoraggiò, la guardò negli occhi, in quegli occhi.
“Aiutala Simò”, disse qualcuno.

I professori ultimarono la conta. Li sentii urlare: “ne manca uno !”. Urla di disperazione, “manca Francesca!”.
Scavammo su quel cumulo di tufo come disperati, non so in quanti eravamo. C’erano alcuni degli ormeggiatori arrivati dal molo, c’eravamo noi e i ragazzi della Lega Navale, e altre persone che non ricordo che scesero immediatamente giù dal paese sentendo le urla provenire dalla spieggia.
Mani scavavano disperate nel cumulo di tufo alla ricerca di quella ragazza, spostando sassi delle dimensioni più varie. In quel momento mi venne in mente che forse stavamo camminando sopra quella ragazza, ma non c’era altro da fare.
Non so quanto tempo passò, nel mio ricordo fu tutto così surreale che persi la cognizione del tempo. Ma ad un certo punto qualcuno spostò un sasso e la trovò. Un’esclamazione, poi due mani che coprivano il volto, la disperazione che parla al posto della bocca. Guardai di sfuggita dentro alla buca che avevano scavato, non ebbi il coraggio di soffermarmi su quella visione per più di un secondo. Ricordo solo che tutti si resero immediatamente conto che per Francesca Colonnello non c’era niente da fare. Restava solo Sara a lottare contro la Morte.

Ricordo un ragazzo. Faceva l’accompagnatore, era arrivato a Ventotene la prima volta solo un paio di giorni prima. Camminava avanti e indietro, le mani sulla testa, un pianto disperato e inconsolabile, un vulcano di fantasmi dentro la testa. Capii che era l’accompagnatore di quelle ragazze, che era lui che aveva probabilmente guidato il gruppo e li aveva fatti mettere in quel punto. Per come la vedo io, chiunque al suo posto avrebbe fatto la stessa cosa, non c’era altro posto sulla spiaggia e come ho detto prima anche noi che su quella spiaggia ci abbiamo lavorato per anni ogni tanto ci ritrovavamo a rilassarci proprio in quel punto, sotto quel blocco di tufo maledetto. Ma in quel momento lui non poteva razionalizzare proprio niente; in quel momento tutto era solo buio e terribile. Lo incontrammo qualche giorno dopo, prima che ripartisse per la terra ferma. Non c’era vita nel suo volto, solo il vuoto.

Non so quanto impiegò l’ambulanza ad arrivare, so solo che ci sembrò troppo. Quando i medici scesero giù constatarono la fine di Francesca, e provarono a salvare Sara.
Scesero le autorità, i carabinieri, il sindaco (che ai giornali disse di essere stato il primo ad arrivare…mi sarò confuso…….).
L’elisoccorso arrivò e Sara fu trasportata su in barella. L’impressione che avevamo tutti è che ci fosse poco da fare, e infatti la conferma della morte della ragazza arrivò poco dopo, infrangendo quel granello di speranza a cui tutti quanti eravamo aggrappati con le unghie e con i denti.
Vidi Simone piangere, dietro gli occhiali scuri. Posso solo immaginare quello che stesse provando in quel momento, un uomo forte e capace che sa sempre cosa fare e se la cava in tutte le situazioni. Gli ultimi istanti di coscienza di Francesca lui era stato lì accanto a lei, ne aveva assorbito il dolore, la speranza, e poi la fine. In quegli istanti credo che si stesse sentendo anche lui piccolo e inutile.

I Carabinieri transennarono la zona della frana (è transennata ancora oggi), arrivarono le autorità e si trasferirono tutti all’eliporto, in cima a Punta dell’Arco. C’era ancora l’allora governatore del Lazio, Renata Polverini, e altri funzionari statali in divisa. Arrivarono anche i genitori di Sara e Francesca. Inutile descrivere il loro stato d’animo.

I giorni che seguirono furono surreali, davvero. Ricordo Gianluca, l’aiuto istruttore, un ragazzo di sedici anni di quelli che amano stare sempre al centro dell’attenzione, uno di quelli che ha sempre una battuta pronta, a volte anche troppo. Uno che non si azzitta mai, in poche parole. Non fece una battuta per almeno una settimana, non un sorriso.
Credo che per tutti noi che eravamo presenti da quel momento la spiaggia di Cala Rossano non sia più la stessa, e la cicatrice che c’è sulla parete di tufo dalla quale si staccò quel blocco, è la stessa cicatrice che rimarrà per sempre nei nostri cuori e nella nostra memoria.

Quasi quattro anni dopo sono arrivate le condanne per i responsabili: 2 anni e quattro mesi per il sindaco, Giuseppe Assenso e per il responsabile del servizio tecnico del comune Pasquale Romano; un anno e quattro mesi per l’ex sindaco Vito Biondo e per il responsabile del genio civile di Latina Luciano Pizzuti.
Non entro nel merito perché non mi interessa; due ragazze di 14 anni sono morte per la superficialità endemica di questo Paese. Sono morte perchè in Italia i problemi si risolvono solo se causano delle tragedie, e posso dire che fino al giorno stesso di questo dramma c’erano le trivelle che percuotevano la strada proprio sopra al grottone e le vibrazioni si sentivano a centinaia di metri di distanza. Sassi piccoli o grandi piombano giù dalle pareti ripide della costa ventotenese da vari punti, ogni anno. Ed ogni volta bisogna solo sperare che non ci sia nessuno nella loro traiettoria mortale, nonostante molti barcaioli continuano a portare i turisti nei punti a rischio dell’isola, omettendo di informare i clienti sul rischio mortale che corrono solo per farsi un bagno.

I ragazzi di Dolomiti Rocce, che misero in sicurezza altri punti dell’isola giudicati pericolosi (compresa la parete che sovrasta la grotta del Circolo) ci hanno detto che quel genere di operazioni sono considerate di routine. Basta farsi un giro dalle loro parti per capire che nel ventunesimo secolo, in Italia, non è accettabile morire così.
Questo non è un articolo tecnico come ho detto, è solo un racconto di un testimone diretto di quella tragedia, e non voglio quindi entrare nel merito di queste considerazioni, anche perché ci ha già pensato il Tribunale ad attribuire le responsabilità; leggere le motivazioni della sentenzafa male perché mostra la solita mala gestione delle Istituzioni che rimane impunita fino a che qualcuno non ci rimette la vita. E spesso questo non basta neanche, visti i progetti dello stesso sindaco successivi alla tragedia.

In questo paese si dimentica subito tutto: le menzogne, i criminali, la Storia. Tutti noi però, Sara e Francesca non le dimenticheremo mai.

Fonte: BrigataBorghetti’s blog

Ci siamo qui permessi di modificare questa toccante e coraggiosa testimonianza invertendo i nomi di Sara e Francesca in quanto il papà di Sara ci ha comunicato che così è corretto.

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Ventotene: scoppia la fogna del sindaco

imageLiquami e cattivi odori a causa di una fogna scoppiata sugli scogli. E’ accaduto sull’isola di Ventotene, che quest’anno ha ricevuto di nuovo la Bandiera Blu. Turisti e residenti in allarme per quanto accaduto oggi.

Da oltre dieci anni si parla del malfunzionamento dell’impianto fognario dell’isola e a quanto pare, forse a causa dell’affluenza dei turisti in questa settimana, l’impianto ha ceduto, spargendo liquami tutto intorno.

“Il depuratore non funziona e i liquami vanno sugli scogli, vicino all’unica spiaggia rimasta – raccontano dall’isola — Inoltre non tolgono i liquami e non arriva il camion per portar via i fanghi. E’ una situazione drammatica con risvolti gravi sia dal punto di vista ambientale che da quello sanitario”.

La zona interessata è stata interdetta ed è stato affisso un cartello a firma del vicesindaco Cataldo Matrone: “A causa di un imprevisto guasto elettrico all’impianto di depurazione, l’area antistante (zona Faro) rimarrà chiusa per l’intera giornata. Ci scusiamo per l’eventuale disagio arrecato”.

C’è da dire che la fogna è stata costruita proprio dal fratello dell’attuale sindaco Geppino Assenso, un impianto che necessita di una sistemazione massiccia essendo molto datato.

Di certo non un bel biglietto da visita in piena stagione estiva, con i turisti che giungono sull’isola.

Guarda il video

Fonte: Temporeale.info, La Repubblica, H24 Notizie, TeleFree

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Laziomar: è solo l’inizio…

20131024_tetide3Durante il week-end i turisti che si erano recati sulle isole pontine, e non erano pochi considerando la festività di San Pietro e Paolo per i romani, hanno avuto molti disagi a causa di una nave in avaria della LazioMar. La nave “Quirino” ha avuto un guasto e per garantire il collegamento da Ponza a Formia la società ha spostato la nave Tetide che invece avrebbe dovuto partire da Ventotene.

I passeggeri che avevano già prenotato il traghetto delle 17 sono stati costretti a scegliere un nuovo orario di partenza (o alle 14 o alle 19) pagare un nuovo biglietto. A loro, inoltre, è stato detto di scaricare un modulo online per chiedere il rimborso del biglietto già acquistato e non utilizzato, senza garantire la sicurezza del rimborso.

Sulla questione è intervenuto il deputato del Pd, Renzo Carella, che ha fatto notare come la LazioMar non sia nuova a questo tipo di disservizi. “La società non è stata in grado di sostituire la nave andata in avaria con il risultato di sovraesporre i collegamenti tra Ventotene e Ponza, con un’unica imbarcazione che ha dovuto assicurare sia il trasporto merci che quello passeggeri” ha detto il democratico. “La Regione, alla luce della convenzione con LazioMar, intervenga e lo faccia con severità. Tutto questo è inaccettabile e non è la prima volta che LazioMar si rende protagonista di disservizi che causano gravi disagi ai passeggeri: la società riceve cospicui finanziamenti per assicurare il collegamento con le isole pontine, ma non sostituisce i mezzi non funzionanti quando si verificano situazioni simili a quella avvenuta ieri”.

Fonte: Latina Quotidiano, NewsGo

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Ventotene: ciack si gira

Re Geppo

Re Geppo

In questi giorni a Ventotene Pieraccioni sta girando un Film che molto probabilmente uscirà a Natale, noi proponiamo di sceneggiare un film sull’attuale amministrazione Ventotenese. Ogni riferimento a Persone o a fatti e puramente casuale, o quasi!

Titolo : Re Geppo di antica dinastia con in 2 o 3 processi (insieme ai tecnici comunali), ormai il conto si è perso, ma che già è pronto per altri processi Insieme ai suoi nobili tirapiedi.

Protagonisti:
L’attuale sindaco: Re Geppo che non curante e senza vergogna si è candidato per la terza volta alle elezioni e per alcuni voti comprati (se c’è prova contrario lo dimostrerà) è riuscito a vincere per le terza volta le elezioni.

Nobile Umberto: nipote del sindaco: Venditore di pesce quasi congelato pronto sempre a difendere a spada tratta zio e corruzione con sorriso smagliante.

Nobile Daniele: detto il voltagabbana: Sorriso smagliante, mano pronta al saluto, cordialità da vipera, pronto a dare amicizia solo per tradire coerente sempre non dire ma non fare! Ipocrita dall’animo candito, grande conoscitore di escort ( per non dire mignotte) pronto anche a prestarle ad altri come al Nobile Umberto.

Vice Re Nobile Cataldo

Vice Re Nobile Cataldo

Nobile Cataldo: Detto il vice RE zappatore: per la sua grande tecnica nella nobile arte dell’arare il terreno, ma poco capace a saper firmare e a rendersi sopra tutto conto cosa firmare, Figura di poco conto nonostante lui si paragona ad un moderno CAVOUR ( HA VISSUTO PARECCHIO TEMPO A TORINO) di Ventotene.

Nobile Umbertone: detto il Nobile lecchino: destinato al bilancio, ma con i conti ha poco dimestichezza, e sarò uno dei primi insieme al nobile cataldo vedere scendere dal municipio in manette per il ruolo che come fessi hanno accettato.
Altre figure minori: che sono solo delle comparse in questa sceneggiature

Trama:
Il film si svolgerà esclusivamente al comune di Ventotene: dove dopo anni e anni di malaffare , 10 anni circa di promesse fatte ma mai mantenute e dopo aver mandato in rovina un isola che doveva essere una perla , dopo aver sperperato milioni e milioni di euro ed avere un bilancio in deficit da paura, dove ormai tutto è allo sfascio e niente funziona, ne fogne, ne strade, traghetti e che solo in pochi si arricchiscono mediante imbroglio e minacce. Dove chi non è con Re Geppo viene escluso e minacciato come una volta faceva il fascismo e si presume che fra poco entrerà di nuovo in uso l’olio di ricino di vecchia memoria E alcune persone di buona volontà e soprattutto di gran coraggio cercheranno di far risollevare un isola e di abbattere un potere malvagio e inutile ormai destinato per sempre a tramontare come anacronistico e sorpassato.

Fonte: TeleFree

 

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Sempre più impresentabile, il sindaco di Ventotene rinviato a giudizio per abuso e falso

Il sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso

Il sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso

Concessione di alloggi popolari a Ventotene, rinviati a giudizio il sindaco Assenso e altri quattro indagati.
Secondo l’accusa i due beneficiari, vicesindaco e capo dei vigili, non avevano alcun diritto.

Udienza fissata al 23 marzo del 2016Rinvio a giudizio per tutti, con udienza fissata al 23 marzo 2016. Il Giudice del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, nell’udienza di oggi ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Valerio De Luca nei confronti del sindaco di Ventotene, Giuseppe Assenso, e di altre quattro importanti cariche all’interno dell’ente: l’ex segretario comunale Carmine Caputo, il responsabile dell’Urbanistica Luigi Cirillo, l’ex vicesindaco e attuale assessore Silvestro Verde e il comandante dei vigili urbani, Francesco Saverio Buono.
VICENDA RISALENTE AL 2012. Tutto è partito da un esposto presentato da alcuni cittadini, riguardante una vicenda risalente all’agosto del 2012: Verde e Buono non avevano più diritto ad occupare un alloggi popolare sull’isola, ma secondo l’accusa avrebbero fatto ricorso a falsi e abusi d’ufficio pur di evitare il trasloco. Secondo gli inquirenti, infatti, l’ex vicesindaco e il capo dei vigili possedevano altre abitazioni, a Ventotene e a Formia. Il giudice ha dunque optato per il rinvio a giudizio per i cinque, difesi dagli avvocati Luca Scipione, Vincenzo Macari e Pasquale Cardillo Cupo.

Fonte: Corriere di Latina, H24 Notizie, Temporeale Quotidiano

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Ventotene: chi ha vuotato la cassa?

Ed ecco che, alla fine, i nodi vengono al pettine. Abbiamo letto la lamentela del sindaco di Ventotene sul mancato incasso di un finanziamento, “oltre un milione di euro”, a fronte del quale ha sostenuto tutti gli oneri. Dunque quanto il movimento Buona Onda ha sostenuto in campagna elettorale, circa la possibilità che i bilanci comunali potessero nascondere un disavanzo, inizia ad emergere.

Prendiamo quindi atto di questa prima confessione, ed in qualità di gruppo di opposizione chiediamo al sindaco di venire in Consiglio comunale, concedendo la possibilità di ascoltare anche un nostro esperto in materia di contabilità pubblica, e si chiarisca definitivamente:
– a quanto ammonta il debito ancora da pagare nei confronti della ditta appaltatrice Tecnimont spa e se è stata pagata con quale provvista finanziaria?
– a quanto ammonta il differenziale complessivo e per capitolo specifico, tra entrate insussistenti e debiti certi ed esigibili?
– come si intende coprire il buco certo creato dai crediti di dubbia esigibilità già quantificati in euro 737.574,29?
– come si struttura il fondo di cassa tra fondi liberi e fondi a destinazione vincolata – atteso che l’equilibrio 2014 è garantito dal saldo attivo?
– come trova copertura la differenza tra residui attivi e passivi riaccertati pari ad euro 2.713.000 ?

Faccia un atto di responsabilità e venga in Consiglio, coadiuvato dal Revisore dei Conti, al quale facciamo accorato appello, e dimostri per ogni residuo:
1) La motivazione della eliminazione;
2) La motivazione del mantenimento evidenziando il relativo titolo giuridico;
3) Il cronoprogramma delle eventuali reimputazioni secondo il principio della competenza finanziaria potenziata;
4) La quantificazione dell’effettivo risultato di amministrazione al netto del fondo pluriennale vincolato per spese correnti e spese in conto capitale;
5) Corredi la deliberazione del riaccertamento dei residui dai due specifici allegati riportati nell’ambito del Dlgs 126/2014: il primo (modello 5/1) che conduce alla determinazione del fondo pluriennale vincolato da iscrivere; il secondo (modello 5/2) che conduce alla (ri)determinazione del risultato di amministrazione con le sue componenti e articolazioni.
6) Dica infine se esistono o meno debiti fuori bilancio e sul punto indichi chiaramente ai responsabili di settore di porre la massima attenzione nel rispetto della normativa giuscontabile in materia di impegni di spesa in conto competenza e/o in conto residui.

E’ appena il caso di osservare che questi passaggi da attuare rappresentano il minimo indispensabile per fare chiarezza sui rischi finanziari del Comune; un comportamento contrario determinerebbe un’incertezza della parte del risultato d’amministrazione derivante dalla gestione dei residui e potrebbe implicare anche il mancato rispetto del principio di veridicità del rendiconto, potendo anche prefigurare, in casi estremi, una violazione dell’art. 476 del Codice penale.

Su questi punti il Gruppo di opposizione consiliare Buona Onda vigilerà fino a quando non sarà chiarito e opportunamente dimostrato che la gestione del Comune viene condotta secondo principi di economicità, efficacia ed efficienza della gestione e rispetto delle regole amministrative e giuscontabili, fino ad adire, qualora queste nostre grida restassero vox in desertis tutte le autorità competenti.

Fonte: H24 Notizie, Temporale.info, TeleFree

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Ventotene: il Comune batte cassa in tutti i modi

Il Comune di Ventotene

Il Comune di Ventotene

Attendendo ormai da lungo tempo oltre un milione di euro, saldo di un finanziamento ottenuto nel 1996 per la realizzazione del parco archeologico – museale, e finito anche condannato dal Tribunale di Latina a pagare la ditta che ha eseguito i lavori, il Comune di Ventotene ha deciso di fare causa alla Regione Lazio. La decisione è stata presa nell’ultima riunione di giunta, composta dal sindaco Giuseppe Assenso, dal suo vice Cataldo Matrone e dall’assessore Daniele Coraggio. La Regione, diciannove anni fa, concesse al Comune di Ventotene un finanziamento di oltre 4,6 milioni di euro e pagò 3 milioni e mezzo. Il saldo una volta ultimati i lavori. Nonostante l’intervento sia stato concluso da tempo, dell’ultima parte del denaro l’ente non ha però visto traccia e, rivoltasi l’appaltatrice, la Tecnimont spa, al Tribunale, è finito pure condannato. Stanco di ricevere solo rassicurazioni, il sindaco è passato alle vie legali.

Fonte: H24 Notizie

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Gran Circo Ventotene

imageVenghino Signori Venghino
al grande circo dell’ Assenso Amministrazione!
La gestione è sempre la stessa, !
niente di nuovo al Comun c’è!

Venghino signor a veder
Chi Al Re del Circo al cospetto sta
saltimbanchi, giullari, pagliacci, portaborse, e opportunisti!
Che pur di accontentar pronti tutti al triplo salto a far.!

Venghino Signori a veder
come voto di scambio, minacce e promesse
in questo circo in uso son ! e chi contro va, sacerdote anche esso sia, in esilio deve andar.

Venghino signori a veder!
Come acrobati da parte all’all’altra riescono a volar!
Con doppio e triplo salto mortal da schieramento a schieramento van.

E chi di ” Caponetto!” era il conoscitore adesso felice del Re a vittoria Mostrar
il cane con il farfallino in giro va

Venghino signori venghin
e veder chi di Panuccio amico era!

E informato le teneva ! di ogni passo che il Re faceva
e adesso allo stesso banco seduti entrambi stann!

Venghino signori a veder
come di minaccia si fa uso in questo nostro amato circo

Venghino a vededer come il pontil si chiude dopo anni di apertur !
Sol Perché il fier Modesto l’opposizione al Re giullare lui prepar!

Venghin signori Venghino a veder
Chi a terrazza chiuder voglion
Sol perché il gran Pietro al Re, battaglia vuol far!
Il re del circo!!!
Il re del circo!!!

Venghino Signor a Veder
Come vicino all’elezioni di bandi uso si fa!

In questo nostro bel comun!
a chi si vuol il posticino! Sicur avra’!
se il re votato lui avrà

Venghino a veder a signor
Come di concession uso si fa!
E ombrelloni giù in spiaggia a iosa ci saran!

20130629-231625.jpgVenghino a Vederlor o lor signori!
chi del porto vecchio è ormai il padron!
E senza un soldo pagar
Con lil bugerato deportista
Ricco è diventato

Venghino signori venghino a vedere
Come la fogna qui funzion !!!
Ed in piazza il fetor
toccar ormai si può

Venghino signor a veder
Come ai granil scempio si fa!
E del tufo che giù va ,
tutti attenti devon star!
Venghin signor venghino a veder
La strada che chiusa è !
E i al cimiter i morti a piedi
devon andar!

Venghin tutti lor signor!
A questo circo ad ammirar
Chi sta sopra e chi sta sotto
Ma al fin della storia per tutti il sipario calerà!!

Fonte: TeleFree

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Voto di scambio? Tutto vero, afferma Daniele Coraggio, accusando di fatto Assenso

don Luigi Ruggiero

don Luigi Ruggiero

Zuffa modello Guareschi sull’isola pontina: il parroco accusa il sindaco Assenso di aver praticato il voto di scambio. E ora la parola passa ai tribunali.

Una versione isolana di Peppone e Don Camillo rischia di finire in Procura. A Ventotene da domenica scorsa non si parla che dell’invettiva di don Luigi Ruggiero, il parroco di Santa Candida, durante il Corpus Domini. «Pregherò per tutti voi – ha detto durante l’omelia – ma soprattutto per quelli che si sono resi responsabili della mercificazione del voto alle ultime elezioni comunali, talvolta anche con minacce».
La reazione
Ad ascoltarlo c’erano un centinaio di fedeli. E tra loro anche il sindaco Geppino Assenso, eletto per la terza volta: 294 voti contro i 244 dell’avversario. «Non so a cosa si riferisse il parroco ma di sicuro non era il momento giusto – commenta Assenso – Che don Luigi fosse schierato con i miei avversari era cosa nota, ma adesso basta, andrò a sporgere denuncia».
Il candidato sconfitto

Daniele Coraggio

Daniele Coraggio

Non sarà l’unico. Perché anche il candidato sconfitto, il notaio beneventano Gerardo Santomauro, ha annunciato di voler andare dalle forze dell’ordine. «Le dichiarazioni di don Luigi rappresentano una notizia di reato. Se non sarà convocato andrò io a riferire e chiederò anche a don Ciotti di venire a Ventotene». A inquadrare tutta la questione è Daniele Coraggio, imprenditore appena eletto consigliere. «Don Luigi ha sbagliato a parlarne durante la processione, ma per quello che ne so io è tutto vero. Qui da sempre si usa chiedere e offrire favori prima del voto. C’è chi accetta, chi tratta, chi rifiuta a prescindere. Come nel resto d’Italia».

Fonte: Corriere della Sera

 

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Quaglie, merli e allocchi a Ventotene

20130419-234047.jpgIl giorno 9 giugno si è svolto a Ventotene il primo consiglio comunale erano presenti anche3 sindaci facendo parte del Consorzio dei Comuni( Sperlonga, Campodimele, Monte San Biagio), a parte i soliti bla bla del vecchio sindaco Assenso, il sindaco di tutti, faremo, colpa di…… una volta della regione, una volta della burocrazia, una volta del collaudatore, della crisi. In poche parole se in questi 10 anni a Ventotene non è stato fatto citando,cetto la Quealunque, perché forse è l’esempio più plausibile a cui si può accostare la vecchia amministrazione, un “emerita minchia “è colpa degli altri! Il sindaco Assenso non c’era e se c’era dormiva.! Strada chiusa da 2 anni? Colpa del collaudatore che non l’ha approvata.! Turisti che non arrivano, minchia c’è la crisi che volete da me? Fetore che arriva fino in piazza dal pseudo depuratore? E che ci posso fare io d’altronde chi l’ha progettato ( il fratello del sindaco Assenso) non ha previsto tutto. Strade no illuminate? Va be ci pensa la luna quando è piena e se non c’è la luna basta attrezzarsi di una buona torcia, che volete da questo povero sindaco? Mica può pensare a tutto Assenso!! E via di questo passo!!! Il sindaco Assenso aveva e ha bel altro da pensare!!! E che cavolo!! Doveva e deve pensare a come rendere Ventotene, dalla perla del mediterraneo , alla cozza del tirreno!! Doveva e deve pensare a come continuare ad arricchire i compari di merenda! A elargire favori a chi faceva parte del suo circo! Elargendo come un moderno sovrano favori a destra e a manca e chiudendo un occhio o tutti e due per abuso ma solo chi faceva parte del circolo Assenso e company. Doveva e deve pensare a difendersi nei vari processi in cui è imputato, lui e suoi compari di merenda! Ricordiamo solo a onore della verità che il sindaco Assenso è imputato per omicidio colposo nel processo per il caso della tragedia del 2010 dove hanno perso la vita due bambine. E un altro per abuso d’ufficio e falso , per case popolari date a persone che non avevano i requisiti necessari. Ma pensiamo che a questi PROCESSI, nei prossimi mesi se ne aggiungeranno altri a cui il sindaco di tutti i Ventotenesi( ma chi sa perché la pensa diversamente da lui non viene salutato dal sindaco Assenso BOHHH !! NON DOVEVA ESSERE IL SINDACO DI TUTTI????). Vogliamo dare un consiglio ad Assenso! Visto che ha invitato tre sindaci, perché non si faceva dare qualche consiglio di come gestire una paese e una comunità Il nostro amatissimo sindaco Assenso è mai andato a Sperlonga a Campodimela o a Monte SanBiagio? Siamo in realtà e gestione del territorio diverse! Dove la buona amministrazione si tocca con mano!! E noi a Ventotene cosa tocchiamo per mano?…………….. Vogliamo fare alcune precisazioni riguardo all’intervento del nipote del Sindaco, consigliere anche lui ( quando si dice nepotismo) Umberto Assenso, che mosso dal fuoco della verità e della giustizia durante l’insediamento e dopo il discorso di Gerardo Santomauro Intervento molto applaudito dai fans degli Assenso, con un salto (no quello della quaglia) ha preso la parola! E rosso come un peperone ha detto alcune cose che ci permettiamo di contradire. Ha affermato che ormai famoso , forse anche troppo, coraggioso Coraggio non ha fatto nessun salto della quaglia, ecco la descrizione che fa del salto della quaglia tratto da wikipedia “Nel lessico gergale, politico e giornalistico, l’espressione “salto della quaglia”, indica il cambiare partito politico senza farsi troppe preoccupazioni (voltagabbana). ” Non dice se prima o durante le elezioni. Poi il noto Coraggio più che il salto della quaglia ha fatto un vero e proprio tradimento, prima di tutto a se stesso! E poi al suo amico Panuccio ! e ancora perché Umberto Assenso non ha detto chi siede acconto a loro nel consiglio comunale?Colui, CORAGGIO che di nascosto faxava documenti a Panuccio per stare dietro le SCEne e mettere in difficoltà lo zio!!! Altro che salto della quaglia!!! C’è qualcosa di più grosso e molto più disdicevole e meschino! Umberto Assenso, sempre il nipote del Sindaco, ha detto che non c’è stato nessun voto di scambio e nessuna minaccia, che lui è stato controllato in continuazione , perfino il suo quadernetto ( cosa che ricorda tanto il quadernetto dove gli Assenso scrivevano i debiti dei poveri Ventotenesi, e venivano cancellati in occasioni delle elezioni per avere qualche voticino). Che la democrazia fa parte del DNA della famiglia Assenso Ma forse pensa che i Ventotenesi siano stupidi o si crede talmente al di sopra delle parti che si permette di offendere l’intelligenza dei Ventotenesi o per meglio dire di quei Ventotenesi che la pensano diversamente? Primo: durante le elezioni avevano i lacchè e tirapiedi che andavano in giro! E non diciamo che promettevano, minacciavano oppure davano bustarelle, ma vogliamo semplicemente dire che era facile eludere qualsiasi sorveglianza. Lo zio che faceva casa casa! Stranamente era diventato così socievole da andare a salutare i ventotenesi? Secondo: Il voto di scambio si può fare in moltissimi modi! Sia con il sistema classico che penso gli Assenso conoscono bene ma è solo una supposizione ☺ sia procurando posti di lavoro 2 giorni prima delle elezioni con opere pubbliche vedi i granili, oppure con un bando dove non ha potuto partecipare nessuno e che ha sistemato diversi giovani e chi non votava per loro veniva escluso. Ma dai caro Umbertuccio!! Ma ti rendi conto che come dice Forest Gump stupido è chi stupido fa!!!? Per amore della verità adesso a Ventotene pensiamo, che i Carabineri e la Finanza dovrebbe indagare per turbativa d’asta e voto di scambio!! ma semplicemente per il bene della verità che Umberto Assenso tanto richiede!!!! Quel voto di scambio che Don Luigi ha detto di pregare. E adesso i clan degli Assenso cerca di esliare il povero sacerdote! chi sa perchè se loro sono puri! il sacerdote non si riferiva certo a loro!! perchè predersela tanto!!! bhooooo mistero degli Assenso!! Ma non preoccupatevi nuova amministrazione perché non riguarda certamente Voi . Voi siete esenti da qualsiasi bassezza! E non ha sfiorato minimamente la vostra campagna elettorale!! Forse……..!!!! PS. È stato eletto come consigliere esterno per i rapporti con l’Europa il professore Fragola ! stimatissimo nell’ambito accademico. Ma c’è una precisazione da fare il suddetto professore è un parente del sindaco marito di Giovanna Assenso nipote del sindaco!! Ma!! Mistero degli Assensi!! Altro che di fede!!!

Fonte: TeleFree

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