Ci vuole Coraggio!

Daniele Coraggio

Daniele Coraggio

Nella foto c’è Daniele Coraggio (un cognome che è tutto un programma, provate a mettere dopo il cognome tantissimi punti esclamativi!).
Già al Comune di Ventotene come consigliere dell’opposizione Assenso!
Ma si sa che nella vita niente rimane uguale! e con una giravolta degna di un grande acrobata! ecco diventa forse e sottolineiamo forse ” testa di legno” (è un prestanome, cioé un soggetto che firma in qualità di amministratore ma non prende realmente le decisioni che sono state adottate da altri (amministratori occulti)) del sindaco Assenso alle prossime elezioni!!!
Adesso la domanda sorge spontanea !! al di là del voltagabbana (chi cambia facilmente idee o opinioni o muta il proprio comportamento in modo da trarne sempre il massimo vantaggio). I ventotenesi possono dargli in mano per i prossimi 5 anni le sorte di Ventotene, già provata da 10 anni di un amministrazione che l’ha ridotta in condizioni disperate??
Ai posteri l’ardua sentenza

Fonte: TeleFree

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Acqualatina: truffa continua!

20130712-234154.jpgCifre riscosse dagli utenti e mai reinvestite per le opere necessarie a migliorare la qualità del servizio. Il Comitato cittadino per l’acqua pubblica torna a contestare il modus operandi di Acqualatina e del partner privato Idrolatina srl, colpevoli secondo gli esponenti del comitato locale di aver incassato somme necessaria al trasporto dell’acqua dalle isole pontine di Ventotene e Ponza e per la costruzione dei dissalatori. Un impegno preso nel 2002 al quale il gestore del servizio non avrebbe mai ottemperato, pur avendo aggiunto i costi dell’intervento nella tariffa 2003-2005. Ad aggravare il quadro i nuovi impegni presi dalla Regione Lazio, che a fronte dell’impegno di Acqualatina di realizzare opere già previste e mai iniziate entro il 2018, al costo di 18 milioni di euro, si prepara a pagare 58 milioni di denaro pubblico per opere connesse alla realizzazione dei dissalatori per le 2 isole pontine.

OPERE MAI REALIZZATE Il risultato è che opere previste a carico del gestore e mai realizzate, verranno in gran parte finanziate dall’ente pubblico. “Per sostenere i costi- spiega il comitato- erano stati riconosciuti al gestore 2 milioni di euro l’anno. In più c’era l’impegno di realizzare i dissalatori al costo di 9 milioni 800 mila euro e gestirli dal 2006. Nonostante tutto, i costi del trasporto dell’acqua sono stati pagati dalla regione e non da Acqualatina e i dissalatori non sono mai stati realizzati”. La legge regionale 53/78, secondo il comitato, obbliga l’ente regionale all’approvvigionamento idrico potabile delle isole pontine di Ponza e Ventotene. “I sindaci controllori- aggiunge il comitato- in aderenza politica con il gestore nella revisione tariffaria 2006, hanno tolto i costi del trasporto per il 2006 e 2007 e messo 4 milioni per il 2008, che sono stati incamerati nei costi dell’energia elettrica. Ciò vuol dire che dal 2006 non è prevista più alcuna opera”.

L’ACCORDO CON LA REGIONE Scontro diretto per il Comitato, che accusa non solo il gestore di aver eluso gli impegni presi e previsti dagli obblighi contrattuali, ma anche la politica, che ha intrapreso azioni compiacenti nei confronti di Acqualatina, colpevole anche di aver incrementato i costi a carico degli utenti. Secondo il protocollo d’intesa, stipulato tra Regione Ato4 e Acqualatina attraverso la delibera di giunta regionale n.59 del 21/1/2005, gli impianti di dissalazione dovevano essere resi operativi entro il 30 giugno 2006 per Ventotene ed entro il 31 dicembre 2006 per ponza. Interventi che dovevano essere finanziati dal programma per gli investimenti a carico di Acqualatina, mentre l’impegno dell’ente regionale era quello di assicurare con oneri a suo carico il trasporto dell’acqua alle isole fino alla realizzazione dell’intervento. Oltre la data di realizzazione dei dissalatori, i costi sarebbero ricaduti sulle spalle dell’Ato 4. “Ciò nonostante- accusa il comitato- la regione si prepara ad un accordo che a fronte dell’impegno di Acqualatina di realizzare i dissalatori entro il 2018 al costo di 15,5 milioni di euro, che la Regione assicuri al gestore finanziamenti in conto capitale per le opere connesse e da completare pari a 58 milioni di euro”.

COSTI SPROPORZIONATI L’ente pubblico, secondo la denuncia del Comitato, si prepara a sborsare 16 milioni 800 mila euro per il trasporto dell’acqua dal 2014 al 2015 da Napoli, 18 milioni per il trasporto da Gaeta dal 2016 al 2017, 1 milione 036 mila euro per il collegamento della rete idrica Ato 4 alla banchina di attracco del porto di Gaeta, 6,28 milioni per il superamento dell’emergenza idrica del sud pontino, 3milioni riguardo l’interconnessione delle reti idriche all’isola di Ponza e altri 8 milioni 800 mila euro per reti fognarie, depuratori. Costi sproporzionati rispetto a quelli a carico del gestore, passati dai 12 milioni iniziali ai 15 milioni.

Fonte: Corriere di Latina

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Ventotene: storie di ordinaria amministrazione

IMG_1525.JPGIl 21 febbraio, a Ventotene, i Carabinieri del locale Comando stazione, nel corso di predisposti servizi finalizzati a reprimere reati in materia di abusivismo edilizio, hanno denunciato in stato di libertà un 60enne imprenditore edile del luogo, responsabile del reato di violazione dei sigilli.

Il predetto, realizzava modifiche strutturali ad un manufatto da lui stesso abusivamente costruito, già sottoposto a sequestro dal Tribunale Latina in data 21 gennaio 2001 e del quale era stato nominato custode giudiziale.

Fonte: H24 Notizie

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Ventotene esiste il voto di scambio?

Giuseppe Assenso

Giuseppe Assenso

Lo dice la stessa frase. Io – candidato – ti do o prometto qualcosa, in cambio del tuo voto. Questa è la base. Poi, volendo approfondire, c’è una vera e propria organizzazione nell’approvvigionamento dei voti di scambio.
Un conto infatti è lo scambio uno a uno. Ogni singolo candidato dovrebbe entrare in contatto con ogni singolo potenziale elettore: un “lavoro” enorme e disumano. Non è fattibile. Meglio magari, avere un “network” di persone che conoscono persone che conoscono… Così si creano veri e propri bacini di “elettorato” che garantisce – più o meno – un certo tipo di risultato elettorale.
È un dato di fatto. Da sempre. Basta partecipare ad una riunione di un qualsiasi partito già poco prima dell’apertura di una campagna elettorale. Molti sanno addirittura di poter contare su un numero non indifferente di aficionados pronti a mettere la crocetta a comando. Previo o post pagamento attraverso… Qui si apre un mondo, nel vero senso della parola.
Il voto di scambio è una vera e propria attività politica. Ben conosciuta a livello nazionale. Esistono migliaia e migliaia di nominativi ben custoditi in ogni singolo PC di qualsiasi organizzazione politica. Nomi che, al momento opportuno, generano già un primo dato fondamentale: su quanti voti possiamo contare già da ora?

Un caso per tutti da ricordare: Raffaele Lombardo, ex presidente della Regione Sicilia accusato di aver basato per anni la sua poltrona sui voti di scambio. Furono scoperti migliaia di file in una sorta di faldone, che conteneva nomi, cognomi, indirizzi, numeri di telefono ed ovviamente, i desiderata di ogni singolo elettore. Questi file poi, furono messi per un breve periodo a disposizione sul web da una testata nazionale che denunciò all’epoca il fatto. Nonostante questo, nulla di grave accadde a chi si macchiò da un lato di corruzione dall’altro di corruttibilità.
Questa tipologia di voto di scambio generalmente poi, produce un reale effetto sull’elettore, che si vede “ricompensare” per la fedeltà dimostrata. Dimostrata ancor oggi, nonostante le tante ammonizioni a non entrare nei seggi elettorali con cellulari dotati di macchina fotografica, con una bella fotografia della scheda elettorale con la croce messa al punto giusto.
C’è però una tipologia più espansa di voto di scambio, inquietante perché quasi sfugge alla percezione dell’intera nazione che invece, avvolge del tutto.

20150218_190244_21224Poniamo un esempio generico: ogni candidato che dichiari una promessa da realizzare “dopo essere stato eletto” è una forma di voto di scambio generalizzata.
Altro esempio: il candidato che generi una forte pressione su qualsiasi tipologia di elettore tentando con le solite promesse di aggiudicarsi addirittura una parte di elettorato altrui, non solo si macchia di voto di scambio, ma ad esso aggiunge la beffa del tentato ladrocinio di una fetta di elettorato.
Ecco quindi generarsi – proprio in un periodo, quello elettorale in cui maggiormente la cittadinanza dovrebbe potersi fidare di questo o quel candidato – un reato malsano: corruzione allo stato puro e palese.
Partendo da questo presupposto, come si può prendere anche in minima considerazione la possibilità di potersi fidare di chiunque chieda voti prima di aver generato almeno una parte delle promesse proferite anzitempo?

Se tizio o caio mi ammaliano al solo scopo – intanto – di ottenere il mio voto, mi promettono qualcosa per cui sono pronto a farmi corrompere – perché è bene ricordare che di corruzione si tratta – come posso poi io prima di tutto fidarmi del candidato e poi ancora di me stesso, pronto a vendere un valore inestimabile (il voto/scelta del cittadino facente parte del Popolo Sovrano) in cambio di qualcosa?

L’atto corruttivo fondamentale è proprio questo. Ed è lo stesso atto che, coerentemente, non dovrebbe poi lasciar libero ogni cittadino vendutosi a questo tipo di corruzione, di elevarsi al di sopra del personaggio eletto di turno, nel momento in cui lo steso personaggio presentasse al paese intero la parte peggiore di se, magari con uno scandalo di qualsiasi entità.
In poche parole, come dice un vecchio motto “se è con soldi tuoi che paghi, allora puoi scegliere”. In questo caso, significa solo che se si conserva intatta la libertà di scegliere, si può poi instaurare quella dinamica ormai scomparsa nella nostra nazione, per i motivi appena elencati; la libertà – anche – di mandare a casa chi sbaglia.
La lotta alla corruzione in Italia, deve partire davvero dal basso. Finché i cittadini saranno corrotti senza quasi accorgersene, non ci sarà mai speranza di poter sollevare da qualsiasi incarico chiunque si macchi di altra corruzione.
Ovviamente poi, nei classici periodi storici di “grande crisi economica” questa metodica non solo si espande ma trova maggiore presa da parte di cittadini, pronti a vendere la propria libertà di individuo per il classico tozzo di pane o per la speranza che – assurdo solo a pensarci – qualcuno restituisca a tutti, miliardi di imposte già pagate, senza peraltro sapere nemmeno dove trovare questo denaro…

A tutto questo c’è da aggiungere! Il Sindaco Assenso è imputato in due processi! uno per omicidio colposo ! e l’altro per abuso d’ufficio! chiudendo un occhio per case popolare rimaste a persone che nn ne hanno diritto!! Con quale faccia si ricantata! Ma si sa! al peggio non c’è mai fine!!

Fonte: TeleFree

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Ventotene rialzati? Riparte la campagna elettorale per l’isola dei rinviati a giudizio

Fotolia_6604480_XS2-294x300“Rialzati Ventotene” è il nome della lista civica attorno alla quale si stanno raccogliendo ed organizzando le persone che in questi anni sono rimaste deluse dall’operato dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Assenso.

Ad animare questa nuova aggregazione politica, in vista delle imminenti elezioni amministrative, è Gerardo Santomauro, 45 anni, originario di Ventotene, che da alcuni anni svolge la sua professione di notaio in Benevento. “Le ragioni di questo impegno ­ spiega Santomauro ­ nascono dalla constatazione dell’esperienza fallimentare dei dieci anni dell’amministrazione Assenso, nel corso dei quali l’immagine di Ventotene, agli occhi dell’opinione pubblica nazionale, ha subito un tracollo totale. Gran parte di quello che era stato costruito dalle amministrazioni comunali passate è franato sotto il peso dell’incapacità di questa in carica. Lunga è la lista delle inefficienze a cui questa amministrazione non ha saputo o non ha voluto dare risposta: dall’illuminazione pubblica, alle spiagge, dalla sanità alla scuola.

Ciò che però meglio le rappresenta, assurgendo ad emblema del generale decadimento in cui è sprofondata l’isola, è il campo sportivo. Un tempo fiore all’occhiello della piccola realtà isolana, per molti anni ridotto a ricettacolo di immondizia e discarica a cielo aperto ed ancora oggi fonte di pericolo per quei pochi ragazzi che ancora lo frequentano. Il muro di cinta rischia da un momento all’altro di rovinare al suolo con le conseguenze tragiche che ognuno può immaginare.

“E pensare, continua Santomauro, che il Comune aveva ricevuto il finanziamento pubblico per metterlo in sicurezza. Ma qualcuno, con assoluto disprezzo dei più elementari canoni di sicurezza, ha pensato di destinare lo stesso per creare una struttura di copertura del campo di calcetto, le cui uscite di sicurezza sfociano proprio sul muro rimasto pericolante, puntellato solo con pali di legno, aprendo nel contempo una pretestuosa vertenza giudiziaria con i privati, a cui aveva ingiunto di provvedere alla riparazione del muro a loro spese. Per inciso, va detto che il T.A.R. ha dato torto all’amministrazione comunale, ma intanto l’incomprensibile inerzia del Comune lascia persistere lo stato di pericolo.”

“Proprio non riesco a comprendere ­ continua Santomauro ­ dopo l’immane tragedia di cinque anni fa che costò la vita a due giovani studentesse romane in gita a Ventotene, come faccia il sindaco ad assumere su di sè un rischio così grave, tenuto conto che con delibera di Giunta n. 151 del 5.9.2008 erano stati decisi i lavori di messa in sicurezza”.

Gira voce che il sindaco Assenso voglia ricandidarsi, per dare all’opinione pubblica nazionale un segnale forte: “la popolazione, ad onta della sentenza di condanna, è schierata con me”.

“Vista la sua pesante capacità di condizionamento ­ replica Santomauro ­ dovuta al suo modo di concepire e fare politica, non mi stupirei affatto di vederlo rieletto” ed aggiunge: “Io ritengo che in un paese civile un condannato abbia il diritto di chiedere l’annullamento di una sentenza a lui sfavorevole e che ciò avvenga glielo auguro, ma non esiste altra strada al di fuori del processo di appello”

“Io, peraltro, ­aggiunge Santomauro ­ non do molto credito a questa versione e ritengo che la vera ragione della sua candidatura sia ben altra e con il tempo avrò modo di farla comprendere ai miei concittadini. Mi domando poi cosaprometta di buono un’amministrazione comunale che, con riguardo al faraonico progetto del tunnel di collegamento fra il porto ed il centro abitato, è stata capace, sapendo che i soldi per realizzarlo non c’erano più, avendo ricevuto dall’ente che avrebbe dovuto finanziare l’opera, la Regione Lazio, una solenne bocciatura e addirittura una denunzia alla Procura presso la Corte dei Conti, di infischiarsene altamente e di firmare ugualmente il contratto di appalto con la ditta aggiudicatrice della gara d’appalto. Giudicate voi! Per quanto mi riguarda, quando ho letto la documentazione, non volevo credere ai miei occhi. Pensavo che a tutto vi fosse un limite. Evidentemente mi sbagliavo”.

Fonte H24 Notizie, Latina Quotidiano

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Ennesima richiesta di rinvio a giudizio per abuso e falso per gli amministratori di Ventotene

Avrebbero fatto ricorso ad abusi d’ufficio e falsi pur di lasciare la casa popolare a chi non ne aveva più diritto, avendo tra l’altro abitazioni di proprietà, o sull’isola o a Formia. E con queste accuse il sostituto procuratore Valerio De Luca ha chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco di Ventotene, Giuseppe Assenso, l’ex segretario comunale Carmine Caputo, il responsabile dell’urbanistica Luigi Cirillo, l’ex vicesindaco e attuale assessore Silvestro Verde e il comandante dei vigili urbani Francesco Saverio Buono, gli ultimi due beneficiari della condotta dei primi.

I fatti risalgono alla fine di agosto del 2012 e l’inchiesta è partita dopo un esposto fatto da alcuni cittadini. Secondo gli inquirenti, tanto Verde quanto Buono non avrebbero avuto più diritto a un alloggio popolare, ma la casa sarebbe stata loro lasciata. Per i cinque, difesi dagli avvocati Luca Scipione, Vincenzo Macari e Pasquale Cardillo Cupo, l’udienza preliminare, fissata davanti al giudice Giuseppe Cario, a Latina, è slittata al 22 giugno.

Fonte: H24 Notizie

Vedi in merito:

Case popolari a non aventi diritto: ennesimo scandalo a Ventotene;
A Ventotene le case sono… popolari;
Blitz dei Carabinieri a Ventotene: denunciate per truffa e falso ideologico diverse persone tra cui il vicesindaco.

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Acqualatina e la truffa dei dissalatori di Ponza e Ventotene

20130712-234154.jpg“Dove finiscono gli introiti delle bollette dell’acqua?” A chiederlo è il Comitato Spontaneo di Lotta Contro Acqualatina di Formia, che ha inoltrato un’interrogazione ai consiglieri regionale del Movimento 5 Stelle.

“Una parte degli introiti – si legge nella nota – serve per finanziare la normale gestione del ciclo delle acque, un’altra parte per gli interventi di piccola manutenzione ordinaria, un’altra parte per il pagamento degli stipendi dei dipendenti e un’altra parte dovrebbe servire per finanziare gli investimenti degli impianti per il servizio.

Ebbene le bollette dell’acqua sono così salate, a causa del finanziamento dei costi degli investimenti, perché una parte di esse dovrebbe servire proprio per finanziare la realizzazione di depuratori, fognature e, nel caso in questione, degli impianti di dissalazione per le isole di Ponza e Ventotene.

Per anni abbiamo regolarmente pagato nelle nostre bollette dell’acqua i costi d’investimento per la realizzazione dei dissalatori per isole di Ponza e Ventotene, senza che questi siano mai stati realizzati. Addirittura Acqualatina sottoscrisse un protocollo d’intesa con la Regione Lazio (atto ufficiale che impegna formalmente le parti) per accollarsi l’intero costo dell’opera. Il tutto con i proventi delle bollette dell’acqua che in questi anni abbiamo regolarmente pagato.

Oggi scopriamo che nel Bilancio 2015 della Regione Lazio sono previsti 18 milioni di investimenti pubblici (pagati con le nostre addizionali regionali IRPEF) per finanziare un’opera che successivamente sarà gestita da Acqualatina. Insomma, noi paghiamo e loro intascano.
Per questi motivi il Comitato Spontaneo di Lotta Contro Acqualatina di Formia ha deciso di inoltrare un’interrogazione regionale per svelare questa ingente truffa ai danni dei cittadini della provincia di Latina e ai danni di tutti coloro che dal 2002 a oggi hanno sempre e puntualmente pagato le bollette dell’acqua.

L’interrogazione – conclude la nota – è inoltrata ai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle ai quali chiediamo di farsi carico per questa istanza”.

Fonte: H24 Notizie, Telefree, Blob Beppe Grillo

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A Ventotene la ‘Squola’ senza la maestra d’Italiano

“Anche se Ventotene è una piccola isola dobbiamo avere la stessa istruzione degli altri bambini”, “Abbiamo il diritto di imparare e sapere”, “Mamma, ma i voti sulla pagella chi li mette… Babbo Natale?” “A Ventotene la ‘Squola’ senza la maestra d’Italiano”. Sono solo alcuni degli striscioni e cartelloni appesi davanti alla scuola primaria “Altiero Spinelli” di Ventotene, che questa mattina è stata occupata questa mattina dai genitori dei giovani alunni iscritti in segno di protesta.

Un gesto forte per denunciare la continua assenza di alcuni insegnanti dall’inizio dell’anno scolastico che di fatto non stanno garantendo agli alunni il loro diritto allo studio e nello stesso tempo “demolendo l’impegno e i sacrifici di tutto quel personale docente e scolastico – si legge nella nota a firma dei genitori – che dall’inizio dell’anno lavora con continuità e serietà”.

A causa dei tagli sull’isola non giungono nemmeno i supplenti, che potrebbero garantire un minimo di continuità nelle lezioni. Un fatto che porta alla ribalta le difficoltà che incontrano le piccole isole, dove non si riesce nemmeno a rispettare il diritto all’istruzione. E questa mattina erano tutti lì davanti all’istituto scolastico, genitori e bimbi, con striscioni e cartelloni, a gridare in segno di protesta e avere l’attenzione di chi di dovere per risolvere una situazione davvero critica.

Sul posto anche i carabinieri intervenuti per verificare la situazione e prendere provvedimenti a riguardo.

Fonte: H24 Notizie, Latina Press, Il Messaggero, Latina quotidiano

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Amministratori di Ventotene di nuovo sotto processo per abuso e omissione

Un sistema facile, troppo facile, ma soprattutto illegale quello sulle concessioni per i pontili a Ventotene. Ne è convinto il pm Giuseppe Miliano e, con le accuse di abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio, Pasquale Romano e l’architetto Luigi Cirillo, rispettivamente responsabili dell’ufficio comunale dei lavori pubblici e dell’urbanistica e del demanio, sono stati rinviati a giudizio. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, ha disposto per i due, difesi dall’avvocato Luca Scipione, un processo. E la prima udienza è fissata per il 22 luglio. Secondo il pubblico ministero, gli imputati, tra il 2011 e il 2012, avrebbero rilasciato 15 concessioni demaniali, per installare i pontili, senza bandire gare pubbliche.

Fonte: H24 Notizie

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Acqualatina: chi ci guadagna?

20130712-234154.jpg“Ormai alle strette la società che gestisce il sistema idrico integrato nell’ATO4 in piena crisi economica e commissariata dalle banche, ricorre ancora una volta ad un salvagente pubblico. Questa volta è la Regione Lazio targata PD e SEL – che in attesa delle nomine politiche che andrebbero a cambiare, in seguito al ribaltone delle ultime elezioni provinciali farsa (il diritto di voto ricordiamo è stato calpestato e solo così si sono potuti auto eleggere i politici pontini), anche i vertici di Acqualatina che passerebbero dalla premiata ditta UDC – PDL ai neo signorotti di PD e NCD – a regalare ben 17,800 milioni di euro alla società al 49% di proprietà della multinazionale francese Veolià, per sostenere le spese di costruzione di impianti di dissalazione che la società invece aveva previsto fin dal 2004 nel suo piano di investimento.

Dagli accordi presi con la regione Lazio infatti (c’era ancora Storace governatore) il dissalatore di Ventotene sarebbe dovuto entrare in funzione nel giugno del 2006, quello di Ponza nel dicembre successivo.

Non ci è dato sapere quale sia stata la ragione, forse la mala gestione del servizio idrico integrato fatta di investimenti sbagliati e mutui di milioni di euro aperti con la DEPFKA Bank, forse i mancati introiti dei molti cittadini della provincia che per via legale hanno contestato, vincendo le cause, diversi pagamenti da effettuare ad Acqualatina, sta di fatto che i due dissalatori, che secondo il piano investimenti dovevano costare 9 milioni in totale, non sono mai stati realizzati. In tutto questo tempo i cittadini pontini però hanno continuato a pagare le bollette nelle quali compariva paradossalmente come spesso succede quando si ha a che fare con Acqualatina, la voce dell’investimento per i dissalatori. Oltre il danno per le tasche degli utenti anche la beffa infatti in questi anni la regione Lazio per garantire l’acqua alle due isole ha dovuto sborsare ben 7 milioni l’anno pagati sempre ad un privato la VETOR che con le sue navi ha assicurato il rifornimento e il trasporto dal porto di Napoli fino alle isole pontine.

Il comitato Spontaneo di Lotta contro Acqualatina di Gaeta pertanto continua a combattere contro questo vero e proprio sistema fatto di interessi privati e larghe intese che li appoggiano, invitando ancora una volta la popolazione a fare altrettanto denunciando disservizi e soprusi, e ricordando che per ogni assistenza tecnica e lagale lo sportello del comitato di Gaeta è aperto ogni Giovedì dalle 17 alle 19 in via Indipendenza 262.

Fonte: H24 Notizie

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