A Ventotene la ‘Squola’ senza la maestra d’Italiano

“Anche se Ventotene è una piccola isola dobbiamo avere la stessa istruzione degli altri bambini”, “Abbiamo il diritto di imparare e sapere”, “Mamma, ma i voti sulla pagella chi li mette… Babbo Natale?” “A Ventotene la ‘Squola’ senza la maestra d’Italiano”. Sono solo alcuni degli striscioni e cartelloni appesi davanti alla scuola primaria “Altiero Spinelli” di Ventotene, che questa mattina è stata occupata questa mattina dai genitori dei giovani alunni iscritti in segno di protesta.

Un gesto forte per denunciare la continua assenza di alcuni insegnanti dall’inizio dell’anno scolastico che di fatto non stanno garantendo agli alunni il loro diritto allo studio e nello stesso tempo “demolendo l’impegno e i sacrifici di tutto quel personale docente e scolastico – si legge nella nota a firma dei genitori – che dall’inizio dell’anno lavora con continuità e serietà”.

A causa dei tagli sull’isola non giungono nemmeno i supplenti, che potrebbero garantire un minimo di continuità nelle lezioni. Un fatto che porta alla ribalta le difficoltà che incontrano le piccole isole, dove non si riesce nemmeno a rispettare il diritto all’istruzione. E questa mattina erano tutti lì davanti all’istituto scolastico, genitori e bimbi, con striscioni e cartelloni, a gridare in segno di protesta e avere l’attenzione di chi di dovere per risolvere una situazione davvero critica.

Sul posto anche i carabinieri intervenuti per verificare la situazione e prendere provvedimenti a riguardo.

Fonte: H24 Notizie, Latina Press, Il Messaggero, Latina quotidiano

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Amministratori di Ventotene di nuovo sotto processo per abuso e omissione

Un sistema facile, troppo facile, ma soprattutto illegale quello sulle concessioni per i pontili a Ventotene. Ne è convinto il pm Giuseppe Miliano e, con le accuse di abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio, Pasquale Romano e l’architetto Luigi Cirillo, rispettivamente responsabili dell’ufficio comunale dei lavori pubblici e dell’urbanistica e del demanio, sono stati rinviati a giudizio. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, ha disposto per i due, difesi dall’avvocato Luca Scipione, un processo. E la prima udienza è fissata per il 22 luglio. Secondo il pubblico ministero, gli imputati, tra il 2011 e il 2012, avrebbero rilasciato 15 concessioni demaniali, per installare i pontili, senza bandire gare pubbliche.

Fonte: H24 Notizie

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Acqualatina: chi ci guadagna?

20130712-234154.jpg“Ormai alle strette la società che gestisce il sistema idrico integrato nell’ATO4 in piena crisi economica e commissariata dalle banche, ricorre ancora una volta ad un salvagente pubblico. Questa volta è la Regione Lazio targata PD e SEL – che in attesa delle nomine politiche che andrebbero a cambiare, in seguito al ribaltone delle ultime elezioni provinciali farsa (il diritto di voto ricordiamo è stato calpestato e solo così si sono potuti auto eleggere i politici pontini), anche i vertici di Acqualatina che passerebbero dalla premiata ditta UDC – PDL ai neo signorotti di PD e NCD – a regalare ben 17,800 milioni di euro alla società al 49% di proprietà della multinazionale francese Veolià, per sostenere le spese di costruzione di impianti di dissalazione che la società invece aveva previsto fin dal 2004 nel suo piano di investimento.

Dagli accordi presi con la regione Lazio infatti (c’era ancora Storace governatore) il dissalatore di Ventotene sarebbe dovuto entrare in funzione nel giugno del 2006, quello di Ponza nel dicembre successivo.

Non ci è dato sapere quale sia stata la ragione, forse la mala gestione del servizio idrico integrato fatta di investimenti sbagliati e mutui di milioni di euro aperti con la DEPFKA Bank, forse i mancati introiti dei molti cittadini della provincia che per via legale hanno contestato, vincendo le cause, diversi pagamenti da effettuare ad Acqualatina, sta di fatto che i due dissalatori, che secondo il piano investimenti dovevano costare 9 milioni in totale, non sono mai stati realizzati. In tutto questo tempo i cittadini pontini però hanno continuato a pagare le bollette nelle quali compariva paradossalmente come spesso succede quando si ha a che fare con Acqualatina, la voce dell’investimento per i dissalatori. Oltre il danno per le tasche degli utenti anche la beffa infatti in questi anni la regione Lazio per garantire l’acqua alle due isole ha dovuto sborsare ben 7 milioni l’anno pagati sempre ad un privato la VETOR che con le sue navi ha assicurato il rifornimento e il trasporto dal porto di Napoli fino alle isole pontine.

Il comitato Spontaneo di Lotta contro Acqualatina di Gaeta pertanto continua a combattere contro questo vero e proprio sistema fatto di interessi privati e larghe intese che li appoggiano, invitando ancora una volta la popolazione a fare altrettanto denunciando disservizi e soprusi, e ricordando che per ogni assistenza tecnica e lagale lo sportello del comitato di Gaeta è aperto ogni Giovedì dalle 17 alle 19 in via Indipendenza 262.

Fonte: H24 Notizie

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Buone Feste!

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Ventotene: fuori dal mondo

20131027-230759.jpgComputer fuori uso, niente lettere e pacchi. E le corse della Laziomar, privatizzata un anno fa, continuano a costare alla Regione oltre 15 milioni l’anno . Ma i mezzi troppo vecchi sono soggetti a frequenti avarie che creano disagio agli isolani

L’isola di Giulia è un deserto d’inverno, e la lontananza dal continente è resa ancor più insopportabile dall’enesimo disservizio: la chiusura dell’ufficio postale. Da tre settimane, infatti, il locale è chiuso, fanno sapere da Ventotene, per la rottura del computer che governa tutto. Dunque niente raccomandate, assicurate o pacchi. «Abbiamo sollecitato e reclamato dove era possibile reclamare- scrivono sui social network, ormai unico mezzo di salvezza – e abbiamo scritto alla direzione delle poste di Latina, città da cui dipende il nostro ufficio postale, ma chiaramente avere delle risposte è cosa ardua…».

Maltempo, solo le navi partono
E di colpo, con l’addio alla stagione turistica, rimane per le pochissime famiglie di residenti quel senso di abbandono che si acuisce anche se, per un giorno, dovesse saltare la corsa del traghetto. Succede per il maltempo, e non ci si può far davvero nulla: in piena allerta meteo, ad esempio, mercoledì 3 dicembre sono partite solo le navi mentre sono rimasti fermi i mezzi veloci. Mentre spesso capita che qualche mezzo si rompa, e allora si pensa alla tanto invocata efficienza della privatizzazione della compagnia di navigazione che, comunque, costa alla Regione Lazio oltre 15 milioni di euro l’anno.

Corse aggiuntive pagate dalla Regione
Oggi Laziomar è un’azienda privata in mano sostanzialmente ad armatori campani così distribuiti: Snav e Medmar al 33% ciascuna, mentre il restante vede circa il 18% ad Alilauro spa, 4,3 ad Alicost ed il 10,6 ad Alilauro Gruson spa: una operazione salutata ormai un anno fa con grande soddisfazione da armatori e Regione Lazio, con quest’ultima che avrebbe risparmiato il 15% rispetto a quanto la gestione era tutta pubblica. Ad oggi il bilancio della nuova gestione può sembrare tutto positivo: addirittura in corso d’opera, prima dell’estate 2104, l’accorda tra Regione e Laziomar ha portato ad aggiungere 620 corse per le isole rispetto a quelle concordate nel contratto di servizio decennale. Chi le ha pagate? Come si legge nella convenzione aggiuntiva sono 360 quelle a carico della Regione e calcolando il costo medio di 2mila400 euro a corsa, arriviamo a circa 900mila euro in più per l’ente pubblico che continua a sborsare denaro in barba alla privatizzazione.

Le avarie
Altro capitolo tutt’altro che positivo nella gestione del servizio resta quello delle avarie dei mezzi che, se relative a periodi lunghi, vedono Laziomar obbligata a fornire un mezzo sostitutivo come difficilmente accadeva con la gestione pubblica. Risolti in poco tempi i guasti alla motonave Tetide, resta oggi in riparazione l’aliscafo Alnilam, ormai giunto a quasi trent’anni di servizio. Solo nel 2013, come si legge nell’ultimo bilancio depositato dalla Laziomazio, il mezzo è stato abbondantemente revisionato (generatore, motore principale di sinistra, plancia, impianto di stabilizzazione e condizionamento…) mentre molto è stato rivisto anche sull’altro aliscafo, il Monte Gargano, ed interventi strutturali sono stati apportati sul Tetide, come scrive Laziomar, messo «seriamente in pericolo a causa della corrosione prodotta dagli agenti marittimi». Solo nel 2013 l’affitto dei mezzi alternativi per non bloccare il servizio è costato alla società 1.023.500 euro.

Fonte: Corriere della Sera

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Miracolo a Ventotene: il sindaco Assenso “moltiplica” le tessere Laziomar

20140226-211653.jpg“Spett.le Sindaco, con la presente vorrei darLe la giusta (dal mio punto di vista) interpretazione della concessione data all’isola di Ventotene riguardo un passaggio di nativi a tariffa agevolata. Ho ritenuto che fosse un gesto semplice e limitatissimo rilasciare una tessera a prezzo agevolato ai nati a Ventotene, ma non attualmente residenti, considerando che il numero è di circa una quindicina e che non ci sono più nascite a Ventotene da circa 50 anni. Certo di non aver fatto alcun tipo di discriminazione, porgo distinti saluti”. Così Michele Lauro scrive al sindaco di Ponza Piero Vigorelli la concessione di tariffe agevolate ad alcuni ventotenesi nati sull’isola.

“Questa lettera del Direttore Generale di Laziomar – commenta Vigorelli – mette fine a una serie di speculazioni che si sono alimentate nei giorni scorsi.

La prima riguarda il collega sindaco Geppino Assenso, che in un suo comunicato aveva sbandierato ai quattro venti che Laziomar aveva concesso una tessera per biglietti ridotti ai nativi di Ventotene. In pratica a tutte le famiglie ventotenesi di origine che sono residenti in altre città italiane o nel mondo.

Era una grandissima “balla”: come rettifica Laziomar, la tessera riguarda solo una quindicina di “nati” sull’isola, non i “nativi”.

La seconda speculazione riguarda l’ex sindaco Franco Ferraiuolo, che si è subito precipitato a chiedere e a pretendere dal Sindaco che anche i “nativi” di Ponza avessero la stessa tessera dei ventotenesi. Visto come stanno veramente le cose, Ferraiuolo ha perso una occasione per tacere. Un’altra ancora.

Ovviamente è molto facile ragionare e fare progetti, soprattutto quando i soldi sono degli altri. I “nativi” ponzesi, in Italia e all’estero, sono infatti alcune migliaia. I “nati” a Ponza dal dopoguerra a oggi sono alcune centinaia.

Di questo l’ex sindaco non ne ha tenuto conto oggi. E del resto non lo ha fatto neanche quando era sindaco.

Con l’attuale Amministrazione, invece, la Laziomar finalmente privatizzata ha avuto un rapporto splendido.

– Abbiamo ottenuto oltre 500 corse in più da Formia-Anzio-Terracina e questo ha consentito un notevole incremento di turisti (da Anzio e Terracina, oltre il 100 per cento in più rispetto all’anno scorso)

– Abbiamo concordato orari estivi che si sono rivelati perfetti (nonostante la contrarietà dell’ex sindaco Ferraiuolo)

– Abbiamo ottenuto la bigliettazione gratuita per tutti gli atleti della Polisportiva di Ponza

– Abbiamo confermato i biglietti ridotti per tutti gli operatori (professori, dipendenti comunali, dipendenti di banche, medici, e altre attività) realmente pendolari ogni settimana

– Abbiamo ottenuto biglietti gratuiti per molti artisti che sono venuti a Ponza per gli eventi estivi

– Abbiamo concordato migliori orari invernali, anche per favorire genitori e studenti chi vengono a Ponza nel weekend

– Fra qualche giorno saranno ufficializzati gli orari estivi del 2015 già concordati (una cosa mai vista prima).

Rispetto alla tesserina per una quindicina di ventotenesi, tutto questo ci sembra molto più importante e molto più utile per gli isolani e l’economia di Ponza”.

Fonte: H24 Notizie

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Ventotene: chiuso per ferie

Capita che la pubblica amministrazione debba intervenire quando gli esercizi commerciali non chiudono negli orari e nei giorni previsti, nonostante ormai la situazione con le liberalizzazioni sia cambiata, ma sicuramente più difficile è il contrario, ovvero che si renda addirittura necessaria un’ordinanza per far aprire un negozio. A Ventotene, isola che terminata la stagione turistica conta meno di 750 abitanti, è accaduto.

L’unica attività di generi alimentari che garantisce pane e latte ai cittadini, quella di piazza Castello, quest’anno ha necessità di abbassare la serranda, per ferie, da metà novembre a metà dicembre.

Il sindaco Giuseppe Assenso teme problemi di ordine pubblico, “alla luce delle molteplici rimostranze” dei cittadini, impossibilitati ad approvvigionarsi di beni di prima necessità. Il primo cittadino, per trovare una soluzione, ha così ordinato in quel periodo di aprire al titolare di un alimentari stagionale di via Roma, per “arginare la situazione di estremo disagio che si verrebbe a creare per la cittadinanza, soprattutto per le fasce più deboli, quali l’infanzia e gli anziani, nonché di molte famiglie che non avrebbero la possibilità di approvvigionarsi dei generi di prima necessità”. Assenso ha infine incaricato gli “agenti della forza pubblica” di dare esecuzione all’ordinanza.

Fonte: H24 Notizie

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Lo strano caso del sindaco anosmico

IMG_7930.PNGIn merito all’articolo apparso sulla stampa in data 10.10.2014, in seguito ad un controllo di routine espletato dalla Guardia di Finanza di Gaeta in collaborazione con l’ARPA Lazio sede di Latina sull’impianto di depurazione dell’isola, il Sindaco del Comune di Ventotene Giuseppe Assenso, in qualità anche di Presidente dell’Ente Gestore della Riserva Naturale Statale ed Area Marina Protetta “Isole di Ventotene e Santo Stefano” ritiene opportuno chiarire quanto segue, al fine di evitare ogni eventuale allarmismo mediatico riguardante l’Isola e il suo bene più prezioso e cioè il suo mare la cui tutela e conservazione del relativo habitat costituiscono uno dei principali obiettivi dell’Ente che con la massima attenzione pone in campo tutti gli strumenti di cui dispone per garantire la fruibilità delle acque di balneazione (allo scopo è stato sottoscritto apposito protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza Comando Regionale del Lazio i cui reparti navali costieri tutelano l’intera Area Marina).

Il Sindaco Assenso dichiara: “ho letto con apprensione e dispiacere, nell’articolo apparso il 10.10.2014 sulla stampa, le informazione circa l’impianto di depurazione dell’Isola che appare non a norma e non abilitato ad avere il titolo autorizzativo allo scarico in mare e come lo stesso non rispetti i limiti tabellari previsti dalla normativa per le aree soggette a particolare tutela ambientale. Dissento nel merito, trattandosi di notizie che non rispecchiano la reale situazione. L’unico dato oggettivo è quello della mancanza di autorizzazione allo scarico ed al riguardo si precisa che lo stesso scarico era precedentemente autorizzato e solo a causa di una questione formale – domanda di rinnovo inoltrata in ritardo – l’Ente Provinciale non ha ancora provveduto al relativo rilascio. Di conseguenza il superamento dei limiti tabellari è un’affermazione generica e comunque priva di effetti giuridici. Nessuna denuncia è stata fatta se non una normale sanzione amministrativa che sarà contestata nelle sedi opportune, per l’inosservanza di quanto stabilito dal D.Lgs.vo 152/2006. A nome personale e dell’Amministrazione Comunale che rappresento ed in qualità anche di Presidente dell’Ente Gestore della Riserva Naturale Statale ed Area Marina Protetta ‘Isole di Ventotene e Santo Stefano’ mi permetto, nei modi più civili e democratici, anche nel rispetto delle forze dell’ordine che operano sul territorio, dei cittadini ventotenesi e dei tantissimi turisti che affollano l’Isola (anche in questo periodo) di dissentire riguardo le informazioni generiche e non corrette riportate nell’articolo di cui in oggetto”.

Fonte: 2.0 News

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Ventotene: altro che acque blu! Quest’estate i turisti hanno fatto il bagno nella fogna!

La GdF nel depuratore di Ventotene

La GdF nel depuratore di Ventotene

L’impianto di depurazione delle acque reflue urbane di Ventotene non rispetta i restrittivi limiti tabellari previsti dalla normativa per le aree soggette a particolare tutela ambientale, a scoprirlo sono stati i militari del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza in collaborazione con l’ARPA Regionale.

Nel mese d’agosto scorso i militari della Sezione Operativa Navale di Gaeta, unitamente al personale della Sezione Provinciale ARPA di Latina, nell’ambito del protocollo d’intesa stipulato tra la Guardia di Finanza Regionale e l’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale, hanno avviato l’ispezione presso l’impianto di depurazione dell’isola di Ventotene, classificata Area Marina Protetta e Riserva Naturale Statale.

Gli accertamenti tecnici, e le successive verifiche amministrative, hanno evidenziato l’inosservanza delle disposizioni dettate dal Testo Unico Ambientale – Dlgs 152/06, ed in particolare è emerso che l’impianto di depurazione dell’isola, pur se precedentemente autorizzato, allo stato attuale risulta privo del titolo abilitativo allo scarico. L’eventuale validità del titolo abilitativo avrebbe richiesto il rispetto di limiti tabellari più ristrettivi previsti dalla normativa per le zone ed aree soggette a particolare tutela ambientale, che gli esiti dei campionamenti effettuati hanno dimostrato non conformi.

Gli accertamenti amministrativi ed i referti relativi alle analisi dei campioni effettuati hanno imposto ai militari della Sezione Operativa Navale di Gaeta di procedere alla contestazione per l’inosservanza di quanto stabilito dall’art.124 del D.Lgs. 152/006, per cui è prevista, dall’art. 133 comma 2, la sanzione amministrativa da 6.000 a 60.000, non oblabile, nonché l’avvio del procedimento di diffida da parte del Settore Ecologia ed Ambiente della Provincia di Latina.

La responsabilità è ricaduta sul Comune di Ventotene quale proprietario e gestore dell’Impianto di depurazione delle acque reflue urbane dell’intero territorio Isolano, ed in particolare sul funzionario Comunale con specifica delega, conferita con delibera di giunta, per la gestione dell’impianto di depurazione.

Pur non essendo una situazione allarmante, specie nei mesi invernali, le inosservanze alle prescrizioni sulla tutela ambientali comportano, inevitabilmente, delle ricadute economiche negative qualora, specie nei mesi estivi, la situazione di degrado dovesse improvvisamente realizzarsi in presenza del forte afflusso turistico.

Pertanto l’azione di controllo condotta dalla Guardia di Finanza e dall’ARPA del Lazio non ha solamente un fine repressivo, ma soprattutto ha una finalità di prevenzione e stimolo nell’indirizzare le spese a carico della collettività, prima che intervengano danni più seri e più costosi.

Le Fiamme Gialle del ROAN di Civitavecchia, con i mezzi aerei e navali in dotazione, già da anni è impegnata nella attività di tutela dell’ambiente, attraverso un costante monitoraggio del territorio e soprattutto delle coste Laziali da Montalto di Castro al Garigliano e nell’arcipelago pontino.

Fonte: H24 Notizie, Corriere della Sera, Parvapolis, Latina Notizie

GUARDA ANCHE: Cala Nave in sicurezza: e le fogne?

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Abuso d’ufficio. Rinviato a giudizio l’ex comandante del porto di Ventotene e due ormeggiatori isolani

L'ex comandante del porto di Ventotene Filippo Ciminelli

L’ex comandante del porto di Ventotene Filippo Ciminelli

Regole forzate per far ormeggiare ai pontili di due isolani imbarcazioni di lunghezza superiore al consentito, facendo così aumentare gli affari dei pontilisti. Con quest’accusa, ipotizzando il reato di abuso d’ufficio, il comandante del porto di Ventotene, Filippo Ciminelli, ieri è stato rinviato a giudizio. E per concorso nello stesso reato a giudizio anche gli ormeggiatori che avevano ottenuto, sei anni fa, i permessi incriminati: Enrico Alleati e Antonella Langella. A disporre un processo è stata il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, accogliendo la richiesta del pm Giuseppe Miliano. La prima udienza è fissata per il prossimo 25 marzo, davanti al I collegio del Tribunale di Latina.

Il procedimento prende le mosse da un’indagine compiuta nell’estate 2008 dai carabinieri. I militari verificarono che ai pontili erano ormeggiate barche superiori ai 13 metri, misura massima consentita nel porto. Tutto grazie a delle deroghe sugli attracchi concessi a Langella e Alleati dal responsabile della locamare Ciminelli. Per gli inquirenti, tali autorizzazioni avrebbe favorito un ingiusto profitto patrimoniale ai due pontilisti, potendo appunto aumentare la ricettività delle loro darsene. Inutili sinora le giustificazioni degli imputati, che quei permessi erano stati dati in quanto in condizioni eccezionali può essere consentito l’ancoraggio a imbarcazioni superiori ai 13 metri e quelle oggetto dell’inchiesta lo erano. La verità dovrà emergere dal processo.

Fonte: H24 Notizie

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